REDEMPTION

Sensi di colpa come chiodi sull’asfalto

Walt aveva deciso, sarebbe andato fino in fondo. La glock era carica nel porta-oggetti, gli serviva solo un posto migliore di Reno, Nevada.
Viaggiava sulla highway 50 diretto verso il deserto, dove nessuno potesse trovarlo. Le rifiniture cromate della Camaro risplendevano accecanti sotto il cielo estivo.
-Ce la facciamo questa volta piccolo Walt?
L’uomo si voltò verso il sedile del passeggero, -È tutta colpa tua Susan.
La ragazzina allungò i piedi nudi sul cruscotto e il vestito nero scivolò scoprendole le gambe, -Sembra quasi sia tu quello…
-È stato un incidente! Lo sai tu, lo sa la polizia…
-Da cui non sei andato però- controbatté lei passandosi una mano pallida tra i capelli.
-Non c’era motivo, e poi…
-…e poi non potevi certo dirgli che ti scopavi…
Walt diede un pugno al volante facendo sbandare l’auto, -Basta! O giuro che…
-Cosa vuoi fare… ammazzarmi?- lo schernì Susan.
Lui reagì premendo con forza sull’acceleratore.
La città fantasma di Austin comparve all’improvviso. Sfilò veloce attraverso gli edifici diventati meta di turisti dell’occulto. Non voleva morire lì e rischiare che qualche stronzo venisse a infastidirlo anche nell’aldilá.
Si spinse più a fondo nel ventre del deserto.
La distesa arida che accompagnava la strada da ambo i lati proseguiva monotona fino all’orizzonte, indulgendo ogni tanto in depressioni che ne celavano ampie parti. Cercava la strada per una delle miniere abbandonate della zona, gli sembrava un buon posto per suicidarsi.
Un bagliore attirò la sua attenzione. Intuì la sagoma di un pick-up sbucare da un punto imprecisato alla sua sinistra e imboccare la 50 correndogli incontro. Rallentò. L’altro veicolo, al contrario, aumentò l’andatura. Quando fu abbastanza vicino da riconoscerne lo stemma sulla griglia anteriore, due forti boati in successione indussero Walt a premere il pedale del freno fino in fondo.
Il Toyota bianco iniziò a spargere scintille da tutte e quattro le ruote; uscì di strada e dopo un breve tratto si inclinò su un lato, prima di ribaltarsi un paio di volte sollevando terra, pietre e Salsola.
-Cosa cazzo…
-Ehi! Ci baci tua mamma con quella bocca? Ah no!- esclamò la ragazzina colpendosi la fronte con il palmo della mano, -tu preferisci baciare le minorenni.
La ignorò, accelerando per raggiungere il tratto nel quale l’altro veicolo era uscito di strada.
-Dovresti vedere se hanno bisogno di aiuto- sussurrò Susan.
Walt si voltò. Lei era sdraiata sul sedile posteriore in shorts e maglietta, che copriva appena il seno acerbo. Indugiò su quella visione.
-Vai, tanto io non scappo- disse lei sorridendo.
Uscì dall’auto dirigendosi verso le striature incise sull’asfalto e le percorse a ritroso. Una striscia chiodata di quelle usate dalla polizia era stesa per terra occupando solo la carreggiata percorsa dal Toyota, ora a testa in giù nel deserto con la polvere che si rapprendeva attorno.
Annusò l’aria, puzzava di metallo fuso e gomma bruciata. Nel punto dove il pick-up si era immenso sull’autostrada, notò una sagoma a forma di freccia inchiodata su di un palo. Puntava nella direzione dalla quale proveniva una stretta lingua grigia che spariva dopo un paio di miglia dentro una depressione del terreno. Riuscì ad interpretare solo le prime tre lettere della parola scritta su quel cartello stradale improvvisato, “Red”.
Annaspava tra le congetture. La gola già provata dal caldo divenne secca. Deglutì per non soffocare.
Incamminandosi verso la sua automobile sentì una voce: -Aiuto.
-Merda!- esclamò Walt senza fermarsi.
-‘Non ho sentito quella donna’, sarà questa la scusa?- domandò Susan sdraiata sul cofano della Camaro in bikini. La ragazza si tolse gli occhiali da sole e lo fissò negli occhi, -Non fraintendermi non sto dicendo di non ammazzarti, dico solo di rinviare… magari rimedi anche una sveltina di gratitudine. Sbrigati però, o forse ti piacciano le tipe fredde?!- disse ridacchiando prima di adagiarsi nuovamente sul cofano verde.
Walt raggiunse il pick-up sottosopra solo per non sentire più la voce di Susan tormentarlo.
L’uomo al volante aveva un frammento di vetro triangolare conficcato nella gola, dal quale il sangue colava a filo alimentando la pozza sul tetto dell’abitacolo. Si spostò sull’altro lato. Ruppe con il piede gli ultimi rimasugli del finestrino e dopo essersi inginocchiato si infilò all’interno. Sganciò la cintura di sicurezza sorreggendo la donna e la trascinò fuori.
Riprese fiato sedendosi accanto a lei. Doveva avere vent’anni, indossava dei jeans a vita bassa e una t-shirt scurita dal sangue, un rivolo del quale scendeva dalla tempia e le accarezzava lo zigomo gonfio.
Walt le appoggiò l’indice e il medio della mano destra sul collo.

La donna è ...

  • ...morta. Walt si suicida. Fine della storia. (9%)
    9
  • ...viva e arriva qualcuno. (27%)
    27
  • ...viva. (64%)
    64
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219 Commenti

  1. Ciao Gabriele,
    dopo aver letto parte del nuovo racconto, non potevo non leggere quello concluso.
    Bello, davvero. Ben scritto, ben articolato. Una struttura solida, con dialoghi credibili e descrizioni intense che rimandano alla mente immagini vivide di quello che sta accadendo.
    Bravo. La situazione iniziale, con Susan sul sedile del passeggero, mi ricorda GHOST STORY di Peter Straub. Ma è solo frutto di un’associazione di idee, perché quella è tutta un’altra storia.

  2. Wow, ottimo finale a degna conclusione di un gran bel racconto, Gabriele! Hai saputo mescolare bene le carte fino all’ultimo. Mi piace tantissimo soprattutto la scena finale con Mary alla “come se non fosse successo nulla”. Certo, un finale un po’ pugno allo stomaco ma uno di quelli interessanti, dati con stile. Il setting e le atmosfere mi ricordano vagamente le prime iterazioni di Alan Wake’s American Nightmare, in stile perfettamente white trash con una presenza soprannaturale inquietante che nessuno sembra riuscire a fermare se non all’ultimo (e senza un vero lieto fine). Complimenti 🙂

    • La catarsi drammatica è arrivata alla fine 😉
      Napo, grazie per aver seguito fin qui, nonostante il genere e gli effetti speciali… e grazie mille anche per gli auguri!!

      P.s.
      Arrivare alla fine e dire “è stato tutto un sogno” penso sia un po’ come barare 🙂

  3. Complimenti veramente un bel finale. Complimenti! 🙂
    Avrei giurato che Mary non sarebbe ritornata giovane alla fine del racconto, ma vabbè meglio così. Adesso avrà una vita da vivere in piena libertà. Mi è piaciuto anche il percorso intrapreso da Walt, perché salvando Mary è come se avesse “rimediato” con Sue (almeno questa è l’impressione che ho avuto).

  4. Ciao Zeta 😉
    Sto continuando a leggere la tua storia e lo stile mi ricorda un sacco Bukowski.
    Veloce, senza pietà per qualsiasi aspetto della natura umana.
    Non so se sia l’effetto che volevi dare, ma si fa fatica a staccare gli occhi.

    So che devo ancora finire di leggerla, ma spero già vivamente che ti dedicherai a un’altra storia, dopo questa 😉

  5. Beh… le ultime righe sono state emozionanti, devo dirtelo. Bravo davvero.
    Posso muovere una critica strutturale… l’unica critica che mi sento di fare a questo bel racconto. Per strutturale intendo che Walt ha iniziato questo suo viaggio con l’idea di suicidarsi e alla fine si è suicidato. Ecco questo è un errore di struttura. Per il resto devo dire che il deserto e la camaro mi mancheranno 😉
    Torna presto!!

  6. Perfetto questo cerchio che si chiude: Walt che si uccide come voleva fin dall’inizio e riesce a placare la maledizione, tutti possono compiere qualcosa di buono.
    Ma la tranquillità è quella ritrovata di Redemption, perché dubito che Mary possa mai vivere tranquilla con un tale passivo alle spalle.
    Tutto perfetto, mi resta solo un dubbio, se era la magia del Windigo a respingere gli effetti del tempo su Mary, non avrebbe dovuto conservare le fattezze di una bambina piuttosto che di giovane donna?

    Ribadisco la mia idea, questo racconto lo vedrei benissimo diventare un romanzo breve a fumetti. Bianco e nero a colori come preferisci.

    E fregatene degli incipoints: non servono a nulla e non sono un’unità di misura imparziale, ci sono testi che ne hanno accumulati più dei tuoi e sinceramente non valgono nulla dal punto di vista narrativo o letterario. Va a simpatia, visibilità, pubblico presente.
    Non che la mia opinione valga molto di più, ma penso davvero che tu scriva benissimo e sappia inventare storie interessanti, avvincenti e coerenti. Già separate queste due capacità non si trovano facilmente, riunite in un asola penna, poi.
    Ciao

  7. Bel finale per una bella storia.
    Ciao Gabriele,
    Come sai, esprimo sempre le mie opinioni, altro non so fare perché non ne ho la preparazione. Quindi cerco di non parlare di ‘narratori onniscienti’, ‘quarte pareti’, ‘mostrar is megl’ che descriv’ ‘ eccetera. Quindi la mia è un’impressione che va oltre le tue capacità ‘tecniche’. È probabile che su questa piattaforma ci siano autori più preparati di te (di me di sicuro), ma personalmente mi impressionano meno di quanto riesci a fare tu. In te vedo capacità, fantasia, instancabile laboriosità. Percepisco la tua passione nel narrare. In una parola, giurerei che il tuo è talento. Il colonnello Kurtz (no, non Wurz, proprio quello di Apocalypse now, il mio sosia) direbbe ‘chiaro, limpido, cristallino’.
    Tutto qui, tenevo a fartelo sapere.
    Alla fine, parliamoci chiaro, questa piattaforma può essere considerato un ‘caffè letterario’, non certo un posto dove i lettori incontrano gli autori, perché tutti i lettori sono autori (ah, no, una volta ho avuto un commento di un lettore-lettore!). Questo, a mio parere, ci dà un’impressione distorta del gradimento che i nostri racconti potrebbero avere di fronte a un pubblico più ampio.
    Io, per quanto vale, ho detto la mia, mi sembra giusto, quando incontro qualcuno che ritengo molto bravo, dirglielo a chiare lettere. Soprattutto se non sembra esserne cosciente.

    Ciao a presto

    • Jaw, non scriverò una lunga risposta perché mi hai lasciato senza parole…grazie…ormai sta diventando riduttiva come risposta. Scrivere per lettori come te è gratificante!!

      P.s.
      Ho letto il tuo racconto per un contest da un’altra parte… complimenti!!

      • Grazie Gabriele, ho visto che ci sei anche tu da quelle parti.
        Se è ‘Un piccolo Universo’, sono orgoglioso di informarti che ha vinto e che ieri è stato pubblicato su La tigre di carta, un magazine con ampia diffusione dal civico 13 al 15 di via McMahon a Milano. Ah ah, il mio primo racconto pubblicato, che ridere. Pagato con un abbonamento annuale al cartaceo della rivista e con la tessera di un’associazione culturale, che peraltro non ho ancora visto.
        Se è l’altro, be’, spero che vinca!!!!
        Ciao a presto

  8. Un gran finale. Forse un tantinello affrettato (l’incubo di chi scrive su questa piattoforma) ma efficace sia nel rendere l’atmosfera claustrofobica della miniera che nell’epilogo con la.fuga di Mary da Redemption che chiude.il.cerchio. Probabilmente avresti avuto bisogno di più caratteri per gestirlo meglio (una buona ragione per.provare ad ampliarlo e farne qualcosa.di più di un racconto lungo). Complimenti.ancora.

    • Mi avanzavano ancora 500 caratteri ma credo di aver detto tutto quello che volevo. Lo riscritto tante volte e sarei potuto andare avanti all’infinito, questa versione mi sembrava la più concisa ed efficace, ma non sei il solo a cui è sembrato affrettato come finale.
      Grazie Lou!!

  9. Che dire, Gabriele. Un finale che ha tenuto testa a tutto il resto del racconto, bravo davvero.
    Per ciò che ha detto Moneta, qua sotto, devo dire di essere d’accordo. Molti autori si esaltano o demoralizzano a seconda degli incipoint che prendono o meno. Da esordiente ci sono cascato anch’io e lo trovo perfettamente normale, ma col passare del tempo ho capito che non serviva a nulla.
    Detto questo, e senza farti alcuna fretta, spero di rivederti presto su questi schermi, ciao.

  10. Ciao! Questo è il primo racconto di cui leggo il finale “in diretta”. Mi dispiace di non poter votare oltre, ma è giusto così, c’è sempre il momento in cui si arriva all’ultima pagina 😉 Hai avuto la grande capacità di mantenere alto il livello di tensione in ciascun episodio.
    Ti dirò che la tua storia mi è piaciuta, ora voglio rileggerla tutta dall’inizio per gustarla senza interruzioni!
    Spero di ritrovarti presto con un nuovo racconto, a presto!!!!

  11. Affascinante epilogo di un racconto condotto con sapienza, come sempre.
    Un bravo è troppo poco. Per come scrivi, ho più volte avuto l’impressione che per lavoro facessi lo sceneggiatore di fumetti. I tuoi mi danno l’impressione proprio di ‘racconti per immagini’. Se non fosse chiaro, è un complimento. Ultimamente mi sei sembrato un po’ demotivato, ho notato molte tue risposte in cui ti sottovaluti. Liberissimo di sottovalutarti, ma non usare gli incipoints come metro. Guarda il mio racconto: ha molti punti, ma è cominciato due settimane prima del tuo ed è ancora a metà. Ti assicuro che vorrei essere più veloce ma ultimamente non ci sto riuscendo. Far sedimentare le storie è deleterio per il lettore, ma dà i suoi frutti. Insomma: raccatti qua e là il punticino dell’esordiente che vuole (comprensibilmente) farsi notare. Poi magari non ti segue più. Quanti sono i veri lettori? Io e tu ne abbiamo più o meno lo stesso numero (e sono gli stessi) ed è questo quello che conta. E in ogni caso sono troppo pochi per esaltarsi o deprimersi.
    Quindi, coraggio, sii cosciente dei tuoi grandi poteri e accetta le grandi responsabilità che ne derivano, ossia scrivere un altro delizioso racconto per sollazzare una decina di scrocconi che qualche volta manco ti danno il punto!

    Ciao ciao, mi auguro a presto

  12. Entrambi.
    Non è così strano, conoscendomi, che fossi convinto di averti già votato.
    L’episodio mi è piaciuto, ma tu sei una garanzia. Poi al decimo parliamo un po’ degli incipoints…
    Ciao, aspetto il gran finale, non so se commenterò subito ma commenterò sicuramente.

  13. Confesso di non conoscere quali ormoni e affini si producano ridendo ma li ho prodotti tutti quando ho compreso il titolo. Lacrime di origine emozionale, attenzione, non lacrime da reazione fisica o altri. Sei un genio.
    Le tue opzioni mi lasciano davvero perplessa: io non ci vedrei nulla di tutto ciò, nel finale di un horror. Diciamo serenità, la si può trovare anche trapassando in fondo, anzi soprattutto così.

    Ma quindi Walt l’ha lasciata annegarsi in piena coscienza? Non poteva più sopportare di fare uhm uhm (evito di finire in moderazione) con una quindicenne ma non di guardarla annegare senza fare nulla? Strano senso morale a volte la gente. O allora il telo era davvero vivo?

    Sono impaziente di leggere questo finale che si preannuncia sereno e/o tranquillo 😉
    Ciao

    • Bravissima, lacrime emozionali doveva essere il titolo, poi non ho resistito alla parola Adrenocorticotropo sembrava uno scioglilingua 🙂
      Il telo vivo lo escluderei, anche se potrebbe essere una soluzione interessante, ma l’idea iniziale è che Walt sia un pessimo essere umano, mentre, spero, durante il racconto il suo vittimismo gli abbia fatto guadagnare qualche simpatia. Come dice Mary, che conosce Walt da più o meno lo stesso tempo dei lettori, “mi hai salvata”, non ha compiuto azioni negative fino ad ora… quindi è buono o cattivo, merita la redenzione o no?
      Sul fatto del perché non l’abbia aiutata ci sono possibili soluzioni: dal non sapeva nuotare all’aver paura che lei parlasse… ma non è quello il punto per Walt, credo sarà più chiaro nel finale.
      Walt un po’ mi ricorda uno degli amici di Pietro, quello a cui piaceva la figlia dell’amico e che tutti hanno giustamente demonizzato, mi domando perché con Walt non sia successo…
      Termino il papiro ringraziandoti, è un piacere avere un lettrice così attenta!

  14. Mi ha fatto troppo ridere la battuta di Lou “fossi in te mi ci farei un poster”… in effetti sono d’accordo!!
    L’episodio mi è piaciuto molto ma ti consiglio di non aver fretta di pubblicare, vogliamo goderci la tua copertina e la suspance ancora un po’ prima che questa bellissima storia volga al finale… 😉

    Entrambi.

  15. Ho votato serenità. Anche su questo nono capitolo poco o niente da dire. Mi.piace molto il tuo.modo di scrivere. E’ magnetico. Ti tiene incollato alle pagine come carta moschicida. Mi è piaciuta molto la rievocazione della morte di Susan. Un po’ meno il modo in cui Mary rivela a Walt di avere il potere di.comunicare con lo.spirito dei defunti, mi è sembrato un po’ affrettato ma credo.dipenda.dal fatto.che sei al.nono ormai e.ti resta.poco spazio a.disposizione.
    La copertina è.bellissima. Fossi in te.mi ci farei un poster. Complimenti ancora.

    • Inizio con il problema della confessione di Mary affrettata: hai ragione! È un mio difetto arrivare lungo sul finale, ho preferito dare spazio a Walt e alla sua confessione ritenendola più importante… quello di Mary è Mumbo Jumbo 🙂
      Grazie davvero Lou! Leggere commenti così ripaga del tempo speso…

  16. Entrambi, anche se sereno e tranquillo è pure il cimitero 🙂
    Bell’episodio, mi sa che Mary ha un ruolo un po’ più importante di quanto avessimo sospettato finora.
    Ciao ciao
    P.S.: ma titolarlo ‘Lacrime’ era troppo semplice? 😀

    • I principali componenti delle “lacrime emotive”… ma sei un medico dopotutto 🙂
      Non è che voglio essere complicato, mi piace usare termini tecnici… di qualsiasi settore… 😀
      Penso ormai si sia capito chi è Mary.. e che non ha raccontato proprio tutta la verità 😉
      Grazie di esserci, Moneta!

  17. Suspense al punto giusto, per il resto lineare, reso bene, scritto bene. Il titolo dell’episodio è criptico con quei termini farmaco-analitici, non ho capito il nesso. Anche le opzioni sono abbastanza criptiche e per me inattese: non mi aspettavo né serenità né tranquillità nel finale, semmai una tragica catarsi.
    Tranquillità, se proprio deve essere.

    • Il titolo è un riferimento alle lacrime, che abbondano nel capitolo che manco un teen-drama 🙂
      Un po’ di catarsi c’è già stata, ma sopratutto mi piaceva il contrasto delle opzioni con quello che è successo prima… inoltre tranquillità e serenità sono citati “di sponda” nell’episodio 😉
      Grazie Napo!

  18. Ehi, sto leggendo la tua storia e fino ad ora mi piace molto. Voterò dopo aver letto l’intera storia 🙂 Sono nuova e vorrei chiederti di dare un’occhiata alla mia storia che si chiama “il miracolo di Beatrice”. Grazie dell’attenzione 🙂

    ps. come hai fatto ad inserire la copertina?

  19. Confessioni multiple.
    Bello, bello, che ti devo dire, io decoro, non trovo altro. O forse solo questo: la dinamica dello scontro coi coyote non mi è apparsa chiara, nel senso che mi sembrava che si schiantassero come bacherozzi sulla Camaro ferma.

    Ciao ciao

  20. Walt non è l’unico a confessare, spero che non ti metta in difficoltà con i caratteri 🙂
    Ciao Gabriele,

    Ho letto due capitoli insieme, alla fine sono riuscito a farmene scappare uno.
    Bravo. Ho preferito quest’ultimo, non so bene perché, forse ho trovato la scena raccapricciante del settimo trattata un po’ superficialmente (lo so, sono noioso, so benissimo che i caratteri sono pochi eccetera, hai tutte le ragioni del mondo), ma sai, se davanti a te uccidono uno in quel modo immagino che la cosa ti scuota un po’.
    Del resto in questo ottavo mi sono piaciute molto alcune frasi, tipo ‘Due parole qualsiasi, perché sentisse un suono diverso…’ o l’apprensione materna di Walt verso la sua piccolina a benzina.
    (Tra l’altro ho un dubbio sul dio delle trasmissioni, c’è un gioco di parole con AT&T che mi è sembrato un po’ stiracchiato. Ma forse ho capito male).
    Complimenti, come al solito.
    Ciao a presto

    • Per il settimo hai perfettamente ragione, ho preferito tagliare per non arrivare corto sul finale… e spero di farci stare tutto 🙂
      Sono curioso di sapere quel gioco di parole… la verità e che Walt calpestando le vetrate in frantumi si riferisce alla sua frase nel terzo capitolo, dove vedendo la croce in cima al campanile pensa: Cristiani 1 AT&T zero.
      Grazie Jaw.

      • Ah ah, no, perfetto: pensavo dio delle trasmissioni (riferito alla piccolina a 8 cilindri) e per traslazione impersonato dalla AT&T che di ‘trasmissioni’ si occupa… che mente bacata la mia, da farci un trattato di psichiatria. E dire che dovrei sapere che si chiamano ‘telecomunicazioni’. Perdona, avevo proprio dimenticato… 🙂

  21. Walt non è l’unico a confessare.
    Quello che preferisco sono il titolo e la prima frase.
    Forse sono lenta io ma l’ho travato meno facile da leggere questo capitolo. Ci sono frasi che ho dovuto leggere due volte per capire cosa significassero tipo “Due parole qualsiasi, perché sentisse un suono diverso dalle urla in presa diretta del filmato di Hurt, che la mente di lei ne era sicuro, proiettava in loop senza scovarne un senso. Mentre i germogli crescevano.”
    A parte questo, confessa: questo capitolo serve solo a motivare il fatto che Walt non possa lasciare la città. 🙂
    Voglio delle confessioni spettacolari nel prossimo XD

    Ciao

    P.S. Citate tanto questo Desperation e il suo libro gemello diverso che mi toccherà leggerli. E io che credevo di avere una notevole cultura kinghiana! 😉

    • Ma confessioni spettacolari tipo Mary che dice a Walt “Sono tuo padre!” 🙂 😀
      Se tu sei lenta io sono fermo Marie, detto questo, spero che dopo la seconda volta le frasi abbiano assunto un senso… adesso che me lo fai notare, credo che il problema della frase citata stia nel collegamento non immediato tra il filmato e l’uccisione di Hurt.
      Walt doveva provare ad andarsene perché nonostante quello che ha visto la sua anima miscredente non lo abbandona (cfr. mumbo-jumbo) e non poteva riuscirci… 😉
      Grazie di esserci!

      P.s.
      Non ricordo molto della trama di Desparation… ma quell’atmosfera desertica dove tutto è possibile mi ha catturato ai tempi… e tutt’ora… forse Eva ha ancora una copia 😀

      • Quella sarebbe una confessione spettacolare, ma non proprio originale! 😉
        Volevo solo dire che spero che conto sul fatto che il prossimo capitolo sia davvero importante nella trama perché in questo abbiamo solo visto che non possono scappare.
        Quanto al libro, le librerie di Bologna sono a qualche 600 km da casa mia, quanto a quelle fantomatiche… meglio che mi serve di un banale ebookstore! XD
        Aloha

  22. Un racconto davvero esemplare. Mi hanno colpito la sintassi, la narrazione e i personaggi tormentati. A tal proposito spero proprio che anche Mary abbia qualcosa di interessante da confessare, e che Walt non sia l’unico ad avere un passato tanto burrascoso. Complimenti e buona fortuna per i due ultimi capitoli.

  23. Ciao, ho cominciato a leggere adesso la tua storia e intendo leggerla tutta non appena avrò tempo. Il primo capitolo ricorda leggermente “Desperation” di Stephen King, e questa cosa mi piace davvero tanto, essendo King il mio scrittore preferito. L’atmosfera generale è simile a quella del mio racconto, quindi mi ha praticamente incollata allo schermo! Complimenti! 🙂

  24. Ossequi Gabriele Zeta! Mi affaccio solo adesso alla lettura della vostra opera! Le devo confessare che purtroppo non sono un grande appassionato del genere letterario in questione (preferisco di gran lunga le pellicole, che non disdegno affatto ;)) però devo riconoscere che anche nella lettura del primo capitolo ho sentito il phatos tipico di queste trame! Pian piano arriverò a leggerlo fino alla fine, i miei complimenti comunque, eccellente narrativa!
    Le auguro buon proseguimento di scrittura!

  25. Ciao Gabriele. Ho letto tutti i sette capitoli. E mi sono divertito molto. La trama mi ha ricordato molto la doppia fatica kinghiana Desperation/I vendicatori che forse avrai letto. Sei molto bravo, specie nell’evocare luoghi e personaggi. Mentre leggevo mi tornavano in mente tutta una serie di sequenze cinematografiche girate in quei luoghi. Alcune scene le ho trovate un po’ scontate, almeno per il genere (la mano che esce al petto è un cliché ormai). Ce ne sono tanti di modi per ammazzate le persone. E se splatter deve essere che almeno sia originale. Ti prego di non volermene per queste osservazioni ma sono un amante del genere e non posso esimirmi dal fartele notare. Per il resto: bravissimo!!!

    • Grande Lou!
      Desperation/I Vendicatori… King e Bachman 😉 … parte tutto da lì… volevo usare quelle atmosfere per raccontare un altro tipo di storia, il titolo è un omaggio appunto a Desperation, che lessi anni fa.
      Grazie davvero per i complimenti e per aver letto ben 7 capitoli di fila, ma di più per le critiche… apprezzatissime!

  26. Naturalmente ho votato “Shit!”, What else?
    Sono sempre più convinta che sarebbe un romanzo grafico coi fiocchi. Non conosco le tue capacità di disegnatore, ma se conosci un illustratore valido, pensaci.
    E stavolta, nel “andare verso il pericolo non è un buon piano, scappare dal pericolo è un buon piano” ho trovato persino Groucho.
    Visto che non mi esimo mai da trovare un appunto, il primo paragrafo sui coyote non mi ha garbato nello stile, troppo schematico, spezzettato, secondo me avresti potuto riformularlo in modo più non dico poetico ma narrativo.

    Ma che gli capita ancora a Walt, in fin dei conti il suicidio era forse la soluzione più lieta

    • Spero tu non ti (esima?) mai dagli appunti 😉
      Mi piacerebbe sapere cosa ti fa pensare ad un romanzo grafico: le scene, come è raccontata la storia, i temi… sarebbe molto utile.
      Grazie Marie… anche per avermi strappato una risata facendomi pensare a Clooney con la tazzina del caffè che dice: Shit, What else?

      • Ahah, io non lo avevo pensato Clooney ma è vero che fa ridere.

        Tutto mi fa pensare al romanzo grafico: i colori del deserto e i coyote all’inizio, la camaro nera, il “fantasma” vestito da liceale/teenager, poi la città, la prigione, le vetrate della chiesa, ancora di più quando esplodono. La scena nel bagno, la mano del mostro che esce dal torace dello sceriffo, quest’ultimo dialogo: mi immagino lei che si ferma a cavalcioni della rete, poi nel disegno successivo è per terra e guarda Walt attraverso la rete…Tutto direi mi appare molto “visivo”.
        E diverse frasi nei dialoghi, tra le altere quella del ho capito come funziona, e andare verso il pericolo non è una buona idea, mi sembrano proprio frasi lapidarie che stanno bene in un romanzo grafico.
        Ciao ciao

  27. E horror sia, anche se personalmente – l’ho sempre dichiarato – non amo l’horror, specialmente se sconfina nello splatter (vedi mano che sbuca dal torace dello sceriffo).
    Apprezzo comunque la costruzione di questo episodio, la tensione che riesci a trasmettere e il senso di sospensione in una situazione irreale.
    Ti ho mandato, per ora in parità, con un “Ascolta” che sempre il preludio di una confessione. Chissà.

  28. Fosse stato per me avrei fuso tutte e tre le opzioni insieme: “Ascolta! Ho un piano … merda!” Ma alla fine ho optato per quest’ultima. Un po’ perché penso che qualcosa (o qualcuno) arriverà a rovinare quel momento a due tra Walt e Mary. E ironia della sorte ti ho mandato in parità con un piano. 😀

  29. Walt e Susan si affrontano ululando alla luna.
    Rimane per me un mistero come riesca in poche parole a descrivere così bene gli ambienti in cui si trovano i tuoi personaggi. Più che Caravaggio mi fai pensare a van Gogh: pennellate grosse che in pochi tratti creano un’immagine che vedi comporsi sotto i tuoi occhi lasciandoti stupefatto. Quello che manca alle pennellate è esattamente quello che tu puoi immaginare completando il quadro che diventa un po’ anche tuo.
    Ciao a presto

  30. Solo e incolume… Walt si è lasciato suggestionare dalla leggenda?
    Sto lavorando ad un romanzo e avevo in mente di iniziarlo con un requiem… posso rubarti la descrizione iniziale? Sarebbe perfetta 😉
    Scherzi a parte, “La lampada da campeggio ai loro piedi generava una caravaggesca illuminazione low-key, trasformando Mary in uno stupefacente chiaroscuro”, questa sì che te la ruberei e senza neanche chiederti il permesso 😀
    Magistrale, as always.

  31. Non credo molto all’autolesionismo (scusa Napo): ho verificato che mordersi una spalla non è molto facile 🙂
    No, non lo trova da solo, credo a Susan, ha ottenuto un corpo fisico. Quindi si affrontano, magari lui e un coyote posseduto.
    Se ci facciamo troppi problemi di ‘spiegoni’, che poi non lo sono, la finiamo a raccontare la Storia di vacca vittoria, e scusa se questa mia citazione ti pare troppo sofisticata. Episodio bello, direi adeguato agli alti standard a cui ci hai abituato.
    L’unica punto in cui ho un po’ balbettato è la frase delle panche di legno, forse l’avrei spezzata. Dettagli
    Ciao a presto

  32. Giuro che avevo già letto e commentato questo episodio, ma siccome più di uno di voi ha avuto la pessima idea di pubblicare a cavallo di Ferragosto quando il mio wi-fi ha fatto le bizze (ebbene sì, vivo in una città turistica), non trovo più niente… Ero passato di nuovo qui per capire come mai non avevi replicato.
    Lo spiegone non è poi tanto spiegone. Per me Susan rimane un’allucinazione di Walt, quindi Mary lo trova da solo dopo un atto di autolesionismo.
    Tutto il resto che avevo scritto, prima che altri commentassero, lo hanno già detto Alessandra e Befana Profana. E siccome in passato ho osato dire a Befana Profana che ripeteva i concetti altrui, mi guardo bene dal cadere in questa trappola.

  33. Mary trova Walt da solo e ferito. Se sia stata “realmente” Susan o si sia ferito da solo, decidi tu, naturalmente.
    Davvero ben fatto questo episodio. “ho capito come funziona, non il bagno” e il picchetto d’onore costituito dalle figure delle vetrate sono le mie frasi preferite (devo essere stata contaminata dalla malattia di mio figlio che ti chiede “qual è il tuo preferito de” per qualsiasi cosa, dal piede con cui uscire dal letto al colore delle tende allo scivolo acquatico.. XD)
    Ma per risuscitare Susan non gli servirebbe il di lei corpo al Windigo? Io dico che è ancora un’allucinazione di Walt che si sente in colpa perché flirta con Mary.
    Ciao

    • Piace anche a me il picchetto d’onore… quasi fosse il matrimonio di Walt e Mary, e sono contento di non essere l’unico ad apprezzare l’ironia di Sue 😉
      Ottima osservazione quella del corpo, una soluzione l’hai suggerita tu (si ferisce da solo), per l’altra sto discutendo con il Windigo 😀

  34. Trova Walt incolume, era già ferita lei all’inizio, non replichiamo gli eventi.
    Questo bellissimo episodio mi ha stranito. Ricordi quando ti scrissi che ti avrei fatto leggere una cosa sulla Redenzione che avevo scritto io…? Ecco… qui davvero ci sono gli spiriti… oppure io e te siamo collegati.
    Baci

  35. “Chiuse gli occhi, concentrandosi sul ronzio familiare delle lampade”, questa frase mi ha spinta ha scegliere “riflessioni”. Secondo la leggenda, il Wendigo dona il potere di far tornare in vita i morti… magari potrebbe tornare utile a Walt, che non dovrebbe più suicidarsi per mettere a tacere il suo senso di colpa 😉
    Un capitolo profondamente noir, mi è piaciuto. Bravo.

  36. Ossessioni,
    Mi piace quando il quadro si complica, quando l’indeterminatezza regna sovrana. Walt non capisce più nulla, ma se non altro ha per il momento accantonato i propositi suicidi. Si sta trovando qualcosa da fare. Dalle mie parti si dice: chi non ha nulla da fare gratta il cu… Beh, le chiappe al cane. Insomma, pensieri inutili e dannosi possono essere spazzati via da un po’ di azione. E vai di redenzione!
    Ciao a presto

  37. Complichiamo: Entrambi.
    Ciao Gabriele,
    A un certo punto mi sono ritrovata ad aver paura di continuare a leggere, pensando che il capitolo prendesse una piega splatter. In genere non sono schifiltosa, evidentemente mi hai trascinato dentro il racconto… pure troppo.
    Poi comunque il sapiente taglio ci ha portato in acque relativamente più tranquille, anche se misteriose.
    Complimenti,

    Ciao ciao

  38. Il capitolo mi è piaciuto davvero moltissimo, e non solo per merito di Chet Baker!
    Forse ho pure più dubbi di prima su chi siano le allucinazioni/visioni/spiriti e chi i personaggi reali, ma la cosa non mi disturba affatto. Voto per le riflessioni, ma ero molto indecisa, anche un altro po’ do ossessioni non ci starebbero male.
    Bravissimo Gabriele, davvero. Il giorno che pubblichi un libro lo compro subito, giuro.
    Ciao

  39. Letto tutto e ho votato per Walt e Hurt che affrontano Doc … ma quando quest’ultimo sarebbe entrato nel centro medico.
    Devo dire che ho fatto un po’ fatica e seguirti. Fino ad ora ho capito che ci sono due storie. Una è quella di Walt e Susan, dove lei è un’allucinazione del primo. Poi c’è Walt, Mary e una città Redemption che sembra uno scenario post-apocalittico con tanto di mostri (vedi il gigante con i coyote e poi Doc che sembra essere diventato uno zombie). Ma adesso il tutto mi porta a chiedere come combinerai queste due trame. Se ho frainteso qualcosa chiedo scusa.

  40. Mandiamo Walt da Mary….
    mi è piaciuto questo episodio e stavolta mi sa che ho pure capito… 😉 , voglio sperare che a Redemption l’anima di un avo, magari l’indiano, sia in grado di prendere possesso di un coyote così come di un topo e via dicendo, perchè questo mi spiegherebbe come mai siamo stati nel pov di quegli animali. In tal caso l’idea è affascinante. Spiriti in una cittafina dimenticata da Dio per trovare redenzione… ; ma se invece non ho capito niente, ti prego perdonami. Fa caldo… sarà il caldo 😉

  41. Want e Hurt affrontano Doc.
    L’horror è arrivato, l’atmosfera è sempre più da fumetto, anzi no ora si dice romanzo grafico!
    Mi è piaciuta davvero molto la scena con Grande Capo.. Doug in cella.
    Vedo che qua tutti parlano di Dylan Dog, (ma allora dov’è Groucho?), ma a me sembra che Walt ricordi più il Dwight di Sin City, in una città che miscela le scenografie di Dylan Dog e quelle di Tex Willer, in una storia che sembra ispirata ai classicissimi di Stephen King. No, scherzo, lo stile è tutto tuo e mi piace molto.
    Ma vorrei capire la sequenza temporale tra la trasmissione tv del primo paragrafo e gli eventi di Walt.
    Ciao

    • Walt dice di Kevin, “era andato a chiamare il dottore poche ore prima”, cioè quando lui è arrivato con Mary, ed era quasi tramontato il sole. Poco dopo c’è l’inizio della trasmissione e infine il salto temporale di notte con Walt in cella… mi chiederai e “io come facevo a saperlo?”… ottima domanda! 😉
      Mi piace mescolare, non shakerare :), tanti idee differenti.. un collage di scene splatter e riflessioni scontate su Dio e la vita, con qualche citazione qua e là.
      Grazie mille Marie!
      P.S.
      Walt condividerebbe la massima di Groucho: «Io non vorrei mai appartenere a nessun club che contasse tra i suoi membri uno come me»

  42. Walt da Mary… è la figlia della bimba rapita e poi salvata?
    La storia per certi aspetti mi ricorda Kill Bill (la bimba che assiste al massacro dei genitori, ecc.); la scena di Kevin che si regge le viscere con le mani è molto cinematografica, per non parlare di quella in prigione con il nativo. Mi chiedo, se il nativo è uno spirito, perché non era nella cella con Walt? Forse per marcare il sospetto di una allucinazione?
    Bravo Quentin 😉

    • “è la figlia della bimba rapita e poi salvata?” Potrebbe, l’idea è che la storia si svolga in questo secolo… però non ho dato molti elementi storici, Walt non ha nemmeno controllato il cellulare… 😉
      “Mi chiedo, se il nativo è uno spirito, perché non era nella cella con Walt? Forse per marcare il sospetto di una allucinazione?”
      Susan direbbe che in due stavano già stretti 🙂 Mi piaceva l’ambiguità spirito-allucinazione… strano che Mary sia ancora con l’uniforme 😉
      Grazie per il supporto Anna!

  43. Dietro ciascuna opzione c’è sempre una spiegazione, pertanto scelgo “sbarre” dietro le quali vedremo Walt… e Sue, naturalmente 😉
    Due aspetti sono onnipresenti in questo racconto: la tua spudorata adorazione per la cultura americana e un’inquietante pratica dell’occulto. Anche se preferirei che i simboli di sale sul terreno avessero a che fare con Walt e sul rimpianto del suo passato, la sua costante indecisione che lo imprigiona in una sorta di stasi mentale, più che con i demoni ma si tratta di un horror…
    “Il paraurti in metallo gli tranciò la testa facendola rotolare nella sabbia, lasciando una pollockiana macchia rossa… lo spremette come un tubetto di colore ad olio cremisi” bella metafora.

    • Ciao Anna!
      “Spudorata adorazione per la cultura americana”… beccato 🙂 sono un esterofilo, ma ero un autarchico 😉
      Sì, il sale sarà legato più all’horror, ma legarlo anche a Walt sarebbe interessante… magari di striscio.
      Penso che quella metafora sia la cosa migliore fino a qui, grazie!

  44. Spiegazioni
    Gabriele, ti stimo!
    Lo strano intreccio tra animali e un gigante misterioso ed esoterico, la descrizione dei luoghi e l’interazione tra personaggi. Il pdv di topo e coyote (sì, si capiva, o almeno, io l’ho capito e mi è piaciuto molto). Qualcuno nel racconto precedente ha visto atmosfere alla ‘Dylan Dog’. Figurati ora che il genere è horror, mi pare di scorrere le pagine del fumetto. Complimenti. Non te ne faccio troppi perché poi per i prossimi cap. sarei a corto di argomenti.
    Ciao a presto.

    • La stima è reciproca, Jaw!
      Non so perché ma immaginavo il tuo voto 🙂 , ma hai già capito tutto, la parola “magica” è esoterico.
      Da americanofilo per me Dylan batte la maggior parte dei fumetti, Marvel e DC, a mani basse, quindi grazie davvero!
      A presto però te lo dico io… il bastione sta diventanto polveroso 😉

  45. La tua scrittura contiene delle chicche di stile davvero notevoli. Noto solo che hai ancora qualche problema strutturale… soprattutto quando cambi scena e non la capiamo al volo. Succede perchè alla nuova scena che introduci manca l’incipit. Come all’inizio di una storia, anche all’inizio di una nuova scena si scrvono una o due righe d’incipit. Serve a ripondere subito a qualche domanda contestualizzante, tipo: dove, chi, quando… poi se contiene anche come e perchè, meglio….! 😉 ma in questo caso siamo improvvisamente catapultati nel punto di vista di un topo… e non sappiamo perchè mai sia necessario e a cosa ci serva…. soprattutto perchè muore due secondi dopo essere entrato in scena. Non sarà, allora, che il punto di vista giusto in cui entrare per vedere un topo morire doveva essere quello di Bill? che magari sarà ancora tra noi prossimamente…. 😉
    Le spiegazioni postume sono bandite per te scrivi con criterio. Per cui facciamo sbarre…

  46. Come con i coyote, quello che ho preferito è il paragrafo finale sull’umano gigantesco.
    ammetto che, e riconosco ampiamente i miei limiti: non ho capito tutto dell’accesso topografico a Redemption, ho dovuto cercare su wiki AT&T e Kyle Bush. Sì, la mia cultura americanofila lascia a desiderare.
    I due sbirri mi sono sembrati molto caricaturali: probabilmente è voluto, quindi bravo, ci sei riuscito
    Immaginavo che Walt avesse ucciso Susan incidentalmente: qui mi hai messo il dubbio che non sia così…uhm uhm, molto intrigante.
    Mi è piaciuta la scena del Native fantomatico.
    Sembra una seduta di psicanalisi: ti ho espresso le cose che mi son passate per il cervello leggendo, 🙂

    Ho votato sbarre: mi son detta che con due sbirri di provincia ben calati nello stereotipo classico l’unico destino immediato di uno straniero dall’aspetto “losco” è la cella.
    Ciao

    • Freudiana o Junghiana? 🙂
      Redemption è al centro di una dolina a fondo piatto, sul bordo di una miniera a cielo aperto… più o meno :D.
      La battuta sulle antenne e sulla nascar guardata dai white trash le ho messe perché piacevano a me, però sapevo che erano un po’… “Criptiche” per usare il termine di Napo qui sotto.
      Sbarre è quello che preferisco anch’io, ma chi ha detto che l’uomo grasso è un polizziotto? 😉
      Grazie per la lettura attenta, con tanto di ricerca su wiki!

  47. Proiettili. Ma perché? Un tentativo di fuga da Resemprion non avrebbe molto senso. Boh, non riesco a immaginare il perché. Criptico il finale del capitolo, anche troppo per i miei gusti. Sono contrario agli spiegoni descrittivi che non lasciano nulla all’immaginazione del lettore, ma sono ugualmente contrario al criptico che non dà modo al lettore di fare una minima congettura.

  48. Un personaggio, è un mio limite non riuscire a seguirne troppi per cui preferisco introdurne il meno possibile. Molto bella e intensa fin qui la storia. Mi pare ci siano note di sf post-apocalittico, ma forse è troppo presto per dirlo. Del resto: chiodi sull’asfalto, branchi di coyote che non danno tempo ai cadaveri di raffreddarsi… Non sembra esattamente una situazione di tutti i giorni…
    Ti seguo.
    Ciao ciao

  49. Susan non è reale, è solo il frutto della coscienza di Walt. Anche i coyote non sono degli animali e basta. Da qui nascerà l’horror.
    Buona la scrittura, buono per ora l’equilibrio tra ciò che dici e ciò che lasci all’immaginazione del lettore. Brutte le opzioni, in particolare del secondo episodio: che significa “un personaggio”, “due personaggi” senza sapere che personaggi sono?
    Ti seguo.

    • Grazie Napo e benvenuto.
      “Susan non è reale” per fortuna questo non è il Sesto Senso o The Fight Club 🙂 credo siano stati i frequenti cambi d’abito a tradirla.
      Mi impegnerò con le prossime scelte, anche perché non sei stato l’unico a farmelo notare.

      • E no, caro G., Susan non può essere reale: è sul sedile del passeggero in un abitino nero, dopo poco è sul sedile posteriore in shorts e maglietta (e l’auto di Walt non si è mai fermata), poi sdraiata sul cofano in bikini… Senti, ti conviene che la ragazzina sia solo frutto della coscienza di Walt. Credimi.
        Non ti ho detto che non ho votato perché non avrei saputo cosa votare, ma a questo punto voto e ti suggerisco un nativo americano del Nevada: un Mamo. I Mamo sono dei leader spirituali che si occupano anche di medicina. Mi pare che ne abbiano bisogno sia la donna ferita, sia Walt.

        • Quello che intendevo era appunto che avevo esagerato volutamente con Susan, non mi interessava tanto la questione “è reale o no”, mi piaceva giocare con l’ambiguità. Però Walt è un narratore inaffidabile… quindi… mai dire mai 🙂
          Mi piace molto l’idea dei Mamo, anche perché non avevo pensato ai nativi… il bello di TI.

  50. Giudizio puramente personale (de gustibus non disputandum est, come si dice):
    questo capitolo mi piace a metà.
    La scena del trasporto della donna in auto, i coyote, la fuga mi piacciono moltissimo; il finale inquietantissimo dei coyote col gigante umano ipnotizzatore, fantastico.
    La prima parte mi lascia un po’ così: niente di personale, anche leggendo autori celebri rispettati ricchi e con lunghe carriere alle spalle mi capita in certe pagine di pensare “ha voluto buttarci li in mezza paginetta tutta la biografia del protagonista e fa un po’ didascalia appiccicata lì”.
    Questo per confermarti che sono una noiosa brontolona che trova sempre qualcosa da ridire 😉
    Per l’opzione ho scelto suggerite voi. E ho scelto il sindaco di Redemption. Che va incontro ai nuovi arrivati. Non so, mi è venuto così.
    Ciao

    • Non sei una noiosa brontolona, anzi. Hai centrato il problema del capitolo, per me almeno. Non volevo usare un flashback, ma non sapevo come introdurre informazioni e usare i dialoghi mi convinceva ancora meno. Alla fine ho lasciato quella parte aggiungendo il “branco” di amiche e le loro risatine, che insieme a “ringhiò Susan” doveva anticipare i coyote.
      Il punto di vista del capobranco sul finale piace molto anche a me, e ho risolto il problema della striscia chiodata rimasta sulla strada senza svelare troppo 😉
      Non ho mai pensato ad un Sindaco, mi immagino una Town il cui municipio è quello della contea, ma perché no? il genere lascia ampie scelte.
      Grazie mille per i complimenti Marie.

  51. Beh… Gabri… le opzioni sono assurde, ne convieni? ahahahahah comunque due personaggi, và…
    Episodio tra il bellissimo e l’inquietante, soprattutto per l’animale tranciato. Però scrittura convincente come mai finora, stai diventando bravo davvero eh… chissà… sarà qualche cosa che hai letto di recente ad aver svegliato lo scrittore che c’è in te? 🙂

    • Ciao Jaw, mi dispiace deluderti ma l’opzione morta prevedeva di saltare direttamente al decimo capitolo con il suicidio di Walt, nessuna Redemption per lui.
      Prevedo qualche personaggio bizzarro oltre che tormentato in questo racconto. 🙂
      Grazie di essere passato.

  52. Ciao bel inizio di racconto!
    però c’è qualcosa che non funziona nella motivazione del protagonista… perchè vuole suicidarsi? Anche se questa cosa, probabilmente, hai intenzione di spiegarla nella puntata successiva, rischi di disorientare il lettore.
    Ci sono dei refusi qui:
    “… il pick-up si era immenso sull’autostrada… ”
    Poi non capisco questa frase:
    “L’uomo al volante aveva un frammento di vetro triangolare conficcato nella gola, dal quale il sangue colava a filo alimentando la pozza sul tetto dell’abitacolo”:
    come fa il sangue ad alimentare una pozza che sta sopra, sul tetto dell’abitacolo?
    Uno strano fenomeno contrario alle leggi della fluidodinamica!

    • Ciao Andrea e grazie per i consigli, e per aver beccato quel refuso.
      La fluidodinamica è al sicuro… per adesso 🙂 il pick-up è sottosopra e il tipo è legato al sedile dalla cintura di sicurezza, per questo il sangue cade sul tetto, dovrebbe essere tutto a posto con i fluidi e la gravità… almeno credo.
      Alla prossima!

  53. Gesù, Gabriele, morta e fine della storia????!!!! Ma sei appena all’inizio e già tenti questa mandria di provocatori che sarebbero capaci di farti chiudere i battenti solo per farsi una risata? ahahaha, non tentare mai i lettori/giocatori di The Incipit, non sempre stanno al gioco 😉
    Ti dico due cose: ambientazione, location e atmosfera, odore, polvere, stridìo di ruote, tutto molto ben dato e poi tra i miei scenari preferiti. Quindi…
    Ma la seconda cosa è una critica ai dialoghi. Non per come sono articolati, ma per il senso, il sottotesto. Capiamo da subito che c’è attrito tra i due, ma loro non si vedono, ( non li vediamo, non ce li dai) adesso non saprei dirti nemmeno come si chiamano ( lo hai detto? non l’ho notato), mi è rimasto dentro il deserto, i chiodi sulla strada che hanno sbaragliato la Toyota, mi è rimasto dentro il bikini e il fatto che lui vada in cerca di suicidio. Ah, sì, mi è rimasto dentro anche che la ragazza soccorsa sia una ventenne in fin di vita… ma lui chi è ? che rapporto ha con la sua passeggera che pare covare rancore nei suoi confronti?
    Ora mi dirai che me lo dici al prossimo episodio ma io ti potrei rispondere ” anche no”. Dovevi dirmelo adesso.
    Ti seguo. Tu sei bravo.

    Viva.

      • Ale quando fai così mi spaventi… 😀 🙂 ma è bello avere di nuovo i tuoi feed-back. Le informazioni che volevi c’erano, le ho tolte perché pensavo di aver detto già abbastanza dei due. Il POV era di Walt, lui non aveva voglia di parlare, un dialogo con Susan mi sembrava artificioso(lei sa quello che è successo) e introdurlo in altro modo non mi convinceva. Per quanto riguarda l’aspetto dei due sarebbe interessante sapere quanti se lo sono immaginati bianco, nero, asiatico… o che colore dei capelli hanno dato a Susan… il resto te lo dico nel prossimo episodio 🙂
        Grazie di esserci!

  54. L’uomo finito tormentato dai fantasmi delle proprie colpe, il deserto del Nevada, il Glock e la fantomatica Redemption Town: tutti gli ingredienti del più classico dei noir americani. Sicuro che ne farai un horror?

    Ciò che preferisco: la carrozzeria cromata della Camaro che splende ai raggi del sole, lo “spettro” della ragazzina che appare in tutte le pose e i look che lo hanno sedotto, a risvegliargli l’insanabile senso di colpa.
    Quello che mi preoccupa: sarà dura essere originale. Buon lavoro.
    In ogni caso hai già tutta la mia fiducia di lettrice.

    • Ci sarà l’horror…(risata da cattivo 🙂 )
      Il racconto è nato proprio dagli elementi che hai detto di preferire, sono contento ti siano piaciuti! Ci sono un bel po’ di “topos”(si dice così?) classici per un’avventura horror,( il noir nella mia testa è più metropolitano), spero di darne un’interpretazione personale, sarebbe un bel traguardo.
      Grazie per la fiducia Marezia.

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