In un ombra di ricordi

Dove eravamo rimasti?

La freccia pare essere l'unica linea guida per il protagonista. A cosa lo condurrà? Al primo frammento della sua memoria perduta. (56%)

Un passo avanti

La situazione era assai bizzarra, ma seguii il suggerimento della freccia fino ad arrivare sul tetto della palazzina.Per mia fortuna, in cielo era comparsa la luna piena, che illuminava tutto il circondario.

Data la mia attuale posizione, più che favorevole data l’altitudine, provai a guardare di sotto sporgendomi dal bordo del tetto con la testa. Non scorsi nulla di rilevante.

La mia attenzione venne però catturata da alcuni sordi rumori, i quali sembravano aver sorgente nei vicoli sottostanti. Prima di scendere dal tetto, mi voltai ad est; fu così che notai uno strano bagliore provenire dal parco principale della città. Con grande foga mi precipitai nuovamente per strada. Uscii e con mio grande stupore mi ritrovai difronte l’ombra che precedentemente avevo tentato d’inseguire. Immobile su un muro, così da poterla osservare con attenzione: le fattezze erano umane, ma non c’era anima viva. Solo quell’ombra. La fissai e le urlai contro. Inutile. Non appena mossi un passo avanti, l’ombra si scompose e alzò il braccio sinistro quasi come se volesse dirmi di fermarmi. M’immobilizzai e l’ombra allungò allora l’altro braccio verso destra. La direzione era quella che mi avrebbe dovuto condurre al parco. Un caso? Non poteva esserlo.

Mi distrassi un attimo, giusto il tempo fu sufficiente per l’ombra di scomparire nel buio circostante. Era di nuovo solo, ma qualcuno mi stava guidando. Verso cosa non mi era dato saperlo, ma almeno era qualcosa. Arrivare al parco centrale si rivelò più complicato del previsto: la via più rapida per giungere a destinazione era letteralmente crollata, probabilmente a causa del cedimento di alcune fondamenta sotterranee. Senza altre opzioni, dovetti imboccare l’altra strada, quella che mi avrebbe fatto fare il giro più lungo. A circa metà strada, trovai una volante della polizia; purtroppo inutilizzabile a causa di una gomma forata. Prima di proseguire però, pensai bene di frugare nel bagagliaio. All’interno trovai una pistola e un’altra torcia. Continuai il cammino. Giunto al parco centrale della città, mi sentii perso. L’area era notevolmente estesa. Diedi pertanto inizio a un giro di perlustrazione. Passò diverso tempo e gradualmente mi sentii sopraffare da un incredibile stanchezza. Il silenzio, sovrano incontrastato, era cornice di un mondo abbandonato. Inverosimile. Assurdo quasi. La temperatura calò drasticamente e non avevo nulla con cui provare ad accendere un fuoco, per cui mi sdraiai su una panchina, con la pancia rivolta all’insù. Il freddo accelerò il mio assopimento. Giusto un secondo prima di chiudere gli occhi però, ebbi una visione di quello che doveva essere un mio ricordo: una galleria, l’immagine sfocata di una bambina che per la strada si sbracciava e poi luci accecanti. Le ore passarono e tenui raggi di sole iniziarono a spuntare fra le fessure dei palazzi lì davanti; accarezzandomi il viso. Mi destai.

La pungente aria mattutina mi spronò ad alzarmi di scatto. Mille pensieri iniziarono a scuotermi la mente; dovevo scoprire cosa accidenti mi era capitato per perdere la memoria e ritrovarmi in una città fantasma. Mi misi immediatamente in cammino, seppur uno sconforto non indifferente inghiottì ogni mia speranza.

Mentre girovagavo per i quartieri della cittadina, attonito, non potei far altro che ripensare a quel “sogno” così strano. Così enigmatico. Ad un certo punto, dove la strada principale si biforcava, notai un curioso negozio di giocattoli. Decisi di entrare. Senza motivo specifico. Lo sguardo si posò su una macchinina telecomandata, posta al centro del locale. Era rossa fiammante, modello sportivo; un tipo di chicca che a tutti i maschietti farebbe gola. Più fissavo quella macchina e più provavo un senso di malessere, di profonda agonia.

«Basta! Basta! Agh, la mia testa… ancora!» Sofferente, barcollai lungo i mobili del negozio cercando di farci forza per reggermi in piedi, ma arrivato sulla soglia del negozio persi l’equilibrio.   Le immagini si sdoppiarono, un senso di nausea mi sopraffò. Al contatto col pavimento, atroci dolori mi sconvolsero. Come se le mie ossa si fossero rotte. Rotolai per il pavimento polveroso e gridando di dolore che non mi dava pace. E poi, ecco udire nella mia testa un sibilo acutissimo, che parve spaccarmi i timpani. Seguì infine la medesima voce della bambina del mio sogno e del risveglio in ospedale.

 «Papà, perché devi sempre litigare con la mamma in quel modo?»

«Perdonami tesoro, io e la mamma… non stiamo passando un momento facile. Ah! Porca miseria, dov’è finito quello stramaledetto telefono?!»

«Papà! Attento! Ci viene contro! Papà!»

Ancora accovacciato dal dolore alla testa e i miei riflessi decisamente rallentati, non notai subito che qualcosa si stava avvicinando. Un frastuono: grida mischiate a suoni metallici. Un crescendo di paura e sgomento nacque in me. Pietrificato.  Quasi, perché caddi all’indietro. In un lampo, un’enorme ombra nera si scaraventò su di me, lanciandomi con grande prorompenza diversi metri più in là.

Qualcosa ha attaccato il protagonista, ma cosa? Quale scelta narrativa prendiamo?

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  • Continuo con lo svolgimento degli eventi. (100%)
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  • Spiego cos'è accaduto dilungandomi nei dettagli. (0%)
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17 Commenti

  • Il nostro sconosciuto me lo sto immaginando un misto tra Joel di The Last of Us e Wolverine nel trailer del film Logan. Forse ho qualche problema. Vedo che siamo a Silent Hill un pochino. Complimenti.
    Forse il protagonista è un pò troppo calmo in questa situazione, ma potrebbe darsi che ci sia un motivo (anzi sono sicuro).
    Voto per andare avanti

  • Ciao la trama e’ coinvolgente ma ancora poco si sa sul protagonista o su dove si trovi al momento (ovviamente perche’ nemmeno lui lo sa ancora :D) percio’ ho optato su scoprire l’identita’ del padrone dell’ombra chissa’ che non riesca a chiarire qualcosa nella mente offuscata del protagonista 😀 a presto 🙂

  • Io, invece, non credo fosse descritta male la cosa. Il protagonista si sveglia senza memoria e si ritrova in una città fantasma, trovare una qualsiasi persona in quel luogo così silenzioso può senz’altro essere utile. Infine non mi ha infastidito il modo in cui hai descitto l’inseguimento, bravo.

  • Al primo frammento.
    Ciao,

    Una sorta di Myst in salsa, mi pare di capire, horror. Interessante.
    Ogni volta che commento qualche autore per la prima volta ho preso l’abitudine di premettere che tendo a scrivere troppo. Lo faccio soprattutto perché credo molto nella comunicazione tra noi e penso che il confronto sia utile (soprattutto a me ché ne ho bisogno! 😀 ).
    Quindi scusa se potrò apparirti inopportuna, sono un po’ imbranata ma non sono animata da cattive intenzioni.
    L’incipit è interessante e scorrevole, ma mi convince poco la ‘consecutio’ del protagonista. Insomma, per come la racconta sembra quasi obbligato a compiere certe azioni che a me non paiono poi così scontate: vede l’ombra di una persona e comincia a inseguirla? Continua l’inseguimento in un vicolo buio?
    Non so, io e molti altri che conosco avrebbero agito diversamente…
    Ecco, questa parte mi lascia un po’ perplessa.

    Ciao Ciao

    • Ciao Moneta, grazie di seguirmi e per aver lasciato un così interessante commento! Per quanto riguarda la consecutio… comprendo i tuoi dubbi, ma capirai più avanti il perchè delle sue azioni; è tutto calcolato (a regola XD). Ti aspetto per il prossimo capitolo, intanto appena riesco leggo la tua storia 😉 a presto!

  • Ciao Mingo, ho letto questo incipit tutto di un fiato.
    Mi piace molto come parte la storia, nel vivo di questa atmosfera inquietante e quasi opprimente. Sarei curioso di saperne di più sul personaggio, così ho optato per far risvegliare un frammento della sua memoria.
    Seguo volentieri, alla prossima

    • Ciao Fluo, mi fa piacere averti qui 😉 questa è una storia che ho in cantiere da non so quanto tempo ormai e spero di svilupparla al meglio ahah questa sarà una storia un pò particolare, soprattutto per l’atmosfera e la psicologia del personaggio… Appena riesco leggo la tua nuova storia 😉

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