ARCADIA, storia di un domani che verrà.

Dove eravamo rimasti?

Quale evento porterà a destabilizzare i rapporti tra Celesti e Terrestri? 1. La scoperta di un nuovo, potente carburante cambierà gli equilibri dell'economia solare provocando attriti tra Celesti e Terrestri. (40%)

Capitolo 4: l’inizio di un giorno...o l’inizio di una notte.

 Il momento di svolta per i Celesti si ebbe nell’anno 2217 in occasione del famoso “incidente della Yosemite-3”. Accade che uno spazio-cargo trasportante idrocarburi sulla rotta verso Titano, mentre sorvolava troppo vicino il pianeta Giove per un ritardo accumulato sulla tabella di marcia, entrò accidentalmente in collisione con i frammenti di una cometa che colpirono le stive della nave, incendiandone il carico. Con quasi tutti i sistemi in avaria e non potendo chiamare aiuto, l’equipaggio della nave dovette cercare un corpo celeste nelle immediate vicinanze in modo da sfuggire alla titanica attrazione gravitazionale del gigante gassoso e precipitare nella sua atmosfera.

L’unico luogo alla portata era Io, l’instabile luna sulfurea di Giove; un’opzione particolarmente rischiosa poiché, sino ad allora, nessuna nave dotata di equipaggio (se non sonde pesantemente schermate) aveva mai osato attraversare il bel mezzo della cintura radioattiva del pianeta gigante: era una condanna ad una lenta e dolorosa agonia verso la morte, ma che poteva offrire qualche speranza di salvezza.

Nonostante l’infelice primato di essere i primi umani ad atterrare su Io, i membri dell’equipaggio superstite dovettero cercare un sistema per mantenere il supporto vitale abbastanza a lungo da attendere l’arrivo dei soccorsi, nella speranza che qualcuno li venisse a cercare. Fu per loro un clamoroso colpo di fortuna vedere che la superficie di Io era il luogo di deposito di uno sconosciuto elemento cristallino che emanava naturalmente calore, e dunque facilmente convertibile in una fonte d’energia. I soccorsi arrivarono con ottimo tempismo, buona parte dell’equipaggio della Yosemite-3 riuscì a sopravvivere a quel disastro, e i soccorritori portarono con se molti campioni di quell’anomalo elemento cristallino che aveva permesso la loro salvezza.

Dopo attente ricerche condotte da scienziati di tutto il sistema Solare, venne scoperto che questo materiale era composto da una molecola esotica formata da coppie di particelle di materia e antimateria poste in equilibrio dinamico tra loro: un elemento straordinario e, al di la del suo ambiente, fortemente instabile ma dai livelli di potenza teorica a dir poco sbalorditivi. Questo nuovo tipo di minerale venne battezzato “Siderium” e la sua casuale scoperta aprì le porte agli ingegneri verso la progettazione di una nuova classe di propulsori subluminali: gli A.C.F. (Antimatter Catalyzed Fusion), motori capaci di far raggiungere ad una navicella spaziale frazioni significative della velocità della luce. Era appena sorta l’alba di una nuova età aurea dell’epopea umana nello spazio: quella dei viaggi interstellari, che avrebbero portato l’umanità alla conquista delle stelle vicine al sistema Sol; ma l’euforia iniziale dovette ben presto fare i conti con un nuovo bivio nella storia dell’umanità.

Nel 2218, approfittando della clamorosa occasione, un gruppo di coloni Celesti indipendentisti pose il primo avamposto permanente sulla luna Ganimede, rivendicando le risorse del sistema satellitare gioviano come “patrimonio dell’umanità celeste” e chiedendo la rescissione degli accordi commerciali con le nazioni terrestri (soprattutto il concordato Ares Prime) proponendo invece un patto che permettesse di decidere autonomamente della loro politica commerciale e di quella di tutti gli altri “mondi Celesti”. Contrariamente alle aspettative delle Terrestri, la gran parte dell’opinione pubblica delle colonie si schierò a favore degli indipendentisti, suscitando persino nelle vicine colonie lunari di Eagle’s Landing e Gagaringrad accesi movimenti di protesta contro le loro parassitarie politiche economiche.

Spaventate per il fronte unito formato dalle loro stesse colonie, le nazioni terrestri operarono per un pesantissimo ribasso sui valori di mercato dei minerali ferrosi importati dallo spazio, nella speranza di forzare la mano alle colonie e di riportarle sotto il loro controllo: era infatti un duro colpo per la loro economia che dipendeva quasi interamente dal commercio interplanetario. Per gli indipendentisti Celesti fu la loro occasione: in ogni colonia spaziale si accesero focolai di rivolta; colonie maggiori come quelle di Mercurio, Cerere e Vesta spodestarono i governatori locali dichiarandosi “mondi autonomi e indipendenti”.

La situazione era ormai ad un punto di non ritorno: i Celesti infatti non potevano più sopportare l’opprimente giogo delle nazioni terrestri e, col Siderium a portata di mano, avrebbero sancito definitivamente la loro indipendenza dall’egemonia del pianeta madre; dal canto loro i Terrestri avevano un vitale bisogno delle risorse delle colonie e non potevano permettersi di farne a meno, soprattutto ora che il Siderium poteva aprire l’accesso verso altri mondi di altre stelle, permettendo così all’eccessiva popolazione del pianeta di trovare la sua valvola di sfogo. Un nuovo conflitto si profilava all’orizzonte: quale fazione avrebbe scritto d’ora in avanti la storia dell’umanità?

Riusciranno i Celesti ad emanciparsi dalla Terra? O saranno i Terrestri ad imporsi?

  • 3. Si annichileranno a vicenda, solo un gruppo di esuli fuggirà dal sistema Sol alla cerca di un nuovo asilo. (40%)
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  • 2. I Celesti prevarranno sui Terrestri, relegando questi ultimi sul loro pianeta morente. (40%)
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  • 1. I Terrestri sanciranno la loro egemonia nel sistema Solare, preparando la strada per la loro ascesa verso le stelle. (20%)
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33 Commenti

  1. I Celesti prevalgono.
    Ciao dantius,
    La storia è sicuramente interessante, ciò che però mi lascia perplesso è (te l’ho già detto, lo so) la scelta di farne delle pagine di un libro di storia: questo va bene per un canovaccio, ma come stile di narrazione impedisce la partecipazione emotiva. Dov’è il protagonista da amare? Dov’è il nemico da odiare? Per quale episodio della loro vita possiamo gioire o soffrire?
    O forse è proprio la tua idea: inizi a tratteggiare un mondo, una storia, e poi, immagino in un seguito, lo popoli di personaggi. Mi sbaglio?
    Ciao a presto

    • Ciao JAW! In realtà, se ci pensi bene, un protagonista già esiste: è l’umanità. E’ vero, non ha un nome o un carattere personale definito, non ha una chiara morale ne un preciso obiettivo (o forse si, dipende dai punti di vista) ma, a tutti gli effetti , può essere considerata come la protagonista in questo tipo di storia.
      E’ vero che lo stile impedisce la partecipazione emotiva, ma non è un caso, ho voluto io stesso che acquisisse questo carattere perché, come le avevo accennato qualche commento fa, questa storia non è altro che un mio piccolo esperimento personale.
      Io NON scrivo queste pagine di fanta-storia per un fine ultimo, io sono semplicemente curioso di vedere le reazioni delle persone di fronte a scelte che implicano, virtualmente, il destino di se stessi.
      E’ un mio sadico giochino se vogliamo.
      P.S. Non nascondo però il progetto di usare il risultato di questo esperimento per storie narrative future! E questa volta intendo storie nel senso che voi convenite.
      A presto, e grazie per il commento!

  2. Io ho votato che solo un gruppo di esuli fuggirà. Continua ad affascinarmi il tuo modo di scrivere, si nota che hai basi scientifiche che amalgami egregiamente con una scrittura ordinata e pulita. Conoscendo la razza umana, terrestre o celestiale che sia, sono pronto a scommettere che gli sviluppi del Siderium saranno a scopo bellico…
    Aspetto comunque di conoscere le sorti del mondo.

    • Grazie mille per il commento! Comprendo che la fantascienza sia un genere letterario piuttosto particolare, sono felice invece che il racconto ti sia piaciuto! La mia passione per questo genere letterario mi porta a prediligere molto i particolarismi, che spero sempre non annoino troppo il lettore (il diavolo si nasconde nei dettagli 😉 ), ma sono contento per l’apprezzamento!

  3. Sagan mi ha fatto pensare a “Cosmos”, il suo documentario… ho visto l’anno scorso il remake aggiornato fatto dal grande Neil Degrass Tyson, credo sia il miglior documentario scentifico degli ultimi dieci anni.
    Ho votato per qualche batterio o virus 😉 ma mi affascina anche il nuovo carburante… sempre più interessante!

    • Sagan per me rappresenta un’assoluta pietra miliare nella mia cultura, sia nel campo della ricerca scientifica che in quello della scrittura fantascientifica (Contact resta uno dei miei film + amati di sempre!). Avevo visto Cosmos quando ancora ero bambino e già allora ne fui affascinato; Sagan riusciva a trasmettere la sua passione, sia per la scienza sia per i sogni inevitabilmente collegati al tema dello spazio, in modo unico e irripetibile. Spero che andando a vanti la storia continui a mantenere il suo interesse. A presto!

    • Grazie per il nuovo commento! Guardi, inizialmente nel primo del capitolo in questione avevo descritto la terraformazione di Marte in ogni suo più piccolo aspetto e dettaglio, ma mi sono reso conto solo + tardi che poteva essere pesante da digerire per un lettore senza troppa dimestichezza col tema (in + la descrizione mi aveva portato via buona parte dei 5000 caratteri!). Sono curioso anch’io di vedere come si svolgerà il prossimo capitolo, ho qualche idea in serbo.
      A presto!

    • Comunque, se mi permette sig. Reekee, ho potuto trascendere una certa misantropia nel vostro Incipit “Exit this Earth’s atmosphere”; posso chiederle, se non reco imbarazzo, da cosa esattamente discerne questa disaffezione per il genere umano? Voglio dire, concordo assolutamente con lei che, da quando la civiltà umana esiste (sono meno di seimila anni, tanti per noi, ma pochissimi per gli occhi dell’universo!), non ha certamente dato una grande prova di se, ma ciò non vuol dire che in futuro non potrà evolversi verso forme, costumi o filosofie migliori e integrartici. Tutto sommato, direi che in fondo (ma molto infondo) l’umanità potrebbe ancora meritare qualche possibilità…

      • Quello della mia storia è un personaggio fittizio, che non mi rispecchia in alcun modo. Definirmi misantropo è un’esagerazione!
        Nonostante tutto, penso che allo stato attuale l’essere umano abbia ancora molto da imparare. Non mi riferisco soltanto agli scienziati e agli “addetti ai lavori”, ma anche alle persone comuni.
        Sono convinto che in futuro riusciremo a risolvere molti degli attuali problemi, e sicuramente anche a compiere viaggi spaziali.
        Tuttavia ci vuole tempo, e anche sensibilizzazione.

        • Sicurissimo! Perdonatemi se sono stato troppo invadente, me ne rincresce. Sa, il mio pensiero riguardo alla scrittura è che, in fondo, quando siamo davanti ad un foglio bianco esso ci costringe a confrontarci con noi stessi; in sostanza, io ritengo che i racconti siano un po’ il riflesso del nostro io, sia dei nostri sogni e sia delle nostre preoccupazioni. Credo anche che il genere fantascientifico in particolare sia particolarmente potente in questo senso: ci costringe ad esplorare possibilità ignote, a rapportarci in un confronti diretto con ciò che oggi non è ancora ma che domani potrebbe essere; è una semplice constatazione personale, nulla di più. Detto questo, spero nuovamente che mi perdoniate se sono stato troppo importuno e, aggiungo, aspetto con impazienza nuovi sviluppi della sua storia. Salute di nuovo e buona scrittura!

  4. Massì, si accordano, sono stanco delle guerre.
    Ciao dantius,
    Non mi ero accorto del tuo rientro, in questo periodo estivo non sono particolarmente presente.
    Il tuo incipit è interessante. Trattandosi di un riassunto della situazione economico/politica mi piacerebbe se, terminata questa fase, mostrassi che quello che hai scritto è qualcosa visto o letto da qualcuno dei protagonisti del tuo racconto, cominciando così la parte narrata.
    Vedo che spesso scrivi ‘Sol’, all’inizio pensavo che fosse il nome di qualche altro sistema stellare, poi ho capito che è l’abbreviazione per Solare. È proprio necessario?

    Ciao a presto

    • Salute a voi! Non si preoccupi, io per primo sono rimasto troppo fuori dalla scena narrativa! In realtà il mio Incipit voleva articolarsi come una vera e propria pagina di fanta-storia, ma invece che essere rivolta al passato (è il classico esempio del “cosa sarebbe successo se Napoleone non fosse stato sconfitto a Waterloo”?) questa è rivolta al futuro. E’, come spiegarlo, una sorta di mio piccolo esperimento personale: voglio osservare come le persone reagiscano alle prospettive future cercando di delineare un percorso che riesca a portare il genere umano verso una situazione futura che assicuri la propria sopravvivenza; questa situazione futura è concentrata in Arcadia, che può essere visto come un sistema di comunità collettiva, un Pianeta, una filosofia, le ipotesi sono tante…fatto sta che Arcadia dovrebbe rappresentare “l’ideale umano di pace e prosperità”.
      Per ciò che concerne l’appellativo “Sol”, in realtà questo è il nome scientifico della stella chiamata “Sole”, è semplicemente un’abbreviazione utile per distinguerlo da altri possibili sistemi stellari (come “sistema Kent” per alfa-centauri, o “sistema Menkar” per α-Ceti), e poi pensavo desse un tocco di originalità al resto della trama ;-).

  5. Forse vi starete chiedendo: “Arcadia? Che significa? Cosa centra con la storia dell’umanità?”. Nel decorso del mio onnipresente studio del vostro decorso, una cosa mi è sempre rimasta chiara di voi esseri umani: nonostante la vostra natura competitiva bramate la pace e l’armonia più di ogni altra cosa, è una vostra eterna speranza, voi volete raggiungere l’utopia, qualcosa di impossibile da creare ma della cui fattibilità non vi curate: la volete e basta, sia nel piccolo dei vostri rapporti sia nelle grandi collettività.
    Arcadia è, nel vostro immaginario mitologico, il luogo idilliaco per eccellenza dove uomo e natura convivono armoniosamente alla ricerca del puro benessere fisico e spirituale. Per me invece, d’altro canto, Arcadia è il nome che ho scelto per ciò che quelli della mia specie chiamano “ecuum”, una linea temporale, un possibile futuro non ancora svolto, un futuro dove l’umanità mette da parte i propri motivi di conflitto e cerca di creare un futuro per se stessa, in amicizia e pace.
    Ma questo futuro, in questa precisa epoca, è poco più di un sussurro, un lamento distorto tra le pieghe del tempo, sta solo a voi, e alla vostra capacità di sognare un mondo migliore, riuscire a raggiungerlo.

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