L’impero

Il nuovo mondo

Immaginate un mondo finalmente riunito, un mondo dove vige la pace e dove ogni religione è libera di esistere e coesistere in un ambiente puro e sano e verde e selvaggio. Immaginate che una lunga guerra l’abbia per anni dilaniata e consumata, che non fosse rimasto più nulla della Terra se non l’arido suolo e l’atmosfera e il putrido odio. Immaginate tutto questo ed ora cercate di comprendere cosa si possa provare a possedere il mondo, questo mondo, ed essere l’artefice della suprema unità.

Ecco, l’unità raggiunta solo alla fine dei cento anni di guerra mondiale, fu conquistata ad unghiate dal generale Ariadne Mince poi divenuta la suprema conquistatrice ed infine Imperatrice del mondo. Le principali schiere mondiali si erano affidate al potere del generale, confidando in lei per la vittoria, fu così che riuscì primariamente a riunire la Germania, la Francia, l’Inghilterra e il Nord America. Le democrazie erano cadute e nella maggior parte delle nazioni aveva predominato l’anarchia, era quello il caso dell’Italia, che era stata invasa e conquistata nel nome di Ariadne. In altri paesi si erano ristabilite le monarchie da lungo decadute e in altri ancora la popolazione era stata completamente sterminata e paesi come la Mongolia e il Giappone giacevano morti ed isolati e Ariadne se ne riappropriò e le usò come basi per le sue forze militari.  Si susseguirono anni di bombardamenti ed invasioni, di complotti e di decodificazioni ma alla fine la Suprema Unità fu raggiunta e Ariadne prese il posto sul trono da ella edificato e si proclamò Imperatrice del Mondo. L’unica terra che fu lasciata libera di proseguire al di fuori delle nazioni unite fu uno staterello di poca importanza dove Ariadne ricacciava i traditori e i colpevoli di tentati contro l’umanità e lì gli isolava. Il suo impero prosperò e sembrò che il legame fra tutte le nazioni del mondo rinvigorisse la Terra. Sparirono gli appaltatori di vite e gli sfruttatori delle risorse della natura, niente più bestialità, non c’era ingiustizia che non venisse spazzata via dall’immensa bontà e compassione che riempivano il cuore della fredda soldatessa. Il commercio ritornò a fluire serenamente e le scienze ripresero il loro percorso verso il progresso, le foreste furono ravvivate e si cominciarono ad utilizzare energie alternative, gli allevamenti venivano controllati così come le agricolture e ogni legge o decreto veniva prima approvato dal popolo. Fu proprio la generosità e la clemenza nei confronti del proprio popolo che innalzò la figura di Ariadne da generale ad Imperatrice e, in alcune culture, a Dea. L’impero di Ariadne fu lungo e vigoroso, memorabile e felice e lei fu sempre ricordata per le sue magnifiche doti da stratega e da sovrana, alla sua morte l’intero mondo pianse la sua dipartita e l’unica consolazione poté essere trovata nel passaggio di testimone alla giovane figlioletta della fu Imperatrice, Ariadne II di Terra che prese il suo posto sul trono e con un sorriso accettò la sua mansione estremamente importante. A soli 22 anni le era stato concesso in dono l’intero mondo e cercò di governarlo al meglio, in soli due anni cominciò a comprendere i meccanismi che permettevano all’impero di progredire e si impadronì dell’abilità di controllare questi meccanismi e si preoccupò di mantenerli sempre ben oliati. È proprio qui che comincia la nostra storia, a due anni dall’incoronazione dell’Imperatrice e alle prime avvisaglie di protesta.

“Stanno letteralmente vivendo un’utopia che probabilmente in pochi si sono permessi di immaginare, cosa c’è che non va?” chiese irritata Ariadne al suo ciambellano

“è giunta notizia dall’estremo Occidente, a quanto pare si è venuta a creare una sorta di setta ,“I Battaglioni”, composta da ex militari, ex prigionieri e protestatori, sembrano inneggiare alla guerriglia e il dipartimento militare dell’impero sembra esserne preoccupato” spiegò il ciambellano.

Quando mai il dipartimento militare non si preoccupava? Non faceva altro, preoccuparsi dalla mattina  alla sera e procurare irritazione da parte dell’Imperatrice. Ariadne si sollevò dal suo trono e congedò il suo ciambellano, il fidato compagno della sua defunta madre e quello che riteneva essere il suo patrigno. Oggi aveva dismesso la corona, non ne riusciva a sopportare il peso, di già il luccichio del suo abito la infastidiva e non aveva bisogno di altri metalli riflettenti. Avendo passato anche la notte in bianco, era perfettamente cosciente del suo aspetto eppure la preoccupazione come un virus maligno, l’aveva già infettata. Raggiunse le stanze del dislocamento del dipartimento militare, il cui centro si trovava a Copenhagen, e in cui solitamente soggiornava il suo delegato.

Le ante le furono spalancate dai servi che controllavano la porta ed entrò senza annunciarsi. Il delegato era seduto su una poltroncina accanto al tavolo con i piedi issati sullo stesso mentre giocherellava con un soldatino di plastica. 

Quale sarà l'evoluzione delle preoccupazioni dell'imperatrice?

  • l'imperatrice non alimenta le preoccupazioni del suo ciambellano e del delegato (20%)
    20
  • Il delegato la rassicura, ha già risolto la questione (0%)
    0
  • Il delegato le annuncia un'imminente rivolta (80%)
    80
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12 Commenti

  • Legami dell’imperatrice.
    Curiosa distopia fantasy.
    Ciao… ciao chi?
    La storia sembra originale, anche se la forma non è impeccabile, meriterebbe molta più cura.
    Constato che theincipit permette di registrarsi usando come nick… cosa? Uno spazio? Diversi spazi? Caratteri speciali? E constato anche che, probabilmente per questa anomalia, la pagina mi indicava che ti sto seguivo come autore. La cosa, lo ammetto, mi ha indispettito un po’.
    Ciao ciao

  • “scese i piedi”
    AAAAAAARGGHHHH!!!!!!!!!! Mi sanguinano gli occhi, dopo aver letto quest’espressione!

    “si sedé al posto” -> “si sedette al posto”
    “Ariadne cedé sulle sue ginocchia” -> “Ariadne cedde sulle sue ginocchia”

    “era un presuntuoso figlio di buona donna”
    Questo passaggio mi è piaciuto, decisamente.

    • “Scese i piedi” è stata una bella svista ahahah; i due verbi invece, che io sappia, hanno la doppia forma sedé/sedette e cedé/cedette. Per il resto grazie di aver letto e grazie dell’attenzione, qualcosa scappa sempre 🙂

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