Un tatuaggio è per sempre

Dove eravamo rimasti?

Cosa deciderà di fare Mario? Chiama il cellulare riservato alle emergenze (75%)

La telefonata

– Questa è la segreteria telefonica di Samuel Studio Tattoo, al momento non possiamo rispondere, lasciate un messaggio dopo il segnale acu-

Mario pigia improvvisamente simbolo rosso e fissa lo schermo del suo smartphone. Il cuore adesso sobbalza e sembra arrampicarsi fino in gola. Cerca disperatamente, deglutendo ripetutamente, di ricacciarlo giù, al suo posto. Sembra funzionare, per il momento. Porca miseria, pensa. Che faccio? E pensare che a quest’ora, magari, avrebbe già avuto tatuato un pezzo di orecchio della tigre. Ed invece eccolo qui. Mario lo smilzo, così lo chiamano dalla quinta elementare. E di conseguenza, anche se non ha mai capito cosa c’entri, Mario lo stupido. Mario il codardo. Mario il cagasotto. In effetti, a guardarlo bene ora, un po’ cagasotto è. Mario l’incazzato nero. Nessuno l’ha mai apostrofato così eppure questo, al momento, è il suo stato d’animo. Guarda nuovamente lo schermo del telefono. Deve prendere una decisione veloce, non può stare tutto il giorno a fissare, disperato, una porta chiusa. La signora del negozio accanto continua a pulire i vetri e si ferma, ad intervalli regolari, ad osservarlo. Forse il suo atteggiamento le può risultare bizzarro. Dimenticava. Mario lo sfigato. Si prepara mentalmente un discorso per la segreteria, che odio parlare al nulla! Un paio di anni prima aveva provato a lasciare un messaggio alla segretaria del medico di famiglia. Aveva urgenza di un certificato per frequentare la palestra New Gym, che mai aveva avuto il coraggio di frequentare, ed era incappato nel maledetto nastro registrato. Non era riuscito nemmeno a scandire il proprio nome e cognome ed aveva biascicato la parola “certificato”. Non ne può più di questa versione di sé stesso, vuole cambiare, vuole crescere, vuole sapere sempre cosa fare, non vuole più avere esitazioni. E’ certo, Mario, che se avesse già avuto la tigre sulla schiena sarebbe riuscito a lasciare il messaggio senza battere ciglio. Decide quindi di sfoderare l’assetto da guerra. Chiamerà nuovamente e lascerà un messaggio in segreteria almeno decente, una cosa tipo “Buongiorno, sono Mario Bodini, avevo appuntamento oggi per un tatuaggio ma il negozio è chiuso, il mio cellulare è 338798215, fatemi sapere qualcosa, grazie”. Mario ripete, nella testa, la conversazione immaginaria tre volte e più la ripete a sé stesso più sembra funzionare.

Prende una boccata d’aria e compone il numero, le dita leggermente tremanti. Apre la bocca per essere pronto a sparare i suoi proiettili.

– Si, pronto?

Mario spalanca gli occhi e chiude la bocca temendo che venga fuori, sparata, la frase appena preparata. Porca miseria, è la voce di una ragazza, ma cosa ha fatto di male oggi?

– Pronto? Chi è?

– Ehm, buongiorno, sono Mario.

– Scusa ma Mario chi?

– Ah sì, ecco, Mario, mi devo fare un tatuaggio, cioè, una tigre, io, vabbè, insomma, ho trovato chiuso!

Mario prende fiato cercando di non stramazzare al suolo. Ci manca solo questa, oggi.

– Un tatuaggio? Ah, ma allora vuoi parlare con Samu, giusto?

– Eh, sì, io credo di sì, ho appuntamento con Samuel dello Studio Tattoo, io-

– Senti, io non so nulla di questa roba, me l’hai già detto, il tatuaggio e quella roba lì, va bene, che ti devo dire io? Comunque Samu adesso non può rispondere, vuoi lasciargli detto qualcosa?

– Oddio, non so, io, io, ma come non può rispondere?

– Senti, ma ti si è inceppato il cervello? Scusa, eh, ma non fai che dire “io, io”!

– Io, cioè, oddio – Mario ferma la sua marcia su e giù sul marciapiede e cerca di darsi una calmata. Deve fare la voce grossa. Suo padre gli ha sempre detto di fare così quando qualcuno lo vuole prendere in giro. Si schiarisce la voce immaginandosi di essere un omone di 1.90 per 100 kg a cui un nano ha appena pestato il callo del mignolo destro del piede.

– Senti, sono qua davanti allo studio di tatuaggi e non c’è nessuno. Ho un appuntamento con Samuel per un tatuaggio e lui non c’è! Ho già dato anche l’acconto, hai capito? Devo sapere qualcosa in più, hai capito?

Nell’ultimo “hai capito” sente la voce iniziare a ritornare in versione Mario lo sfigato. Deve resistere, non può mollare proprio adesso.

– Ho capito, ho capito, bastava dire le cose con calma, eh! Mica sono la schiava di Samu! Potevi dirmelo subito che avevi appuntamento, vabbè, lo vado a chiamare.

Mario guarda, vittorioso, il suo riflesso nel vetro della porta. Sembra incredibile ma gli sembra di essere un po’ più bello. I capelli né ricci né lisci color biondo cenere incenerito sembrano avere un verso reale, gli occhi marroni sembrano addirittura color nocciola. Persino il naso piccolo sembra essersi dato importanza. E’ certamente sulla strada giusta.

Mentre attende, tronfio, sente la ragazza parlare in modo agitato, non riesce a sentire bene le parole però, ne è sicuro, c’è qualcosa che non va. Si appiccica il cellulare all’orecchio nella speranza di captare qualche suono più significativo.

– Porca puttana! – esclama improvvisamente la ragazza con la bocca attaccata al microfono del telefono.

Quale frase la ragazza rivolge a Mario per telefono?

  • Samu mi ha mandato a cagare solo perché l’ho svegliato, sai che ti dico? Risolvitela da solo! (22%)
    22
  • Oddio, sono entrate delle persone in casa mi sa, ho paura! (22%)
    22
  • Samu sembra svenuto, non lo so! Non risponde e non si muove! (56%)
    56
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49 Commenti

  • Ho votato con la maggioranza: Samu legato.
    L’episodio non è male, un filino poco realistico in alcuni dettagli, come ad esempio i dialoghi.
    Per il resto hai alzato la tensione e ciò è buono.

  • Buono anche il terzo. Bel crescendo di tensione, ben gestito senza snaturare il personaggio di Mario. Non ti attende un compito facile nel prossimo capitolo; l’imbranato non può trasformarsi di colpo in un tipo risoluto. Ho votato l’opzione preferita finora dalla maggioranza perché la nudità di Samu è un’ulteriore prova a handicap per uno come Mario. Sono curioso di vedere come la gestirai.

  • Ciao, secondo me la stanza è vuota e c’è un quadro con una tigre del Bengala 🙂 ma questo non toglie che può succedere anche qualcosa a Samuel per “complicare” la storia 😉

  • Samuel nudo incosciente e legato. Spiegherebbe perché Paola non voleva chiamare il 118 ed è scappata. Il capitolo mi è piaciuto davvero molto, forse più di tutti. nella seconda parte però avresti dovuto andare un po’ più spesso a capo, nonostante la frenesia di Mario.
    Alla prossima

  • Samuel incosciente, in ogni caso voglio che cominci un’avventura che farà crescere il povero Mario e se non trovasse nessuno la dovrebbe cominciare solo, non va bene.
    Ciao valecaramelo!
    Mi sono piaciuti questi tre capitoli, soprattutto il terzo. La storia è originale e ben scritta, più che altro, soprattutto nel primo capitolo, ho trovato la formattazione un po’ pesante (sarei andata a capo ogni tanto) e i periodi un po’ lunghi.
    È anche interessante come la storia sembri accelerare con gli eventi: all’inizio la descrizione è lenta, si sofferma in particolari evitabili e ‘noiosi’, insiste nel caratterizzare negativamente il personaggio, facendoci provare disagio per lui. Poi, quando comincia ad accadere qualcosa, sciogli le briglie.
    Mi hai incuriosita. Ti seguo.
    Ciao ciao

  • Samuel incosciente, nudo e legato al letto con delle corde ai polsi ed alle caviglie.

    Darebbe un tocco noir e perverso al racconto che non guasta mai, pur senza sfociare nel volgare.
    Ottimo capitolo, al prossimo 🙂

  • Ciao, bel capitolo, forse più del primo. Ben descritta la reazione di mario quando rispondono al telefono e lui non se l’aspettava. Ho votato la più particolare a mio avviso, qualcuno è entrato in casa della ragazza 🙂

  • Brava. Sei riuscita a portare avanti due capitoli con uno stile scorrevole e dinamico nonostante i pochi dialoghi, senza eccedere in descrizioni ma mostrando attraverso le sensazioni del protagonista. Hai studiato tecniche di scrittura? L’esperimento di descrivere le caratteristiche fisiche del protagonista per come egli stesso si vede nel riflesso del vetro è da scrittrice consumata.
    Se Samu non risponde e non si muove, Mario come può reagire? È l’occasione (per te) per lavorare sul suo (probabile) disturbo schizoide. Se ne soffre, rimarrà elusivo e freddo scatenando la reazione violenta della ragazza. Potrebbe essere il primo momento di svolta del racconto.

    • Grazie mille per i complimenti e per la tua analisi. Non ho mai studiato tecniche di scrittura, mi è venuto spontaneo descrivere il riflesso di Mario, mentre scrivevo l’ho immaginato farlo. Mi auguro di continuare ad interessare chi legge 🙂

  • Un tatuaggio non è tutta nella vita ma è sicuramente per sempre.
    Interessante la trama e come hai svolto il primo capitolo..
    Per un momento mi sono rivisto coi miei 20 anni.. in una cameretta assieme ad altri ragazzi di leva…. indeciso su cosa farmi tatuare.. se un serpente o un pugnale, alla fine non mi fece tatuare niente o quasi.
    E cmq a differenza di Mario non dovevo “rapprentarmi” in nessuno, penso che già all’epoca avevo le idee chiare di come girava il mondo….
    E sicuramente non poteva esser un tatuaggio a risolevere magicamente i miei problemi e le mie ambizioni.
    Detto questo, trovo il tuo incipit intressante e ben scritto.
    Complimenti.

    Seguo e Voto per la prima opzione,.

  • Sinceramente non saprei, potrebbe essere successo di tutto, quindi votiamo per quella più rocambolesca, ovvero delle persone sono entrate in casa della ragazza, anche se forse Samu è li nei dintorni visto che lo stava andando a chiamare…

  • Ciao,ho votato per Samu che la manda a cagare. Sono curioso di vedere come si sitemano due tipi così. Anche perchè credo che da come lo hai descritto Mario sia un tipo già segnato. Non si può affidare ad un tatuaggio di darti tutto quello che non hai avuto nella vita, e da come hai scritto abbiamo un ragazzo quasi incapace di socializzare.
    A presto

    • Complimenti per la scelta! Capisco bene ciò che vuoi dire, sicuramente Mario è segnato nel profondo da anni di scherni continui. Bisognerà vedere quanto questo periodo “buio” sia entrato in lui e l’abbia cambiato. Spero tu continui a seguire la storia per scoprirlo 🙂

  • È svenuto. Molto buono questo secondo capitolo. Direi migliore del primo. Hai descritto e reso bene lo stato d’animo e le azioni di Mario. Mi auguro che ci sia da sguazzare nel torbido nel prossimo episodio.

  • Episodio scorrevole, descritto bene le stato d’animo di Mario – gatto che si vede leone riflesso nel vetro.
    Samu se è un tipo puntuale come affermato nel primo episodio, deve avere una ragione di forza maggiore per non aprire il negozio.
    … Sembra svenuto..
    Ciao
    🙂

  • Leggendo la tua storia, molto interessante e particolareggiata, e visto che Mario è ostinato e preciso, non si arrenderà facilmente…il mistero e l’ignoto affascina sempre nelle storie…continua così…

  • Ciao,bell’inizio, chissà come gli nasce questa convinzione del tatuaggio che aiuta, non può essere solo un articolo. Magari film, o simili. Io non credo di aver voglia di farmene uno, anche perchè adesso se ne vedono molti, non sarebbe una cosa distintiva. Quelli piccoli possono essere carini, troppo grandi li apprezzo meno. Ma tornando alla storia ho votato per il telefono, con la decisione irrevocabile che ha preso non credo abbia voglia di aspettare un giorno, e se ha scelto quello di tatuatore sarà per qualche motivo logico.
    Ti auguro una buona serata, e brava, vediamo come continui.

    • Grazie per il tuo commento! Sicuramente si presuppone che, dopo lunghe giornate chiuso in casa a riflettere su come diventare “grande e grosso” abbia avuto una specie di epifania vedendo, per strada, un tipo abbastanza “duro” – almeno secondo Mario – ricoperto di tatuaggi. Al che si è tuffato sul web alla disperata ricerca di informazioni e di idee in merito. Dopo lungo peregrinare si è imbattuto nella recensione di un famoso evento legato ai tatuaggi di tale Mike Davis di Detroit. Quello scritto ha acceso in lui una lampadina, si è improvvisamente visualizzato un grande uomo tatuato, una sorta di visione del suo futuro. Ha scoperto, successivamente, che il tipo di Detroit teneva una sorta di editoriale su una rivista non molto conosciuta in Italia, “Tu sei forte!”. Non serve immaginare Mario precipitarsi in edicola ad acquistare il giornale che legge, poi, per la ventesima volta, sul letto poco prima di uscire per andare allo Studio Tattoo.

  • Mi piace come è scritto e la storia è molto interessante. Probabilmente vista l’urgenza sentita dal ragazzo la cosa più sensata per lui sarebbe di chiamare ma personalmente tornerei il giorno seguente quindi opterò per questa via. (Anche se personalmente non farei mai un tatuaggio, perché per me sono come gli elefanti, belli ma non ne vorrei mai uno mio)

  • L’incipit è decisamente coinvolgente e ben scritto, e questo ragazzino mingherlino che pensa di risolvere ogni complesso con un tatuaggio fa tenerezza e un po’ paura. mi piace molto.
    Ma la scelta delle opzioni è scontata: telefona.
    Ciao

  • Ciao Vale, chiama il cellulare riservato alle emergenze, perchè proprio è impaziente e non ci sta a perdere l’acconto tanto sudato! Incipit scorrevole e scritto molto bene. A ttendo il continuo curiosa. A presto.

  • Ciao e benvenuta.
    Timido, convinto che “avere” significhi finalmente “essere”, Mario ha investito un’energia sovrumana decidendo di tatuarsi, e aspettare un altro giorno o perdere dei soldi “sudati” sarebbe massacrante…
    Mario si fa coraggio e prova a chiamare il cell.
    Vediamo dove ci vuoi portare.
    🙂 🙂

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