Storia di una vita vissuta a metà

Dove eravamo rimasti?

Chi verrà alla festa del primo maggio? Graziano (75%)

02-05-2016

Caro diario,

Ti scrivo alle due del mattino perché non posso aspettare di più: sono successe delle cose fantastiche oggi (o forse sarebbe più corretto dire ieri), ma andiamo in ordine cronologico.

L’inizio è stato “bello”: ero ancora triste da ieri notte, ma dopo oggi sto meglio.

C’eravamo tutti e abbiamo iniziato a parlare di tutto e di più: dall’ultimo fidanzato di Melanie (la zoccola del paese) alle assurdità della professoressa Miloni; il tutto condito da un paio di birre. Dopo un po’ ci siamo decisi ad accendere il fuoco, con non poche difficoltà devo dire, e abbiamo cucinato la carne, così tanta da sfamare un regimento.  E proprio in quel momento mi arriva un messaggio da Graziano. Per farti capire la mia sorpresa nel leggerlo devo fare un piccolo passo indietro.

Questa mattina, o più correttamente ieri mattina, mi aveva scritto dicendo che non sarebbe potuto venire a causa di un esame che avrebbe avuto tra pochi giorni. Invece ecco lì un suo messaggio con scritto “Perché non guardi giù?”

Allora corsi subito ad affacciarmi della ringhiera del mio grande terrazzo ed era proprio lì in tutta la sua bellezza. Okay, so che molte delle mie amiche lo trovano un po’ bruttino (Zaira lo definisce addirittura un cattivo folletto irlandese, questo solo perché è biondo-rossiccio), ma per me è indubbiamente bello. L’ho invitato subito a salire e lui non se l’è fatto ripetere due volte. Non appena è entrato nel terrazzo mi ha stretta a sé in uno strano abbraccio, inoltre, con un certo piacere, ho natato che ha dovuto trattenersi dal baciarmi e poi quando gli ho chiesto del cambio di programma ha risposto che non sarebbe riuscito a studiare pensando a me insieme ad altri ragazzi, anche se decisamente innocui.

Dopo aver mangiato e bevuto altra birra, abbiamo messo un po’ di musica per riscaldare l’atmosfera. In tutto questo mi sono dimenticata di dirti che eravamo più o meno una quarantina di persone: abbastanza per una festa a tutti gli effetti.

 Mentre gli altri ballavano e si “scambiavano effusioni” (rende abbastanza l’idea di pomiciata?), io mostravo a Graziano i posti segreti della mia campagna e nel frattempo abbiamo parlato di qualsiasi cosa: dagli anni di scuola agli animali domestici, da J-ax a Schumann, dalla filosofia alla fisica. E’ stato così facile parlare con lui. E’ riuscito a seguire alla perfezione tutti i miei discorsi contorti senza un inizio e una fine. Prima di oggi (ieri) abbiamo passato ore e ore al telefono a parlare, ma normalmente di presenza mi viene molto più difficile, invece con lui no. Una cosa del genere mi è capitata solo con altre due persone: la mia cara Celeste e Samuele. E’ difficile ammettere che ora che penso a Samuele l’immagine di Graziano appare meno luminosa. Quanto posso odiare quel ragazzo caro diario! E’ solo colpa sua se ogni mia relazione va a rotoli il suo ricordo offusca qualsiasi altra persona e tu lo sai bene! Quanti anni ho passato a struggermi per lui? Quante lacrime ho versato su queste stesse pagine per colpa sua? Non devo pensarci, devo lasciarlo andare. Graziano riuscirà a curare il mio cuore ferito? Forse. Però aspetta, ancora non sai tutta la storia.

Quando siamo arrivati alla casa senza tetto (un vecchio rudere abbandonato senza tetto e pieno di fiori cresciuti spontaneamente) ci siamo seduti a guardare lo splendido panorama che si trovava davanti a noi. Una serie infinita di verde e cemento si susseguiva davanti ai nostri occhi fino ad arrivare al mare ionio, il tutto avvolto dai colori delicati del tramonto e infine, a completare questo quadro già perfetto, delle imbarcazioni a vela si intravedevano mentre percorrevano in tutta calma questo scorcio di mare: credo non assisterò mai più ad un tramonto così bello. Mi sono girata verso di lui e… Sono scoppiata a piangere! Caro diario, ormai mi dovresti conoscere: solo io posso rovinare un momento come quello, ma purtroppo avevo delle motivazioni valide per piangere. Nel momento in cui mi sono girata verso di lui ho visto altri due ragazzi come noi in quella casa a vedere il tramonto, altri due ragazzi che si sono amati profondamente e profondamente hanno sofferto: i miei genitori. Ho visto una famiglia felice, la mia, arrivare fino a qui e guardare quello stesso tramonto ridendo e intonando qualche canzone. Ho visto mia madre che abbracciava i suoi bambini e poi l’ho vista che ci abbracciava ancora, solo che questa eravamo cresciuti, e mio padre sorrideva felice e sereno come non lo vedo da anni. le lacrime continuavano a sgorgare: piangevo un passato che probabilmente non è esistito e un futuro che non accadrà.

Graziano mi ha guardato non sapendo bene cosa fare, ma poi mi ha stretto a se, mi ha asciugato le lacrime e mi ha detto che tutto si sarebbe sistemato. Allora gli ho raccontato di mamma, della nostra famiglia, di come tutto è crollato. Lui mi ha ascoltato ed era come essere a casa, ma sappiamo entrambi che non è la prima persona a farmi sentire così…

Cazzo, un messaggio di Alice.

Ha saputo della festa!

La nostra Gemma dovrà affrontare Alice. Cosa avrà dalla sua parte?

  • Il sostegno (67%)
    67
  • La paura (0%)
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  • Il coraggio (33%)
    33
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10 Commenti

  • Ciao Giger
    Con un ritardo di sei mesi sono arrivata al tuo racconto.
    Ho letto i quattro capitoli e sono del parere che quello che hai scritto fino adesso meriterebbe avere più lettori. Il testo è scorrevole e descrivi molto bene lo stato d’animo ed i conflitti/contraddizioni della giovane protagonista. Gemma ha subito una grave e precoce perdita e deve affrontare, giorno per giorno, la complicata elaborazione del lutto. Manifesta il desiderio di disfarsi di vecchi modi di pensare, di sentire e di agire quando scrive che vuole “Una luce indipendente e forte, così forte da oscurare le stelle in cielo, qualcosa che posso trovare solo percorrendo la mia strada”. Tuttavia, si definisce “una sfigata, spirito ribelle” perché, in fondo, non ha una grande consapevolezza del proprio valore e del suo diritto alla felicità.

    PS Alcuni refusi qua e là ci sono ma non inficiano la lettura (si sa che un autore non è un buon revisore del proprio racconto 🙂 ). Da parecchio che non pubblichi, che tu abbia deciso di non scrivere più?

    • Ciao Maria,
      Leggere il tuo commento mi ha fatto davvero piacere! Continuerò a scrivere, anzi credo di pubblicare il prossimo episodio entro gennaio. Spero continuerai a seguire e a commentare la storia (i consigli sono sempre bene accetti!) 🙂

  • Il sostegno… quello di Graziano?
    Samuele ha lasciato una profonda cicatrice nel cuore di Gemma, ma temo che lei non sia ancora guarita del tutto, spero solo che con Graziano non stia attuando il gioco del chiodo schiaccia chiodo… potrebbe farsi ancor più male 😉
    Ciao 🙂

  • “L’ombra a cui nessuno fa mai caso”, bellissima metafora che nasconde una profonda riflessione. L’idea dello stile narrativo sottoforma di diario mi piace molto 😉 voto Graziano per vedere Gemma sorridere; l’ex loro introdurrei più avanti per ricreare un conflitto che in un rosa deve necessariamente esserci 🙂
    Seguo volentieri.

  • Oddio Giger, un incipit decisamente malinconico e struggente… Sei molto giovane, giusto? La contraddizione della nostra diciassettenne Gemma è decisamente molto reale.
    Alice.

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