La principessa arrogante

Dove eravamo rimasti?

La povera Shelly ha capito bene, e anche noi! Il re ha deciso di organizzare un ballo memorabile... Ma come? Questo è un ballo d'addio alla principessa, egli vuole che se ne vada per un anno intero, per imparare come comportarsi! (86%)

Il decreto del ballo.

Il duca di Onestia, era un uomo preciso come un orologio svizzero. La sua passione erano le feste, i battesimi, e i matrimoni, purtroppo la passione degli altri nobili era quella di non invitarlo. Questo non perché fosse un uomo cattivo, il suo problema era l’eccessiva sincerità. Non mancava mai di accompagnarla ad un pizzico di inopportuna pignoleria, e così le persone preferivano non averlo a spasso per casa. Si narrava che fosse arrivato tardi persino al suo stesso matrimonio, poiché la moglie gli aveva riferito una data sbagliata. Difatti il duca era giunto trafelato, con addosso ancora una calzamaglia di lana, esclamando a gran voce:-Cava, non ti pave che quelle spalline siano un po’ tvoppo sottili pev una chiesa?- Possiamo quindi dire con certezza che il duca era rimasto onestamente sorpreso dal vedersi recapitare un invito di sua maestà. La pergamena dichiarava che il compleanno della principessa si sarebbe tenuto alla vigilia di maggio e tutti i nobili erano invitati a parteciparvi. Tuttavia, oltre al documento minuziosamente ricopiato, il duca notò, appena al di sotto del sigillo una nota ordinata.
-Chi mai osevebbe inzozzare un decveto di sua maestà veale?-  Inviperito da un tale sgarbo si fece passare la lente d’ingrandimento e si soffermò sulla scritta.
“Mio caro Duca, ho bisogno di un grande favore da domandarti. Le lamentele sulla principessa aumentano di giorno in giorno. E’ mio dovere permettere ad una ragazzina di divenire Regina Erede. Per questo ho bisogno di contare sulla tua più assoluta correttezza morale” -Si, si, dicono sempve così, se hanno bisogno di qualcosa.-
“La principessa sarà dunque esiliata per un anno intero, in modo che impari l’umiltà. Ma sono anche un padre, e la tua rocca è forte, e i tuoi figli adulti. Ti chiedo quindi di seguirla di nascosto, per proteggerla da ogni male, se ce n’è bisogno.” 
Il duca di Onestia aveva lentamente abbassato la missiva, con le dita tremanti, poi, con l’ultimo filo di voce si era rivolto alla moglie: -Mia cava, devo pavtive pev ovdine del ve…- La duchessa gli aveva rivolto uno sguardo disattento, come faceva dal primo giorno.

Il frastuono da festa si era sparso ben prima dell’inizio effettivo della musica. Del resto era abitudine nota, quella che prevedeva che i nobili sparlassero l’uno dell’altro, con parole di burroe maligna. Cosicché l’allegro risentimento generale serpeggiava nella sala. La principessa Ona Grace, seduta al suo posto osservava la marmaglia con uno sguardo tra la noia e il disprezzo. L’unica persona presente che sembrava esente dal suo odio era quella che amava definirsi la sua migliore amica, Alessandrina, figlia ultimogenita dell’ambasciatore d’Egitto. –Guardali…- bofonchiò–Guarda come s’ingozzano… Nobili che non sembrano mangiare da anni.- Si posò una mano dalle lunghe dita sulla fronte come per arrendersi. -Principessa, non vedo il principe Ezra… L’avete invitato giusto?- -Chi? Ah, Ezra… No, io ti ho detto di averlo invitato. Così avresti smesso di sbavare sulle lettere. Lo so che è carino, ma chi diamine si sposerebbe uno con quel nome?- La figlia dell’ambasciatore avrebbe voluto dire che per una che rispondeva al nome di “Alessandrina” un “Ezra” non poteva essere una cattiva scelta, ma si trattenne. -Oh, mio padre al braccio di quel vecchio rognone d’un Monocolao! Aspettami qui.- esclamò Ona, raggiungere il padre al ricevimento. -Duca! Quale piacere, ora andate pure a lamentarvi su quanto sia sconveniente servire i funghi dispari o qualche altre diavoleria e lasciatemi condurre mio padre al trono- Il duca d’Onestia si fermò quindi, lasciando che la fanciulla prendesse delicatamente il padre sotto braccio e si stringesse a lui. -Figlia, mi chiedo se la tua supponenza avrà mai fine- -Sono dispiaciuta padre, spero che mi abbiate donate uno stallone quest’anno…- Il monarca chiuse gli occhi, lasciandosi condurre al trono, accompagnato dalle voci squillanti dei suoi invitati. Solo quando la sua mano fu ben alta il silenzio glaciale regnò sovrano. -Miei cari invitati, sono qui per fare un annuncio importante. Prima di tutto per augurare un buon compleanno a mia figlia, la fanciulla dal comportamento più discutibile di corte… E, in nome dei mie antenati, e dei miei successori, qui ordino…- la voce parve tremargli, ma il re strinse la mano a mezz’aria, quasi a cercare forza. –Di bandire Ona Grace. Per un anno intero, a partire dal sorgere del sole di domani.- Il silenzio freddo di poc’anzi parve un brulicare di formiche impazzite, e il vecchio re, incurante della confusione generale volse lo sguardo alla figlia, atterrita. –NO!- urlò la principessa, confusa: -Non potete farlo! Sono la vostra unica figlia.- tentò di gettarsi verso il re, ma venne trattenuta da un paio di guardie reali… -Lasciatela!- ordinò il buon re, prima di chinarsi verso la figlia, scivolata in ginocchio, con le mani giunte in preghiera. –E’ proprio per questo che lo faccio, piccola mia.-

E' proprio accaduto, ora è ufficiale, Ona Grace dovrà partire al sorgere del sole, ma.... Come?

  • La principessa parlerà con il padre durante la notte, e partirà al mattino seguente, come da decreto (14%)
    14
  • Ona Grace si chiuderà in un mutismo finché non verrà scortata fuori dalle mura del palazzo. (57%)
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  • Ona Grace, presa dalla disperazione scapperà prima che il duca possa seguirla come concordato (29%)
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35 Commenti

  • Ciao December, ho riletto il capitolo precedente perché non mi ricordavo bene gli ultimi avvenimenti.
    Comunque mi è piaciuta molto la determinazione di Nebbia, e spero che questo abbia un pochino convinto Ona Grace…
    Ciao, buona giornata!?

  • Ona Grace si chiuderà in un mutismo finché non verrà scortata fuori dalle mura del palazzo.
    Dovrebbe fare un sacco di “bizze” prima di questo, ma non so se ti basterebbero i caratteri 😉

    I personaggi mi piacciono, l’atmosfera pure, quindi ti seguo 😀

    Ciao 🙂

  • Mutismo, voglio vederla col conte, non deve scappare.
    Il capitolo mi è piaciuto, mi è piaciuto molto il personaggio del conte, lo trovo originale, ben caratterizzato, adatto a una fiaba. Un piccolo appunto che mi sento di farti è sulla formattazione: andare a capo coi dialoghi permette di seguirli molto meglio. Se non sei convinta, pensa anche al fatto che un ‘a capo’ non è conteggiato come carattere, mentre uno spazio sì. Insomma, andando spesso a capo risparmi un sacco di caratteri. Aggiungo che con la tua scelta di punteggiatura, il trattino, potresti permetterti di non utlizzarlo in chiusura se la frase non è ‘retta esternamente’, ossia se dopo il dialogo non ci sono altre parole.

    Ciao ciao

    • Sulla formattazione hai ragione, ma ho avuto problemi che mi rendevano impossibile l’andare a capo senza stanziare di due righe buone (venendo dunque contati…). Sto provando ad evitare di incappare in questa cosa, stavolta. Mi fa piacere che ti sia piaciuto il personaggio del conte, perché sarà molto importante per la storia ^_^

      Ciao, a presto.

  • Mutismo.

    Ciao, questo capitolo mi è piaciuto, anche per la reazione della principessina. Non me l’aspettavo così remissiva, avrei scommesso sui capricci isterici. Attenzione solo ai piccoli errori e alla punteggiatura…per il resto, complimenti!

    • Grazie del commento e di aver seguito anche il secondo capitolo…
      Si, forse Ona Grace avrebbe dovuto avere più spazio, ma onestamente è stato un pensiero che ho formulato dopo. Farò del mio meglio per lasciar trasparire ogni suo capriccio nei prossimi capitoli… 😛

  • Ciao December,
    simpatico il pevsonaggio del duca pevfettino 🙂
    per il discorso diretto ti consiglio di usare le parentesi angolari in modo da far capire quando inizia e quando finisce un discorso 🙂
    Poi penso ci sia un errore nella frase “ho bisogno di un grande favore da domandarti”. Io avrei scritto “Ho bisogno che tu mi faccia un grande favore”, oppure “ho un grande favore da domandarti”.
    Ci vediamo al prossimo capitolo! 🙂

  • Una bimba viziata si manda via, con la speranza che da sola tiri fuori la grinta.
    L’inizio è fiabesco, scusa il giro di parole, il re, la barba bianca la bontà mi piaciono molto, mi piace molto la descrizione delle feste con i guai, meno la parte in mezzo, dove l’introduzione di Ona Grace sembra un po’ forzata, mi ha dato l’impressione di qualche pezzo tagliato, come se mancasse qualcosa, ma ovviamente è solo il mio parere.
    Ti seguo, vorrei sapere qualcosa in più di Shelly, perchè a mio avviso è un sorta di madre sostitutiva.
    Bell’inizio alla prossima.

  • Ciao December 🙂
    Benvenuta tra noi 🙂 di solito non rivelo cosa ho votato, ma stavolta faro un’eccezione: ho scelto che la principessa si allontani un anno dal castello. Compiere un viaggio è da sempre la metafora di un cambiamento che solitamente si conclude col riscatto del protagonista, quindi penso che il tema del viaggio si sposi perfettamente con lo stampo classico che hai dato (almeno in questo capitolo) alla tua fiaba 🙂 in più l’idea di un re che costringe la propria figlia a intraprendere un’avventura mi sembra originale e fornisce tanti spunti 🙂
    Occhio al linguaggio però (hanno fatto la stessa osservazione a me): a volte esci dal dizionario infantile per usare termini sconosciuti a un bambino e nel complesso mi sembra di capire che sia quello il pubblico a cui miri.
    Per finire ti do un consiglio: sperimenta e divertiti su questa piattaforma, ne vale davvero la pena! 😀
    Ci vediamo al prossimo capitolo! 🙂 ciao ciao! 😀

    • ”di solito non rivelo cosa ho votato, ma stavolta faro un’eccezione”

      Ovviamente il mio non voleva essere un faro di luce e di speranza per navi scosse da mari in tempesta… Il mio sarebbe dovuto essere un ”farò”, ma il mio cellulare era affamato e si è mangiato un accento.
      Saluti! 😀

  • La manda via per un anno. Chissà dove la costringerà ad andare, questo sarai tu a dircelo, December. Mi piace molto lo stile ricercato, ma allo stesso tempo semplice, tipico delle favole. Ti seguo e ti faccio i complimenti!

  • La molla per un anno.
    Ciao December, benvenuta.

    Premetto che ciò che scriverò sono solo opinabili opinioni, preferirei essere considerata una normale lettrice che ha la fortuna di scambiare quattro chiacchere con un’autrice.
    Ti cimenti in un genere particolare, molto complicato.
    La prima cosa che ti chiedo è: a chi è rivolta questa fiaba? A un pubblico di giovanissimi? Visto chi frequenta il sito, non è probabile. Però una fiaba deve essere letta anche dai bambini. Quindi necessita di un vocabolario, una costruzione delle frasi che venga incontro ai giovanissimi, pur risultando piacevole agli adulti. A mio parere è una delle cose più difficili. Alcuni punti del tuo incipit debordano da questa caratteristica. Ad esempio: opportunità commerciali, collettiva economia, un po’ stonano.
    È tsngibile il tentativo di rendere la voce narrante aulica, fiabesca, appunto, ma in alcuni casi si risolve in imprecisioni, tipo ‘rosa dai boccoli d’oro’ che mal si accosta alle spine successive perché boccoli e spine non sono entrambi elementi della rosa. Ci stava forse ‘un bocciolo dorato dalle spine velenose’, il dorato si poteva associare ai capelli della principessa. Il fatto è che alcune volte, rendere a parole le immagini che abbiamo in mente si rivela così complicato da risultare più facile rinunciarci. Noto poi molte parole ripetute, pronomi, soprattutto, o anche il ‘non v’era’: diventano più evidenti anche perché sono poco frequenti nel parlare comune, ‘ella’ non si usa mai. Qualcuno si potrebbe sicuramente tralasciare.
    Lo spunto è interessante, la mia personale opinione è che potresti anche rilassarti un po’ di più nella stesura non andando a ricercare per forza uno stile eccessivamente elaborato.
    Lasciar riposare qualche ora (giorni, sarebbe l’ideale) quanto scrivi prima di revisionarlo e pubblicarlo aiuta a individuare e correggere molte ripetizioni.

    Ciao ciao

    • Buonasera cara Moneta,

      In primis ti ringrazio per il benvenuto, fa sempre piacere sentirsi accolti.
      Per quanto riguarda alla domanda della tua recensione mi verrebbe da rispondere ad un “target” di giovani adulti. Non ho mai ritenuto la fiaba come un semplice racconto per bambini, forse perché effettivamente le origini delle favole\fiabe sono molto più dirette ad un pubblico adulto, che può ben capirne l’insidie.
      Ah, e volevo ringraziarti per avermi fatto notare le ripetizioni di alcune parole, è stato un errore di distrazione e di fretta…. Hai proprio ragione e credo che seguirò il tuo consiglio per quanto concerne l’attesa prima della revisione, ammetto di essermi fatta prendere la mano dall’entusiasmo.
      Per il linguaggio cercherò di provare ad usare termini più scorrevoli….

      Grazie mille di essere passata e sopratutto di aver lasciato un contributo.

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