La città è semplicemente strada..

La festa da Tomas

“Ania! Tra un’ora saremo da te, fatti trovare pronta”

“Tra un’ora? Per quale motivo valido Sharon?” le chiesi già preoccupata per la sua possibile reazione.

“Motivo valido!? C’è la festa a casa di Tomas e anche se non ci vuoi venire, non mi puoi lasciare da sola con quelle due quindi sei obbligata a venire, tesoro. E sai una cosa.. anzi, ne parliamo appena arrivo da te. A dopo tesoro!”

E mi riattaccò così, senza darmi nemmeno il tempo di risponderle, di poter dare la mia opinione. E poi mi chiedono per quale motivo me ne voglio andare da questa città di pazzi.

Passai quell’ora a prepararmi e sistemarmi il più possibile anche se tutto quello che provavo a fare era contro la mia forza d’animo, finito il tutto mi sedetti nel pavimento e iniziai a guardare il mio volto allo specchio. 

Più mi guardavo e più pensavo a quelle tre, che sarebbe arrivate a momenti. Sharon, la mia migliore amica.. anzi, lo era.. per me ora potrebbe morire bruciata insieme a Lia e Michela (Mea), le sue “servette”, almeno così le chiama lei alle loro spalle, non proverei niente per loro. Almeno, non ci riuscirei.

Suonò il campanello ed ecco tornare l’ansia, presi la borsa e corsi al piano di sotto, prima uscivo di casa e prima ci sarei tornata, no?

Erano già arrivati tutti, erano Sharon e il suo fidanzato Simone, Lia, Mea e il suo ragazzi, di cui non so nemmeno il nome.

Io andai nella macchina con Sharon e Simone e dopo molto, arrivammo. Sharon se ne andò dentro alla casa, insieme alle altre due ragazze per fare una grande entrata ad effetto, le piaceva fin troppo stare al centro dell’attenzione, cosa che io odiavo particolarmente di lei ma purtroppo, anche se ho cercato, molte volte di parlarne, lei faceva finta di niente cercando sempre di cambiare argomento.

Mi ritrovai da sola, quando qualcuno mi toccò la spalla, mi girai di scatto e vidi Simone.

“Non vai dentro con loro?” mi chiese sorridendo.

“Non penso di essere la persona più adatta per fare un’entrata ad effetto, diciamo che finirei con la faccia per terra.” 

Scoppiò a ridere “Che pazza! Dai allora, ti porto con me!” e mi fece un cenno, come per seguirlo.

“Ma..” si voltò verso di me, “Tu alla festa non ci vai?”

“Quello non è il mio genere di festa, preferisco la tranquillità a tre bambini urlanti” ci guardammo e iniziammo a ridere, “Per te è lo stesso?” 

“Onestamente si, nemmeno ci volevo venire, è stata Sharon ad obbligarmi!”

“Si, lei è sempre la solita.. ma penso che tra noi finirà molto presto.” 

A queste parole mi passò un brivido freddo attraverso la colonna vertebrale, “Pensi di lasciarla?!”

“Non ne sono ancora sicuro, il futuro è ancora incerto quindi per ora preferisco aspettare.” alla fine di quelle parole mi prese la mano e iniziò a correre, quasi non riuscivo a stargli dietro ma dopo poco si fermò, tirò fuori dallo zaino una coperta, se così posso chiamarla, la buttò a terra e ci buttammo.

Parlammo per davvero tanto e di qualsiasi argomento ci passasse per la testa quando iniziò a farmi domande molto strane “Ma tu fumi?”

“Cosa?” gli chiesi e lui iniziò a ridere “Tipica risposta da fattona!”

Avevamo in comune perfino la droga.

“Da quanto tempo fumi Ania?”

“Dalla mia vacanza in Spagna, tutto grazie a mia sorella diciamo” gli risposi.

Mentre lui era impegnato a preparare la canna, gli arrivò un messaggio “Ania, potresti leggere il messaggio per favore?”

Marco: Simone! Dove sei? È più di un’ora che ti stiamo cercando.

E dopo poco Simone li chiamò e arrivarono quasi immediatamente. Erano cinque ragazzi, tutti della nostra scuola con cui non avevo mai parlato, sia per la differenza d’età che per la loro fama da cattivi ragazzi che, se devo essere onesta, non sembravano.

Dopo qualche ora riuscivo già a parlare tranquillamente con tutti, mi sentivo come se fossi a casa, una sensazione veramente bella e nuova da quando ero ritornata in Italia.

Ormai erano le una della mattina quando sentimmo tutti dei rumori e ci spaventammo a morte, poi sentimmo della musica e una voce cantarci sopra e lì tutti capirono ci fosse e iniziarono ad urlare “Ghetto! Ghetto! Ghetto!” tutti felici, mi girai verso Simone, “Chi è Ghetto?”

“Davvero non sai chi è Ghetto?!” mi chiese con aria molto sorpresa “È della nostra stessa scuola io sono sempre insieme a lui” ancora non capivo.. 

Poi un ragazzo urlò “Stefano!” e lì capii tutto, mi girai e lo vidi, era il ragazzo che ogni giorno vedevo alla fine della scuola.. il ragazzo più bello che avessi mai visto e finalmente ce lo avevo davanti e avrei anche avuto l’opportunità di parlarci.

Salutò tutti i suoi amici poi mi puntò lo sguardo addosso “Ma io ti conosco! Sei Ania vero?”

Ero sconvolta dalle sue parole “Si, sono io.. ma come fai a sapere chi sono?”

“È stata Sharon.” e iniziò a ridere anche se io ancora non riuscivo a capirci niente, nemmeno una parola.

Passavano le ore e mi stavo innamorando sempre più di Stefano.

Quando non riuscii più a reggermi dal sonno e lui decise di accompagnarmi a casa, salutai tutti con la premessa di uscire ancora insieme.

Quando..

Quale disastro può essere capitato ai ragazzi?

  • Ania si ritrova Sharon, molto nervosa, davanti casa. (0%)
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  • Stefano invitato da Ania, resta a dormire a casa sua. Ma dopo poco, si ritrova dentro casa con tutti i ragazzi. (0%)
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  • Ania si accorge di non avere le chiavi di casa quindi Stefano decide di lasciarla venire a dormire nella sua casa. (100%)
    100
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2 Commenti

  1. Ciao Gaia. L’incipit è molto carino e leggero, adatto a un racconto rosa che trascina le donne a sognare nelle storia d’amore che legge. Dovresti curare un pochino di più la forma, perdonami se lo dico, è solo per aiutare e non giudicare o sentirmi professore. Scrivendo s’impara, quindi buon lavoro e a presto! Se hai voglia passa a trovare la mia storia. A presto.

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