Ritmo

Dove eravamo rimasti?

Nell'ultimo episodio... ... Eloise (62%)

Quando qualcosa finisce

Un due, un due, un due, un due.

Amico mio, è incredibile come sei regolare in questo momento. Seduto sul divano che mi ha visto ospite quasi tutte le sere da due anni a questa parte, non perdi un colpo e procedi lento e sicuro, come la marcia di un soldato disciplinato.

Eloise piange.
Non è un singhiozzo chiassoso e disperato, piuttosto un guaito soffocato tra le mani che le coprono il viso. Penso a quando l’ho vista fare bubusettete al figlio della sorella, con la differenza che allora, fra le dita, trapelavano lievi risatine allegre.

La sua reazione non mi stupisce. È sempre stata emotiva ma controllata. Non si è mai data alla pazza gioia o alla passione sfrenata. Non l’ho mai sentita urlare o imprecare per qualcosa.
Mi meraviglia che non mi abbia chiesto più di tante spiegazioni. Ha ascoltato il mio racconto con gli occhi castani che si riempivano piano come pozzi alimentati da minuscoli rivoli d’acqua.

Ho radunato le mie cose. Una strana convivenza, penso, se in tanti mesi la mia impronta nella sua vita si riduce a uno scatolone di roba.
Abbiamo vissuto da lei perché non voleva lasciare il suo appartamento. Il mio l’ho sempre tenuto chiuso e sfitto, solo talvolta andavo ad arieggiare e pulire. L’ho usato, di rado, per portarci qualche fugace avventura.

Eppure, all’inizio, non avrei mai creduto che sarei arrivato a tradirla. E forse non si è mai trattato di reali tradimenti, credo fossero poco più che sfoghi ormonali.
Perciò non ho mai pensato che l’avrei lasciata. Lei rappresentava la serenità, l’equilibrio, il porto sicuro dove ormeggiare a lungo la mia imbarcazione nell’immenso mare della vita.

Invece è successo.
Non mi sento in colpa per averlo fatto, anche se soffro nel vedere che sta male.

Un due, un due, un due, un due.

Nei rari litigi tra me ed Eloise, tu hai sempre fatto il matto. Una volta mi sono persino dovuto sedere perché mi toglievi il fiato. Immaginavo fosse perché non sopportavo di vederla indisposta nei miei confronti. Ora mi rendo conto che erano sintomi di una mia sofferenza verso di lei. È per questo che tu ora non perdi colpi: che lei pianga non t’interessa, avverti solo che sto facendo la cosa giusta.

Non potevo fare finta di niente. Ho rincorso un’altra per più di un giorno, disdetto appuntamenti di lavoro, mentito, intromesso in una singolare storia d’amore e mi sono trovato in una situazione difficile. Tutto per qualcuno che non conoscevo nemmeno. Dovevo fare chiarezza.

Eloise non si oppone. Forse è disgustata e, in fondo, è contenta che me ne vada. O forse teme di non riuscire a tenermi con sé in ogni caso. Accetta la mia decisione con la rassegnazione che ho visto, alla televisione, sui volti dei licenziati dalla Lehman Brothers.

Esco e salgo in auto. La nera coperta della notte è scesa sulla città che non mi è mai parsa tanto piena. Colma di cose; persone; palazzi; auto; gente. Ripenso all’illusorio nulla delle montagne e alla solitudine che si prova a camminare nel bosco senza nessuno a fianco. Rifletto sul come io, che ho sempre avuto qualcuno con me, soffrissi in realtà un abbandono ben più grande. Sentirsi soli in mezzo alla gente è una beffa e una gran brutta sensazione.

Ricordo Gustavo e Bruna. Quando li ho visti per la prima volta, non avrei dubitato che soffrissero del mio stesso isolamento. Forse è il motivo per cui si sono trovati: condividere la propria solitudine con qualcuno.

Un due, un due, un due, un due.

Al semaforo la luce gialla lampeggia a tempo. Indica che posso passare, con cautela. Io resto fermo e guardo il cruscotto, il volante e le mie mani. Rifletto sul biglietto che Ramona mi ha lasciato, c’è un indirizzo sopra: via Bolero cinquantacinque.

Destra per via Bolero, sinistra per casa.

La luce gialla insiste sfacciata e col suo continuo ammiccare sembra chiedermi: “Che farai ora?”.

Spengo l’auto e incrocio le braccia. Gli automobilisti dietro di me imprecano e pestano sul clacson come vorrebbero fare sulla mia faccia. Chiudo gli occhi.

Il profumo di Ramona riempie le mie narici e schiudo la bocca al ricordo delle sue labbra. Sento il suo seno contro il mio petto. Ne percepisco il respiro affannoso.

«Allora! Ti levi dalle palle sì o no?», mi urla un uomo in piedi da fuori il finestrino. Agita il pugno a mezz’aria e trema di rabbia.
«Sì, subito», mi scuso e alzo le mani in segno di resa. Riaccendo il motore, ingrano la prima e parto.

Un due, un due, un due, un due.

La freccia a destra tiene un ritmo perfetto. Come il mio cuore ora.

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195 Commenti

  1. Ciao, tutto il racconto è stato fluido e scorrevole…Geremia ha fatto bene a girare a destra e il ritmo pacato del cuore forse è una conferma in più…
    A presto con una nuova storia
    (p.s. ho risposto al tuo commento alla mia storia, ma vorrei un chiarimento, se ripassi ti ho scritto 😉 )

  2. Geremia che si mostra sempre così profondo e poetico in realtà è come una maggioranza di uomini: è rimasto per anni con una donna che non amava solo per “comodità”, per non essere solo. Eloise era una specie di coperta di Linus, ha trovato il coraggio di lasciarla solo quando si è invaghito (o innamorato) di un’altra.
    dal mio punto di vista la sua riflessione filosofica sulla solitudine è soprattutto un modo di giustificarsi con se stesso.

    Il finale ritmato è davvero riuscito. Anche il cuore è in pace.

    • Grazie.
      Mi fa molto piacere leggere la tua analisi psicologica del personaggio.
      Ho ragionato molto sulla psicologia di Geremia, ma ho cercato di fare in modo che le sue caratteristiche emergessero dai suoi ragionamenti, dal suo modo di essere e agire.
      Il fatto che tu ne abbia tracciato un profilo dettagliato, giusto o sbagliato che sia, lo leggo come un mio piccolo successo. Se avevi sufficienti dettagli per fare ciò, significa che qualcosa sono riuscito a trasmettere.
      È stata dura creare un personaggio, per certi versi molto distante da me. Ho dovuto fare un collage di alcune persone che conosco realmente.
      Naturale comunque che ci sia un po’ di me in lui e in tutti gli altri attori di questa storia.

  3. Arrivi alla fine di questa tua nuova avventura con eleganza, ironia e intelligenza.
    Evitando di finire nella trappola che ti hanno tessuto intorno i tuoi lettori (impazienti di saziare la loro curiosità pettegola) e virando verso un finale tutto tuo che da spazio al personaggio, ai suoi continui dubbi, alle sue riflessioni, alle sue scelte. Scelte che lo mettono in pace con sé stesso forse o forse no… I miei più sinceri e sentiti complimenti. Racconto bellissimi che avrebbe meritato più lettori

    • Grazie mille per il lusinghiero commento. Non so il discorso dei lettori, forse non era un argomento così avvincente. In ogni caso per me è più importante ricevere consigli e apprezzamenti da chi è arrivato fino in fondo e mi ha aiutato a svolgere la storia. Quando i complimenti arrivano da chi, come te, è competente perché scrive molto bene, allora valgono doppio.

  4. Ciao Tom,e così è finito. Scrivi molto bene,perciò nessuna critica su questo,anche perchè non ne avrei le qualità. Per il resto il mio giudizio diverge dagli altri, io sono per le spiegazioni chiare e se si riesce definitive, non capisco cosa avrebbe cambiato la spiegazione su Ramona. Sono,per quando si riesce, ad annodare tutti fili, senza lasciarne di sospesi. M questa è una mia idea, e vedo dai commenti che è solo mia.
    Per il resto aspetto il primo del prossimo. Finiti i commenti pubblico il mio.
    Buona domenica.

    • Ognuno ha i suoi gusti. Io credo che un racconto come un thriller o un giallo ha dei canoni precisi e quindi la spiegazione era d’obbligo. Nel mio caso era qualcos’altro. Quindi tu spiega, io faccio lavorare la fantasia. Grazie. Mi è servito molto il tuo continuo intervento durante la stesura.

  5. Caro Tom,
    Il finale mi è proprio piaciuto:
    Arrivo all’ultima parola e ridendo a denti stretti dico ‘Pezzo di…’ 😀
    Senza offesa, eh? Mi ha fatto proprio ridere, sei riuscito comunque a sorprendermi lasciando sospesa la ‘verità’ su Ramona. Indizi, certo, ma niente di definito. Mi sono chiesta se mi stessi perdendo qualcosa che mi impedisse di afferrare appieno il valore e il significato della ‘solitudine’ a cui accenna. Mi arrendo, mi pare una riflessione estemporanea utile a definire meglio la psicologia e la posizione psicologica di Geremia (le altre ‘solitudini’ che si sono trovate sono un uomo e una donna, quindi nessun ‘indizio’ qui).
    Mi è piaciuto leggerti e spero di poterlo rifare presto.
    Ciao ciao

  6. Bellissimo finale, dove giustamente il protagonista assoluto è il ritmo. Bravo per questo finale che non svela quasi nulla, lasciando facoltà al lettore di fare le congetture che preferisce. Bravo per l’intero racconto, per la leggerezza che hai saputo trasmetterci con la tua prosa fluida e per l’ineccepibile disegno lineare della trama.
    È stato un vero piacere.

  7. Voto Geremia… quello che scopre su Ramona non gli piace ma, a questo punto, capisce che neanche Eloise rappresenta il futuro. Una storia interessante e uno stile che scorre fluido anche se a volte incespica in qualche refuso, personaggi ben tratteggiati e molto originale il parallelo del ritmo musicale con quello del cuore del protagonista.

    • Grazie del commento. Mi spiace per i refusi, mi danno molto fastidio e di solito cerco di non lasciarne. Purtroppo ultimamente ho poco tempo per scrivere e mi sono imposto di pubblicare gli episodi con cadenza regolare, per rispetto dei lettori. Quindi non nego di aver pubblicato in poco tempo più di un episodio. L’ultimo è stato partorito in un’ora e mezza a partire dal foglio bianco e, per i miei standard, è decisamente troppa fretta.

  8. Bellissimo. Niente da dire. Un capitolo perfetto. Funziona tutto: dai baci appassionati dell’inizio, all’intrusione, nei pensieri del protagonista, di quella sfrontata parentesi di saggezza popolare, fino al finale rivelazione che forse per molti non è una sorpresa ma che è reso con ironia e intelligenza e strappa un sorriso più divertito che amaro. Alcune descrizioni mi hanno colpito moltissimo. Ti ci vedo proprio a pensare al modo migliore per rendere l’idea del colore di quegli occhi… E adesso verso un finale che vedrà Ramona, Ramona e ancora Ramona!!!

  9. Io dico tre volte Ramona perché dopo averla tanto inseguita non è che ora scappa.
    Certo che se la storia è quella che ci hai fatto intuire dalle foto, povera Rosalinda, che triste destino. Davvero un bel capitolo, dall’ottimo ritmo, trovo davvero bellissime le prime righe, col gioco di sguardi, davvero efficaci.
    E un plauso alla filosofia della nonna 🙂

  10. Adesso inventati qualcosa per non sentirti dire da tutti che l’avevamo capito da un pezzo qual era il segreto di Ramona. Ti do una mano: voto per Eloise (chi era costei?).
    Bel capitolo, molto riuscito. Avrei preferito il pianto dirotto, sarebbe stato meno banale e si sarebbe arrivati comunque allo stesso punto. Ovviamente la colpa non è tua sei i lettori preferiscono quasi sempre la banalità.

  11. Ciao, avevo immaginato che il suo segreto fosse questo…ero indecisa sul voto tra Ramona e Geremia, alla fine ho scelto quest’ultimo perchè tutto sommato è il protagonista e potrà sempre parlare un pò anche della ragazza 🙂 Chissà se ci sarà un altro colpo di scena nell’ultimo capitolo

  12. Tri-Ramona

    Sono indispettita dal fatto che, qualunque sia la verità su Ramona, sarai riuscito a sviarmi. Perché adesso, nonostante i molteplici indizi, penso che Geremia si sbagli e quindi mi domando se non sarebbe un colpo di scena ancora più grande se… o, insomma, hai capito. La nonna di Geremia univa profonda saggezza a capacità di sintesi invidiabile.
    Ciao ciao

  13. Ciao Tom. Belle le descrizioni della piazza, del bar, della gente, della chiesetta che sembra una di quelle dei presepi di San Gregorio Armeno, inframezzata dai pensieri del nostro, preoccupato dal posteggio introvabile e dalla musica scadente. Buono anche il passaggio con il ritorno del ‘ritmo’ ( questa volta scandito da un batterista costantemente fuori tempo) e il modo in cui l’arrivo di Ramona cancella tutto il resto. Mi resta un solo dubbio: l’analisi di Ramona. Non lo so mi sembra un po’ troppi fredda e razionale per una conversazione fatta al tavolino di un bar.. Per il resto ancora complimenti e… andiamo per il pianto a dirotto

  14. Non sapevo cosa scegliere, ho scelto il bacio perché non vedo perché questi due che si conoscono appena dovrebbero litigarsi furiosamente, e mi sembrano tutti e due già abbastanza incasinati senza farli piangere una volta in più.
    Molto carina la descrizione della piazza, del bar, dei musicisti, del centro. E molto realistica, per chi ha frequentato diversi paesucci al di qua e al di là delle Alpi.
    Ciao

  15. Bacio appassionato, lasciamoli sfogare, i ragazzi.
    Allora, il capitolo è scritto bene come al solito. La descrizione della piazza, l’abbigliamento, la cura nei dettagli. Ho trovato un po’ ‘strana’ l’analisi lapidaria di Ramona. Inizio a pensare che piuttosto che qualche particolarità fisica abbia qualche stranezza metafisica.
    Una domanda riguardo allo stile: ho notato solo ora che quando inframmezzi un discorso con la voce narrante metti la virgola dopo le virgolette di chiusura. Io non lo faccio mai, ritenendo che le virgolette stesse introducano la pausa, quindi la virgola successiva mi sembra ‘in più’ (e in questo sito un carattere in meno!). Però adesso mi hai messo il dubbio.
    Ciao ciao

    • Intendi la virgola dopo le caporali?
      «Ho fame!», urlava il bimbo alla madre.
      Intendi questo?
      Per quanto ne so io le caporali non sono vera e propria punteggiatura, ovvero sono da intendersi l’apertura e la chiusura di un discorso diretto. Quindi la virgola ci sta.
      Ribadisco: a me hanno insegnato così, poi non lo so se è giusto. Inoltre non tutti gli autori e gli editori usano gli stessi standard.
      Alcuni usano i trattini per il discorso diretto. – Ho fame! -, disse il bimbo alla madre.
      Concludendo, io la punteggiatura, di solito, la metto fuori, a meno che non sia legata al discorso diretto, come il punto esclamativo dell’esempio.
      La virgola per me è una pausa e se uno deve leggere: “«Ho Fame!» pausa disse il bimbo alla madre” la virgola ci va e va messa fuori dalle caporali.
      Posso dirti che anche se non la metti, non è da considerare errore.
      Sempre secondo la mia opinione.
      Ti ringrazio per il commento.
      Come ho già detto, forse sono stato un po’ frettoloso nel dialogo. Volevo dare la sensazione di due persone che si desiderano e vogliono sprecare poco tempo coi convenevoli, pur volendo essere franchi l’uno con l’altra.

  16. All’inizio dell’episodio c’è un cambio di ritmo che non mi aspettavo: una dettagliata descrizione, gradevole – per carità – ma apparentemente fuori contesto, a meno che non sia una pausa voluta. Anche le pause sono parte del ritmo, dopotutto. Non è una critica, è solo l’impressione a caldo che sia uno stile di scrittura diverso da quello dei capitoli precedenti. Anche il dialogo tra Geremia è Ramona ha un ritmo, una costruzione, un lessico che mi suonano diversi. Non è che ti sei affidato a un ghost writer?
    Vabbè, sarò io che sto dando i numeri… In ogni caso il risultato è apprezzabile.
    Opto per il pianto dirotto: qualcosa di traumatico alla vigilia della fine del racconto.

    • Scusa Napo se te lo dico: ho riso come uno scemo quando ho letto il tuo “sospetto” di ghost writer.
      Sono sempre io che scrivo. Cerco di adeguare il ritmo allo stato d’animo e alla sensazione che voglio trasmettere. In questo caso l’atmosfera è carica di aspettative, ma è anche rilassata.
      Forse sono stato un po’ frettoloso nel dialogo. Tutto il resto è voluto.

  17. Ciao,mi è piaciuto molto,specie che mi sembrano tutti molto disponibili tra loro. Bella la frase sulla camicia non stirata. Poi quando hai tempo mi fai un disegnino del posacenere triangolare con quattro leoni ai vertici. Sono curioso di come continua con Ramona,quindi ho votato …tanta gente, tra cui Ramona
    A presto, in settimana scrivo ilmio, sono terribilmente in ritardo, e pensare che ho tutto in testa.

  18. Io dico… Nessun altro. Secondo.me.Geremia ha bisogno di stare un po’ da solo per ripensare alle parole di Gustavo… E decidere cosa fare con Ramona. Bravo Tom. Stai di sicuro preparando.qualcosa di inatteso.per il.finale… Ma ci sono ancora tre capitoli perciò…

  19. Peccato, stavolta manca il richiamo al ritmo, l’ossessione di Geremia, che a me piaceva tanto. Non so che idea hai sullo sviluppo del racconto, ma sei già al settimo capitolo e ancora introduci personaggi e ti dilunghi in dettagli. Tutto molto gradevole, per carità, e scritto in maniera ineccepibile (tranne quel “sì e no” che ha perso l’accento), ma sei sicuro di non dover correre negli ultimi tre capitoli per dare senso compiuto alla storia? Sei molto bravo davvero, devi solo tenere il… ritmo.

    • Grazie Napo.
      Ecco, il sì, senza accenno.
      C’è sempre qualche refuso, ogni volta che pubblico, poi lo trovo. Azz…
      Ho un’idea precisa e un intento.
      Di solito i miei racconti trovano compimento alla fine, molto spesso proprio nelle ultime righe.
      In questo caso ho in mente qualcosa con una chiusura finale.

  20. Be’, spero tanta gente, è un aperitivo, c’è sempre tanta gente agli aperitivi.
    Bel capitolo. l’ho trovato molto denso.
    Questa
    “Schiaccia il mozzicone in un posacenere di alabastro a forma triangolare, i cui vertici sono quattro figure di leoni seduti.”
    non l’ho capita per due motivi: la descrizione mi pare molto dettagliata, fin troppo visti i caratteri limitati. Inoltre, se è triangolare perché i leoni sono quattro? Non che non sia possibile, ma non è esattamente immediato da visualizzare. Ha l’aria di essere un dettaglio a cui per qualche motivo tieni che è incappato in una revisione incompleta.
    Bravo come al solito.

    Ciao ciao

    • Touché.
      La frase originale era: “Schiaccia il mozzicone in un posacenere di alabastro a forma triangolare, i cui vertici sono quattro figure di leoni seduti. Due su un solo angolo. Un buon pezzo di artigianato etnico a cui non saprei attribuire un origine.”
      Quando ho fatto il conteggio dei caratteri erano 6.300. Ho tagliato qua e là, in questo caso un po’ troppo, e non mi sono accorto di dover correggere.

  21. Mi è piaciuto tutto di questo capitolo. bel commento tecnico, eh? Mi è piaciuta la narrazione, le metafore, la bella camicia stropicciata tanto per dirne una, i personaggi, l’atmosfera. La cura dei dettagli, Bruna che esce al posto di Geremia perché fa freddo. Secondo me il tuo stile migliora ogni capitolo, mi chiedo cosa ci riservi il finale. 🙂
    tanta gente tra cui Ramona: è un bar all’ora dell’aperitivo.
    Bravo

    P.S. Ho solo un dubbio ma è solo una quisquilia da pignola: come fa G. a sapere dove abita gustavo ma a non sapere che è sposato con la barista?

    • Grazie del commento.
      Rispondo alla tua domanda: in un capitolo precedente ho accennato che Gustavo ha invitato Geremia a dormire a casa sua. In quella occasione gli avrà spiegato la strada e non avrà detto di essere sposato.
      Tutto qui.

  22. Ciao,sono mancato per tre settimane, un impegno di lavoro. Esporre alla Fiera Homi a Milano. Piuttosto gravoso e che prende tutto il tempo. Adesso ricomincio, qualche giorno a leggere gli altri, poi vado avanti col mio.
    Bei capitoli, anche se con Ramona avrei insistito un pochino di più, adesso sono curioso sulle ferite che la vita a inferto a qualla ragazza. Poi confermi la mia idea di una vita, le ragazze carine hanno sempre amiche bruttine. Non ti dico a me cosa toccava.
    Voto che parla, visto che ho smesso di fumare.
    Un saluto e a presto

  23. Bello, bello, bello. La prima parte.mi è piaciuta tantissimo, con quel.ritmo che scandisce la fase tra sonno e veglia. Bene anche la.parte.del.brusco risveglio, con lo sguardo che sfugge l’interno delle.cosce di Ramona e la risposta a quella domanda che tanti lettori continuano a farsi. Gustavo fuma.

  24. Parla,
    Un altro morsettino so verità. Indugiare sul fatto che Geremia non riesca a vedere Ramona nuda mi dà l’idea di un gioco da parte tua, quasi non volessi deludere (o volessi illudere) chi ti ha commentato facendo certe supposizioni.
    Bel capitolo
    Ciao ciao

  25. Bravo Tom. Questo episodio non solo è scritto bene, è anche strutturato in maniera magistrale con un “ritmo” crescente, riprendendo giustamente anche nella fase del risveglio il senso del “ritmo” che è l’ossessione di Geremia e il fil-rouge del racconto. Peccato che non ci dai neppure una traccia per ipotizzare l’origine del rumore che ha causato il brusco risveglio.
    Il ritmo è anche ripetitivo e allora, per me, Gustavo dorme e ci sarà un altro brusco risveglio (ma Gustavo non è Geremia e il ritmo cambia).
    Bravo davvero, Tom.

  26. Ben scritto. Ramona deve avere un “grande” segreto se si comporta così.
    Anche la sua amica “con un perizoma fucsia, infilato tutto sbagliato, e un reggiseno di almeno due taglie più piccolo di quanto necessario” è alquanto bizzarra.
    Gustavo parla….
    ciao
    Non ti ho mai visto da me 🙁
    ciao ciao 🙂

  27. Molto, molto bello. Scene vivide, personaggi convincenti e molto ben caratterizzati. Grande Tom. Leggendo mi è venuto da pensare che non condivido quasi nulla col protagonosita del tuo racconto: età, indole, frequentazioni, vissuto, modo di pensare e di rapportarsi, ansie.
    Eppure riesco ugualmente a immedesimarmi con lui, a pensare come lui alle cose a cui pensa lui… Magia della letteratura! Sapevo che ti satesti fatto valere. Bravissimo. Per me il risveglio sarà brusco…

  28. Brusco, ma non saprei perché, mi ispirava più degli altri due.
    Mi è piaciuto davvero molto questo capitolo, ritmo dialoghi, non detti.
    “io non sono un grande stratega…poco lungimirante” è davvero un passaggio perfetto.
    Io mi sto immaginando una Ramona transgender, ma magari non ho capito nulla e prendo lucciole per lanterne.
    Ciao

    • Ti ringrazio per il tuo lusinghiero commento. Data la tua sincerità e schiettezza nell’esprimere le tue opinioni, un tuo apprezzamento è molto importante. Noto che molti lettori si sono fatti la loro idea sulla trama. Mi diverte molto ed è bello per me. Suscitare la curiosità del lettore è già un buon risultato per uno scrittore principiante.

  29. Ciao Tom finalmente sono riuscito a leggere i tuoi 4 capitoli.. devo che mi aspettavo molto più.. Dai scherzo:)
    Si intuisce tanto lavoro dietro la tua scrittura… Ho intuito anche che sei un esperto di discoteche e dinache annesse. 😉
    Cmq, ho notato che nella storia ci sono tantissimi dialoghi.. che a parer mio andrebbero legati.. con qualche frase di didascalia, e sempre a parer mio, dovresti curare meglio la formattazione..
    Ad ogni modo, sei molto bravo nel mostrare le descrizioni degli ambienti.
    Ok ti seguo e voto l’amica obesa. (stavo per lesbica hahaah)

    • Grazie del tuo commento.
      Inizio chiedendoti se ci conosciamo e se siamo già entrati in contatto prima d’ora. Visto che ti aspettavi di più da me suppongo che tu abbia un’alta, e malriposta, considerazione di me che deve essere nata da qualche parte, nel caso vorrei sapere dove e come.
      Non sono d’accordo che nel mio racconto ci siano ‘tantissimi’ dialoghi. Anzi, a sentire la maggioranza degli altri commenti, ce ne sono troppo pochi.
      Mi interessa il discorso delle frasi da didascalia. Vorrei capire meglio cosa intendi. Vorresti una cosa del tipo:
      “Ho paura”, disse lui.
      “Anch’io”, rispose lei.
      Se ho capito bene, le frasi: ‘disse lui’ e ‘rispose lei’ sono banali esempi delle didascalie che tu vorresti ci fossero?
      Se ho azzeccato quello che volevi dire, il mio limitarne l’uso è voluto. Capisco che possa piacere o meno, ma in un dialogo a due, il semplice ‘chiuse virgolette, punto e a capo’ è più che sufficiente a far capire al lettore il cambio di personaggio. Aggiungere le didascalie appesantisce soltanto il testo ed è oltremodo, sempre a parer mio si capisce, desueto, poco moderno, troppo classico.
      Qui stiamo parlando di gusti personali, non sto affermando di avere ragione, spiego soltanto il mio punto di vista.
      Infine vorrei capire meglio cosa intendi per ‘formattazione’. Ti riferisci soltanto ai dialoghi o all’intero testo?
      Intendi paragrafi, rientri, allineamenti ecc.?
      Se stiamo parlando della stessa cosa, sono d’accordo con te, ma credimi: non ho ancora capito come allineare, rientrare, separare ecc. usando l’editor di testo del sito. Ti garantisco che quando scrivo col PC, con un word processor valido, curo di più anche questo aspetto. Ti ringrazio per le tue osservazioni.

      • Buongiorno Tom.
        Penso di no, non ci siamo già conosciuti prima…
        La mia era solamente o voleva e ssere una battuta scherzosa, e quindi il tutto limitatamente ad una battuta spiritosa, appunto tra due persone “sconosciute”. Spero non ti sia risultata sgradevole.
        Sui dialoghi ti ho detto la mia considerazione. Cioè l’impressione che ho avuto leggendo.
        Sulle breve didascalia, si anche, i tuoi esempi sono calzanti.
        Per fortattazione intendevo si esatto.. “paragrafi, rientri, allineamenti ecc”
        Sulla formattazione condivido le tue perplessità, anche perchè mi trovo spesso in difficoltà anche io..
        Un saluto

  30. Il capitolo mi è piaciuto, i linea coi precedenti: la storia vista attraverso il protagonista, i suoi pensieri, i suoi “dialoghi” col suo cuore.
    La sola cosa che non mi convince è la frase dei tizzoni ardenti: mi suona davvero artificiosa, chi descriverebbe così nei propri pensieri gli occhi della donna che ha appena incontrato? Forse Victor Hugo, a parte il maglione di pile. 🙂

    Io voto nessuna delle 2

    Ciao

    • Capisco cosa vuoi dire. Bisogna specificare però che questo non è un racconto d’azione come ad esempio il tuo. È più un viaggio all’interno di una persona. Comunque, se tutto va come deve, ci sarà da divertirsi nei prossimi capitoli.

  31. Ramona apre la porta. Non divaghiamo con amiche obese e terzi sconosciuti.
    Trattato molto bene, con garbo, il tema del viaggio della speranza di Geremia che parla al suo cuore ma ragiona con l’altro cervello, quello che noi maschi abbiamo nei testicoli e che più o meno spesso mette da parte il titolare.
    Episodio godibile (senza doppi sensi).

  32. Letto tutto. Ottimo ritmo, per rimanere in tema. Ottima anche l’idea. Mi sono piaciute molte espressioni. Gli intermezzi pensati al protagonista sono fenomenali e in linea col personaggio. E contribuiscono a renderlo credibile agli occhi sel lettore. E’ una cosa fondamentale in un racconto scritto in prima persona. Bravo.

  33. Capitolo ben scritto e ben congegnato. Non posso trovarci nessun difetto, non ho storto il naso nemmeno una volta…
    Giustissimo il richiamo al ritmo con il fuori tempo di Gustavo, per non perdere il fil-rouge del racconto. Buoni i dialoghi, buona la caratterizzazione dei personaggi minori (medico e maresciallo).
    Dopo una crisi di aritmia, la paura non passa subito. Non credo che Geremia rischierebbe di andare subito da Ramona che è stata la concausa scatenante della crisi. Meglio andare da Gustavo.

      • Ciao Tom,come hai richiesto ti rispondo qui. Le opzioni che metto sono le stesse che il personaggio del racconto metterà nel suo. Come in quello precedente con le targhe, anche qui c’è un suggerimento per scoprire il nome della donna, confuso nelle tre opzioni. La cosa che non quadra sarà la Polizia a scoprirla, però ho dovuto mettere le tre opzioni uguali, dato che il racconto è stato immaginato con una certa interazione nella realtà, da parte vostra. Non so se questo vuol dire non rispettare le regole, a me basta che chi ha piacere di leggerlo poi me lo critichi nella maniera che vuole, la qualcosa mi serve sempre. Non so come funzionano le comunicazioni qui, però avrei piacere che mi rispondessi in modo che ne sia avvisato, per poterti togliere tutti i dubbi sulla mia buona fede. Se vorrai ti dirò anche dove è l’inghippo per trovare il nome.
        Fammi sapere

      • Ho riletto il tuo commento, avendolo sulla mia pagina non lo ricordavo tutto. Non è necessario rileggere il racconto, quello che dovrà trovare la Polizia si trova nelle tre opzioni. Il gioco sta nel come arrivare ai tre nomi delle donne, poi quella più votata è solo casuale. Quello che a me interessa è il giudizio sul racconto,e come lo scrivo, il resto sono solo cose in più per diveretirsi un pochino.
        Ciao ancora

  34. Avevo scritto un lungo commento ma il sistema non l’ha salvato. Riassumendo, voglio certamente vedere cosa succede a casa di Ramona! Ho avuto l’impressione, leggendo, che questo capitolo sia più di passaggio. In effetti non sono rimasta molto colpita, mi piacerebbe rileggere lo stile del primo, mi sembravi maggiormente a tuo agio. Aspetto comunque il prossimo curiosa, a presto!

    • È quello che intendevo nelle risposte ai commenti precedenti. I dialoghi, anche se sono ben costruiti, cosa che i miei non sono, spezzano il ritmo e tolgono colore alla storia. Io la penso così. Comunque sì, è un capitolo di passaggio.

      • I dialoghi, a mio parere, possono dare molto ritmo al racconto, tuttavia comprendo il tuo pensiero perché quasi mai mi vengono spontanei, non sono per niente facili da scrivere, anzi! Forse potevi intervallare dialogo e voce narrante, è ovvio poi che su 10 episodi alcuni saranno più coinvolgenti ed altri meno. Comunque sono veramente curiosa di sapere “cosa” è Ramona 🙂

  35. Ciao Tom, ho votato per la casa di Ramona, non ci è dato sapere se era già successo qualcosa tra i due, ma se la cerca così tanto è perchè vorrà continuare qualcosa che la crisi ha interrotto. In ogni caso mi piace il personaggio di Gustavo, anche se non va a tempo, mi sembra uno spirito libero. Spero che abbia ancora qualche parte nella storia.
    A presto

  36. Beh, quanto tiri un… capello femminile è noto fin dall’antichità.
    Ci è finito per una donna.
    Ciao Tom,
    A me piace come scrivi, ti trovo molto accurato e preciso.
    Però, soprattutto all’inizio del capitolo, ho visto un po’ di… non so come chiamarla… ostentazione? Manierismo? Non so, ho trovato un po’ forzate descrizioni e metafore, come la barista, forse bastava una sola delle frasi che usi, tutte strepitose, sia chiaro, per caratterizzarla benissimo. O forse le potevi usare distanziate.
    A parte i miei gusti, penso che sia abbastanza obiettivo che sei bravo.
    La storia diventa interessante.
    Ciao ciao

    • Grazie per il commento. Non è nel mio carattere ostentare e per usare del manierismo bisogna avere capacità che io non ho. Mi piacciono i dettagli e trovo che gli scrittori migliori siano quelli che sanno vedere e puntare la lente d’ingrandimento sui dettagli, per colorire il racconto. L’unica cosa che faccio è tentare di ispirarmi ai grandi.

  37. Avevamo lasciato il protagonista in difficoltà, con il suo “ritmo” ,e in questo episodio lo ritroviamo solo nelle ultime righe… Al contrario, hai dato ampio spazio alla descrizione – suggestiva e particolareggiata – di questa strana discoteca. Allora pongo una domanda: quale peso/ruolo ha la discoteca nel prosieguo del racconto?
    voto che è di ritorno da un’escursione.
    ciao
    🙂

  38. Ciao,bello tutto,forse un pò meno la discoteca,cosa per la quale avevo votato, ma nel “dove eravamo rimasti” risulta vincente il letto d’ospedale col 43%,o erano pari e li non si vede? Insisto a votare per la presenza di una donna, mi pare molto più interessante di una escursione in montagna, e una casa può averla lo stesso.
    Buona serata e a presto

  39. Di ritorno da un’escursione in montagna.
    L’incipit mi aveva incuriosito ma non mi era chiaro, questo secondo capitolo è meno criptico ma non meno affascinante. Mi è piaciuto molto, ho solo trovato un po’ lunga la descrizione dei monti. Graziosa ma lunga. Bellissima la descrizione di Hal 9000 e del suo “equipaggio”.
    Alla prossima

  40. Mi sono precipitata a leggere il seguito non appena ho ricevuto l’alert via mail, ero proprio curiosa! Complimenti per la descrizione, ho avuto la sensazione di essere nel locale. Mi hai spiazzato con le opzioni, non so perché ma mi aspettavo qualcosa che avesse a che fare con la musica, tipo che lui suoni o canti e, per questo motivo, fosse lì, forse sono influenzata dal titolo 🙂 Non mi sembra il tipo che “corre” dietro alle donne per cui voto la casa nelle vicinanze, più che altro perché mi piacerebbe sapere come è finito ad abitare in quel posto 🙂

  41. Bell’inizio! Mi piace molto il tuo stile, ho letto la pagina tre volte ed ogni volta vedevo un dettaglio in più. Da come “descrivi” il protagonista sembra che sia solito avere questo tipo di problemi, inoltre la frase “non sanno che devono correre” mi ha fatto pensare a dei medici ed infermiere che sentono un allarme suonare. Ovviamente ho votato l’ospedale, spero di leggere presto il seguito!

  42. Ho pensato subito a un letto d’ospedale. Lui e il suo cuore, lui che ha imparato a “sentire” il suo cuore, a contare i battiti persi. A me è capitato davvero e ogni minuto di attesa si moltiplicava per dieci, per cento. Poi la cosa si risolve in fretta, ma resta la paura che capiti di nuovo e comincia l’ossessione di sentire il ritmo.
    Non so se questa era la tua intenzione, non so come continuerai, ma vai fortissimo con questo incipit. Bravo.

  43. Bagno di discoteca,
    Dieci minuti per uno col suo problema in ospedale sono davvero troppi mentre se è in un bosco sono troppo pochi.
    Ciao Tom,
    La metamorfosi del ‘mio’ lettore/lettore in lettore/autore mi era sfuggita!
    Bell’incipit, interessante e originale, vediamo come prosegue, anche se credo di doverti dare una delusione: non ti faremo raccontare la sua storia, racconteremo una storia che sarà in parte anche nostra 🙂
    Ciao ciao

  44. Ciao, benvenuto.
    Mi piace molto il punto di vista che hai scelto per raccontare questa storia, davvero originale. Bravo.
    Tuttavia… potresti tradurmi la sinossi? ossessionato dal ritmo dalla sua mancanza?
    forse volevi dire ossessionato dalla mancanza di ritmo… …. ma anche se fosse è una sinossi non chiara.
    Si trova in un bosco…

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