Labirinto Neurale

Dove eravamo rimasti?

Il cerchio si chiude. Scrivete nei commenti dove si trova Nevron secondo voi. Come deve concludersi questa storia di sospetti e misteri? In maniera realistica, con un sacrificio di alcuni e la salvezza di altri (70%)

L’uomo è un genio quando sta sognando

Il Fulcro.

Il cuore di Dedalo. Così diverso dal caos della metropoli. Nessun groviglio di passaggi. Nessuna insegna. Nessun passante. Solo schiere perpendicolari di edifici dello stesso colore. Geometrici. Identici. Perfetti.

 

– Finalmente, dottore! Adam! – gridò l’ispettore Morgan, entrando in uno dei magazzini. Era una grande sala con decine di madie sibilanti e luminose.

– Benvenuto – rispose un uomo biondo, alle prese con uno degli elaboratori.

– Avevo ragione! Nancy Golight aveva spedito uno di quei computer qui nel Fulcro ma in realtà c’eri tu dentro! – replicò il poliziotto, euforico.

– Un piccolo stratagemma per sfuggire ai miei inseguitori – rispose Nevron, collegando uno spinotto e avvicinandosi al poliziotto – Immagino vorrai delle risposte. Invece, permettimi di cominciare con una domanda. Dimmi, dove risiede la tua identità, Ray Morgan?

Ray incontrò gli occhi azzurri di Adam, colmi di carisma e curiosità.

– Intendi forse il mio distintivo?

Nevron sorrise con garbo.

– E’ la mente la chiave della nostra identità – disse lo scienziato – I ricordi e gli insegnamenti del passato sono la nostra anima. E’ la memoria a definire ciò che siamo. Ah, un concetto così affascinante!

Nevron abbassò lo sguardo.

– La mente è affascinante, vero, ma non è perfetta – continuò il dottore – Non è simmetrica rispetto al bene e al male. Tendiamo a dimenticare le esperienze positive mentre rimaniamo preda dei ricordi negativi. E spesso questi ultimi formano un labirinto traumatico, un corto circuito di dolore dal quale è difficile uscire…

Nevron smise di parlare.

Voltò le spalle all’ispettore e se ne allontanò.

– Adam, che… – farfugliò Ray, sorpreso.

– Il progetto Minosse era la mia soluzione ai dedali del passato – disse Nevron – Avevo trovato il modo di agire sui circuiti neurali della memoria. Attraverso simulazioni guidate da un’intelligenza artificiale, potevo trattare i miei pazienti. Come in un lungo sogno, si poteva dimenticare.

– Allora è vero. Hai inventato una macchina per rimuovere traumi? Tu sei… il Dedalo del segnalibro?

– Lo sono. E sono anche Minosse – disse Adam, voltandosi verso il proprio interlocutore. Gli stessi occhi azzurri di poco prima ora erano dilaniati dal dolore.

– Ray, come hai visto in quella simulazione, quando ero piccolo compii un crimine terribile. Se non avessi convinto Diego a salire su quell’albero allora forse…

– “Il tuo crimine non è ancora stato oscurato” – sillabò Ray, pensante.

– Sì, lo specchio non mentiva – ammise il dottore, stringendo i pugni – Volevo che tu pensassi a me come il criminale colpevole che in fondo sono. Un criminale che ha studiato neuroscienze allo scopo di ripulirsi la coscienza. E trovare sollievo. Tu non sai cosa voglia dire vivere le giornate nel terrore, cercando sollievo nel sonno. Nell’annullarsi della propria identità.

– Io credo che tu non sia un criminale, Adam. Il tuo genio ti ha permesso di creare una macchina prodigiosa! Però la DendriCorp ora ti è alle calcagna. Devi farti forza e reagire!

Il neuromante sorrise.

Una lacrima scintillante gli solcò il volto.

 – Grazie, Ray. Volevo condividere la mia storia e ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti. Ho provato a farlo con Madison ma mi ha respinto. E io l’ho accettato – Nevron fece una pausa – Non la merito.

– Adam, io ho visto il tuo ricordo. Quello che è successo non è colpa tua.

Lo scienziato s’irrigidì.

Si passò le mani sul volto.

E tornò a parlare con tono composto.

– Ti ho guidato attraverso questa ragnatela di menzogne per farti conoscere, Ray. Se fossi venuto direttamente da te, non mi avresti creduto. E avrei influenzato la tua opinione. Sono contento di averti dalla mia parte. Ti prego di prenderti cura di me.

– C-cosa?

– Non permetterò che la DendriCorp manovri l’identità e la mente degli uomini. Non siamo consumatori ma persone! – disse lo scienziato, coprendosi gli occhi con un visore azzurro – Ho cancellato tutti i miei progetti e grazie a te ho rimosso Arianna dal mio laboratorio. Ora cancellerò la mia memoria e l’ultima copia di Arianna allo stesso tempo. I segreti DendriCorp verranno resi pubblici e spero che questo basti.

– Adam, vuoi davvero sacrificarti fino a questo punto?

– Il mio ricordo infantile è connesso a tutti gli altri. Il solo modo per dimenticarlo è cancellare tutto. E così dimenticherò anche tutte le nozioni della macchina che potrebbero essermi estorte con la forza. E’ l’unico modo.

– No! Basta stronzate! Non ti permetterò di rovinarti la vita così! – gridò Ray, scattando verso lo scienziato.

Il neuro-poliziotto arrivò solo a sfiorare il neuromante. Scomparso e rintracciatore, finalmente ricongiunti alla fine dell’indagine.

– Scusa – sussurrò Nevron.

Poi tutto divenne bianco. Un bianco luminoso. Accecante. Abbagliante.

— 

Camminò alla luce del tramonto. La brezza gli scompigliò i capelli biondi.

Salì su per la collina. Salutò il bambino dai capelli neri.

Gli diede una mano e lo prese in braccio.

Sapeva che si trattava di un’illusione. Presto l’avrebbe dimenticato.

Finalmente era sereno.

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143 Commenti

  1. Ciao Massimo
    Il tuo racconto mi è sembrato originale e ben scritto. Tuttavia, la presenza di tanti dettagli fantascientifici mi ha fatto perdere il filo varie volte.
    “Crederò nell’anima quando l’avrò sulla punta del mio bisturi…” disse qualcuno, più scettico di Adams.Che avesse ragione?
    ” E’ la mente la chiave della nostra identità … E’ la memoria a definire ciò che siamo”.
    Ma sarà proprio così?
    Potrei parlare con Adams giornate e giornate intere…
    …tra un bicchiere di coca ed un caffe’
    tiravi fuori i tuoi perché e
    proponevi i tuoi farò… ahah!
    E poi… Il sonno ed i sogni possono essere terrificanti quanto le sue giornate vissute nel terrore.
    Considerazioni a parte, spero di rileggerti ancora.
    ciaooooo

  2. Mi è piaciuta la tua teoria, pur non condividendola. La mente – punti di vista scientifici, immagino – con i suoi ricordi, la sua memoria costituisce l’anima. Magari non è così, io sono più convinta che l’anima sia, sì, formata anche da ricordi, ma sia un progetto in divenire. In ogni caso è lunga da spiegare e non è questo il luogo adatto. Ti faccio i complimenti per il plot, l’esposizione e l’idea. Ti suggerisco nelle tue prossime scritture di indagare di più la tridimensionalità dei personaggi e meno il contesto fantascientifico. Lo sai che un luogo e l’influenza che il luogo esercita su un personaggio si possono esprimere anche attraverso il carattere ( caratterizzazione) del personaggio stesso senza nemmeno scomodarsi a descrivere ambienti e connotazioni temporali? Un abbraccio e a presto con la tua prossima storia 😉

    • Caro Ivano, apprezzo davvero tanto la tua stima, è contraccambiata al 100%!

      Ho un romanzo thriller/soprannaturale di cui ho fatto fare anche l’editing e la revisione e mi piacerebbe autopubblicarlo! E’ stato il primo romanzo che ho scritto, tra l’altro tanti anni fa, quindi non penso meriti di più dell’autopubblicazione, però gli ci sono affezionato! E poi ci sono molti temi simili a quelli di questo racconto, con un detective bravo quanto Ray e una fredda megalopoli sotto la pioggia!

      Devo solo decidermi a ultimare la revisione e sottomettere!

  3. Il fulcro, il cuore della storia: Nevron… o meglio i suoi ricordi.
    Bel finale, mi è piaciuto lo stratagemma della cassa, semplice e si potrebbe dire antico… si ricollega al racconto, in bilico tra futuro e passato.
    Affascinate il tema della memoria, un dedalo nel quale ci si può perdere… cosa posso dirti? Bravo!
    Da fan della fantascienza aspetto un nuovo racconto…

  4. Finale amaro, molto amaro. Non ho mai visto l’oblio come una consolazione.
    Bene, hai condotto in porto questa bella storia.
    In genere, giunti alla fine, tengo a far sapere all’autore le mie impressioni.
    In realtà penso di aver già scritto tutto, quindi è più che altro un riassunto.
    La storia è ben costruita, coerente, narrata con accuratezza. Avrebbe meritato un’attenzione maggiore, ma immagino che ormai tu conosca le dinamiche ‘commerciali’ di questo sito 🙂
    Che, per inciso, trovo più interessante rispetto ad altri, perché trovare centinaia di commenti per un unico racconto è veramente raro.
    Spero di rileggerti presto
    Ciao

    • Caro JAW grazie mille! Grazie per avermi accompagnato in questo percorso, le tue dritte e i tuoi commenti sono sempre stati costruttivi e molto utili!

      Vero, purtroppo la fantascienza qui non è molto letta ma va bene lo stesso! Mi è piaciuto così tanto costruire questo racconto che non mi dispiacerebbe espanderlo.

      Spero di riuscire a finire la revisione di un romanzo che auto-pubblicherò a breve e poi forse con l’anno nuovo ci sarà un’altra novità 🙂

      Continuerò a leggere le tue storie qui e, chissà, magari inizierò un’altra storia qui su TheIncipit! Hai proprio ragione, è molto difficile trovare un sito così ricco e ben commentato!

  5. Ciao a tutti!

    Sto lavorando sul capitolo finale, che sarà la conclusione di questa piccola saga futuristica. Riassumiamo i possibili nascondigli di Nevron per ricapitolare un attimo:

    – l’E-lusion, il piacevole e decadente club privato di Dedalo dove ci si incontra per chiacchierare, bere e godere di spettacoli voluttuosi;
    – la stazione della neuro-polizia, quale posto più sicuro di una stazione piena di poliziotti?
    – il Fulcro, il cuore della città di Dedalo. Chiuso al traffico e sorvegliato con telecamere a circuito chiuso, ospita i server che offrono i principali servizi telematici della metropoli.
    – i laboratori DendriCorp, dove si trovano gli uffici di Nancy Golight e di Adam Nevron. Attualmente sono metti a soqquadro dalla sorveglianza DendriCorp, che è alla ricerca di Ray.
    – gli uffici amministrativi DendriCorp, ospitati in una vecchia cattedrale. E’ il primo luogo della storia, dove Ray nota l’alveare operoso degli ingenui ma efficienti impiegati DendriCorp.

    Dove pensate si trovi Adam Nevron tra tutte queste possibili opzioni? 😉

  6. Sacrificio di alcuni e salvezza di altri, perchè è più coerente con tutta la storia.
    In merito ascoltavo un uomo di legge, proprio ieri, spiegare una cosa interessante: quando si parla di sacrificare molte vite per un bene più grande, per esempio salvare il mondo, si pensa che la loro morte sia il male minore. Ma quest’uomo ha obiettato con una semplice domanda: e chi stabilisce quale vita sacrificare e quale salvare?
    E mi torna in mente Amleto: Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.
    E i tuoi personaggi cosa fanno? sopportano o si sacrificano e lottano? 😉

    • Accipicchia pensavo di aver risposto a questo commento ma forse ero in aeroporto e la connessione mi ha giocato un brutto scherzo… Solo ora me ne rendo conto, ti chiedo umilmente scusa Alessandra!

      Vediamo di recuperare: porti alla luce un tema che mi è molto caro, ovvero quello delle motivazioni. Quale deve essere la giunta spinta motrice da dare ai propri protagonisti nel corso della narrazione? Perché mai devono sopportare le avversità dell’intreccio o sacrificarsi nel finale?

      Ammetto che, in qualità di autore alle prime armi, non ho una risposta compiuta e solida. Sono ancora nella fase esplorativa 😉 La mia idea, tuttavia, è proprio nel dubbio amletico: non ci sono solo due opzioni, ovvero l’Essere o il Non-Essere, ma c’è anche la classica moneta che cade di taglio, la terza opzione ovvero l’Essere nel Non-Essere, l’Illusione. Quasi tutte le mie storie affrontano personaggi che hanno a che fare con l’illusione. Talvolta la usano come metafora per rifuggire i dolori del mondo e quindi sacrificarsi con la giusta motivazione (ma non per un giusto motivo). Altre volte i miei personaggi sfruttano l’illusione come strumento di catarsi, cercano di ribellarsi all’Illusione per raggiungere l’Essere ma inevitabilmente ogni ribellione finisce male. E poi ci sono ancora altre volte in cui la ribellione è inutile ma il corso della storia premia comunque chi prendere le armi contro un mare di triboli, garantendo un finale giusto a chi è valoroso, un finale senza più illusioni, dove anzi l’Illusione è stata strumentale per la costruzione dei personaggi.

      Forse in questo dibattito pecco un po’ di essere troppo esistenzialista e poco realista. E mi rendo conto anche che nel finale di questa storia ricadiamo in uno dei primi casi: uno dei personaggi principali sublima l’Illusione senza però avere la forza di liberarsene. Credo sia un finale abbastanza realistico, in fin dei conti! Sono curioso di sapere cosa ne pensi tu, Alessandra!
      Ancora scusa per il ritardo nella mia risposta!

      • In verità nemmeno io aveo letto questa tua risposta… 😉
        Interessante la tua analisi. Ma tieni presente, quando crei un plot, che l’illusione non è un tema. La moneta che cade di taglio è una visione interessante, originale persino, ma è tematica all’interno del tema – lo so, detto così è ostico – non è il tema. La domanda che devi porti è “perché”. Grandi guru della scrittura creativa ( insegnanti) ci dicono che ognuno di noi ha un solo tema da affrontare che nasce dall’interno e che lo metteremo in tutto quello che scriveremo. Magari non ci faremo neanche caso ma ogni volta proporremo una nuova storia che, di base, dibatte sempre sullo stesso tema. Fa parte del nostro retaggio e del nostro fatl flaw. Infatti, ogni volta che proveremo a scrivere d’altro non riusciremo con la stessa efficacia né con lo stesso coinvolgimento. Facci caso. Se tu hai individuato “l’illusione” sei già un pezzo avanti. Ma illusione “dove, come, quando e perché” dovrai scoprirlo. Ah, dimenticavo, un finale realistico non significa nulla. Realistico è una visione delle cose soggettiva che non serve a niente ai fini di una storia. Il finale deve essere tematico, non ha importanza che sia surreale o realistico o come ti pare di definirlo. 😉

  7. Cerco di essere sempre realistico, anche se qualche volta mi piacerebbe che la realtà somigliasse alle favole.
    Finalmente un po’ di luce nel mistero. Capitolo bello e interessante.
    Ora ne manca solo uno. Finalmente avremo il piacere di conoscere Adam. Nelle prime righe mi era sembrato di capire che Madison fosse davvero un drone. Drone, droide, androide, fai tu.
    Ciao a presto

    • Grazie mille per il tuo commento Jaw, sono contento che il capitolo ti sia piaciuto! Ne manca uno, vero, siamo proprio arrivati alla fine! Dovrò pensare bene a come concludere questa storia…
      Ottima associazione di idee tra drone, droide e androide, da vero maestro della fantascienza 😉

      Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di spendere un paio di parole a proposito della scelta lessicale: prima che arrivassero gli aeroplanini comandati, era piuttosto facile appurarsi che il drone fosse il maschio dell’ape (chiamato anche fuco). Ora, questi simpatici animaletti non sono alla pari con le loro controparti femminili. I fuchi non hanno un pungiglione per difendersi e non possono sorbire il nettare. Devono dipendere dal miele delle operaie e la loro principale funzione è quella di inseminare. Una volta portata a termine la riproduzione sessuata diventano semplici bocche da sfamare e vengono uccisi con i pungiglioni dalle operaie.
      Trovo questo ruolo sociale semplicemente inquietante ma anche affascinante: i droni dipendono dalla società in tutto e per tutto e svolgono la propria funzione biologica senza davvero trarne alcun vantaggio, come fa al contrario la società di cui sono un mero ingranaggio. Allo stesso modo immagino persone principalmente vuote come Madison, ossessionate dal successo, incapaci di essere indipendenti e fautrici per questo della propria stessa disfatta, proprio come droni. Tutti quanti corriamo il rischio di diventare così, senza dare il giusto valore agli affetti e alla pluralità di situazioni della vita, credo.

  8. Bel capitolo!
    Affascinante il progetto Minosse, la memoria e la sede dei ricordi rimangono ancora un rompicapo…
    “Un cuore fragile come il ghiaccio” mi è piaciuta molto…
    Sulla località di Nevron devo ancora lavorarci, ma voto “in maniera realistica…”

    P.s.
    Francia, Olanda, Spagna… sei inseguito come Nevron? 🙂 😀

    • Sono contento che ti sia piaciuta la descrizione della cara Madison 😉 Mi raccomando, sono certo che riuscirai a decifrare gli indizi per risolvere questo ultimo puzzle, come hai fatto con i precedenti!

      Sto finendo un dottorato e per lavoro viaggio per conferenze et similia 😉 Però mi farebbe piacere conoscere Nevron al prossimo convegno! Dovrò stare attento ai suoi datori di lavoro però 😉

    • Ciao Norah, piacere di conoscerti e grazie mille per il tuo commento! Devo essere sincero: nella mia visione originale la storia finiva con un finale drammatico, che però apriva ad un seguito più sul thriller psicologico e meno sul fantascientifico.
      In corso d’opera ho cambiato idea, piuttosto che continuare questa storia preferirei provare TheIncipit nella sezione avventura o giallo 😉

  9. Dove si trova Carmen San Diego…ah ehm Adam Nevron?

    Ho lasciato tutti gli indizi nel racconto per scoprire dove si sia nascosto lo scienziato in fuga.

    Un piccolo commento personale: questo è il terzo capitolo di questa storia che scrivo in viaggio! L’incipit l’ho scritto di ritorno da un viaggio in Francia, questa estate. Il capitolo 6 l’ho scritto interamente durante un soggiorno ad Amsterdam. Il capitolo 9 l’ho realizzato a più riprese in un soggiorno in Spagna. Scriverò l’ultimo capitolo tra un paio di settimane, al mio estemporaneo ritorno a casa, in Italia.

    Spero che gli ultimi sviluppi facciano luce sugli avvenimenti pregressi! In caso contrario…parliamone 😉 Fatemi sapere cosa ne pensate e come volete che finisca la storia!

  10. Se devo essere sincero non so proprio chi votare. A volte mi chiedo se non sia un test per noi per sapere se ci abbiamo capito qualcosa del racconto oppure no 😛

    Il “problema” è che sono tutte e tre sicuramente implicate nella scomparsa, ma quale delle tre possa essere davvero il nemico… Nancy e Rose ce l’hanno con lui perché… diciamo “molestie sessuali”. Madison dà tanto l’idea di essere colei che sta tramando dietro tutto e sta guidando l’ispettore ed anche se cerca di non darlo a vedere, l’impressione che mi dà è che gli stia sulle… parti che non ha.
    Alla fine mi sa che voto a caso… Madison e Nancy!

    Alla fine voglio un riassunto degli eventi: voglio capire dove ho sbagliato 😉

    Ciao 🙂
    PS: qual’era la chiave per l’enigma?

    • Ciao Red Dragon! No, non è un test per l’attenzione! Però mi piace seminare indizi e piccoli dettagli per stimolare la discussione. A volte non è tanto la pagina scritta ma la discussione che questa fa scaturire a generare un buon racconto. Io sono ancora in fase di allenamento a riguardo, perciò mi piace provarci!

      Qui comunque le cose sono davvero ostiche. Come giustamente dici tutte e tre potrebbero avere dei motivi per vendicarsi di Nevron.

      Ricordiamo però l’ultimo messaggio cifrato: tutte e tre mentono. Quindi una di loro potrebbe stare facendo solo la parte in commedia ma essere dalla parte di Nevron, in realtà. Mi chiedo chi possa essere?

      Una volta identificata la vera alleata di Nevron si dovrebbe capire anche dove si trova ora il dottore. Nel corso del racconto, quali luoghi esplorati o inesplorati potrebbero essere nascondigli utili per lo scienziato più ricercato di Dedalo?

      La chiave per l’enigma era che stavolta il testo da tradurre era in inglese e non in italiano. Ecco perché tradurre direttamente non funzionava. Si poteva però usare lo stesso cifrario dell’altro messaggio per ottenere il testo originale. Come dicevo sopra, l’attenzione è nei dettagli 😉

      Mi piace la tua descrizione di Madison, posso chiederti a cosa è dovuta questa impressione? E’ tanto cara…all’azienda 🙂

      • >Mi piace la tua descrizione di Madison, posso chiederti a cosa è dovuta questa impressione?
        Volevo fare il copia/incolla delle parti, ma non ci riesco. A pagina 7, guarda caso la cara Madison intercetta Ray con la scusa di un messaggio che non ha mai lasciato. A pagina 2 spiega che il visore è di loro produzione. A pagina 8 parlano della falla di sicurezza creata appositamente. A pagina 1 Madison è a capo dell’azienda e, come tale, ha accesso a tutti i segreti. Aggiungiamo il suo modo di comportarsi ed abbiamo un ottimo candidato per il “capo delle ombre” che sta, dall’inizio della storia, indirizzando Ray (guarda caso, lo aspettavano, aveva gli accessi a filmati che avrebbero dovuto essere un po’ più nascosti, eccetera, eccetera).
        Il fatto che mi sembra che Nevron gli stia sulle… parti che non ha, è l’impressione che mi dà ogni volta che ha parlato di Nevron, dopo il primo capitolo (non so se era il tuo intento).

        Ciao 🙂

  11. Nancy e Rose, ma a caso.
    Ok, va bene che il codice del messaggio che citava Elusion era semplice, ma quest’ultimo non l’ho capito, non corrispondono le lunghezze delle parole, una stringa di numeri si ripete ma non sembra essere la parola ‘tre’ come nella tua frase. Insomma, questa volta mi piacerebbe che accennassi a come è criptata.
    Occhio che hai messo un punto in più nella frase che gli dà accesso allo studio (sì, ho contato i caratteri 🙂 )
    Anche Caesar recuperato dal messaggio precedente avrebbe meritato (è solo un mio parere) un minimo di contestualizzazione, almeno per ricordarci da dove spunta.
    Bell’episodio, anche se non ho capito chi ci sia a ‘guardonare’ al posto della neuropolizia, soprattutto perché pare che non sia neppure la Dendricorp.
    Ciao alla prossima.

    • Ciao Jaw, grazie mille per il tuo commento! Dunque, il messaggio cifrato precedente era un cifrario di Cesare ma con le parole scritte in inglese, in modo da rendere la decriptazione “diretta” molto più ostica. Nonostante tutto Gabriele, sotto, ha decifrato il messaggio! Un modo semplice per farlo c’era: ricordare la cifratura del primo cifrario e applicarla direttamente anche a questo secondo messaggio. E’ quello che ha fatto Ray “dietro il sipario”, chiedo scusa per non averlo esplicitato prima. Per lo stesso motivo, Ray azzecca subito Caesar nella password a sei caratteri.
      Scusami, ho contato anche il punto come carattere, mi pare 121 sia giusto (complimenti per aver controllato 😉 ).
      Ho lasciato spazio alle speculazioni su chi possa essere a guardonare al posto della neuro-polizia. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi a riguardo, magari ripensando a qualche dettaglio fuori posto o stridente.
      Come mai non hai votato per Nancy? 🙂

      • Oddio Massimo, ti dirò la completa verità: TheIncipit è un bel sito, l’idea di scrivere racconti interattivi è bella e mi aiuta a trovare ‘ispirazione’, mi aiuta a scrivere.
        Però come lettore mi mette in difficoltà, soprattutto quando leggo un giallo, sia pure di ambientazione fantascientifica: è difficile tenere a mente i dettagli dei capitoli precedenti e spesso non si ha tempo o voglia di tornare a rileggere. Col tuo racconto l’ho anche fatto,
        Però ti confesso che brancolo proprio nel buio. Mi sto facendo trascinare, leggo con piacere, ma non ho ‘sospetti’.
        Ti ho deluso?

        Ciao a presto

    • Grazie Maria, mi rimetterò al pari con il tuo racconto nel fine settimana.
      In questo capitolo c’è un grosso indizio: vediamo una simulazione di un episodio accaduto al piccolo Adam Nevron. Si tratta davvero di una simulazione? Quale ruolo ha davvero il visore di Ray? E come mai Nevron ha visionato proprio quel ricordo il giorno della sua scomparsa? Fammi sapere cosa ne pensi e chi hai votato tra le “cattive” 😉

      • Ho votato un po’ a intuito, devo dire. Non sono brava con gli indizi.
        In ogni caso, ho scelto l’opzione Madison L’avvenente capoccione e Nancy La mingherlina (mai fidarsi dell’apparenza…)
        Non so se si tratta di una vera simulazione oppure di un anticipo di quello che è successo, boh! Sei molto immaginativo e bravo a confonderci ahah!
        ciao e buona giornata

    • Grazie mille, Alessandra 🙂 Qualche idea su chi dovrebbero essere le nemesi di Nevron? Ho tenuto la struttura abbastanza flessibile per questa svolta finale, pensando che ai lettori avrebbe fatto piacere poter scegliere i personaggi meno riusciti o quelli più sgradevoli. Sarà così? Cosa ne pensi? Comunque io ho una mia visione della storia, vediamo quanto dovrò adattarla con l’esito di questo voto.

  12. E’ troppo tardi, e sono troppo stanco per provarci, purtroppo sono molto impegnato col lavoro, non credo che potrò dedicarmici con impegno, visto che è stato anche corrotto.
    Voto per la terza opzione. Ripeto che per me è davvero ostico, ma mi piace seguirti per vedere quanto riesci a vedere.
    Un saluto,e per fine settimana riuscirò a continuare il mio.

  13. Ufficio di Adam Nevron…
    Credo sia in inglese e che Madison sia la chiave, ma mi fermo qui 😉
    Un racconto che mi piace sempre di più…dalla scrittura alle atmosfere…bravo Massimo!!

    p.s.
    Le domande ai sospetti fatte con il visore mi hanno ricordato il Voight-Kampff…

    • Ding! Abbiamo un vincitore 🙂 Complimenti, Gabriele! Per curiosità, come hai risolto l’enigma? La strada più semplice era adoperare ancora la stessa cifratura del messaggio precedente. Grazie per il tuo commento, hai un’idea di chi dovrebbero essere le nemesi di Nevron? 🙂

    • Ciao Maria, grazie per il tuo commento! Il messaggio è difficile da interpretare, lo so, però include informazioni utili per capire chi sta veramente dalla parte di Nevron e chi no… 😉

      E poi c’è il nome Madison e… FileCorrupted? Uhm!

      Complimenti per la tua storia, hai fatto bene ad avvertirmi! Questi giorni non so proprio dove ho la testa! 😉

  14. Be’ la perquisizione è d’obbligo.
    Penso anche che Nevron dovrebbe cambiare sistema di cifratura.
    Aggiungere i problemi di salute che la ‘realtà aumentata’ sta causando al neuropoliziotto l’ho trovata un’idea molto interessante per dare ancora più spessore al personaggio nel contempo contestualizzandolo nello scenario futuro.
    Ciao a presto

    • Ciao Jaw, grazie per il tuo commento!
      Mi fa piacere che ti piaccia l’elemento psicotico causato dal visore di realtà virtuale. Come aveva detto Madison, a Dedalo chiamano quei visori “corone del delirio” per un motivo. L’elemento psicotico tornerà nei prossimi capitoli.
      Ti rispondo anche al precedente commento sulla gestione dell’intervista. Mi rendo conto che possa risultare forzata, principalmente per la compressione di una storia complessa in una serie di capitoli prestabiliti.
      Però vorrei sottolineare che la metodologia dell’intervista è ispirata ad un paio di esperienze di esperimenti cognitivi cui ho partecipato da studente.
      In una prima fase a telecamere e registratori spenti gli sperimentatori parlano con il soggetto e si fanno un’idea degli elementi da discutere per l’esperimento cognitivo. In una seconda fase il soggetto viene registrato e gli viene chiesto di rispondere a delle domande in maniera monitorata. Anche se le domande gli sono state già poste, è importante registrare elementi come l’espressione facciale, il linguaggio del corpo o il tono della voce. Questo non tanto per gli sperimentatori quanto per i revisori dell’esperimento, che devono avere controllo totale su quanto operato in laboratorio.
      Ecco come mai Rose abbia dovuto rispondere a domande banali. Mi scuso se i suoi tentativi di accertarsi della metodologia dell’esperimento siano risultati “artificiali”, lì si tratta di un limite personale. Ripeto però che la struttura ricalca quello che si fa usualmente in laboratorio. Sarei curioso anche di sapere come avresti gestito la situazione, sono sempre a caccia di spunti per migliorare 😉 Ti ringrazio per il tuo tempo, mi fa davvero piacere ricevere stimoli e suggerimenti costruttivi!!!

      • Scusa, avevo visto la tua replica, mi ero ripromesso di risponderti poi me ne sono dimenticato.
        Allora, anche alla luce di ciò che mi spieghi (complimenti per l’opera di documentazione) ridimensionerei la mia ‘critica’. Posso dirti cosa continua a stonarmi un po’.
        Le frasi di Rose, all’inizio
        ( Lo faccio per te, A-alan. Perché mi hai detto di potermi aiutare e mi fido di te.)
        e soprattutto alla fine
        (Io… Non ce la faccio più, Adam. Tu puoi aiutarmi, vero? Non voglio vivere sapendo di questa violenza e che non potrò donare me stessa al mio vero amore, quando io forse…)
        Ecco, mi sembrano un po’ artificiose. Diciamo che probabilmente le trovo troppo lunghe. Ci sta anche uno sfogo durante l’intervista monitorata, ma lei si dilunga troppo per essere un semplice sfogo, Insomma, sono cose che si dicono di getto, in un singolo periodo. O meglio, mi correggo, mi hai chiesto come io avrei trattato la situazione, io l’avrei trattata facendola parlare meno, del tipo:
        ‘Lo faccio solo perché mi fido di te, Alan’
        e
        ‘Non ce la faccio più, non riesco a vivere col ricordo di… Adam, aiutami, ti prego.’
        Se te lo stai chiedendo: sì, sono cosciente del fatto che mi sto rendendo ridicolo e che posso sembrare pure arrogante. Del resto è del tutto pacifico che quello che ti ho scritto riflette null’altro che una mia opinione, un gusto personale. Ma me l’hai chiesto e mi sembrava giusto risponderti, anche se in ritardo.

        Ciao a presto

  15. Damn! Non riesco a trovare la chiave per decifrare il messaggio. I numeri vanno sostituiti con lettere, ma non è un “semplice” cifrario di cesare… Boh!

    Qui nessuno la conta giusta: sono tutti colpevoli ma probabilmente di crimini diversi. Anche la registrazione nel capitolo precedente sembrava alterata appositamente, come tutto il resto. Ho l’impressione che qualcuno si stia divertendo a giocare con Ray (a parte noi, ovviamente 😉 ).

    Dato che non riesco a decifrare, voto che vada da Nancy Golight!

    Ciao 🙂

    • Ciao Red Dragon! Questo è l’ultimo messaggio cifrato della storia ma anche il più difficile da tradurre! Ti incoraggio a non mollare la spugna, magari pensando in modo internazionale stavolta… Ti assicuro che si tratta di un altro cifrario di Cesare ma con un substrato di sicurezza ispirato alla Seconda Guerra Mondiale.

      Grazie mille per il tuo commento 😉 Vedremo che ruolo giocherà Nancy nel prosieguo!

  16. Mah… il colpo di scena di Adam diretto colpevole è troppo un cliché, per cui propendo per lui che è stato incastrato e che – mancando ancora 4 episodi – è ancora in tempo a sventare.
    Hai scelto una storia complessa, molto complessa, che sei costretto a spiegare in numerosi passaggi ( usando dialoghi o narrazione) poichè una storia breve non ti consentirebbe di snodare fino a un epilogo degno un plot così articolato. Tuttavia io credo che la semplicità possa premiare anche la complessità del tema, ovvero puoi dare meno spiegazioni e mostrare i nodi/snodi del plot con le scene ( immagini) anche senza che nessuno parli. Altrimenti rischi di incatenarci tutti in un rebus che non potendo voltare pagina ma dovendo aspettare giorni per leggere come procede, finirà per confonderci 😉
    Aspetto il seguito fiduciosa 😉

    • Ciao Alessandra, grazie mille per il tuo commento! Finalmente qualcuno che crede apertamente all’innocenza di Nevron. Posso chiederti se c’è una ragione in particolare? 🙂
      Hai pienamente ragione anche sulla complessità della storia, purtroppo soffro non poco questa struttura cadenzata e il conto alla rovescia fino al decimo capitolo. Comunque rientra quasi tutto nei piani, ho pianificato i prossimi capitoli e ci sarà un evento inaspettato, assieme ad un epilogo che tirerà le fila del racconto e chiuderà il cerchio rispondendo a tutti i quesiti. Resta sempre da capire cosa sia successo a Nevron e chi stia mentendo. Il messaggio cifrato dell’ultimo capitolo, più complicato da risolvere dei precedenti, ci spiega chiaramente come stanno le cose 😉

  17. Ciao,sono mancato per tre settimane, un impegno di lavoro. Esporre alla Fiera Homi a Milano. Piuttosto gravoso e che prende tutto il tempo. Adesso ricomincio, qualche giorno a leggere gli altri, poi vado avanti col mio.
    Sei sempre un passo avanti alla mia fantasia. Ho votato la terza opzione, anche influenzato dalla presenza del nome “Poirot”, che ho sempre amato.
    A presto

    • Ciao Ivano, complimentoni per l’esposizione a Milano! Come è andata? E’ un’esperienza che consiglieresti? Grazie mille per il tuo commento! Spero che il racconto ti stia piacendo e che ti stia facendo un’idea di come sono davvero andate le cose. Anche tu non credi alla povera Rose, vero? Come mai? 😉

    • Grazie mille Jaw! Quindi anche tu pensi che lo specchio non mentisse, come Red Dragon? Bene, alla fine questa è stata l’opzione più votata quindi vedremo come i personaggi la affronteranno nell’universo narrativo!
      Anche tu hai dei sospetti su Rose? C’è qualcosa in particolare che ti è sembrato artificioso? 🙂

      • Scusami, non mi sono spiegato bene.
        Non mi riferivo ai contenuti dell’intervista, non mi ha convinto proprio l’artificio di introdurre l’intervista in quel modo. Ma è più che altro una questione di schemi mentali: non vedo coerente l’intervista, le richieste, le risposte date in quel modo. Insomma, ho applicato le ‘condizioni a contorno’ e non mi è sembrato che l’intervista filasse liscia. Loro che le chiedono di ripetere tutto ciò che già sanno, lei che non si limita a ripetere ma ribadisce richieste e dubbi (‘puoi aiutarmi, vero?’) che guarda caso sono proprio ciò che ci serve per capire qualcosa di ciò che sta succedendo. Insomma, io l’avrei trattata in modo diverso. Ma alla fine è questione di gusti.
        Ciao a presto

  18. Ok, come hai detto tu stesso questo è un vaso di pandora che sta per esplodere. Personalmente non sono ancora in grado di capire cosa possa essere successo davvero, ma mi piace l’idea che lo specchio non menta 😉
    Tuttavia ho anche l’impressione che non sia così semplice e che ci sia anche qualcun’altro coinvolto: Rose sapeva dell’arrivo e, forse, qualcosa del video potrebbe essere stato alterato 😉 Insomma: la mia fantasia sta volando 😀

    Ciao 🙂

    • Grazie mille Red Dragon! E’ una grande soddisfazione stimolare la fantasia di chi legge questo racconto! Sono d’accordo, le cose sono ancora complicate da mettere a fuoco e nell’immediato potrebbero esserci dei risvolti inaspettati. Un nuovo messaggio cifrato ci mette in guardia su come stanno davvero le cose! 😉

    • Grazie mille per il tuo commento Danica! In effetti è davvero singolare che anche Rose sapesse dall’arrivo di Ray, no? Che la ragazza nasconda davvero qualcosa? In fin dei conti sembra un’esperta di illusioni…oppure no? Il nuovo capitolo approfondisce la figura della maghetta in un risvolto inaspettato.

  19. Ray in camerino parla di Nevron.
    L’intrigo prende corpo e come l’abile narratore che dimostri di essere, immagino che presto ci trascinerai nel vivo del racconto e ci troveremo coinvolti in una spirale davvero interessante, come in fondo è stato finora 😉 complimenti!!

    • Ti ringrazio tantissimo per il tuo supporto e la tua stima Alessandra, contano davvero tanto e mi aiutano a continuare la storia al meglio delle mie possibilità 😉 Spero che anche il nuovo capitolo ti piaccia! Proprio come dicevi, ci ritroviamo coinvolti in un intrigo davvero particolare, dove ogni personaggio nasconde ombre inquietanti! Speriamo che Ray riesca a venirne a capo al meglio!

  20. Si infiltra nel camerino: è stato fortunato, deve sfruttare la fortuna fino in fondo.
    Bell’episodio, intrigante il fatto che Adam avesse preannunciato la visita di qualcuno (o addirittura di Ray?), lascia intuire intrighi molto complessi.
    Ciao a presto

    • “Intrigante” è proprio la parola giusta! Finora la lista dei sospettati include la studentessa perfettina, la fidanzata ossessiva e l’artista esuberante. Nel prossimo capitolo approfondiremo il ruolo della maghetta…sarà lei la vera colpevole? 🙂 Grazie per aver letto e commentato, Jaw!

    • Grazie mille Maria, mi fa davvero piacere che ti sia piaciuto 😉

      Purtroppo ho notato che la fantascienza qui è il genere meno letto, probabilmente spaventa troppo! La prossima storia sarà con una tematica differente, mi piace cimentarmi in generi disparati 😉

  21. Questo capitolo mi è piaciuto molto, anche se ci sono un paio di errori: Roy al posto di Ray e “con il cui sipario” al posto di “con il suo sipario” oppure “il cui sipario” 😉

    Mi piace la maghetta quindi bisogna votare uno dei due. In verità penso che si intrufolerebbe nel camerino, ma dato che ti voglio alle prese con (una parte del) lo spettacolo di magia, voto che assiste e poi va a parlare 🙂

    Ciao 🙂

    • Argh, chiedo scusa per i refusi! Così imparo a fare l’editing sullo schermetto del tablet con font 10 ;(

      Sono comunque contento che la maghetta stia riscuotendo successo! Sarà un personaggio fondamentale per capire cosa sia successo veramente a Nevron (non credo di dire niente di nuovo, no?). Grazie per aver letto e commentato! 😉

  22. Visto che io non sono riuscito a decifrare voto Andiamo ai laboratori DendriCorp, per interrogare Nancy Golight e gli altri colleghi di Nevron.

    Ho capito che aveva qualcosa a che fare col cifrario di Cesare ma poi mi son perso: solo leggendo nei commenti ho capito che partivi da Zero e che usi l’alfabeto internazionale 😉

    Ciao 🙂

    • Giustissime osservazioni Red Dragon, complimenti! Diciamo che ho un po’ barato ad usare il cifrario di Cesare senza spostamento, ma solo per rendere le cose più interessanti!

      Andremo comunque ai laboratori della DendriCorp, questa Nancy Golight è troppo sospetta per passare inosservata. Se le cose non cambieranno entro domani, ci toccherà passare prima dall’E-lusion però 😉

  23. Salve MassimoSt. I miei complimenti, proprio un bel racconto dal sapore giallo-fantascientifico, un genere classico e intramontabile, sempre affascinante! Mi è molto piaciuto il capitolo 3, quando ho visto codice con maggior attenzione mi sono molto divertito, soluzione davvero carina! Mi piace come hai architettato la trama dentro il paesaggio delle tecnologie neurali, è uno sfondo molto intrigante e che mi appassiona particolarmente! Dato che voglio essere piacevolmente sorpreso, voto per la traccia 3. Attendo futuri sviluppi. Buona scrittura!

    • Ciao dantius, piacere di conoscerti e grazie mille per il tuo commento! Sono molto contento che ti piacciano l’ambientazione neurale e i messaggi cifrati, ne vedremo ancora di più nel seguito della storia! Spero di rendere le cose ancora più interessanti con i prossimi capitoli!

  24. Oddio, ci sono cascato come un pollo: mi sono sentito tanto intelligente a risolvere il messaggio che ho votato quell’opzione per fartelo sapere. Ammettilo, l’hai fatto apposta perché è la tua opzione preferita!
    Andrà a questo Elusion alle 10.
    Bel capitolo.
    È una cosa molto soggettiva, penso, ma ho dovuto rileggere la parte della telefonata perché inizialmente non capivo chi dicesse cosa.
    Ciao a presto

    • Ciao Jaw, grazie per il tuo commento e complimenti per aver risolto il codice 😉 Lo ammetto: l’E-lusion dovrebbe essere uno dei primi posti che mi sono venuti in mente quando ho organizzato vagamente la fabula del racconto. Vedremo come andrà a finire 😉
      Hai ragione, purtroppo la parte della telefonata è ridotta all’osso, spero di poter dare maggiori dettagli nel seguito 😉

    • Argh mi hai scoperto, Gabriele! Ho barato un po’ per questo codice, si tratta di un cifrario di Cesare ma piuttosto che usare slittamento 3 (come storicamente faceva il celebre generale) ho optato per uno slittamento 0, in modo da confondere le acque. Spero che la cosa non sia risultata frustrante, anche perché mi riprometto di aumentare la difficoltà dei prossimi rompicapo (beh speriamo!) 😉
      Se posso permettermi, cosa ti fa pensare che l’E-lusion sia un rave club?

    • Complimenti befana! Posso chiederti che metodo hai usato per decifrare il messaggio? E come mai c’è la scritta Caesar alla fine del messaggio?
      Chiedo scusa per il refuso nell’anno…suona un po’ 90210 comunque 😉

      Vero, questa Nancy suona davvero sospetta…

      • Ho numerato le lettere dell’alfabeto. Sinceramente a Caesar non ho pensato, non avevo voglia di rileggere tutti i capitoli per vedere se faceva riferimento a un personaggio, lo confesso. Così non saprei ma se mi viene un’illuminazione te lo scriverò. 🙂
        A meno che non sia la parola d’ordine per entrare all’Elusion (?)
        Ti auguro una buona serata

  25. Ciao Massimo, io ci ho provato a risolvere, però almeno la parola lunga dovrebbe essere, o conosciuta, o seguire uno schema identico che per le altre.
    Io sono arrivato a questo:
    VAI ALL’ ……. , ORE 10 PM
    Seguendo i prima e i dopo di quello che ho trovato, ho provato con la parola lunga, ma mi sono inceppato dopo la EN….
    Non so se è una parola conosciuta, come può essere ad esempio INGRESSO,ENTRATA,USCITA. Oppure un qualcosa che hai nominato prima, o almeno conosciuta. Se l’hai inventata, come altri luoghi, per favore diccelo.
    Fammi sapere se è la strada giusta oppure sto sbagliando.
    Saluti

  26. Rieccoci dopo la pausa “ferragostina”! Chiedo scusa a tutti se non ho aggiornato la settimana scorsa!
    Questo nuovo capitolo è incentrato sui supervisori, i quali spesso sono guide esperte che ci aiutano sul lavoro o nello studio ma talvolta serbano anche delle sorprese molto amare…

    Cosa significherà il messaggio nascosto? Giocate e scrivete la soluzione nei commenti per far procedere la storia in una direzione inaspettata! 😉

  27. Molto belli questi episodi, mi piace l’idea dell’indagine in un ambiente futuristico (se si può definire così, scusa ma la fantascienza non è proprio il mio forte). Ho votato per chiamare la squadra di ricognitori forensi e fare rapporto. Fino ad ora quello che hai raccontato mi fa pensare che Nevron abbia combinato qualche guaio.
    Ovvio che ti seguo. 🙂

  28. Ciao
    Questo Adam sembra un tipo bizzarro e selettivamente, “ordinato”, a giudicare dalla descrizione del suo appartamento che risulta essenziale e claustrofobico.
    Ray ha preso nota di vari particolari che, messi insieme, sono già dei potenziali rompicapi. Inoltre,
    Il primo messaggio è formalmente comprensibile ma, ovviamente, non ancora contestualizzato. Il secondo, invece, lo lascio decifrare tutto all’Ispettore Ray… non gli voglio togliere il mestiere e poi, in fondo, suppongo che venga pagato per quello, no? ahah!
    🙂

    • Grazie mille Maria! In effetti Nevron sembra riunire due aspetti piuttosto discordanti, come nota anche Ray nel quarto capitolo. Che si sia messo in qualche guaio o che sia invece davvero un criminale a tutti gli effetti? Lo scopriremo nel seguito, sperando che Ray riesca nelle sue indagini grazie anche al vostro aiuto!

  29. Ci sono molte cose interessanti per me oltre alla storia, due su tutte la friggitrice a glucosio e l’internet delle cose.(Ma a questo proposito ascolta il consiglio Jaw)
    Il messaggio sullo specchio… come faceva a sapere che l’avrebbe letto lui?
    Chiamiamo i ricognitori e facciamo rapporto.
    Il rompicapo non mi convince, avevi già introdotto il tema del labirinto…
    Voto ricognitori e andiamo a fare rapporto.

    • Grazie mille Gabriele!

      Nevron vive da solo e il messaggio sullo specchio appare a causa del vapore (che si può sprigionare quando si fa una doccia). Immagina di entrare in bagno di primo mattino, ancora assonnato, di farti una doccia e di ritrovarti una scritta del genere… io sarei spaventatissimo! 😉

      Vediamo cosa succede con il nuovo messaggio cifrato?

  30. Ciao a tutti, chiedo scusa per non aver scritto prima 🙂 Il terzo capitolo è online e contiene un piccolo esperimento: un semplice rompicapo che vuole essere uno stimolo per interagire con il mondo narrativo.
    Qual è la soluzione? A quale mito si riferisce? Si tratta di un tassello molto importante per capire cosa sia successo ad Adam Nevron.
    Il buon Ray ha già la soluzione e la darà nel prossimo capitolo.
    Questi piccoli rompicampo potrebbero continuare o meno in base al feedback. Si tratta di un invito a commentare e fare supposizioni, la parte più divertente di un giallo 🙂

    Un’altra cosa: la scritta trovata sullo specchio cosa fa supporre? Chi potrebbe essere stato a lasciarlo? E poi…cosa sarebbe il “crimine oscurato”? Commentate e fatemi sapere le vostre opinioni!

  31. Ecco, vabbé, ho sbagliato a votare e ti ho pure pareggiato le opzioni. Avrei voluto votare che chiama la squadra, le altre opzioni mi sembrano poco ‘comsequenziali’: che vuol dir che potrebbero essere gli autori o l’autrice? Su che basi lo dovremmo sospettare?
    Ciao Massimo,
    Un bel terzo capitolo, anche se speravo che le auto a guida autonoma ci potessero permettere di rinunciare ai semafori. Se non ha decifrato il codice il tuo amico non è poi così sveglio 😀
    Noto ancora un po’ d’ansia nel far percepire a noi lettori quanto il tuo mondo sia futuristico, però mi pare piuttosto mitigata rispetto ai capitoli precedenti.
    Ciao a presto

    • Grazie Jaw! Visto che il messaggio è scritto in seconda persona, è lecito sospettare che qualcuno lo abbia lasciato lì apposta. Ma chi?
      Vero, siamo ancora alla’inizio e non ci sono prove sostanziali. Bisogna muoversi con prudenza perché niente è come sembra a Dedalo.
      PS: vero, purtroppo i semafori ci saranno ancora nel 2060 🙂

  32. Si parla di reti neurali, la scelta più calzante mi pare la condivisione delle informazioni con i colleghi 🙂
    Ciao Massimo,
    Mi piace l’incipit è il seguito.
    Si percepisce un background tecnico piuttosto solido. Voglio esprimere seriosamente una mia opinione, sperando che possa essere utile: istintivamente sono anch’io come Gabriele, mi piace molto immaginare orpelli futuristici.
    Per questo so cosa significa rimanere vittime di quella che potrei chiamare ‘ansia da descrizione’: ti immagini qualcosa che non esiste e lo vuoi descrivere nei dettagli; peggio, vuoi descrivere qualcosa che già esiste, magari come prototipo, ma che in pochi conoscono. Ecco, io sto cercando di smettere: continuo a cercare di immaginare ‘cose nuove’, anche nei dettagli, ma li descrivo il meno possibile, lascio che il lettore immagini ciò che manca. In fondo, ho capito che non devo sottovalutare troppo il lettore e non devo neppure presumere che tutti gradiscono troppi dettagli tecnici.
    La tua scrittura è scorrevole è suggestiva, ma in alcuni punti l’ho trovata, appunto, un po’ didascalica.
    Un’idea potrebbe essere linkare nel capitolo come hai fatto nelle risposte ai commenti, così chi vuole segue il link e scopre che le cuffie a conduzione ossea esistono già, o i google glass o altro.
    Scusa, mi sono dilungato, è un mio vizio. Ti seguo.
    Ciao a presto.

    • Ciao Jaw, grazie mille per il tuo commento preciso e garbato! In effetti uno dei vantaggi di questo media è proprio quello di poter aggiungere dettagli su storia e ambientazione anche nei commenti e si tratta di una possibilità tutta da esplorare.
      Cercherò di seguire il tuo suggerimento e ridurre le descrizioni troppo pesanti nel corso dell’avventura anche se non ti nascondo che parte del divertimento è provare a rendere qualcosa di “inesistente” quanto più verosimile possibile 😉 L’interazione sociale “a bordo pagina” mi aiuterà nell’impresa, ne sono certo!

    • Grazie per il commento! Tempo fa seguii un corso di “applicazioni di meccanica quantistica” all’università, spero proprio che mi torni utile per questa avventura! Certo, saranno introdotte altre nuove tecnologie nel corso dei prossimi capitoli.

      Ne approfitto per una breve parentesi: le tecnologie del visore sono già presenti ai giorni nostri. I Google Glass sono un prototipo di visore suggerito da Google nel 2014 e che effettivamente proietta le immagini direttamente nell’occhio umano.http://www.webnews.it/speciale/google-glass/

      Anche le cuffie a conduzione ossea esistono già e permettono di trasmettere i suoni tramite vibrazioni delle ossa del cranio:
      http://www.tomshw.it/news/cuffie-a-conduzione-ossea-stop-ai-podisti-zombie-58051

      Anche il controllo mentale è in realtà una tecnologia in fase di sviluppo. Attraverso elettrodi a contatto con il cranio, si possono misurare variazioni di potenziale legate all’attività neurale. Si possono collegare determinati comandi a determinate variazioni e…il gioco è fatto! Anche il controllo con il movimento degli occhi è già realtà e viene adoperato nei visori per persone con gravi paralisi o disabilità fisiche.

      Insomma, la tecnologia del racconto è basata su solide fondamenta attuali, le quali un domani potrebbero davvero portare ad ottenere degli occhiali computerizzati!

      Vedremo che succede nei prossimi capitoli!

  33. Due “I” per questi primi episodi del tuo racconto: intrigante e inquietante (per me che sono una lettrice low-Tech).
    Scene descritte bene, un ispettore e una Dottoressa già caratterizzati in modo abbastanza chiaro, qua e là una sottile ironia nel sotto testo (che non guasta mai)…
    Voto la casa di Adams.
    ciao
    🙂

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