Il coraggio di Sophie

Dove eravamo rimasti?

Chi aiuterà Sophie ad affrontare la prossima paura? Una ragazza (50%)

La seconda paura

Wolfram era pronto a girare la maniglia, secondo i suoi conti Sophie avrebbe dovuto ormai essere riuscita a superare la prima delle sue paure; sperava con tutto il cuore che il “Teletimorviaggio” avesse funzionato, ma, vista la sua bravura nel combinare pasticci, non poteva esserne poi così sicuro…

Fece un respiro profondo e si decise: un sordo cigolare e poi lo sportello della macchina si aprì e vide davanti ai suoi occhi la piccola Sophie.

Bastarono lo sguardo della bambina e il sorriso che portava in volto a fargli comprendere che aveva funzionato, era riuscito davvero a mettere in moto quell’ammasso di ferraglia.

Non c’era in quel momento uomo più felice sulla terra del vecchio Wolfram, che col cuore colmo di gioia strinse in un abbraccio Sophie.

Wolfram ci siamo riusciti, è stato incredibile; ero in un bosco e poi mi sono ritrovata davanti un lupo, sembrava tutto così reale! Ma come hai fatto? Mi ero addirittura dimenticata di come mi potevo trovare lì!”

Non si reggeva quasi più in piedi dall’emozione e così Wolfram si adagiò su uno sgabello, in realtà leggermente spostato rispetto al vecchio, che così si ritrovò a gambe all’aria.

Una risata riempì la stanza, seguita dallo sbuffare dell’inventore:

Perdindirindina lo sgabello era sempre stato qui! Va be, insomma Sophie, tornando all’invenzione, ricordati che quello che vedi sono solo immagini che la macchina crea nella tua mente, nulla di tutto ciò è reale…”

Lo so, ma sembra tutto talmente vero che è impossibile pensare che siano solo immagini finte.

Ad ogni modo Wofram, la tua invenzione ha funzionato e adesso i lupi non mi spaventano più.”

Bene, ne sono felice…Sei stata bravissima. Per ora comunque hai affrontato solo la prima delle tue paure.

Sei pronta per la prossima?”

Certo! Sai che non vedo l’ora di tornare a casa.”

Wolfram riempì un bicchiere d’acqua e lo porse alla piccola Sophie; si tirò su gli occhiali che erano scivolati sulla punta del naso e la osservò mentre beveva tutto d’un sorso.

Okay, cominciamo!”

Sophie entrò nuovamente nella macchina e Wolfram, dopo aver chiuso lo sportello, girò la manovella.

Nero: cupo, profondo e pauroso nero, il colore che per Sophie più rappresentava la paura.

Non vedeva nient’altro, solo quel terribile buio.

Nessun rumore, solo il suo respiro affannoso e il battito accelerato del suo cuore.

Quante volte nella sua cameretta non era riuscita a prendere sonno per colpa del buio; in quei momenti solo le fiabe della mamma avevano potuto farla sentire tranquilla.

Ora però era sola: chi avrebbe potuto aiutarla?

Si alzo e cominciò a camminare senza meta; cosa fare?

Si guardò intorno: a destra solo buio, a sinistra anche, ma dietro?

Un brivido la attraversò: c’era una piccola luce.

Corse verso quel bagliore che poco alla volta diventava sempre più chiaro.

Era la luce di una lanterna e c’era qualcuno a portarla, ma ancora non riusciva a capire chi.

Si avvicinò ancora e la vide: un abito rosso ampio e un mantello di velluto, due occhi azzurri come il ghiaccio e un sorriso che sprigionava speranza.

Quando la vide, la ragazza posò la lanterna e si inginocchiò.

Il vestito si allargò in un cerchio frusciando sul pavimento.

Sophie era ormai davanti a lei quando si tolse il mantello dal capo e ricaddero sul viso della giovane lunghi capelli dorati; solo allora Sophie notò brillare sul capo della ragazza qualcosa: era una corona.

Ciao mia dolce e piccola Sophie, io sono Iris, la principessa dell’Isola di Smeraldo.

Per affrontare una paura devi capire cosa della paura stessa ti fa più paura.”

Detto ciò, Iris scomparve e Sophie si ritrovò nuovamente sola.

Cosa significavano le parole della principessa?

Cosa del buio mi spaventa di più?”

Sophie ci pensò e poi giunse alla conclusione che ciò di cui aveva più paura era che ad un certo punto qualcuno di spaventoso le comparisse davanti.

Allora le bastò convincersi che attorno a lei non c’era nessuno, e così il buio non le sembrò più così terribile.

Poco alla volta iniziò a guardare tutto quel nero da una nuova prospettiva e il battito del suo cuore iniziò a rallentare.

Un sorriso si dipinse nuovamente sul suo volto: anche la seconda paura era ormai passata.

E così il nero poco alla volta si colorò e diventò l’interno del “Teletimorviaggio.”

Quale sarà la prossima e ultima paura di Sophie?

  • L'acqua alta (50%)
    50
  • Il temporale (0%)
    0
  • Essere presa in giro dagli altri bambini (50%)
    50
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88 Commenti

  1. Stupendo, stupendo, stupendo!
    Sono le uniche tre parole che mi vorticavano nella testa mentre leggevo tutto d’un fiato la tua fiaba.
    Ti piace vedere gli occhi dei bambini luccicare mentre leggi loro? Bhe, adesso i miei occhi sono come tizzoni ardenti, come due pepite d’oro zecchino! 😉
    Veramente bello, condivido l’opinione di Luluwriter qui sotto: una fiaba delicata, un leggero soffio di vento che ti porta lontano ad assistere alle meravigliose vicende di questa storia.

    • Ciao Nicholas,
      Il tuo commento è uno dei più belli (se non forse il più bello) che io abbia mai ricevuto, mi fa davvero tantissimo piacere…Grazie di esserti preso il tempo per leggere questa fiaba, benché già conclusa. Spero ne sia valsa la pena 🙂
      È bellissimo tu l’abbia definita un leggero soffio di vento che ti porta lontano, era proprio quello che desideravo scrivere. ?
      Grazie mille, i tuoi commenti sono sempre stupendi 😀
      Ti aspetto da Meridiana o comunque al prossimo capitolo di Biancaneve 😉

  2. Ciao 🙂 sono nuova sulla piattaforma e ho deciso di iniziare a leggere la tua storia 🙂 fin’ora é davvero bella, una fiaba delicata, semplice, che tutti i bambini amerebbero. Continuerò senz’altro a leggerla anche se mi spiace di non aver contribuito nelle scelte.
    Anche io ho scritto una storia, se vuoi leggila e commentala 🙂 grazie in anticipo e buona fortuna per le altre storie !

    Luluwriter

  3. Buonasera Naomi,
    Ti dico cosa ho pensato leggendo i tuoi dieci capitoli: ti ho visto leggerlo ad una bimba sotto le coperte, per accompagnarla dolcemente verso il sonno. Molto delicati e fiabeschi, proprio adatti, anche da un punto di vista dell’utilizzo dei termini e dello stile, ai bambini. La dedica finale mi ha emozionato.
    Penso di capirti quando scrivi che ami vedere gli occhi dei bambini scintillare di meraviglia. È qualcosa di magico

    Ciao Naomi, buonanotte

    • Ciao Erri, benvenuto!
      Grazie di cuore per il tuo commento, mi ha fatto davvero tantissimo piacere 🙂
      Grazie anche per esserti preso il tempo per leggere tutti questi capitoli, spero davvero ne sia valsa la pena 😉 …
      Hai proprio ragione, è fantastico vedere come brillano gli occhi dei bambini quando racconti loro una fiaba…penso sia una delle cose che mi colpisce di più di loro: la loro meraviglia davanti a una storia, il loro riuscire a viverla con gli occhi della fantasia.
      E’ una sensazione che ricordo da quando ero piccola, la porterò sempre nel mio cuore ed è per questo che amo rivivere questa magia scrivendo per loro…
      Grazie ancora e a presto! 😀

  4. Ciao Naomi, sei stata proprio brava 🙂 Ho trovato la tua storia molto delicata in ogni passaggio e questo è stato un grande pregio visto che hai affrontato alcuni temi tosti come la lontananza dai genitori e il mondo delle “paure”.
    Spero di ritrovarti con una nuova storia 🙂

    ps. Che divertente il commento del tuo papà 🙂
    A presto!!!

    • Cial Athelas, scusa il ritardo nel risponderti ma é un periodo molto pieno…
      Grazie e ancora mille volte grazie per il tuo commento e tutti quelli precedenti… sono davvero felicissima che questa storia ti sia piaciuta 😀
      Ne Inizierò presto un’altra, non appena mi sarò liberata da questo periodo…. ho già qualcosa che mi ronza in mente 😛
      A presto!!! 😉
      PS. Siii mio papà é stato davvero dolcissimo 🙂

  5. Scusate il tempo che ci ho messo a concludere, ho dovuto riassumere molto l’ultimo episodio perché inizialmente era venuto di 7000 caratteri e oltre… e riassumere non è proprio il mio forte 😉
    Purtroppo siamo già arrivati alla fine, da un lato mi dispiace e dall’altro sono contenta…
    Vorrei ringraziare ognuno di voi per esservi presi il tempo di leggere e commentare,
    grazie per avermi accompagnata fin qui e grazie per i vostri preziosi consigli.
    Grazie per avermi aiutato a creare questi personaggi, che non dimenticherò mai…
    E’ stato stupendo…non vedo l’ora di iniziare un’altra nuova avventura 😀

  6. Voto una casa… così…

    Sul capitolo: 😀 Mi è piaciuto molto come sei riuscito a realizzare il colpo di scena ed a mantenere insieme i due personaggi. Peccato che Wolfram combini sempre qualche pastiggio (l’azzeccavia che ti fa perdere…); ma è simpatico proprio per questo 😀

    Ciao 🙂

  7. Ciao 🙂
    Sophie dimostra davvero d’avere coraggio.
    L’argomento “paure” è proprio uscito con un paio di amici qualche giorno fa… può cambiare l’oggetto delle nostre paure, però è sempre interessante scoprire come, a qualsiasi età, sia importante governarle per poterle vincere o per poterci convivere 😉
    A presto!

    • Ciao Red Dragon, il tuo commento mi ha fatto davvero tanto tanto piacere, è davvero stupendo che ci siano lettori come voi! 😀
      Anche la motivazione della tua scelta mi piace molto, perché è proprio quella che mi ha portato a inserire questa paura tra le opzioni…
      grazie e alla prossima 🙂

  8. Ciao Naomi, volevo farti una domanda. Ma sei sicura che le fiabe debbano essere così lunghe? Perché se penso a quelle di Andersen ( che ne capisce più di noi) erano molto brevi. Forse è una categoria che non dovrebbe essere presente su questo sito.

    • Ciao, grazie del tuo commento 🙂
      È vero, molte fiabe sono brevi, ma se penso a tutti i fantastici film della Disney che hanno accompagnato la mia infanzia e che amo guardare ancora oggi, le storie di cui trattano non sono affatto brevi.
      Come una storia di qualsiasi genere può essere sia lunga che corta, non vedo perché non possa essere così anche per una fiaba.
      Inoltre dieci capitoli con un massimo di circa una pagina e mezzo per episodio non mi sembrano di una lunghezza elevata.
      Ho un’immensa fiducia nei bambini perché penso che abbiano capacità intellettive (e non solo) molto maggiori di quanto a volte gli adulti credano; perciò, anche per la mia esperienza, penso che le fiabe siano fondamentali per loro e se un adulto può leggere romanzi di anche più di 500 pagine, allora perché un bambino non può leggere una fiaba di dieci capitoli?
      Penso proprio che togliere questo genere dal sito sarebbe un grossissimo errore perché le fiabe sono davvero una parte fondamentale della nostra vita, che ci ha aiutato a crescere e ancora oggi ci ricorda quanto in realtà ognuno di noi in fondo al suo cuore è sempre bambino.
      Spero di averti risposto 😉
      Alla prossima 🙂

    • Ciao Athelas,
      grazie di cuore per esserti presa il tempo di leggere la fiaba, sono davvero felicissima che ti sia piaciuta e che tu abbia apprezzato il vecchio pasticcione Wolfram…penso che anche lui ne sarebbe molto contento 😉
      Grazie ancora e a presto! 😀

  9. ————————————
    Dopo di che la macchina ti farà immaginare una situazione, in cui ti ritroverai faccia a faccia con ogni tua paura e dovrai, con l’aiuto di qualche personaggio inventato, affrontare i tuoi timori.

    Infine, una volta superate tutte le tue paure, potrai, attraverso una mia vecchia invenzione, il teletrasporto, ritornare subito a casa. Cosa ne dici?”
    ————————————
    CLAP! CLAP! CLAP! 😀 😀

    Ciao 🙂
    PS: voto bianco, così perché mi va.

    • Ciao Christian, grazie davvero per il tuo commento…spero tanto di poter trasmettere una morale, perché sono convinta che le fiabe servano anche a insegnare qualcosa, a differenza della maggior parte dei cartoni che di solito i bambini vedono in televisione…e beh, spero proprio che Sophie possa dimostrarsi abbastanza coraggiosa 😉 Alla prossima 😀

  10. Il ritmo è quello giusto, l’atmosfera pure, quindi direi che abbiamo l’inizio di una fiaba come si deve 😀

    Voto Un goffo e sbadato ma simpatico personaggio 🙂

    Ciao 🙂
    PS: se usi il tasto replica, arrivano le notifiche delle risposte 😉

  11. Grazie delle tue osservazioni Christian, non sono per niente pignole, non mi ero accorta di questi due errori che forse farei meglio a definire orrori …quindi mi merito assolutamente i tuoi rimproveri e li terrò a mente per ricordarmi di prestare molta più attenzione in futuro…Grazie davvero e a presto 🙂

  12. Ciao Naomi 😀
    Ho un paio di osservazioni molto pignole:
    La prima è che hai cambiato il modo in cui hai scritto il titolo rispetto al primo capitolo,
    La seconda osservazione riguardo al termine ”felpa”. Davo per scontato che la tua fiaba fosse ambientata in un lontano passato, ma forse mi sbaglio 🙂
    Hai uno stile di scrittura molto scorrevole, adatto al genere 🙂 ci vediamo al prossimo capitolo dunque 😀

  13. Scoprirà che cosa li spaventa!
    Ciao Naomi, benvenuta.
    Mi piace la semplicità adatta al genere che hai scelto e la serenità che trasmette (almeno nella prima parte), così assente nel mio racconto. Peccato per la brevità del capitolo, ma ne hai ancora nove davanti per poterci raccontare tutto quello che vuoi. Brava, buon proseguimento!

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