Una moglie troppo libera

Dove eravamo rimasti?

Il figlio bussa... Gic tenta di farlo aspettare un minutino, ma l'ingegnere è impaziente e quindi entra lo stesso (67%)

SECONDO ATTO

Non ci voleva l’inghippo. Anche perché sinistramente avverto la retorica della sua domanda. Tento di prenderlo in contropiede: “Pazienta un minutino, papà fa subito”, ma subito che? Ed infatti perentoriamente me lo fa notare: “Papà, subito? Guarda che faccio un attimo, devo solo chiederti se…” ed entra, fulmineamente entra, ed il suo gesto assume la normalità del fanciullo diventato uomo che vive quel gesto come un rito convenzionale nella somma di azioni che compongono la sua esistenza. Tento di adeguarmi all’imprevisto, fingendo noncuranza. Nascondo il cellulare fra le lenzuola e tra di esse nascondo anche me stesso, lasciando scoperto solo il busto, fino allo stomaco. E’ una strana anomalia, data l’eccessiva calura di origine afosa… e l’ingegnere me lo fa notare: “Papà, ma si muore dal caldo e tu ti copri così, ma sei pazzo? E poi sono le undici e sei ancora in queste condizioni, ma non vedi che sudi? E poi sei tutto rosso in faccia… ma che… fammi almeno accendere il condizionatore, qui è impossibile restare e poi c’è pure questa puzza di chiuso che aggrava le cose… ma dove sta il telecomando?”, tento di fermarlo dalla ricerca, ma un semplice “che fai lascia perdere, me la vedo io” potrebbe non bastare, se non addirittura peggiorare la sua perentorietà. Mi aggrappo all’unica via d’uscita per mandarlo via: le due cravatte che porta appese al polsino destro, che mi fanno intuire il motivo della sua irruzione. “Per me va bene quella a pallini rossi, si sposa bene con la camicia azzurra. Anche se, a dire il vero, il problema è proprio la camicia.” Mi guarda con fervente smarrimento, lo anticipo nuovamente. “Non sei qui per la scelta della cravatta?”

“Ah, sì… ehm ma perché non ti piacciono mai le mie camicie…” I miei suggerimenti lo stanno dissuadendo dal suo intento d’assistenza nei miei confronti. Missione compiuta. “Comunque papà sistemati eh! Io devo scappare, allora cravatta a pallini, aggiudicato. Però la camicia la tengo. Mi piace. Vado, sistemati, è tardi anche per te, sono le undici ormai!… Non trovo il telecomando del condizionatore, comunque se serve ne abbiamo un altro nel ripostiglio. Ciao.” Non dico niente, ma “ciao, un cazzo!” sarebbe stato più che appropriato. Detesto questo figlio anziano prima del tempo, che impartisce ordini e orari. Sono le undici? Cazzi miei. Non è il mio unico figlio, ma è come se lo fosse… ormai in casa esiste solo lui: è stronzo tale e quale a papà. Stronzo e carogna come lui.

Mi scopro, scendo dal letto e recupero lo smartphone impigliato tra le lenzuola. Ormai sono tutto moscio e addio sega, mentre Lid continua con i suoi messaggi provocatori e pieni di sesso e con le sue foto documentali piene di cazzo e di sborra dappertutto: giuro di non avere mai visto in vita mia un sifone così ben funzionante. Provo una certa invidia per Fulvio e per la sua resistenza… da lontano odo la porta chiudersi. E’ il segno dell’uscita di scena dell’ingegnere… però che idea! E se venissero qui? Sempre più comodo della macchina di Fulvio è, e poi così posso guardarli scopare come non mi capita da mesi. “Lid, l’ingegnere è uscito perché non venite? Avete un letto comodo che vi aspetta e un cornuto docile pronto ad accudirvi.” Chissà se accetteranno.

I due amanti accetteranno la proposta?

  • Controproposta di Lid (29%)
    29
  • No (0%)
    0
  • (71%)
    71
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8 Commenti

  • I primi due episodi non mi avevano colpito particolarmente, mentre questo terzo comincia a disvelare cosa c’e’ dietro il rapporto moglie/marito. Per me questo puo’ essere il punto di maggiore curiosita’ e interesse e non tanto la descrizione della meccanica sessuale.

  • “Ma che famiglia schifosa” ahahah come dire Lino Banfi!
    Scherzo cmq.. Interessante l’incipt ed abbastanza chiaro.
    Lidia una assanatana, il marito un vizioso.. il figlio pure geloso..
    Ok tutti da seguire.
    Intanto benvenuto, e voto per il si. Ovvio 🙂
    Seguo

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