QUEL MALEDETTO BOSCO

Dove eravamo rimasti?

DOVE ANDRANNO I NOSTRI TRE AMICI? Da qualcuno che conosce a fondo la storia di questo strano villaggio (67%)

UN REALTÀ SORPRENDENTE

Va bene commissario– risposi con voce stanca e assonnata- vorrei tanto che questa storia finisse e il mio desiderio più grande è di fare ritorno a casa.

-Accadrà presto vedrà! –aggiunse il commissario- ma ora deve seguirci…

Salimmo sull’automobile del commissario Fisher che ci portò, non molto lontano,  davanti ad una vecchia villetta in cima alla valle.

Accomodatevi, caro commissario e caro Alfred, prego venite avanti!

– Gridò una donna– aprendo la porta d’ingresso della villa.

Era una anziana e distinta signora, capelli bianchi e raccolti, aspetto fisico gradevole  e nonostante l’età, i suoi modi  erano molto eleganti. Ci invitò ad entrare e feci la sua conoscenza, lei era nipote di Eulalia Markievicz, figlia di Eleonora Markievicz contessa della contea di Sligo, nel 1890 a  Dublino. Era sicuramente una donna molto intelligente  e colta la nobile Catherine.

Più tardi, mi invitò a fare una passeggiata con lei in giardino mentre il commissario e Alfred Suggin conversavano sul divano bevendo un buon wisky offerto gentilmente dalla contessa.

L’atmosfera  sembrava essere cambiata in positivo, ero ancora molto, molto confusa ma anche più rilassata… e Catherine con lo sguardo fisso verso un punto del cielo continuò a raccontarmi:

-Non si sa quanta curiosità rimanga nell’animo di un uomo che ha deciso di togliersi la vita, né cosa dovrebbe accadere per fargli cambiare idea. Parlo di Alfred, di colui che tutti chiamano “il matto della valle”di colui che ha sofferto nel silenzio più degli altri, di colui che ha pianto lacrime fino a far seccare le piante e le pietre di questa valle di colui che ha perso moglie e figlio e la luce dei suoi occhi, di colui che ti voleva salvare la vita e non di togliertela Morena!!! Parlo di Alfred, l’anima dei fiori e dei campi di questa valle.

Dopo aver ascoltato quel racconto, non avevo parole adeguate per poter dire qualcosa e sussurrai un timido  –mi dispiace contessa non credevo che…–

Lei  mi guardò, mi prese sotto braccio affettuosamente, e continuò:-

La storia racconta che in questo territorio ricco di foreste e di boschi vivevano nascosti i  “Donand” uno dei popoli preistorici più forti che invasero e colonizzarono l’Irlanda: un popolo particolare, fatto di gente strana, potremmo dire un popolo fatato, un tempo chiamato “Tribù della dea Danu”. Essi erano personaggi strani, pare che avessero dei poteri paranormali anche se nella normale vita erano rapitori di  belle donne, giocatori d’azzardo, maestri incontrastati del gioco degli scacchi, ma anche assassini di donne e bambini purtroppo; qualche studioso e scienziato del tempo li definì divinità immortali.

All’improvviso la contessa cambiò umore…si girò di scatto verso di me e continuò:

Ascolta… senti questi suoni, i rumori dei piedi che battono ritmicamente sulle pietre, i flauti ed i corni? Presto, siamo in ritardo, il sole tra poco salirà dal mare… Presto, sbrighiamoci… Morena!

Tutto ciò mi risultava confuso… non riuscivo a sentire quei suoni, e infine, mi chiedevo dove stavamo andando ? Cosa sarebbe accaduto? Perché tanta fretta e proprio all’alba del giorno?

Avevo ormai rinunciato a chiedere spiegazioni: il commissario Fisher e il vecchio Alfred si erano addormentati…

Mentre continuavo a pensare…la contessa con tono più forte e suadente mi ripeteva:-

forza Morena, coraggio fanciulla mia, ci siamo…stanno per arrivare e nessuno li fermerà; amano la musica e adorano ballare nella natura circostante, a loro piacciono le belle donne come te…ti prenderanno o forse no…Morena…-

Morena! Morena! Mi senti? Morena svegliati!!! Accipicchia eri proprio stanca…ero stordita e spaventata da quella voce che mi chiamava che non avevo ancora realizzato fosse quella di mio marito.

 –Morena sono io… Robert !!! Ti ho portato un caffè, presto, hai l’appuntamento  con l’agenzia di viaggio; il sig. Alfred ha telefonato per la conferma. Vuole vederci per organizzare tutti i dettagli del nostro viaggio-

Ancora stordita, mi stropicciavo gli occhi, e solo dopo qualche minuto, realizzai di essere nella mia dolce e amata dimora che per quanto stretta era sicura;

Guardai mio marito profondamente negli occhi e sorridendo gli risposi:

Robert, per piacere telefona all’agenzia “Angel Travel” e comunica al sig. Alfred di cancellare la nostra prenotazione, non faremo alcun viaggio, almeno per quest’anno…vorrei restare a Milano e godermi la mia famiglia.-

Mio marito per niente sorpreso, senza batter ciglio, fece come io gli consigliai… in fondo mi amava tanto, e chi più di lui non avrebbe condiviso la mia saggia decisione!

Mentre Robert era al telefono con l’agenzia…squillò il campanello della porta: era mio figlio Samuel che tornava per il weekend…mi precipitai ad aprire e felice come non mai, sfoggiai un sorriso raggiante; lui mi abbracciò forte ed entrammo in casa.

-Mamma ho una fame da lupi! -Mi disse-

-si dice fame… figlio, ho fame, solo fame…lasciamo stare i lupi…

E tutti e tre scoppiammo in una fragorosa risata!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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43 Commenti

  • E così siamo arrivati i fondo, e tutti i miei dubbi che ti facevo ai commenti vengono spiegati con un sogno. Ero curioso di vedere come avresti concluso altrimenti, voglio dire con una spiegazione logica. Srebbe stato impossibile.
    Ti mando un caro saluto e spero di risentirti.

  • Il mio racconto ” QUEL MALEDETTO BOSCO è terminato anche se ho dovuto “stringere” molto, perchè il regolamento indicava come di prassi 10 capitoli.
    E’ stata una meravigliosa esperienza, per me, e credo per tutti; mi auguro che farete conoscere le nostre fantastiche storie al mondo, maturalmente dopo averle visionate e rese degne di nota…in fondo siamo solo degli aspiranti scrittori, ma pieni di idee e fantasia; abbiamo voglia di far sentire la nostra voce non “urlando” ma, solo scrivendo…bene o male non importa, impareremo…grazie alla gentilissima redazione, grazie a quanto hanno letto la mia storia, grazie a quanti l’hanno commentata in positivo o in negativo non importa; importante è leggere i pensieri degli altri autori e confrontarsi sempre civilmente e con educazione.Chi scrive usa la penna che rappresenta “un’ arma” in un certo senso, per combattere le ingiustizie e portare avanti i propri ideali nel mondo.
    Pertanto uno scrittore o una scrittrice deve usa un linguaggio meravigliosamente bello…perchè è quello che darà significato a ciò che vuole dire…
    io come ho già spiegato precedentemente: scrivo di tutto…ma il mio “cavallo di battaglia” è la Poesia…e vi lascio salutandovi e abbracciandovi caramente, con un mio aforisma:

    “La poesia è il mio modo di vedere il Mondo è il mio modo di Sognare…Amare,
    la poesia sei Tu che mi leggi in poche righe…
    Mi ascolti…Mi senti…ed io entro dentro di Te per restarci”
    Teresa Averta

    Grazie di cuore a tutti!!!

  • Ciao, mi sono messo a leggere e mi accorgo che hai pubblicato anche il nono, qui non mi funziona la mail, e non mi è arrivato l’avviso. In ogni caso sei velocissima. Voto che vanno da qualcuno che conosce bene la storia, credo solo a beneficio di lei, in quanto almeno Alfred dovrebbe conoscerla, e vista la confidenza anche Fisher. Anche perchè sapere di una persona cei è al corrente della storia significa che qualcuno te l’ha indicata, o che la stessa ti ha già fatto capire qualcosa.
    Ti auguro una buona notte

    • Ciao Ivano, grazie per la tua lettura, sei sempre gentile!
      Bravo hai fatto delle giuste supposizioni….ricordati che è un giallo a tinte rosa…avremo qualche sorpresa alla fine? chissà?…ahhahah…Felice e serena notte anche a te.

    • Ciao Danio ho optato per la 2° ipotesi, visto che la percentuale del voto era del 50%, Fisher effettivamente ha subito un incidente, per fortuna nulla di grave alla persona….e.Alfred ha riparato la sua macchina…vedremo come andrà finire per Morena…siamo ormai agli sgoccioli.

  • Il matto la secca.
    Ciao Teresa.
    Sono decisamente spiazzata.
    Da un lato dalla tua notevole velocità: in nove giorni sette capitoli è un ritmo piuttosto elevato.
    Dall’altro lato sono spiazzata da quanto ho letto: la storia è interessante, ci sono delle immagini poetiche (e ricorrenti tra il secondo e il sesto: le piante, il bosco), però… non sono convinta. La trama è ondivaga e poco coerente: comincia a Milano ma al solo scopo di farci sapere che Morena ne vuole scappare; i contorni dei delitti non sono chiari, c’è un massacro nel bosco e lei torna in albergo. Non pare dire nulla a nessuno e nessuno ne sa nulla. Si stupisce di questo, poi subito dopo tutto il villaggio assiste ad altri crimini. Non è chiaro. O meglio, tutto sarebbe chiaro se stessi raccontando un sogno, il tal caso ritiro tutto, a parte una cosa: non capisco e trovo in molti punti inopportuna la punteggiatura, le virgole in particolare.
    Ti chiedo scusa, non ci conosciamo e io vengo in casa tua a farti certe osservazioni. Lo ripeto spesso: le mie sono modeste opinioni personali, quando mi esprimo lo faccio perché penso di poter essere utile o che a me sia utile la discussione che si può originare.
    Ciao ciao

    • Signora Moneta, già il nome è tutto un programma, se dovessi pensare ad una moneta come oggetto(denaro) direi che ha due facce…e parto con due citazioni:
      -E’ difficilissimo parlare molto senza dire qualcosa di troppo-
      -Non vi dirò che non val nulla, se per voi è proprio tutto-
      Nessuno sa niente… Vale per tutto, dalle previsioni elettorali al successo di un film, alla buona riuscita di un evento importante per la vita, fino alla propria carriera culturale e sociale: ci sono troppi fattori in gioco, e uno di cui non si tiene conto mai…e figuriamoci nella fiction, nella scrittura e nei suoi generi: giallo, noir, avventura, racconti fantastici, fiabeschi…e quant’altro. Si è già detto molto dell’inutilità di chi si atteggia a indovino e delle previsioni di queste persone. Cercare di valutare con precisione sistemi complessi influenzati da variabili casuali e correlate tra loro, da fattori interni ed esterni e dall’imprevedibilità del comportamento umano è una follia. Anche se non ci piace ammetterlo, nessuno sa niente, compresi noi. Goldman (e lei sa chi è, visto che sa tutto) si riferiva al fatto che nonostante tutta la ricerca, l’esperienza, i gruppi di discussione e l’intelligenza di chi lavora nel settore, e ora mi riferisco alla scrittura, nessuno ha idea di come andrà un romanzo, un giallo, un libro e se poi diverrà un bestseller, prima della sua uscita. Ogni volta che proviamo a predire un risultato complesso, ci addentriamo in un campo minato…
      -con questo non voglio dirle che non ho accettato i suoi suggerimenti perché “THE INCIPIT” offre agli aspiranti scrittori come lei e me, di confrontarci e di imparare lavorando insieme in un meraviglioso contesto che ci appassiona. Ma quello che non mi ha convinta: è che si definisce “spiazzata”, e allora vorrà dire che deve cambiare “piazza”, ahimè…non è quella giusta. La cosa che mi stupisce di più, è che invece di andare di piazza in piazza, potrebbe concentrarsi un po’ di più su di sè e rimanere nella sua dimora virtuale, e migliorare lei: la digitazione, la grammatica, le ripetizioni degli aggettivi etc.etc.
      -Fatto questo breve inciso-. Non me ne voglia, a conclusione del nostro discorso sul giallo, secondo me l’autore deve distaccarsi maggiormente dal canone, e così facendo si alza una spanna come autore emergente, su altri autori più famosi perché non ha paura di reinventare, fregarsene, e reinterpretare. In un paesaggio tutto sommato asfittico e ripetitivo come quello della nostre storie, dei nostri romanzi, della nostra solita letteratura, trovare qualcuno che si libera degli orpelli, che cita Tarantino senza cadere nelle bieche tarantinate alla moda, che ambienta un libro sulla Domiziana senza scadere nel ridicolo degli emuli di Saviano, beh, insomma, vale la pena.
      P.S. Di solito non entro nelle piazze degli altri se non sono invitata ma visto che lei si è premurata di venire nella mia le ho restituito la gentilezza.
      HO LETTO LA SUA STORIA: Il giallo, la narrazione, non tratta di un parlar bello e fino, ma un parlar Vero. Un parlato da strada. La feccia del mondo così come gli eroi buoni parlano come noi ma non sono noi e soprattutto non dicono le cose che diciamo noi ma dicono quello che vorremmo dire. Che è una cosa completamente diversa. Il ritmo deve essere scattante, i dialoghi fluenti e non contorti, le parole terse indicano presto la direzione narrativa, il mood della storia.
      Buon lavoro!!!

      • Gentile sig.ra Averta,
        Innanzi tutto le chiedo scusa per essermi rivolta a lei utilizzando un’inopportuna confidenza, perdoni la mia irruenza, in genere su questa piattaforma do del ‘tu’ a tutti, come tutti fanno con me, Mi rendo conto che non è educato e me ne scuso. Mi scuso anche se ha trovato inopportuno o irritante il mio commento, evidentemente non ho valutato bene quanto potessero essere sgradevoli le cose che ho scritto. Il mio intento non era malvagio. Mi permetta di dissentire da lei su un punto: su questa piattaforma le piazze sono generalmente aperte a tutti, perché penso sia interesse dell’aspirante scrittore essere letto. A questo proposito, le assicuro che il suo commento al mio racconto sarebbe stato gradito, fosse stato pure una critica feroce. Lo avrei valutato, magari sarebbe stato lo spunto per una discussione o una riflessione. Infine la avrei ringraziata, perché penso sinceramente che le critiche siano molto più utili dei complimenti. Lei, qui sopra, mi ha comunque fatto conoscere la sua opinione sul mio racconto, opinione che ho registrato e valuterò attentamente. Qualora decidesse di ribadire il suo pensiero commentando il mio racconto le risponderò in quella sede.

        Cordiali saluti

        Moneta
        P.S.: Ma lo sa che sulla mia doppia faccia sono d’accordo con lei?

      • Mi scusi ancora signora Averta,
        Ho realizzato solo ora che lei nell’ultima parte del suo commento cita un articolo di Alessandra Minervini.
        Parole condivisibili, anche se le confesso che ho qualche dubbio che siano tutte pedissequamente applicabili come critica al mio racconto.
        Buona notte

  • Ciao,oggi giornata dedicata alla scrittura a quanto vedo. Avevo letto il quinto quando, poco dopo, mi è arrivata la mail con la comunicazione che ne avevi pubblicati addirittura altri due. Per il sesto non ho fatto in tempo a votare. Adesso ho votato che la raggiunge e la sequestra, sicuramente corre più veloce di lei, e conosce il posto. Poi voglio vedere come ne uscirà fuori. Ovviamente sai di scrivere bene, inutile che te lo dica io, però mi mancano un pò i dialoghi, che a me piacciono tanto.
    Ti auguro una buona serata.

    • Buona sera Danio!!! Grazie, sei sempre gentile; mi sto impegnando, ora che non ho la scuola; e quindi ho cercato di produrre questi 2 capitoletti. Non ti nascondo che la narrazione è impegnativa e affascinante perchè ti coinvolge completamente…sono contenta…stasera ti leggerò…dopo cena…a presto!!!

  • Ciao Teresa, allora, quella che doveva spiegarle le cose è arrivata, ma non ha saputo dire nulla, poi trasferita. Quindi adesso voto perchè sia lei a continuare le sue ricerche.
    Un solo appunto, ma il Commissario, dovevi proprio chiamarlo Basetton? Sebra uno di Topolino…
    A presto

    • Ahahahahah!!! Bravo Ivano!!! Aspettavo che qualcuno me lo dicesse; anche se è un giallo, ricorda che è a tinte rosa…bene e male, chiaro e scuro, noia e allegria, gioia e simpatia…e tu credimi sei uno gran simpaticone…l’ironia c’è sempre…altrimenti diventa troppo serioso…non mi abbandonare…stasera ti leggo…a presto!!!

  • Ciao, ho votato per qualcuno che le apra gli occhi, gli altri due mi sembravano non in riga, lei ha deciso di restare, e perchè dovrebbe mettersi in discussione? Non è il catalizzatore che ha dato inizio a tutto…oppure si?
    Una cosa che io amo molto sono i dialoghi, e questa volta non ce ne sono…alcuni li reputano superflui nei racconti brevi, ma a me piacciono sempre.
    E adesso vediamo come continua.
    Ti auguro un buon fine settimana

    • Sempre perspicace ivano e mi piaci per questo…ancora c’è silenzio nella mia storia…forse troppo…ma sai bene che il silenzio può essere l’anticamera di molteplici realtà…aspetta e vedrai…a presto!!!

  • Credo che Morena abbia bisogno di qualcuno che le apra gli occhi. Ciao e al prossimo.

    ps: se posso permettermi, cerca di non essere troppo veloce nel pubblicare. I lettori di TI sono attenti e preparati, ma non amano la fretta 🙂

    • Buongiorno Dario…hai ragione…mi piace nei racconti…come d’altronde nei “gialli”…giocare con gli equilibri delle situazioni…una calma…una forte…una rosa…un noir…etc….si mi piace essere dinamica e sorprendente…ne vedremo delle belle…o delle brutte…chi lo sà!!!
      buona lettura e buona scrittura a te…a presto

  • Ciao, l’altra volta ho sbagliato, nelle tue opzioni credevo che “battere il cuore” fosse per qualcosa di romantico, e non di spaventoso. Stavolta ho votato perchè ci sia un serial killer, e te lo motivo: Se fosse un posto misterioso e maledetto, anche se tu lo nomini così, avresti scelto horror, e non giallo, e se fosse abitato da bestie feroci, magari doveva essere noto, e la gente avrebbe già preso provvedimenti. Ma forse a qualcosa non ho pensato, e avrò sbagliato ancora. Un’ultima cosa, tu parli di alcuni corpi di uomini e bambini feriti, dilaniati. Mi fa pensare quel “feriti”,e qui però posso essere ignorante io, si può dire “ferito” anche di una persona morta? Altrimenti sarebbe stato saggio chiamre dei soccorsi. Sono curioso di come evolverà la sua permanenza in Irlanda. Mi sono ripromesso che prima di morire ci devo andare, non sono malato, ma qui il tempo passa e ancora non riesco a programmare questo viaggio.
    Ti auguro una buona giornata.
    A presto

    • buongiorno Ivano,sono felicissima che tu stia seguendo la mia storia; è legittimo che tu mi ponga delle domande molto intelligenti peraltro; infatti vedrai che ti sorprenderai molte volte…vedo che sei un grande osservatore della scena ma anche di come viene descritta:infatti quel “corpi feriti” è una chiave molto importante…per capire il prosequio del racconto…si perchè il sangue ancora vivo che io ho visto…nel bosco…non mi portava a pensare e a credere ancora che quelle persone sono morte…ma erano morti veramente…chissà? Lo scopriremo solo vivendo…ahahahhah…scherzo solo leggendo…aggiungo che l’Irlanda è mervigliosa…terra da scoprire e da vivere…felice giornata caro e buona scrittura!!!

    • Ciao Danio e Grazie per le parole di apprezzamento verso il mio racconto…io generalmente scrivo poesia…e dicono, gli altri che sono bravina…ma sinceramente con i racconti è la prima volta che mi cimento…speriamo bene…

  • Ciao benevenuta…
    “Morena una donna giovane, con tutte le carte in regola per esser felice… ma non era così.. Accipicchia, il suo atttico con mega vista non la soddisfava.. 😉
    Per cui l’ opzione vien spontanea… : alla ricerca di novità.
    Seguo.
    In bocca al lupo.

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