Storia di una vita vissuta a metà

Dove eravamo rimasti?

Cos'altro vogliamo sapere di Gemma? La storia con Samuele (100%)

09-09-2016

00:30

Caro diario,

Ti avevo perso, ma ora sei di nuovo tra le mie mani quindi ti aggiorno brevemente riguardo agli ultimi mesi…

Io e Davide viviamo praticamente da soli e non vediamo nostro padre da due settimane: un nuovo tempo record.

Sto insieme a Graziano; ebbene sì alla fine ho ceduto, ma ovviamente niente può andare bene e proprio oggi abbiamo avuto un terribile litigio. Indovina un po’ di chi è la colpa? Ovviamente di Samuele. Oggi è il suo compleanno. Mi sembra ieri di averlo visto per la prima volta invece sono passati sette anni, è davvero tanto tempo. Eravamo alle medie, io ero davvero inguardabile troppo magra e troppo alta e lui… Non è mai stato particolarmente bello eppure mi è stato impossibile resistergli: lui mi faceva ridere! Nessuno era come lui. Diventammo compagni di banco e buoni amici. Lui è stato la mia prima cotta e per lui io ero una delle tante.

Sono sempre stata una sfigata.

Poi siamo cresciuti, almeno di un po’. Per lui continuavo ad essere invisibile, come per tutti del resto, ma qualcosa era cambiato. Di sicuro io ero sempre più fissata. Finiscono le medie, io ho tredici anni, è il suo quattordicesimo compleanno e lui mi bacia. Mi ha sorpresa. Era il mio primo bacio. Non sapevo cosa dire o cosa fare, ma non c’è ne stato bisogno. perché lui mi ha lasciata lì. Appoggiata ad un muro ancora ansimante, sconvolta e triste. Quel bacio non è stato un inizio, è stato una fine: io lo sapevo.

Quel bacio è stato il suo saluto.

Il suo addio.

Dopo quel giorno non l’ho visto per un intero anno. Non ci siamo scritti. Non ci siamo parlati. Non ci siamo incontrati.

Poi è di nuovo il suo compleanno. Sono decisamente una persona stupida.

 Sono andata a casa sua. Abbiamo passato tutta la notte in giro per le strade con la città tutta per noi. Non sembrava passato neanche un giorno da quel bacio eppure molte cose erano diverse. Questa volta era lui più alto di me e io non ero più una bambina senza forme. Eravamo ancora gli amici di sempre. Siamo sempre stati migliori amici. Abbiamo visto l’alba. Era un momento magico e mi ha baciata di nuovo. Dopo quattro anni mi aveva visto per la prima volta. Ero sia felice che triste: sapevo che non sarebbe durata. Con lui tutto è sempre stato temporaneo. Sapevo che nel giro di niente ci saremmo allontanati di nuovo e di nuovo avrei sofferto, mi avrebbe spezzato il cuore per la millesima volta, ma io gli appartenevo, ero, o forse sono, alla sua mercé. Come ovviamente avevo immaginato mi lasciò dopo tre mesi. Passai le vacanze di natale chiusa a casa cercando di dimenticarlo, senza ottenere il risultato sperato. E’ estate, ci incontriamo di nuovo, mi era mancato, ma a lui non ero mancata lui.

Mi ha distrutto ed io ancora lo seguivo e gli ho perdonato sempre tutto.

Io lo odio.

 Odiare non è forse peggio di amare?

L’Odio è un sentimento più forte. E’ l’odio che alimenta il mondo, non di certo l’amore.

 Dopo quel incontro ci siamo rivisti sempre per il suo compleanno. Perché non riesco a dimenticare i compleanni delle persone?

 Gli avevo scritto a mezzanotte e il giorno dopo gli ho dato il suo regalo: avevo composto un pezzo al piano per lui. Che stupida che sono stata. E’ stata tutta colpa sua. Per il mio compleanno mi aveva regalato un disegno di un piano con la mia citazione preferita, così avevo deciso di ricambiare. Pessima idea.

Credo che abbia pensato fossi patetica e come dargli torto.

Dopo quell’episodio ho provato ad andare avanti: ho frequentato un paio di ragazzi, ma continuavo a vedere solo lui.

Arriva il suo compleanno: diciassette anni. Avevo deciso di ignorare quel evento, ma non sarei stata io se non avessi fatto niente.

L’ho incontrato e l’ho baciato. Non abbiamo parlato, non ci siamo detti niente è stato il mio addio.

Aveva funzionato, davvero. Ho trovato Graziano, le cose andavano bene e poi di nuovo il suo compleanno e mando tutto a puttane.

Quest’anno mi sono ripromessa di ignorarlo, di non tornare da lui. Invece sono qui. Indecisa sul cosa fare.

Se gli parlerò con Samuele Graziano avrà ragione a lasciarmi. Se non gli parlerò non saprò mai cosa sarebbe potuto succedere.

Cosa devo fare?

Credere il Graziano, scegliere la stabilità.

Cercare Samuele, seguire il mio cuore.

Non lo so…

Dimmelo tu, ho un giorno per decidere.

Buonanotte,

La tua Gemma

Cosa fare?

  • Rincorrere Samuele (25%)
    25
  • Aspettare (75%)
    75
  • Tornare da Graziano (0%)
    0
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10 Commenti

  • Ciao Giger
    Con un ritardo di sei mesi sono arrivata al tuo racconto.
    Ho letto i quattro capitoli e sono del parere che quello che hai scritto fino adesso meriterebbe avere più lettori. Il testo è scorrevole e descrivi molto bene lo stato d’animo ed i conflitti/contraddizioni della giovane protagonista. Gemma ha subito una grave e precoce perdita e deve affrontare, giorno per giorno, la complicata elaborazione del lutto. Manifesta il desiderio di disfarsi di vecchi modi di pensare, di sentire e di agire quando scrive che vuole “Una luce indipendente e forte, così forte da oscurare le stelle in cielo, qualcosa che posso trovare solo percorrendo la mia strada”. Tuttavia, si definisce “una sfigata, spirito ribelle” perché, in fondo, non ha una grande consapevolezza del proprio valore e del suo diritto alla felicità.

    PS Alcuni refusi qua e là ci sono ma non inficiano la lettura (si sa che un autore non è un buon revisore del proprio racconto 🙂 ). Da parecchio che non pubblichi, che tu abbia deciso di non scrivere più?

    • Ciao Maria,
      Leggere il tuo commento mi ha fatto davvero piacere! Continuerò a scrivere, anzi credo di pubblicare il prossimo episodio entro gennaio. Spero continuerai a seguire e a commentare la storia (i consigli sono sempre bene accetti!) 🙂

  • Il sostegno… quello di Graziano?
    Samuele ha lasciato una profonda cicatrice nel cuore di Gemma, ma temo che lei non sia ancora guarita del tutto, spero solo che con Graziano non stia attuando il gioco del chiodo schiaccia chiodo… potrebbe farsi ancor più male 😉
    Ciao 🙂

  • “L’ombra a cui nessuno fa mai caso”, bellissima metafora che nasconde una profonda riflessione. L’idea dello stile narrativo sottoforma di diario mi piace molto 😉 voto Graziano per vedere Gemma sorridere; l’ex loro introdurrei più avanti per ricreare un conflitto che in un rosa deve necessariamente esserci 🙂
    Seguo volentieri.

  • Oddio Giger, un incipit decisamente malinconico e struggente… Sei molto giovane, giusto? La contraddizione della nostra diciassettenne Gemma è decisamente molto reale.
    Alice.

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