Il miracolo di Beatrice

Dove eravamo rimasti?

Come continuerà la storia? Marcus accompagnerà Beatrice a casa (86%)

La confessione

Parlare con Marcus mi aveva fatto bene. Mi sentivo capita, protetta, amata ed apprezzata. Sentivo di potermi fidare di lui e della sua sincerità. Per questo gli chiesi qualcosa in più sulla sua vita. In fondo non conoscevo nulla su di lui, soltanto qualche piccolo scorcio che mi aveva raccontato durante la notte.

“Non hai più nessuno che possa occuparsi di te?”gli domandai, soffiando sulle mie mani sperando di poterle riscaldare. Marcus si voltò leggermente verso di me e mi rispose cordialmente: “Ho una sorella ma vive in Spagna. Ha una vita li. Si è sposata e ha due figli. Ora vivo da solo e sto bene, anche se i miei genitori mi mancano tantissimo”. Fece una pausa e continuò: “Per questo Bea voglio farti capire che la famiglia è il bene più prezioso che ci sia al mondo. Potrai litigare con la tua migliore amica, con il tuo fidanzato ma quando litighi con i tuoi genitori non dura per sempre, può durare un’ora, un giorno ma non una vita perchè con una madre o con un padre non si può litigare”.

“E questo dove sta scritto?”

“Lo so che per te ora queste cose non hanno un senso. La famiglia stessa non ha un senso. Ma io sono qui perchè il destino ha voluto che incontrassi un’anima perduta come lo sono stato io in passato, senza genitori, senza casa, in riformatorio e con una sorella che se ne fotteva di suo fratello. La mia famiglia sono sempre stati i miei genitori, quelli che mi hanno messo al mondo, mi hanno cresciuto e mi hanno amato. Quelli che mi hanno riempito di valori e ambizioni, di giusto e sbagliato, di rimproveri e carezze. Sono loro le persone più importanti nella vita e prima lo capisci e meglio sarà per tutti voi, credimi”

Iniziavo a credere alle parole di Marcus. Sembrava così doloroso parlarne per lui, probabilmente perchè lo era. Non so come ci fosse riuscito ma mi aveva convinto. Volevo tornare a casa e cercare di parlare con i miei. Volevo cambiare la mia vita e volevo godermi una volta per tutte la mia famiglia.

“Riaccompagnami a casa” gli domandai. “Voglio andare dalla mia famiglia”.

Ascoltando queste parole provenire dalla mia bocca gli brillarono gli occhi. Intuì che il suo discorso era stato ascoltato e capito.

Durante il tragitto parlammo del più e del meno. Scoprii che era un informatico e che valorava da casa. Non era un hacker ma uno scienziato. Amava costruire nuovi prodotti tecnologici e smontare i vecchi. Sapeva riparare ogni cosa come una specie di Bob l’aggiustatutto.

Mentre camminavamo sempre più veloci per il freddo mi continuò a raccontare della sua famiglia con le lacrime agli occhi.

Quando arrivammo davanti casa le luci della cucina erano accese. Probabilmente i miei erano furiosi con me. “Forse tornare a casa non è stata una buona idea” dissi. Marcus invece mi esortò ad entrare. “Soltanto se vieni con me” gli proposi. Egli annuì, gentile come sempre.

Mentre mi avvicinai alla porta un senso di rimorso mi pervase. Suonai il campanello e subito dopo venne ad aprire mia madre.

“Bea! Finalmente! Ma che fine hai fatto? Ci hai fatto preoccupare tantissimo!”

“Ero in giro” risposi.

“In giro?”rispose mio padre furioso, lanciando un’occhiataccia anche al mio amico.

“Lui è Marcus. E’ solo grazie a lui se stanotte ho resistito..Mi ha aiutata molto e mi ha convinta a tornare a casa”

“Grazie Marcus del tuo aiuto. Vuoi del caffè per riscaldarti?”domandò mia madre.

Intanto mio padre mi prese in disparte e mi disse: “Come ti sei permessa di fuggire? Non sai che tua madre si preoccupa per te?”. Furiosa gli risposi: “Ora pensi a mia madre? E quando piange? Allora non ci pensi? Hai rovinato la nostra famiglia. Devi andartene e lasciarci in pace perchè  tu sei la causa di tutto!”

Mio padre rimase ferito da tanto odio, lo notavo. Per questo mi rispose: “Hai ragione, sono io la causa di tutto. Sono io che ho ucciso Ali, io che faccio piangere tua madre, io che ti ho fatto fuggire, io che ho rovinato la nostra famiglia”. Detto questo prese il cappotto e le chiavi ed uscì di casa, sbattendo il portone e lasciandomi da sola, allibita. Questa fu la prima volta che mio padre confessò i suoi sbagli.

Dove andrà il padre di Beatrice?

  • andrà al cimitero a piangere sulla tomba di Ali (100%)
    100
  • andrà in un night club (0%)
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  • andrà in un bar ad ubriacarsi (0%)
    0
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20 Commenti

  • Eccomi qui come promesso… alcuni utili consigli ti sono già stati dati… io mi limito alle opinioni perché sono digiuno di rosa…
    Hai presentato bene il tormento alla base dei personaggi, adesso devi cercare di essere originale nella costruzione del rapporto tra i due e nella sua descrizione 😉
    Riaccompagna Bea a casa…
    P.s.
    L’incipit in media-res lo uso spesso anch’io, si inizia veloci per poi rallentare e riflettere…

  • Ciao, ho raccolto il tuo invito di leggere la tua storia. La parte che preferisco è la terza. A mio parere la storia doveva iniziare pressoché da lì, sarebbe stato un giusto prologo.
    Mi suona strano che uno sconosciuto invita una ragazza per strada nel buon interesse di compatirla, ma sarò io che sono un ragazzo molto diffidente.
    Il padre mi sembra la vera vittima che nello stesso giorno scopre il tradimento della donna che ama, perde la figlia e viene odiato dall’altra. La domanda è “perché sta ancora assieme alla moglie?”.
    Ho votato che l’accompagna a casa, mi sembra giusto così.
    Non so chi sei, ma da come scrivi (non è un modo per sminuirti) mi sembri molto giovane.

  • Una situazione di partenza purtroppo molto reale, con una coppia che scoppia perché non regge a un evento che cambia il corso della vita.
    Invece mi sembra un po’ irreale la facilità di approccio tra i due ragazzi. Forse dovresti lavorare di più nel prossimo capitolo sulla psicologia dei due, sui loro punti di contatto, sul feeling che nasce e cresce in fretta.
    Un abbraccio

    • Grazie del consiglio Perla 🙂 farò il mio meglio per assecondare i miei lettori perchè si sa che una scrittice senza lettori non è niente 😉

      Nel prossimo capitolo cercherò di concentrarmi più sulla chiacchierata tra i due ragazzi, sulle loro emozioni e i loro pensieri.

      Ps. Credo che abbiate già dedotto che ho una passione incontrollabile per Joyce e il suo stile indiretto libero xD magari in un altro racconto inserisco momenti di paralisi!

  • Hey
    Mi ha colpito il fatto che fossi già al secondo episodio con zero commenti e zero punti. Meriti di più sicuramente.
    Il tuo modo di scrivere è formalmente corretto (a meno di quegli incomprensibili “sta sera” invece di stasera). Non intravedo ancora nulla di originale nella trama, ma in fondo è ancora presto. Aspetto l’evoluzione futura.
    Intanto ti seguo e ho votato per un semplice abbraccio. Non corriamo, se il ragazzo è un angelo – come sembra – sarà molto cauto, mentre invece Beatrice non lo è stata affatto ad accettare subito l’ospitalità di uno sconosciuto. Poi, se è una storia d’amore si vedrà.

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