L’ultimo fondale

Dove eravamo rimasti?

Qualcosa di terribile sta per accadere a Tranton. Dove troverà rifugio Joshua? In un negozio (50%)

Frenesia

Ricordo ancora distintamente il calore del sangue di Kyle sulla mia pelle. Il suo corpo si era piegato lateralmente e pendeva verso di me; solo la cintura dell’auto aveva impedito che mi rovinasse completamente addosso. Al posto della sua faccia c’era un buco frastagliato di carne e ossa. Lo guardavo, incapace di muovervi. Registrai solo distrattamente un altro schiocco e poi il suono di qualcosa di metallico che impattava sulla superficie della macchina. Non riuscivo a staccare gli occhi da lui. Ero incapace di pensare e di muovermi. Lo shock immagino.

Poi qualcosa mi afferrò per le spalle. Mi voltai di scatto alzando le mani a coprire il viso, sicuro che di fronte mi sarei trovato il vecchio-lampreda e invece trovai lei. “Alzati” mi disse “Ci stanno sparando addosso.” Come a voler confermare le sue parole un altro schiocco risuonò nell’aria seguito da un altro impatto sulla portiera dal lato di Kyle. Fu abbastanza da costringere le mie gambe a funzionare. Come fui fuori dalla macchina lei mi prese per mano (nonostante la situazione non riuscii a non pensare a quanto morbida fosse la sua pelle) e iniziammo a correre. 

Intorno a noi l’inferno. La gente era impazzita. Ovunque risuonavano urla, rumore di vetri rotti e altri spari. Vidi delle cose mentre fuggivamo per la città…

Sembrava quasi di essere finito in un albo di Crossed. Conosce Crossed dottor Farragut? Immagino di no. Immagino anche che se andrà a cercare di che si tratta dopo averne letto in queste righe, non mancherà di aggiungere le mie letture alle cause del mio “tracollo mentale”. 

C’erano adolescenti e bambini che si davano al massacro. Ricordo un ragazzino, 10 anni o forse meno, affacciato ad una finestra di una casa, che sparava con una pistola ad una coppia che correva lungo la strada. Prima colpì l’uomo. Cadde a terra tenendosi il fianco e urlò in un modo che non credevo possibile. Il ragazzino sparò ancora. La donna la prese in pieno petto. Si era fermata di fianco al ferito per soccorrerlo, nonostante l’uomo la stesse implorando di mettersi in salvo. Il bambino rise per tutto il tempo e continuò a sparare. Sembrava divertirsi un mondo.

Ad un certo punto dall’angolo di una strada, comparve uno scuolabus. Venne nella nostra direzione e fu come vedere un mostro enorme che si avvicina caricandoti all’impazzata. Era un bus delle superiori. Dalla maggior parte dei finestrini ridotti in frantumi si vedeva una moltitudine di corpi che lottavano. Scie di sangue colavano dai lati del veicolo come lacrime grottesche.  Ci passarono di fianco: una meteora di sangue e urla lanciata a quelle che dovevano essere almeno 70 miglia orarie. Mentre passavano ebbi il tempo di registrare un ulteriore piccolo dettaglio. Qualcuno  teneva un coltello puntato alla gola dell’autista e rideva all’impazzata. L’autista invece non rideva. Aveva capelli dritti e gli occhi talmente strabuzzati che parevano in procinto di uscire dai bulbi oculari.

All’improvviso fummo al coperto. Ricordo solo che lei mi trascinò attraverso una porta e la luce divenne più tenue. Mi sedetti per terra, sudato come fossi caduto in acqua. 

“Qui siamo al sicuro.” disse “almeno fino a quando la frenesia non sarà terminata.”

Cercando di ritrovare una respirazione normale, alzai lo sguardo e mi resi conto che eravamo in un negozio di qualche tipo. Probabilmente un robivecchi. Sugli scaffali vidi forme di varie oggetti appena distinguibili nella penombra, ma avvertivo la presenza della polvere su tutto, quasi come fosse una cosa viva.

Lei teneva d’occhio una delle finestre, accucciata nella penombra a pochi metri da me. Penso che avrei anche potuto trovare la cosa eccitante, ma in quel momento io e il sesso abitavamo su due pianeti diversi. “Hai visto anche tu quello che ho visto io?” le chiesi. Non so come fece a capirmi visto che balbettavo come se fossi in preda ai singhiozzi. Lei si voltò verso di me. Il viso illuminato fiocamente da un leggero raggio di luce proveniente dalla finestra. “Non sei pazzo. Sta accadendo veramente.”

Lo disse così. Tranquillamente. E io le credetti. Sentii il respiro farsi più calmo, ma non il turbinio di pensieri che mi si agitavano in testa. Li trasformai in domande.

“Chi sei?” le chiesi. Lei esitò per un attimo poi guardandomi negli occhi disse: “Presto ricorderai tutto. Ricorderai anche il mio nome.” A pensarci ora quella fu la nostra prima vera conversazione. Buffo che dopo due frasi fosse già priva di ogni minimo senso. 

Senza dire altro si fece più vicina e mi prese il viso fra le mani. Un senso di tranquillità mi abbracciò la mente. A volerla descrivere direi che era una sensazione simile a quella che si prova quando ci si sveglia dopo aver dormito di gusto. Sentii le palpebre farsi pesanti. “Ora ricorderai, Joshua. Non sarà bello, ma almeno saprai.” Feci per risponderle, ma in quel momento il mondo roteò su se stesso e gli occhi mi si chiusero. Per un attimo dietro le palpebre calate vidi il volto martoriato di Kyle,  poi tutto divenne buio. 

COSA VEDRÀ JOSHUA?

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34 Commenti

  1. Uno dei racconti che più ho apprezzato da quando mi trovo all’interno di questa pagina, personaggi perfettamente caratterizzati che si incastrano perfettamente in una vicenda che non da spazio alla banalità.
    Hai veramente un talento per la scrittura e confesso che provo anche un pizzico di invidia per il modo in cui descrivi ambienti e vicende.
    Hai un fan!
    Seguo con piacere e complimenti ancora 🙂
    -B

  2. Con un incipit così, come potevo non metterti un commento? In sei righe, hai creato le premesse per una grande storia: hai plasmato un protagonista che si dichiara oggettivo ma che intrinsecamente è inaffidabile perché scrive da un ospedale psichiatrico; ti sei inventato un amico, Kyle, che pare tutto meno che innocente e naive, e ci hai avvertito che a Tranton è successo qualcosa che ha stravolto la vita di Joshua. Il bello, però, è che non ti sei limitato a un super incipit, ma hai mantenuto le premesse negli episodi successivi: bella scrittura, allusioni messe al posto giusto nel momento giusto e descrizioni spaventose che sono molto da King. Il tuo è davvero un horror ben riuscito, sai il fatto tuo. Bravissimo, davvero. Non vedo l’ora di tornare a Tranton!

  3. Mi è piaciuto tanto il modo in cui hai descritto la comparsa della bocca e la reazione del protagonista. Mi ha ricordato molto “La nebbia” di Stephen King, con gli “insetti” attaccati ai vetri del supermarket. Non immaginavo niente del genere, avrei pensato piuttosto a una visita umana. Complimenti, ho votato per urlare e urlare…dovrà pur svegliarsi Big K, non potrà mica lasciarlo lì!

  4. Ho votato per la telefonata, anche se la visita notturna mi attirava e non poco. La storia si fa intrigante, sono bloccati lì…cosa faranno adesso? E poi quella ragazza col profumo alle more (bellissimo “un profumo che metteva nostalgia”), ho come l’impressione che ritornerà nei prossimi capitoli…complimenti, la tua storia mi sta piacendo sempre di più. 🙂

  5. Mi unisco ai complimenti, la situazione è stata descritta con il giusto numero di particolari, nè troppi nè troppo pochi, il giusto per far capire lo stato d’animo del protagonista e quanto gli intriga la ragazza 🙂
    Voto per la “visita notturna” che, si sa, è sempre qualcosa di misterioso 🙂

  6. Una stazione di benzina, una di quelle immerse nel nulla lungo una strada tutta dritta, magari. Sei stato molto bravo a presentare i personaggi descrivendo il tipo di relazione che c’è tra di loro, immergendoci totalmente nel punto di vista della voce narrante. Sono molto curioso di vedere cosa succede, cosa ci porterà a quello che ci hai fatto leggere all’inizio. Bravissimo!

  7. Ho votato per la tavola calda, mi piacerebbe vederli in un tipico Fast Food americano. Comincia a esserci qualcosa di misterioso nella vicenda, mi piace il tuo modo di preannunciare gli eventi che seguiranno senza però dire nulla di esplicito (Stephen King 🙂 ). Sappiamo già che il protagonista impazzirà o qualcosa di simile, ma quali saranno gli avvenimenti che ci porteranno lì? Lo scopriremo! Complimenti, bellissimo episodio.

  8. Molto bello l’incipit…dell’incipit ^_^ La presentazione del presunto pazzo è scritta veramente bene, sembra proprio di sentire il suo essere “senza speranza” nel momento in cui mette nero su bianco quelle parole.
    Ho votato per il parente con una bella cosa, un tipo così non mi sembra uno che conosce le ragazze su internet ^_^

  9. Sei veramente veramente bravo…è fantastico come nelle prime righe rendi tutto così verosimile. Inoltre scrivi benissimo e mi sembra di notare una leggera influenza da Stephen King (che adoro). Ho votato per la fiera. Se hai voglia e tempo ti invito a dare un’occhiata al mio racconto. È un horror, potrebbe piacerti. 🙂

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