ROMANZO POPOLARE

Dove eravamo rimasti?

La fine è dunque arrivata. Si parla di cosa dopo? Progetti futuri (100%)

Come dipingere un amore

Immergo il pennello nella tavolozza , mille crini di cavallo si tingono di grigio canna di fucile.

La tela è coperta di nero e varie gradazioni della mia anima nefasta.

Schizzi di rosso brillano solitari alla luce della lampada sulla mia scrivania.

Il sangue della guerra e i suoi morti si fondono con un paesaggio scheletrico, vittima innocente della follia dell’uomo. Gli alberi contorti innalzano i loro rami al cielo come dita morenti che tentano di afferrare l’anima che si innalza a Dio.

Un  sole nero tramonta centrale, i raggi ametista si stagliano su un cielo verde chimico, le nuvole rigonfie di pioggia radioattiva pulsano purpuree pronte a rilasciare sulla terra i loro umori mortali.

Solitaria, dipingo una cornacchia, il capo basso verso bolge di soldati che marciano.

Due eserciti si fronteggiano nel mezzo, composti da uomini di ogni era.

Cavernicoli con pietre fra le mani, romani che marciano schiacciati a testuggine, barbari che calano con la loro rabbia sul nemico.

Un gruppo di cavalieri, le armature d’oro scintillano sotto i raggi del sole morente.  

I cavalli bianchi con la criniera bianca sporca di fango e paura si stagliano sulla compiangine a piedi, armata di alabarde e armature in cuoio borchiato.

Più avanti compatti un drappello di fanti di linea suda sotto il peso dei cappelli. Le canne degli archibugi riflettono gli spari dei falconetti da sei libbre , i mortai a calce sparano senza sosta.

Un plotone di granatieri prussiani si dispone in tripla fila, le baionette puntate di fronte a sé, pronti per sparare ad onda.

Il terzo reggimento di alpini salta lungo i costoni di una montagna, le armi in pugno. Il tenente carica l’MG42 con foga, pensando forse alla moglie casa.

Soldati in mimetica si dispongono sul fronte in una formazione a diamante, il soldato di terza con la maschera anti gas sul volto e un mitragliatore in mano apre il fuoco.

Uso l’oro per tracciare i bossoli da 5.56 volare nell’aria.

Sullo sfondo, al centro, bombardieri scuri volano su centinaia di città, abitate da milioni di piccole persone.

Gli aerei sganciano su un gruppo di spauriti civili i loro carichi di democrazia incapsulata in bombe da 150 chili a frammentazione multipla.

Nel centro pulsa, freme, combatte un intricato gruppo di uomini, il sangue dei feriti ne macchia i volti, il grigio dei morti offre loro un piedistallo perfetto per colpirsi con forza. non esiste distinzione di razza, d’epoca storica, di armamento o ideologia. Tutti si uccidono e muoiono nello stesso istante.

La linea dell’orizzonte è delimitata da un fiume schiumoso che scende verso sinistra, al suo interno orde di carcasse animali ricopre le sue acque, creando onde verdi colpite da una tempesta solitaria.

In mezzo al quadro, in primo piano, ci sei tu, di spalle.

Il tuo volto è girato a tre quarti, solo il tuo occhio sinistro è visibile.

I tuoi lunghi capelli biondi si azzuffano fra loro come dei soldati al fronte, quando ormai è inutile sparare e ci si attacca con le unghie e con i denti.

Dal tuo occhio scende solitaria una lacrima che scolpisce la tua pelle chiara ed efebica. 

Le pennellate si susseguono come coltellate sulla tela, pian piano l’olocausto emozionale che mi vive prenderà forma.

Il giallo e l’arancione si mescolano e si posano sulle mille e mille bocche da fuoco delle armi, in un crogiolo di facce e bocche che urlano.

La terra di Siena bruciata si mischia al grigio antracite del fumo che inonda le città in lontananza. 

Con l’avorio sfumo i palazzi che crollano e bruciano, mi aiuto con il pollice per dare l’effetto voluto a quella morta immemore.

Sullo sfondo la terra è squarciata dal fuoco di Marte, dalla spaccatura fuoriesce una mistura grassa di bianco, giallo e rosso, mista al nero pallido dei corpi carbonizzati.

Sulla destra invece, sul limitare della foresta che brucia, fra gli alberi schiantati dalle bombe, si erge Urano, intento a divorare i suoi figli.

Gli occhi bianco perla mi fissano, da distante, quasi preveggendo il mio futuro.

Stacco il pennello dalla tela, lo immergo nuovamente nel nero della notte, e lo poggio nuovamente sull’angolo in basso a destra della tela.

Un breve tratto di mano.

Lode all’amore.

Mi allontano dal quadro, osservando l’opera.

Nonostante la morte che pervade la tela, sorrido.

Perché so che solo tu saresti capace di cogliere un piccolo dettaglio che ripercorre tutta la rappresentazione.

Ogni uomo presente, ha il mio volto.

***

Eccoci giunti all’ultimo capitolo ragazzi!

Per il prossimo futuro sto valutando se riportare Violenza&Trashate al fine di aumentare la platea che mi segue (Grazie per l’ottima metafora Danio), oppure un nuovo racconto, per puntare sempre più la Qualità interna del racconto.

Insomma, sono diviso fra “investire” di più su un maggior seguito o su una maggiora cura non solo del testo, ma di ciò che questa può trasmettere.

Nel dubbio, stay strong ragazzi!

Vi aggiungo il link dove scaricare Romanzo Popolare in forma completa! Salutiiii

https://www.dropbox.com/s/m4sqbe9vj3hjac5/Romanzo%20popolare%20completo.odt?dl=0

Categorie

Lascia un commento

37 Commenti

  1. fra i campi che costeggiano casa tua…dove forse quel pianoforte smetterà di suonare…

    ottimo capitolo, rimango sempre sorpreso da quanto cuore ci sia in queste parole.
    un solo, trascurabile appunto. rileggi una volta in più.
    certi errori veniali d’ortografia, possono scalfire la prosa come un coltello che lacera un foglio di carta 🙂
    scrivi troppo bene per subire una simile onta, buona giornata.

  2. “Ho rinunciato da anni ad essere una stella per trasformarmi in un pianeta”.
    Bellissima metafora.

    Oramai arrivati al sesto episodio si può cominciare a farsi alcune domande.
    Si cela qualcosa dietro l’atteggiamento del protagonista? C’è forse qualche avvenimento oscuro che il protagonista sa che dovrà accadere? O i suoi pensieri sono frutto di una personalità forse anche eccessivamente sensibile?

    Conoscendoti ho l’impressione che lo scopriremo solo all’ultima pagina.

  3. Ti ho scoperto solo al quinto episodio, ma ti seguirò con piacere fino all’ultimo. Racconto molto interessante. Ho votato per una partenza inaspettata che magari smuoverà un po’ le cose, forse se lei sapesse che Ema non è così tanto presente, farebbe prima i conti con se stessa.

  4. Veramente triste (finora) …

    Ma tanto tanto … a volte rifletto sul fatto che l’essere indifferenti sia un vantaggio rispetto a tutto questo dolore. Insomma tante cose potrebbe fare il tuo protagonista, però si incaponisce nei suoi pensieri, come fumi di lava, invece di andarsene e fare altro …

    Il che lo rende interessante ma automaticamente molto masochista. E ok che è noto ai più la mia sensibilità variegata come un gelato confezionato però riesco a sentire comunque il suo dolore. Almeno per la durata del racconto anche se ci si chiede quanta realtà raffiguri … Boh, forse …

    Molto masochista. Molto romantico. Molto strano (per me). Forse anche livelli di eccesso per me che nonostante tutto ho un livello di sopportazione alto.

    Byeeee

  5. Concordo con Danio. Un errore ortografico è come la stonatura di un concertista. Lascia dietro di sé una fastidiosa dissonanza.
    A parte questo trovo il resto veramente poetico e mi incuriosisce vedere dove ci condurrai nei prossimi capitoli.

  6. Dal lieve riflesso della luce nella tua stanza posso vedere la tua ombra che danza sui vetri.

    Un piccolo appunto: una storia così bella e melodiosa, dovrebbe essere curata meglio nella punteggiatura. Nulla di che, per carità, ma una lettera sbagliata ha il potere di distruggere una frase.
    Ciao e a presto 😉

  7. Fu nostalgia di te a cogliermi un giorno per strada.
    Ciao, non c’è nulla di più straziante di due persone che si amano ma non riescono a stare insieme, l’amore non bussa prima di entrare, non chiede permesso e spesso varca la soglia nel momento sbagliato, rendendo un amore “impossibile”.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi