Il miracolo di Beatrice

Cane e gatto

‘Sono sempre stati così oppure un tempo si sono amati?’ pensava spesso Beatrice, sdraiata sul suo letto e intenta ad ascoltare la musica.’Ogni giorno è la stessa storia’ pensava ancora con gli occhi sbarrati verso il soffitto. Qualche volta una lacrima le scendeva su quelle guancie pallide, rigandole quel volto fragile come porcellana. Era sempre stata una ragazza sensibile ed ogni minimo litigio tra i suoi genitori le faceva tremare l’anima.

Era il 20 dicembre, quattro giorni prima della vigilia di Natale. Beatrice avrebbe tanto desiderato un miracolo. I suoi genitori erano in crisi da molto tempo ormai, precisamente da 5 anni…Cinque anni fa una disgrazia colpì la sua famiglia. Ali, la sorella gemella di Beatrice, morì a causa di un incidente stradale e fu proprio da quel momento che i genitori iniziarono a litigare. Ma non erano liti occasionali, erano giornaliere. Ogni giorno la stessa storia, ogni giorno la casa era piena di urla e violenza.

“Beatrice, sveglia! E’ ora!” gridava sua madre dal piano inferiore.

“Meno male che tra pochi giorni è Natale. Non ne posso più di questa scuola!” rispondeva lei, incessantemente.

A scuola tutti sapevano del suo passato e tutti erano dispiaciuti per lei. Ma a lei non interessava la pietà delle persone, voleva soltanto un pò più di affetto. Solo questo.

Quel giorno a scuola mancavano un sacco di persone. Beatrice era seduta al suo banco in compagnia della sua migliore amica Lia, l’unica che le era rimasta sempre vicino. In fondo all’aula c’erano invece Clotilde e Mary, le due ragazze più odiose della classe. Inoltre a loro nell’aula c’erano ancora altre tre persone.

Quando tornò a casa c’era un silenzio assurdo. Quel silenzio mancava da anni in quella casa. Infatti quando Beatrice entrò in casa notò che non c’era nessuno. La casa era vuota e per la prima volta Beatrice sentì un senso di pace. Non si era mai abituata a quelle incessanti urla e mai lo avrebbe fatto. In preda alla felicità prese la borsa da passeggio ed uscì di corsa per dirigersi verso il centro della città. Avrebbe comprato due regali di Natale, uno per sua madre e uno per suo padre, con la speranza che questo Natale sia diverso da tutti gli altri.

Purtroppo, dopo un pomeriggio di shopping felice, quando tornò a casa vide che nulla era cambiato. Sua madre era ancora in lacrime mentre suo padre urlava come un forsennato. All’improvviso ebbe l’istinto di scappare e non rientrare mai più in quella casa. Non le faceva bene sentire quelle urla perchè non facevano altro che ricordarle la morte della sua gemella. Insomma, anche per lei era stata una grave perdita, come se avesse perso una parte di se.

Dopotutto però decise di rientrare e di correre immediatamente in camera sua. All’inizio i genitori non si accorsero neanche della sua presenza. Soltanto dopo qualche ora la madre andò in camera sua per vedere come stava ma Beatrice fece finta di studiare. In quegli anni non sa neanche lei come fece a superare gli anni di liceo. Non aveva voglia di fare niente, soprattutto studiare.

Spesso pensieri tristi le attraversavano la mente. ‘Se mia sorella non fosse morta adesso frequenteremmo lo stesso liceo’ o anche ‘Ali era famosa per la sua buona cucina, magari sarebbe diventata una ottima cuoca’.

Proprio in quel momento tra lacrime e grida Beatrice perse la testa.

Scese di sotto e..

Cosa farà Beatrice?

  • scapperà di casa ma sarà ritrovata dopo poche ore dai genitori (0%)
    0
  • scapperà di casa e andrà a dormire da Lia (0%)
    0
  • uscirà di casa e dormirà per strada (100%)
    100
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20 Commenti

  • Eccomi qui come promesso… alcuni utili consigli ti sono già stati dati… io mi limito alle opinioni perché sono digiuno di rosa…
    Hai presentato bene il tormento alla base dei personaggi, adesso devi cercare di essere originale nella costruzione del rapporto tra i due e nella sua descrizione 😉
    Riaccompagna Bea a casa…
    P.s.
    L’incipit in media-res lo uso spesso anch’io, si inizia veloci per poi rallentare e riflettere…

  • Ciao, ho raccolto il tuo invito di leggere la tua storia. La parte che preferisco è la terza. A mio parere la storia doveva iniziare pressoché da lì, sarebbe stato un giusto prologo.
    Mi suona strano che uno sconosciuto invita una ragazza per strada nel buon interesse di compatirla, ma sarò io che sono un ragazzo molto diffidente.
    Il padre mi sembra la vera vittima che nello stesso giorno scopre il tradimento della donna che ama, perde la figlia e viene odiato dall’altra. La domanda è “perché sta ancora assieme alla moglie?”.
    Ho votato che l’accompagna a casa, mi sembra giusto così.
    Non so chi sei, ma da come scrivi (non è un modo per sminuirti) mi sembri molto giovane.

  • Una situazione di partenza purtroppo molto reale, con una coppia che scoppia perché non regge a un evento che cambia il corso della vita.
    Invece mi sembra un po’ irreale la facilità di approccio tra i due ragazzi. Forse dovresti lavorare di più nel prossimo capitolo sulla psicologia dei due, sui loro punti di contatto, sul feeling che nasce e cresce in fretta.
    Un abbraccio

    • Grazie del consiglio Perla 🙂 farò il mio meglio per assecondare i miei lettori perchè si sa che una scrittice senza lettori non è niente 😉

      Nel prossimo capitolo cercherò di concentrarmi più sulla chiacchierata tra i due ragazzi, sulle loro emozioni e i loro pensieri.

      Ps. Credo che abbiate già dedotto che ho una passione incontrollabile per Joyce e il suo stile indiretto libero xD magari in un altro racconto inserisco momenti di paralisi!

  • Hey
    Mi ha colpito il fatto che fossi già al secondo episodio con zero commenti e zero punti. Meriti di più sicuramente.
    Il tuo modo di scrivere è formalmente corretto (a meno di quegli incomprensibili “sta sera” invece di stasera). Non intravedo ancora nulla di originale nella trama, ma in fondo è ancora presto. Aspetto l’evoluzione futura.
    Intanto ti seguo e ho votato per un semplice abbraccio. Non corriamo, se il ragazzo è un angelo – come sembra – sarà molto cauto, mentre invece Beatrice non lo è stata affatto ad accettare subito l’ospitalità di uno sconosciuto. Poi, se è una storia d’amore si vedrà.

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