Sappho

Spigoli smussati

Le lunghe vesti sembravano strisciare sui ciottoli spigolosi da sempre, quando finalmente arrivò il momento. Non che non fossi abituata a quegli addii, ma questo nuova sfumatura dolce rendeva quel dolore totalmente nuovo. Devo confessare che mi spaesava molto.
“Cleide”
Nella piccola caletta mio marito sostava da intruso, tutto di lui urlava al transitorio, al passeggero. Quel luccichio argenteo e ridondante mal si accordava col canto del mare e l’odore della luce timida del primo mattino. Nonostante ciò quell’alba tenue sembrava addolcire la virilità solenne che lo distingueva e, insieme alla traboccante sofferenza che permeava l’aria, gli conferiva un aspetto tremolante.
“Mi trovo di nuovo a doverti chiedere la stessa promessa” disse prendendomi le mani.
Avevo già subito mille volte quella litania arrugginita e tenera al tempo stesso, ma ciò non attenuava l’intensità del momento. Nonostante quell’euforia che s’agitava al fondo, non volevo che partisse, alla fine dei conti continuavo ad amare quell’uomo. Una delle unioni più fortunate che si possano ricordare.
“Questo è il compito della mia gente, scambiamo la vita per l’oro,  il coraggio per onore…”
Di colpo sentii quella nausea familiare attanagliarmi le viscere.
“Stringimi” riuscii a sospirare prima che una lacrima mi bagnasse il volto.
Si guardò intorno, assicurandosi che fossimo soli, rispettoso e pio in ogni contesto, per poi abbracciarmi forte e a lungo, finché entrambi non fummo ebbri. In quel momento, nonostante avessi atteso a lungo quella partenza, non volevo che se ne andasse, non volevo che mi lasciasse. Era troppo presto, forse.
 Tuttavia dopo qualche tempo e un bacio fugace, mi ritrovai a guardarlo divenire un ricordo. Aspettai qualche minuto e mi riavviai verso casa, seguita dalla ritrovata scorta.
Quel dolore profondo, quell’inquietudine costante, erano come fedeli compagni: mi tenevano per mano lungo la stradina alberata e circondata dal mare che amavo tanto e che ora mi pareva solo crudele. Certo è che non poteva definirsi la stessa sofferenza di sempre, c’era un velo di zucchero, una sfumatura rosa che la disturbava. Di colpo fui attraversata da una scarica di euforia e un profumo candido mi tornò alla mente. Era l’odore salmastro delle onde e quello delle orchidee più rosee, l’odore della cetra e del frutto maturo. Ma è inutile tentare di impigliare nelle parole il trascendente. Tutto ciò che avevo sognato negli ultimi mesi si stava per realizzare. Ciò non significava, mi accorsi, che fossi felice per quell’addio come mi aspettavo, ma che quel dolore coesisteva e veniva mitigato da una nuova, nascente e traboccante tenerezza. Tenerezza che aumentava ad ogni passo verso casa, finché, alla vista delle mura, divenne imperante. Non ricordo di aver formulato più nessun pensiero di senso compiuto.
“Cleide! Siete arrivata!” disse mio fratello, accogliendomi prima che potesse farlo la servitù.
“Sì Alessandro, gradirei stare un po’ da sola adesso”
“Certamente, ma prima vi cercava Sophia”
Cercai di contenere il mio entusiasmo e non far crollare la maschera faticosa.
“Dove si trova?”
“Nella vostra camera”
Nonostante fosse mia cognata in casa aveva la stessa funzione di una dama da compagnia e ciò ci concedeva notevoli libertà. L’intensità della nostra amicizia era divenuta proverbiale e quasi canonica.
“La raggiungo, a più tardi fratellino” gli risposi con un breve cenno di saluto, affrettandomi verso le scale.
Sentivo il cuore distruggere la mente a colpi di battiti insostenibili, mentre tutto si annebbiava e ogni scalino diveniva più ripido del precedente. Ero vuota d’una pienezza indescrivibile quando aprii di scatto la porta. Nella sua camminata nervosa si sciolse ogni mia preoccupazione. Si girò di scatto, roteando le intricate ciocche d’oro, i suoi occhi erano colmi e luccicanti. Era meravigliosa.Poi quell’attimo congelato si frantumò in un improvviso abbraccio intenso, e quando infine le nostre labbra si ritrovarono pensai che il cielo aveva sempre avuto quel sapore. 

Potrà Saffo trionfare?

  • Arrivo promesso sposo di Sophia. (0%)
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  • Flashback sull'inizio dell'amore tra Cleide e Sophia. (100%)
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  • Il ritorno improvviso del marito di Cleide. (0%)
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18 Commenti

  • Passa del tempo fino all’arrivo del promesso.
    L’atmosfera è sempre molto seducente, e le immagini sull’autunno davvero ben pensate.
    Se posso permettermi, però, certe volte i tuoi periodi diventano troppo lunghi e arzigogolati, perdendo un po’ in efficacia. Ad esempio quello che comincia con “Passava tanto tempo..”, secondo me spezzate in più periodi le frasi risalterebbero meglio.
    E ogni tanto metti tre frasi per dire la stessa cosa (esempio: “quasi avessero già mangiato il frutto proibito. Il dado era già tratto e il senso di colpa già verace”), trovo che appesantisca la fluidità.
    Non ho nessun titolo per giudicare e non è mia intenzione, sono solo impressioni di lettura. Credo che sia il lato più interessante del sito, lo scambio di impressioni e suggerimenti, spero tu non me ne voglia.

    Ciao

    P.S. Dépendance con la e.

  • Lo stile di scrittura sicuramente è solido, hai una metrica e una poesia come pochi qui nrl sito.

    Unico consiglio che mi sento di darti è quello, però, di dare ai tuoi personaggi un acceno di background, della loro storia passata. Magari piccoli flashback inseriti nelle azioni potrebbero dare ai personaggi un maggiore spessore. In ogni caso complimenti vivissimi.

  • Ciao, mi piace il tuo stile di scrittura. Per ora sappiamo molto poco dei personaggi principali, spero che nei prossimi capitolo ci dirai qualcosa di più su di loro. Per ora ti faccio i complimenti! Se hai tempo e voglia, passa da me…mi piacerebbe sentire l’opinione di altri lettori. 🙂

  • Mi è piaciuta molto l’atmosfera di questo incipit.
    Per il momento tutto è molto poetico e dolce, ma mi chiedo cosa potrà succedere quando qualcuno scoprirà la passione scoccata tra le due cognate. Temo che la tolleranza non sarà massima.
    Per il momento restiamo sul dolce e scopriamo come si è accesa la scintilla.
    A presto

  • Buon giorno è benvenuta sul sito.

    Il racconto mi piace abbastanza, benchè non mi convinca appieno.

    Ho la sensazione che questo testo starebbe bene nel rosa, ma poi è solo una mia impressione. Ho poi una lieve difficoltà nel darli un tempo e uno spazio storico, ma sono certo di averci quasi azzeccato. (Antica Grecia?)

    In ogni caso ti seguo e condivido il racconto 😉

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