Sappho

Dove eravamo rimasti?

Potrà Saffo trionfare? Flashback sull'inizio dell'amore tra Cleide e Sophia. (100%)

Dolci memorie

In quel periodo dell’anno si fermava spesso alla finestra. A suo avviso c’erano due lati dell’autunno, che ognuno recepiva più o meno intensamente. Da una parte l’euforia vibrante del trapasso, i colori accesi e la novità, che tramutavano i pigri tramonti estivi in frizzanti venti del Nord. Dall’altra, il lato che più le gravava sulle spalle, c’era la decadenza. La luce moriva, i frutti più maturi sfumavano nel ricordo, la natura tossiva e il mare s’incupiva. In autunno emergeva strafottente la promessa di morte che nell’estate era bieca minaccia e nella primavera non esisteva. Forse era il momento peggiore dell’anno, poiché non presagiva speranze future. Niente più vigneti, né more o aranci. Niente sole ridente né cielo materno, soltanto fredde e irrigidite notti. Probabilmente era per questo che cercava in ogni modo di rintontirsi, di ribellarsi a quell’alone tetro che la circondava. Passava così tanto tempo a leggere pagine dagli odori esotici, cimentarsi in sonatine allegre e soprattutto a dormire,tanto che dopo un mese il confine tra il mondo reale e quello onirico diventò molto più labile.
Il nobile uomo che l’affiancava era provato dal vederla in quello stato comatoso. Lei era come una bimba ai suoi occhi, sapeva stupirsi di ciò che la circondava e appassiva col mondo che tanto amava. Voleva aiutarla ma non riusciva a comprenderla, lui era un uomo della notte, di chi si ciba del gelo e brama la rovina. Di solito infatti la lasciava sempre stare per conto suo, tuttavia quell’anno stava particolarmente male e non sopportava tutto quel dolore per la sua bimba. Decise così di accelerare l’arrivo di sua sorella, la quale sarebbe comunque dovuta arrivare in primavera per sposarsi a breve col suo promesso, scelto dopo anni dalla famiglia. Cleide e Sophia avevano sempre avuto un legame particolare, un’intesa segreta, e lui non aveva faticato a rendersene conto. Averla vicina non avrebbe potuto che giovare all’amata moglie.
Quando infatti, qualche giorno più tardi, le comunicò la notizia, Cleide apparve subito entusiasta, e lui sospirò di gioia nel vedere l’antica scintilla tornare a splendere e il dormiente entusiasmo risvegliarsi.
“Davvero?” gli disse stringendolo a sé.

Quando poi arrivò, il sole tornò a splendere.
“Mi sei mancata” si sussurrarono all’orecchio a vicenda.
All’improvviso il mondo si colorò di manti sgargianti e ogni mattino le apparve una promessa,iniziarono a passare ogni giornata assaporandone il succo più gustoso: lessero insieme poesie, fecero lunghe passeggiate discorrendo dei loro amori comuni e ridendo di ogni filo d’erba, passavano perfino ore insieme a guardare il mare e le navi lontane, immaginando le più varie storie. Il marito era entusiasta di aver ritrovato il suo sorriso e ogni sera, quando tornava a casa, rivedeva le donne che amava di più felici di essere insieme.
Tuttavia l’apparente calma era ogni notte più turbata da una nube, sempre più nera. Quando si coricava e chiudeva gli occhi al fianco del suo uomo, Cleide sentiva qualcosa di sbagliato nell’aria, un brivido forte nello stomaco. Non capiva bene cosa fosse, di certo non era il malessere che l’attanagliava tempo prima. Ogni secondo lontano da Sophia le sembrava sprecato e lo viveva fremendo, con l’euforia di chi è consapevole di star buttando un’occasione. Nel grande letto di qualche camera più in fondo Sophia si rigirava assillata da pensieri simili.
Tutto ciò continuò per qualche settimana, crescendo in modo esponenziale, finché una sera finì per esplodere in mille scintille di blasfemia.
La passeggiata del pomeriggio era stata più silenziosa delle altre, quasi echeggiasse nell’aria ciò che sarebbe accaduto la sera, quasi avessero già mangiato il frutto proibito. Il dado era già tratto e il senso di colpa già verace. Tentarono di scioglierlo leggendo, come loro solito, ma il caso (che non è tanto caso) volle che il libro che Sophia aveva distrattamente preso dalla libreria poche ore prima fosse proprio Tristano e Isotta. Con voce tremolante iniziò a decantare il loro amore  intenso ed entrambe, guidate dalle parole di chi già aveva lottato, capirono di appartenersi.
Quella notte Cleide non si agitò nel letto, non aspettò la mattina seguente. Dopo essersi accertata del sonno del marito e dei servitori nella depandace, sgattaiolò impaziente nella camera dell’amata, trovandola pronta al suo arrivo. Alla luce chiara della candela ancora accesa, Sophia la guardava emozionata, con il corpo coperto solo dalla vestaglia da notte. I seni prosperosi e i fianchi larghi si adattavano e si mostravano così bene dalle pieghe del tessuto che Cleide sentì per la prima volta il corpo aderire al sentimento del cuore con una potenza inaudita. Non si dissero una parola mentre la donna si sedeva sul bordo del letto, i loro sguardi tacevano. Nessuna baciò l’altra, i loro corpi si attrassero in modo incontrollabile, sfiorandosi prima con delicatezza il naso, poi stringendosi le mani, finché lentamente si trovarono in un bacio impossibile. 

Cosa succederà al loro amore?

  • Escogitano un modo per fuggire insieme. (50%)
    50
  • Passa del tempo finché non arriva il promesso sposo di Sophia. (33%)
    33
  • Torna il marito di Cleide. (17%)
    17
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18 Commenti

  • Passa del tempo fino all’arrivo del promesso.
    L’atmosfera è sempre molto seducente, e le immagini sull’autunno davvero ben pensate.
    Se posso permettermi, però, certe volte i tuoi periodi diventano troppo lunghi e arzigogolati, perdendo un po’ in efficacia. Ad esempio quello che comincia con “Passava tanto tempo..”, secondo me spezzate in più periodi le frasi risalterebbero meglio.
    E ogni tanto metti tre frasi per dire la stessa cosa (esempio: “quasi avessero già mangiato il frutto proibito. Il dado era già tratto e il senso di colpa già verace”), trovo che appesantisca la fluidità.
    Non ho nessun titolo per giudicare e non è mia intenzione, sono solo impressioni di lettura. Credo che sia il lato più interessante del sito, lo scambio di impressioni e suggerimenti, spero tu non me ne voglia.

    Ciao

    P.S. Dépendance con la e.

  • Lo stile di scrittura sicuramente è solido, hai una metrica e una poesia come pochi qui nrl sito.

    Unico consiglio che mi sento di darti è quello, però, di dare ai tuoi personaggi un acceno di background, della loro storia passata. Magari piccoli flashback inseriti nelle azioni potrebbero dare ai personaggi un maggiore spessore. In ogni caso complimenti vivissimi.

  • Ciao, mi piace il tuo stile di scrittura. Per ora sappiamo molto poco dei personaggi principali, spero che nei prossimi capitolo ci dirai qualcosa di più su di loro. Per ora ti faccio i complimenti! Se hai tempo e voglia, passa da me…mi piacerebbe sentire l’opinione di altri lettori. 🙂

  • Mi è piaciuta molto l’atmosfera di questo incipit.
    Per il momento tutto è molto poetico e dolce, ma mi chiedo cosa potrà succedere quando qualcuno scoprirà la passione scoccata tra le due cognate. Temo che la tolleranza non sarà massima.
    Per il momento restiamo sul dolce e scopriamo come si è accesa la scintilla.
    A presto

  • Buon giorno è benvenuta sul sito.

    Il racconto mi piace abbastanza, benchè non mi convinca appieno.

    Ho la sensazione che questo testo starebbe bene nel rosa, ma poi è solo una mia impressione. Ho poi una lieve difficoltà nel darli un tempo e uno spazio storico, ma sono certo di averci quasi azzeccato. (Antica Grecia?)

    In ogni caso ti seguo e condivido il racconto 😉

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