Quelle estati lì

Mila Azuki

 “Ciao, lo sai che mia mamma è incinta!”, mi dice a bruciapelo un bimbo rubicondo, mentre altri due corrono a perdifiato lungo il corridoio e una bimba riccia con una montagna di capelli, tenuti insieme a fatica da una fascia verde molto precaria, salta in alto sul posto, provando ad afferrare una delle barchette che pendono dal soffitto. Cronaca di un pomeriggio a scuola durante la consegna delle pagelle. I bambini ridono, scherzano, gareggiano tra di loro nel corridoio, incuranti dei rimproveri di maestre e bidelle che, dopo il primo rimbrotto, ci rinunciano. La scuola è finita. Una maestra, che a maggio era evidentemente esasperata, adesso saltella sollevata. Ci si rivede a settembre, con noi del teatro forse anche un po’prima, durante l’estate. Li osservo. Per loro adesso comincia davvero l’estate, quel tempo infinito da riempire di giochi all’aperto, intere giornate a cavallo di una bicicletta, per strada, sotto casa a giocare insieme da mane a sera… All’età in cui dovrei essere genitrice, vorrei tanto ritornare bambina e vivere ancora un’altra di quelle estati lì! 

Oggi ho preso il posto della bidella Rosa. Lei mi ha sistemato la cattedra al termine del corridoio davanti alla porta d’ingresso della materna e si è andata a piazzare di fronte all’entrata. “La preside detto che vi dovevo mettere qua. Va bene, vi vedono…Se no la sposto?”. Rosa è una collaboratrice scolastica (ora si dice così) molto premurosa, ogni giorno per arrivare a Potenza prende un autobus che da Vietri, un paese della Basilicata più vicino a Salerno, la porta nel capoluogo. La città del cemento, dove i pendolari vengono solo per lavorare e poi tornano in paese. “E per le spese, a me conviene andare a Salerno, che è più vicino e si spende pure di meno”, mi racconta Rosa nella pausa caffè. In tutte le scuole c’è un bidello che ti ho offre il caffè. A Vaglio c’era il bidello pancione amato dai bambini, Donato, e a Potenza c’è la signora Rosa che mentre sistemo il materiale informativo vigila sul corridoio e prova fermare Niccolò che si prepara a partecipare alle Olimpiadi insieme con due atletiche compagne, Nina e Sara. “Arrivo prima io!!”, gli urlano a vicenda le due bambine longilinee. Sembra due lunghissime “L” che si contengono il posto in un parola che non ammette le doppie. Anche se non indosso il camice blu, alcuni genitori credono che sia una collega di Rosa. “Scusi, la quarta è da questa parte?”, mi chiede con insistenza una ragazza spettinata con un bimbo piccolo nell’ovetto e un altro treenne al seguito con la bocca sporca di gelato. Io provo a dare delle indicazione sulla base di quello che ho capito stando qui a conversare con i pochi genitori che si sono fermati e mi hanno domandato qualcosa del campus teatrale, ma non sono molto sicura di aver capito bene come funziona questa scuola che sembra un labirinto anche perché mi sono persa ad osservare la bambina riccioluta con la fascia verde che si ostina a voler schiacciare la barchetta che pende dal soffitto in stile Mila Azuki. Chissà se nella quarta puntata la palla lanciata a chicco di grandine arriverà nel campo avversario.  Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo. “Perché sa quando uno ha tanti figli, il giorno delle pagelle è impegnativo”, si sfoga una madre facendo scivolare nella borsa quattro delle mie brochure, “io lo faccio per lui, è lui che vuole venire a teatro!”, continua indicando un bimbo grassoccio che, nel frattempo, arriccia il naso facendosi scivolare gli occhiali sulla punta e ricacciandoli dentro con il dito prima di mettersi a braccia conserte sul pancione in posa da toro seduto. Inutile intraprendere una conversazione con il ragazzino umiliato e offeso dalla madre logorroica e ridanciana che ha preso a parlar di creme solari e di vacanze con le vicina, mentre i suoi tre figli si disperdono nelle aule, e uno di loro, il più piccolo col moccio al naso guarda curioso Niccolò e la sua nazionale di atletica leggera, forse vorrebbe entrare a farne parte ma dubito che le due LL sarebbero d’accordo, ora si contendono il podio mentre Niccolò le cronometra. Vorrei essere leggera come quelle due e volare in alto come la piccola pallavolista testarda che continua a saltare sul posto senza posa nel vano tentativo di afferrare con il palmo la barchetta dispettosa. Il salto si ripete sempre allo stesso modo, dall’ alto verso il basso, la bimba butta la tesa indietro, la zazzera di boccoli che ha in testa la sbilancia, la fascia verde ormai è caduta e i capelli sono liberi, sballozzolanti e pesanti. Lei si morde le labbra, si tira su i pantaloni, si scosta i capelli dal viso e di nuovo, incurante, riprende; ogni tanto si gira verso di me, ammiccante e mi rassicura:”Guarda, adesso ce la faccio!”. 

Ce la farà la nostra protagonista a tornare bambina?

  • Il ritorno all passato, per un attimo, fa tornare in mente alla protagonista il suo fidanzatino di allora (78%)
    78
  • La protagonista riflette sull'impossibilità di avere figli e sulla difficoltà di diventare grandi (11%)
    11
  • La protagonista si addormenta e sogna di essere una bambina sulla sua bici (11%)
    11
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15 Commenti

  • La protagonista riflette? Non so se è la scelta che mi piace di più, ma ormai l’ho fatta!
    Ciao Vicky,
    Da Oscar questa frase:
    “…due lunghissime “L” che si contengono il posto in un parola che non ammette le doppie…”
    Mi sono fatta probabilmente influenzare dalla tua biografia, quindi mi perdonerai se ho notato alcune note che paiono autobiografiche, vedi l’età della protagonista e il Teatro.
    Per questo mi è piaciuto immaginare che ci fossi tu su quella sedia, con piglio da giornalista di cronaca, ad annotare mentalmente tutte le situazioni che vivevi, così consuete e così interessanti. Rendere interessante il consueto, ci vuole bravura per questo. L’incipit è sicuramente intrigante e a mio parere scritto bene. Forse la formattazione lo appesantisce un po’, magari qualche separazione dei periodi, ogni tanto ci starebbe, soprattutto per i virgolettati.
    Mi sa che ti seguo.

    Ciao Ciao

  • Il ritorno al passato…
    L’incipit incuriosisce parecchio e trovo interessante anche la trama, una problematica molto attuale e non facile da trattare, ma leggo che sei una giornalista, un’autrice e tante altre cose per cui non avrai nessuna difficoltà, anzi penso che da te si possa solo imparare… io di sicuro 😉
    Seguo volentieri, ciao 🙂

  • Ciao Vickys e benvenuta su TI! Devo ammettere che la trama annunciata nella sinossi si presenta interessante, solo che l’incipit mi sembra troppo fitto (le battute si perdono all’interno della narrazione se non leggi attentamente) e non riesco bene a collegare la chiusa del capitolo con la domanda e le relative opzioni… Comunque, voto ritorno al passato e aspetto.
    Ciao. 🙂

    • Ciao, sì solo dopo che l’ho inserito mi sono resa conto che forse avrei dovuto inserire meno testo o formattarlo diversamente, ma non mi è consentito modificare, e non lo sapevo. Non mi ero neanche posta il problema delle domande e come continuare perché di solito quando scrivo mi faccio portare dalla storia, ma mi interessa conoscere il parere dei lettori. Quindi…Vediamo come prosegue! Ora ho capito il meccanismo e, spero che, nonostante le ingenuità, continuerai a seguirmi!

      • Assolutamente, ci mancherebbe. 🙂 Pur essendo un gioco, trovo sterile dire solo “uh bello”, “voto x”, è una palestra di scrittura. 🙂 Beh, sai, ognuno pensa alla propria storia in un certo modo, poi arriva l’esito della votazione e il tutto spesso viene stravolto.

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