Quasi realistico.

Knock Knock

Ho un mal di testa allucinante.

Non sono riuscito a dormire nemmeno mezz’ora, Drew si è ostinato a voler giocare tutta la notte, non riesco a dirgli di no quando fa gli occhioni dolci.           Il conteggio delle vittorie è intorno i 40-0 in mio favore, credo abbia preso gusto nel perdere ormai.

Come se non bastasse il mal di testa ieri sera mi son dimenticato di chiudere la finestra, quindi mi ritrovo sveglio alle cinque di mattina con ancora gli stessi vestiti di ieri,  e non mi sorprenderei di vedere un pinguino girare per la stanza considerando la temperatura attuale.

Il lato positivo c’è. ho più tempo per annoiarmi.

La casa in un attimo fu pervasa dall’aroma di un esercito di limoni, il tutto trasportato dal vapore che fuoriusciva dalla doccia, ora so come si sente un’aragosta in pentola:                                                                                                             Magnificamente.

Ancora troppo presto per uscire, e se scaldo ancora un po’ quella brioche dovrò berla. Davvero deprimente, capisci che un programma TV è scadente se viene mandato in onda in fasce orarie impossibili, e credo davvero che quello sia un cartone animato degli anni ’90…

-Dio benedica Netflix!- Lo urlo fin troppo forte, ma non si sete bussare dal piano di sotto, sono le 5:30 del mattino, la gente normale ancora dorme. Se mia madre vivesse ancora qua mi griderebbe con la sua voce stridula di riordinare la mia stanza, fortunatamente non è qui, non vorrei mai svegliare il troll che ha scelto il mio armadio come sua dimora, o un troll o u animale morente a giudicare dai rumori che vi provengono.

Mi sto annoiando troppo.

Arrivare in anticipo in università di certo non mi farà male, magari sarà pure meno noioso fare la strada a piedi.

Mi sbagliavo, non importa a che ora percorro la strada, tutto è sempre uguale, casa di Heather è sempre là come se fosse uscita da un film horror, beh credo che nessuno possa giudicare il suo senso estetico. Il vecchio uomo con la barba è sempre lì, nel vicolo che separa la stazione dal mini-market, una volta ci ho parlato, o per meglio dire, lui ha provato a parlare con me.

 Facoltà di filosofia, facoltà di lettere, facoltà di matematica; devo ancora capire quale mente perversa le abbia radunate nello stesso posto, probabile lo stesso tipo di persona che si metteva  bruciare le formiche al sole da piccolo. Terzo piano, facoltà di matematica, aula A3, la lezione poteva anche essere interessante; trattava il concetto di limite, cosa che mi ha sempre affascinato, peccato che la professoressa abbia deciso di perdere almeno 30 minuti nel cercare di far funzionare un proiettore, senza attaccare l’alimentatore, nessuno dei miei colleghi sembrava voler far cessare tale obbrobrio, non sembravano nemmeno interessati al luogo nel quale si trovavano.

Le lezioni sono scivolate via velocemente e mi ritrovo sulle scale di fianco alla mensa a mangiar un panino da solo, Drew non si vede, spero che quell’omuncolo abbia una scusa soddisfacente per avermi dato buca.

Sono finalmente a casa, esausto, flirtare con la vecchia portinaia della biblioteca è estenuante, quella donna mi seppellirà. Con un movimento che farebbe prendere fuoco a svariati libri di anatomia riesco a togliermi felpa e pantaloni nello stesso momento, in una mano ho un pezzo di pizza, nell’altra un paio di cuffie. Drew è già online, mi spiega che non si è presentato perchè ha avuto problemi alla macchina, credo che dovrebbe spiegarmi davvero il motivo per cui si ostina a scegliere quella classe, in un meta-game incentrato sull’aggressività l’utilizzo di un “Beast Master” equivale ad un suicidio.

 Cado sul letto senza forze, la finestra è là, ancora aperta che oscilla sopra il mio anso, il rumore del pc che si spegne mi accompagna nel mondo dei sogni, felice di esserci tornato, i sogni non sono mai noiosi.

Un enorme boato mi manda giù dal letto, è la sveglia.                                                   Son riuscito a dormire, meraviglioso, aver sognato Drew cavalcare uno strano leone credo sia tipo un campanello di allarme, non smetterò comunque di giocare, finchè non mi annoia almeno.

Nell’armadio non c’è nessun troll o altra bestia, il rumore era dovuto alla corrente d’aria che entrava dalla finestra, ho controllato per sicurezza anche perchè oggi è un giorno speciale, qualcosa che finalmente rompe la mia routine, è uno strazio aspettarlo per 364 giorni all’anno.

Oggi sì, oggi sono di buon umore                                                                                           -Oggi deve essere tutto perfetto- Mi esce dalla bocca mentre ancora sbadigliavo. Nemmeno il tempo di realizzare di averlo detto, sento bussare alla porta, un colpire vigoroso e incessante. Quando sembrava tutto perfetto.

Son rassegnato, spero con tutto il cuore che sia un leone e voglia mangiarmi.

 

Chi sta cercando di sfondare la porta? Qualcosa di ostile? O magari un piccione ubriaco?

  • Un branco di esseri terrificanti capitanati dalla loro regina (56%)
    56
  • Il postino (22%)
    22
  • Un leone (22%)
    22
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9 Commenti

  1. Voto per gli esseri terrificati capitanati dalla regina. Il gioco ha preso il sopravvento sulla realtà?!
    L’ho trovato davvero molto gradevole il tuo incipit, e grazie del commento perché giuro che ero rimasta a chiedermi cosa fosse un anso: un termine gergale ggiovane che mi sfuggiva? Unico appunto: più degli svarioni, sono i salti di tempo dei verbi che mi disturbano un po’, tutti i passaggi improvvisi da presente a passato e viceversa.
    E cerca comunque un’idea di trama perché se no dieci capitoli farai fatica a scriverli. E gli altri a leggerli. Ma è solo la mia opinione.
    Ciao ciao

    • Ti ringrazio per la tua opinione e per i puoi consigli, per ora la narrazione si svolge quasi interamente nella testa del soggetto, e per come la vedo io il ricordo a breve termine si intreccia quasi immediatamente con il presente, è un po’ al limite dell’accettabile il risultato, ma devo ammettere che a me piace, o almeno è così che immagino il mio pensiero svolgersi.
      La trama c’è, credo, so dove voglio arrivare, l’ho classificato come fantasy, senza nemmeno un elemento fantasy per ora, forse solo perchè con “humor” mi sembrava di sminuirlo l’enormità di film mentali che mi son fatto solo a pensare le tre possibili opzioni.
      Un ultimo ringraziamento ancora una volta per i consigli 😀

  2. Un bel racconto! La scrittura è fluida, e l’incipit è molto interessante. C’è del Joyce in questo uso della punteggiatura così caotica e molto sperimentale, e c’è inoltre un uso, probabilmente massiccio, del flusso di coscienza; lo si denota dallo stile molto cerebrale, molto introspettivo, unito ad un gusto tragicomico e satirico, che ricorda da vicino “Frammenti di una vacanza inquieta”.
    Comunque, se vuoi, passa a leggere il mio racconto, ok?

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