A casa da soli

Dove eravamo rimasti?

Che fanno i ragazzi? Aggirano la figura e vanno verso la fabbrica. (100%)

Non la voglio la fabbrica.

“No, la fabbrica no.”

Mi dice questo Danny, mentre continua a bollire come il fondo di un vulcano acceso. 

I Toc Toc dei macellai continuano dalla casetta e da dietro la camera degli ospiti e quell’urletto dell’idiota che si scotta con la lampadina pure.

Il villaggio è sempre stato un covo di pazzi, ma non li avevamo mai visti in casa nostra. Certo, si sapeva che un giorno sarebbe successo… ma mamma e papà ci avevano insegnato bene. 

Quel malato del sindaco ha sempre parlato di bruciare i rifiuti del paese, pensavo intendesse qualcosa di diverso. Ma con mia zia non posso che essere d’accordo. 

La figura si muove e Daniel mi dice:

“Mh.”
“Denny, dove andiamo?”

Lui mi sfiora con il braccio e mi fa fumare la pelle. Trattengo un urlo di dolore e non riesco a capire che cosa lo stia bruciando. Mentre mi trattengo, quella persona si avvicina alla nostra posizione.

L’erba è alta e il buio intenso, non dovrebbe ancora averci notato.

C’è un piccolo sistema di canali di irrigazione qui, per quando mio padre decide di coltivare, ma adesso sono asciutti. Potremmo strisciare lì dentro e avvicinarci alla fabbrica. Per capire cosa causa questo odore di arrosto.

Cerco di guidare Danny verso il fosso più vicino senza toccarlo, mi sono rotto le palle di bruciarmi. Lui, stranamente, mi segue. Ha chiaramente qualcosa che non va, ma non capisco da dove venga questa malattia.

“Danny, come ti senti?”

“Brucia tutto, qui.”

“Lo so, ma tieni duro. Dobbiamo uscire da qui, poi papà ci aiuterà.”

“Papà è morto.”

Che cazzo dice?

“Papà non è morto.”

“Papà brucia, il suo grasso cola sulle fiamme. Senti che profumo!”

Danny sta delirando.

Riusciamo a raggiungere il fosso e lo seguiamo per circa cento metri, nascondendoci alla vista di quel mietitore nei campi neri. La zia, o quel corpo che abbiamo visto trascinato, sarà già alla fabbrica.

“Mh.”

Qualcosa ci guarda da dentro il fosso, ma si defila e sparisce nel campo. Chi sono tutte queste presenze?

Non è tempo di raccolta rifiuti, ma forse l’incidente ha cambiato qualcosa. I miei hanno sempre combattuto quegli schifosi, per questo viviamo nei campi. Ma non potevamo stare più lontani di così. O ci avrebbero preso prima. 

La macchina… ecco dove stava tutto. Devono averlo fatto apposta. 
La figura ricompare al nostro orizzonte e ci blocchiamo.
“Fermo Danny!” sussurro.

Respiriamo veloce, lui rantola. Così ci sentiranno.

“Mh.”

I rumori della casa sono lontani e possiamo sentire distintamente i passi di questa persona.

Ci schiacciamo per terra, il più possibile, ma il rantolo di Danny è troppo forte.

“Eccoli qui.”

Scattiamo in piedi e corriamo, almeno io. Danny sta immobile ma è un attimo prima che veniamo catturati entrambi.

Mi divincolo, ma non riesco a liberarmi e quelle quattro mani mi stringono spezzandomi la pelle. Continuo a resistere ma non posso liberarmi.

“Portiamoli su.”

Sono due e figure, ma non le vedo bene. Puzzano terribilmente.

Non sembrano bruciare quando toccano Danny. Perché?

I tagli nella pelle mi fanno male e vedo la luce del fuoco avvicinarsi, ma non capisco più nulla. Comincio a respirare fumo e tutto diventa nero.

Cosa troveranno nella fabbrica?

  • Nessuna delle due (44%)
    44
  • I genitori morti (11%)
    11
  • I genitori vivi (44%)
    44
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

66 Commenti

  • Ciao, ho letto solo ora il tuo finale.
    Anch’io, come Moneta, ho diversi dubbi d’interpretazione. Mi viene da pensare all’ipotesi del pensiero delirante… del resto il protagonista ci ha raccontato un crescendo di dettagli che hanno trasformato la realtà, o la presunta realtà, in una visione onirica…. Gli oggetti e le persone si sono deformate davanti ai nostri occhi, fondendosi e sparendo per sempre.
    Sì, se penso alla mente del protagonista come ad una mente malata tutto invece appare più chiaro, perché il delirio può giustificare l’incertezza e il dubbio.
    Ad ogni modo sei riuscito a mantenere alta la tensione fino a qui…. quindi complimenti 🙂
    Al prossimo racconto!

  • Non mi è ancora tutto chiaro, ma immagino sia inevitabile quando si entra nella mente di una persona malata. Ci lasci il dubbio di cosa sia, nel mondo del padre, quel ‘rito’ che noi abbiamo visto realizzarsi in modo così cruento. Immagino alluda ad uno ‘sposalizio’ giocoso, tra bambini. Boh, forse non è importante. Così come non so bene come interpretare il finale. Ci ho pensato su e ho concluso che alluda solo al fatto che il ragazzo sprofonda nuovamente nella propria allucinazione. Non è detto che abbia ucciso nessuno. Così come non è detto che la sua allucinazione non abbia un fondo di verità. Però, vedi, il problema è che noi lettori dobbiamo avere un punto fermo, qualcosa che dobbiamo considerare ‘realtà’. Se è la lettera, possiamo immaginare che il ‘rito’ sia qualcosa di innocuo che i genitori gli concedono, in cui recitano, per farlo uscire dal delirio. Ok, la interpreto così, facendoti però notare che è un po’ contraddittorio perché i genitori dicono di essersi allontanati. In questa ottica, l’amico del padre che si trasforma nel ‘sindaco’ cattivo fa ripartire il delirio, in cui mi immagino le parti reali rovesciate e un’altra vittima.
    Lo ammetto, sono confusa.
    Anche perché mi pare altrettanto giustificato un delirio sostanzialmente innocuo, iln cui tutta la morte è solo immaginata.
    Del resto, il finale ammicca ad un’interpretazione reale del delirio stesso…
    Sì, sono decisamente confusa 🙂

    Ciao ciao

  • Si va verso il finale e tutto brucia, esplode, smette di esistere.
    Mi ero persa un capitolo perché purtroppo alcune scadenze mi hanno tenuta impegnata altrove. Sai che non riesco a immaginare la conclusione di questa storia? Complimenti per aver mantenuto alta e costante la tensione 😉
    Ci si vede per il gran finale, a presto!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi