Qualcuno rapì il furetto stanco

Loro due

L’improvviso intensificarsi della pioggia la sorprese all’uscita dalla pasticceria, costringendola ad attendere sotto i portici nella speranza che lo scroscio diminuisse presto. L’utilitaria nera era accostata al marciapiede, a due passi da lei, con le quattro frecce lampeggianti. Uno scampolo di maglia a fasce verdi e blu premeva sulla superficie interna del finestrino, piccola nota di colore assediata dalla grigia condensa. La pioggia aumentò di intensità, battendo forte sulla carrozzeria. Le gocce polverizzate dal vento e dal rimbalzo sui marmi cominciarono a lambirla; protesse sotto il cappotto la busta di carta che teneva in mano ma non arretrò neppure di mezzo passo per mettersi meglio al riparo. La macchia multicolore scomparve, sostituita dal palmo di una manina che prese a cancellare metodicamente strisce di vapore. Appena l’opera fu compiuta, poté vedere il viso preoccupato del bimbo col naso schiacciato sul vetro volgersi a destra e a sinistra prima di scorgerla e sorriderle con aria assonnata. Lei alzò una mano solleticando l’aria. Il piccolo rispose mostrandole la punta della lingua, poi calzò meglio la cuffia di lana e cambiò posizione, trovando nel sedile un sostegno più consono per la testa.
«È la sua macchina?» La voce profonda dal tono chiaramente autoritario la fece sobbalzare. Si voltò di scatto: in piedi, accanto a lei, stava un uomo piuttosto alto. Indossava l’impermeabile giallo della municipale, la visiera del cappello debordava gocciolante dal cappuccio. In quel momento approfittava anche lui della protezione degli alti colonnati.
«Sì.» rispose avvampando. La scrutò accennando una smorfia imbarazzata:
«Mi dispiace ma non può stare qui, sta intralciando il traffico.»
«Ha ragione, mi scusi, mi sposto subito.» disse con voce incerta «Aspettavo che spiovesse un po’.»
Lui piegò il capo di lato continuando a guardarla insistentemente. Parve focalizzare lo sguardo in direzione della mano sotto il cappotto, la leggera vibrazione del tessuto rigonfio era accentuata dai riflessi delle tante luci al neon sul bottone lucido. Alcuni secondi di silenzio espressero eloquenti la perplessità dell’uomo.
«Sono solo un paio di paste.» disse spostando la falda del cappotto e allungando lentamente il braccio davanti a sé a mostrare il sacchetto. La posizione amplificò il tremore. I lineamenti del vigile non si distesero, la sua mano scomparve dentro una tasca cercando qualcosa, quando la trovò si aiutò con l’altra per estrarla. Lei smise di guardarlo, abbandonò le braccia lungo i fianchi, chinando il mento verso il petto;  fissò delusa l’interno dell’automobile in cui poteva scorgere il vago profilo del bimbo ignaro attraverso la condensa che stava già riconquistando la superficie trasparente.
«Venga con me.» disse lui. Prima che lei riuscisse a balbettare qualcosa udì un rumore inconfondibile: lo scatto di una molla e una tela che schiocca distendendosi. L’uomo si accostò a lei, ponendole sopra il piccolo ombrello tascabile che aveva appena aperto:
«Andiamo. È già un po’ meno fitta, la accompagno alla macchina.»
Le avvicinò la mano libera alla schiena in un chiaro invito ad avanzare con lui:
«Così può stare al caldo!»
Sollevata si volse a guardarlo, piccoli ma evidenti spasmi dei muscoli del viso le facevano tremare la voce.
«Grazie infinite.» riuscì a dirgli. Il vigile accennò un passo e lei lo seguì sotto la pioggia; percorse i pochi metri malferma sulle gambe, inciampando alcune volte e attribuendo la sua instabilità ai sampietrini scivolosi. In strada lui allargò il braccio esterno, schermandola alle automobili che tamburellando sul pavé illuminavano le fasce catarifrangenti della giubba e agevolandole l’apertura dello sportello. Continuò a coprirla col parapioggia fino a che non prese posto. Richiuse la portiera e si chinò a guardarla battendo due colpi sulla cappotta come a darle il via. Il bambino aveva sollevato la schiena dal sedile mezzo reclinato e guardava allarmato la sagoma che i fari proiettavano erratici sul finestrino lontano. Lei lanciò dietro la busta con le paste, incrociò per un attimo lo sguardo del piccolo spalancando le palpebre più del dovuto in un gesto ammonitore; si voltò nuovamente verso il vigile e mentre l’automobile cominciava a muoversi in avanti lo salutò con fare riconoscente. Il bimbo non parlò fino al semaforo, poche centinaia di metri più avanti:
«Cosa voleva?» le chiese.
«Niente, mi ha aiutato.» gli rispose allungandosi verso il divano posteriore, recuperando il sacchetto e porgendoglielo:
«Tieni. La tua preferita: fritto fritto fritto alla crema!»
Lui rise aprendo l’involucro e attaccando subito a grandi morsi il dolce in un crepitare di granelli di zucchero sulla carta che teneva in grembo.
«Ehi! Respira tra un boccone e l’altro!» gli disse ridendo «Ah, la conchiglia l’ho presa per me, guai se la tocchi!»
Scattò il semaforo, l’onda verde li condusse in pochi minuti verso la circonvallazione.
«Moneta,» disse il bimbo appena imboccarono la statale «potresti fermarti? Ho la nausea.»

Scusate ma non riesco fare a meno di voi, sono un'indecisa cronica. Ditemi qualcosa di più della storia:

  • Ormai lo so: se noi lettori decidiamo troppo diventa un guazzabuglio incoerente e incomprensibile. Scrivi ciò che hai in mente. (63%)
    63
  • Ti dico qualcosa su loro due, quello che mi hai fatto immaginare o quello che penso/vorrei: chi sono, cosa fanno, cosa vogliono. (23%)
    23
  • Ti suggerisco un genere tra questi in ordine alfabetico: Avventura, Azione, Fantascienza, Fantasy, Sentimentale. (13%)
    13
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443 Commenti

  • Ciao Moneta, scusami se arrivo solo ora ma ancora una volta la vita vera mi ha tenuto lontano dal sito… Non ho letto gli altro commenti e ho appena finito di leggere il capitolo e a caldo ti dico che… Boh, non lo so… Apprezzo il tentativo di riannodare i fili e dare un senso alla storia ma non mi ha convinto del tutto. In parte credo possa dipendere dal fatto che non ho letto interamente il precedente racconto a cui questo finale mi sembra di capire rimanda, almeno in parte. Eppure c’è anche qualcos’altro. Alcune riflessioni mi sono piaciute molto, ma mi sembrano un po’ forzate. Come se avessi voluto mettercele a forza. In definitiva il racconto non mi ha entusiasmato, ma questo non vuol dire nulla. Continuo a pensare che tu sia tra le autrici più talentuose del sito e una delle pochissime che abbia delle chance anche fuori di qui…

    • Ciao Lou,
      Grazie per il commento.
      Non credo che la tua perplessità dipenda dal fatto di non aver letto il precedente. Oddio, più che altro spero di no! Ossia speravo che non si avesse il dubbio di non avere tutte le info: ciò che ci interessa del racconto precedente è ripetuto in questo. Se le riflessioni ti sembrano forzate significa che non le ho rese in modo convincente. Mi piace la tua osservazione, perché in un certo senso hai notato una dato di fatto. Ci sono alcune cose che mi sono sentita in dovere di scrivere per ‘giustificare’ la sinossi. Avrei certamente reso le riflessioni in maniera diversa se non mi fossi sentita legata a certo vincoli. Sì, per me è importantissimo riannodare i fili e sì, qui sopra navigo ‘a braccio’, conciliare le due cose non è sempre facile, ma fa parte dell’esercizio. Anche nel racconto in corso non sarà molto diverso, cioè, per certi versi sarà diversissimo perché intendo provare a seguire una struttura rigidamente predeterminata. Ma la trama è in divenire. Se leggi qualche commento sotto capisci. Quindi, ti ringrazio. Le ultime righe le prendo come un’adulazione, mi fa piacere vederlo scritto ma non mi convince del tutto 😀
      Una mia scheggia è già fuori di qui, ma non è che abbia esattamente orde di pubblico adorante. Si leva qualche microscopica soddisfazione, questo sì 🙂
      Grazie di cuore, soprattutto per la sincerità.
      Ciao ciao

  • Wow!
    Ripeto, WOW!
    All’inizio non avevo considerato di leggere il tuo racconto!
    Ma adesso!
    per ora ho letto solo il primo capitolo,ma ti assicuro che lo leggerò tutto! Tutto!
    bravo/a!
    Ora vado a leggere difetto fatale!

    PS:se guardassi il mio racconto salterei dalla gioia!
    Ciao e alla proximaa!!!

  • Questo finale mi è piaciuto molto. Ho avuto tempo di rifletterci: l’ho letto un paio di giorni fa ma non avevo ancora avuto tempo e modo di commentare. Mi è piaciuto davvero molto, non solo chiarifica la situazione di queste due donne incomplete, ferite, traumatizzate e in cerca di un’ancora (la droga per l’una, l’intelligenza del figlio per l’altra), ma mostra anche loro (o almeno a Moneta, ma Mina l’ha cercata, quindi forse lo vuole anche lei) che hanno bisogno di stare insieme, che forse possono aiutarsi.
    Se devo muovere una critica, trovo che questo finale si è sviluppato negli ultimi capitoli, ritrovando Mina, ma è un po’ slegato dalla prima parte della storia. Questa mancanza incolmabile del padre non si vede nei primi capitoli, chi non ha letto Attu Marroj (l’ho scritto a naso) non sapeva nemmeno che il padre fosse morto e Moneta ne avesse sparso le ceneri.
    Ecco, credo ci sia un po’ una cesura tra prima e seconda metà del racconto, il passaggio non è fluido e immediato, ma seguendo le opzioni dei lettori è davvero difficile tenere un filo lineare e fluido.
    Ma l’insieme mi è davvero piaciuto.
    Per finire, visto che sono una puntigliosa brontolona, mi permetto una mia personale correzione (che puoi beatamente spedire nel cestino): io avrei messo due “due donne incatenate al ricordo di un uomo che avevano amato”, o al fantasma. Non so, cadavere mi sa davvero di concreto, fisico, ma è la mancanza di quell’uomo, il suo ricordo che le incatena. La vedo così, vale quel che vale.
    Ho letto anche quello nuovo ma lo commento poi, ti ho ammorbato abbstanza per oggi 🙂
    Ciao

    • Ciao Marezia,
      Sono veramente contenta che ti sia piaciuto. Addirittura molto! Cosa posso pretendere di più?
      Mi fa piacere.
      Venendo alle osservazioni: hai ragione. Non posso scriverlo in altro modo. La cesura c’è perché fino a tre capitoli fa non avevo alcuna intenzione di parlare di Mina. Sarebbe rimasta un oggetto misterioso. Moneta e Edo avrebbero risolto i loro problemi insieme, in qualche modo avremmo saputo qualcosa della mamma ‘abdicante’, ma niente di più di qualche accenno. Voi, con i vostri commenti, mi avete fatto cambiare idea. Ho sacrificato un po’ di omogeneità della storia per scrivere un finale che mi convinceva di più di ciò che avevo in mente in origine . No, non in origine, la storia originale si è fermata al primo capitolo. Non mi piace molto la retorica, ma devo dire che in questo caso, anche più che nel mio primo racconto, la storia l’abbiamo scritta insieme. Ovviamente le parti belle sono merito vostro, quelle pallose colpa mia 😀 😀
      Non pensavo e non penso che fosse necessario sapere che Moneta aveva sparso le ceneri, tutto sommato scrivo quello che serve in poche righe. Però è assolutamente vero che la mancanza del padre manca ( 🙂 ) nei primi capitoli. Il motivo lo sai, ma, anche in questo caso, ho pensato che non fosse così importante. Anzi: tutti si aspettavano chissà quale segreto custodito da Mina. Vi ho dato un segreto.
      Capisco la tua obiezione riguardo al termine usato, però tutto sommato manterrei quella parola: volevo creare un contrasto stridente tra un ricordo dolce e una situazione aberrante. Insomma, volevo che il vincolo apparisse concreto, materiale, fisico e anche orribile. Nonostante quella persona fosse una delle più importanti della loro vita: il concetto è che Mina, soprattutto, si ostina in un certo senso a negare la morte di… un morto e nella sua psiche il ricordo non si può slegare dal concreto, il fantasma non può staccarsi dalla carne, vi rimane imprigionato e si corrompe.
      Boh, non lo so spiegare bene, però io l’ho capito 🙂
      Sì, manterrei assolutamente quel termine.
      Grazie tantissime del tuo commento, grazie di esserci sempre e di scrivere sempre quello che pensi.
      Ciao ciao

    • Ciao Danio,
      Contentissima che ti sia piaciuto. Della struttura del racconto non capisco niente neanch’io (si era intuito?), ma pgni confronto è un’occasione di crescita quindi ho preso spunto per cercare di arricchire un po’ il mio bagaglio di conoscenze.
      Mi aspetti? Sono felicissima. Il prossimo sarà diverso, spero possa piacere!
      Ciao ciao

  • Un finale con una punta di zucchero per una storia che è una storia 😉
    Mi è piaciuto 🙂

    Non sono d’accordo con Amomarta: qui abbiamo un inizio, uno sviluppo ed una conclusione reale diversa dall’iniziale. Un’evoluzione dei personaggi che porta da un certo stato ad un altro diverso. La protagonista non è Moneta o, per meglio dire, non è solo lei. È più che altro il rapporto tra Edo e lei (solo nella parte finale c’è Mina che, all’inizio, è solo la scintilla che fa partire il motore). Ed è tutto il motore trainante della storia. Il conflitto c’è e viene risolto. Il problema no, ma si avvia verso un’altra strada, anziché rimanere impatanato. La storia avrebbe potuto impantanarsi più di una volta, eppure l’autrice (Moneta, guarda caso 😛 ) ha evitato ogni “trappola” portando la storia avanti e rimanendo concentrata su ciò che voleva raccontare. Naturalmente ci sono errorini sparsi qua e là, molto probabilmente dettati dal fatto che la storia si è sviluppata man mano che veniva scritta 😉

    —————————————————-
    Moneta (…) gli sussurrò la favola di un bizzarro gatto marrone e di un cacciatore cattivo. Al termine, Edo riuscì a dire poche parole, le palpebre pronte a desistere nuovamente alla prepotenza del sonno:
    «Bella! Questa Pissi non me l’aveva raccontata. L’hai letta in un libro? Me lo regali?»
    La risposta arrivò che il bimbo aveva già chiuso gli occhi:
    «È ancora da scrivere, piccolo. Lo faremo insieme.»
    ——————————————————
    😀 😀 😀

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      Sono lusingata dal tuo commento, grazie di cuore.
      Devo ammettere che io la vedo un po’ come te, ma posso essere tacciata di essere di parte 😀
      AmoMarta faceva comunque un discorso diverso e del tutto legittimo, anche la sua critica mi ha arricchito. Anzi, di più, mi ha ispirato, perché se non me l’avesse fatta probabilmente non avrei trovato un altro incipit così velocemente.
      Grazie, grazie, grazie
      Ciao ciao a presto!

  • Certe cose ritornano. Il gatto, l’affetto, il padre e quell’idea di famiglia in cui tutti, bene o male, abbiamo necessità di rifugiarci. Le debolezze, le paure e le follie cercano riparo sempre tra le braccia di qualcuno. Allora ecco Mina che chiede aiuto a Moneta abbandonandole i figlio e scappando altrove, Moneta che si offre di prestare l’aiuto ma fondamentalmente sta cercando un riparo ed il piccolo Edo che di aiuto ne ha sì bisogno, ma ancora non lo sa e quel filo sottilissimo che, anche se sottilissimo e sfilacciato dalla morte del padre, li tiene uniti in un qualcosa che potrebbe far pensare ad una famiglia. Ma la storia è ancora da scrivere, mi sembra di aver capito, ed io sto qui, buono buono e aspetto il prossimo capitolo.
    Brava Moneta, ti aspetto.

    • Francesco, hai fatto un riassunto stupendo della mia storia.
      Sono contenta, perché sono le parole che avrei potuto usare io.
      La storia è da scrivere, certo, ma il prossimo episodio non sarà temporalmente adiacente a questo. Magari vedremo un ‘Edo’ già grande. Magari scopriremo qualcosa in più della sua personalità ormai adulta.
      Grazie di aver voluto commentare il finale, in questo modo così toccante, poi!
      Ciao Francesco, a presto

  • Ed ecco il finale.
    Complimenti Moneta, sei stata così brava che sei riuscita a smorzare la rabbia che il personaggio di Mina mi ha suscitato sin dall’inizio. Hai raccontato le sue ragioni, accettabili o meno, e così facendo l’hai resa attiva protagonista, spiegandoci i motivi che hanno generato la situazione in cui si trova Edoardo. L’ho percepito come molto amaro, questo finale, ma di un’amarezza dolce che si spalma bene sulle cose, dando loro spessore e significato.
    Se posso, mi sembra che questo capitolo abbia messo in ordine tutti i pensieri e gli avvenimenti narrati nei precedenti nove. Ogni cosa ha trovato il suo posto. Bello.
    Ti aspetto per la prossima storia, d’accordo?
    Ciao 🙂

    • Ciao Athelas,
      Amaro. O realistico. Convivenza come simbiosi o parassitismo? Non lo so, sinceramente. Ho pensato di terminare in questo modo perché qualche volta, nella vita, il compromesso è indispensabile. Edo deve crescere e due adulti hanno il dovere di mettere le sue esigenze in primo piano. Mi sono domandata quali follie potrebbero accadere in una famiglia simile. Non mi sono data risposte. Ho pensato che quella di Moneta fosse l’unica soluzione possibile, in quel momento. Ci proveranno, non so se ci riusciranno. O forse, almeno in parte, lo so, se è vero che ‘Dodi’ ha tutta l’aria di essere un vezzeggiativo di Edoardo. 😉
      Ciao, grazie di esserci, dei complimenti, di aver commentato anche questo finale.
      A presto!

  • Ciao Moneta!
    Internet ha fatto i capricci, così mi sono persa un episodio, ma finalmente sono riuscita a tornare.
    Mi è piaciuto molto il messaggio racchiuso nell’ultimo capitolo. Alla fine, la famiglia è la chiave. Moneta, Mina e Edo sono legati. Per riuscire a proseguire, per riuscire a superare gli ostacoli che la vita ha posto lungo il loro cammino, hanno bisogno di aiutarsi a vicenda.
    Brava. ^_^
    Al prossimo racconto! 😉

    • Grazie Tia, sono felice che il messaggio ti sia piaciuto. Al di là del fatto che due persone possano essere totalmente incompatibili, è bello pensare che riescano a trovare un minimo comune denominatore per aiutare chi amano. E per aiutarsi.
      Grazie di esserci e di aver commentato anche il finale, per me è molto importante.
      Ciao ciao

    • Grazie Anna, sono contenta che ti sia piaciuto.
      Tutto sommato anch’io sono soddisfatta da questa storia. Se poi ho intrattenuto qualcuno, sono anche più felice. Accetto tutte le critiche quando le capisco, ma essendo la mia esperienza e la mia formazione, in ambito di scrittura creativa, piuttosto limitata, qualche volta ho la necessità che mi si spieghi una critica che altrimenti mi risulta difficile da comprendere. Per fortuna AmoMarta è stata disponibilissima e ho capito la sua posizione.
      Ciao ciao, grazie di aver commentato anche il finale.

  • Il dilatarsi del tempo, le pause, le attese per il successivo episodio/passo/passaggio devono aver slegato qualche aspetto nodale del racconto che avevi in mente. Lo dico perché in parte l’ho trovato “perduto nell’isola che non c’è” e che non si raggiunge a nuoto come hai fatto tu. Hai nuotato, sei rimasta a galla, è vero, ma non sei arrivata all’isola, solo a una sponda sufficiente a salvarti. Tecnicamente potrei dirti che non funziona. Esteticamente sì, è ben mostrato. Ma l’estetica slegata dalla struttura tecnica crea “mostri”… cioè rende “leggibile” qualcosa che poteva e doveva essere “godibile”.
    Ad esempio – e ti faccio un solo esempio, poiché qui non siamo a casa nostra e ci vorrebbe troppo – devi sempre tenere a mente che il tuo protagonista deve essere colui che muove i fili narrativi, colui che muove la storia. Qui chi la muove la storia? E poi: sei sicura che si capisca fino in fondo e chiaramente chi sia “questo tuo protagonista”? Edo? Mina? Moneta? In prospettiva posso dirti che non c’è un protagonista e che ognuno di loro non ha mosso la storia. Qui vedo il più grosso errore tecnico a cui mi riferivo prima. Ognuno di loro – i tre – è stato spettatore di eventi e, al più, catalizzatore e catalizzato ma non attivo nel midpoint, mai risolutivo né nel bene né nel male. Non si deve mai equivocare l’azione o la reazione del personaggio con “l’essere colui che muove la storia”, sono cose diverse e distanti. Poichè muoverla equivale a risolvere il conflitto interno/esterno del plot. Qui invece il conflitto si scopre ma non si risolve, si prende atto di esso ma non lo si può muovere. C’è, ma non balla. Ma è lunga da spiegare in termini pratici, e – seppure – non qui.
    Hai ottime capacità, anche di elaborazione, morale e invenzione, devi solo studiare il funzionamento del plot letterario. Un plot muove i dadi attraveso il conflitto. Mai attraverso l’espediente, quello in cui i dadi sono lanciati insieme e con un lancio unico, come nel tuo caso. Ma io ho grande fiducia nelle tue qualità letterarie e sono sicura che farai grandi cose, e già ti vedo… 😉

    • Ciao AmoMarta,
      Chiarisco subito che non avevo alcun aspetto nodale che mi sono persa.
      Avevo fin dal primo capitolo l’idea che la storia non avrebbe raccontato molto. Anzi, quasi niente. Prendila come una sfida di stile, non scherzavo quando dicevo che il mio sogno è scrivere una storia in cui non succeda assolutamente niente. Una bella sfida, non trovi?
      Non ho mai pensato che questa storia potesse essere ‘godibile’.
      Volevo correggere alcuni errori della precedente, o se preferisci sperimentare in direzione diversa. Parte dell’esperimento riguardava proprio il fatto che non avevo alcuna intenzione di inventarmi quasi nulla della trama. Mi interessava soprattutto provare a ‘mostrare’ in un certo modo. I primi capitoli, l’avrai notato, sono estremi: la voce narrante è esterna e la focalizzazione pure. Ne risulta (per me) una pesantezza che ho via via abbandonato preferendo una focalizzazione interna. Mi sarebbe piaciuto continuare ‘tutto esterno’ ma i caratteri limitati ti limitano!
      Quindi: pensi che sia leggibile? Grazie, lo considero un complimento.
      Riguardo all’altra obiezione: no, non sono sicura che si capisca chi è il mio personaggio ma non me ne preoccupo. Per i motivi che ti ho scritto: la storia nasce dal nulla, è ‘nulla’, che sia chi legge a decidere, se riesce a leggermi fino all’ultimo capitolo. Altrimenti pace, tanto gli incipoints non sono mica convertibili in danaro sonante 😀
      Nel resto di ciò che scrivi, te lo confesso, mi sono un po’ persa.
      Qual è il confiltto di questa storia?
      Come si sarebbe dovuto risolvere?
      Quali sono gli ‘espedienti’ che avrei attuato?
      La cosa che non sai, o forse te l’ho già scritta, non ricordo, è che Moneta esiste solo qui sopra. Il suo scopo non è proporre plot validi e che attraggano i lettori. Sono qui per sperimentare, in ambiti ogni volta molto ristretti.
      Moneta non farà mai grandi cose, soprattutto perché Moneta non esiste proprio.
      Grazie per avermi dedicato così tanto tempo, sarei interessata ad approfondire il discorso, ma hai ragione tu, non è il luogo adatto. Ma la mia mail è nel profilo, se credi.
      Ciao ciao

      • Moneta,
        una volta ho letto in un tuo commento altrove che vorresti scrivere una storia dove non succeda nulla. Alcuni pensano che sarebbe più aderente alla realtà, che nei film come nei romanzi accadano troppe cose e che nella vita reale questo non è.
        Qui tu ribadisci che non volevi risolvere nulla, dire nulla di che, stavi sperimentando. Ma le storie si raccontano ogni giorno, anche quando sei a casa con tua madre e le racconti cosa ti ha detto il fornaio, racconti una storia. E se lo fai è perchè in quell’aneddoto che stai citando a tua madre c’è un conflitto. Se il fornaio ti avesse servita e basta non ti serebbe rimasto impresso. Trasmettere è la più grande arma che uomo abbia, mai si deve sottovalutarla o sacrificarla.
        Qui, ( nel link ) un giovane sceneggiatore chiede al suo maestro di scrittura creativa se non sia più giusto non raccontare niente, “come nella vita reale” dice. Senti cosa risponde il maestro 😉
        https://www.youtube.com/watch?v=lPNew9qoU1U

        • Non ho mai parlato del ‘mondo reale’, ossia non ho mai detto né pensato che nel mondo reale non succede nulla.
          Il link è simpatico, ma non pertinente.
          Comunque, la mia era ovviamente una battuta, un’iperbole, pensavo che si capisse.
          Ho pensato davvero a come scrivere una storia in cui, davvero, non succede nulla. Ho concluso che annoierebbe a morte, ovviamente, ma da lì è partito un esperimento diverso, in cui rielaboro il concetto, in modo… iperbolico. Esperimento in corso, e non si tratta di questo racconto, ovviamente. Io, semplicemente, non volevo dire nulla di più di quanto ci si possa raccontare tra amici nella pausa caffè:
          Hai saputo di Moneta?
          No, cosa?
          Ha un bimbo con sé. Sta passando un brutto periodo, forse si droga.
          Ti aspettavi spacciatori alle sue calcagna? No.
          Pensavi che Mina fosse a capo della triade? No.
          Credevi che nel cervello di Edo ci fosse la soluzione per la crisi energetica? No.
          Quello che volevo rappresentare è la storia di tre persone comuni in un determinato periodo della loro esistenza. Persone deboli, in difficoltà, che si sostengono a vicenda. Non ho trasmesso nulla? Mi spiace. Ma non mi pare neppure.
          Più che altro, però, vorrei capire una cosa:
          pensi che nel mio racconto non ci sia un conflitto? Credevo pensassi che non lo risolvo in questi dieci capitoli.
          Ho cercato il punto in cui io scrivo che ‘non volevo risolvere nulla’. Non l’ho trovato. Ho scritto che non pensavo che la storia sarebbe stata ‘godibile’, nel senso che me la immaginavo pallosa (come solo Alex ha avuto il coraggio di scrivermi).
          Allora ti chiedo, sinceramente, di nuovo: qual è il conflitto che non risolvo? Quali sono gli espedienti che avrei utilizzato? Sul serio, questa parte non l’ho proprio capita.
          Ho chiuso la storia con una ‘morale’ che per quanto discutibile mi è parsa coerente con i personaggi. O almeno, penso di averla chiusa. Non è così? Perché? Cosa intendi con espediente? Non ti convince la psicologia dei personaggi? Se sono catalizzatori o muovano la storia, francamente non lo so. Mi piacerebbe saperlo, ossia mi piacerebbe sapere cosa intendi perché più punti di vista conosco, più mi arricchisco.

          Grazie ancora
          Ciao ciao

  • E io che mi immaginavo un gatto legato al passato di Moneta!
    Il finale è bello, hai scongiurato, almeno in buona parte, l’effetto “Embè” di cui parlavo.
    Avverto una forzatura nel legare la morte del padre di Moneta, col futuro del bimbo e la dipendenza di Moneta. In ogni caso è un finale “terreno”, che non si arrampica su livelli impossibili o surreali e questo è un punto a tuo favore.
    Il discorso sulla religione io l’avrei appena accennato, senza indugiarci come hai fatto tu, questione di gusti.
    Hai portato a termine una prova difficile, lunga e irta di ostacoli, con grazia e senza precipitare nel banale.
    Spero di leggerti presto, magari su una trama che non presenti i rischi che ha presentato questa.
    Un bacio.

    • Ciao Tom,
      Mi avevi terrorizzato con il tuo commento precedente, aspettavo con ansia questo.
      Be’, anzi, “embe’” grazie! Sono contenta che giudichi tutto sommato positivamente questa mia esperienza.
      Riguardo alla forzatura: probabilmente hai ragione, avrei potuto almeno omettere la riflessione di Moneta in cui pensa che ‘ascoltare meglio’ il padre le avrebbe potuto evitare di piombare nella dipendenza. Però è un pensiero che mi è venuto scrivendo, mi è sembrato coerente e l’ho scritto. Lasciare solo le due donne legate al cadavere sarebbe forse stato più opportuno, rimaneva più suggestivo, più sfumato e interpretabile. Meno didascalico. Ci rifletterò, grazie!
      Non sono sicura di tornare subito. Penso però che qualunque trama scelga presenterà dei rischi: Moneta esiste solo su questa piattaforma e il suo compito è mettersi nei guai.
      Tutto sommato sta imparando qualcosa.
      Grazie di avermi accompagnato fin qui!
      Ciao ciao

  • Avrei potuto lavorarci un altro mese, non sarei stata in grado di migliorarlo.
    Eccovi il finale, spero vi possa piacere. Di buono c’è che ho pubblicato con tempi un po’ più umani rispetto a quelli a cui vi avevo abituato ultimamente.
    Aspetto i vostri commenti, le vostre critiche.
    Ciao ciao

    • Ciao AmoMa’,
      Veramente non ho mica sciolto i nodi, mi sono tenuta qualcosa per l’ultimo e non so manco se mi basterà.
      be’, tu sei molto carina ad attribuirmi tutte queste qualità. Grazie!
      Mi spiace che questo capitolo non abbia soddisfatto le tue attese, mi chiedo se a tuo parere io abbia peccato nello stile o nella creatività o in cos’altro, sarei curiosa di saperlo. Tranquilla, non mi offendo.
      E grazie di nuovo, avrò pure qualcosa da vendere ma non vedo intorno gente che si spintona per comprarlo.

      Ciao ciao e grazie di esserci.

  • Ciao Moneta. Un efficace nono, preparatorio e funzionale al finale che verrà. Molto ben scritto e con dialoghi e atteggiamenti delle protagoniste assolutamente verosimili. Brava davvero. C’è ancora qualche leggera concessione al superfluo (sì, lo so, ti ho rotto le cosiddette con ‘sta storia ma proprio non ce la faccio a tacere sull’argomento)… Ho votato anch’io l’opzione massa del ‘fa un po’ come ti pare pure perché mi stai simpatica nonostante tutto’ :)… Sulla questione delle opzioni non mi pronuncio, ho ricevuto così tante critiche sul mio modo di proporle che proprio non me la sento di giudicare/criticare gli altri… Ciao…

    • Ciao Lou,
      Grazie, sono contenta che ti piaccia.
      Vediamo quanto vi piacerà il finale 😉
      E devo ammettere che, se altre volte avevo ben chiaro cosa intendessi con le concessioni al superfluo, in questo capitolo non ne ho idea.
      L’accendino? Il tavolino col filuferru?
      No, quelle parti le avrei scritte comunque: alle volte, per quanto poco descrivo l’ambiente, ho l’impressione che i miei personaggi galleggino nel vuoto.
      Grazie di tutto, del voto, del commento, dei complimenti.
      Ciao ciao

      • Te lo dico o non te lo dico? Non te lo dico 🙂 e non lo faccio perché è un’inezia, non a caso ho scritto ‘leggera concessione’… E il fatto che nella replica tu abbia omesso quel ‘leggera’ mi fa pensare che tu abbia davvero lavorato molto su questo aspetto e che, forse, non ti aspettavi che io tornassi sull’argomento. Detto questo, ti dirò Moneta, la sensazione che i tuoi personaggi galleggino nel vuoto credo in parte dipenda dalla scarsa importanza che attribuisci alla capacità di partecipazione costruttiva dei tuoi lettori (mamma mia come mi è uscita difficile). Non ne sono sicuro ma credo di aver gia affrontato l’argomento con te in passato. Provo a spiegarmi meglio: descrizioni troppo dettagliate e particolateggiate rischiano di relegare il lettore a un ruolo da osservatore passivo. Io trovo sia più giusto dare l’opportunità ai lettori di metterci anche del proprio, riempire la stanza come gli pare, immaginare profumi, sensazioni… Senza star lì a fare inventari o identikit di polizia… Non è il caso di questo episodio, ribadisco, scritto benissimo e molto efficace proprio nel coinvolgere il lettore (nonostante l’autrice non sembra ne sia del tutto consapevole)

        • Grazie Lou, ho molto da imparare e questa tua osservazione/constatazione mi sta facendo riflettere parecchio. È vero, non è la prima volta che la fai con me.
          Vista così è una gran fig@t@: i personaggi sono nel green screen e il lettore aggiunge tutti gli effetti speciali! Bello!
          Che ho lavorato molto (no, non molto: troppo!) al capitolo è vero, ma se ti scrivessi che ho coscientemente limato le parti superflue sarebbe una bugia.

          Ciao ciao

  • Ciao Moneta. Un efficace nono, preparatorio e funzionale al finale che verrà. Molto ben scritto e con dialoghi e atteggiamenti assolutamente verosimili. Brava davvero. C’è ancora qualche leggera concessione al superfluo (sì, lo so, ti ho rotto le cosiddette con ‘sta storia ma proprio non ce la faccio a tacere sull’argomento)… Ho votato anch’io l’opzione massa del ‘fa un po’ come ti pare pure perché mi stai simpatica nonostante tutto’ :)… Sulla questione delle opzioni non mi pronuncio, ho ricevuto così tante critiche sul mio modo di proporle che proprio non me la sento di giudicare/criticare gli altri… Ciao…

  • ehi ciao, brava! Concordo con Tom, se ho capito cosa intende: hai suscitato una tale trepidazione che se il finale non sarà all’altezza sembrerà deludente. Creare grandi aspettative è un rischio 😀
    Mi sono accorto che condividevo anche la critica di Lou (in quel dialogo con la portinaia la lettura si appesantisce), e trovo che non ti sia più successo. Scusami se, oltre che da scrittore, pure da lettore sono mostruosamente discontinuo…

    Ho votato che non so che gatto intendi – giuro che mi sei simpatica lo stesso!!! XD – avendo abbandonato la lettura dell’altro racconto dopo i primi capitoli. Mi prendo comunque un po’ del merito di aver proposto la Sardegna, visto il titolo non ci voleva un genio 🙂

    • Ciao dejavu,
      Non preoccuparti della discontinuità, non c’è da timbrare un cartellino. Sono contenta che tu abbia voluto commentare, tutto qui. Be’, se fosse vero che ho creato grandi aspettative sarei già soddisfatta per metà, visto che per almeno sei o sette capitoli ho creato in molti più che altro insofferenza verso una storia che non partiva mai.
      Il capitolo finale sarà certamente quello a cui ho lavorato di più. E questo purtroppo non significa che agli altri abbia lavorato poco. Non spero molto di strapparvi un ‘Wow!’, ma magari un ‘Be’, tutto sommato…’.
      Staremo a vedere.
      Per il titolo del precedente, in realtà non lo facevo così trasparente. Ok, ce la ‘u’ finale, ma questo ci accomuna a… boh! Liguria? Hawaii? Ah ah, tutto sommato hai ragione, era la mia sorpresa per la ‘vostra scelta’ ad essere fuori luogo: ve l’ho quasi estorta, un po’ come quest’ultima, che nonostante il tuo voto controcorrente mi permetterà di… scrivere quello che voglio! 😀
      Tu quando torni?
      Ciao ciao

  • Fai tu, che mi stai simpatica già lo sai 🙂

    Ma quindi è il babbo che ha lasciato come ultima volontà il consiglio di dopare il bambino? Alla faccia del cliffhanger!
    Sarò strana io, ma questa Mina non riesco ad odiarla.Però lascia ancora molte domande in sospeso e se il finale è tutto su di lei la questione della dipendenza di Moneta resta nell’ombra. Decisamente non c’era spazio anche per il gatto! Ahaha
    Ciao

    • Ciao befana,
      Ah ah, in effetti si può immaginare anche questo, un testamento tossico. Prometto di cercare di spiegare come meglio posso il ruolo del padre. La dipendenza di Moneta troverà in un certo senso spazio. Però ogni volta che mi parlate di questioni aperte mi viene il terrore di dimenticarmene qualcuna. Io, in effetti metto in primissimo piano la spiegazione o almeno la contestualizzazione del comportamento di Mina. Poi c’è la dipendenza di Moneta ma dal mio punto di vista è già in secondo piano. Poi? Quali altre domande avete da farmi? Sono veramente curiosa, perché spesso, scrivendo, si danno per scontate o si trascurano cose che meriterebbero di essere sviluppate. Se vuoi, se ne hai tempo e voglia, gradisco sicuramente se mi chiarisci le questioni secondo te ancora aperte.
      Ciao ciao, grazie di tutto!

      • Oddio, io non ne vedo altre, di domande aperte.
        Forse quella sul rapporto tra Mina e Moneta, soprattutto nel passato. E quello tra Moneta e il suo amico poliziotto, di cui ho scordato il nome. Ma non penso ci sia spazio in questo racconto. Il contro è Edo e il suo rapporto con le due “Regine”.
        Ciao

    • Ciao Gabriele,
      Eh eh, così sembra, in un certo senso. Ma forse emergerà qualche sfumatura ulteriore nei prossimi 5000 caratteri. Sono contenta che il capitolo ti sia piaciuto.
      Il gatto ve lo sto praticamente estorcendo, si era capito??? 😀
      Ciao, grazie di esserci e del commento

  • Ciao Moneta 😀
    Che bello: ormai quasi tutti i tasselli sono al loro posto 🙂
    Hai messo questo racconto nella categoria ”avventura”, ma potrebbe (con qualche piccolo accorgimento) essere considerato un giallo 🙂 adoro i generi ibridi.
    Mina mi sta davvero antipatica, per non dire peggio.
    Se hai deciso di sfoderare la figura del padre proprio all’ultimo capitolo allora mi aspetto un colpo di scena, o magari verrà rimesso in discussione un personaggio o verranno riconsiderati i dubbi morali di uno dei protagonisti. Non vedo l’ora di leggere il finale.
    Complimenti davvero per il ritmo e la gestione dello spazio: ogni capitolo ha la stessa importanza del precedente. Niente punti morti, nessun episodio troppo carico. Su questo devi farmi scuola 😛
    Ciao, al prossimo capitolo! 😀

    • Ciao Christian,
      Sono felice che tu sia soddisfatto fin qui, ma avrei anche accettato una strigliata da parte tua: le opzioni sono obiettivamente ridicole!
      Tutto ciò che ti ho scritto nei commenti precedenti è vero, ma imboccando il porto, anzi, in prossimità dell’attracco, lo spazio di manovra è minimo. Non posso rischiare errori. Spero che capirai. Colpi di scena? Forse uno, qualcosa che proverà a pareggiare i piatti della bilancia. Staremo a vedere.
      Grazie mille di esserci, dei complimenti sempre molto gentili, del commento.
      Il finale forse uscirà un po’ prima rispetto alle lunghe attese a cui vi ho purtroppo abituato.

      Ciao ciao

  • Quando un autore/autrice mette l’opzione “Decide l’autore” io voto sempre quest’ultima.
    E il motivo è semplice: il racconto è dell’autore/ice, l’ha partorito lui/lei, l’ha coltivato e seguito sino all’ultimo, magari facendo salti mortali per assecondare e seguire le “indicazioni” dei lettori. Giusto che sia lui/lei, in particolar modo nell’ultimo capitolo, a scegliere la via da seguire.
    Brava, Moneta, specialmente per il modo in cui hai saputo caratterizzare il personaggio di Mina.
    Buon ultimo capitolo 🙂

    • Ciao Danio,
      Grazie per la comprensione! Sono opzioni un po’ ridicole, me ne rendo conto, ma ormai non sono più in grado di sviare di mezzo millimetro dal finale che ho in mente, posso solo chiedervi di scegliere qualche dettaglio. In questa storia è inevitabile, per come l’ho sviluppata: mi serve proprio tutto il capitolo se voglio provare a concluderla degnamente.
      Grazie di esserci e dei complimenti!
      Ciao ciao!

  • Tre opzioni assurde, lasciamelo dire. Forse immagino di che gatto si parla, ma metterla giù così…
    Comunque brava, buon capitolo preparatorio per il finale.
    alla fine ti è saltata una caporale, lo dico solo perché non riuscivo a capire il significato del discorso di Mina, l’ho riletto una seconda volta e me ne sono accorto.
    Siamo sul filo del rasoio, con questo tuo racconto: se sbagli il finale puoi precipitare nel baratro di quegli scritti che alla fine ti lasciano con un grande: “Embè?”.
    Se lo azzecchi invece risulta qualcosa di veramente buono.
    Quindi attendo con ansia il finale.
    Ho votato che mi sei simpatica: decidi come vuoi.

    • Porca miseria, Tom, hai ragione su tutto: le opzioni assurde (scusa, a mia discolpa posso solo dire che a seconda dell’opzione che vince devo ripensare una piccola parte del finale).
      La caporale persa, riletta solo quattrocento volte.
      Il filo del rasoio, speriamo bene.
      Grazie, Tom, sono molto contenta del tuo commento.
      Grazie anche per sopportare i miei ritardi spaventosi, non vorrei e so che equivale a mancarvi di rispetto, ma ultimamente non riesco proprio a fare di meglio.
      Ciao ciao

  • Voto la prima opzione (il “gatto” e so di che parlo) così vediamo come riesci a ricollegare il tutto (te la rendo difficile 😛 ).

    La Mina (detta così sembra un’altra cosa 😛 ) da totalmente stronza si è trasformata in una che quando sbaglia vuole lasciare agli altri la matassa da sbrogliare (ma almeno sembra voler bene al bambino). Non ho la minima idea di come vorrai concludere la storia, ma spero in un bel finale 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, ti trovo simpatica quindi lascio il finale nelle tue mani.
    Mina mi irrita, non so cosa sceglierai, però spero tanto che Moneta non sia comprensiva con lei… sono una brutta persona? Mina mi smuove proprio un sacco di rabbia, non la tollero!
    Aspetto di leggere l’ultimo episodio 😉

    • Ciao Athelas,
      Grazie! E scusa se non ho risposto al commento precedente.
      Mina… vedremo… per quanto sia fermamente convinto che, in fin dei conti, ciò che manca ai miei comcittadini sia una giusta dose di responsabilità personale, è anche vero che spesso anche comportamenti assurdi hanno una spiegazione. Magari non una giustificazione. Ma una spiegazione sì, sono mossi da una catena consequenziale che si può capire.
      Grazie di tutto

      Ciao ciao

  • Ciao moneta. Bel capitolo davvero.
    La prima parte, con lo scambio di battute un po’ più serrato del solito, infonde ritmo alla narrazione.
    Benissimo anche la seconda parte. Sei rimasta concentrata sull’azione, descrivendo con efficacia le varie fasi dell’incontro/scontro tra Mina e Moneta.
    Restano molte domande ancora senza risposta e solo due capitoli alla conclusione… Ce la farai a sbrogliare la matassa?
    Intanto complimenti (anche per la copertina, meritatissima).

    • Ciao Lou,
      Tu sei l’ultimo dei ‘dimenticati’: scusa se ti rispondo solo ora, ho perso di vista il racconto per qualche tempo. Ho letto subito i commenti poi ho dimenticato di rispondere a un po’ di gente. Sono contenta che ti sia piaciuto, so quanto pesi le parole quindi il ringraziamento è doppio.

      Ciao ciao

  • Ciao Moneta,un capitolo davvero vivo,sono contento che Edo abbia riabbracciato la mamma,da questo punto sono sentimentale. Ho votato comprensione,ma, visto che non le hai spiegate, solo perchè non amo le confessioni e neanche le distanze.
    Sono riuscito a finire il mio,e dopo i commenti lo pubblico. Complimenti per la copertina.
    Buona domenica

    • Ivano,
      Scusa, scusa ancora.
      Ormai penserai che è mia abitudine non rispondere ai tuoi commenti.
      Non posso dire nulla a mia discolpa. Quindi, semplicemente e con mostruoso ritardo ti ringrazio per il commento e i complimenti.
      Ciao, grazie di esserci sempre e di sopportare la mia distrazione e le pubblicazioni sporadiche.
      Buon lunedì 😉

  • Ciao Moneta! ^_^
    Capitolo mostrato perfettamente. Per il prossimo episodio voto “confessioni”.
    Mina e Moneta devono parlarsi e spiegarsi, ci sono ancora molti interrogativi che attendono una risposta e sono curiosa di scoprire tutto.
    Edo è molto tenero e gentile, mi piace. Adoro anche come hai delineato il suo rapporto con Moneta. Mi è piaciuto particolarmente il pezzo in cui Edo suona il clacson, lei corre dalla macchina e lui le butta le braccia al collo, sollevato di vederla. Veramente bello.
    Complimenti per la copertina, è bellissima! ^_^
    Alla prossima!!! 🙂

    • Ciao Tia,
      Mi riempi di complimenti e io non mi degno neppure di risponderti. Scusa, il fatto è che li ho letti subito, il tuo e altri, poi ho avuto un lungo semi-blackout e ho dimenticato di rispondere.
      Grazie di tutto, anche per la pazienza. La copertina, esteticamente, piace anche a me. Tieni presente che il pedone, nelle mie speranze, doveva avere le fattezze di un bimbo in grembiule. 🙂
      Ciao, grazie di esserci sempre.

  • Interessante questo capitolo. Molto interessante.

    Ciao Moneta. Questo episodio ha il sapore della svolta 🙂
    Devo dire che la parte migliore è quella che descrive lo scontro annunciato dall’opzione vincitrice. Migliore perché molto viva e palpabile… descrive proprio qualcosa che sta a metà tra la perdita del controllo e l’intenzionalità di ferire.
    Ho votato “distanza”.
    Distanza da Mina? Distanza dalla dipendenza? Distanza dalle cose che non fanno stare bene?
    Spero non sia distanza dal furetto 😉
    A me questo bambino fa proprio tenerezza.
    E Moneta mi piace. All’inizio non riuscivo a inquadrarla bene. Ha qualcosa d’irrisolto che la rende spigolosa e complicata. Eppure un bambino può mostrarti quello che fingi di non vedere. E in Moneta è scattato qualcosa, non c’è dubbio. Non so come evolverà il personaggio, ma in questo capitolo ho percepito una Moneta disponibile a “mostrarsi”, anche attraverso un gesto secco come uno schiaffo restituito o uno spintone.
    Mina…. che rabbia mi fa! Tantissima rabbia!
    Sarà il caso che io mi beva una camomilla.

    Alla prossima!

  • Confessioni, mi pare giusto.
    Stavo per chiederti come mai hai scelto gli scacchi per la tua copertina – tra l’altro molto bella, mi piace, complimenti – ma vedo che concludi lanciando l’amo scacchiera, perciò attenderò di capirlo leggendo oltre.
    Non ho capito assolutamente il comportamento di Mina, e dato che sono testarda e ci voglio per forza arrivare, aiutami tu, facciamo il sunto: Mina è sul divano a guardare la tv col pigiama di Betty. Mina si avvede della presenza di Moneta che bussa alla portafinestra. Mina apre e la schiaffeggia. Prende una botta di ricambio e fugge. Poi Mina arriva alla macchina e diventa docile, li accompagna a casa e gli offre la cena paventando una partitina. Ma è cosa, ‘sta Mina, una pazza? Cioè, perchè quando ha visto Moneta le ha dato uno schiaffo prima ancora di dire “ciao”? E perchè molla il figlioletto e sparisce e intanto se ne sta beatamente a guardare la tv nella casa al mare come niente fosse? E, se tanto mi da tanto, Moneta, che invece a parte le droghe è normale in confronto a Mina, perchè accetta di buon grado una che li scorta a casa, gli offre la cena e fa la gentile, visto che l’ha appena ritrovata dopo una latitanza??? Capisco il non voler far impressionare il bimbo ma c’è un limite a tutto… dai dimmi, non mi va di aspettare i prossimi episodi, voglio capirlo ora 🙂 e poi… magari non è perchè devi ancora scriverlo, magari è perchè io sono di coccio e non ho capito.
    Baci… 😉

    • Ciao AmoMarta,
      La proposta degli scacchi al termine del cap. voleva essere un richiamo alla ‘situazione’ che intendevo mostrare. Per quanto la copertina sia esteticamente interessante, non so quanto possa esplicitare l’idea che avevo in mente. Diciamo che andrebbe benissimo, ma al posto del pedone, tra le due regine, avrei messo un bambino in grembiule. No, no, non c’è niente che non hai capito, indichi tutti i punti ancora aperti. Esprimi tutti i dubbi che è legittimo avere. Spero di riuscire a riannodare tutti i fili in maniera che vi soddisfi.
      Grazie di esserci e per il commento.
      Ciao ciao

        • L’ha fatta la redazione, su mia indicazione di tre parole chiave: scacchiera, regine, ‘scolaro’ (bimbo in grembiule). Non franitendermi, sono grata che mi abbiano premiato, so quanto è impegnativo cimentarsi nelle arti grafiche, soprattutto ‘su commissione’. Perciò li ringrazio. Rimane il fatto che l’elemento fondamentale, il bimbo in grembiule identificabile come il pedone, non c’è. La resa grafica della copertina probabilmente se ne avvantaggia. Ma diventa incomprensibile.
          Però, se piace sono contenta.
          Ciao ciao

  • Voto Comprensione, così a naso.

    Il capitolo mi è piaciuto: Mina ritorna con atteggiamenti strani ed enigmatici (prima lo schiaffo, poi che si barrica in bagno, poi che corre dal figlio, poi…). La reazione di Moneta è, invece, abbastanza logica: lo schiaffo è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso ed ha scaricato sulla “povera” Mina tutto! Avrei solo evitato “dimenticando di preoccuparsi delle sue preziose mani” perché mi sembrava una frase superflua.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      Sono contenta che ti sia piaciuto.
      Anch’io vedo molto ‘naturale’ la reazione di Moneta. In fondo si limita a reagire ad un’aggressione e non infierisce in alcun modo. Sai qual è il problema? Il problema è che mi sono accorta di considerare ‘naturale’ anche il,comportamento di Mina. Cerco di spiegarmi: io ‘so’ perché Mina si comporta im questo modo, so che non c’è niente di particolarmente misterioso sotto. Il fatto è che lo so così bene che mi sto rendendo conto che sottovaluto quanto, al contrario, sia misterioso per chi legge. Leggere i commenti mi è servito molto, devo correggere il tiro del cap. 9 che avevo in parte già scritto.
      Sulle mani forse hai ragione, in realtà la mia intenzione era rendere il pensiero di Moneta, la quale nel momento in cui colpisce Mina si rende conto di non essere riuscita a preservare le mani, il suo strumento di lavoro, da un potenziale rischio.
      Grazie di esserci sempre.

      Ciao ciao

  • Confessioni… Moneta ha diritto a delle spiegazioni e Edo alla sua mamma. Una scazzottata tra sorelle non me la sarei aspettata, capisco il rancore, la rabbia, l’astinenza e tutto lo stress legato alla gestione di un bambino, ma credo che Moneta avrebbe potuto gestire la situazione in maniera più civile. Naturalmente è solo il mio punto di vista, il resto del capitolo era perfetto 😉
    A presto.

    • Ciao Anna,

      Grazie per il voto e il commento.
      Noto che l’episodio violento ha colpito la maggior parte di voi, forse più di quanto mi aspettassi. Prevedevo di contestualizzarlo nei prossimi capitoli, ora so che dovrò essere estremamente efficace.
      Tecnicamente Mina sarebbe la ‘matrigna’ di Moneta, essendo la nuova compagna del padre defunto. Edo è figlio di Mina e per quanto ne sappiamo il padre non è lo stesso di Moneta. Scusami, so che queste confusioni sono dovute al fatto che la storia è cominciata troppo tempo fa. A maggior ragione, grazie di esserci ancora.
      Ah, una cosa che non so quanto sia filtrata e che tu hai colto: Moneta è convintissima che Edo abbia diritto alla mamma.

      Ciao ciao

  • A due capitoli dalla fine io opto per delle confessioni.
    Mi ha un po’ sorpreso questo cambio d’atteggiamento da parte di Mina.
    Quando Moneta è entrata, le ha detto chiaramente che Edo era con lei, perché accorrere solo dopo?
    Naturalmente sono pensieri personali, il capitolo è molto intenso e adesso sono curioso di vedere come andrà a finire.
    Ciao e al prossimo 🙂

  • Comprensione.
    Perché si può comprendere, senza per questo giustificare, e penso che Moneta abbia bisogno di capire le azioni di Mina. E Moneta ha bisogno di essere compresa, e forse anche Mina.
    Mi piace molto questo essere e agire contraddittorio di Mina. Perché è così: spesso il più grande male ai figli lo si fa nonostante l’amore. o forse proprio per amore.
    Ciao

    • Ciao befana,
      Il tuo commento lo potrei aver scritto io in risposta a qualcuno.
      Sono molto contenta, leggendolo mi è sembrato che la storia sia riuscita a comunicare qualcosa. Ed è sacrosanto quello che scrivi: non c’è solo Mina, anzi, addirittura tu ribalti le priorità, metti Moneta al primo posto e forse è davvero così.
      Sì, sono contenta. Grazie per avermi letto nonostante le lunghe pause di pubblicazione e tutti gli altri difetti che questo racconto, nonostante il mio impegno, ha.
      Ciao ciao

  • Questo episodio mi è piaciuto per come sei riuscita a mostrarlo, ma è veramente necessario comprendere la reazione violenta di Mina alla vista di Moneta e Edo, e l’atteggiamento bipolare 🙂 dimostrato subito dopo. Deve esserci qualcosa sotto di veramente interessante.
    Oppure si droga pure lei? 🙂
    Confessioni.

    • Ciao Giorgia,
      Sono d’accordo con te, è necessario capire. Però non so se si potrà capire tutto, ossia non so ancora quanto il comportamento di Mina risulterà comprensibile.
      Grazie di esserci sempre e del commento, sono contenta che il capitolo ti sia piaciuto.

      Ciao ciao

  • Ciao Moneta, ho votato distanza, forse perchè spero che Mina si distanzi da Edo che di sicuro sta meglio con Moneta 🙂
    Ci tengo a dirti che qualche giorno fa ho letto il tuo primo racconto, mi è piaciuto è abbastanza strambo e ho riconosciuto il tuo stile…la trama era carina, però mi hanno un pochino delusa le opzioni perchè dalla trama sembrava che sarebbero state molto particolari (lo sono state le prime tre)
    Buona giornata

    • Ciao Giulia,

      Grazie del voto e del commento.
      Tra l’altro l’accezione che attribuisci all’opzione che hai scelto non mi era neppure venuta in mente. Sono molto, molto contenta che abbia letto la mia prima storia.
      Mi hai fatto riflettere con la tua osservazione. Posso dire con certezza che cominciandola avevo in mente tutt’altra storia. Vero, le prime tre opzioni sono le più forti. Mi sono ricontrollata le altre. Di certo le ultime tre sono molto strette, ma a quel punto la storia si doveva concludere e non sarei stata capace di far debordare troppo la storia. In sostanza, sì, in fin dei conti hai ragione, ma considera anche i commenti che ricevevo, che mi pressavano a quagliare la storia, a darle una direzione. Così, in parte, mi sono adeguata ai lettori: dopo avergli fatto scegliere contesto e genere, ho preso una direzione e l’ho seguita con poche variazioni. Ma la storia, nei primi tre o quattro capitoli, non esisteva affatto!
      Grazie ancora, di essere qui, del commento, di aver speso del tempo per leggere altro di mio!
      Ciao ciao

  • Ciao Moneta. Meglio la seconda parte, almeno a mio parere (più o meno dal punto in cui Moneta prova a richiamare Marco). Naturalmente adesso vorrai sapere cosa non mi è piaciuto nella prima? Troppi dettagli rallentano la storia e la appesantiscono. A volte mi sembra quasi che tu senta il bisogno di non tralasciare niente. Stai scrivendo un racconto non un rapporto di polizia. Anche la conversazione con la portinaia personalmente l’avrei un po’ alleggerita, un po’ di sano botta e risposta, giusto per dare più ritmo alla narrazione. Andiamo per lo scontro!

    • Ciao Lou,
      Grazie per il tuo commento, ascolto sempre con estrema attenzione pareri e critiche (anche se sembra che poi non le applichi 😀 )
      Sì, probabilmente è come dici: mi riesce difficile tralasciare qualcosa. Mi rendo conto che può essere un limite, ma in certi casi non riesco a farne a meno: devo seguire un filo logico e in molte occasioni mi sento in dovere di esplicitarlo. Fa parte del narcisismo dello scrittore, immagino. Pensando alla scena mi sono venute in mente molte obiezioni ‘logiche’ che mi hanno convinto a correggerla fino alla versione che hai letto. Mi piace pensare di costruire un’azione che sia il più possibile realistica. Mi piace anche far combaciare pezzi lontani, anche se i miei 8 lettori non se ne accorgono neppure. Ad esempio, il ‘Neanche io’ riferito al fatto che non guida ha una giustificazione, anche se è del tutto trascurabile. Mi rendo conto che questo è un limite e probabilmente te l’ho anche già scritto. Ma mi rendo conto anche che è un tratto in alcuni casi distintivo del mio modo di scrivere. Non so se purtroppo o per fortuna. E in ogni caso, ci starò ancora più attenta in futuro.
      Grazie veramente

      Ciao ciao
      P.S.: scusa per il casino che ho fatto dalle tue parti, a ben vedere, tra l’altro, l’argomento di discussione è collegato a questo.

      • Non ti scuso per il casino che avresti fatto dalle mie parti perché non c’è niente di cui scusarsi. Ci sono modi molti diversi per usare lo spazio che il sito ci mette a disposizione e il confronto (certo nel merito) di idee, pareri, punti di vista, opinioni è sempre più stimolante dei commenti positivi a prescindere che si leggono spesso in giro. Detto questo, ti confesso che mi ha fatto sorridere quel ‘anche se sembra che poi non le applichi’ in parentesi e smile. Ho avuto la sensazione che morissi dalla voglia di dirmelo e che il mio commento ti abbia in qualche modo sbloccata. In passato sono stato oggetto (e qualche volta lo sono ancora) di critiche non troppo diverse da quelle che oggi rivolgo a te. E credo anche che siano servite a migliorarmi. Il fatto che ogni tanto ci ricaschi è normale, ma questo non significa che me ne frego, anzi. Me le annoto e evidenzio in rosso i passaggi che, per le ragioni più diverse, non hanno convinto troppo i miei lettori. Adesso però rischio di occupare io il tuo spazio

        • Come è imprecisa la lingua italiana. In francese non sarebbe potuto accadere. In realtà il senso della frase era “anche se sembra che poi *io* non le applichi.
          Però capisco cosa intendi e devo ammettere che ho pensato di sfuggita alle tue allegorie un po’ insistite, anche se quel caso mi sembra diverso da ciò che mi fai osservare.
          Infatti, se ci badi, è il passaggio in cui Sasà intona il canto quello che mi è sembrato un po’ forzato: esattamente per quello che mi scrivi. Io probabilmente avrei speso molte parole in più per dare un contesto o ‘giustificare’ l’intuizione. Ti dirò che, grazie a questo nostro scambio, leggo sotto una nuova luce anche il complimento che ti ha fatto Alessandra e che io ho sostanzialmente contestato. Nel senso che capisco un po’ meglio cosa intendesse dire. Quello che volevo dire io, invece, è che non riuscirei a scrivere quel particolare passaggio in quel modo.
          Non hai idea di quanto sia migliorata io grazie alle vostre critiche.
          Ciao ciao e grazie ancora

          • Non è l’italiano, è questa modalità di scambio che crea malintesi. Sono (quasi) sicuro che se fossimo al tavolino di un bar a chiacchierare ci capiremmo molto meglio. Naturalmente conosco il motivo della contesa tra te e Alessandra ma non era a quello che mi riferivo. Semplicemente pensavo che la tua fosse una piccola provocazione. Ciao

  • E’ il mio primo commento in questo sito, dato che sono arrivata oggi. Il tuo racconto mi ha subito incuriosita, sicuramente per il titolo accattivante a cui si è aggiunto (con il continuare a leggere) il tuo modo semplice ma ipnotico di descrivere ciò che accade. E’ una storia interessante e “pulita”, anche se a tratti è evidente il tuo “Non dire…”. La trovo così bella che non vedo l’ora che tu abbia di nuovo tempo per dedicartici!

    PS. Spero in un incontro tempestoso, chissà… Forse proprio Marco, o Mina…. O qualche altro nuovo personaggio.

    • Ciao December,

      Grazie, doppio grazie visto che mi onori del tuo primo commento qui sopra.
      Benvenuta, grazie per il commento e per i complimenti, sono graditissimi.
      Annoto ‘pulita’, che mi piace tantissimo, e ‘semplice e ipnotico’ che esprimono in parte lo stesso concetto arricchendolo di una proprietà di conivolgere che tu generosamente attribuisci al mio racconto.
      Grazie, insomma.
      Non manca molto al prossimo capitolo, di certo meno di una settimana.
      Pubblicherei più spesso, ma ho molti fronti aperti… 🙂
      Ciao ciao

  • Un incontro tempestoso…
    Hai saputo dare un risvolto davvero molto interessante alla storia, ma quello che apprezzo di più è la tua bravura nel destreggiarti con uno stile completamente nuovo. Inizialmente ho rimpianto quello precedente, lo avevo ribattezzato “lo stile Moneta”; poi, però, mi sono dovuta ricredere perché la tua penna resta sempre inconfondibile. Sono contenta che non sei arrivata alla fine, così potrò seguire da vicino gli ultimi sviluppi 😉

    • CIao Anna,
      Grazie per i complimenti, sono contenta che tu trovi la storia interessante.
      Felice anche che il mio ‘nuovo stile’ ti piaccia. Non è un mistero che io abbia delle riserve su quello precedente e su questo, ma l’insoddisfazione è alla base dell’evoluzione, o no?
      Sì, sto tirando la storia troppo per le lunghe, l’avrei dovuta finire già da un pezzo. Ma tutto sommato va bene così, ho altri impegni, anche simili, quindi non mi sento troppo ‘in colpa’ se non con i lettori che giustamente meriterebbero un’attenzione più viva.
      Grazie di esserci e bentornata. A proposito, quante medaglie?
      Ciao ciao

  • Recuperata la lunga assenza.
    Votato incontro struggente anche se tanto ormai. Poi ho cambiato idea perché non mi ero reso conto che l’incontro tempestoso potrebbe essere con Mina. Ma va bene anche con Marco, se si è accorto che è tossicodipendente, o che ha deciso di fuggire… ma ho la sensazione che non scriverai nulla di prevedibile perciò sarà tutt’altro.
    Quindi il mal di testa è un sintomo di astinenza dal ritalin, che Edo lo prendeva e gli passava? O ho travisato come al solito?
    Nessuno è capace di essere realistico ed empatico come te, di far vivere i personaggi con tanta naturalezza. Mi spiace ma non ho da avanzare critiche, se mi vengono te lo dico 🙂

    • Porca miseria, dejavù, mi fai un complimentone!
      Io non posso fare altro che ringraziarti e dirti che onestamente non me lo aspettavo.
      Vabbe’ dai, sei stato carino e ti sei sbilanciato un po’, io arrossisco e ringrazio.
      Non hai travisato, era ciò che intendevo.
      Grazie di esserci, mi fa molto piacere.

      Ciao ciao

  • Un incontro struggente…!!

    Moneta, per aprire sempre l’altro account non mi ero accorta che su questo avevo da giorni la notifica del tuo nuovo episodio, fortuna che prima o poi mi torni in mente e mi chiedo se sia andato avanti il tuo racconto… dato che mi avvince. Ed eccoci qui… per un pelo! 😉
    L’episodio è stato entusiasmante, almeno per me. Mi piace il modo in cui lo gestisci. La parte al telefono con Marco mi è piaciuta in modo particolare. Non ho capito perchè appena gli ha detto di aver forse capito dove si nasconde Mina è caduta la linea… che te possino!, volevo saperne di più! ahahaha, però… non avevo notato ( mea culpa) che il rapporto tra Marco e Moneta si fosse inclinato per via del sospetto di lui che lei si drogasse… o forse non ricordo bene il precedente episodio… a quando il prossimo? 😉

    • Ciao AmoMarta

      Be’ magari fosse ‘un pelo’: in realtà passerà ancora ‘qualche giorno’ prima che pubblichi nuovo capitolo. So che per i lettori non è esattamente il massimo, ma in questo periodo non riesco a fare meglio. Grazie per i complimenti, sono contenta che ti sia piaciuto e non preoccuparti di inesistenti ritardi.
      La linea è caduta perché la trama aveva bisogno che lei pigiasse d’impeto il tastino ‘richiama’ senza badare a che numero aveva fatto 😀
      Marco rimane un buon amico di Moneta e non ha mai esplicitato di sapere della sua dipendenza. Però nel cap. 4, quando si incontrano faccia a faccia, lui accenna al fatto di voler ‘parlare’ con lei. Moneta mangia la foglia.
      Che sia difficile ricordare gli episodi precedenti leggendone uno ogni dieci o più giorni è del tutto umano e me ne scuso ancora. 🙂
      Grazie di esserci e grazie ancora per i complimenti

      Ciao ciao

  • Ciao Moneta!
    Ahah! Per quanto riguarda lo scorso commento, prometto di non scusarmi più per i ritardi XD
    Molto bello questo episodio. Hai reso veramente bene le emozioni e l’astinenza di Moneta! Non era per niente facile, perciò doppiamente brava.
    Per il prossimo capitolo ho votato “Un incontro tempestoso. Più che altro uno scontro”.
    A presto!!! ^__^

  • Mi piace molto il fatto che tu abbia uno stile molto personale nel raccontare la storia. Sembra che tu ti identifichi nella protagonista. Se cosi non è, sei stata molto brava a creare quel personaggio.
    Ho letto solo il primo capitolo per ora, ma mi sento già di volerlo rileggere. Complimenti!

    • Ciao maria,
      Diciamo che non è proprio normale, ma in certe realtà ospedaliere e in certi reparti in cui l’umana empatia permette di allargare le maglie del controllo (non penso solo a situazioni trristi, penso anche ai reparti di Ostetricia) la presenza di un esterno che possa recare giovamento alle persone ricoverate è tollerata se non incentivata in alcuni casi. Nello specifico, il reparto ha a disposizione un’intera sala giochi in cui i piccoli pazienti possono giocare, quando ne hanno voglia. Diciamo che la situazione non è diversa da quella descritta nel capitolo precedente, con la differenza che ‘oggi’ Edo ha già conosciuto Laura e la mamma ed è evidentemente ospite gradito. Mi dirai che è più improbabile trovare una camera vuota 😀
      Penso che scopriremo che persona è Mina.
      Grazie per il commento,
      Ciao ciao

  • Ciao! Il capitolo getta le basi per la ricongiunzione col primo e quindi accende l’interesse (anche se di per sé, non succede niente). Mi è piaciuto molto come hai fatto “ritornare” Mina, la portinaia (personaggio secondario ma ben descritto nelle sue poche battute) ed il “discorso al telefono” ed i relativi dubbi. Quello che mi ha stonato (anche se, forse, necessario per il “discorso al telefono”) è stata la crisi di astinenza: innanzitutto non ho mai notato nulla che dovesse indicarla come drogata, quindi la scena mi è sembrata forzata; anche avesse una piccola dipendenza, tale da non doverla evidenziare, la crisi di astinenza improvvisa e così forte, non la trovo logica; non la facevo una drogata, per il suo modo di comportarsi per tutta la storia, i motivi che la spingono a fare quello che fa ed il suo rapporto con Edo (inoltre è un medico che cura i bambini e lo fa seriamente); se avesse dovuto essere drogata, ci sarebbe dovuto essere un motivo che non colgo in tutta la storia. Avrei cercato un’altra scusa per la telefonata 😉

    Ciao 🙂
    PS: il racconto non è palloso perché ha una storia forte che si sta sviluppando (sperando non venga rovinata nel finale).

    • Ciao Red,
      In realtà la dipendenza di Moneta è sempre stata sottotraccia:
      – Cap. 3
      Compose un numero:
      «Ciao. Sono a secco… No… Non fare lo stronzo! Sì, tra poco. A dopo.»
      – Cap. 4
      «Ecco dottoressa.» la sua voce rimbombò nella sala vuota «Il referto che aspettava.»
      Moneta prese la busta, la mise dentro la borsetta infilandoci la mano e indugiando ad estrarla. Lo guardò con aria interrogativa.
      «Me li dai dopo! Mi fido, cara.» bisbigliò lui sorridendo oscenamente con la lingua tra i denti mentre chiudeva la porta.
      e anche, più sottile:
      «Zitta!» Per un attimo fece balenare uno sguardo da autentico sbirro. Lei non riuscì a sostenerlo, imbarazzata e confusa. Marco chiarì: «Cercherò quella pazza. Poi, appena sarai più serena, parleremo. Con calma.»
      «Cosa…?»
      «Tra amici si parla, no?»
      Cap. 5
      Lo sdegno e l’odio per Mina aumentavano parallelamente a un desiderio malato che si faceva impellente.
      «No, cazzo! Adesso non è proprio il caso, tossica di merda!»
      Cap. 6
      Le sembrava di avere le bolle scoppiettanti dentro la testa, vide gorghi cangianti nel liquido agitato.
      Ormai sapeva che le visioni preannunciavano un violento attacco di brama ossessiva, si preparò a resistergli.
      Nell’ordine: chiamata al pusher, consegna della dose, amico che si è accorto di qualcosa e gliene vuole parlare, desiderio di ‘farsi’ che cerca di contrastare, piccole allucinazioni e preannuncio di un attacco di craving ossessivo.
      E infine, nel settimo, la crisi vera e propria.
      Non è che ho avuto bisogno della crisi come scusa per la telefonata, è che è proprio drogata. E l’incontro con Edo l’ha convinta che deve smettere. La dipendenza non le dava problemi per il lavoro, ma l’astinenza gliene può dare parecchi. Ma di questo non sappiamo niente perché non lo scrivo e anche la fuga avviene nel suo giorno libero.
      In ogni caso, con la struttura a episodi si perdono molte sfumature, me ne rendo conto. Leggi, hai il ricordo fresco, poi dopo un sacco di tempo (nel mio caso!) leggi il cap. successivo e hai dimenticato i precedenti che non hai certo voglia di rileggerti. Di questo mi scuso, e sono seria, mi dispiace proprio perché mi sembra di maltrattare chi legge. Grazie di esserci comunque Red, spero di pubblicare il prossimo capitolo tra meno di due settimane. 😀
      Ciao ciao
      P.S.: la pallosità non è affatto un problema, il mio sogno è scrivere una storia in cui non succede assolutamente nulla!

      • Una storia in cui non succeda nulla (ma nullla sul serio) non è una storia 😉 Qualcosa deve sempre succedere (che poi quello che succeda sia palloso o meno, è un altro discorso 😉 ).

        Ciao 🙂
        PS: non mi interessava il perché lo era, ma mi sembrava strano che lo fosse. Grazie per avermi fatto il riassunto: così è più chiaro 🙂

  • Tempestoso. Le altre opzioni non mi ispiravano.
    Ma quindi torniamo ora all’incipit, a tre capitoli dalla fine?
    Mi chiedo dove possa scappare, a casa del padre in Sardegna, a cercare la protezione degli eredi del Gattone?
    Bel capitolo, però questa storia mi lascia un dubbio, non conosco quasi nulla di come funzioni un ospedale e il corpo medico, però non capisco perché un medico dipendente da farmaci o droghe dovrebbe aver bisogno di un infermiere per procurarsene.Non può averci accesso da solo? scusa la parentesi ma mi turlupina da diversi capitoli.
    La struttura e l’evoluzione del capitolo mi sono davvero piaciuti molto.

    • Ciao befana,
      La tua osservazione è assolutamente ragionevole. Per fortuna è una considerazione che avevo fatto anch’io e quindi sono preparata sulla risposta, che in realtà è una non-risposta:
      Quando ho immaginato la dipendenza di Moneta, ho pensato che lei vivesse da subito la cosa con totale vergogna e paura. Può procurarsi di tutto, ma non farlo direttamente la fa sentire ‘meno sporca’. È dipendente da una sostanza che non è un farmaco, anche in questo pensa di marcare un distacco tra il suo lavoro e i suoi vizi privati. Fatte le debite proporzioni, mi capita di chiedere o semplicemente accettare dei DVD piratati. Potrei scaricarmeli da sola, ma chissà perché, se è qualcun altro a fare il ‘lavoro sporco’ al posto mio, mi pare di non commettere nulla di male (oddio, non voglio entrare nella lunga diatriba su quanto sia corretto o meno scaricare copie pirata eccetera, diciamo che è vietato dalla legge e questo in uno stato di diritto dovrebbe bastare). Lei odia la sua dipendenza, odia la sostanza da cui dipende, odia il pusher.
      È il suo modo per mantenersi una via d’uscita.
      Di tutto questo che ti scrivo qui non si avrà traccia nel racconto, ma mi è servito a costruire il personaggio.
      Grazie per avermelo fatto scrivere 🙂
      Grazie anche per i complimenti e per esserci.
      Ciao ciao

      • Sono molto soddisfatta della tua risposta: perfetta.
        e, tra l’altro, da un punto di vista egocentrico mi rincuora: anche io elaboro biografie, emozioni, modi di pensare, esperienze e reazioni dei miei personaggi che non entreranno forse mai nei racconti, ma mi servono per sentirli più completi e farli evolvere.
        È sempre un piacere leggere i tuoi commenti e risposte.

  • Buonasera Moneta, ho appena letto il nuovo episodio e ho votato per lo scontro 🙂
    Ho pensato che forse dopo la frase “La crisi d’astinenza giunse senza preavviso” non avrei aggiunto “Sudori freddi, pensieri ossessivi, allucinazioni”…. perché poi mi hai fatto vedere cosa significa avere una crisi, nelle righe successive: non rovinarmi la sorpresa, spiegandomi prima quello che vedrò dopo 😉
    A parte questa cosa piccina, mi ha fatto riflettere la “confessione” di Moneta. C’era davvero Marco dall’altra parte del telefono? Boh, io spero di sì.
    Questa confessione l’ho percepita come mossa dal bisogno fortissimo di stabilire un contatto autentico con un altro essere umano. Un tentativo per uscire con sincerità da una situazione che ha il sapore della dipendenza e dell’infelicità. Non so, ho letto tra i vari commenti la questione della crisi d’astinenza… è realistica? Forzata? Non lo so, forse non m’importa saperlo, adesso sto ragionando più con lo stomaco che con la testa. La confessione mi è piaciuta perché breve, secca, senza fronzoli… Ma in fondo bastano quelle poche frasi per ristabilire un canale di fiducia con l’altro, per questo spero che sia stato proprio Marco ad ascoltarle.
    Ho pensato tante volte a quante bugie possano esistere tra due persone.
    Ma quando sai che l’altro ti mente, stai accettando una bugia o stai solo aspettando con pazienza che l’altro trovi il coraggio per ammettere la verità? Boh, scrivo di getto e magari non si capisce niente!
    Sarà che sto aspettando anch’io che una bugia smetta d’essere tale, sarà che sono troppo ottimista nel nutrire speranze a tal proposito, sarà che vorrei tantissimo ricevere una confessione del genere… sarà, sarà, sarà….
    Ma la cosa bella è che un racconto può farti da specchio e farti notare un particolare che da sola non avresti proprio mai visto… e quel particolare magari non è poi così importante per le sorti del racconto, ma è importante per te che leggi. Questo può accadere solo quando nel racconto c’è qualcosa di molto umano.
    Scusa se ho commentato finendo col parlare di me, ma è sempre forte la meraviglia quando qualcosa che appartiene alla fantasia degli altri riesce ad intercettare qualcosa che è assolutamente tuo.
    Grazie

    • Ciao Athelas,

      Vorrei riuscire a scriverti una risposta profonda e toccante come il tuo commento. Mi fai un complimento che mi inorgoglisce, ma al tempo stesso ciò che scrivi mi rende vagamente triste, quasi che leggendo il riflesso su di te di ciò che ho scritto nel racconto mi trovassi a partecipare delle emozioni che ho provato a descrivere.
      Grazie, hai arricchito il racconto e soprattutto chi l’ha scritto

      Ciao ciao

      • Ciao Moneta. Ecco come vanno le cose. Tu scrivi un racconto, io lo commento mettendoci qualcosa di mio e poi leggo la tua risposta.
        E poi succede la magia. Sarà che scrivendoti, senza rendermene conto, ho espresso un desiderio?
        Dev’essere andata così, perché il mio desiderio è stato esaudito. Ho avuto ciò che volevo. Ho finalmente saputo.
        Non è stata una confessione chiara e secca come quella racchiusa in questo capitolo. Ma è stata ugualmente bella e liberatoria.
        Basta desiderare, forse, per avere.

        🙂

    • Ciao ivano,
      Hai scritto un secondo commento prima che ti rispondessi al primo. Ti chiedo scusa! Per rispondere alla tua domanda, è la prima vera crisi di cui scrivo qualche riga, ma ho cercato di far capire in diverse occasioni un comportamento segnato dalla dipendenza: un certo nervosismo nel primo incontro col bimbo che si risolve poco dopo con l’acquisto di una dose all’interno dell’ospedale, lo sconcerto che innesca una crisi di ‘craving compulsivo’ quando Moneta scopre che il bimbo prende Equasym, le piccole allucinazioni quando dà il paracetamolo a Edo e lo prende anche lei. Però sì, la crisi paranoide è la prima che le vediamo affrontare. Essendo un medico tiene nascosto il problema, ma nel dialogo che ha faccia a faccia con Marco lui le fa intendere che ha capito qualcosa. Comunque, io ho ben presente la storia perché l’ho scritta, ma mi rendo conto che leggere un capitolo ogni due settimane è deleterio per il lettore. Purtroppo i miei ritmi sono un po’ lenti. Ma quando pubblico cerco di dare il meglio.
      Ciao ciao e grazie di esserci. Buonanotte anche a te.

  • Ciao Moneta,
    non ho grandi osservazioni da aggiungere a quelle già fatte in precedenza… Mi complimento nuovamente per la quantità di dettagli che riesci a contestualizzare (sei riuscita a dare una personalità anche alla portinaia che appare per pochissimo tempo).
    Arrivati al settimo capitolo mi sento tuttavia autorizzato a muoverti una sorta di critica per quanto riguarda le tre opzioni alla fine di ogni episodio: secondo me il senso di THe iNCIPIT è quello di dare ai lettori è possibilità di influenzare pesantemente la trama. Leggendo il tuo racconto mi sono reso conto che la trama è stata concepita interamente prima di incominciare il primo capitolo, a noi lettori viene concesso di scegliere solo il “come” arrivare a una determinata situazione, o almeno questa è stata la mia impressione.
    Probabilmente mi sbaglio, ma se così non fosse allora ti consiglio, almeno per il tuo prossimo racconto, di cambiare politica rendendo il tutto più malleabile e prevedibile: ho sperimentato in prima persona che far scegliere la trama ai lettori è più stimolante e divertente.
    Spero di non risultare antipatico con certe osservazioni 🙂
    Intanto ti saluto, alla prossima! 😀

    • Ciao Christian,
      Non risulti affatto antipatico, ci mancherebbe.
      Io posso solo darti la testimonianza di chi ha scritto tutti i sette capitoli e ti posso giurare su quanto ho di più caro che ciò che scriverò è la pura verità: ho scritto il primo capitolo pensando ad una storia completamente diversa. I commenti dei lettori, più che le opzioni scelte, mi hanno fatto cambiare idea. Ho scritto il secondo capitolo seguendo questa variazione. Ancora una volta, i lettori, più che le opzioni proposte, mi hanno fatto cambiare direzione. Poi, nei capitoli seguenti, più o meno non ci sono stati scossoni fino al sesto, in cui, sempre leggendo i commenti di voi lettori, ho deciso di compiere l’ultima modifica. A questo punto, lo ammetto, è troppo tardi per permettermi e permettervi grossi stravolgimenti della trama perché ora, e solo ora, ho capito come dovrà finire.
      In conclusione, hai ragione sulle opzioni forse un po’ rigide (sempre meglio di ‘un colore per il prossimo episodio: 1. Giallo 2. Verde 3. Cane che fugge), ma devo anche chiarire che una cosa che mi era stata bonariamente rimproverata nel racconto precedente era che la storia risultava confusa perché avevo delegato troppo al lettore.
      Ma non posso darti ragione sul fatto che avessi deciso la trama in anticipo, perché non è così.
      Grazie, commenti come il tuo mi permettono di chiarire alcuni punti che forse sono una curiosità anche per altri.
      Inoltre, il fatto che pensi che il racconto fosse granitico fin dall’inizio è per me un complimento estremo: mi fa pensare di essere riuscita a mantenere una certa coerenza pur con i cambiamenti di rotta.
      Ciao ciao, grazie di esserci

    • Ciao Gabriele,
      Grazie per la critica puntuale e grazie anche per aver trovato un solo difetto nel racconto (io ne vedo almeno un paio). Ho voluto che la dipendenza rimanesse un po’ generica, speravo che si potesse immaginare la sostanza in base ad alcuni sintomi specifici.
      Per quanto riguarda il fatto che appaia ‘raccontata’, non posso dire nulla a mia discolpa: se do questa impressione, significa che devo migliorare la narrazione.
      O forse solo questo, per quanto riguarda il presente capitolo: non intendevo scendere nello specifico della dipendenza e dell’astinenza, ma mi premeva che fosse ribadito lo stato mentale che porta Moneta a dire frasi sconnesse al telefono. In questo senso ho sicuramente calcato un po’ troppo la mano. Grazie, sei prezioso.
      Ti piaceva lo stile precedente? Era certamente più facile e divertente da scrivere. Magari prima o poi torno con qualcosa di simile.
      Ciao ciao, grazie di nuovo

  • Non me lo aspettavo così il “si fa viva” di Mina, ma mi va bene così.
    Hai trovato il modo di sanare l’incongruenza che qualcuno ti aveva fatto notare sulla mancata frequenza scolastica di Edo. Sei molto attenta ai commenti dei lettori, anche troppo.
    Ottimo episodio. Incontro/scontro

    • Ciao Napo,
      Sul fatto che sia troppo attenta ai commenti dei lettori hai ragione, ma non puoi immaginare quanto questo mi stia aiutando nel ‘processo creativo’. Però nello specifico il problema della scuola l’ho fatto notare io qualche opzione fa.
      Il primo contatto di Mina è scarno, ma mancano ancora tre capitoli…
      Grazie mille per commento e complimenti.

      Ciao ciao

  • Un capitolo intrigante e per certi versi pieno di phatos.
    La tua bravura è secondo me unica.
    E adesso una critica…. feroce.. che è quella che si ha (cho ho) l’impressione di assistere ad una fictions di quelle pallose all’italiana, con poliziotti fighi, drogati sfigati, bambini e ospedali. Per capirci di quelle fiction che nessun produttore (appassionato di cinema) finanzierebbe, ma manco morto, ma che solamente la Rai coi soldi pubblici può realizzare e trasmettere.
    Ma bastaa
    Voto un incrontro tempestoso

    • Ah ah, Alex, devo dirti grazie: penso che sia uno dei migliori commenti che abbia mai ricevuto! Sono seria, ti giuro, mi sto tagliando dal ridere. Io penso che tu abbia in un certo senso ragione, insomma, ho pensato anch’io più di una volta che questo racconto fosse molto palloso. Te lo posso giurare. Però diciamo che la pallosità, la mancanza di azione, ha una sua ragion d’essere. Vorrei in un certo senso che si trovasse qualcosa di interessante anche nel ‘palloso’. Che poi ci riesca è un altro paio di maniche. Insomma, non troverai molta azione nei prossimi tre capitoli, non molta di più di quella che hai trovato finora. Sulle fiction pallose prodotte solo dalla RAI, permettimi di dissentire: ce ne sono altrettanto pallose (almeno per me) nel privato. Però sono curiosa di avere una risposta: scrivi che la mia bravura è unica. Ma perché?? Sei come quelli che alla mostra di arte moderna vedono un’opera che consiste in un buco su una tela e dice che è bella perché se qualcuno ha deciso di esporla deve esserci qualcosa di veramente figo che però non sei in grado di capire? Insomma, dici che sono brava perché ho molti di questi insulsi punti e in pochi, tranne te, pensano di potermi muovere critiche feroci?
      Te lo assicuro: non mi offendo, neppure se mi dici che a tuo parere sono una capra, spiegandomi cosa non ti piace.
      Fammi capire!
      Ciao ciao grande, ci vediamo dalle tue parti.

      • Semplicemente perchè la tua bravura la potresti far confluire in altri generi, ad esempio meno pallosi o meno scabrosi o di generi melodrammatici visti e rivisti mille volte, appunto in mille fictions cooprodotte dalla Rai e in alcuni casi anche da mediaset.
        Quindi in modo semplice è chiaro ti dico che la tua bravura potresti impegarla in altri generi, ripeto meno pallosi.
        Che ti devo dire.. Tiratela per altri 3 capitoli, se è questo quello che vuoi.
        E son sicuro che coi restanti 3 capitoli non si verrà a caapo di un niente (parlo del racconto)

        • Eh no! Eh no! Mi dispiace, caro Alex, io rivendico l’orgoglio palloso come forma più pura di alta letteratura. Ma scherzi? Ma guarda i Nobel. Ma quante centinaia di Gunter Gräss per un solo Dario Fo??? Ma l’hai letto il tamburo di latta??? Ma sai quanto è spaventosamente palloso? E cent’anni di solitudine? Ti impalla solo col titolo. Ma vogliamo parlare di Moby Dick??? No, no, caro Alex, capisco il tuo punto di vista, ma io sono giunta a questa conclusione: se vuoi scrivere qualcosa che sia apprezzato e ricordato, questo deve essere estremamente palloso. Mi sto esercitando, tutto qui!
          😀
          Grazie per la risposta

          • Purtroppo non leggo mai niente.. l’ultimo libro che ho letto: I ragazzi della via Pal

            .. ( di cui ho preso il nick name, della città ungherese Debrecen)

            Purtroppo non avendo il comodino e l’abasciù non riesco a leggere nemmeno di notte. Figurati i premi Nobel, a sognarmeli. manco.di giorno

    • Grazie Tia, sono contenta che ti sia piaciuto e ti prego di non scusarti per inesistenti ritardi: mi fa piacere ricevere i vostri commenti ma non è una cosa che pretendo 🙂
      E poi sono io per prima che sono sempre in ritardo: pubblico in ritardo, rispondo in ritardo (vedi questa risposta, ad esempio)…
      Quindi grazie e basta
      Ciao ciao

    • Ciao Giulia, grazie per il commento e scusa per il ritardo con cui ti rispondo.
      Alla fine non ha vinto l’opzione che avevi scelto. Ti rivelo, senza volerti in alcun modo farti pesare la piccola disattenzione, una cosa che mi ha fatto ridere: ho letto ‘caporeparto’ e lì per lì non ci ho trovato niente di strano… insomma, è un errore che avrei potuto fare anch’io. Sono sicura che quando inventeranno una macchina che va a leggere dove le parole vengono scritte nel cervello, troveranno che ‘caporeparto’ è a fianco a ‘primario’. 😀
      Ciao ciao

  • Moneta, incuriosita dal furetto ho letto anche Attu Marro’j 🙂
    Purtroppo quando l’hai scritto non passeggiavo ancora tra queste stanze. Anche se non ho potuto votare o fare commenti “di mezzo”, è stato bello leggere l’intera storia.
    Storia curiosa e leggibilissima. L’avrei seguita 😉
    E poi c’era di mezzo la Sardegna. Meglio di così…

    • Sono contenta che io ti abbia incuriosito abbastanza da trovare la voglia di leggere altro di mio. In effetti, i commenti influenzano la storia, nel caso di Attu Marro’j l’hanno quasi creata dal nulla, ma poi le storie andrebbero valutate leggendole, o rileggendole, dall’inizio alla fine e questo accade troppo raramente. La visione che abbiamo leggendo un racconto un capitolo alla volta è distorta. Non parliamo di casi come il mio in cui tra un capitolo e l’altro passano anche più di dieci giorni. Quindi è bello sapere che qualcuno, ogni tanto, ritrova quelle pagine. Ebbene sì, Moneta è sarda, e il dialetto lo conosce, e quello che le dice il vecchio ali’inizio lei l’ha capito benissimo, le dice ‘tui sesi sa filla de Pissenti’, ossia ‘tu sei la figlia di Vincenzo’, ma perché diavolo nessuno me l’ha mai chiesto???
      Ho avuto la fortuna di poter ambientare la storia in Sardegna, perché la maggior parte dei lettori, con mia enorme meraviglia, ha indicato proprio l’isola. Se non fosse stato così sarebbe stata molto diversa, ma un richiamo alla Sardegna ci sarebbe dovuto essere, perché il titolo era assolutamente sardo. Checché ne possiate pensare voi lettori, mi è piaciuto tantissimo scrivere quella storia e sono soddisfatta del risultato. È estrema, delirante, non rispetta i canoni di scrittura, ma chi se ne frega? I periodi risultano oscuri? Vero, ma quanto di quello che leggiamo ci rimane spesso oscuro? Questa non la considero un’obiezione valida, lo sarebbe se ne avessi voluto fare un best seller. Ho giocato, ho messo anche un po’ di riferimenti che speravo ogni volta che qualcuno cogliesse, ma sono quasi tutti sfilati via. Mondo Casti, che nome, eh? La scena della bottiglia, Venus in Furs, mi vengono in mente un sacco di cose travisate o non capite. Snob, certamente, tantissimo, per me faceva parte del gioco. O forse ‘ammiccante’ sarebbe più corretto. Scusa, sono snob anche adesso che scrivo, troppo come al solito, pavoneggiandomi senza meriti. Il fatto è che sono orgogliosa di quella storia!
      Il fantasma di Attu Marro’j tornerà, ne sono sicura.
      Grazie infinite per i complimenti, avere commenti come questo mi rende veramente felice.
      Ciao ciao

      • Non penso proprio che tu sia snob. Credo che sia normale aspettarsi delle domande da parte dei lettori, come credo sia molto naturale dispiacersi per certi riferimenti che scivolano via, incompresi.
        È anche vero che la tua storia, quando finisce nelle mani del lettore, finisce d’essere tua… e diventa sua, per cui il lettore ci vedrà quello che vorrà.
        Giusto, i commenti possono modificare un racconto e ognuno di essi ti regala qualcosa, poi sceglierai tu cosa farne.
        Hai ragione ad essere orgogliosa della tua storia. Il tuo orgoglio dice che ci hai messo tanto di tuo, e il risultato si vede 🙂
        Buona scrittura

    • AmoMarta, come sono caduta in basso: ora non rispondo neppure più ai commenti. Scusami, mi sei proprio sfuggita. Ho letto il messaggio appena l’hai scritto ma poi l’ho perso di vista. Grazie per il commento. Devo dire che il cap. a cui ti riferisci è appunto il punto di svolta, quello in cui ho finalmente concretizzato il finale.
      Ciao ciao e grazie di esserci sempre

  • Ho appena incominciato a leggerti e devo dire, non senza un pizzico di sdolcinatezza, che adoro l’ampiezza del tuo vocabolario nonché la maniera in cui tratteggi sia il dialogo che i paesaggi.

    Desidererei farti delle critiche come tu richiedi nella nota bibliografica, ma per ora devo ancora bene elaborarle ahaha 😉

    Il titolo è arte, grazie per la bella storia =)

  • Permesso…
    Ciao Moneta, avevo letto i primi due capitoli della tua storia, oggi finalmente ho trovato il tempo per leggere il resto.
    La trama mi piace molto, i personaggi sono umanissimi perché colti nelle loro debolezze. La storia di Edo entra nello stomaco di chi legge… Sono davvero curiosa di leggere il seguito. Dovendo votare, ero per l’opzione-primario, poi ci ho ripensato. Voto per Mina. Mi fa pena quanto rabbia.
    Brava Moneta, sul serio:-)

    • Athelas,

      Grazie per il voto, il commento, i complimenti.
      Sono molto, molto contenta che abbia letto la mia storia e che ti sia piaciuta.
      L’opzione Mina sta convincendo anche me, ultimamente.
      Per dirti quanto avessi le idee poco chiare, in origine la storia si sarebbe dovuta svolgere a Londra, sapevo solo che sarebbe terminata con una chiromante australiana che leggendo la mano di Moneta le avrebbe predetto che avrebbe raggiunto l’apice del successo a 50 anni.
      Poi ho pensato che il messaggio del racconto, in questo caso, sarebbe potuto risultare criptico per la maggior parte dei lettori. Anche se a me piace molto essere e *rimanere* criptica, alla fine ci ho rinunciato. A te sarebbe piaciuta una trama simile?

      Ciao ciao, spero di non deluderti

      • Cara Moneta, credo proprio che non mi deluderai 🙂
        Un finale criptico, dici? Forse qualche lettore ci sarebbe rimasto male, a volte abbiamo bisogno di trovare la parola “fine” solo dopo aver chiarito tutto quello che c’è da chiarire. Un finale sospeso crea incertezza, e qualcuno può dolersene. Forse in altri tempi ti avrei scritto che non mi sarebbe piaciuto, ma oggi ti dico che sì, l’avrei apprezzato. Non c’è nulla di certo. Tanto vale farsene una ragione 🙂

        E poi una chiromante ha pur sempre il suo fascino 😉
        A presto

  • Ciao Moneta,
    hai scelto di collegare tra di loro molti temi importanti, ma stai riuscendo a sviluppare in modo impeccabile quella che avrebbe potuto essere un’opera pretenziosa e mal gestita. Complimenti per il coraggio e la realizzazione.
    In questo capitolo ci mostri due lati opposti di Edoardo: prima timido bambino impacciato, poi individuo maturo e consapevole; il tutto senza uscire dal contesto e rendendo credibile e ben amalgamate le due facce opposte della medaglia.
    Al tempo stesso Moneta, incapace di autogestire le proprie debolezze, si trova costretta a fronteggiare due diversi tipi di disintossicazioni.
    Moneta ed Edo sono davvero un bel duo.
    In questo tuo racconto ho intravisto molta introspezione e ne ho avuto conferma nel tuo modo di rispondere ai miei commenti, e noto una particolare attenzione per alcuni apparentemente insignificanti dettagli.
    Aspetto i prossimi risvolti di trama con molta curiosità 🙂
    Ciao! 😀

  • Passata la metà del racconto, secondo me Mina si fa viva, anche se delusa da questo figlio che non si adatta ai progetti ambiziosi che ha per lui, immagino che non voglia rinunciarvi.

    Il capitolo mi è piaciuto molto, non ho nulla da dire ( e già questo è una novità, mi dirai!), davvero bello.
    E la scena finale di un medico junkie che dice “il paracetamolo cura ogni cosa” è magnifica. Una frase semplice che dice e implica tante letture.

    Ciao ciao

  • Ciao Moneta!
    Mi sono perso un po di votazioni ma ho recuperato bevendo i capitoli tutti d’un fiato. Il racconto mi piace un sacco, decisamente più strutturato e lineare del funambolesco gatto marrone, anche se le tue trovate linguistiche sono sempre geniali. Che per il personaggio di Moneta io abbia un debole lo sai già, ma non ho capito alcuni aspetti: è rimasta a secco di che cosa? Di cosa si fa Moneta? E come concilia una tossicodipendenza con il lavoro in ospedale (il pensiero che sia pediatria e tossica mi mette i brividi da papà di una bimba) e con l’amicizia con un poliziotto?
    Edo mi fa tanta tenerezza: abbandonato, dopato e castrato della fisiologica condizione infantile. Questa Mina andrebbe torturata… facciamola riapparire.
    Per ora aspetto gli sviluppi della storia, ti aspetto trepidante come un giorno di riposo.
    PS: non so quanto sia efficace il paracetamolo nella sindrome da astinenza… Forse era meglio del paracetamolo e codeina (deformazione professionale)

    • Francesco!
      Questa è telepatia.
      Proprio ieri ho trovato qualcosa di tuo sperduto nell’oceano della rete. Molto bello e toccante. Ho in mente Epistassi, è un pugno nello stomaco, non sarò certo la prima che te lo dice. È duro, ma lo trovo poetico, nel senso che riassume un aspetto fondamentale dell’esistenza di tutti noi: l’inaspettato, il bello macchiato dal tragico, il tempo che viene reciso prima di avere la possibilità di dire addio. Belli tutti, comunque: sapere, o sperare, che qualcuna delle storie che racconti abbia avuto un inaspettato lieto fine mi dà coraggio.
      Veniamo al mio ‘gioco’: non scrivo, penso che non si saprà mai esattamente, da cosa Moneta sia dipendente. Conciliare la dipendenza è stato più facile di quanto sarà conciliare le crisi di astinenza. Il poliziotto è un amico, ma se non ricordo male vuole fare con lei un discorso a quattr’occhi. Cosa vorrà dirle?
      Il paracetamolo è ciò che in quel momento dà al bimbo, non penso che lei si accontenti della tachipirina.
      Grazie mille del commento, dei complimenti graditissimi, di essere tornato.
      Ciao ciao

  • Ciao Moneta
    L’atteggiamento di Moneta – dare il comune paracetamolo, al posto delle vitamine – mi sembra saggio e potrebbe significare che lei desidera una svolta per sé e per il bimbo.
    L’effetto placebo non cura ma è una componente molto importante in qualsiasi cura.
    voto che Mina si fa viva, perché, per quanto riguarda il figlio, lei è parte attiva del problema.
    ciao ciao

  • Questo capitolo è stato molto interessante. Ho dovuto cercare il paracetamolo su Wikipedia per sapere quale sono le sue funzioni, ma non mi sembra che curi ogni cosa e non ho capito perché lei dovrebbe prenderla (credo sia una cosa un po’ pericolosa); pensavo avrebbe preso un palliativo… o l’aspirina C 😀

    La triforcazione non mi dà indizi su che strada possa prendere la storia, quindi voto a caso… primario!

    Ciao 🙂

  • Sai che per me c’è una sola strada: Mina si fa viva. Te lo avevo chiesto già la volta scorsa d’Introdurre questo personaggio per dare una svolta alla storia, per cimentarti nell’approfondimento psicologico di questo inedito triangolo Edo, Moneta e Mina. Peccato che tu l’abbia messo tra le opzioni. Con questo episodio ti sei messa sulla buona strada: hai tracciato il perimetro entro cui muoverti e, a mio avviso, hai dato sostanza alla trama. Però poi ti sei affidata ai lettori per la triforcazione…
    Continuo a non capire se certi siparietti che introduci nel racconto saranno poi funzionali alla trama o sono dettati solo dal tuo gusto personale.

    • Ciao Napo,
      Il siparietto tra Edo e Laura è funzionale alla trama nella misura in cui è parte dell’evoluzione psicologica del bambino: in lei vede punti di contatto (i capelli, Harry potter) e differenze (lei è malata, non lo sembra soltanto, la cosa di cui Mina lo rimproverava quando ha fatto la monelleria di tagliarsi i capelli). Soprattutto lei non sa leggere e questo sconvolge Edo più della malattia. Eppure la mamma le vuole bene, le rimbocca le coperte, le sussurra qualcosa che lui vorrebbe tanto sentire, in entrambi i sensi: sentire dalla mamma di Laura e sentire dette a lui. Edo sta scoprendo che c’è un modo diverso di essere bambini. Tutto qui. Gli altri siparietti, non saprei, cerco sempre di mostrare qualcosa sottotraccia, ma non posso sviscerare tutto qui e forse non avrebbe senso: se il messaggio non passa non è efficace, inutile spiegarlo a posteriori. Mina… ti ho ascoltato, mi hai tentata, alla fine non ero convinta di introdurla così presto. Ora me ne lavo le mani: se il popolo vuole, la avrà.
      Ciao ciao e grazie come sempre per il commento

  • Un capiitolo molto toccante, a dire la verità me la aspettavo.
    Anzi, per dirla tutta, è dal primo capitolo che mi aspetto un Edo malato.. anche lui di cancro.. ma spero non sia così.
    Siamo al 6° capitolo .. per cui ora come in ogni buona sceneggiatura, toccherebbe un cambio di scena,, (della serie Mina si fa viva) o un colpo di scena, ma sarebbe un pò anticipato..
    Voto per per il primario del reparto che deve dire qualcosa a Moneta..
    visto il contesto, qualche brutta notizia.?- Sorry
    Alla prossima.

    • Grazie Danio, sono contenta che ti sia piaciuto.
      Ho cercato di essere più soft possibile, non soffermandomi su niente di negativo tranne la degenza in ospedale. La secca constatazione di Edo mi serviva per mostrare il suo meccanismo psicologico, che in questo caso si potrebbe riassumere:
      capelli a zero = malattia
      e la grossa incognita per Edo è ‘perché la mamma le vuole bene?’
      Grazie per esserci sempre
      Ciao ciao

    • Ciao Nickleby,
      Scusa l’atroce ritardo, sono un po’ evanescente ultimamente.
      Benvenuto e grazie mille per commento e complimenti. Sono molto contenta che tu trovi il mio racconto interessante, spero di riuscire a continuare a coinvolgerti.
      Ciao ciao

  • Moneta porta Edo con sé a lavoro.
    Mi sta piacendo molto come evolve questa storia e questo capitolo oltre che ben scritto è anche molto interessante…
    Bella e realistica l’idea di come Moneta, da quel che ho inteso, si ritrova ad affrontare il suo problema riflesso in un Altro, in questo caso in un bambino addirittura.
    A presto,

    • Oh bicchio!
      Grazie mille dei complimenti!
      Hai colto il punto cardine, del resto non è forse vero che l’intero Universo non è che un nostro riflesso? Il mio Universo ha spesso del dentifricio agli angoli della bocca.
      Scherzi a parte: sì, Edo sta permettendo a Moneta di prendere coscienza del proprio problema. Che questo evolva in un seguito interessante, lo spero ma non lo garantisco!
      Grazie di esserci,

      Ciao ciao

  • Grande idea, quella di portare Edo a conoscere i suoi pazienti, potrebbe essere “terapeutico” per lui!! Speriamo accada questo! 😉

    L’episodio mi è piaciuto tantissimo. è davvero ben mostrato e i dialoghi sono rivelatori al punto giusto e mai inutili, quindi mi complimento con te per l’abilità con cui sei cresciuta nel portare a galla l’espediente narrativo che nel tuo primo racconto era invece spesso fumoso e in questo è davvero ragionevole.
    Detto ciò, ti esorterei a fare attenzione alla caratterizzazione di Moneta. Lei è dipendente da una qualche sostanza ( si potrebbe definirla “una tossica”, dico bene?) per cui la sua reazione al doping somministrato a Edo è un po’ eccessiva. Mi spiego meglio: quando tu stessa sei soggetta a una perversa schiavitù, tendi ad ammortizzare il concetto di causa/effetto impostandoti nel confronti delle conseguenze in modo blando piuttosto che realistico, ciò dovuto a una corazza che ti scherma dall’autoconsapevolezza razionale che, altrimenti, ti fermerebbe dall’assumere droghe tu stessa. Significa, in poche parole, che lei dovrebbe essere più irrazionale e più leggera prima di decidere di gettare al water le pillole e incazzarsi con Mina; non perchè non sia logico ritenere che un bambino non meriti questo trattamento da parte della madre, ma perchè lei per prima ha bisogno di aiuto e se avvertisse così fortemente in sé la consapevolezza di effetti collaterali nel prossimo, non eserciterebbe tale tortura neanche verso se stessa…
    In ogni caso brava, mi stai piacendo. Non dar retta a chi non vede evoluzione nella trama, ce n’è da vendere. 😉

    • Grazie mille AmoMarta, sono veramente contenta per il tuo commento e mi piace che tu voglia, al termine, controbilanciare i commenti che vedono troppa staticità nella trama. Per me è molto importante.
      Sulla caratterizzazione di Moneta ti dico due cose: sono stata molto in dubbio se inserire il gesto “rituale” del buttare le pillole, per considerazioni che in parte coincidevano con le tue. Alla fine l’ho inserito per un motivo: Moneta è una tossica, assolutamente. Non sappiamo da quanto, né da cosa è dipendente. Forse non lo sapremo mai.
      Il fatto è che lei ha bisogno di aiuto e lo sa. Volevo appunto che quel gesto fosse indicativo della sua reazione, della sua definitiva presa di coscienza del fatto che la propria dipendenza è intollerabile. La deve combattere. Dovranno combattere insieme, lei intuisce che può trovare la forza in questa nuova alleanza, una simbiosi dalla quale spera che entrambi risorgeranno cambiati.

      Ciao ciao, grazie ancora!

  • Ciao Moneta. Ho letto il capitolo questa mattina all’alba, quindi tutte le considerazioni che farò prendile con le pinze, al netto di un certo rincoglionimento antecaffè. La prima parte mi è piaciuta molto, le scene di vita quotidiana, dal barbiere a casa passando per il fast food fanno da ideale sfondo all’evolversi del rapporto tra i due protagonisti e sono in ogni caso ottimamente rese. La seconda parte l’ho trovata meno chiara. Ma ripeto potrebbe dipendere dal fatto che non ero ancora lucidissimo. Resta una certa tendenza a scrivere più di quanto necessario. Ben gestite invece le rivelazioni, di cui si sentiva un po il.bisogno per dare una svolta a una trama ogge

      • Ciao Lou,
        Un commento è un commento, lo apprezzo e lo leggo con attenzione a prescindere che sia scritto prima o dopo il caffè. Quando ho letto ‘tendenza a scrivere più del necessario’ mi è apparsa l’immagine di (me) che frugo nello zaino, dico dove trovo il flacone, descrivo le pillole. Hai ragione. E del resto lo so, è un mio limite. Solo che osservandolo mi permetti di riflettere sul perché ritengo necessario aggiungere alcune cose che probabilmente potrei omettere. In parte mi è chiaro, in parte no, ma ci sto lavorando.
        Svolta nella trama? Boh! Spero non si appiattisca di nuovo! 😀
        Grazie di esserci e di commentare!
        Ciao ciao

  • Ho scelto l’opzione che a quanto pare è in minoranza: la scuola non ricomincia? 🙂
    Che bel capitolo, Edo a quanto pare si sta aprendo e affezionando sempre di più a Moneta.
    Dinamiche familiari intermezzate da spiegazioni scientifiche che fan sorridere e fan riflettere, perchè al giorno d’oggi esistono veramente genitori che farebbero cose del genere ai figli, evitando loro di vivere un’infanzia spensierata!

    • Ciao lucrash,
      Sì, esistono genitori simili, ma molto più diffuso e pericoloso è un certo atteggiamento di molti che utilizzano la ‘pillolina’, sia essa un integratore alimentare, un analgesico o un farmaco vero e proprio, con eccessiva disinvoltura, dando ai più piccoli modelli che potrebbero essere pericolosi. Va tutto bene se moderato; al contrario, questa si sta dimostrando una storia di eccessi, vediamo se i protagonisti riusciranno a uscirne ‘moderatamente’ o se dovranno fare il botto 🙂
      Ciao ciao, grazie per i complimenti!

  • Ciao monetina, scusami ancora una volta per i ritardi.. 😉
    Mi è molto piaciuto questo capitolo, un pò meno il precedente.
    Questo invece lo trovo degno di una grande scrittrice. Capitolo emozionante, tensione e colpo di scena, per cui Ti porgo i miei comoplimenti.
    Però ti devo “bacchettare” perchè mi pare di intuire un certo alone di mistero in questo racconto.. Dal titolo stesso alla trama poco chiara, postata in fase di inizio Incipit.
    Insomma, se stai cercando di proteggerti o di proteggere i tuoi scritti da qualcosa, penso che probabilmente sbagli.. questo resta pur sempre un gioco, giocando bisogna aver rispetto anche dei giocatori.
    In merito a tutto ciò concordo col commento di Napo..
    La tua risposta mi è sembrata un’arrampicata sugli specchi.
    Ok detto questo voto per la seconda opzione.
    Stammi bene

    • Ciao alex,
      Grazie per i complimenti, mi dai più meriti di quanti obiettivamente ne abbia.
      Riguardo ai tuoi dubbi: non sto affatto cercando di proteggere i miei scritti e probabilmente ti meraviglieresti scoprendo quanto i commenti di voi lettori abbiano influito sullo sviluppo della trama.
      Penso di rispettare tutti voi ‘giocatori’ e se fosse dipeso da me vi avrei messo completamente in mano la trama. L’ho già fatto una volta e non sarebbe stato un problema rifarlo, magari sarebbe stato banale, o forse mi sarei semplicemente esposta alle giuste critiche che mi sono state mosse nel racconto precedente. Sono qui per sperimentare, ascoltare, imparare. Tutti voi mi siete utili.
      Per quanto riguarda la risposta a Napo: cerco sempre di esprimere sinceramente ciò che penso, se devo scrivere balle in genere preferisco tacere o usare perifrasi interpretabili. Nel caso in questione sono stata il più chiara possibile per una mente contorta come la mia. Se pensi che mi stessi arrampicando sugli specchi, puoi chiamarmi Geco.
      Ciao ciao e grazie di esserci

  • Ciao Moneta
    la tua storia continua a piacermi.
    Al di là del rispetto delle regole della scrittura creativa (di cui sono anch’io apprendista ribelle e perciò non ti posso dare nessun suggerimento), rimane la bontà del tuo personalissimo stile, assolutamente non banale – segno, si direbbe, se si trattasse di un quadro.
    In generale le regole/tecnica vanno bene, altrimenti si vanifica il racconto ma senza incatenare la spontaneità creativa.
    Moneta porta Edo al lavoro…
    🙂

  • Dico che lo porta al lavoro. Non so se nella realtà ne avrebbe il diritto, ma chi se ne importa, è un racconto!
    Il capitolo mi è piaciuto davvero molto, chiaro, delinea bene i personaggi e il loro rapporto, le sfumature divertenti sono parte del tuo fascino; se devo trovare un difetto: la conversazione telefonica, secondo me non è subito chiaro chi pronuncia quale frase. forse specificarlo ogni tanto aiuterebbe. Sono riuscita a attribuire la frase al buon soggetto solo arrivata a “brava, lo vedi che servi”. Ma forse son io che son lenta.

    Io vorrei che si approfondisse anche da dove viene a Mina questa fissazione di fare del figlio un genio stacanovista, secondo me è importante e interessante.

    • Ciao befana, grazie per i complimenti. Hai ragione sulla chiarezza del dialogo, rileggendo ora mi rendo conto che in parte è dovuto al fatto che mi sono fidata troppo dell’anteprima: la formattazione è cambiata, in alcuni punti non andavo a capo per far capire che continuava a parlare la stessa persona. Grazie per avermelo fatto notare.
      Riguardò all’approfondimento su Mina, ti confesso che non prevedevo di darle troppo spazio, ma ‘racconti interattivi’ significa appunto questo, no? Vedremo, ci devo pensare molto bene.
      Ciao ciao

    • Non l’ho voluto scrivere per non influenzare troppo i voti, ma se non va a scuola mi invento qualche festa… Siamo d’inverno, fa piuttosto freddo… Nel cap. precedente ha usato la frase ‘Natale in Casa Famiglia’… Voglio solo sapere da voi se siamo già alle vacanze di Natale o se manca un po’ di tempo 🙂
      Grazie di esserci, ivano
      Ciao ciao

  • ———————————————-
    Il flacone era dentro la tasca davanti, lo aprì rovesciandosi il contenuto in mano: capsule, per metà traslucide; minuscole sferette ne riempivano l’interno. Non sembravano affatto innocui integratori.
    Del resto Moneta avrebbe scommesso che Edo non fosse affetto da ADHD, troppo distante dal quadro clinico.
    Troppo meticoloso, troppo studioso.
    Appunto.
    Equasym, o Ritalin, o “droga degli studenti”: una recente moda per incrementare le prestazioni nello studio.
    «Puttana. Stai drogando un bambino di otto anni.» disse a bassa voce.
    Scoppiò in una risata isterica, altissima. Gli occhi le si bagnarono di lacrime:
    «Cosa ti sta facendo, piccolo.» Non riuscì a trattenere una smorfia spasmodica, altre lacrime attenuarono il calore che sentiva sulle guance «Cosa facciamo, adesso?»
    ——————————————————–
    Ho improvvisamente capito perché è classificata avventura 😉

    Questo capitolo è stato il cosidetto punto di svolta: è arrivato al momento giusto, da qui in poi la storia dovrebbe procedere fino alla sua conclusione (a meno che non hai intenzione di fare un seguito). 🙂

    Per la scuola: sarà il fatto che l’ho letta in estate ma non ci ho pensato proprio! Sono indeciso tra lei che lo porta al lavoro e la scuola… pensa… pensa… Ma sì, lei che lo porta al lavoro; se hai spazio, potrebbe essere interessante giustificare la mancanza (potrebbe davvero essere estate 😉 ).

    Ciao 🙂
    PS: Adoro come descrivi il rapporto tra Edoardo e Moneta 🙂

    • Oh, Red, tu mi lusinghi ed esageri.
      Grazie mille, grazie veramente!
      Sì, è il punto di svolta, anche se leggere i nuovi commenti mi sta complicando le idee.
      Non è estate, comunque, è inverno, ma sappiamo che le scuole fanno molte vacanze invernali 😉
      Se non lo mandate tra i banchi, semplicemente qualcuno ci spiegherà che festa c’è.
      Ciao ciao

  • Moneta si assentera da lavoro per investigare meglio su tutta la faccenda, perché non può aver appreso una simile notizia senza voler andare oltre: il motivo vero per cui Mina ha iniziato a dopare il bambino – la sua indignazione ha bisogno di una risposta – a scuola nessuno se n’è accorto? – perché Mina si è liberata di Edo? – ecc.
    In sintesi condivido il commento di Napo. Sei ancora al quinto cap. per cui hai modo di costruire un valido messaggio, se è vero che non l’hai ancora fatto.
    Ciao 🙂

  • Proprio oggi mi chiedevo che fine avessi fatto, visto che erano passati più di venti giorni dall’ultimo episodio.
    Aspettavo questo episodio per capirci qualcosa di più, ma ancora continui a centellinare le informazioni chiave. Per carità, a poco a poco qualcosa intravedo nonostante le mie ridotte capacità mentali, ma poco. Scrivi bene, riesci a rendere in maniera molto gradevole sia situazioni comuni sia non comuni, ma la sensazione globale che ne ho è che succeda ben poco, almeno per ora. Ormai sei a metà dell’opera, i due personaggi principali li hai sviscerati completamente (complimenti per avere recuperato la dimensione infantile di Edo, in questo episodio), ora dacci una trama robusta, che dia un messaggio ai lettori. Meno siparietti, più azioni consequenziali. Puoi farlo, ne sei senz’altro capace.
    In quest’ottica vedrei bene Edo in ospedale con Moneta: è un espediente per mettere entrambi difronte alla realtà.

    • Ciao Napo,
      Rispondo subito a te, trascurando un po’ gli altri, perché il tuo è il commento che pone più interrogativi. Parto dalla lunga assenza: troppo, intollerabile, spero che non succeda più, ma purtroppo c’è anche la vita reale, è un periodo in cui ho altre priorità.
      La tua garbata obiezione mi mette molto in imbarazzo, perché da una parte so che hai ragione, ossia succede davvero poco (e a dirti la verità è una sensazione che ho per tutto ciò che scrivo). Dall’altra, ed è qui che sono realmente imbarazzata, ho paura che da qui in poi non succederà molto altro. Insomma, potrei riempire dieci capitoli senza aver scritto quasi niente. Ricordo di averti già dato una risposta simile, forse eravamo ancora al secondo o terzo cap… Come vedi sono una coerente 😀
      Forse ho sbagliato a scegliere ‘avventura’, se ci fosse stato un genere ‘sentimentale’ l’avrei preferito, sarebbe stato certamente più calzante per la storia che avevo in mente.
      Comunque non sto dicendo che non intendo ‘dare un messaggio’, tutt’altro, ci proverò. Ma arrivare a leggerlo, forse, per te e per altri, sarà meno avventuroso di quanto vi aspettiate. Ammesso che abbiate ancora la voglia di seguirmi.
      Per concludere, su TI, con questo nick, mi muovo in acque per me inesplorate, cerco di fare cose che mi vengono difficili. Ci provo, non so quanto ci riesco, nel frattempo, grazie soprattutto a lettori come te, provo ad imparare qualcosa. Non è il modo migliore per crearsi un pubblico di lettori affezionati, lo so, ma tanto non pubblicherò mai con questo nome, quindi posso fare tutte le figuracce che voglio. Ti ringrazio anche per i complimenti, mi fanno sempre moltissimo piacere.
      Ciao e grazie di esserci

      • Non fai nessuna figuraccia. Se vuoi davvero metterti alla prova, hai ancora cinque episodi per fare succedere tanto (anziché poco, come dici tu). Scoperto cosa succede a Edo, potresti spostare il focus su Mina e fare un bell’approfondimento psicologico di un personaggio finora così equivoco. Dai, che è una bella sfida.

  • Io sono un infermiere ed ho sempre benedetto ad oggi il fatto che mia madre mi avesse fatto visitare l’ambiente ospedaliero anzitempo. Credo che il tutto si stia complicando, ma che stia diventando anche bello. Soprattutto sta diventando una sfida per Moneta, una sfida con se stessa più che altro. Voto per questo tentativo e ovviamente non posso fare a meno di seguirti.

  • Molto bello questo quarto capitolo, il migliore per ora.
    Mi piace questa storia, in particolar modo in quanto “normale” ma avvincente.
    Un normale che si trasforma grazie alla tua abilità di descrivere e rendere i personaggi; è un qualcosa che avrei da sempre voluto avere quello di trasformare il normale… Quindi dovresti essere doppiamente felice di questo commento.
    Ora di sicuro sono curioso di sapere come evolverà questa prima breccia 😉
    A presto,

  • “Marco ha delle informazioni che mettono la pulce nell’orecchio a Moneta, lei indaga un po’ e…”

    Il capitolo mi è piaciuto molto. Mi chiedo ancora come si ricolleghi al primo capitolo, ma è presto 😉

    —————————————————
    Fu un attimo: il grottesco muro eretto da Mina intorno a lui crollò di schianto.
    Dietro la breccia Moneta vide Edoardo per la prima volta: un timido, indifeso, tenero cucciolo d’uomo.
    —————————————————
    E qui applaudo 😀

    Ciao 🙂
    PS: non ti dico dei refusi perché hanno già detto gli altri.

  • Come promesso eccomi qua. Dunque, ho letto i quattro episodi, ma non ho letto il gran numero di commenti qua sotto per non farmi influenzare (a parte quello di Elena Paganelli in evidenza). Rispetto alla tua prima prova (di cui ho però un’dea limitata avendone letto solo alcuni episodi) la prima cosa che salta all’occhio è la scelta di ridurre drasticamente metafore e similitudini, una scelta che approvo.
    Per il mio modo di concepire la scrittura io lavorerei ancora un tantinello in sottrazione.
    Onestamente c’è troppo. Le descrizioni troppo particolareggiate e ricche tagliano fuori il lettore, relegandolo a un ruolo passivo. Troppo spesso poi ci sono periodi troppo lunghi. La storia mi piace, almeno fino a questo momento. L’ultimo episodio è quello scritto meglio, almeno a mio giudizio. E’ evidente che sei aperta al confronto e che ascolti i consigli dei tuoi lettori che, sono certo, ti avranno dato indicazioni molto più costruttive delle mie. Spero non me ne verrai. Mi hai chiesto di essere sincero e lo sono stato. E spero che tu possa ricambiare.

    • Spero io che tu scherzi quando scrivi di non volertene!
      È fuori discussione.
      Ho letto la tua risposta al mio commento e onestamente mi sento un po’ ridicola ad averti tirato così per la giacchetta. Al massimo sono io che devo scusarmi. Ciò che mi hai scritto in risposta è comprensibilissimo e l’avrei potuto capire da sola.
      Comunque ora. grazie alla mia sfacciataggine, ho capito come la pensi e so interpretare i tuoi silenzi: sei molto cortese e razionale, giustamente commenti e leggi solo quello che riflette i tuoi gusti.
      Ti prego assolutamente di non sentirti costretto a commentare, ti giuro che non farò mai più una piazzata come la precedente. 🙂
      Venendo alle tue garbate osservazioni: sono esattamente quello che mi serve. Un parere, un’opinione. Non prendo tutto per oro colato, in genere accolgo, come penso un po’ tutti, soprattutto ciò che già in parte sospetto da sola. Ad esempio: tu la chiami ricchezza di dettagli, io la vedo come ‘tempo lento’, so che è un mio limite e sto provando a correggerlo. Come i periodi lunghi.
      Io cerco di essere sincera, in qualche caso parlo troppo (te ne sarai accorto!) e con qualcuno, qui dentro, mi sono scottata. Non so quanto ti potranno essere utili i miei suggerimenti ma se troverò qualcosa da dire, da lodare o da criticare costruttivamente, lo farò senz’altro.
      Grazie mille

      Ciao ciao

  • Una storia con un titolo così non poteva che attirare la mia attenzione, e finora non mi ha per niente delusa. Ci è voluto davvero poco per finire ingabbiata nello strano mondo di Moneta ed Edo, due con una relazione a dir poco complicata con sé stessi e con l’altro. Pur avendo usato una struttura narrativa comune – una donna qualsiasi che si ritrova l’esistenza sconvolta da un evento inaspettato, in questo caso l’arrivo di un bambino che è tutto meno che normale – sei riuscita a creare un racconto originale, che ti fa venire voglia di scoprire cosa succederà in seguito. Apprezzo molto anche il tuo stile, che trovo personale e curato, e il modo in cui costruisci i vari episodi – oserei quasi dire che hanno un che di filmico.
    Che dire di più? Solo brava! Ti seguo.

    • Ciao Elena,

      Accolgo con piacere misto ad imbarazzo il tuo commento.
      Sono contenta che la storia ti piaccia. Da parte mia c’è tutto l’impegno possibile, quindi se ho dei riscontri la soddistazione è tanta.
      Se mi avessero chiesto di definire la struttura narrativa di questo racconto io, più che ‘comune’, avrei usato la parola ‘banale’, perché è quel che penso. In questo caso mi piaceva proprio cercare modi diversi per raccontare storie già lette mille volte, senza niente di particolarmente eclatante: tutto ciò che accade è confinato alle vite di pochissime persone, il resto del mondo non ne saprà mai nulla e non ha alcun interesse a saperlo. Insomma mi sono detta: ‘Riesci a interessare qualcuno senza troppi effetti speciali?’.
      Ci sto provando!
      Grazie mille per il commento

      Ciao ciao

  • Marco ha delle informazioni, insomma, diamo qualche briciola ma non il pollo intero in pasto ai lettori 😀 lasciamo che sia Moneta ad indagare un po’!
    Brava 🙂 belle le descrizioni, molto piacevoli e scorrevoli i dialoghi e le dinamiche tra i tuoi protagonisti! Mi è soprattutto piaciuta l’idea dell’incontro nel bar del parco dopo il jogging del poliziotto, non so perchè ma è una scena che mi ispira sicurezza e tranquillità!

    • Ciao lucrash,
      Grazie mille, sei molto gentile come al solito.
      Non so, so’ ‘n pochetto micragnosa, mi sa che alla fine del racconto non vi avrò dato più di qualche briciola. O comunque molti di voi si alzeranno da tavola ancora affamati. Questo per dirti di non aspettarti troppi colpi di scena. Ce ne saranno, ma avranno il sapore della chiacchera paesana, tipo ‘Hai saputo della figlia di Susanna? È rimasta incinta del benzinaio!’.
      Ciao ciao e grazie ancora!
      P.S.: Aspetto di sapere che fine ha fatto il tuo Ben

  • “Scoprì che passarci delle ore era decisamente diverso e meno piacevole che utilizzarlo come talamo improvvisato per dei minuti che parevano sempre troppo pochi.” Bellssima frase, quel “per dei…” da una svolta facendoci tornare al mood iniziale… sì, mi perdo nei dettagli 😉
    Sono curioso di vedere come svilupperai la dipendenza di Moneta, dopotutto è un medico, può procurasi svariate sostanze…
    Edo confessa… il muro è caduto no?
    P.s. La frase finale mi è piaciuta… non sarò troppo banale!? 😀

    • Ciao Gabriele,
      Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto.
      Sì, la sostanza da cui è dipendente sarà da scegliere con cura, anche se potrebbe essere piuttosto – e tristemente – banale.
      Per la frase finale: ti confesso che piace anche a me, solo che mi vergogno a scriverla 🙂
      Ciao ciao

  • Ciao Moneta,
    anche se non dai particolari informazioni esplicite, questo capitolo ha messo a fuoco parecchi punti.
    C’è un unico elemento nel tuo racconto che non mi torna: nel precedente capitolo dici che Edoardo si è tagliato i capelli a zero… Qui invece scrivi che si presenta a Moneta “vestito e pettinato con la riga di lato”, era un modo di dire? anche se ne dubito, è sottinteso che sia trascorso del tempo? è stata una svista? sono io che sono particolarmente pignolo?
    Aggiungo che provo una strana attrazione per il personaggio di Moneta… Sembra una donna intraprendente ed intelligente 🙂
    Ciao, alla prossima! 🙂

    • Allora,
      Tu non sei affatto pignolo e io mi sto odiando, vista tra l’altro limportanza che dall’inizio volevo dare ai suoi capelli. Potrei sempre risponderti com questo link http://www.valberici.eu/archives/4393
      che ti riassumo se non hai voglia di leggerlo: “Robinson Crusoe si spogliò raggiunse la nave a nuoto, si riempì le tasche di gallette e tornò a riva”
      E se tieni conto che questa è la frase che cita un personaggio della saga di Hyperion, saga da cui ho preso in prestito il mio nome, vedi bene che tutto torna!
      Scherzo.
      Ti ringrazio e sono scioccata e infuriata.
      Odio queste cose, questa in particolare, soprattutto per il ruolo che ho voluto assegnare alla pelata di Edo. Per me quel bambino è sempre stato pelato. Che sciocchezza imperdonabile.
      Farò finta che fosse una battuta, la dovrò riprendere (non so come) in seguito.
      Ma il bambino, purtroppo per me, è e resterà per tutto il racconto sostanzialmente pelato.
      Grazie mille Christian, questo tuo commento è stato certamente prezioso.
      Ciao ciao

  • io voto per le informazioni che vengono da Marco, lasciamolo un po’ tranquillo, sto bambino sempre a estorcergli confessioni!
    Ti dico subito che io gli errori non li avevo visti, quindi la lettura doveva intrigarmi, e riconosco che il fulcro della storia diventa un po’ più chiaro, però il capitolo mi lascia perplessa. Sì, non è molto costruttivo come commento ma non so dire meglio. Forse l’eccesso di dettagli (cosa mangiano a colazione, il bambino che viene in cucina e riparte, l’amico mattiniero anche lui,…) non so come se si passasse da solo allusioni ad un sovradosaggio di informazioni.
    A proposito di sovradosaggio: ma lo spaccia di Moneta sta in radiologia? Si fa di liquido di contrasto? Di gel da ecografo? 😉 Questo misterioso traffico mi interpella.
    Ho cercato di esprimere le mie impressioni, non so quanto possano servire, ciao.

    • Ciao befana, grazie come sempre del tuo commento dettagliato. Provo a spiegare il perché di certe scelte: mi interessava rimarcare ancora la maturità forse anche eccessiva del bambino che si fa trovare bello e pronto senza che Moneta gli debba dire mezza parola. Ciò che mangia è un richiamo al fritto fritto del primo capitolo. Il caffè è sempre il caffè. Lei si sveglia prestissimo, me la immagino digitare il messaggio senza troppa speranza che lui risponda subito, invece… taac!
      Non so ancora che droga usi, il nome del reparto è quasi casuale e non è affatto detto che lo ‘spaccia’ si approvigioni all’interno. Di certo, purtroppo, il mercato potenziale dentro un ospedale è vasto. Le impressioni servono sempre, grazie ancora!

      Ciao ciao

  • Io ho votato per Moneta che scopre qualcosa. La trama si fa interessante. Anch’io ho notato alcuni errori di battitura. È successo anche a me nella storia che sto pubblicando. Il bello è che basterebbe dargli una passata col correttore ortografico prima di fare copia e incolla, ma pure io non lo faccio sempre. A parte questo discorso tecnico, l’unico appunto che mi sento di farti è nell’uso degli aggettivi. Sii più parsimoniosa. L’amico è ‘sudato’, eviterei ‘sudato e congestionato’. Sono sottigliezze da maniaco, lo so. Quindi ti prego di prendere le mie osservazioni per ciò che valgono. Un abbraccio.

    • Ciao Tom,
      Grazie mille per il tuo commento. Non considero la tua osservazione sull’uso degli aggettivi una sottigliezza, è un’osservazione valida che prenderò sicuramente in considerazione. Ma a proposito di maniaco, anzi, maniaca, perché un po’ mi ci sento io: mi state mettendo in crisi! Dopo il commento di Giorgia ho riletto più volte e non ho trovato nulla. Allora l’ho copiato e incollato su word e ho finalmente trovato un EdOrdo verso la fine, ovviamente letto mille volte e mai trovato. Ma nient’altro. Me li potresti indicare? Almeno un paio! 🙂
      Ciao ciao e grazie ancora

        • Ah ah, mi arrendo e confermo ciò che ho sempre pensato: il vero mistero è la mente umana. Stra-letto mille volte ‘il suo zaino’! Roba da matti! Una delle ultime modifiche… se avessi tolto ‘suo ‘ avrei avuto ulteriori quattro caratteri disponibili per un totale di sei. A saperlo! 😀
          Grazie di nuovo, mi sa che aspetto qualche giorno prima di rileggere e cercare gli altri.
          Ah, il correttore non me lo segnalava.
          Ciao ciao

  • Sarà pure stucchevole, ma il finale mi è piaciuto. Questo episodio presenta nella prima parte alcuni errori, diversamente dal solito, spero che tu non stia perdendo la grinta per portare avanti il racconto bene come l’hai iniziato .
    Mi chiedo cosa ha consegnato l’ambiguo medico a Moneta e non ho capito l’intesa tra lei e Marco quando lo ringrazia, ma tutto si spiegherà in seguito 🙂
    Marco dà info importanti a Moneta.

    • Ciao Giorgia,
      Grazie per il commento, per i complimenti e per la fiducia, spero di chiarire i tuoi dubbi e quello degli altri nei prossimi capitoli.
      Ho riletto altre due volte il capitolo senza riuscire a trovare gli errori: è balordo rileggersi, vedi solo quello che hai in mente. Me li potresti indicare? A questo punto è anche probabile che non li veda perché non so che sono errori e in questo caso il tuo aiuto è ancora più prezioso.
      Grazie!

  • Edoardo confessa qualcosa. Tutte le alternative hanno in comune che Moneta otterrà maggiori informazioni. La differenza è il modo, e preferisco che prenda maggiore confidenza con questo bambino ancora troppo misterioso. Certo sulle motivazioni di Mina non si sa ancora nulla e vorrei cominciare anche qui a intravedere qualcosa, ma questo può accadere sia con le indagini che parlando con Edo.
    Non ricordo se avevi già parlato di un referto che Moneta aspettava.
    Ah, perché hai scelto di terminare con la più stucchevole e banale delle frasi fatte? 🙂

    • Ah ah, grazie della domanda che in verità mi sembra di avervi quasi estorto!
      Ma, no, non c’è nessun mistero in questo a parte una semplice constatazione: mi capita spesso di avere intorno bambini e qualche volta la mia vocina interna che commenta certe situazioni dense di pathos mi sorprende usando frasi melense, retoriche stucchevoli, esattamente come quella che termina il capitolo. Insomma, volevo solo comunicare il fatto che sì, qualche volta, anche se può sembrare eccessivo, sono esattamente queste le parole che descrivono ciò che stiamo provando.
      Misteri, misteri… Non so se verranno spiegati, ma di certo i protagonisti ne forniranno un’interpretazione. Lo stanno già facendo 😉
      Non ho parlato di referti e dubito che dentro quella busta ce ne fosse davvero uno.
      Ciao ciao e grazie di esserci.
      P.S.: Oh, ma se non sei in ferie cosa aspetti a concludere il tuo racconto??? Non tenermi sulle spi… no, sui bruchi assassini! 😀 😀

    • Oh Napo!
      Che piacere il tuo commento così fresco fresco!
      Ti prometto che cercherò di essere più chiara possibile.
      Anche se non si vede sto cercando di darvi ascolto.
      Oddio, io spero che si veda, ma lo dovete dire voi.
      Grazie di esserci!
      Ciao ciao

  • Ciao Moneta! La storia sembra molto interessante, intravedo molte possibilità e questo mi piace molto. Devo dire che anch’io ho dovuto leggere un paio di volte alcuni passaggi che non apparivano immediatamente chiari. Ho letto il tuo racconto precedente e mi sembra che tu voglia cambiare rotta adesso, apprezzo molto anche questo. Sicuramente il filone dell’assurdo è il tuo territorio (piace anche a me ma non sarei in grado di svilupparlo veramente!), sinceramente non ho grandi consigli in questo momento, sono solo curiosa di vedere quale strada prenderà. Voto la notte a lavoro immaginando che anche il bimbo ci sarà, le ore notturne, spesso sono le più interessanti 🙂 a presto!

    • Ciao valera,
      Il ritardo con cui ti rispondo è, rispetto ad altri, quasi accettabile. Scusa lo stesso, in genere rispondo con tempi umani. Grazie per il commento, per me qualunque critica è oro. Devo dirti sinceramente che ho provato a migliorare la chiarezza, se non ci sono riuscita neppure adesso allora non ho più scuse. Però voglio comunque un parere sincero, se ti va di darmelo!
      Grazie mille di esserci e per il commento!
      Ciao ciao!

  • Ciao Moneta!
    Capitolo di dialoghi e silenzi, dove cominciano a spuntare informazioni e possiamo conoscere meglio il piccolo Edo.
    Moneta mi sembrava molto agitata, forse perché non si è ancora ripresa dalla morte del padre o forse perché sente su di sé una responsabilità troppo grande, quella di crescere un bambino, quando è insicura anche solo sulla sua vita (o perché in astinenza, come diceva Amo XD).
    Ho votato la colazione a tre e sono curiosa di scoprire chi sarà il nuovo personaggio.
    Alla prossima! ^_^

  • Una colazione a tre, chissà chi sarà il nuovo arrivato 🙂
    Bel capitolo con dei dialoghi ben costruiti e simpatici, che lasciano trasparire l’ingenuità e l’età del ragazzino, così come il dolce e comprensivo carattere di Moneta 🙂
    Ben scritto, brava!

  • Hola Moneta! 🙂
    questo capitolo è stato ostico da leggere: mi sembrava veramente faticoso ricavare informazioni dal dialogo, esattamente come sarebbe faticoso farsi spiegare chiaramente una questione del genere da un bambino di otto anni, quindi: ottimo lavoro! Volevo entrare nel racconto, afferrare il bambino per le spalle e scrollarlo urlando: “Dicci di piùùùùùù!”.
    Al prossimo capitolo! 😀

    • Ah ah,
      Tranquillo, non è necessario vedere il bicchiere mezzo pieno! Mi fa piacere che pensi che volessi rappresentare la difficolta di avere informazioni, giustificando così la poca chiarezza del brano. In realtà non è così, o almeno non esattamente: volevo fornire tutte le informazioni utilizzando le risposte del bimbo. Ti dirò che ero abbastanza soddisfatta, prima di leggere molte reazioni che mi hanno fatto capire che ‘il messaggio non è passato’. Peccato, dovrò starci attenta.
      Grazie mille di esserci e per il commento!
      Ciao ciao

  • Colazione a tre… l’introduzione di un terzo personaggio potrebbe allentare la tensione che si è venuta a creare in seguito ad una situazione che ha dell’incredibile (se si pensa alla motivazione che ha spinto Mina ad abbandonare Edo). Eviterei di andare a capo quando è sempre lo stesso personaggio a parlare, per non fare confusione 😉

    • Ciao Anna,
      Sì, è giusto allargare la carrellata, anche perché io tendo sempre a scenari claustrofobici ed è giusto che mi cimenti in qualcosa di diverso.
      Riguardo alla formattazione, grazie pe il suggerimento, in realtà sto ancora cercando un protocollo coerente, ma c’è sempre qualcosa che non mi soddisfa. Terrò sicuramente presente quanto dici.
      Ciao ciao, grazie per il commento e di esserci!

  • Moneta ha problemi di droga? Non so… troppi ansiolitici che ora ha finito e spera che l’uomo a cui ha telefonato gliene procuri degli altri? Anche perché mentre il bambino spiegava ( male, ma spiegava) lei si tormentava come una che ha astinenza…. ; Mina è irresponsabile a lasciare il suo piccolo genio e sregolatezza a Moneta che sta peggio di loro messi insieme 😉
    colazione a tre…. ( possibilmente passeggiando, perchè già questa scena era un dialogo da seduti, quindi statico, non lo replicherei nella prossima puntata! ;))
    PS
    metti sempre il soggetto quando dai l’azione. Anche se sei convinta che sia chiaro chi è che fa cosa, non lo è.

    • Ciao AmoMarta
      Ecco, il tuo commento mi rimette un po’ in pace con me stessa.
      Sospetto che abbia anche tu le perplessità che altri mi hanno fatto notare e che carinamente non voglia infierire. Però scrivi alcune considerazioni interessanti, quindi forse qualche messaggio, seppure un poco nascosto o forse ‘mostrato male’ in questi cinquemila caratteri c’è!
      Sul soggetto hai ragione, è la seconda volta che sottovaluto la chiarezza da questo punto di vista.
      Grazie mille di tutto!
      Ciao a presto

  • Io l’ho trovato piuttosto verosimile questo dialogo. Anche se, da madre di un ottenne per cui spesso “la scuola va lentissima” direi che ci sono troppo frasi corte. I bambini o fanno silenzio, anche se interrogati, o fanno lunghissimi monologhi per spiegarti tutto. Soprattutto i dettagli che a loro sembrano fondamentali. E senza guardarti negli occhi. Forse pensano che gli adulti abbiano il potere della Gorgone, non so.
    In ogni caso, il dialogo è bello ma a mio parère davvero troppo lungo. Secondo me sarebbe dovuto succedere qualcosa nel capitolo, un’azione, anche minima. E sviluppare un po’ prima è un po’ di più il passaggio sul padre. Impressioni della domenica mattina, per quel che valgono.
    Colazione a 3, inseriamo un terzo in questo binomio Moneta Edo.
    Ciao

    • Ciao befana,
      Purtroppo per me non sei l’unica a pensare che il dialogo sia troppo lungo.
      Evidentemente non sono riuscita a far passare tutto quello che volevo e ho sottovalutato il fatto che la struttura ‘a capitoli’ impone più equlibrio in ciascuna pubblicazione.
      Ma tutto sommato la cosa che un po’ mi amaareggia è che mi rendo conto che non sono riuscita a rendere incisive le informazioni che comunque in questi cinquemila caratteri ci sono e verranno approfondite in seguito. Se lo dovessi riscrivere, non saprei in che altro modo farlo. Medito un quarto capitolo riparatore anticipato anche se non sono ancora convinta che sia una buona idea.
      Ciao ciao e tantissime grazie per il commento!

      • No, non esagerare, le ho notate le informazioni contenute nel capitolo (anche la “telefonata al pusher” di cui parla AmoM?!!?). Penso solo che il dialogo sia troppo ingombrante, a rischio di essere opprimente. Ma non dico di avere la soluzione, forse un po’ di informazioni su Mina e Edo da un messaggio scritto di lei, l’arrivo di qualcuno o un evento che rivelasse delle cose spezzando il dialogo. Boh! In ogni caso abbiamo capito perché mamma se ne sia voluta liberare per un po’.
        Ciao

  • Una colazione a tre anche se non immagino chi si potrebbe unire al duo.

    Dialogo molto bello anche se in certi tratti in po’ confusionario tipo quando scrivi che si strattona le ciocche e sembra sia Edo che però si è rasato, oppure nel finale in cui lei si alza e poi torna.
    Sembra che questo bimbo sia un genio, in bambino prodigio, per il riferimento ai libri dentro lo zaino e al biasimo di Mina che lo sgrida per fare cose da bambino normale, le cosiddette monellerie. Mi incuriosisce sempre più 🙂

    • Ciao Giorgia,
      Grazie mille per il commento, mi fa piacere che trovi il dialogo piacevole.
      Ho fatto lo stesso tuo ragionamento per il punto delle ciocche, sapevo che era ambiguo ed ero perplessa ma poi mi sono detta che, appunto, le ciocche avrebbero permesso di capire. Hai ragione e ci sono anche un altro paio di punti ambigui.
      Ci farò più attenzione, grazie!
      Non so se il bimbo è veramente un prodigio, ma a quanto pare la mamma ne è convinta.
      Ciao ciao, grazie di esserci!

  • Ciao Moneta
    Descrivendo bene la gestualità di entrambi i protagonisti che accompagna le loro parole, hai mostrato bene il loro progressivo disagio. Tuttavia, permettimi qualche perplessità riguardo a questo dialogo serrato. Infatti, in alcuni passaggi sembra più un vero interrogatorio e, scusami, non sono affatto sicura che un bambino di otto anni lo possa sostenere senza intervalli di silenzio o di rifiuto esplicito e categorico a rispondere.
    Ho votato una colazione a tre…
    .

    • Ciao maria,
      Ma secondo te non ti permetto qualche perplessità?
      Ma sono qui per questo! È la parte che preferisco: qualche volta un commento totalmente positivo riflette una superficialità di lettura o la paura di ‘offendere’, paura originata da vari motivi 🙂
      Il fatto è che io non lo immaginavo come un interrogatorio, e nella mia testa le pause ci sono (i rifiuti meno, anche per questioni di caratteri contati :-D, diciamo che sono sostituiti dai brevi silenzi di lui)
      Solo che evidentemente non sono riuscita a renderli come avrei potuto.
      Ti ringrazio tantissimo per l’osservazione costruttiva, stai certa che cercherò di tenerne conto in futuro.
      Ciao ciao

  • Dovrei rincarare la dose rispetto al mio commento al capitolo precedente. Ancora tutto resta confuso e questo – a mio avviso – rischia di diventare autolesionismo in un racconto a puntate (che tra l’altro non pubblichi a breve distanza di tempo). Questo episodio inoltre è troppo sbilanciato sui dialoghi. Scrivere un racconto, per di più a puntate, non è come scrivere un romanzo: ogni capitolo deve, in qualche modo, portare avanti la storia e lasciare un po’ di curiosità nel lettore per invogliarlo a proseguire. Se invece la storia non progredisce e il lettore va in confusione, si rischia di perdere lettori. Io sono sempre stato dell’idea che l’autore debba scrivere il 70% della storia e lasciare al lettore d’immaginare il restante 30%, tu stai invertendo le proporzioni.
    Una cena a due, ma che sia solo uno spunto e non un altro interminabile dialogo. Ci hai già dimostrato di padroneggiare benissimo i dialoghi, peraltro un dialogo tra un adulto e un bambino che ha una difficoltà molto più alta.

    • Ciao Napo,
      Forse hai pure ragione, ma allora il problema non è il mio ostinarmi a fare la misteriosa, ma la mia incapacità di farvi sapere di più in cinquemila caratteri. Ecco, forse è questo, ma solo in parte, perché ho l’impressione che ci sia anche un problema di ‘aspettative personali’: ti aspetti un mistero e giustamente ti domandi perché al terzo capitolo non sai ancora nulla. In realtà quel che volevo dire sull’abbandono di Edo è già quasi tutto qui. Ci tornerò specificando molto meglio, ma non c’è nessun mistero se non quello della mente umana.
      O forse a ben guardare il problema vero è che non riesco ad essere abbastanza chiara. 🙂
      Grazie moltissimo, come al solito, per il commento costruttivo e puntuale.
      Ciao ciao

  • Ciao,mi è piaciuto molto, io amo i dialoghi, e questo capitolo ne era pieno. Brava. Ho votato per una cena a due, così possono andare avanti ad appronfire la conoscenza., se per “a due” intendi loro. Ecco, magari dovresti dare più spiegazioni nelle singole opzioni. Ma questo è un dettaglio.
    Ti auguro una buona domenica

    • Ciao ivano, grazie per il tuo commento e per i complimenti.
      Ho voluto mantenere le opzioni un po’ sfumate perché per una di esse mi voglio riservare la possibilità di interpretarla con una certa libertà, così ho adeguato le altre per renderle omogenee. 🙂
      Mi sono accorta che spesso commenti di domenica e io, con poca educazione, ti rispondo con un sacco di ritardo. Oggi appena sveglia ho trovato il tuo messaggio e il tuo augurio e mi sono detta che non potevo non risponderti subito.
      Grazie e buona domenica anche a te, di vero cuore!
      Ciao ciao

    • Ciao Red,
      Grazie mille per i complimenti,
      Sì, volevo rendere il suo nervosismo crescente che però non voleva scaricare sul bimbo, anche se ci riesce solo in parte. Se ti è piaciuto, vuol dire che un po’ ci sono riuscita. Grazie!
      Ciao ciao

  • Ma questo è abbandono di minore, secondo una fonte attendibile nota come wikipedia è un crimine punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni 🙂
    L’unica critica che avrei ti è già stata fatta: questo mistero sui legami tra i personaggi infastidisce leggendo. Poi dopo aver letto i vari commenti il mistero si fa meno fitto, ma grazie allo sforzo intellettuale di altri. Come lettore non amo sforzarmi 🙂
    (sei davvero così amabile con i bambini?)

    • Sì, tecnicamente potrebbe essere un reato, ma solo se decido di denunciare Mina. Lei sa che non lo farei mai. I legami tra i protagonisti si chiariranno meglio nel prossimo cap., sai com’è, la situazione è un po’ complicata, ma ho voluto evitare che i protagonisti la dichiarassero esplicitamente, non è molto naturale.
      Tipo:
      “Ciao Mina… Eri la compagna di mio padre eppure quasi non ti conosco!”
      “Ah, Edoardo mi considera una sorella? Ma se non è neppure figlio di mio padre!”
      E che glielo dico a fare se lo sa meglio di me?
      Sono i rischi che si corrono, o forse che io corro, se ci si limita a ‘mostrare’ la scena.
      Sono amabilissima con i bambini, se la situazione lo richiede! 😀
      E se ti sembra vagamente contraddittorio forse è perché è così!
      Ciao ciao a presto

    • Grazie Silvia, i tuoi complimenti mi fanno molto piacere!
      Originale non so, io spero di sì anche se qualcuno mi ha già rimproverato il contrario.
      Ben scritto? Ma grazie! Sono contenta due volte perché avendoti letta ti ho potuto apprezzare a mia volta.
      Ciao ciao a presto!

  • Ciao, per ora questa storia mi piace, e immagino mi piacerà anche il seguito perchè i due protagonisti sono interessanti 🙂 Ho votato per Edo che da informazioni, ma invece che un sacco opterei per qualcuna…così che resti un pò di mistero, al prossimo capitolo 🙂

    • Ah, be’, sì, forse proprio ‘un sacco’ non saranno… sai, lui è piccolo, tutto il mondo che ha intorno gli appare enorme, magari sovrastima anche il peso delle informazioni che dà.
      Grazie per il voto e il commento e scusa il ritardo nella risposta.
      Spero anch’io che il seguito ti piaccia, io ci metterò tutto l’impegno!
      Ciao ciao

    • Ciao Tia,
      Eh sì, Mondo manca molto anche a me! 😀
      Sono tornata in città, al lavoro, alla ‘vita vera’, la spensierata avventura di quell’estate è solo un bel ricordo!
      Il racconto è certamente molto diverso, è un esperimento in un’altra direzione. Non è detto che mi riesca come vorrei, ma nel frattempo ci provo.
      Grazie di voto, commento e di esserci!
      Ciao ciao

  • Ottiene qualche informazione dal bambino.
    Ciao Moneta, ho letto l’incipit che sinceramente ho trovato un po’ confusionario (ma dev’essere colpa mia, il caldo non mi fa ragionare lucidamente!) e questo secondo episodio mi è piaciuto di più. Mi vien da pensare che il comportamento misterioso e oltremodo snervante di Mina – è la matrigna di Eva a quanto ho capito – nasconde qualcosa di importante e forse pericoloso, per cui Edo deve venire messo al sicuro.
    Ti seguirò 😉

    • Ciao Giorgia
      Per ‘matrigna di Eva’ intendi Edo? Una sostituzione del simpatico correttore?
      In realtà nel capitolo si dice che è la madre di Edo e per quanto ne sappiamo finora è in rapporto con il papà di Moneta ma non troppo con lei, quanto pare. Sappiamo anche, lo dice Mina, che il bimbo considera Moneta ‘una sorella’, il che potrebbe farci supporrre che Mina si possa considerare una matrigna per Moneta. La quale tuttavia la considera alla stregua di un’estranea. Io penserei che sia una compagna che il padre di Moneta ha conosciuto quando lei era già fuori di casa. Edo è un fratellastro di Moneta? È figlio solo di Eva? Non lo sappiamo ancora.
      Vedremo perché Mina ha sbolognato Edo a Moneta, se c’è un pericolo, un mistero o qualcos’altro. A ben vedere, ‘qualcos’altro’ sarebbe l’opzione più originale.
      Se sei confusa non cerco scuse, evidentemente sarei potuta essere più chiara. Spero di migliorare nel seguito.
      Grazie di esserci e e del commento

      Ciao ciao

  • Bene.
    Questo secondo capitolo è più interessante. Trovo il flashback un po’ “buttato lì”, senza un collegamento chiaro con il primo capitolo. Sarebbe bastato partire con un “alcuni giorni prima” o qualcosa di simile. Per ora non è ancora originale, credo e spero che saprai stupirmi.

    • Grazie Tom,
      Il flashback è una soluzione che non era inizialmente prevista, mi sono anche posta il problema di come introdurlo e alla fine ho optato per un titolo del capitolo che in qualche modo suggerisse il salto all’indietro. Evidentemente non bastava 😀
      Originale? Lo spero anch’io!
      Grazie di esserci e soprattutto di commentare!
      Ciao ciao

  • Il capitolo l’ho letto ieri durante un tragitto in auto, ma mi è servito tempo per rifletterci.
    Voglio dire, è ben scritto, l’interazione con la piccola paziente e sua madre all’inizio è molto tenera e dice molto di Moneta, però tutto il capitolo mi sembra superfluo. Cioè: non ci spiega perché poi i due sono in macchina assieme, né dove vanno, né perché Moneta è così inquieta. Ci sarà un ulteriore capitolo di flashback? Perché se il flashback si ferma qui, allora le cose che ci ha rivelato avremmo potuto scoprirle durante il viaggio in auto, da Moneta e Edo. Se invee il salto indietro continua rischia di diventare una digressione un po’ lunga. O allora l’incipit era in realtà l’inizio del finale e tutto il racconto si svolge prima?
    Scusa la verbosità: volevo condividere i dubbi.
    Dico che le informazioni vengono da questo Edo “più maturo della sua età”
    Ciao

    • Ciao befana,
      È l’ultima che hai detto, l’incipit risulterà l’inizio del finale. Non era pensata così all’inizio e per chi avrà voglia di leggermi chiarirò il motivo che mi ha indotto a cambiare un po’ i piani. Per il momento ti posso solo dire, come già ad AmoMarta, che neppure tu sei estranea a questa decisione!
      Sono io la prima ad essere spaventata da questa struttura, ma confido di riuscire a gestirla decentemente.
      Grazie moltissimo di voto e commento.
      Ciao ciao

  • Ciao Moneta… voto per qualche informazione in più, giusto qualcuna… Non saprei dire se Edo sia un bambino espansivo e chiacchierone… Forse è molto serioso per la sua età e probabilmente anche attento con le parole… Chissà. Abbiamo fatto un passo indietro e ci hai dato qualche informazione in più su questo rapporto . 😉

  • Non la rintraccia.
    Moneta, è strano leggere la tua storia senza la pungente ironia che ha caratterizzato il tuo precedente racconto ma devo dire che la tua scrittura mi piace molto anche così. A me il capitolo è piaciuto, l’unico appunto che posso farti è che l’ho trovato un tantino lento. Al prossimo!

    • Ciao Trix, grazie di esserci sempre.
      Capisco cosa intendi con ‘lento’, è un aspetto che sto cercando di migliorare. Quando non scrivo a briglia sciolta divento seriosa e didascalica. Ci devo lavorare su!
      Grazie mille di voto e commento!
      Ciao ciao

    • Ciao Gabriele.
      Il lungo flashback, lo scrivo per la terza volta, convinceva poco anche me, però non ho saputo realizzare dì meglio e in un certo senso la storia comincia davvero qui, perché ci si ricollegherà al primo solo nelle battute finali.
      Però, io conosco il motivo per cui avrei evitato questa strutturazione, ma mi farebbe piacere che mi spiegassi i tuoi, giusto per avere il quadro completo.
      Grazie mille di esserci e per il commento
      Cia ciao

  • Vogliamo spiegazioni, quindi riesce a rintracciarla 🙂
    Ci dai indizi con il contagocce, o, se preferisci, un bicchiere d’acqua quando ormai stavamo per morire di sete 🙂
    Insomma, sai giocare bene con la suspense, non vedo l’ora però che il racconto decolli 🙂 siamo ancora all’inizio, ma le potenzialità ci sono!
    Se poi a scriverlo sei tu, allora son sicuro che presto le potenzialità diventeranno certezze!

  • Ciao Moneta, ce ne hai messo, temevo fossi in vacanza… ahahahaha invece mi consola saperti qui.
    Io non avrei scritto questa scena. Mi spiego meglio: l’incipit è ambientato un passo in avanti nel tempo, è dopo. Loro sono insieme, in una fuga o in una ricerca, ?, non lo so, ma siamo avanti nel tempo rispetto a questa scena. L’ho trovata inutile, dunque, non porta avanti al storia. Quello che ho votato – Edo darà spiegazioni – poteva accadere lo stesso mentre stavano in auto o dove ti pare altrove ma sempre dove eravamo rimasti…
    con questo non sto dicendo che la scena non fosse interessante e ben mostrata – come tu sai ben fare – ma avendo poco spazio a disposizione l’avrei evitata… tanto ha lasciato in sospeso gli stessi identici interrogativi dell’incipit. Ci ha svelato, al più, il nome del bambino e della madre… Ma sta tranquilla, la storia è sempre molto avvincente. Almeno per me. Come poche altre. 😉

    • Ciao AmoMarta,
      Be’, in effetti sono in vacanza, e questo complica un po’ le cose.
      Il tuo commento mi ha fatto riflettere parecchio.
      Capisco la tua perplessità, ho già scritto che questo flashback non era inizialmente in programma e ti posso assicurare che ho cercato soluzioni alternative ma alla fine ho concluso che sarebbero state per me molto più complicate. Il fatto è che ho un po’ barato con voi perché alla fine ho trovato alcune interessanti ispirazioni proprio in quello che mi avete scritto. Anche in quello che tu mi hai scritto: alcune cose che mi convincevano poco del plot originale hanno trovato una migliore giustificazione in base ad alcune vostre suggestioni. Insomma, rischio ancora il ‘guazzabuglio incomprensibile’!
      Grazie moltissimo per le tue osservazioni, sempre gradite e fonte di riflessione.
      Ciao ciao a presto!

  • Ciao,scusa,ma mi sono perso,eravamo rimasti a questa ultima frase del primo capitolo
    «Moneta,» disse il bimbo appena imboccarono la statale «potresti fermarti? Ho la nausea.»
    Poi subito ritrovo Moneta che fa la pediatra e sta visitando una bimba,a meno che hai sbagliato a far chiamare dal bimbo Moneta la babysitter che sarebbe Mina,che però non nomini al primo capitolo. E’cosiì?
    Questa volta hai aspettato un pochino troppo a scrivere il capitolo.
    Io ho finito il primo racconto e ho cominciato il secondo,se hai voglia di andarteli a veder e farmi sapere che ne pensi mi farebbe molto piacere.
    Voto che riesce a rintracciare Mina.
    Ti auguro una buona domenica

    • Ciao ivano,
      Hai ragione, è passato troppo tempo tra un capitolo e l’altro, ho avuto poco tempo e qualche difficoltà di banda, intesa come internet…
      Il titolo del capitolo allude al fatto che gli eventi narrati nel primo sono la conseguenza di quello che è successo in questo, così lì troviamo Moneta con un bambino, qui scopriamo che il bambino si chiama Edo e gliel’ha sbolognato questa Mina che poi ne è la madre.
      Grazie per voto e commento!

      Ciao ciao

  • Cominciò col dire che ho votato per le spiegazioni fornite da Mina. E comincio così perché va tutto bene in questo episodio tranne il fatto che tiri troppo la corda. Non sarebbe stato giusto uno spiegone, ma è controproducente tenere tutto così vago. Qualcosa si intuisce – e forse la mia ipotesi sul fatto che Moneta e il bambino fossero fratellastri prende corpo – ma è davvero poco. Se è vero che il lettore è incuriosito da un po’ di indeterminatezza, troppa invece lo scoraggia. Questo può fare la differenza tra un “page turner” e una lettura abbandonata a metà, specialmente in un racconto a puntate dove dovremo aspettare una o due settimane per capirci qualcosa (in estate poi, quando tutti sono più distratti). Pensaci, Moneta.

    • Ciao Napo,
      Ci sto seriamente pensando.
      In realtà il mio intento non era neppure tirare la corda: come ho appena scritto questo secondo va considerato più che un flashback proprio il vero incipit. Va detto che non era in programma e ci ho molto pensato, non ero molto propensa a strutturare così il racconto, ma per una serie di considerazioni che per il momento preferirei non scrivere ho ritenuto che qualunque altra opzione sarebbe stata più complicata.
      L’unica cosa che mi sento di dire è che la tua ipotesi sui fratellastri potrebbe semplicemente essere la classica profezia che si autoavvera.
      Grazie di esserci e di fornirmi sempre spunti di riflessione interessanti.
      Ciao ciao

  • Non ho ben capito questo capitolo come si ricollega al precedente, ma spero di capirlo nel seguito 😉

    Io voto che non riesce a trovarla ma Edo darà un bel po’ di spiegazioni.

    Nota positiva: mi è piaciuto molto lo scambio di battute tra Mina e Moneta.
    Nota negativa: non sempre si capisce chi agisce e quando.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      Spero che tu lo capisca in seguito, anche perché vuol dire che continui a leggermi 😉
      Sulla nota negativa ti capisco, ho voluto vorrere un rischio, se devo essere sincera ho ragionato in questo modo: a me capita di dover rileggere dialoghi interi perché mi rendo conto di aver scambiato una voce con un’altra. Perché non potrei permettermelo anch’io? Ah, ah, in sostanza, non è banale abolire il ‘disse Tizio’, ‘disse Caio’ mantenendo chiarezza.
      Grazie mille per voto e commento!
      Ciao ciao

    • Ciao Francesco!
      Grazie! La storia sarà molto diversa dalla precedente, diciamo che questo è un esperimento differente, spero che non ti deluderà! Ora che ci siete tutti, e anche qualcuno in più, non ho più scuse, devo pubblicare. Spero di riuscirci oggi stesso.
      Ciao ciao a presto!

    • Il fascino particolare del commento del lettore-e-basta! Ti voglio bene!
      Grazie per il commento. So che per il momento è un po’ poco, ma tra oggi e domani dovrei riuscire a pubblicare finalmente il secondo capitolo. Spero che ti piaccia e spero che tu abbia voglia di farmi sentire ancora la tua voce, anche se non ti piacerà!
      Grazie mille e a presto!

  • Incipit interessante e particolare, specialmente per il carattere ambiguo dei personaggi e della situazione. Sono curioso di capire chi sono e cosa stanno facendo, ma con gli elementi a disposizione adesso, penso sia bene che tu prosegua con ciò che hai in mente, perché sono sicuro che ci sia dietro una precisa strada da far prendere alla trama.
    Seguo volentieri 🙂

    • Ciao fluorescent,
      Hai colto un punto: vorrei giocare con l’ambiguità dei protagonisti. Certo, sarà un’ambiguità molto più soft di quella del tuo racconto, in cui l’assunto sul protagonista è estremo fin dal titolo. Però è quasi un punto in comune tra noi. Grazie del voto e del commento!
      Ciao ciao

  • L’inizio è molto promettente e mi piace. Personalmente credo che sia impossibile che tu non abbia un’idea su come andare avanti, perciò lascio fare a te, che Moneta la conosci bene 😉
    I periodi sono ricchissimi di dettagli, utilizzi parole non comuni e tutto mi sembra molto curato. A presto!

  • Note sparse, tremenda indecisa: a me inizialmente era venuto in mente un rapimento, anche perchè favorito dal titolo. La suspance col vigile e l’atteggiamento di Moneta è sospetto, ma si distende nelle battute finali. C’è il desiderio di apparire innocente, all’inizio. Credo sarà un giallo a due filoni: quelli vissuto da Moneta e quello raccontato in terza persona dal narratore, con gli occhi puntati verso la mamma del bambino e la polizia.
    Forse.

    • Ciao Gianluca,
      Ma Tremenda Indecisa sarei io? Ti sbagli, io sono Cronica Indecisa! 😀
      Il fatto che tu non abbia indicato l’opzione scelta mi rende difficoltoso interpretare ciò che scrivi: sono suggerimenti per la trama?
      Non pensavo a un Giallo, ma ne terrò conto, grazie!
      Ciao Ciao

  • arrivo tardi quindi non posso fare proposte, voto terza opzione
    mi piace molto come hai raccontato questo primo capitolo, ricco di sfumature e molto efficace pur nella assoluta normalità della situazione, complimenti!

    • Grazie ang!
      Sei forse il primo lettore ‘puro’ (inteso come non autore, almeno non qui!) di cui ricevo un commento. Mi fa molto piacere e spero di riuscire a mantenere vivo il tuo interesse. Non parto molto bene perché in questo periodo la frequenza di pubblicazione non è proprio quella che vorrei, ma purtroppo c’è anche la vita reale a cui stare dietro!
      Benvenuto, dunque! Qualunque critica tu abbia voglia di farmi, sappi che è la benvenuta!
      Ciao a presto!

      • già, a quanto pare appartengo a questa strana categoria… ma la cosa più strana è stato scoprire che siamo in pochissimi qui, e spesso mi sento come in un ristorante senza clienti ma solo cuochi o in un aereo in cui sono tutti piloti…
        ma a parte la digressione, leggendo un po’ di commenti qui sotto ho capito che questo è un po’ il seguito della storia precedente dal titolo impronunciabile, che ho quasi finito di leggere e che conferma l’impressione molto positiva che ho avuto con questa nuova storia, sei davvero brava
        ma ti dirò di più, mi piacevi ancor più all’inizio quando la tua scrittura era più indisciplinata ma proprio per questo più stupefacente
        attendo con molto interesse il seguito 🙂

        • Sì, è il limite di questa piattaforma che però ha anche molti aspetti positivi.
          Qualche volta penso che sarebbe meglio mantenere separati gli utenti che scrivono da quelli che leggono, così almeno si eviterebbe almeno in parte lo scambio di punti fine a se stesso. Ma forse sarebbe controproducente, perché è forse il primo movente che spinge a commentare; e i commenti, anche se provengono da chi spera di ottenere un punticino di ritorno, sono spesso utili.
          Grazie per i complimenti, non sono abbastanza brava da esprimere quanto mi rendono orgogliosa.
          L’attuale storia non va considerata un prosieguo della precedente: la protagonista è la stessa, ha lo stesso aspetto, lo stesso nome, stesso lavoro e stessa storia, ma non è affatto necessario che il lettore lo sappia, o meglio, lo saprà quando mi capiterà di descriverla più aprrofonditamente in quanto tale descrizione sarà coerente con quella data nel primo racconto, Diciamo che è solo un vezzo che mi sono concessa.
          Attu Marro’j è un esperimento un po’ estremo, mi piace assimilarlo ai quei ‘certami’ poetici che nei centri agropastorali dalle mie parti si disputavano fino alla generazione scorsa: gare di improvvisazione, dove magari la metrica non era perfetta ma contava di più la pronta immaginazione. Sono contenta che ti piaccia e devo ancora decidere quanto piace a me, ossia quanto un simile stile di scrittura, corretto da alcuni aspetti ‘iperbolici’, sia fecondo e spendibile.
          Se hai voglia, commenta pure quello, ne sarò onorata.

          Ciao a presto!

  • A quest’ora della notte non sono più in grado di intendere e di volere, quindi dovrai dirmi tu chi, come, cosa, quando e perché.
    Una cosa la so, però, mi è piaciuto questo incipit e mi piace anche l’atmosfera di dialogo che sai creare con i lettori. È bello vedere che ci vuoi partecipi, ed è bello leggere le opinioni di tutti, le congetture, i suggerimenti. Sono un po’ latitante, Moneta, lo ammetto, e spero non ti dispiaccia se qualche volta non leggerai il mio commento o non riceverai il mio voto. In ogni caso, presto o tardi, sappi che io ti leggo!

    • Ma figurati, sono latitante anch’io, succede sempre più spesso. Di certo mi interessano le tue opinioni, i tuoi suggerimenti, ma non pretendo mica che ad ogni episodio abbia voglia o tempo di commentare. Altrimenti diventa un lavoro!
      Grazie di esserci, la mia porta è sempre aperta!

  • Ciao Moneta!
    Ero sicurissima di aver già commentato e votato la storia! Invece ho controllato ora e non ho trovato niente di mio. Perciò direi che comincio a perdere colpi! XD
    Dunque, incipit carino. Come sai, il tuo stile mi piace ed è sempre un piacere leggere i tuoi racconti.Ovviamente non posso dire molto sulla storia, visto che è appena iniziata, ma sono curiosa di scoprire di più su questi due personaggi e sapere quali “avventure” vivranno/dovranno affrontare. Ti lascio carta bianca, scegli tu e scrivi ciò che hai in mente. Mi fido.
    Ti seguo molto volentieri! 😉 Alla prossima!!!

  • Ciao Moneta 🙂
    Eccomi qui, un incipit che lascia aperte varie opzioni. Io sono un po’ di parte, quindi suggerirei Fantascienza. Chissà, magari mentre i tuoi personaggi sono in auto si accorgono che un palazzo in lontananza sta collassando su se stesso, a causa di un attacco alieno! E così comincia la fuga per non essere catturati! Chissà! 🙂
    Complimenti, passo dopo a leggere la storia che hai completato 🙂
    Ps, ma come ti chiami realmente?

    • Ehi ehi! Non lo sai che non si chiede mai il vero nome a una ragazza?
      Moneta è il nome che esprime questa parte di me. Si riferisce alla custode dello Shrike, la ragazza che lo accompagna nel suo viaggio nel tempo a stanare la parte Empatia dell’Intelligenza Finale umana. Anche nel libro Moneta, ossia Ammonitrice, non è il suo vero nome, ma non posso dirti quale sia la sua reale identità.
      Grazie di esserci e per il commento
      Ciao ciao

  • Ciao Monetina, anche se in ritardissimo, ma è sempre un piacere leggerti. 😉
    Ho trovato piacevole l’inizio dell’Incipit… con la pioggia, le gocce, il bambino, il vigile gentile..
    Poi invece nel finale.. ho trovato la lettura un pò troppo “prolissa”.. ma è un mio limite,
    Boh forse troppi dettagli.. per un racconto da 10 capitoli.-.
    Sicuramente un occasione per imparare qualcosa di utile dalla tua storia.. 😉
    Voto la prima opzione.
    Un saluto

  • Ciao Moneta 🙂
    ci sono alcune considerazioni inevitabili, come per esempio la quantità impressionante di dettagli che riesci a contestualizzare in una manciata di righe… O il fatto che ti sei inserita come protagonista nei tuoi racconti… Per non parlare delle tre scelte che hai lasciato alla fine… Insomma, mi sembra di capire che non hai un metodo di ragionamento convenzionale e questa cosa mi intriga assai. Trovo singolari persino i commenti che lasci ai miei capitoli! Penso che sarà davvero interessante seguirti, mia cara pecora nera! (inteso in senso buono) 🙂

    • Ah beh, grazie per i complimenti, apprezzo molto pecora nera, magari bionda fa lo stesso?
      Mi sono inserita nei racconti perché sono un ‘personaggio’ io stessa. Un personaggio che cerca di essere autore. Il mio racconto ha bisogno di un intuitivo che mi aiuti a scoprire il modo migliore per farlo proseguire, quindi benvenuto!

      Ciao ciao a presto!

  • Io ti dico qualcosa su loro due: Moneta ed il bimbo sono sorellona e fratellino (sì, poteva anche essere il figlio di lei e Mondo, ma… non mi và 😛 ). Siccome sono un inguaribile del fantastico, lei però percepisce (vedere non è esatto) che c’è qualcosa di strano in ciò che ha intorno, come se la realtà non è totalmente reale (o che “veda” dimensioni parallele, se ti piace di più)… ma il fratellino reale è e reale resta 😉
    La nausea… beh i bigné hanno ovviamente qualcosa di strano (apparentemente, però, sembra qualcosa di decisamente banale) 😉

    Ciao 🙂

    • Ecco, appunto, come ho appena scritto: i vostri suggerimenti mi saranno molto utili per sviluppare e correggere la trama. Il tuo è molto interessante. Tra l’altro sei forse lunico che ha notato che la nausea potrebbe anche essere qualcosa di diverso da cinetosI…
      Grazie del commento, a presto!
      Ciao ciao

  • Ciao,eccoci col nuovo racconto,bella responsabilità che ci dai,come già detto non sono in grado di giudicare cose tipo costruzioni o grammatica,però secondo me Moneta potrebbe essere la baby sitter del bambino,ovviamente innamorata del padre,e del quale è già diventata amante,circuita da bugie e prese in giro quel giorno aveva deciso di fuggire col figlio,ma il fatto di aver incontrato il viglile le fa saltare il piano,allora decide di…
    Accidenti mi piace,se non lo scrivi tu prima o poi lo farò io.
    Brava,tra un poco vado pubblicare il mio nuovo capitolo.
    Buona domanica

    • Ciao bella ivano,
      Interessante, ma tranquillo, soprattutto se mi dici che piace a te non mi permetterei mai di usare la tua idea. Le vostre risposte mi servono soprattutto per capire cosa ho trasmesso e cosa ritenete coerente con questo incipit. Poi, certo, mi state dando spunti interessanti per correggere il tiro. Qualcosa di quanti suggerite sarà sicuramente presente. Grazie di esserci!
      Ciao ciao

  • Eccoti qui, di nuovo alla prova con un nuovo racconto. Lo stile tutto sommato è ancora da magico mondo di Amelie: gradevole e fresco. Devi solo imparare a gestire meglio i dialoghi, perché fai parlare tutti con la tua voce e invece devi calarti nei diversi personaggi, facendoli parlare con la loro voce.
    Ti dico cosa ho immaginato leggendo questo episodio. Moneta e il ragazzino sono figli dello stesso padre ma di madri diverse. Qualcosa è cambiato in peggio nelle ultime settimane, vedi tu cosa (niente di troppo drammatico, per favore, nessuna morte…). Moneta ha allora deciso di portare con sé il fratellino. Non è un rapimento, almeno all’inizio, ma poi diventerà qualcosa di molto simile a mano a mano che i due si conosceranno meglio.
    Bella sfida una trama così.

    • Ciao Napo,
      Mi fa piacere che tu riconosca lo ‘stile’, tra l’altro il film che citi mi è piaciuto molto (ma il direttore della fotografia ha influito moltissimo sul mio giudizio). È facile darti ragione su una cosa di cui già sono cosciente, purtroppo. Anche se mi rimane il dubbio che la tua osservazione sia in gran parte riferita alle poche battute del bimbo che appaiono poco adatte a lui ma che hanno una ragion d’essere che sarà chiara a breve.
      Sono contenta di averti tra i miei venticinque… seee, magari!… forse cinque lettori!
      Riguardo ad ‘adulatore’, all’inizio ho pensato che ti riferissi a te stesso quando mi scrivevi che la trama scelta era una bella sfida e in questo senso adulandomi. Un po’ imbarazzata, stavo quasi pensando di cambiarla secondo le tue indicazioni per non deluderti! No, scherzo, però è vero che vi ho chiesto le vostre impressioni anche per avere qualche suggerimento e soprattutto per capire quanto è solido il mio plot.
      Grazie di tutto, a presto!

      • Quindi hai già una trama in testa… Qualunque essa sia, spero tu segua almeno il mio suggerimento di incentrarla sul rapporto tra i due, senza sensazionalismi o drammi (che purtroppo vanno tanto di moda qui). Soprattutto il bambino trattamelo bene, nessuna malattia terminale, per favore. Altrimenti non ti seguo più, m’impressiono.

  • Ciao Moneta, ma vuoi fare un’opera omnia tutta incentrata su di te o hai deciso di diventare famosa come “la scrittrice che chiamava tutti i suoi protagonisti con lo stesso nome”? XD
    Più seriamente, io ho una piccola critica molto terra terra: vai a capo più spesso. Soprattutto nello scambio coll’agente secondo me i paragrafi sono molto lunghi.

    Io ho scelto la 2a opzione ma ti dirò chi NON sono quei due: fin quasi verso la fine, data l’inquietudine di lei verso l’agente e la sua reticenza ad andare verso l’auto, mi immaginavo che non fosse la sua auto e avesse rubato mezzo e bambino. Invece il bambino non sembra inquieto quindi hanno un legame.

    Ho una difficoltà riguardo il bambino: manina, linguaccia, disegnini sul vetro lo caratterizzano come piccolo, ma poi parli di sedile reclinato (credo che il poliziotto avrebbe protestato per un bambino piccolo senza seggiolino adeguato) e parla come un bambino grandicello. Soprattutto “potresti fermarti? ho la nausea”, mi suona strano per un bambino di meno di 10 anni.

    L’incipit è intrigante, sono curiosa di leggere il prosieguo, ma il succo della storia lo decidi tu, eh?

    • Ciao befana,
      Sì, è un bimbo di sette otto anni. Moneta è sempre lei, non è omonima, così almeno non la devo descrivere di nuovo 😀 Sulla posizione sul sedile anteriore hai perfettamente ragione, ma tieni presente che prima di questo bimbo non avevo mai trasportato persone della sua età e per quanto possa sembrare incredibile, non sapevo che non si potesse trasportare sul sedile anteriore, credevo fosse sufficiente la cosiddetta ‘alzatina’ che comunque non avevo con me. Il vigile non se ne sarà accorto, meno male. Comunque torneranno su questo punto e probabilmente servirà a chiarire il dubbio. Lettrice estremamente attenta!
      Grazie di esserci, del voto e del commento!
      Ciao ciao

        • Uhm, non so, è un suggerimento? In effetti fa il paio col commento di Napo, anche se lui si augura che non sia così. È molto coerente e ti dimostri nuovamente molto attenta. Però forse sarebbe un po’ banale. Del resto non c’è trama che, per un verso o per l’altro, non sia una rilettura di qualcosa di già scritto, conta sopratutto come si racconta piuttosto che ‘cosa’. Vedremo e grazie veramente per l’attenzione.

              • Allora mi permetto di fare eco a Napo… ti prego non infilarti nel mondo della madicina e/o malattia… lo dico solo perchè scelgo solo letture che non tocchino l’argomento, in questo periodo. In famiglia ho tre tragedie in corso ( madre, padre, sorella)… almeno quando leggo voglio rilassarmi. Tuttavia so di non avere nessun diritto di chiedertelo e per cui mi rimetto alla clemenza della corte 😉 Grazie ancora e scusa…

            • Sono profondamente turbata e voglio comunque rassicurarti: ammesso che ce ne fosse stato bisogno, Napo mi aveva già convinta a non seguire una strada simile.
              Mi occorre che Moneta sia un medico e qualche divagazione in quel campo ci sarà, ma non prevedo situazioni particolarmente drammatiche.
              Onestamente però non so se potrebbe comunque risultarti non consono o sgradevole, non metterti problemi di alcun tipo con me, appena non ti dovesse andare più di leggere, fosse anche da adesso, capirei perfettamente.
              Ci mancherebbe pure che ti scusi, io sono qui anche per sentire la vostra voce.
              Per quanto può valere, un abbraccio forte.
              Ciao Ciao

  • Il genere c’è già, hai scelto avventura. Ci sono anche gli elementi dell’avventura: il viaggio interno/esterno dei personaggi. Per cui direi di fartene una ragione, stavolta 😉
    Cosa mi suggerisce questa scena? ( che ciò che ho votato) beh, lei non è la madre del bimbo, lui la chiama per nome, dice “Moneta”. In ogni caso lei tiene a lui e conosce anche i suoi gusti ( fritto fritto) e lui si fida di lei. Ma Moneta ha qualcosa da nascondere, lo scatto che fa davanti al vigile ne è prova. Forse è in fuga da qualcosa o da qualcuno.
    Ti rimprovero l’ingannevole presentazione del bambino. Dapprima, col naso schiacciato contro il finestrino e il tuo chiamarlo “bimbo” poteva apparire davvero molto piccolo ( un paio d’anni?), poi lei monta in macchina e lui comincia a parlarle, … ok non ha due anni. Per come si esprime ne ha davvero di più. Però un “bimbo” non direbbe mai: cosa voleva? Un bimbo direbbe: chi è quello? Perchè i bambini non si chiedono cosa nascondano le intenzioni degli adulti ma solo chi essi siano. O comunque, se il tuo personaggio è davvero un piccolo genietto, almeno fallo parlare da bambino: Moneta, che vuole, quello?
    Lo stile è il tuo, inconfondibile. Non mi ritrovo affatto nel commenti degli altri tuoi lettori. Hai solo eliminato l’allegoria incalzante per dar fiato all’azione, per cui brava.
    seguo.

    • Non direi che è un genio ma scopriremo via via che ha un approccio molto adulto a certe situazioni e ovviamente c’è un motivo. Il ‘cosa voleva’ aveva lo scopo di far capire che era ben cosciente del ruolo di quella persona. Però hai probabilmente ragione sul fatto che potrebbe parlare più da bambino. Grazie del voto, dei complimenti e del commento che è spesso prezioso spunto di riflessione!
      Ciao ciao

  • Non posso dire di essere sorpreso, mi aspettavo qualcosa del genere. Non che lo stile dell’altro racconto non mi piacesse, anzi, ma dimostri una versatilità invidiabile.
    L’incipit mi ha trasmesso una sensazione di inquietudine, come se dovesse accadere qualcosa (di brutto) da un momento all’altro.
    Voto il “fai tu”, mica possiamo fare tutto noi! 🙂 😀

    Ma questa Moneta è la stessa o un’omonina?

    • Ciao Gabriele,
      È la stessa, potete immaginare come l’ho descritta nel racconto precedente 😀 e valgono anche le poche note biografiche che ho accennato, ma questo lo scoprirete leggendo. Sta già succedendo qualcosa 🙂
      Ciao ciao e grazie di esserci!

  • Ciao 🙂
    Ho letto gli altri commenti e sostanzialmente sono d’accordo con loro, specialmente con Anna.
    Quindi il mio voto è andato nella direzione che devi essere tu a decidere, se una minima idea di trama ce l’hai 🙂
    Per sfizio, ma solo per quello, l’incipit lo vedrei ideale per una storia horror, ma è solo un personalissimo parere.
    Sono curioso di sapere cosa farai, per il momento buon fine settimana 🙂

  • Ciao Moneta, ho votato per la libera scelta dell’autrice. Cosa dirti? Veramente molto molto carino il modo in cui hai scritto le tre opzioni, mostri anche in questo dettaglio la tua originalità! Semplicemente magnifico il modo in cui arricchisci e impreziosisci quelle che all’inizio del racconto sono semplici scene di vita quotidiana. Ti invidio bonariamente questa dote, davvero hai del talento! Seguo!

    • Ciao dejavu,
      Forse hai ragione, in realtà ciò che volevo si capisse è che il vigile è solo vagamente incuriosito dal tremore della mano sotto il cappotto e lei recependone la perplessità vuole allentare la tensione. E doveva essere altrettanto chiaro che la tensione di lei è molto superiore a quella del vigile.
      Grazie per esserci e per il commento!
      Ciao ciao

  • Sei tu che scrivi la storia, avrai una minima idea di come prosegue, no? 😀
    Il ridimensionamento che hai operato sullo stile è lampante, adesso abbiamo una storia più definita già dalle prime battute… ma abbiamo perso Moneta 🙁 mi dispiace perché ciò che contraddistingue maggiormente un autore è proprio lo stile, adesso non ti riconosco più, non come prima almeno. L’incipit è comunque interessante, pertanto seguo.

    • Ciao Anna.
      Grazie per voto e commento.
      Questa piattaforma è molto adatta a sperimentare diversi ‘toni’, o se vuoi ‘stili’. Soprattutto se come me ti proteggi dietro un sostanziale anonimato. È la maledizione degli scrittori affermati, categoria alla quale purtroppo non appartengo, subire vincoli impliciti che ne limitano la creatività. Perché dovrei mettermeli io che ho una platea di una decina di volenterosi lettori? Soprattutto considerando il fatto che comunque lo stile precedente ha dei limiti evidenti. Grazie di esserci, spero che troverai interessante il seguito.
      Ciao ciao!

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