Un mondo senza gente

Sol con un legno e con quella compagna

L’alba tinse di viola le nubi più alte.
Un timido cinguettio dalle fronde dei grandi noci del parco accolse il nuovo giorno.
«Perché lo sta chiedendo a me?». Seduta sulla panchina, Tanita beveva e fissava scettica il suo tutor, in piedi davanti a lei.
«Vuoi la verità?»
«Non pretendo così tanto!» rispose ridendo brevemente. Alzò le spalle: «Mi basta una bugia confezionata in modo che io ci creda.»
Lui scosse la testa sorridendo:
«Mi sopravvaluti!». Esitò, parve soppesare diverse opzioni.
Infine la guardò dritta negli occhi, aveva un’aria divertita:
«Ok, le cose stanno così: su Fěn Gē avrò bisogno di interagire fisicamente. Per fare questo mi servirà uno di quegli aggeggi, un manipolatore. Il modello più robusto e costoso, visto l’ambiente estremamente ostile. Parliamo di circa venti chili. In realtà ho chiesto di comprare una tuta astronautica. Costa poco di più e ha le stesse caratteristiche.»
Si interruppe, evidentemente aspettava che lei dicesse qualcosa.
Tanita continuava a non capire. Posò i piedi sulla panchina, rannicchiandosi.
«Ma con me e un’altra tuta, il peso e il costo salirebbero molto…» osservò, rigirandosi la tazzina tra le mani.
Il tutor applaudì platealmente: «Ci sei quasi! Non ci crederai, ma imbarcare da un grammo a cento chili ha lo stesso prezzo! Tradotto: la mia allieva più brillante può viaggiare con me. Senza spese extra.»
La guardò, sembrava incuriosito. Tanita rifletté:
«L’allieva più leggera vorrà dire» constatò con un ghigno teso.
Lui passeggiava tra le foglie cadute, senza muoverle. Scosse insistentemente il capo:
«No, ti voglio perché sei tu! Del resto se imbarcassimo due tute eccederemmo comunque il peso.»
Lei si avvicinò la tazzina alla bocca, la mano le tremava tanto che rischiò di rovesciarsi il caffè sul mento. Il tutor attendeva in silenzio. Tanita parlò cercando di dissimulare lo sconcerto:
«Se ho capito bene: lei vorrebbe portare una sola tuta. Con me dentro, a fare da passeggera inerte…»
Parve sorpreso:
«No! Avresti tu il controllo della tuta. L’importante per la missione è che ci sia qualcuno in loco, che possa toccare con mano. Che sia io o tu, non fa differenza.»
«Se fosse così potrei partire da sola» osservò Tanita.
Lui fece un largo sorriso, stringendo gli occhi:
«Touché! Diciamo che ogni tanto, col tuo permesso, potrei chiederti di prenderne il comando. Non so, in presenza di qualcosa di particolarmente interessante. O magari, non sia mai, di un pericolo.»
Lei accartocciò la tazzina, osservandola sublimare nel palmo della mano.
L’espressione del tutor divenne di colpo dura:
«Insomma, Tanita, parliamoci chiaro: io posso andare da solo. Tu no. Ti sto dando un’occasione. Pensi di approfittarne?»
La ragazza si alzò in piedi, cominciò a fare stretching, lo guardava con la coda dell’occhio:
«Professor Salamura, la sua proposta è… bizzarra. Io… È un’intimità che non sono sicura di riuscire a condividere con un… estraneo.»
La proiezione retinica vibrò un istante. Il tutor svanì, al suo posto apparve una giovane donna nuda. Tanita sobbalzò, la mano perse la presa sulla caviglia.
«Tanita! Andiamo! Se il mio aspetto solito fosse questo, avresti meno problemi?». La donna parlava con la voce di Salamura, l’effetto era grottesco.
«Non hai ragione di imbarazzarti con me. Ti imbarazzi quando fai pipì in presenza di un major-domo?»
«Non è lo stesso» mugugnò. «Io… Non mi sentirei del tutto padrona di me stessa, dentro la tuta.»
«Di cosa hai paura?» chiese lui.
«Temi che per divertirmi ti faccia infilare le dita nel naso? O peggio?»
Tanita arrossì violentemente: «Professore!»
Salamura riapparve con la sua immagine consueta, da distinto signore di mezza età.
Andò a sedersi sulla panchina. Le braccia conserte, proseguì:
«È probabile che non abbia mai la necessità di chiederti niente di più che una condivisione dei sensori esterni.»
Il tutor la guardò compassionevole: «Tanita! È un occasione che non si ripete. Fai la scelta giusta!»
La ragazza sospirò.
«Quando si partirebbe?» gli chiese tenendo gli occhi bassi.
Lui mimò uno stupore tanto estremo quanto fasullo, quindi prese a fare una ridicola danza canticchiando:
«Grande! Sei dei nostri, sorella!»
«Non ancora!» obiettò lei poco convincente.
Salamura si ricompose: «La prima nave cisterna parte tra due giorni. Non è un gran viaggiare. Ma sai, il nostro college non naviga esattamente nell’oro.»
«Quanto tempo ci staremmo?» chiese cominciando una corsetta leggera. L’immagine del tutor correva al suo fianco.
«Dipende da cosa troveremo. Fěn Gē è tutto da scoprire, ancora.»
Sbuffò perplessa.
«Per motivi di budget, la spedizione non potrà durare più di cento giorni» chiarì lui.
«Uhm, di Fěn Gē?» chiese Tanita in tono tutt’altro che ironico.
L’altro rise ostentatamente: «Nostri, tranquilla!»
«Potrebbero… essere… lunghi». Il fiato corto rendeva plasticamente l’incertezza di lei.
«Vedrai, voleranno» le rispose.
«Un’ultima cosa» aggiunse Salamura inarcando un sopracciglio.
Tanita sentì che lo stomaco le si chiudeva. Si fermò a guardarlo. Il tutor sorrise:
«Chi viaggia con me mi deve dare del tu.»

Dunque si ricomincia da Tian Cang e dalla piccola Tanita ormai cresciuta. Lei e Salamura partiranno per Fěn Gē e…

  • Arriveranno sul pianeta senza problemi. Per il momento. (36%)
    36
  • Avranno un problema all'arrivo sul pianeta. (48%)
    48
  • Avranno un problema durante il viaggio. (16%)
    16
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

362 Commenti

  1. Jaw ciao
    Sono in pausa introspettiva. Ho voluto leggere il tuo racconto anche per capire in maniera più approfondita, i tuoi suggerimenti sulla punteggiatura.
    Ho fatto bene.
    A volte ho bisogno di esempi pratici per capire, ora mi sembra di aver avuto modo di comprendere più affondo.
    Il tuo scritto è davvero curioso, ma queste idee da dove le prendi??
    Hai un’immaginazione fuori dal comune, lasciatelo dire.
    Ovviamente è un complimento 😎😎😎
    Grazie di tutto
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria! Che onore mi fai a leggere una storia già conclusa! Mi fa veramente piacere! Adesso sai un po’ meglio chi sono Kalisa, Tanita e Salamura 😀
      Dove prendo le idee? Potrei dirtelo, ma sarebbe come ammettere gli innumerevoli plagi di cui mi sono macchiato 😀
      Scherzi a parte, ciascuno di noi ha un bagaglio di esperienze e letture alle quali attinge, le mischia, le cambia, le rielabora (me lo auguro, altrimenti è davvero plagio). Il fatto che per te alcune cose siano nuove potrebbe solo voler dire che io e te non abbiamo fatto le stesse letture.
      Più di qualcuno potrebbe dirti che la mia storia gliene ricorda mille altre (se vuoi ridere, leggiti il commento di VaiTra, qui sotto, c’è da sbudellarsi 😀 ). Non è per sminuirmi o per falsa modestia, è la verità. L’amore uomo-macchina non è certo un mio tema originale. Se poi vogliamo parlare dell’incarnazione di un essere “superiore” in forma umana, be’, non vorrei essere blasfemo, ma già i Vangeli ne parlano. Pianeti (o nuvole, o ecosistemi) viventi? Pensaci, non hai letto niente di simile su questo sito?
      Insomma, non pretendo di essere originale. Cerco di cucinare una mia ricetta con gli ingredienti di cui conosco il gusto. Ogni tanto ottengo un sapore piacevole 🙂

      Grazie ancora!
      Ciao, a presto

  2. Ciao Jaw,
    sono finalmente riuscita a leggere tutto. Che posso dirti ancora? La cosa che mi stupisce più di tutte è la tua capacità di mettere tutto al posto giusto. Raccontare una storia è una cosa, riuscire a mostrarla al lettore nel modo in cui fai tu è un’altra. Sei preciso, dotato di un gran talento che mescoli a una tecnica impeccabile. La descrizione di Litiris che insegna ai piccoli è perfetta, sembra quasi che tu abbia esperienza anche in quello. Magari insegni biologia… 😉 Qualsiasi sia il tuo mestiere una cosa è certa: dovresti fare lo scrittore. Aspetto un nuovo racconto, qualsiasi sia il nuovo genere. A presto!

    • Ciao, keziarica.
      E io, cosa posso dirti, a parte grazie?
      Eppure solo questo posso fare, ringraziarti di cuore.
      Non insegno biologia, anche se una persona a me molto vicina ha proprio questa laurea… magari ho assorbito qualcosa, chissà 😀
      Riguardo al mestiere che mi suggerisci, be’ mi lusinghi, quindi grazie ancora!
      Da quando sono qui ho imparato molto, soprattutto dal confronto con gli altri autori. Ritengo di essere migliorato, ma sono molte le cose che mi piacerebbe fare, e troppo poco il tempo che posso dedicare a questo che, per il momento, è per me solo un bellissimo hobby.
      Ciao, keziarica, se fossi veramente bravo riuscirei a mostrarti a parole quanto mi ha fatto piacere il tuo commento 🙂
      A presto!

  3. Ciao Jaw. Eccomi. Finalmente ho letto il finale del tuo racconto. In questo periodo sono un po’ sballottata e così ho aspettato di trovare il tempo per rileggermi la tua storia dal principio. Fatto.
    Io penso davvero che tu abbia il gran dono di rendere speciale la fantascienza grazie a trame e personaggi che profumano di emozioni e sentimenti molto umani e per questo vicini a chi legge. La cosa che mi colpisce è la tua dimistichezza nell’offrire dettagli scientifici e tecnologici: tutto è molto reale, palpabile, vero. Eppure la cornice (o lo sfondo, come vuoi) fantascientifica è il punto di partenza per raccontare qualcosa di molto toccante che va oltre la conoscenza di mondi possibili o sconosciuti. Non è la prima volta che scrivo questa cosa, ma lo ripeto con piacere: hai un gran talento nel dare spessore a mondi così lontani dal nostro che potrebbero apparirci freddi/sterili… invece la tua scrittura azzera le distanze, fa sparire il senso di estraneità e il disagio verso qualcosa di troppo diverso da ciò che conosciamo.
    L’ultimo episodio è commovente, tecnologia e anima si fondono così bene da diventare un’unica cosa. Bravo, Jaw. Un racconto da leggere e rileggere. Uno di quelli che diventano un modello per fare bene, un metro di misura… uno di quelli che ti fa pensare: “Ecco, vorrei scrivere così”.
    Torna presto 🙂

    • Ciao Athelas,
      Posso solo parafrasarti: il tuo commento mi ha commosso e ti assicuro che non esagero.
      Mi gratifica immensamente, per questo lo leggo e lo rileggo.
      Scoprire che qualcuno apprezza ciò che scrivo e arriva a comunicarmelo come hai fatto tu è esaltante. E terribile, anche, perché al momento non so quanto presto tornerò e soprattutto non so quanto la prossima storia, che ancora non esiste, riuscirà a comunicare qualcosa a chi legge.
      Grazie, Athelas! Sai quanto ti stimo quindi puoi riuscire a immaginare il piacere che mi dà il tuo commento.
      Ciao, a presto!

  4. Ciao Jaw,
    avendo iniziato da poco una storia nel genere fantascienza (genere che tra l’altro non mi ha mai attirato) ho deciso di leggere un racconto cconsiderato da molti lettori su TI tra i migliori del genere, ed eccomi qua. Innanzitutto, non ho letto molti altri racconti qui su TI in questo genere e quindi non posso usarli come termine di paragone, però posso senz’altro asserire che le mie aspettative per il racconto, abbastanza alte, sono state più che soddisfatte, non solo a livello di intreccio (architettato magistralmente con alcuni colpi di scena molto carini) ma anche a livello di stile e soprattutto di tematiche. L’unica cosa che non mi è piaciuta troppo (ma devo ammetterlo, solo per motivazioni esclusivamente di gusto personale) è il finale aperto, che di per sé odio, non mi dà soddisfazione a hahaha. Ad ogni modo, scherzi a parte, dopo aver letto questo racconto, penso che difficilmente riuscirò a rimanere prettamente ancorato al genere, ci proverò, di certo prenderò questo racconto come punto di riferimento.

    A presto,
    Istinto

    • Ciao Istinto. Ti chiedo veramente scusa per questo ritardo folle nella risposta. Ci siamo visti dalle tue parti e ho dimenticato di ringraziarti ‘a casa mia’. Mi fai un sacco di complimenti! Posso solo ringraziarti e sperare ardentemente che tu abbia almeno in parte ragione a considerare valido e interessante il mio racconto! 😀
      Scherzi a parte, grazie, di cuore, mi dai un riscontro importante, che mi lusinga.
      Per quanto riguarda il finale aperto, devo ammettere che neanche a me, in generale, piace particolarmente. Però, in questo caso, voleva essere una piccola riflessione sul destino: Tanita è padrona del suo, ma non si fa grosse illusioni: Kalisa, probabilmente, sa quale decisione prenderà, ma lei non vuole che questo la influenzi. È libero arbitrio?
      Non lo so. 🙂
      Come vedi, il finale rimane aperto soprattutto per me!
      Ti ringrazio tantissimo per le belle parole, a presto!

  5. Wow JAW! Bellissimo finale!! Complimenti!!! 😀
    Ho il vago sospetto che non sono l’unico a parlare di singolari gravidanza, eh? 😉 Comunque ci stava! E’ un elemento che ha il suo stile, e poi crea in chi legge l’impressione di quel legame eterno che non morirà mai…ma adesso però voglio sapere che ne sarà di Tanita e del figlio di Litiris! Guai a te se non agganci una nuova storia con questa! 😀
    Per il resto è stato un lavoro davvero ben fatto, si vede che hai anni-luce di esperienza in questo genere di trame (se non si è capito, sono un patito della fantascienza XD), spero solo che anch’io riesca, un giorno, anche solo ad avvicinarmi a tanto!
    Ci vediamo presto JAW! Ti raccomando di nuovo, torna con un’altra storia!!! 😀

    • Ciao Zaion,
      Grazie infinite, quando leggo commenti così entusiastici un po’ mi intimidisco, penso ‘Ehi, ho scritto qualcosa che è piaciuto molto. Come ci sono riuscito? Di certo una botta di fortuna. E ci riuscirò ancora? Boh!’.
      Ho notato anch’io il punto in comune tra le nostre storie. Io non so ancora come sarà la ‘strana gravidanza’ di Tanita, ti confesso che ci sto pensando ma non ho ancora nulla di soddisfacente. Tu invece tra poco dovrai appendere la coccarda alla porta 😀
      Non so se la prossima storia che scriverò sarà un sequel di questa. Penso che ci tornerò, prima o poi, ma forse non subito.
      Te lo ribadisco, non per modestia, ma per amore di verità: non ho grande esperienza di scrittura, ho una certa esperienza da lettore di genere, questo sì. Infatti alcuni temi e atmosfere di ciò che scrivo a molti potrebbero ricordare fin troppo racconti di altri, quelli sì, grandissimi.
      Grazie di tutto, grazie di supportarmi! Prima di tornare aspetterò che un mio alter ego che bazzica da queste parti termini di declamare la sua bizzarra storia 😉
      Ciao, a presto

    • Ciao Maria,
      Grazie per il commento, apprezzo moltissimo chi mi dà un parere ‘finale’.
      Grazie anche per i complimenti, spero che tu abbia ragione 😀
      Perché hai questa sensazione? Te lo posso spiegare facilmente: perché il racconto *è* costruito con fatica. È semplicemente la verità: ogni riga mi mette mille dubbi, rileggo ogni capitolo decine e decine di volte e ogni volta cambio qualcosa. Pubblico per sfinimento, piuttosto che per reale convinzione di aver scritto al meglio delle mie possibilità.
      Scrivo così, non ci posso far niente. O meglio, è possibile che questa ‘rigidità’ sia in parte dovuta all’argomento e allo stile scelto: ho cercato ‘toni epici'(spetta al lettore valutare quanto mi sono reso ridicolo o quanto ho trasmesso la cosa) e ho provato ad adeguare lo stile a questa necessità. Decidere di parlare di dei, futuro di umanità e macchine, temi fin troppo vasti, ti comprende in un ruolo artificioso.
      A questo punto potresti domandarti qual è lo stile o il genere nel quale mi sento più libero. Me lo domando anch’io! 😀
      Forse è qualcosa di simile al primo racconto dell’alter ego, ‘Attu marro’j’.
      Forse è stato altrettanto difficile da scrivere, ma mi sono divertito di più.
      Grazie di esserci!
      Ciao, a presto

      • Hai ragione il racconto del gatto mi ha colpito molto di più. Ti ci vedo alla grande…
        Capisco quello che hai scritto.
        Un suggerimento l’avrei…. Considera che è un po’ come in amore: non si trovano le parole, si fa fatica a trovare la frase giusta nell’occasione giusta, però se si spiega che non si riesce a dire ” ti voglio bene” già lo si sta dicendo 😀
        Ciaooooo

  6. Ciao Jaw,
    quando sono arrivata a leggere le ultime righe ho pensato “noo, già finito?”.
    Io spererei in un sequel, anche perché le premesse ci sono, poi vedi tu 🙂 🙂 🙂
    Mi piace quello che hai scritto in un commento sotto” le storie di umani o di macchine richiamano sempre gli stessi temi: amore, odio, vita”…ed è proprio così, e il tuo finale racchiude in sé tutti questi elementi.
    E’ stato bello essere trasportati in uno dei tuoi universi, aspetto con ansia un nuovo viaggio!
    Buona serata,
    Cinzia

    • Ciao cinzia,
      Scusa se ti rispondo in ritardo. Mi fa molto piacere il tuo commento, in fondo, l’ho scritto altre volte, cosa c’è di più appagante per uno che scrive di suscitare in chi lo legge il desiderio di leggere ancora. Quindi lo considero un complimento grandissimo e ti ringrazio veramente tanto. Non so quando tornerò, forse sarà con un sequel (questa volta dichiarato da subito) o forse cambierò genere. Nel frattempo bazzico qui intorno 🙂
      Ciao, grazie di tutto, a presto

    • Buongiorno Dhalya,
      Eh sì, anche se lontane nel tempo, le storie di umani o di macchine richiamano sempre gli stessi temi: amore, odio, vita.
      Speranza.
      Grazie per avermi letto, so che non sempre è stato facile, per cui sono due volte contento che la storia ti sia piaciuta.
      Ciao, a presto 😉

  7. Ciao Jaw,
    posso dire di aver letto per intero una una tua storia, finalmente. Come ti ho detto tempo fa, leggerò anche le storie precedenti (ed intendo anche quelle di Moneta). Ora che siamo arrivati alla fine voglio dirti una cosa: non conosco molto il genere, anzi… Sono piuttosto debole in materia e questa tua storia è un primo avvicinamento alla fantascienza. Probabilmente ho un tipo di struttura “da lettore che spesso mi porta a sentirmi fuorviato dal genere.
    Nonostante questo ho scelto di leggerti perchè mi piace come scrivi, mi piaceva la trama ed ero molto curioso di sfidarmi. Posso inoltre dire che ne sono felice: hai creato un precedente, e dunque continuerò a seguirti e mi piacerebbe provare a leggere qualche libro del genere (niente di impegnativo, ovviamente, per cominciare)
    Finale molto bello: la scelta di dare continuità alla vita di Litiris mi è piaciuta molto. Sal padrino è un immagine divertentissima 🙂
    Domanda: quanto influisce sulla mia esperienza di lettore il fatto di non aver letto eventuali prequel?!

    Ciao, alla prossima!

    • Ciao Veners,
      Grazie!
      Per me sei un lettore prezioso per due motivi: non sei appassionato del genere e non hai letto le storie precedenti. Sono felice che leggermi ti abbia suscitato interesse per il genere, la cosa mi inorgoglisce fin troppo 😀
      Grazie per i graditissimi complimenti, sono contento che anche il finale ti sia piaciuto.
      Riguardo alla tua domanda: in parte devi dirmelo tu. Una storia cominciata per essere indipendente è divenuta quasi un sequel della precedente. La prima rimane comunque piuttosto slegata, la seconda è molto più legata a questa. Ho provato a ripetere qui tutti gli elementi necessari alla comprensione, non sono sicuro di essere stato efficace nell’introdurli e riassumerli. Di certo le storie (soprattutto ill bastione e questa) andrebbero lette in ordine, altrimenti ti perdi un po’ della sorpresa.
      Grazie di cuore per avermi letto e commentato!
      Ciao a presto

  8. Ciao JAW!
    Anche questo racconto è arrivato alla fine.
    Complimenti, perché hai saputo creare una storia intricata e interessante, con personaggi veri e ben caratterizzati. Lo stile scorrevole e la tua bravura nel mostrare le immagini rendono la lettura sempre piacevole.
    Il finale aperto mi è piaciuto tantissimo, non me l’aspettavo!
    A presto (spero)!

  9. L’ho letto due volte, non sono sicura di aver capito tutto (questo per dimostrarti la mia coerenza dopo averti esaltato la mia brillante intelligenza poche settimane orsono ahahah), ma mi piace.
    E, francamente, questo finale aperto su una possibilità (a scelta di Tanita che non è sicura di non volerlo) di una nuova specie ibrida tra umani e IA, mi lascia perplessa sulla tua dichiarata volontà di prenderti una pausa.
    Ma figurati, io voglio sapere che succede dopo, quando le due specie, teoricamente opposte, si fonderanno in una sola, grazie a Tanita.
    Credo che la tua capacità a dipingere mondi e entità virtuali come se fossero reali, concrete, vicine non sia data a tutti e il tuo modo di scrivere bello e pieno di emozione (non ho scritto sentimento perché è abusato per sdolcinatezze ridicole).
    E non farti scoraggiare da pirla saccenti che si fermano alle virgole dopo il vocativo 😉
    A presto

    P.S. Sai che mi hai lasciato un dubbio? Ma tua moglie è poi sopravvissuta alla lettura del racconto fino alla fine? Ahahahah

    • Ma no, quando parlavi della tua intelligenza l’ho capito che scherzavi 😀 😀 😀
      Scusa, scusami, ti prego è una battuta che dovevo fare. In genere sono fin troppo serio e dovrei scriverti che sono ben cosciente della pasta di cui sei fatta, si capisce da un sacco di dettagli: dai tuoi racconti, dai commenti, da alcuni gusti letterari che lasci trapelare…
      Quindi, tranquilla, sono pronto a scommettere che ciò che non hai capito sia obiettivamente poco comprensibile.
      Grazie, è veramente piacevole avere lettrici e lettori come te. Attenti, preparati, pronti a fare osservazioni utili. Mi hai aiutato e ti ringrazio anche di questo.
      Per quanto riguarda gli ibridi… Ahò! Ho speso un mucchio di parole per cercare di far capire che la scelta deve essere esclusivamente di Tanita e già tu dai per scontato che voglia mettere la pagnotta in forno (scusa l’immagine poetica 😀 ). Lasciatela in pace, deve decidere con calma! E poi, lo ripeto anche a te: Tanita torna su Tian Cang tre anni (3 anni) dopo la sua avventura su Fěn Gē e non ha pargoli intorno! Quindi, eventualmente, ci ha pensato davvero a lungo.
      Ciao e grazie di tutto
      R.P.S. (Risposta al P.S.): Sai che non l’ho ancora capito? 😀

      • Ok, non avevo capito che il ritorno dal padre nell’altro racconto venisse dopo questo viaggio, ma ho già la risposta alla tua obiezione: anche se avesse già preso la decisione e avuto il pargolo, potrebbe tenerlo nascosto da tutti in luogo sicuro per paura delle reazioni delle autorità alla nascita di un tale ibrido. 🙂

        Quanto alla mancata comprensione, no, è solo mancanza mia: non avevo capito subito la storia del prelievo, che fosse connessa a quello che Litiris le aveva detto, né ho ben capito dve e quando a (non) riveder le stelle.

        E non c’è bisogno di giustificarti e precisare che scherzi, quando sì è superiormente intelligenti come me non si è mica permalosi ;-p
        Buonanotte, vado a letto che ho avuto una giornata infinita e domani rischia di essere peggio

  10. Ciao JAW,
    non ho letto (del tutto) i tuoi racconti precedenti come ho fatto con Moneta.
    Come ho detto tempo addietro, non sono un grande lettore di storie di questo tipo. Non perché non mi piacciano, ma per priorità di lettura.
    In ogni caso non confermerò il commento di Zeta.
    Il mondo che hai creato è coinvolgente e pesa sulla trama quanto basta per dare il giusto colore alla storia.
    A questo punto non mi resta che augurarti il meritato riposo creativo e sperare che il prossimo racconto sia a breve (quindi non riposarti troppo :D)

    a presto

    • Ciao FueGod,
      Grazie mille per commento e complimenti.
      Io spererei che aveste ragione sia tu che Gabriele, perché affrontate il discorso da punti di vista differenti: lui da lettore vicino alla fantascienza, tu da lettore più lontano. Lui preferirebbe magari che indulgessi di più a descrivere il mondo futuro. A te è sufficiente ciò che scrivo, perché magari se aggiungessi troppo ti annoieresti. Ho provato a rimanere in equilibrio tra queste due posizioni. Con te (spero) ci sono riuscito, o almeno questo mi dice il fatto che abbia letto sin qui. Con altri non ci sono riuscito e li ho persi per strada 🙁
      Beh, quando piaci a tutti, vuol dire che hai intorno un sacco di bugiardi.
      Grazie di tutto, grazie degli auguri di buone ferie. Non so quanto mancherò, dipende da alcune cose.
      In ogni caso, sarò ‘da qualche parte, ma non lontano’ e regalo un sanguinaccio di gameti kalisiani al primo che indovina questa citazione.

      Ciao a presto

  11. Ciao JAW. Siamo alla fine di un altro racconto (un altro? Forse lo stesso), e non “uscimmo a riveder le stelle”, perché sono coperte.
    Adesso.
    Ma chissà che in futuro non tornino a mostrarsi.

    Non so più cosa scriverti senza ripetermi, perciò mi limiterò a farti i complimenti per essere arrivato fin qui e averci portati tutti con te – e Tanita. Ci hai resi parte di questo viaggio, grazie al tuo talento di narratore, e hai creato un finale che ho apprezzato molto. Ti ringrazio per la tua storia e, se davvero prenderai un periodo di pausa, ti auguro che sia rigenerante. Ti aspetto – ti aspettiamo! – qui.
    A presto!

    • E io posso soltanto risponderti grazie, anche se vorrei riuscire a comunicarti quanto i tuoi complimenti siano per me appaganti.
      Perciò, ringraziarmi per la storia è gentile, ma, (scusa il termine 🙂 ) inopportuno, perché tutto sommato scrivo per il piacere di essere letto ed apprezzato, quindi vedi bene che la mia dose di narcisismo egoistico (sì, lo sono! UAAAAH!) mi ripaga dieci volte tanto dello sforzo.
      Grazie, spero di riuscire ad attrarre sempre lettrici e lettori come te, per me è importante e mi incoraggia a continuare a scrivere.

      Ciao a presto

    • Ciao Red, grazie, anche per il ‘bello e poetico’, speravo che un po’ lo fosse.
      Oddio, a questo finale mancano molte cose ma non so se le scriverò mai. Diciamo che, in questo racconto, volevo arrivare dove sono arrivato, fermarmi sulla soglia di un futuro del tutto incerto. Magari lascerò che chi lo ha apprezzato il racconto si immagini il seguito, se vuole.
      Grazie di tutto, grazie di avermi accompagnato sin qui, grazie per gli auguri 🙂
      Ciao, a presto

  12. Mi ripeto, ma i tre racconti insieme sono la storia di formazione di una IA.
    Kalisa e il padre, Kalisa che si innamora e ora diventa genitore a sua volta… pensaci 😉
    “Non sembrava cedere il calore, quasi non volesse arrendersi alla constatazione di non essere più vivo.” un dettaglio che mi ha colpito…
    Una delle cose che preferisco è l’universo complesso e coerente che fai intuire, e sei stato bravo nel tenere questa parte sullo sfondo, rendendo il racconto più godibile anche per i meno appassionati al genere… complimenti!

    • Grazie infinite, Gabriele!
      Sì, trovo la tua interpretazione interessante, mi piace. Diciamo che Kalisa potrebbe diventare pure… nonno! E con ciò chiuderei il cerchio 😀
      Però…. oddio, sei pericoloso, perché mi fai pensare… mi suggerisci idee…
      Beh, grazie, scusa perché ora devo correre a buttare giù un incipit… 😀
      Scherzo!
      Grazie di nuovo di tutto, onorato di averti come lettore, onorato che ti piaccia ciò che scrivo.
      Ciao a presto

  13. Ciao Jaw,
    magnifica la citazione finale, davvero.
    In questa trilogia ho notato che la tematica della Vita, in tutte le sue sfaccettature, è stata trattata davvero bene. Sono contento di come hai fatto concludere questo racconto.
    Ho visto che sta valutando di prenderti una pausa… Più che meritata a mio parere, e penso che, visto la presenza di Moneta, fermarsi un attimo sia più che legittimo. L’importante è che torni! 😀
    Ti riporto il primo commento che ti lasciai a questo racconto (nonché primissimo commento in assoluto, ne vado fiero u.u)

    13/10/2016
    “Anche se c’è una piccola e insignificante osservazione… Qualcosa che ti dirò solamente al decimo capitolo 😉 non è una critica, anzi, la mia vole essere una sorta di sfida, ma saprai tutto a tempo debito :D”

    Finalmente posso svelare il mistero. Semplicemente, considero la fantascienza come un compromesso tra ciò che inventiamo noi e le leggi fisiche realmente esistenti. Avevo intenzione di proporti di scrivere un fantasy, in modo da essere svincolato del tutto da limiti logici e restrizioni di natura bio-fisiologica (si: ogni tanto mi invento le parole).
    In seguito siamo venuti a conoscenza del segreto di Moneta, e il mio desiderio di vederti alle prese con qualcosa di diverso dalla fantascienza è stato parzialmente appagato.
    Tuttavia mi sembra di capire che “JAW” sia un progetto nato per creare, sviluppare e lavorare solo in un universo specifico: Fěn Gē. A questo punto un fantasy POTREBBE stonare secondo alcuni. Secondo me cambiare un po’ ti piacerebbe e sarebbe stimolante (te lo dice uno che cambia genere come si cambiano le mutande).
    A te la scelta 🙂

    Tornando al racconto, provo un sincero sentimento di affetto nei confronti di quello che hai scritto. Ormai mi sono abituato a essere circondato da creature strane, personaggi bizzarri e sessualmente molesti, tute futuristiche e macchine ribelli…
    Ti auguro di goderti la pausa e spero di tornare presto e commentare un tuo racconto scritto sotto pseudonimo JAW 🙂
    Ciao, a presto! (forse) 😀

    • Ciao Christian,

      Grazie per i tuoi complimenti, è un onore riceverli.
      All’inizio non avevo in mente di ambientare tutte le storie su Tau Ceti, è stata una decisione estemporanea.
      Finito un racconto, rifletto su quanto scritto e magari mi faccio domande su quel mondo, su aspetti dubbi del mondo che ho delineato. È successo per il Bastione: nel Canto si accennava a creature non biologiche, così nel successivo ho voluto approfondire (poco) questo aspetto. Nel Bastione c’è l’interazione tra una specie biologica e una ‘kalisiana’ e questo mi ha suscitato altre ‘domande’ e spunti che ho approfondito in questo.
      È ovvio che pensiate adesso che il prossimo capitolo riguardi il/la pargolo/a di Tanita, del tutto umano ma col DNA plasmato da una IA per approssimare la sua cosiddetta coscienza. Però non è detto che scriva di questo. Forse diventerei troppo ‘ieratico’, un po’ come Matrix 2 e 3: dopo il primo episodio, dirompente, gli altri mi hanno convinto molto meno.
      Però vi faccio notare due cose: Tanita non è affatto sicura di portare avanti una gravidanza… (oddio, mentre scrivo ho avuto un’idea veramente interessante,,, non so se mi prenderò la pausa 😀 )… e quando incontra il padre alla fine del Bastione parla di 3 anni passati su Fěn Gē. E non ha marmocchi intorno. Dunque?
      Tengo molto alla coerenza e se mai dovessi scrivere sull’argomento questo vincolo sarebbe rispettato.

      Ciao, grazie ancora, a… presto? 🙂

  14. Non mi sarei aspettato la gravidanza di Tanita. Però hai descritto davvero bene la sua indecisione, la sua titubanza, mitigata dalla pacatezza e simpatia di Sal. Davvero una bella coppia, plasmata a dovere dalla tua sapiente “penna”
    Non ti dico “a presto” perché leggo che vorresti prenderti una pausa, decisione più che legittima. Io l’ho sempre pensato dopo la fine di un racconto, ma non l’ho mai fatto, però io non sono affidabile 😉
    Felice e onorato di averti letto, stammi bene, JAW 😉

  15. Ciao Jaw,
    ultimamente riesco ad entrare qui troppo poco e la cosa mi dispiace.
    Questo capitolo è davvero notevole e ammetto che mi dispiace molto il fatto che io sia arrivato così tardi da non poter seguire i precedenti racconti.
    Ti rinnovo i miei complimenti, in attesa del gran finale.
    Ho optato per la conservazione del segreto!

    Ciao, a presto!

    • Ciao Veners,
      Sei veramente gentile, posso solo ringraziarti per le belle parole.
      Scusa il ritardo con cui ti rispondo, anche io ultimamente frequento un po’ meno il sito.
      Infatti approfitto della pubblicazione del decimo per risponderti 🙂
      Se vorrai farmi sapere cosa pensi della storia completa, mi farai ancora più felice.
      Grazie di nuovo, nelle prossime settimane penso che ci vedremo solo dalle tue parti, probabilmente mi prenderò una piccola pausa.
      Ciao a presto

    • Ciao cinzia,

      Grazie per il voto e il commento.
      Non esiste ‘tardi’, a me la cosa che fa più piacere è che i miei racconti si leggano fino alla fine, soprattutto se il lettore perde un po’ del suo tempo per farmi sapere cosa ne pensa dopo avere letto il decimo.
      Rispondo qui a entrambi i tuoi commenti:
      Non sei la prima ad aver creduto che Litiris fosse un vecchio. È colpa mia, sarebbero bastate due parole per fugare ogni dubbio ma non le ho usate (perché avrei dovuto? IO sapevo bene che aveva meno di trent’anni! :-D). Cerco di tenere sempre ben presente la cosa per ricordarmi che ciò che ho in mente non finisce automaticamente nel ‘foglio’.
      Per quanto riguarda il rapporto di Tanita: è un suo legittimo dubbio quello di essere stata in qualche modo condizionata im una scelta così intima. Però Litiris smentisce. E io gli credo, anche perché in questo nono lo stesso Kalisa dimostra di pilotare TUTTO il momdo intorno a Tanita lasciando a lei la più ampia libertà di arbitrio.
      Forse il decimo capitolo fugherà ogni dubbio. O forse ne aggiungerà altri. 😀
      Grazie di esserci e dei graditissimi complimenti!

      Ciao a presto

  16. Ciao Jaw,
    sono arrivata in ritardissimo, aiuto!
    Accidenti, l’ultima puntata che avevo letto era la 6…ne sono successe di cose, compreso l’estemporaneo amplesso di Tanita e Litiris..e pensare che io Litiris, in quanto sciamano, me l’ero figurato come un vecchino scuro e secco con la mutanda stile pannolone 😉
    Come sempre dimostri una fantasia davvero unica quando si tratta di creare mondi nuovi o attrezzature futuristiche (la tuta la brevetti per favore?!?), questa è una cosa che ammiro davvero molto di te!
    In questo genere emerge al massimo tutta la tua la creatività…devo dire che ti vedrei proprio bene come sceneggiatore di film di fantascienza!
    Seppur in ritardo ho votato, per il mantenimento del segreto…se trapelasse non ne verrebbe niente i buono per gli inconsapevoli abitanti della nuvola…
    Alla prossima!

    • Ciao AmoMarta,

      Il volo a vela solare è una gran cosa ma i problemi di un viaggio di 140 anni sono piuttosto difficili da risolvere. Per il momento si può fantasticare, ma c’è ben poco di nuovo rispetto a quanto si dice da decenni. Due campi di calcio di vela sono una bella superficie, se poi pensi che un sassolino grande quanto un granello di polvere la può perforare e secondo come distruggere. Se ci aggiungi che in 140 anni questa possibilità diventa una quasi certezza. Se pensi che si parla di ‘piccole sonde’ e consideri il fatto che anche volendo spedire un essere umano bisogna trovare un modo per congelarlo. Se, se, se,,, vedi bene che la possibilità non è proprio dietro l’angolo. E chi ti dice che, una volta che ti fai surgelare per raggiungere Proxima in 140 anni, non arrivi lì trovandolo pieno di gente che è partita decenni dopo ed è arrivata prima perché nel frattempo un Dodi qualunque si è inventato il teletrasporto? Questo ti farebbe ink4zz4re?

      Ciao a presto

  17. Ciao, JAW!
    Bravo come sempre. Ho apprezzato particolarmente la struttura che hai dato a questo capitolo. Mi piace molto anche il collegamento con l’heian e con la storia precedente. Ora il quadro è molto più chiaro e tutti i tasselli sono andati al loro posto.
    La decisione è difficile, ma, alla fine, credo che conserveranno il segreto assoluto.
    Al gran finale! Ciao! 🙂

    • Ciao Tia,
      Grazie!
      La struttura… ho riflettuto, dopo averlo scritto: mi sembra una forma efficace e tutto sommato suggestiva, ma mi sono chiesto quanto io sia stato influenzato da ciò che ho letto. Ti dirò, secondo me, cosa ho provato a fondere insieme: il dialogare ieratico di Ummon, la IA de ‘La caduta di Hyperion’ e l’inarrivabile monologo del colonnello Kurtz in Apocalypse now, quest’ultimo solo per le atmosfere, le suggestioni: la testa di Kurtz che emerge dal buio, lui che parla lento, scandendo le parole, ogni frase è una sentenza che lascia il segno. La voce, il tono, persino la ‘s’ blesa di Brando, tutto perfetto.
      Ma è solo un’ispirazione, che ho provato a rendere al mio meglio.
      Grazie di tutto!

      Ciao a presto

  18. SUPERBO! Davvero superbo! Un capitolo di VERA fantascienza che lascia il segno! I miei complimenti, davvero un ottimo lavoro! Mi sono davvero emozionato a leggerlo, è indiscutibilmente opera di un professionista del genere 😀
    Per quanto riguarda il capitolo finale: voto “conservano il segreto assoluto”; si, forse è la scelta in qualche modo più scontata, ma sicuramente la più saggia.
    Non vedo l’ora di leggere il finale! Spero lo pubblicherai al più presto!
    Ci vediamo!
    Zaion.

    • Grazie Zaion, mi lusinghi. Sono imbarazzato dai tuoi complimenti e molto contento che questo racconto sia in sintonia con i tuoi gusti. Bello, bellissimo leggere di averti fatto emozionare, grazie ancora. Sono un perfetto dilettante, comunque, semplicemente qualcuno che prova, divertendosi, a scrivere quello che vorrebbe leggere.
      Qualche volta ci riesco ed è una grande soddisfazione!
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  19. Ciao Jaw,
    scusa il ritardo. Ho recuperato il capitolo appena mi è stato possibile.
    Quello che era partito come un racconto hard sci-fi ha preso una piega che non mi aspettavo. Sei partito da tematiche fantascientifiche per arrivare a parlare di sentimenti, passando dalla religione… Finora una trilogia davvero completa a mio parere.
    Sul finale del monologo di Kalisa ho capito che hai sempre avuto in mente tutto fin dall’inizio, senza però togliere potere decisionale a noi lettori. Complimenti per come hai gestito il tutto. Forse l’unica critica che mi sento di avanzare è di natura temporale. Verso la fine, soprattutto in questo capitolo, ho notato un cambio di ritmo… più che comprensibile, dato che non è facile far stare tutto nei limiti di battitura e di capitoli.
    Sentir “parlare” Kalisa mi ha fatto una certa impressione, in senso positivo.
    Jaw:Kalisa=Lovecraft:Cthulhu.
    Scappo, sono in arretrato con un sacco di letture.
    Ciao, a presto! 🙂

    • Ciao Christian, scusa il ritardo.
      In realtà non avevo in mente tutto dall’inizio, ciò che mi era chiaro era il ruolo di Kalisa.
      Non prevedevo del tutto questo sviluppo. Molte idee iniziali le ho corrette in corso d’opera perché mi sembravano poco coerenti. Però, forse sì, alla fine non ho cambiato di molto il punto sostanziale: la relazione umano-IA.
      Ciao, grazie di tutto!

  20. Sono tornata per leggere dopo un po’ troppo tempo, forse, e così ne ho approfittato per rileggere l’intero racconto e non solo gli ultimi capitoli.
    Forse hai già risposto nei commenti precedenti, ma in quest’ultima parte (capitolo 9) tutto si ricollega alla storia precedente, quella di una piccola Tanita e di un heian. Non pensavo che ci sarebbero stati dei nessi così forti, e mi è sembrato come se tu avessi già pensato Kalisa, Litiris e il popolo delle nuvole fin dall’inizio.

    (Quarantadue? Guida Galattica per Autostoppisti? Ogni riferimento è puramente casuale?)

    • Ciao Chiara, bentornata.

      In tutta onestà, iniziando a scrivere il primo capitolo non pensavo neanche io che ci sarebbero stati nessi così forti. Tanto che ho negato, più di una volta, che questo fosse un ‘sequel’. Però penso che ormai si possa proprio chiamare così. Non lo prevedevo, ma non mi dispiace il risultato. L’unico rammarico è che, come minimo, lo stretto legame costringe a leggere i racconti in ordine, altrimenti si rovina un po’ la sorpresa.
      Ma mi sa che non è un grosso problema: praticamente nessuno legge le storie già terminate! 😀
      Kalisa, il significato del suo nome (sì, è proprio un’allusione cretina alla Guida :-D, la cosa è già accennata nel ‘Canto di Tau Ceti’, dove scrivo che il nome è “un oscuro riferimento ad un’opera di fantascienza del lontano passato”), un certo suo ruolo da ‘semidio’, erano cose già ‘pensate’ prima ancora del primo racconto che ho pubblicato qui. Tutto il resto no e in parte è originato dai vostri commenti.
      Grazie Chiara, so bene che questa storia è molto diversa dalla precedente, è molto più spigolosa, complessa e di nicchia, ma spero che non ti sia dispiaciuta troppo.
      Ciao a presto

  21. Ciao Jaw
    questo episodio è un po’ particolare… e mi ha tolto ogni dubbio sul fatto che il tuo non è un racconto da leggere a puntate, soprattutto quando passa un certo tempo tra un capitolo e l’altro.
    Naturalmente è un’opinione personalissima, forse solo io ho avuto difficoltà a seguire. 🙁
    Cos’altro potrai dirci, che non sia stato detto/accennato nel finale? 🙂

    • Ciao Maria,

      In effetti ci sono un altro paio di cose da scrivere, lo spazio dovrebbe bastarmi.
      Che dire? Non posso che darti ragione soprattutto per quanto riguarda i tempi di pubblicazione. Mi rammarico di far passare così tanti giorni, ma non riesco a fare altrimenti. A parte il mio caso patologico, la stragrande maggioranza dei racconti su TI patisce della struttura a capitoli: se si eccettuano quei racconti in cui un capitolo è anche un episodio a sé stante. Una scelta difficile, interessante, ma che io non mi sento di seguire. A me servono le vostre opinioni personalissime, quindi grazie per avermela espressa 😀

      Ciao a presto

  22. Ma no, conserviamo il segreto assoluto.
    Oh, Jaw… mai letto un autore tanto appassionato, talmente convinto del mondo che ha creato da esserne parte e imporci di esserlo. Un Dio, dici, che ha mutato, migliorato il genere umano e che tutti devono seguire… la tua epopea ai tempi dei greci avrebbe fatto impallidire Eschilo, e sì che quello con l’Orestea se l’è sentita calla, ha pensato: più lirico di me non ce n’è. E si sbagliava proprio. oggi c’è qualcosa di meglio: la fantascienza di Jaw. E bada che il mio commento -pur col tono ilare – non è ironico.

    • Ciao Danio,

      Rispondo in ritardo, ma sono solidale con te! Sempre il 9 ho passato un’ora e un quarto seduto sul lettino del dentista. Però doveva avere roba buona, perché a un certo punto ho creduto di potermi addormentare!
      In bocca al lupo :-D, (scusa la battuta scema)
      Grazie di esserci sempre,

      Ciao a presto

  23. Porca loca: inizio, sviluppo, finale. Sembra che lo avessi pensato tutto dall’inizio, fin nel più piccolo dettaglio. Cosa che non credo fosse, visto che ci sono le nostre scelte di mezzo… poi scopro che sei un clone di Kalisa ed hai manovrato tutti 😛

    Kalisa mi sta simpatica ed antipatica allo stesso tempo e come tale voto Sì, la rivelano alle autorità. Viene imposto loro di non divulgare nulla. Preoccupati di manovre nell’ombra, non rispettano il divieto.

    Mi chiedo come vorrai strutturare il finale perché non sembra che possa esserci qualcosa che non meriti un seguito 😉

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      Sull’aspetto del ‘tutto pianificato’ pare che neppure io abbia le idee chiare.
      Mi ci avete fatto riflettere con i vostri ultimi commenti. Che idea avevo in mente, all’inizio? Mi sono reso conto che era così vaga da essermela in gran parte dimenticata. Avevo pensato diversi i ruoli di Litiris e Tanita. Avevo la speranza di tenere molto distanziato questo racconto dal precedente. Alla fine, non ci sono riuscito. Però il risultato non mi dispiace. Quindi no, non avevo tutto in mente dall’inizio, sì, le vostre scelte sono state importanti. Qualche volta ho provato a ‘manovrarle’ mettendo opzioni secondo me meno allettanti: ho fallito, sono quelle che avete scelto in massa 😀
      Per quanto riguarda il finale: c’è molto da raccontare sul sistema di Tau Cati. Il finale potrebbe suggerire un altro episodio. Se fosse così, eviterò di scrivere dall’inizio che la storia è quasi totalmente slegata dalla precedente, mi eviterò una figuraccia 😀
      Grazie, grazie di tutto!

      Ciao a presto

  24. Magico Jaw, siamo quasi alla fine e sei riuscito a trovare un modo semplice ed efficace per unire con grazia i vari filoni che danno vita alla tua storia.
    Sono proprio curiosa di leggere l’ultimo capitolo così potrò poi rileggermi tutto il racconto 🙂
    Bravissimo, come sempre!
    A presto!

    • Ciao Gabriele,
      Grazie per i complimenti!
      Sì, giustamente befana mi ha fatto notare che avevo parlato di ‘nesso minimo’ con i racconti precedenti. Giunti quasi al termine, è piuttosto chiaro che quella è stata una velleitaria dichiarazione di intenti. Ripeto, non era mia intenzione collegarli così strettamente e da una parte me ne rammarico; ma l’effetto d’insieme, lo confesso con un po’ di vergogna (tante cose che ci piacciono poi ci fanno vergognare :-D), non mi dispiace.

      Ciao, grazie di tutto, a presto!

  25. Avevi detto che il nesso con i racconti precedenti era minimo: hai riassunto tutto quello che hai scritto sul sito per spiegare lo sviluppo di questo racconto!
    La sofferenza di Khalisa tradito dai sentimenti che credeva di non avere, non sono sicura di aver capito quale destino debba compiersi, ma forse mi sono persa nei microtubuli. 😉
    Ottimista e fiduciosa nell’animo umano quale sono, ho scelto che parlano e governo e opinione optano per la minaccia da eliminare.
    Ciao

    P.S. Che non c’entra nulla: il pezzo “dapprima combattuti…replicati e migliorati” mi rievoca il “Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli” di Tolkien. “L hobby che non mi stufa” invece suona molto meno epico. 🙂

    • Ciao befana.
      Hai perfettamente ragione. Come ho scritto anche a FueGod, la mia dichiarazione, a conti fatti, rimane una pia illusione. Alla fine non ci sono riuscito come avrei voluto e hai ragione a parlare di riassunto (il cui effetto – per inciso – può essere rovinare la sorpresa a chi volesse leggere il capitolo precedente).
      Più realisticamente, la mia speranza era che un lettore che leggesse questo racconto non avesse bisogno di leggere il precedente per capirlo. Non ci sono riuscito benissimo 🙂
      Non so, non credo neppure che ciò dipenda dalle scelte fatte nel corso del racconto, in effetti la mia idea iniziale, per una volta, non era molto diversa da ciò che ho realizzato.
      Mi dispiace non essere riuscito a rendere questa storia abbastanza indipendente, è inutile che lo neghi.
      Però, devo confessarti un’altra cosa, che mi fa sentire anche un po’ in colpa verso il lettore: tutto sommato, non mi dispiace questo collegamento. 😀
      Ah ah, bello che ti ricordi Tolkien, un po’ di ‘epico’ lo volevo mettere. Ma volevo comunque stemperarlo, diciamo che era questa la funzione di hobby (che brutto, appena pubblicato mi sono detto ‘ma passatempo non andava meglio???’) e soprattutto di ‘pulce’, che in origine era addirittura ‘topo’.
      Grazie infinite di tutto
      Ciao a presto

      • Aspetta, aspetta: ho riletto le mie prime risposte ai commenti, e mi sono ricordato vagamente qual era l’idea iniziale. È vero, avevo pensato a qualcosa di piuttosto diverso, per come l’avevo pensata, Tanita si sarebbe potuta chiamare in qualunque altro modo e i riferimenti alla sua infanzia si sarebbero limitati ad accenni all’origine della sua particolare sensibilità verso le creature kalisiane. Buffo che me lo fossi dimenticato, ma del resto è passato così tanto tempo dal primo capitolo 😀
        Non so neanche dirti quando ho virato, di certo già al terzo capitolo mi sono accorto che l’idea iniziale non avrebbe funzionato benissimo, non c’era abbastanza spazio per svilupparla.
        Beh, tutto sommato mi rincuora, in un certo senso anche questo racconto è in buona parte ‘figlio della piattaforma’,
        Ciao!
        Beh, però

    • Grazie FueGod,
      Eh, sì: di certo riportare in due sole dimensioni una declamazione in 12 non è facile 😀 😀
      Mi fa piacere che ti sia piaciuto.
      La mia pia illusione era riuscire a rendere questo racconto quasi del tutto indipendente dal precedente. A conti fatti, non è che ci sia riuscito particolarmente.
      Grazie di esserci e di tutto.
      Ciao a presto

  26. Ma nooo il “ti amo” la prima volta che vai a letto con una! mi sa che Litiris di donne ne vede davvero poche!! Certo sempre meglio della pseudo madre che neanche il tempo di felicitarsi per il supposto ritrovamento della figlia la scopre in piena attività fra le lenzuola!!
    comunque, a parte gli scherzi, io dico che “vengono colpiti”, senza un reale motivo, così a senso…
    ps: congratulazioni per la vetta della classifica.
    al prossimo episodio 😉

  27. Dal punto di vista dei temi/riferimenti tutta roba già vista dal contrasto fantascienza-cristianesimo di Valis alle solito intersecarsi di realtà virtuale-cervello di Neuromancer, l’unica cosa interessante era quella nuvola di creature (nonostante un pianeta vivente in Solaris già nel ’61) e la possibilità che la tuta da di scegliere le percezioni sensoriali (forse l’unica cosa davvero buona).

    Non capisco come puoi dire che sia Hard Sci-fi

    Da un punto di vista tecnico ovviamente pieno di errori.

    • Grazie VaiTra,
      Posso risponderti in un solo modo. Ho paura che per te sarà difficile credermi, però ti assicuro che il mio sentimento è sincero. Sono solo poche, banali parole, ma spero che capirai quanto per me siano importanti e spero che possano essere importanti anche per te. Ecco:
      IO TI VOGLIO BENE!

      Ciao a presto

      • Ti sconsiglio di fare quello che hai fatto, sei una persona intelligente e quindi capisci che poi la gente pensa che sei un cretino e che se dici ‘ste cose a una persona che non conosci i tuoi sentimenti non valgono un cazzo. La gente, non io, che sono più cretino di te e lo apprezzo. Ma forse la gente ha ragione.

        Per la questione delle migliori frasi da rimorchio: vai in libreria, chiedi The Game di Neil Strauss e Il Metodo Mystery di Erik Von Markovic. Sfogliali. Ti ritroverai fuori dalla libreria coi due libri nel sacchetto nel giro di due minuti. Importantissimo: leggi prima il primo.

  28. Kalisa che ama Tanita, non ci sarei mai arrivato, ma sarà solo quello il motivo del coito?
    Un dio che si fa chiamare 42 ha senso dell’umorismo 🙂
    Mi piace come colleghi i racconti tra loro, insieme mi danno l’idea di un “romanzo di formazione” solo che il protagonista è una IA… molto interessante… o forse vaneggio?
    Bravo, anche per la notevole versatilità, io una raccolta di racconti la comprerei subito, anche un romanzo 😉

    Litris viene ferito, solo per sapere come reagisce Tanita…

    • Ciao Gabriele,
      Non so se vaneggi, mi piace la tua interpretazione, magari ne prendo spunto per il prossimo racconto (come già è stato col Bastione 🙂 ).
      Riflettendoci, le IA, o meglio una IA, Kalisa, è il filo conduttore di tutti i racconti, ma è rimasto sempre in disparte. Schivo, tendenzialmente ostile. Tre racconti non sono bastati a farci sapere molto di lui, per questo è forse un po’ improprio parlare di romanzo di formazione. Però è vero che nel Canto abbiamo assistito ad una prima evoluzione di Kalisa; nel Bastione non è presente se non come ‘fantasma’, una via di mezzo tra Babbo Natale e Befana. Però se considerassi insieme Bastione e questo…
      Interessante, devo rifletterci!
      Kalisa ama Tanita, Litiris ne interpreta la passione in modo carnale, ma siamo sicuri che i sentimenti dei due siano uguali? Sì, Litiris e il babbo, come noti, probabilmente ci nascondono ancora qualcosa.
      Grazie di tutto, dei complimenti e della lusinga che mi onora, se mai dovessi pubblicare di certo tu avresti una copia gratis e autografata 😀 😀
      Ciao a presto

  29. Ciao Jaw,
    scusa il ritardo, ho recuperato il capitolo appena mi è stato possibile..
    Wow, un po’ alla volta stai delineando un imaginarium veramente ricco e completo. Farlo su una piattaforma come TI poi.. Veramente brava. Sei riuscito a presentarci un mondo con tre storie legate tra di loro ma indipendenti al tempo stesso (anche se l’ultima frase di Litiris mi ha lasciato da pensare).
    Complimenti per l’intreccio narrativo, mai esagerato ma sempre più intrigante. Al costo di sembrare monotono ribadisco: non dev’essere facile su TI.. Ricordo che ti feci la stessa osservazione per il tuo racconto precedente.
    Magnifica la citazione 😀 ha sdrammatizzato parecchio un capitolo che si preannunciava molto serio.
    Sono contento di seguirti fin dal tuo primo racconto 🙂
    Ciao, a presto 🙂

    • Ciao Christian,

      Grazie infinite, mi fai un sacco di complimenti che mi fanno un immenso piacere.
      Le storie vogliono essere legate. La mia speranza è che possano essere lettere indipendentemente l’una dall’altra. Non so quanto ci sto riuscendo, me lo dovrebbero dire quelli che hanno letto solo questa. TheIncipit è strano e particolare: devo ammettere che l’interazione e il confronto con i lettori plasmano la storia molto più di quanto fossi disposto a credere quando ho cominciato. I primi due racconti sarebbero dovuti essere molto diversi da come poi sono diventati. Penso che il risultato finale sia migliore, sotto molti aspetti, dell’idea iniziale. Per il Bastione ne sono assolutamente certo. Questo in corso è forse quello che è rimasto più fedele al canovaccio iniziale. Se tanto mi dà tanto, sarà il peggiore di tutti 😀
      Facile o difficile non so, ti dico il mio punto di vista: ho sprecato molto tempo cercando la ‘storia giusta’ da scrivere, quella più originale, più bella, che esprimesse meglio ‘le mie capacità’, che piacesse sicuramente…
      Queste e altre menate.
      Se aspetti l’idea perfetta, muori con la penna ancora tappata, ma questo l’ho capito molto tardi.
      TI mi ha dato l’opportunità opposta: proporre un’idea ‘carina’, ‘simpatica’, ‘tutto sommato interessante’ e farla crescere grazie ai contributi di tutti. Ho scoperto che, per quanto mi riguarda, è il modo migliore di scrivere.
      Faccio anche altre cose, ovviamente, ma qui è diverso, devo dire che mi sono ‘affezionato’ a questa piattaforma e che ad oggi non ho trovato qualcosa che si adatti altrettanto bene alle mie ‘attitudini’. Nonostante alcune storture, in primis l’assegnazione/gestione degli incipoints, nonostante il fatto che sia frequentata da meno gente rispetto ad altre piattaforme.
      Rimarrò qui per un po’, almeno fino a che ci saranno lettori come te che mi incoraggiano in modo così caloroso.
      Grazie!

    • Ti piace Athelas?
      Mi fa molto, molto piacere.
      A volte mi chiedo cosa si aspetta chi inizia a leggere il primo capitolo, quante svolte lo deludano facendogli pensare ‘questo proprio non lo volevo leggere’.
      Fare un romanzo? Chissà, non escludo niente. Ma se è difficile scrivere un romanzo (o più realisticamente una raccolta di racconti) è ancora più difficile trovare qualcuno che ci creda e te lo pubblichi. E anche se lo trovi, poi qualcuno lo deve comprare!
      Ah ah, che ridere. Il tempo stringe, comunque. Sono risoluto a non smentire la chiromante, ma non sono sicuro che sei anni mi basteranno per poter dire che aveva ragione.

      Ciao, grazie di tutto!

      A presto

  30. Jaw, io ti seguo… devi darmi il tempo di leggere, non credevo fossi così avanti e le tue storie sono notoriamente complesse e articolate al punto da sembrare reali, per cui ho bisogno di tempo. … peccato non aver giocato prima… vedo che la storia entusiasma un po’ tutti qui 😉 complimenti.

  31. Sai, se c’è una cosa che veramente apprezzo (specialmente in un racconto di fantascienza) sono i particolari. “Il diavolo si nasconde nei dettagli” dicono, e sono proprio curioso di arrivare alla fine di questa storia dopo la maratona che mi sono fatto per riprendere i restanti sette capitoli.
    Davvero una costruzione ben fatta. Complimenti.
    Voto la scena classica: il tentativo di protezione che finisce nel dramma.
    Spero di vedere al più presto il prossimo capitolo dell’opera, nel frattempo, ti auguro buon lavoro e buon futuro.
    Zaion.

    • Grazie Zaion,

      Sono contento che tu sia riuscito a terminare la maratona 🙂
      So che non è sempre facile. So che spesso non si ha il tempo o la voglia, anche quando la storia ti può sembrare interessante. Quindi sono ammirato e imbarazzato.
      Voti la scena classica, anche se sarebbe più classico che lui difende lei, questo nessuno l’ha ancora notato! 😀 😀
      Verso la fine, accelero sempre un po’ gli aggiornamenti, quindi la tua speranza è anche la mia!
      Grazie per complimenti e auguri!
      Ciao a presto

  32. E così l’amplesso(e che amplesso!) c’è stato. Poi si scopre che Litiris ama da sempre Tanita, confesso di essermi un po perso ma di certo non per colpa tua, sono io che non sono sul pezzo 🙁
    Un’intelligenza artificiale non dovrebbe amare, ma si tratta di fantascienza e tutto ci può stare.
    Ho votato affinché vengano colpiti entrambi, e vediamo che succede.
    Ciao e al prossimo 😉

    • Ciao Danio,

      Ma no, è colpa mia, ne sono convinto. Almeno, concedimelo, sotto un aspetto: i tempi di pubblicazione troppo dilatati. Non si può leggere un capitolo ogni due settimane.
      Però purtroppo questi sono i miei ritmi attuali.
      E poi è una questione di gusti, dell’interesse che un particolare racconto ti suscita. Lo vedo con i racconti che seguo io: alcuni mi rimangono impressi anche dopo mesi che li ho letti, altri li dovrei rileggere ad ogni nuovo capitolo. Penso sia normale.
      Grazie di esserci sempre, grazie di trovare interessante ciò che scrivo!

      Ciao a presto

  33. Vengono colpiti, ma senza convinzione.
    Allora, ho registrato il fatto che Kalisa si innamorato/a di Tanita. Già là sono davvero esterrefatta, poiché mi smebrava di aver capito che Kalisa non fosse un grande estimatore/trice del genere umano. Ma al cuor non si comanda (avrà poi un cuore Kalisa?)
    Ora vedo due sole ipotesi: l’unico contatto tra Tanita e un’emanazione di Kalisa che io ricordi è l’incontro col draghino sintetico nel Bastione, che poi si è fatto albero nel suo giardino: si è innamorato allora? Di una bambina?
    O Sal era in realtà un derivato di Kalisa?
    Ecco, ora io con questi dilemmi e perplessità, cui si somma il più grande: e se non avessi capito un tubo?, passerò il tempo aspettando il prossimo capitolo.
    Ciao ciao

    P.S. Ma 42 ha un significato cabalistico, perché ancora per un po’ è anche il numero dei miei anni, se ha poteri magici vorrei approfittarne XD

    • Ciao befana,
      Direi che hai capito ciò che intendevo, che poi questo sia sensato o di tuo gradimento è – purtroppo per me! – un altro discorso.
      In sostanza: sì, una ‘intelligenza artificiale’ dichiara di amare un essere umano. Non li amava, certo, ma in questi millenni ha rinunciato ad attaccarli. E li ha potuti osservare, tramite mille occhi di sue ‘creature’ ai quali, immagino, può avere accesso.
      Poni l’accento su un punto che non mi ha spaventato abbastanza quando ho scritto il capitolo, perché altrimenti avrei certamente usato parole diverse. Alludo all’incontro ‘attraverso’ l’heian? Ma lì Tanita era una bambina, e scrivere che Kalisa ‘si è innamorato subito’ è una frase che effettivamente suona spaventosa.
      In realtà intendevo sviluppare il tema in un modo un po’ diverso, ma non so se ne sarò capace, non voglio dare il minimo adito a interpretazioni ambigue.
      Ero e sono indeciso, devo pensarci molto bene.
      Il quarantadue, come anche Achillu fa notare, è ‘La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto’, è il nome che poco modestamente Enkidu ha dato al figlio (“un oscuro riferimento ad un’opera di fantascienza del lontano passato”) e l’opera di fantascienza in questione è la celeberrima Guida Galattica per autostoppisti.
      Adams sostiene (mi spiace per il tuo 42 🙂 ) che non ha alcun significato particolare, ha semplicemente scelto un numero a caso.
      Sono tutti riferimenti, strizzatine d’occhio. Lo so, con questi continui ammiccamenti e smorfiette sembro scemo e un po’ lo sono davvero. Ma che ci posso fare? Mi diverte farlo!
      Però, ti dico la verità, il tuo commento mi ha messo un po’ in crisi.

      Ciao a presto

      • Ohibò non ne avevo la minima intenzione, il mio era stupore scevro di giudizi, ero sorpresa il che è una bella cosa.
        Se anche si fosse innamorato di lei bambina non c’era nulla di sensuale o fisico.
        (Parentesi: se non l’hai letto ti consiglio “Il Campo di nessuno” di Daniel Picouly, storia romanzata della sua famiglia, i suoi genitori lui e i suoi fratellastri. La scena in cui suo padre,allora dodicenne, incrocia per strada la madre, molto più grande di lui e già sposata e decide in quel momento che un giorno sarà sua moglie, e così succederà, è una delizia. In un libro delizioso. E non c’è niente di morboso)

        Sul credibile, non mi sembra che tutto quel che c’era prima fosse poi così plausibile (ma non me ne intendo) “Vagamente possibile” è tutto ciò che mi aspetto dalla fantascienza, se no diventa pedante. Se non avevi capito, il capitolo mi è piaciuto, e incuriosito.

        42… la guida galattica la zappo sempre, ho visto solo il film (più volte, contro la mia volontà) e il libro mai. La storia del 42 l’avevo scordata. Ecco questo riferimento forse mi delude un po’ ma sono gustacci miei 🙂

        ciao e lascia stare la crisi che non è il caso!

  34. Ma già così tanti hanno votato per Tanita che protegge Litiris? Sessisti! Maschilisti! E allora, mi spiegate per quale motivo alla fine del racconto Tanita sta andando verso lo zaino? Per proteggere Litiris? Mah…

    Per me riescono a scansare la cerbottana.

    Ciao Jaw.

    Immagino che per comprendere Kalisa Dhui devo leggere i racconti precedenti. Immagino anche che già tantissimi abbiano notato che si tratta della risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. Tanita dà per scontato che “il mio creatore” si riferisca a un “dio”; nemmeno nel futuro ci siamo liberati di queste credenze? 😉 O si tratta di un condizionamento mentale nel loro mondo?

    Rieccomi qua, non sono scappato. E sono pure stato attento alle parole che hai usato. Spero 😉

    Alla prossima.

    • Ciao Achillu,

      Per quanto riguarda il quarantadue, sei il primo che lo nota.
      Oddio, spero di dire abbastanza di Kalisa, da qui alla fine, per non costringere chi mi legge a ricercare altri racconti per capire questo!
      Su Tanita e Dio, in realtà nelle stesure precedenti non era una sua deduzione, Litiris pronunciava proprio quella parola e Tanita la ripeteva. Poi la tirannia dei caratteri mi ha piegato a questa soluzione. In effetti Litiris in altre occasioni attribuisce alla volontà del suo Dio gli eventi che riguardano Vardek/Tanita, quindi mi è sembrato di poter sottintendere la traslazione di senso tra creatore (Tanita non sente che Litiris usa la maiuscola 😀 ) e Dio.
      Grazie di leggere ancora. E con molta attenzione, direi!
      Ormai il dado è tratto, scoprirò se ti piacerà o no il finale tra non molto 😀
      Grazie di tutto

      Ciao a presto

  35. Ammetto di aver votato a caso…

    Il capitolo è molto bello, anche se Litris continua a lasciarmi perplesso.
    Quindi Kalisa è tutt’ora “attiva” e ha concepito tutto lei? Un piano decisamente complesso ed a forte rischio di fallimento… o c’è qualcos’altro sotto che non conosciamo ancora?
    La domanda a cui “devi” rispondere è invece: Riuscirai a far tornare Sal? 😉

    Ciao 🙂

  36. Ciao Jaw.

    Ma dai… No, io non me l’aspettavo che il destino di Litiris fosse questo. Né che Tanita s’ingrifasse. Insomma, boh. Vedo che gli altri hanno gradito il colpo di scena, io no. Sono uno di quelli che chiuderebbe il libro, forse per non riaprirlo più. Poi io è davvero difficile che non concluda una lettura, però adesso non vedo l’ora che il racconto finisca. Mi dispiace.

    Ho votato l’opzione in minoranza.

    A rileggerti.

    • Ork!
      Mi dispiace! Ma apprezzo molto la tua sincerità.
      Prevedevo dall’inizio una ‘storia’ tra i due. Non prevedevo di descriverla così.
      Premettendo che non volevo dare ad intendere che il ‘destino’ di Litiris fosse semplicemente ‘giacere’ con Tanita, mi piacerebbe molto sapere cosa in particolare ti ha infastidito della piega che ha preso il racconto. Come l’ho descritta? La svolta er0tic0/sentimentale? La trovi banale, inutile, cosa? So di chiederti molto, ma sarei veramente contento se mi esprimessi il tuo punto di vista. Mi servirebbe.
      Scrivere a capitoli di 5000 caratteri impone certi ritmi, impone scelte a volte dolorose. A volte, semplicemente, si compie la scelta sbagliata. L’incontro che sto preannunciando in questo settimo è il modo che ho trovato per cercare di far stare la storia nei dieci capitoli. È scioccante e vorrebbe mostrare al lettore nel minor spazio possibile una determinata situazione sentimentale che mi servirà per terminare il racconto.
      Ah, ti preannuncio che forse gradirai anche meno l’ottavo, anche se dal mio punto di vista è ‘necessario’ anche quello, si dovrebbe capire il perché alla fine.
      Grazie, mi fa piacere che ti senta libero di dirmi ciò che pensi.
      E per questo mi spiacerebbe ancora di più se smettessi di leggermi. Dai, magari ne vale la pena! 🙂

      Ciao a presto

      • Ciao Jaw.

        I libri che non ho finito di leggere si contano sulla punta delle dita di una mano. Quindi finirò di leggere Un mondo senza gente, nella speranza di rimanere stupito nel finale.

        Ti ho perso in questo capitolo, perché io sono abbastanza convinto dell’assioma che “ognuno è artefice del proprio destino”. Posso accettare la casualità/coincidenza che Tanita sia apparsa al posto di Vardek proprio in quel momento, ma faccio fatica ad accettarne un’altra, vale a dire che Litiris attenda il suo destino e questo si riveli come un alieno (dal suo punto di vista). In questo modo Litiris non è stato artefice di un bel niente; lui e Tanita mi sono sembrati burattini in mano al perfido Dio Jaw che, in barba al libero arbitrio, ha confezionato un destino ineluttabile per i suoi personaggi.

        Forse è l’uso che hai fatto della parola “destino” che mi ha lasciato perplesso; se Litiris non l’avesse mai usata avrei sorriso di questo amplesso interalieno. È un argomento che non è una novità nella fantascienza. Faccio finta di non averla mai letta e attendo il seguito. Per dirla con parole tue: il durante lo immagino, dinamiche-meccaniche che tutto sommato dovrebbero essere chiare 😉

        Alla prossima.

        • Ciao Achillu,
          Ti ringrazio per essere stato così gentile da chiarirmi il tuo punto di vista.
          Provo a esprimerti il mio, cercando di rimanere nell’ambito di ciò che ho già scritto, vorrei evitare di spoilerarmi: Tanita non crede affatto che apparire al posto di Vardek sia stata una coincidenza. Non ci credo neanche io e speravo fosse chiaro che non volevo che ci credessero i miei lettori.
          Lei ha la conferma ai suoi dubbi nel momento in cui scopre che ‘qualcuno’ ha manipolato la tuta per renderla una sosia di Vardek. Appena lo scopre, si ribella a chi le sta cucendo addosso ‘un destino’. Non sa chi sia, ma da come vanno le cose si può intuire che questo qualcuno abbia coinvolto in questo piano anche Litiris. Lei fa una scelta: si spoglia dalla maschera, si mostra per ciò che è. È la scelta giusta? Non lo so, tu cosa avresti fatto? Rimane il dubbio che chi ha imbastito questa messinscena si aspettasse una reazione simile e abbia preso contromisure. O magari ci contava, magari ha volutamente fatto scoprire a Tanita il camuffamento. Pensando tutte queste cose, che scelta fai?
          Litiris, poi. Cosa ha scelto? Non lo sappiamo. Magari nulla, non sarebbe il primo che si lascia condurre come una stupida pecora. Probabile, ma perché tu lo dai per scontato?
          Inoltre, ti chiedo: perché Sal è silenzioso? Una coincidenza, un malfunzionamento? Ovvio che dobbiamo immaginare che dietro ci sia un piano ben preciso. E se scopri che qualcuno sta giocando con te una partita a scacchi, cosa fai? Smetti di giocare? Se ti arrendi l’altro vince. Se non fai nulla o giochi a caso, l’altro vince. Allora devi giocare. Quindi Litiris potrebbe essere uno stupido pedone sacrificabile mentre la regina Tanita ha deciso di fare la ‘mossa della cavallina’ per scompaginare l’attacco avversario.
          Mica ho ancora detto che è innamorata, per il momento sappiamo solo che è interessata a certe dinamiche piacevoli. 😀
          Per altre considerazioni, se vorrai, ci sarà tempo a racconto concluso.
          Grazie ancora

          Ciao a presto

  37. Ciao Jaw,
    Sono riuscito a mettermi in pari, leggendo tutti gli episodi.
    Non mi aspettavo affatto un risvolto di questo genere: ero convinto, infatti, che Litirs fosse l’Albus Silente della sua popolazione e invece…!!!
    Sono morto dalle risate per le opzioni proposte (ah, ho scelto interruptus).
    Sono curioso di conoscere il destino da compiere… Seguirò il finale con interesse.

    Ciao, alla prossima

    • Grazie Veners, sei riuscito a sciropparti sette capitoli in un botto, non è da tutti. Spero di averti imtrattenuto in modo non troppo spiacevole. In effetti, anche grazie ai vostri commenti, mi sono reso conto che avrei dovuto tratteggiare un po’ meglio la figura di Litiris, come minimo avrei dovuto spiegare che non era un vecchio patriarca.
      Grazie di esserci, grazie di tutto

      Ciao a presto
      (P.S.: hai capito che ci siamo già incontrati sotto un altro nick?)

  38. Bene JAW eccomi anche qui.
    Nonostante mi piacciano molto film e videogiochi di fantascienza, mi sono reso conto che non ho mai praticamente letto libri e racconti di questo genere (tranne pochissime eccezioni). Non so perché, forse ho semplicemente dato priorità ad altro. Boh.
    In ogni caso, con un po’ di fatica ho recuperato la lettura (avevo letto il primo capitolo qualche settimana fa). Nonostante il genere avverso ho apprezzato diverse sfaccettature del racconto, in particolare gli ultimi due episodi.
    A parte il fiore segreto. A meno che il genere non stia evolvendo in un romanzo fantaharmonyrosa non lo trovo troppo pertinente. Poi, sono gusti eh?

    Ovviamente ho votato interruptus 🙂 ma probabilmente faccio parte della minoranza.

    A presto

    • Molto onorato FueGod! Ti sei sciroppato sette capitoli di fila, sono imbarazzato dalla fiducia che mi dimostri. Spero che non te ne sia pentito del tutto 😀
      ‘Fiore segreto’: uah ah. Ti assicuro che non so ancora cosa pensare, ossia, mi piacerebbe che tutti e tutte fossero così schietti come te e befana, che hanno relegato la perifrasi a atmosfere da fotoromanzi per educande. Gli altri non si esprimono, probabilmente per non ferirmi :), e io non ho il coraggio di chiedere esplicitamente cosa ne pensano. La mia idea, lo ribadisco, era sottolineare i pensieri contrastanti di Tanita, la mia speranza era che venisse letto come una sua ingenua perversione: ben focalizzata sul – come dire – sull’apparato hardware di lui, descrivendolo in modo molto ‘crudo’, le piace comunque pensare alle sue ‘terre di conquista’ nel modo più candido possibile. Mi sa che non mi è riuscito tanto bene! 😀 😀
      Grazie ancora, sarei contento se riuscissi a catturare la tua attenzione fino alla fine

      Ciao a presto

    • Ah ah, felice di averti stupito 😀
      Subito? Ok, ok, forse è meglio. Christian mi scriveva che l’ho imbarazzato, non sai quanto lo sono io 🙂
      Proverò a descrivere un atto d’amore in poche righe, sorvolando il più possibile su dinamiche-meccaniche che tutto sommato dovrebbero essere chiare 😀
      O magari riaccenderò le telecamere ‘a cose fatte’ 😀
      Grazie di tutto Tia, sono contento di averti tra i miei lettori.

      Ciao a presto

  39. O_O caspita che colpo di scena… Non me lo aspettavo proprio: davo per scontato che Litiris fosse molto più vecchio di Tanita. Ammetto di essere anche leggermente imbarazzato. Tuttavia, a giudicare da come è andata la votazione, sembra che il pubblico apprezzi la sfaccettatura erotica del tuo racconto. Mi fa strano pensare al tuo racconto precedente, quando Tanita era ancora una bambina ingenua.
    Perdona il ritardo nella lettura ma sono impegnatissimo ultimamente 🙂
    Ciao Jaw, a presto! 🙂

    • Fai un’osservazione interessante: in effetti non ho mai fornito alcuna indicazione sull’età di Litiris. In fase di editing andrebbe corretta ‘sta cosa 😀
      Il filone hot si è sostanzialmente esaurito. Dovevate sapere che tra i due nasce la passione, è sostanzialmente questo il loro ‘destino’. Prevedevo dall’inizio una ‘storia d’amore’, non prevedevo un capitolo come questo, diciamo che l’ho ritenuto il mezzo migliore per introdurre la relazione tra i due.
      Grazie di tutto!

      Ciao a presto

  40. Ciao Jaw.
    Avresti il coraggio d’interrompere???? Litiris e Tanita verrebbero a cercarti! Sigilla la tenda e che nessuno venga a disturbare 😉
    Tanita chiede spiegazioni??? Nuuuuu, c’è tempo per quelle!
    Non resta che una scelta.

    Ciao Jaw, ora passo al commento serio.
    Meraviglioso capitolo. I tuoi racconti di fantascienza hanno il profumo delle emozioni umane più belle, per questo li trovo affascinanti. Non perdono la loro umanità pur trasportandoci oltre l’esperienza del mondo che conosciamo.
    Che grande dono.
    A presto 🙂

    • Grazie Athelas, sei impagabile.
      Sono contento che ti sia piaciuto, anche perché l’argomento comportava molti rischi ed era più facile che urtasse i gusti o la sensibilità di una parte dei lettori. Boh, io ci ho provato. E dovrò fare un altro capitolo, prima o poi, con argomento ancora più hot! 😀
      Be’, gli inuit, quando parlano delle relazioni di questo tipo, dicono che ‘ridono insieme’. Al massimo farò ridere qualcuno 😀
      Grazie di tutto!
      Ciao a presto

  41. Interruptus…
    Questo capitolo mi ha sorpreso, non mi aspettavo tanto interesse da parte di Tanita, non mi pare sia accennato nei capitoli precedenti, mi è sembrato affrettato.
    La scena soft-core è un po’ “classica”, lui bronzeo e tonico che la tratta come una divinità, lei febbrile dalla pelle pallida che cede all’affascinante e misterioso uomo… è solo la mia opinione, obviously 😉
    Io però voglio sapere che fine ha fatto Sal… non è che gli hanno tolto la spina? 🙂

    • Ciao Gabriele,

      Il fatto che l’interesse di Tanita venisse considerato affrettato era la mia paura. Beh, è obiettivamente affrettato. Ho provato, anche nei capitoli precedenti, a far trasparire un certo interesse: l’interesse per le lezioni, qui ribadito, il seguirlo per giorni. Le considerazioni ammirate sulle capacità, la pazienza, la cultura di quell’uomo. Tutto voleva creare un clima favorevole. Mi occorreva infine un ‘catalizzatore’ che facesse realizzare a Tanita quanto fosse attratta da quell’uomo. Ho pensato che sbirciarlo nudo, per quanto banale, potesse essere una buona spinta.
      Poi, lo so, i miei cliché erotici non sono particolarmente originali. ‘Bronzeo’ suona banale, però ho considerato che fosse una delle qualità che Tanita apprezzava, avevo già scritto che era particolarmente scuro di carnagione e volendolo ribadire con pochi caratteri… 🙂
      Lei è ‘bianca’ per contrasto. E meno male che mi sono sforzato di non definire ‘rosee’ le areole 😀 😀
      Beh. Al massimo mi contenderò con Erri de Luca il premio per la peggior scena di sess0 😀
      Ti ‘contesto’ solo una cosa: lei non cede affatto, lui non ha alcun atteggiamento seduttivo, a meno di non considerare un atto di seduzione il fatto di mettersi a leggere nudo, cosciente (ma da quando? Mica sappiamo se l’ha capito subito) che lei lo sta osservando.
      Ma perché, secondo te, lui la tratta come una divinità? Perché non le salta addosso?
      Grazie di esserci e delle osservazioni, per me sono molto importanti.

      Ciao a presto

      • Tutto il mio commento è altamente contestabile 😉
        Ho avuto l’impressione, ma forse ho frainteso, che Litiris la vedesse come un’entità venuta per aiutarli… un’apparizione quasi ‘divina’ che compie il suo destino. La scena la trovo scritta bene, avrei solo preferito qualche variazione sul tema… questione di gusti…

        Quella di Erri de Luca è la peggiore scena di sesso perché non ha usato la parola ‘sabotaggio’ 🙂 😀
        Ciao

        • Ti dirò, avevo anche pensato a sorprese del tipo che lui esponeva un paio di strumenti piuttosto che il soldatino solitario, poi ho scartato l’idea 🙂
          No, scusa, solo una battuta che non merita di stare nello stesso thread della tua su Erri De Luca 😀 😀 😀
          Ciao!

  42. “Subito” mi sembra una scelta obbligata.
    Mi è piaciuta molto questa starna relazione (inspiegabile?) tra Tanita e Litiris. Lei è decisamente sperduta e ignara della situazione in cui si trova, ha sicuramente voglia-bisogno-speranza di trovare un alleato. Lui vede in lei il suo destino, perché? Decisamente intrigante questo mistero.
    L’atmosfera “conturbante” è davvero seducente (senza giochi di parole), forse l’avrei trovata quasi imbarazzante o almeno spiazzante, se in questo momento non fossi intrippata nella lettura degli ultimi capitoli di una saga decisamente più hot e meno pudica. XD
    Solo la prima frase mi ha lasciata perplessa: mi smebra artificiosa, non so una specie di spiegazione esterna per ben far capire la lettore i sentimenti di Tanita , forse è il “suo malgrado “che mi sembra eccessivo. Boh.
    E il “fiore segreto” mi ha decisamente fatto storcere il naso/ridere. Un po’ da romanzo per signorine, ma sarà che manco di sensibilità 😉
    Non ho la più pallida idea di dove la tua storia conti portarci, mi piace un sacco!
    Ciao

    • Ciao befana,

      Sì, la frase iniziale ha proprio lo scopo di cominciare a introdurre i sentimenti di Tanita. Hai ragione, appare artificiosa. Non ho trovato di meglio, ero ossessionato dalla paura che il lettore si ritrovasse di punto in bianco a constatare che questa si è innamorata di ‘uno’. Così, forse perché ha avuto modo di osservarne scrupolosamente alcune virtù che ha trovato interessanti. Volevo che la cosa fosse graduale, che il lettore intuisse che Litiris non le era indifferente. Poi non so neppure io se sarà proprio ‘amore travolgente’ o un fugace scambio di umori corporei.
      Il ‘fiore segreto’: ah ah, onestamente non saprei dirti se fa ridere o no, ossia se il lettore medio lo trovi ridicolo oppure no. Spero davvero che me lo dicano. Del resto il confine tra poetico e ridicolo è spesso labile, soprattutto se percorso da chi poeta non è. Ti dico cosa avrebbe voluto comunicare: pudicizia e mistero, in contrasto con la ‘carne esposta’ di poco prima. In contrasto con le considerazioni da p0rn0star che Tanita riserva ad una timida appendice che trova così interessante. La perifrasi vorrebbe appunto riflettere il pensiero della ragazza. Mi pare di non averlo mai scritto, ma lo scrivo ora: per una volta, il limite dei 5000 caratteri mi è pesato parecchio, perché questo aspetto dell’ingenua perversione di Tanita l’avrei voluto sviluppare meglio. Grazie veramente per i tuoi commenti, sempre molto attenti e interessanti. Grazie per esserci e dei complimenti.
      Sono contento che la storia ti piaccia e spero di non deluderti da qui in poi.
      Ciao a presto!

  43. Capitolo sconcertante ed allo stesso tempo aspettato. Visto i pensieri di lei, voto Subito e non ne parliamo più 😉

    Contiuo a chiedermi chi è che ha escogitato tutto questo: non credo affatto possa essere stato Litiris; troppo preparato dall’origine perché l’incontro sia stato casuale.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,

      Sono contento che per qualcuno il capitolo sia ‘aspettato’ perché vuol dire che tutto sommato qualche messaggio in tal senso è passato. Interessante osservazione su Litiris. Cos’è il caso? Un evento di cui ancora non riusciamo a stabilire la consequenzialità con gli eventi che lo precedono.
      Vedremo 🙂
      Grazie di esserci e di tutto

      Ciao a presto

  44. Ciao Jaw.

    Secondo me esiliano Litiris.

    Ti è scappato un “affianco” al posto di “a fianco”. Sono sempre otto battute 😉

    Che dire? Interessante la biologia che rende necessario il predatore per la riproduzione. Se mai io dovessi scrivere qualcosa di fantascientifico in futuro, probabilmente te la ruberò! 😉

    Buon anno e a rileggerti presto.

    • Ciao Achillu,

      Sì, ‘affianco’ è un errore imbarazzante di cui mi sono accorto dopo aver postato. Se devo essere del tutto onesto, ammetto che avevo il dubbio che fossero accettate entrambe le forme, mi ero ripromesso di controllare e poi me ne sono dimenticato.
      Grazie per la lettura attenta e soprattutto grazie per la battuta finale, sapere che qualcuno considera una mia idea degna di essere replicata è appagante.
      Buon anno anche a te!

      Ciao a presto

  45. Ciao JAW!
    Voto che prevale la paura.
    Capitolo bellissimo, ma la parte che mi ha incuriosita di più è stata quella finale.
    “Tu sei il mio destino” le ha detto Litiris, per nulla stupito o spaventato.
    Cosa sa? Cosa nascondono quelle parole? Sono curiosa di saperne di più. Concordo pienamente con Athelas: “la fantascienza ti appartiene e tu appartieni a lei”!
    Complimenti! A presto! 😉

    • Grazie Tia, sei veramente gentile.
      Volevo che si intuisse che Litiris non è esattamente un santone cialtrone. È una persona di cultura, ha un ruolo meritorio nella comunità, le sue ‘profezie’ non sono campate in aria. Cosa sa? Penso che lo scopriremo un po’ prima di quanto avessi previsto in origine.
      Grazie di esserci e di tutto.

      Ciao a presto

  46. Ciao Jaw.
    Io non sono un’esperta di fantascienza e, forse te l’ho già scritto, non ho mai letto racconti di questo genere.
    Al mio precedente commento hai risposto chiedendomi di segnalarti le mie eventuali perplessità…. ma io ogni volta resto a bocca aperta di fronte alla tua narrazione. La fantascienza ti appartiene e tu appartieni a lei.
    … è proprio il tuo mondo 🙂
    Grazie per tutto lo stupore che riesci a regalarmi…
    A presto!

    • ‘La fantascienza ti appartiene e tu appartieni a lei’
      Che bella frase. Sono contento che tu lo pensi, ma forse non immagini quanti dubbi io abbia in proposito. Tu puoi capire meglio di altri a cosa mi riferisco, perché sai che non mi limito alla SF ma provo a scrivere anche altro. Non so, anch’io ho l’impressione di trovare più facile questo ambiente piuttosto che altri in cui mi sento più costretto, asfittico. E in un certo senso il tuo commento è una conferma. Eppure c’è ancora un altro stile, un po’ delirante, che mi piacerebbe ripercorrere, perché ogni volta che ci penso mi chiedo se non è proprio quello lo stile che trovo più facile, che sento più mio. Boh, una vita non è abbastanza, e crearti passaporti fasulli non raddoppia il tempo a tua disposizione. Indecisione, insicurezza, chiedere agli altri un parere per sapere se stai facendo la scelta giusta… in quale personaggio ho già visto questo atteggiamento?
      Non mi viene il nome, ma so che almeno lui, alla fine del racconto, riuscirà a risolvere il suo problema. 🙂
      Grazie, grazie per la tua capacità di farmi complimenti sempre nuovi e sempre bellissimi, per me è molto importante.

      Ciao a presto

      • Ciao Jaw, non è per nulla faticoso complimentarsi con te 🙂
        Può essere che anche lo stile delirante, come lo definisci tu, ti appartenga quanto la fantascienza. Del resto se non provassimo ad esplorare altro, saremmo sempre la copia di noi stessi 😉
        Il personaggio di cui non ti viene il nome? 🙂
        Ciascuno di noi potrebbe essere quel personaggio (o forse è meglio se parlo me… io potrei esserlo). E per una volta facciamo gli ottimisti… anche noi potremmo risolvere i nostri problemi, alla fine 😉
        A presto Jaw, continua così che ti meriti tutti questi complimenti… e anche di più!
        Felice anno nuovo.

  47. Sarà il misticismo della scena col predicatore e i discepoli, sarà un effetto voluto, sarà che sono strana io, quando Litiris acchiappa la cosa volante e la strippa davanti a tutti, mi sono immaginata l’aruspice che legge il destino, il volere degli dei, il futuro, vedi tu, nelle viscere degli uccelli. Invece era il mezzo per spiegarci come gli pseudoumani si nutrano e la cosa della tuta.
    Ma visto che, in fondo, specchiarsi nel cilindro steso ha permesso a Tanita di scoprire l’inghippo e in più Litiris le dice “tu sei il mio destino”, la mia visione di aruspicina non era così fuori tema.
    Fine della divagazione: sono sempre più ammirativa di cosa riesci a immaginare e rendere credibile.
    Penso che prevalga la paura.
    Speriamo che non si trasformi tutto in tragedia, sono reduce dalla visione di Rogue One, non sopporterei un’altra ecatombe intergalattica 🙂
    Ciao

    • Ciao Marezia,

      Io non vorrei che sopravvalutassi le mie capacità, però in una certa misura l’effetto che hai descritto era voluto: il gesto di alzare la preda al cielo (bassissimo cielo, è il soffitto della nuvola) è chiaramente liturgico; vorrebbe celebrare la strana alleanza tra uno strano dio e gli uomini della nuvola, i quali non possono che ringraziare qualche benevola entità per il fatto di riuscire a trovare del cibo in un ecosistema più che alieno, addirittura non biologico. Ma non ti pare strana, ‘sta cosa?
      Trovare all’interno della creatura una superficie a specchio è di per sé un auspicio. Annuncia qualcosa che deve avvenire. È Litiris a chiedere a Tanita di specchiarsi, forse lei non l’avrebbe fatto. Cosa succede, perché il mimetismo ha una brevissima defaillance? Un caso, forse. E ancora, Litiris non è affatto sorpreso di vederla senza ‘trucchi’. E infine, sì, il fatto che lui le riveli che lei sarà il suo destino non è una frase da rimorchio, lui è del tutto certo che sarà così.
      Grazie dei complimenti, trovo sempre opportuno ribadire quanto io li apprezzi e quanto mi facciano piacere. Non faccio un grosso spoiler se ti preannuncio che non prevedo nessuna ecatombe, a meno che non mi facciate cambiare idea in qualche modo.
      Grazie, grazie di tutto

      Ciao a presto

      • Che fosse voluto un po’ me lo immaginavo, ma che Litiris fosse al corrente e abbia fatto in modo che lei sgami almeno parzialmente la cosa, questo proprio non l’avevo capito. Sei il mio destino vale doppio. Sono una colonia sperimentale allevata e nutrita ad hoc e il sacerdote vuole scappare? Ancora una volta non ho capito niente? Ribadisco la mia ammirazione.
        Non c’entra nulla, ma a proposito di fantascienza: mi sono appena resa conto che il mio iPad ha infine scoperto il correttore in italiano. Miracolo di Natale o dell’ultimo aggiornamento sistema?!
        Ciao e tanti auguri di buon anno, signor Jaw

    • Ma grazie a te, Anna!
      Non ricord il titolo di un bellissimo racconto di Wells (bellissimo? Boh, a me è piaciuto molto!) sulla panspermia. Come molti dei racconti che mi piacciono di più, univa una premessa che non condivido a uno sviluppo fantasioso ma coerente, rendendo realistica l’ipotesi. Purtroppo non ho questa capacità: quando elaboro qualcosa ci devo ‘credere’. Sia chiaro, non escludo che le basi della vita provengano dall’esterno della Terra, ciò che mi viene più difficile da credere è che lo stesso genere umano o magari i primati da cui ci siamo evoluti siano stato ‘impiantati’ sul nostro o su altri pianeti.
      Quindi niente panspermia nel mio racconto.
      Cloni? Beh, si tratta di capire cosa intendi… 😀

      Grazie di tutto,

      Ciao a presto

  48. Ciao. Ho votato affinché Tanita faccia perdere le proprie tracce.
    Le altre due opzioni non mi convincono, Litiris è amato e rispettato, difficile che lo possano esiliare. Così come è difficile che tutta la popolazione possa scappare.
    Ottimo, sempre scorrevole e piacevole da leggere, al prossimo 😉

    • Grazie Danio,
      Non posso che ringraziarti, sei sempre molto gentile. Comunque, se capita, non farti scrupoli ad indicarmi cosa non ti convince, cosa trovi pesante eccetera. Ammesso che ne abbia tempo e voglia, ovviamente 😀
      Io apprezzo e non mi offendo.
      Grazie di tutto!

      Ciao a presto

  49. Adesso capisco cosa intendeva Sal, quando si riferiva al patrimonio genetico dei sapiens… a questo punto mi domando che tipo di DNA possa avere un gamete metallico… leggerei volentieri qualche manuale del dipartimento di esobiologia 😉
    Prevale la paura… (anche se mi aspettavo forconi e torce :D)
    Complimenti!

    P.s.
    A proposito di cellule metalliche… https://www.newscientist.com/article/dn20906-life-like-cells-are-made-of-metal
    Manca poco 🙂

    • Ciao Gabriele,

      Ho voluto accennare alla ‘biologia’ di creature artificiali. Associare ‘gamete’ a metallico mi sembrava il modo più stringato per dare il massimo delle informazioni possibili. Nel contempo, chi non è curioso non si deve sorbire chissà quali spiegazioni. Volevo chiarire che le prede non sono biologiche e che il motivo per cui vengono cacciate è che custodiscono tra le loro viscere elettroniche 🙂 un doggy bag proteico molto ricercato dalle uniche creature non artificiali della nuvola. Ma perché dovrebbero averlo? Per suicidarsi? Beh, perché insieme all’offerta alimentare, come nel polline delle piante, sono presenti gli equivalenti dei gameti della vita biologica. Così il predatore diventa l’unica loro possibilità di riprodursi.
      Il DNA ‘particolare’ della gente sulla nuvola è comunque biologico, mi pare di capire che su questo punto sono riuscito a confondervi ben bene le idee. Mi sbaglio? Poi, certo, la particolarità riscontrata è qualcosa che è sintomo di qualcos’altro che forse si potrebbe cominciare a intuire. Mi piacerebbe sapere se qualcuno l’ha intuito. Dal mio punto di vista non è così oscuro…
      Grazie di esserci e dei complimenti!

      Ciao a presto

      • Stando a quello che dice Sal, il DNA della gente della nuvola è biologico… è l’interazione di quest’ultimo con i gameti metallici che mi sfugge… pensavo la diversità genetica fosse data da qualcosa tipo XNA, con zucchero di sintesi… quindi non ho intuito granché… meglio, così non mi rovino la sorpresa 🙂

  50. Salve Jaw,
    Mi piace leggere i tuoi racconti: sono davvero molto evasivi. Quando esce un tuo capitolo per 10 minuti scappo dal pianeta Terra e vado su Fen Ge (mi perdonerai se lo scrivo sbagliando accenti).
    Mi ha un po’ spiazzato il ”cilindro morbido cromato”. Non capisco se hanno abbattuto un animale e ne hanno estratto le interiora o se quella creatura era in realtà qualcosa di artificiale… ”cilindro cromato” mi fa pensare a cose meccaniche. Forse sono io che sto impazzendo dopo il cenone di Natale? Molto probabile.
    Bel colpo di scena comunque 🙂
    Nel caso in cui non ci sentissimo più prima della fine dell’anno: auguri! 😀
    Ciao, a presto! 🙂

    • Ciao Christian,

      Sono felice di farti evadere un po’, in fondo, scrivere di fantascienza è per me soprattutto questo: evasione, viaggio. Trip.
      Il dubbio sulla creatura è legittimo: Sal prima di svanire ha spiegato a Tanita che l’unica specie ‘biologica’ sulla nuvola sono gli esseri umani, gli altri sono organismi ‘kalisiani’. So di averlo scritto, come so che è difficile tenere il filo del racconto con aggiornamenti così diradati nel tempo. Mi interessava affrontare proprio questo contrasto: di cosa possono vivere gli esseri umani in un mondo di ‘metallo’? Ho pensato per loro a un ruolo da ‘pronubi’: le creature possono riprodursi solo se gli umani ‘spargono il polline’ (i gameti dentro la gelatina proteica), perché, pensa la sfiga, non esistono ‘atti sessuali’ tra kalisiani, i loro gameti si diffondono solo se vengono distrutti e viene aperto ‘sto famoso cilindro. Mi piaceva accennare alla cosa, se mai avrò voglia, tempo e capacità di espandere il racconto in qualcosa di più lo chiarirò meglio.
      Quindi non è follia post-bagordi, tranquillo 😀
      Piaciuto il colpo di scena? Sono sollevato, l’idea iniziale era un po’ diversa e più lunga da mostrare, ho preferito cambiare un po’ le carte perché non voglio arrivare agli ultimi capitoli con l’acqua alla gola.
      Grazie di esserci, dei complimenti e… degli auguri. Auguro anche a te un frizzante e creativo 2017 😀

      Ciao a presto

      • Oh che bella spiegazione! 😀 ti confesso che leggendo questo capitolo ho pensato a Horizon Zero Dawn, sono contento di non essere impazzito 🙂 se non conosci questo videogioco buttaci un occhio: sono sicuro che ti piacerà 🙂
        Gli uomini che fanno da api… Fantastico. Spero tu scriva di più sull’ecosistema del tuo universo 🙂 è davvero interessante 🙂
        Ciao e ri-auguri! 😀

  51. Ho votato un po’ a caso, se devo essere sincero.
    Invece mi è piaciuto tantissimo il colpo di scena! Quindi qualcuno ha programmato (o manomesso) la tuta. L’incontro con queste creature non è stato casuale! Cosa si nasconde? Perché lei? E che fine ha fatto il tutore? 😉

    Ciao 🙂

  52. Ho votato per l’opzione che, a quanto pare, è la meno gettonata. In realtà mi sembrava la più in linea con la tua protagonista, ma forse non ci ho pensato abbastanza attentamente.
    È tutto talmente surreale e strano che posso capire come Tanita creda a una simulazione. Realtà o sogno?
    Non c’entra poi molto, ma tutto questo mi ha fatto venire in mente una ricerca di liceo che collegava Matrix al Mito della Caverna di Platone, e che mi aveva fatto perdere un paio di notti di sonno per la complessità ancestrale di questa domanda. Realtà o sogno?

    • Realtà o sogno? Forse non è importante. Non sono convinto di sapere ‘cos’è la realtà’, insomma, non la saprei definire in modo certo. Per noi è ‘realtà’ ciò che percepiamo dopo un ‘risveglio’, ma chi sa quale e quando sarà un prossimo risveglio? Magari, dopo aver sognato per decenni la nostra strana vita sulla Terra, ci svegliamo su Tian Cang e scopriamo di essere avanzatissime intelligenze artificiali 😀
      E magari anche quello, secoli dopo, si rivelerà un sogno di qualcos’altro.
      Se Dio esiste, noi siamo i suoi sogni.

      Grazie di esserci, grazie di tutto
      Ciao a presto

    • Grazie Gabriele.
      So che qualcuno mi rimprovererebbe che c’è troppa RAM al fuoco 🙂
      Io però penso di scrivere il minimo indispensabile per mantenere coerente la narrazione: mi serviva una tuta megagalattica perché Tanita doveva arrivare sostanzialmente sola su un pianeta inospitale. Mi serviva Salamura per le prime interazioni e per darle qualche notizia senza che io dovessi barcamenarmi in lunghissime descrizioni tipo ‘nel suo laboratorio portatile analizzò il DNA…’ eccetera. Insomma, volevo descrivere l’incontro di due vite lontanissime. Non si può pretendere che siincontrassero a cavallo. Però d’ora in poi la ‘tecnologia’ dovrebbe intervenire molto più saltuariamente. Vedremo.
      L’ecosistema ibrido è un punto fondamentale. Dentro la nuvola è avvenuta la sintesi degli ecosistemi che su Tian Cang sono rimasti separati. Come mai?
      Grazie di esserci e dei complimenti

      Ciao a presto

  53. Chiama i soccorsi e ottiene risposta… così tu esci dall’impasse ed io ti restituisco il favore 😉
    Il capitolo mi è piaciuto molto, lo stile sempre molto evocativo, Tanita sempre più vendicativa. E Sal? La sua scomparsa mi lascia molto perplessa, mi metto nei panni di Tanita: rimanere bloccata su un altro mondo, senza alcuna possibilità di tornare indietro, deve essere davvero inquietante. Non conosce la loro lingua, non può farsi capire… menomale che sono pacifici 😉
    Complimenti.

    • Ciao Anna,
      La notifica del tuo commento mi è arrivata mentre ero dalle tue parti. Coincidenze, direbbe Salamura. O forse… realtà virtuale??? Simulazioni? Matrix???
      Ah ah!
      Ecco, la possibilità di tornare indietro. In realtà andrò a chiarire che potrebbe tornare indietro. Per il momento mi piace giocare sul disorientamento di Tanita: ha pensato di essere ‘prigioniera’ di Sal, ha pensato di non poter decidere nulla. Ora spetta a lei: chiama i soccorsi? Lo può fare. A rigore potrebbe probabilmente uscire fuori e saltare su una nuvola che segue il ramo discendente della Grande Corrente. Cosa farà? Io vorrei che capisse che non è una simulazione.
      Non conosce la loro lingua, verissimo. Ci vorrà del tempo…
      Grazie infinite per i complimenti!

      Ciao a presto

    • Ah ah, sì, è un po’ incredibile 🙂
      Ciao befana, tranquilla, mi tengo così questo complimentone!
      Grazie.
      A proposito di commenti e critiche: penso di essermi meritato il ruolo di tuo pusher ufficiale di siti per ‘gente che scrive’. Ho scoperto da poco writersdream.org, non so se lo conosci. Lì è obbligatorio commentare qualcosa prima di pubblicare e chiedono un commento approfondito, esaustivo. Il rischio è essere demoliti, ma l’idea è bella e io personalmente ho ricevuto almeno due critiche utilissime. Certo, difficilmente ci sono lodi sperticate, è più facile il contrario. Infatti il primo commento che ho ricevuto era di un vero idiota, mi ha stroncato leggendo tre righe, non è andato oltre un ‘dimmi papà’, ma non per male, perché “è una questione di grammatica, ci va il vocativo: dimmi, papà”. Testuale.
      Ci ho comunque dormito male.
      Dacci uno sguardo, è molto interessante.

      Ciao a presto

  54. Questa volta sono un po’ cattivello e voto che Tanita chiama i soccorsi ma non ottiene risposta.
    A Sal deve essere successo qualcosa di “brutto”. Spero non si sia semplicemente guastato perché sarebbe patetico… Senza più Sal, Tanita capirà che è tutto reale o si incaponirà ancora di più? 😉

    Ciao 🙂

    • Grazie Achillu. Sì, ha un ‘cordone ombelicale’ che la lega al pianeta madre, proverà a sentirli. E comunque, simulazione o no, ho l’impressione che qualunque sia la sua convinzione dovrà ‘fare come’ se fosse la realtà. E prima o poi capirà ciò che noi sappiamo, ossia che *è realtà*.
      Grazie di esserci
      Ciao a presto

  55. Hey Jaw 😀
    Non so mai cosa aspettarmi da te (in termini di contenuti, in termini di qualità le aspettative sono sempre altissime) 😀
    Quello che mi piace di questo capitolo è che riesci contemporaneamente a portare avanti la trama e a far degenerare la situazione: più le cose vanno male, più il tuo racconto procede nella giusta direzione. La protagonista che viene fiondata nuovamente nel suo trauma passato, l’idea che tutto ciò sia solo una simulazione, il rapporto tra lei e Sal che oscilla dalle molestie sessuali al boicottaggio, la comunicazione perduta e ora anche un conflitto imminente. Tanta carne sul fuoco, meno male che sono affamato! 😀
    Concludo dicendoti che è uscito il mio quinto capitolo 🙂 detesto farmi pubblicità sotto i racconti altrui m temo che non ti sia arrivata la mail di avviso 🙁
    Saluti capitano, ci sentiamo presto! 😀

    • Ciao Christian,
      Il tuo commento mi fa un po’ paura, lo ammetto. Mi stai facendo venire il dubbio che ci sia davvero troppa carne al fuoco. Non è mia intenzione, in realtà la trama ha un punto fisso ben preciso, una volta spiegato quello tutto il resto dovrebbe essere comprensibile e naturale. O quasi.
      Mi piacerebbe scusarmi dicendoti che non ho ricevuto la mail. Ma le ricevo praticamente sempre.
      E ti confesso che l’ho anche letto ma non l’ho ancora commentato. Rimedierò al più presto.

      Ciao, a prestissimo

      • Scrivo per precisare una cosa: la mia osservazione riguardo al mettere tanta carne al fuoco non si riferiva a un infodump. I capitoli sono scorrevoli e non ci vengono forniti troppi dettagli inutili o tutti assieme, assolutamente. La trama fila via che è una meraviglia.
        Quello che intendevo dire è che ormai sei a metà del racconto: riuscirai a dare il giusto spazio a tutti i punti che ti ho elencato in soli cinque capitoli?
        Ricordo di averti fatto la stessa osservazione per il tuo primo racconto.
        In ogni caso buona fortuna e buon proseguimento! 😀

        • Ciao Christian,

          Sì, avevo capito il senso, per questo ho un po’ paura 😀
          A differenza del Canto, in questo caso non ho ancora sCanto-nato dall’idea originale, quindi sono confidente di riuscire a gestirla.
          Volevo anche fare con te una considerazione: se incontro due persone che si somigliano molto, penso come minimo che siano parenti. Ti conosco, quindi penso che non abbia bisogno di molto altro per capire. Se sei curioso, c’è la mia mail in evidenza nel profilo.
          Ciao
          Ciao a presto

            • No.
              Scusami, faccio sempre il melodrammatico.
              A non voler scrivere troppo il rischio di non far capire niente è molto alto.
              Diciamo che non ho un tuo contatto, ma sul mio profilo c’è la mail, quindi se tu fossi curioso di sapere qualcosa in più su di me basterebbe usarlo 😉
              Però ci puoi anche arrivare. Giochiamo?
              Il ‘ti conosco’ era riferito al fatto che so che hai un buon intuito. Il ‘se incontro’ è molto zen, il soggetto è chi legge la frase.
              Mia mamma mi dava del voi. Non è strano: io sono due gemelli monozigoti siamesi uniti al centro: la metà di destra, braccio, gamba, mezza testa, sono io. La metà di sinistra, invece, è io. Ci siamo sempre sentiti il gemello di me stesso. Quando ci chiedono un’opinione ne diamo due, rispondo prima io, poi io. Diciamo le stesse cose, ma in modo diverso. Siamo quasi sempre d’accordo, la gente un po’ si stupisce di questo. Non sa che noi ci consideravamo a tutti gli effetti una persona sola.
              Dopo queste spiegazioni sarà tutto chiarissimo, immagino 😀 😀

              Ciao a presto

    • Ciao Erika

      Nessun ritardo, non ti devi proprio scusare. Al massimo sono io che ultimamente sto leggendo un po’ poco.
      Credi nelle impressioni, spesso ti dicono la verità. E se pensi di averlo già letto, semplicemente non ripassare e non preoccuparti, non mi dimentico di te comunque. Anzi, ti dico di più: per quanto mi riguarda è giusto così.
      Ciao a presto

    • Ciao maria,

      Tanita pensa di essere estremamente razionale, perché la sua parte emozionale sta offuscando una parte delle possibili spiegazioni logiche. Lei vede solo una possibilità: è dentro una simulazione. Non è così, in questo Sal non mente. Non faccio un grosso spoiler alla mia storia se ti rivelo che Sal la potrà aiutare a vedere le cose in modo più obiettivo.
      Non credo alle coincidenze e in questa storia non ce ne sono. I viaggi nel tempo mi fanno venire l’orticaria, quindi escludi pure quelli. Le dimensioni parallele, non so fai tu: se fossi in una situazione simile sarebbe la prima cosa che penseresti?
      Insomma, se escludi tutte le cose impossibili (impossibili perché l’autore qui presente non le vuole utilizzare. Se vuoi mettila così: nell’universo da me creato esiste una teoria che dimostra che viaggi nel tempo e dimensioni parallele semplicemente non possono esistere) ciò che rimane, per quanto improbabile, è possibile. Ecco, tu sei estremamente intuitiva (vedi LIMITE INVALICABILE). Chissà che non ti sia fatta già un’idea di quale possa essere una spiegazione improbabile ma logica. Di certo il prossimo capitolo fornirà qualche indizio in più. Se lo indovini, ti prometto che non cambierò la storia.
      Ho solo un dubbio: hai votato oggi?

      Ciao, grazie di esserci,

      A presto

  56. Ciao Jaw. Ho riconosciuto l’esperanto alla prima lettura e ti ho dato del pazzo 😀 La trama è coinvolgente, la scrittura è scorrevole, che dire? Mi lascia perplessa la domanda, io immaginerei qualcosa di diverso nella predicazione di Litiris. Anche perché (sicuramente?) lui non si aspettava che Vardek sarebbe risorta sul serio. Lo vedo più come un allarmista, quindi per me la sua predicazione è sulla venuta di un popolo ostile.

    • Ciao Achillu, benvenuto.
      La domanda a fine capitolo, lo ammetto, non è in grado di stravolgere il plot che ho in mente. Avevo bisogno di un uomo carismatico, che fosse subito in relazione con la rediviva Vardek. Riguardo alla tua osservazione, per il momento posso solo dirti che Litiris non si aspettava che Vardek risorgesse. Ma noi sappiamo che Vardek non è affatto risorta. Però ribalto la domanda: che razza di profeta è uno che non crede alle proprie profezie? E quanto durerebbe nel suo ruolo?
      L’esperanto ha una sua ragion d’essere, si chiarirà in seguito.
      Grazie di essere qui e del commento.

      Ciao a presto

    • Be’, Tanita/Lazzaro rischia di scalzare il profeta, perché potrebbe mostrare un sacco di effetti speciali 😀
      Ciao Gabriele, grazie per il commento e per i complimenti.
      Le idee sui ruoli di Vardek e Litiris mi si stanno chiarendo tra le lunghe pause che faccio passare tra un episodio e l’altro: se c’è una cosa positiva in queste attese, è proprio che permettono di pensare e ripensare. Per me, che spesso scrivo di getto per poi incasinarmi con le mie mani, è un bene.
      Grazie di esserci!
      Ciao a presto

  57. Profetizza la venuta di un popolo ostile… e Tanita sarà a capo dei rivoltosi, credo che la vera leader sia lei. Litiris non mi ispira tanta fiducia, dà l’idea di essere un guru, uno di quelli che manipola la mente per piegarla al proprio volere. Più che di una sorta di Paradiso, questa nuvola ha l’aria di essere una dimensione parallela in cui ciascun essere incontra il suo doppio.
    La storia continua a farsi intrigante e il personaggio di Tanita mi piace sempre di più, un’adolescente cresciuta troppo in fretta e che deve fare i conti con un passato doloroso.
    Bravo Jaw, a presto.

    • Ciao Anna,
      Ti confesso che sono rimasto a bocca aperta quando ho realizzato quanto fosse facile l’associazione tra questo ‘mondo’ tra le nuvole, abitato da gente che sembra resuscitare dalla morte, e il Paradiso. Non ci avevo assolutamente pensato, almeno a livello conscio 🙂
      La ‘gente’ concede secchiate di fiducia soprattutto a chi non la merita, ho paura che tra le nuvole non sia diverso. Comunque non ho ancora deciso esattamente come sarà questo Litiris, c’è un solo punto fermo. Grazie di esserci e dei complimenti.

      Ciao a presto

  58. Profetizza la venuta di un popolo ostile. Chi sarà mai il popolo ostile? A quanto pare è già nella nuvola a loro insaputa e la profezia si è avverata. Di questo capitolo mi è piaciuta soprattutto la descrizione dell’ambiente surreale. Molto efficace e fantasiosa, complimenti! Il tuo racconto è particolare, mi chiedo a ogni capitolo a cosa si riferisca il titolo: senza leggere la storia sembrerebbe il titolo di un racconto apocalittico, ma per ora non è così; anche il mondo extraterrestre è abitato…quindi??? Sicuramente c’è una ragione per tutto e ce la svelerai a suo tempo. Bravissimo! 🙂

    • “O frati”, dissi “che per cento milia
      perigli siete giunti a l’occidente,
      a questa tanto picciola vigilia
      d’i nostri sensi ch’è del rimanente,
      non vogliate negar l’esperienza,
      di retro al sol, del *mondo sanza gente*.
      Considerate la vostra semenza:
      fatti non foste a viver come bruti,
      ma per seguir virtute e canoscenza”.

      È il canto 26 dell’Inferno, come qualcuno ha già indovinato.
      Dà il titolo al racconto e a tutti i capitoli.
      Ulisse sprona i suoi ad attraversare le Colonne d’Ercole, identificando ciò che c’è al di là come ‘mondo sanza gente’, perché fino a quel momento completamente ignoto.
      Tralasciando il potente significato allegorico del viaggio di Ulisse, sappiamo che oltre le Colonne il mondo non è (e non era) affatto sanza gente anche se noi occidentali l’abbiamo scoperto solo con Colombo.
      Il racconto tratta appunto di un viaggio verso un pianeta fino a quel momento ignoto. Quale più grande sorpresa scopire che il mondo che credevi ‘senza gente’ si rivela abitato?
      Poi ci sarebbe un altro discorso che non posso fare per non spoilerarmi.
      Grazie per esserci e per i complimenti.

      Ciao a presto

  59. Profetizza la venuta di un popolo ostile.

    Le cose si fanno sempre più misteriose. Come mai ci sono umani (?) su questa nuvola? Come mai l’hanno scambiata per una di loro? Perché la donna è uguale a sua madre e lei è uguale a sua figlia? Presupponendo non sia un “teatrino” (perché sarebbe brutto e banale) come farà Sal a farle capire che non è “su un ponte ologrammi”? 😛

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      No, spero che non sia un teatrino, insomma, posso tranquillamente spoilerare il fatto che non è una simulazione. Per il resto, siete ancora liberi di immaginarvi di tutto. Spero che le tue domande avranno una risposta soddisfacente.
      Grazie per esserci e per il commento

      Ciao a presto

  60. Ero molto indecisa ma ho scelto per l’indole da Conquistadores.
    Tanita in neogesù mi ha davvero spiazzata.
    E questo popolo (o questi umani di un altro spazio-tempo, non so) che ha dato un’utilità a una delle più belle e vane invenzioni dell’uomo, l’Esperanto, lo trovo geniale.
    Piccolo aneddoto personale totalmente superfluo: tanti anni fa mi capitò di soggiornare in un campeggio-ostello di Christania (il quartiere hippie di Copenaghen) che ospitava in contemporanea i partecipanti a un congresso internazionale di esperantisti. Le file d’attesa nei bagni e nelle altre parti comuni del campeggio resteranno una delle esperienze più “fantascientifiche” della mia vita: tutta questa gente che mi o si parlava (il fatto che spesso facessero la fila completamente nudi contribuiva all’effetto estraniante, credo) in una lingua che assomigliava a tante altre eppure a nessuna e di cui non capivo nulla. Come un’aliena in visita cercavo di spiegare loro, per lo più a gesti, che l’esperanto non lo capivo. vent’anni dopo me ne ricordo ancora. Forse se avessi avuto Sal con me avrei potuto comunicare 🙂
    So che sei su tanti fronti, ma penso che questo racconto meriterebbe davvero che tu cercassi di restringere un po’ i tempi di pubblicazione.
    Ciao ciao

    • Eh, Marezia, hai ragione, tempi così dilatati sono inaccettabili.
      Ricordo un bel racconto, terminato ormai da un po’, L’Albero dell’Ambra II. Ricordo quanto mi indisponesse dover aspettare tanto tempo tra un capitolo e l’altro. L’ho anche scritto all’autore: ‘non apprezzo i lunghi intervalli tra le pubblicazioni ‘.
      E ora io faccio di peggio. Che figura!
      Dovrò decidere a cosa dare priorità. meetale è interessante ma per alcuni aspetti mi convince meno di questo sito.
      Grazie per i complimenti. Interessante che associ Tanita a Gesù. Ma potrebbe anche essere Lazzaro, ci hai pensato? Io ci ho pensato e non ho ancora deciso 🙂
      Esilarante il paragone col mondo alieno di esperantisti 😀
      A proposito dell’altro fronte: oggi è 25, ci sarà la pubblicazione dei risultati. In realtà ci sono da ieri, hanno sbagliato. Dacci uno sguardo e poi mi dici.

      Ciao a presto

  61. Ah Jaw… Mannaggia a te e ai tuoi improbabili errori di pubblicazione. Meno male che io sono un super-eroe e non dormo mai 😉
    Per quanto riguarda la trama: chiudi un interrogativo e ne apri due. Riesci a tenere la soglia di attenzione sempre alta. Potresti sceneggiare un telefilm 😀
    Quindi Sal in realtà è un IA? Pazzesco.
    L’unico difetto del tuo racconto sono i tempi di pubblicazione piuttosto dilatati ma sono sicurissimo che questo non dipenda da te 🙂 ti auguro solo di riuscire a trovare più tranquillità in futuro.
    Saluti e (visto l’ora) buona notte! 😀

    • Ciao Christian,
      Per quanto riguarda l’orario: non è colpa mia, il cane ha rosicchiato il cavo del portatile di mia moglie e io le ho dovuto cedere il mio. Ti giuro che è vero.
      Riguardo ai tempi dilatati: hai ragione, mi sento in colpa verso tutti i lettori, ancora di più verso quelli, come te, che mi manifestano sempre commenti molto positivi.
      Le ragioni? C’è il lavoro (per fortuna!), c’è la famiglia. In più nell’ultimo periodo ci sono i contest di meetale.com che mi stanno impegnando parecchio, più di quanto avessi preventivato. Però sono divertenti. Conosci il sito? È simpatico, propone dei piccoli ‘concorsi’, sono giusto occasioni per scrivere. I vincoli sono l’argomento e la lunghezza del racconto, in genere da 2 a 5 cartelle (3600 – 9000 battute). Se hai tempo e voglia di scrivere qualcosa di diverso facci un salto e fatti sentire. Il mio nick è JAW, (che sorpresa!). Lì mi presento anche col mio nome vero.
      E comunque spero che non mi capiti più un intervallo così lungo tra due pubblicazioni.

      Ciao, grazie come sempre di tutto!

  62. “Non è in corso alcun conflitto. Qualunque sia la natura e l’origine della popolazione della nuvola, vivono in pace. Però…”. Senza saperlo, ho votato come la maggioranza. E vediamo cosa succede.
    È straordinario come tu riesca a dare concretezza e visibilità a qualcosa che probabilmente nessuno di noi ha mai immaginato. Descrivi tutto come se tu fossi lì a guardare (Io sei?) e come se potessi offrire anche a noi un piccolo spiraglio da cui sbirciare il mondo che hai costruito. O visto (?)

    A presto!

    • Ciao silvia,

      Un commento molto interessante il tuo. Oltre che molto lusinghiero: è uno dei complimenti cha apprezzo di più, spero sempre di scrivere qualcosa di plausibile, se do a qualcuno questa impressione sono contento. Materico, dici… Appassionata d’arte? Oltre la scrittura, si intende 🙂
      Mi hai fatto molto riflettere, ho cercato di capire in che accezione usassi il termine. Sono giunto alla conclusione che forse apprezzi il fatto che descrivo oggetti e situazioni anche non esistenti mostrandone le interazioni tra loro e con i protagonisti: non li ‘dipingo’, li ‘uso’ e ‘sperimentandoli’ il lettore ne comprende natura e funzione. Be’ se intendi questo, grazie ancora di più.
      Ciao a presto

  63. “Non è in corso alcun conflitto. Qualunque sia la natura e l’origine della popolazione della nuvola, vivono in pace. Però… ”
    Eccomi JAW!
    Finalmente ho di nuovo internet e posso leggere e commentare! Mi spiace aver perso un capitolo! 🙁
    Mi sono piaciuti questi due episodi e la curiosità aumenta man mano che la storia prosegue. Bravo!
    Alla prossima!

    • Grazie Mick, sono contento che ti sia piaciuto. L’opzione che indichi è in svantaggio, ma sappiamo che, per il progredire delle storie, un ‘conflitto’, aperto o lato, è sostanzialmente indispensabile.
      Grazie veramente di voto, commento, complimenti
      Ciao a presto

  64. Ciao, innanzitutto complimenti per la copertina. Penso sia perfetta per la storia, chissà come mai, ma anche io abbinavo il racconto al colore giallo/arancione. Capitolo bellissimo, ricco di colpi di scena e ambientazioni surreali, mi è piaciuto veramente tanto. Bella anche la lingua che hai inventato, penso non sia per niente facile. Complimenti!

  65. Buonasera, anch’io, come Befana, non m’intendo di fantascienza, astronomia, esserei umani o sintetici… e per questo mi diverto molto quando leggo i tuoi racconti…mi catapultò in tutti i sensi (e con tutti i sensi) su un altro pianeta.
    Mi ha fatto ridere il commento di Befana! Che ci fa un Binnibut tra le nuovo le??? 🙂 🙂 e potrebbe essere un’idea fantastica…una contaminazione tra storie e personaggi 😉
    Ho votato per la pace, oggi mi sento serafica (!?)
    Ciao!!!

    • Ti perdono gli errori di battitura se mi perdoni un errore grave nel testo: ho scritto infrasuoni al posto di ultrasuoni 🙂
      Qualcuno qui sopra ha provato, qualche volta con ottimi risultati, a scrivere una storia a quattro mani, un capitolo per uno. Tu immagini qualcosa di diverso, più sofisticato e difficile. Sarebbe un bell’esperimento, ci si potrebbe pensare. Ma come partire? Ognuno si appropria del personaggio dell’altro, cercando di renderlo coerente a come l’ha descritto l’autore originale? Chissà…
      Grazie del voto, del commento, dei complimenti.
      Ciao a presto

      • Perdonatissimo 🙂
        Sarebbe un bell’esperimento, sì. In verità pensavo che sarebbe carino se, ad esempio, un mio personaggio incrociasse il tuo in un momento della storia…poi si può scegliere se questo incontro porta un cambiamento nella storia in corso o è semplicemente “di passaggio”… Mi è venuta così l’idea… un po’ a caso…un gioco nel gioco 😉

        • Be’, io sto cercando un nome per un personaggio importante. Il problema è che sarà molto diverso da Binnibut. Magari potrei ‘prendere in prestito il nome’. Ad esempio:
          Binn ibut
          Binn, irlandese, significa dolcemente.
          Ibut, cebuano (è parlato nelle Filippine) significa disegnato.
          Il nome, tradotto e compattato mantenendone il suono, potrebbe diventare:
          Litiris Dolce
          E dopo le prime presentazioni, semplicemente Litiris.
          Uhm, Mi sa che farò davvero così, anche perché la traduzione è spaventosamente opportuna per il personaggio che ho in mente.
          Ciao!

  66. Io non amo le scienze, cosa di cui mi vergogno un po’ venendo da una famiglia di scientifici e avendo marito e figli appassionati di matematica scienze e astronomia. Premetto questo per spiegare che io prendo tutto per oro colato, se lo scrivi, ci credo: entrare nelle nuvole, viaggiare sdraiati su o dentro la nuvola, tutto quello che vuoi. Però “la pelle della nuvola” mi ha fatto stridere qualcosa nella schiena, come un gesso spezzato su una lavagna. Ma magari è solo ignoranza mia. 🙂

    Era solo una (lunga) parentesi, l’idea dell’incontro mi piace molto, anche se non so dove andrà a parare. Tanita non avrà mica un Binnibut nascosto da qualche parte anche lei?! 😉
    Che la tua scrittura è attraente lo dsai già, hai addirittura già la copertina, ma chissei, oh?! Ahahaha
    Sai benissimo che quel “però” è troppo tentante: nessun conflitto.
    Ciao

    • Ciao befana,
      Che si applichi il dogma “Ipse dixit”, a me, ammiratore sconfinato di Copernico, è una assoluta novità e un po’ mi dà la sensazione di artigli di drago delle sabbie che mi scavano la schiena 😀
      Ho usato la parola pelle per ribadire il concetto che le ‘nuvole’ sono organismi viventi: crescono, vivono, si nutrono, riparano le ferite 🙂
      E dentro ospitano, un po’ come il nostro intestino, una quantità sterminata di creature viventi. Il fatto è che Tanita e Sal si aspettavano creature ‘kalisiane’… invece…
      Binnibut… bella l’associazione e bella la storia. Non so come finirà quella di Athelas, però posso preannunciarti che la donna è vera, è identica alla mamma, ma non può essere lei. Perché? Ma tu conosci qualcuno che è resuscitato? Io no! Cosa? Viaggi nel tempo? Realtà parallele? Ma che scemenze!
      La copertina mi ha semplicemente lasciato di sasso. Non mi è stata preannunciata in alcun modo. E mi piace un sacco! 😀
      Penso che a qualcuno della redazione piaccia parecchio la fantascienza!
      Grazie di tutto, befana!
      Ciao a presto

      • Ahahah, no ti rassicuro e allevio il dolore delle unghie di drago dalla tua schiena.
        Non ti considero ancora come nuovo Aristotele, e scettica di natura, raramente bevo cime verità assoluta quello che mi si dice.
        Il mio “oro colato” si riferiva solo al fatto che, non amando le scienze, difficilmente ho voglia di andare a verificare le cose “strane” che leggo nei tuoi racconti. Le assumo come attendibili, dicendomi che ti sarai documentato, se le scrivi. E se no, pazienza. 🙂
        Quando invece si tratta di scienze umane, se leggo una cosa che non so, corro a verificare.
        Sì, la copertina è davvero bella e suggestiva.

    • Ciao maria,
      Nell’idea iniziale (già profondamente cambiata), non c’era spazio per ‘una donna che somiglia in modo incredibile alla mamma di Tanita’. Però immaginandomi la storia alcuna considerazioni mi hanno convinto che dovesse apparire. Tengo a chiarire solo una cosa: cerco di mantenere la coerenza e di non essere banale. Significa che Sabrina è *definitivamente* morta. E non è una simulazione, realtà virtuale o simili. Sai cosa mi chiederei se mi trovassi nella situazione di Tanita? Mi chiederei: ‘Come è possibile una coincidenza simile? Com’è che entro in questo ambiente e trovo la copia esatta di mia madre morta? Cosa vuol dire?’.
      Penserei, come ha fatto Tanita, a una simulazione sadica, una riproposizione delle proiezioni dell’heian. E se non fosse così? Se mi rispondessero ‘realtà parallele’, ‘viaggi nel tempo’, risponderei di non dire idiozie. Allora? Proverò a farvelo scoprire.
      Ciao, grazie di esserci, a presto!

  67. Non è in corso alcun conflitto, però…
    Hai un’abilità nel rendere chiare e semplici anche le scene tecnicamente più fantascientifiche, che (per quanto questo genere di storie attraggano ben poco il mio interesse) riesci a catturare così bene l’attenzione del lettore che, quest’ultimo, non ha altra scelta che godersi il viaggio ovunque tu abbia deciso di portarlo.
    Complimenti davvero.

  68. Bella l’idea della nuvola come agglomerato urbano, descritta bene e con cura (fino ad accennare alla differenza di pressione tra interno e esterno).
    Sono curioso di capire cosa ci fanno lì degli esseri umani e soprattutto la madre di Tanita… e se lei e Sal rivedranno le stelle 🙂
    Nessun conflitto…

    • Ciao Gabriele, grazie!
      Il problema sarebbe: come galleggia un bestione simile? Come si tiene insieme? Accennerò qualcosa senza appesantirmi troppo. Diciamo che… ma sì, lo posso dire: la mamma è morta e basta! Però questa donna farà scoprire molte cose a Tanita.
      Grazie per voto e commento,
      Ciao a presto

    • Ciao Aria,
      Hard science fiction, fantascienza ‘dura’.
      Ha diverse accezioni. Una di queste la ritengo irrinunciabile ed è il rigore scientifico da applicare alla narrazione. Diciamo però che spingendosi verso scenari così lontani nel tempo questo si traduce più che altro in ‘coerenza’ della narrazione. Spesso è sottotraccia, solo immaginata. Ad esempio: non ho scritto come Tanita faccia a respirare dentro la tuta a tempo indefinito. O a nutrirsi. Però l’ho dovuto immaginare. Se ci sarà occasione lo scriverò.
      Io però uso il termine per riferirmi a un aspetto che per me è gradevole ma per il grosso del ‘pubblico’ può non esserlo: l’enfasi per i dettagli tecnologici o semplicemente il mostrare una tecnologia quasi inimmaginabile per quanto è avanzata.
      Diciamo che in questi primi capitoli avete visto tutto; da qui in poi, per motivi che saranno chiari, l’accenno alla tecnologia sarà sempre più raro, per dare spazio a un racconto umano (?) 🙂
      Grazie di esserci, ciao a presto

  69. Oh… Oddio, il colpo di scena finale mi ha spiazzato! Sarà dura attendere con calma il prossimo capitolo! 🙂
    Confermo quanto detto in precedenza: con questo racconto ti stai scatenando. Nel caso avessi ancora il timore di esagerare con la hard sf: per quanto mi riguarda va benissimo così, non esiterò a mandare una lettera di protesta ai moderatori del sito nel caso dovessi perdere il controllo della situazione 😉
    Davvero: ogni volta non vedo l’ora che esca il capitolo successivo per capire come andrà avanti, ma tu chiudi un interrogativo e ne apri un altro… Peggio delle sitcom della RAI! 😀 molto abile.
    Il collegamento col racconto precedente, seppur sia stato un lieve accenno, mi ha fatto piacere. Riaprirai vecchie ferite che pensavamo fossero chiuse per sempre? Mah, chissà.
    Saluti e buona notte! 😀

    • Come sotto: non posso che risponderti subito, mi hai commentato zero secondi dopo il post!
      Intanto, grazie! Sono felice che ti piaccia. Il finale di questo capitolo, come spesso mi capita qui sopra, non era affatto previsto all’inizio, ma pur continuando a seguire il canovaccio che ho in mente, mi è parso che fosse il modo più efficace per imboccare ‘una certa strada’. Gran parte della hard SF che hai letto sin qui è, anche se non sembra, strettamente funzionale alla storia, magari dopo ne discuterò i dettagli, per il momento è un po’ prematuro, sono riuscito a non spoilerarmi con le domande, non voglio farlo qui 😀
      Quindi, se la dose di ‘effetti speciali’ diminuirà da qui in poi, sarà soprattutto una scelta ragionata: tutte le storie hanno bisogno di coinvolgere la parte empatica del lettore. E questa parte è immutabile da millenni, non indossa orpelli tecnologici, non è invulnerabile, è fragile. Insomma, i sentimenti avranno un ruolo importante anche im questo racconto. E non perché altrimenti qualcuno si lamenta: perché mi sono convinto che è il modo in cui io voglio scrivere le mie storie. Nelle intenzioni iniziali, il collegamento col precedente doveva essere anche più labile.
      Grazie mille di esserci, mi ripeto, sono onorato di avere lettori come te.

      Ciao a presto!

  70. Sono allibito: non mi aspettavo uno sviluppo simile. Questi umani (?) sembrano vedere attraverso il sistema mimetico od almeno a percepire qualcosa… ma soprattutto perché lei vede il volto della madre?

    Una curiosità: hai unito lettere a caso per l’idioma o hai inventato qualche significato per dette parole? Mi dà l’impressione che siano l’anagramma di parole esistenti, ma magari mi sbaglio…

    Voto “Non è in corso alcun conflitto. Qualunque sia la natura e l’origine della popolazione della nuvola, vivono in pace. Però…” perché mi piace il “però” 😉

    Ciao 🙂

    • Red, hai commentato così in fretta che sarei un mostro a non risponderti immediatamente. Fai giuste domande, ma tutto è interpretabile: alle volte ci si dispera per ciò che non si vede. Qualche volta ciò che si vede, incredibile a dirsi, non è frutto dell’immaginazione. E, soprattutto, non sappiamo ancora cosa ha visto l’indigena quando Sal ha spento il mimetismo di Tanita. Perché si è fermata? Perché ha allungato un braccio verso di lei?
      Le parole che pronuncia l’indigena non sono inventate e verrà chiarito anche questo punto.
      Grazie, Red, sono onorato di avere lettori come te.

      Ciao a presto

  71. “Un ambiente simile a una lussureggiante foresta”, perché mi ispirava (ma poi ho visto che probabilmente non sarà l’opzione vincente. Pazienza).
    Che dire? Il capitolo è scritto benissimo come al solito, e mi è sembrato quasi di provare io il vuoto allo stomaco e l’entusiasmo di Tanita. La battuta era certo fuori luogo, ma non mi ha dato così fastidio, proprio perché era un fuori luogo voluto e ammesso da entrambi i personaggi, e non un tuo errore.
    E il titolo? Mi citi Dante, così, nel titolo? 😀
    Ti metto qui sotto allora il link per la Celtic Harp Orchestra, che ha preso alcuni versi del canto di Ulisse creando una musica per lui:
    https://www.youtube.com/watch?v=opR3oZfaLk8
    (de gustibus…)
    Ciao!

    • Ciao Chiara!
      Ti rispondo con il sottofondo (basso) della musica che hai linkato.
      Molto suggestiva!
      Ero tentato di intitolare il racconto Di retro al sol, ma essendo nel sistema stellare di Tau Ceti ho desistito. Ho pensato a Del Mondo senza gente ma mi suonava male. Il titolo del primo capitolo gioca sull’incompletezza del verso, essendo ‘Sol con un legno e con quella compagna’ terminato nel verso successivo da ‘picciola’, e l’ambiguità della parola compagna, che in realtà significherebbe compagnia ma può essere attribuita a Tanita, mi è piaciuta subito. Sì, ormai è palese, troverete un verso del XXVI ad ogni capitolo. L’esortazione di Ulisse, per quanto mi riguarda, è più incisiva e vera di un trattato di filosofia. Grazie del tuo commento, mi rendi felice. Avevo il terzo capitolo in lavorazione da un po’ e per una volta non ho atteso tempi biblici prima di pubblicarlo. È qui, caldo caldo. Non c’è la foresta e l’ambiente urbano è, in un certo senso, solo preannunciato. Se ti infastidiscono i troppi ‘effetti speciali’, sappi che prevedo che da qui in poi ce ne saranno decisamente meno.
      Ciao, grazie di esserci, del voto, del commento!
      A presto!

    • Dimenticavo (pedante, lo so): il titolo del primo mi piaceva anche perché la ‘compagna’ è senz’altro ‘picciola’, cosa può essere più piccolo di una compagnia formata da una sola persona e una IA grande quanto una caccola?
      Scusa, abuso della tua pazienza!
      Ciao a presto

  72. Ambiente urbano…
    Mi è piaciuto molto il capitolo, cinematografico direi, ho visualizzato ogni scena nella mia testa come se stessi vedendo un film; mi è piaciuta particolarmente l’immagine di Tanita come una statua bronzea e un po’ meno la battuta hard, l’ho trovata fuori luogo detta da un professore alla sua allieva… ma questo è solo il mio punto di vista.
    Bravo come sempre.

    • Grazie Anna, sono contento che ti sia piaciuto.
      La battuta è certamente fuori luogo, lo sanno entrambi. Ma il fatto che Sal non abbia neppure un corpo fisico (o meglio, ce l’ha, ma sta dentro un filtro per il tè) la vorrebbe rendere più leggera.
      Grazie di esserci, dei complimenti e del commento.
      Ciao a presto

  73. Ambiente spoglio e desertico? Non saprei, non sono mai stato dentro una nuvola…menomale che mi ci porterai te! 😀 Bellissima la scena in cui indossa la tuta, come quella del gas. Mi hai tenuto veramente incollato. Divertenti le battute di Salamura, ma…che cos’è? “Un dodecaedro opaco”, ma voglio dire: lui è fatto così o è solo una “riproduzione” del maestro, tipo ologramma o una cosa simile?
    Bravissimo!

    • Ciao Mick,
      Sono veramente contento che il capitolo ti sia piaciuto.
      Cos’è Salamura si chiarirà ancora meglio in seguito, comunque lui è proprio dentro quel dodecaedro. Non escludo però che abbia qualche copia di backup su Tian Cang 😀
      Grazie di voto, commento e complimenti.

      Ciao a presto

    • Ciao Erika,

      Ma figurati, sono io in ritardo su tutto. Non metterti problemi.
      Sono contento che il capitolo ti sia piaciuto.
      Vediamo se riesco a quagliare qualcosa di interessante da qui in poi.
      Grazie di esserci, del voto, del commento, dei complimenti.

      Ciao a presto

  74. Ciao Jaw 🙂
    attendevo questo capitolo incuriosito, e i miei sospetti hanno trovato conferma: nel tuo racconto precedente hai dato (giustamente) più peso all’aspetto sentimentale dei protagonisti, ma ora che Tanita è una badass girl puoi concentrarti meglio sui dettagli scientifici che tanto ti piacciono e che tanto ci fai piacere.
    C’è una cosa che però mi lascia parecchio perplesso. Forse ho interpretato male io, ma… nuvole solide? Intendi dire che il pennacchio della nuvola è ghiacciato? Sono abbastanza ignorante in materia… Anche la fuoriuscita di gas dalla nuvola rappresenta un fenomeno sconosciuto per me. Non capisco se ho interpretato male, se effettivamente sono ignorante, o se ci fornirai delle spiegazioni nel prossimo capitolo.
    La citazione nel titolo è magnifica.
    Saluti! 😀

    • Ciao Christian,

      Grazie di esserci e dei complimenti.
      Eh, mi sono un po’ sfogato, in questo secondo, ma non so quanto continuerò.
      Le nuvole sono qualcosa si più di ammassi di vapore, infatti parlo di gregge, la chiamo ‘bestione’; le nuvole piccole ‘si tengono a distanza’. Si capirà meglio come le intendo e come sono strutturate. Per il momento posso dirti cha anche un dirigibile è molto rigido all’esterno, ma galleggia comunque. L’eruzione di gas proviene da sotto le ‘nuvole’, ecco, che questo non sia chiaro mi preoccupa di più 🙂
      Hai trovato la citazione? Fin qui ce n’è almeno tre e prevedo di farne almeno una per capitolo. Alla fine sarà chiaro a tutti.
      Ciao a presto!

      • Perfetto: mi basta sapere che quando scrivi “nuvole” non intendi normali nubi. Se questo fosse un libro avrei risolto il mio dilemma leggendo il capitolo successivo, ma non esistendo ancora ho dovuto ovviare interpellando lo scrittore stesso 🙂
        Per quanto mi riguarda puoi sfogare la tua immaginazione quanto vuoi: è proprio quello che mi piace dei tuoi racconti.
        Adoro le citazioni! 😀 i titoli dei due capitoli rimandano al canto XXVI della Divina Commedia: citazione davvero elegante e molto appropriata da quello che intuisco.
        La seconda citazione (ma forse viaggio troppo di fantasia), riguarda la tuta e si riferisce a Matrix. Scommetto che hai adorato quella serie e che ti ha formato come scrittore… Dopo tutto il cyberpunk ha davvero parecchio fascino 😀
        Mi sfugge l’ultima citazione, a meno che non intendi i titoli due citazioni separate.
        Saluti ancora, non vedo l’ora di tornare su Fěn Gē 😉

  75. Mi piace questo Sal, lo scambio di battute tra lui e Tanita credo mostri bene il livello raggiunto dalle IA.
    Bellissima la vestizione… compreso di bronchi e trachea(troppo facile optare per un casco? 🙂 )
    Sulla questione “hard sf” non mi esprimo 😉
    Urbano, in un certo senso…

    • Ciao Gabriele,
      Sapevo di avere un paio di estimatori dell’hard! 😀
      Il casco mi avrebbe causato problemi in seguito, dovevo trovare qualcosa che mi consentisse una certa libertà in una certa situazione.
      Grazie di esserci, del voto, del commento, dei complimenti.

      Ciao a presto

  76. Cominciavo a credere che non l’avrebbero mai intrapresa, questa missione! 😉
    Non mi da fastidio che la SF riprenda il sopravvento, ti ho già detto che trovavo triste che tu la abbandoni troppo per soddisfare i lettori, il racconto e i gusti sono tuoi.
    Ma Tanita non ha il diritto o non osa mandare a defecare il Sal?
    Ho adorato il non sorridere per coerenza.
    Opto per il paesaggio urbano, gli latri due li abbiamo già più o meno visti negli altri racconti.
    Hasta la vista

    • Ciao befana!
      In realtà penso che il confronto con voi sia servito a farmi capire che tipo di fantascienza intendo scrivere: i futurismi, l’ipertecnologia mi affascineranno sempre, saranno sempre presenti nei miei racconti. Ma la sfida è rendere umani e vicini a noi questi personaggi del futuro. Nel racconto precedente non ho rinunciato a molto, lo volevo proprio scrivere così: vista la storia che raccontava non c’era bisogno di mostrare chissà quali effetti speciali, però se noti anche lì non sono mica pochi. Ti confesso anche che i numerosi (be’, forse una decina!) riscontri positivi mi hanno fatto veramente piacere, soprattutto perché corrispondevano alla mia sensaziome di aver scritto qualcosa di valido.
      Mi davi per disperso? Hai ragione, troppo tempo. Me ne dispiace, ma ci sono un sacco di fattori: il lavoro, l’altro fronte che conosci, un terzo fronte che non conosci e, per rimanere nel numero tre, una famiglia con quattro animali, di cui due cuccioli (uno umano) , una signorinetta batterista e infine una giovane aquila, mi sembra ieri che era un pulcino implume, per cui inizio a intravvedere il giorno in cui abbandonerà il nido. Quindici anni sono pochi per avere questi pensieri? Non so, sai, i quindici precedenti sono volati.
      Perché ti scrivo tutto questo?
      Mi sto semplicemente adeguando all’epoca dei social, dove tutti scrivono tutto a tutti.
      E poi mi divertiva scriverlo.
      Ciao, grazie di esserci. A presto.
      Se pure non pubblico, sarò ‘da qualche parte, ma non lontano’.

      • Ma tu riesci a scrivere tre racconti contemporaneamente? Io non ci provo mai con più di due e faccio fatica a concentrarmi equamente su entrambe. Anche se ho appena scoperto una piccola impresa di Grenoble che produce dei “distributori di storie brevi” e sono ben tentata di provare a cimentarmi nella narrativa breve in francese. Ma non so se sono in grado di gestire tutti questi fronti.
        Per quanto riguarda l’adeguarsi all’epoca dei social, non penso tu precorra i tempi: la mia grande non ne ha ancora compiuti 12 e già mi ritrovo a preoccuparmi di cose che prima mi sembravano remote. E ogni giorno che passa riconosco di meno quella che era la mia pupetta. Fermo restando che è una meravigliosa creatura intelligente e accattivante. Ma ahimè sconosciuta. Eh! Piezz’e core.
        Ciao

    • Ciao Danio,
      Tanita, in sostanza vuole far passare il messaggio:
      “Ao’, nun t’allarga’!”
      È un po’ meno bacchettona di quanto voglia apparire, infatti quasi le scappa un sorriso sulla replica di Sal.
      Grazie di esserci, di commento e complimenti.

  77. A me piace molto: qualcosa di pesantemente fantascientifico come si deve, ogni tanto ci sta ^_^

    Sono dannatamente indeciso su cosa votare… ma mi sa che punto su una lussureggiante foresta… magari con qualcosa di alieno 😉

    Ciao 🙂
    PS: anche non ho capito cos’è Sal, ma mi piace il rapporto che si sta formando 😉

  78. Sì, troppo hard per i miei gusti. Lo sai già dal primo commento all’altro tuo sf che non amo gli effetti “troppo” speciali, preferisco variazioni sf su temi noti: navicella spaziale che somigli a una navicella, un pianeta che sia simile a un pianeta. Perciò resto sull’ambiente spoglio e desertico a cui mi avevi abituato.

    • Ah ah,
      In effetti no, se non ci capisci nulla è proprio perché la storia è incasinata 😀 😀
      Ciao Aria, benvenuta!
      A parte gli scherzi: la storia si regge assolutamente da sola. Il fatto è che la sto ambientando in un ‘mondo’ che è in comune con i miei due racconti precedenti. Però non è necessario leggerli per seguire questo. Anche se a me farebbe senz’altro piacere 🙂
      In questo racconto ho anche mantenuto il personaggio principale della precedente. Ma è solo un vezzo, un modo per presentare a chi mi ha letto una ‘faccia’ familiare, a cui qualcuno (con mio grande piacere) si è affezionato. Ma la Tanita adulta che vediamo qui ha ben poco in comune con la bimba del Bastione di Sabbia.
      Ciao, grazie del commento!

  79. Mi piace molto il tuo primo capitolo, hai una grande abilità nei dialoghi! (che io non ho 🙂 ). Mi piace sopratutto il personaggio del professore, con il suo tipo di umorismo. Anche se mi chiedo come ti siano venuti in mente nomi come (Ctrl-V) Fěn Gē… cioè io nel dubbio della sua pronuncia lo chiamerò pianeta dal nome stronzo.

    Comunque continua cosi!

    • Ciao Posce, benvenuto!
      Mi fa piacere che l’incipit ti sia piaciuto.
      Il nome che proponi, se seguissi il giochetto che ho utilizzato per immaginare il nome che uso, diventerebbe:
      Cóng húndàn de míngzì xīngqiú
      o anche, se mi limito all’ultima parola:
      Pìyǎn
      Be’ quest’ultimo non sarebbe male.
      È solo un giochetto, un modo che ho trovato per scegliere nomi senza scervellarmi inventandoli. Non ti dirò quale ma si può facilmente immaginare.
      Grazie di voto, commento e complimenti

      Ciao a presto

  80. Beccato! 😛

    Avranno un problema all’arrivo sul pianeta.

    Salamura a volte non mi sembra propriamente un essere umano, altre volte sì; mi chiedo come vada avanti questa storia 🙂
    Mi fa piacere ritrovare Tanita ragazza: vediamo come si è “evoluta” 😉

    Ciao 🙂

  81. bellissima storia 🙂 🙂
    quando leggo i tuoi racconti riesco a immaginarmi tutte le scene come in un film!
    sei bravissimo! purtroppo non potrò mai arrivare al tuo livello, la mia storia ne è la prova…
    ti invidio molto, continua così!! 🙂 🙂

    • Be’ grazie ricky, mi fai un complimento bellissimo.
      Posso solo dirti che esageri nello sminuirti, del resto, vista la tua giovanissima età, hai una potenzialità immensa. Grazie per l’incoraggiamento, ma mi permetterai di correggerti: io spero di non continuare così. Spero di migliorarmi, sempre. Io magari un pochino ci riuscirò. Tu, se perseveri, ci credi e soprattutto hai piacere a scrivere, ti migliorerai molto di più.

      Ciao a presto

    • Ciao Norah, benvenuta.
      Come ho scritto anche a silvia. La storia si regge da sola, nom c’è bisogno di conoscere l’infanzia di Tanita (alla fine di questo tratta Il Bastione di Sabbia). Se ci sono punti oscuri è perché prevedo di chiarirli nei prossimi capitoli.
      Ciò non toglie che sarei onorato se leggessi il racconto precedente.
      Grazie di voto e commento.

      Ciao a presto

  82. Avranno un problema all’arrivo sul pianeta!

    Si continua, che bello! Comunque questo professore Salamura non me la racconta giusta. Hai trattato con la giusta cautela la questione dell’intimità, sottolineando la condotta fosca del mentore e della stranezza di questa sua proposta.

    Ti seguo!

  83. Avranno un problema all’arrivo… mi dispiace aver portato in parità due opzioni, ma ho avuto la sensazione che Salamura non abbia detto tutta la verità a Tanita, forse ha bisogno di lei per qualche motivo su Fen Ge? Questo tuo nuovo incipit si apre con una scena molto suggestiva: l’alba tinse di viola le nubi… un timido cinguettio accolse il nuovo giorno; la protagonista sembra più matura: mi basta una bugia confezionata in modo che io ci creda. Questo viaggio così inaspettato per Tanita mi incuriosisce, quindi seguo volentieri.

  84. Un’altro pezzo del sistema: la luna gassosa… sono curioso!!
    La tazzina che si sublima… ottima, non si butta niente nello spazio ed è un bel modo di riciclare.
    Mi incuriosisce quel Sol nel titolo, è un riferimento? Perché se così non fosse avrei messo “solo”…
    Avranno un problema all’arrivo sul pianeta… con tutto quel gas 🙂
    Seguo… che te lo dico a fare…

    • Ciao Gabriele!
      Be’, da uno che ha decifrato il codice (di Cesare?) del Labirinto me lo aspettavo. Sì, è un riferimento. Non è l’unico. Non è affatto difficile da trovare. Se lo scoprirai sarà mia cura incartare la Mentos che sto testé masticando e inviartela tramite posta ordinaria nel luogo che mi indicherai (anche qui c’è un riferimento). Sei anche libero di non accettare il premio.
      Grazie di esserci di nuovo!
      Ciao presto

  85. Non ho mai fatto mistero di odiare i sequel. Se non è un sequel perché avresti riproposto Tanita come protagonista? Lo scoprirò solo leggendo.
    Al primo episodio non mi lancio mai nell’esegesi del testo, quindi chiudo qui.
    Per me sarebbe stato giusto che avessero un problema già durante il viaggio verso l’inospitale luna, così per mettere un po’ di pepe…

    • Ciao Napo,

      Personalmente non lo considero un sequel, diciamo che è uno strizzare l’occhio ai miei otto lettori proponendo loro un personaggio che hanno conosciuto bambina. Insomma, la Tanita adulta, a parte i ricordi, avrebbe comunque poco da spartire con la Tanita del Bastione. Lo trovi un po’ subdolo, una scorciatoia, un’operazione di marketing? Boh, forse lo è. Non ho mai pensato di introdurre altri personaggi della storia conclusa (a meno che i lettori non mi facciano cambiare idea) né penso di utilizzare dei riferimenti alla storia precedente. Potrebbero esserci al massimo brevi ammiccamenti, niente di più.
      In sostanza, la protagonista potrebbe avere qualsiasi altro nome, ma stante la mia difficoltà a trovare nomi che mi soddisfino, ho pigramente deciso di non cercarli neanche.
      Grazie di esserci

      CIao a presto

  86. Ciao JAW!
    Sono felice di vedere che hai iniziato un nuovo racconto, e sono ancora più felice sapendo che la protagonista sarà la nostra Tanita! 🙂
    Questa volta ti seguirò dall’inizio, così potrò accompagnarti in questo viaggio che si preannuncia molto interessante.
    Voto che arrivano sul pianeta senza problemi.
    Alla prossima! 🙂

  87. Ho scelto niente problemi per il momento.
    Mi è rimasta impressa l’immagine della virtuatazza che si sublima una volta accartocciata: molto viva, ma mi chiedo che sapore abbia quel caffè (o cioccolata, o tè), è vero, o si ha la sensazione di bere una bevanda inesistente?
    Non ti dirò che ho capito tutto dei come funzioni la tuta, ma più o meno direi di sì, e il tuo incipit invoglia. Anche se il fatto che in questa colonia extraterrestre i nostri discendenti abbiano non solo riprodotto l’habitat naturale odierno, ma sembrino anche avere ancora tutte le nostre complessità debolezze e stranezze psicologico-caratteriali mi rattrista alquanto. Tu dici che ci sposteremo dalla Terra prima che diventi inabitabile solo per andare a colonizzare devastare e rendere inabitabili altri corpi celesti, senza mai migliorare la natura umana? Prospettiva terrificante. 🙂
    Sarà comunque un grande piacere continuare a esplorare questo tuo mondo.
    Ma una domanda mi attanaglia: ma perchè tutt’a un tratto il professore si mette a parlare come in un film di Muccino, ci mancava shalla, bella lì zia!?

    • Ciao befana,
      Grazie e bentornata!
      In realtà non scrivo che il caffè è virtuale, di certo lo è la proiezione di Salamura.
      Avrei potuto chiamarli ‘ultranoci’, o magari avrei potuto far emettere squilli di trombe ai fringuelli. Ma perché? Di certo le specie animali e vegetali sono ‘ceppi’ differenti da quelli che sono stati importati, ma tutto sommato possono mantenere i nomi che avevano in origine. Del resto, sicuramente i sacri gatti egizi erano differenti da quelli attuali (se non altro perché quelli i topi li cacciavano!). Però sono gatti. In fin dei conti parliamo di ‘poche migliaia d’anni’. A questo proposito, vorrei citare alcune strofe:

      Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
      e ogni mormorio perfido dei vecchi
      valga per noi la più vile moneta.
      Il giorno può morire e poi risorgere,
      ma quando muore il nostro breve giorno,
      una notte infinita dormiremo.
      Tu dammi mille baci, e quindi cento,
      poi dammene altri mille, e quindi cento,
      quindi mille continui, e quindi cento.
      E quando poi saranno mille e mille,
      nasconderemo il loro vero numero,
      che non getti il malocchio l’invidioso
      per un numero di baci così alto.

      Catullo, duemila anni fa. Si potrebbe dire che sono tematiche di oggi. Quanto siamo cambiati? Da certi punti di vista, a mio parere, per nulla. E quel poco verrebbe spazzato via da tre giorni di digiuno 🙂
      Ti confesso che un ‘Bella zia’ l’ho seriamente considerato. Il professore è così intelligente, a livelli talmente sovrumani, che rasenta la cretinaggine.
      Grazie mille per il commento, sono contento se avrai piacere a leggermi.

      Ciao a presto

      • Accidenti, mo hai quasi fatto piangere, il vivamus mea Lesbia atque amemus è una delle mie poesie preferite, letta scritta usata e storpiata mille, deinde centum, volte con la mia compagna di banco del liceo. Oddio, mi son ritrovata sui banchi del ginnasio, tutt’a un tratto, più d’un quarto di secolo spazzato via.
        Non toglie il fatto che spererei che se dovessimo continuare nei secoli ad appestare questo o altri pianeti, spererei migliorassimo dal punto di vista morale, psicologico, etico.
        Quanto a Catullo, grande poeta, ma resta il fatto che ha immortalato una reputazione pessima e deleteria alla povera Lesbia, di donna di facili costumi senza cuore e senza morale, per avere la sola colpa (immensa agli occhi di lui) di non contraccambiare i suoi sentimenti quanto e come lui avrebbe voluto. Anche questo mi dirai, non cambia molto, ma spererei cambiasse.
        Quanto al caffè, non dici nulla, da cui la mia curiosità: si la tazza si sublima, dunque è virtuale, la bevanda? Per tua sfortuna mi hai colto in una pausa in cui cercavo come perder tempo: l’ho usata per dilungarmi qui 🙂
        Ciao

        • ‘Sublimare’, in qesto caso, non è un sinonimo di svanire, sparire. Si riferisce proprio al processo fisico che la fa passare da solido a gas. Immagina la tazza vuota, la accartocci innescando l”autodistruzione’, te la butti alle spalle e quella prima di toccare terra è già sparita. La tecnologia potrebbe aiutare la coscienza ecologica, o meglio, renderebbe innocui comportamenti da zozzoni. A proposito di quanto credo che possa cambiare la natura umana nei secoli 😀

          • Sei troppo avanti, io avevo capito il senso di sublimare ma pensavo si riferisse all’immagine (olografica? o sono troppo indietro?) tridimensionale che da solida spariva in una nuvola gassosa. Avevo capito na mazza, insomma, ma quando le brevetti, ne voglio subito delle stoviglie così!

  88. Ciao, Jaw!
    Bellissimo l’inizio in medias res col discorso già avviato dei due personaggi. Mi piace anche la scelta di una voce narrante che si intromette poco, il lettore fa la conoscenza degli eventi e del rapporto tra i protagonisti solo grazie ai dialoghi. Sembra un incipit capace di condurre a un’infinità di strade possibili, inutile dirti che è anche scritto benissimo. Ho votato per i problemi durante il viaggio…sono troppo negativa? In ogni caso, Salamura non mi convince…neanche un po’…ha un secondo fine.

  89. Questo inizio mi ha fatto notare che non ti stavo seguendo come autore.. pessima! Ho appena rimediato.
    L’inizio è promettente, scopre un mondo che già conosciamo un po’ e ci si sente meno persi nella tecnologia! 🙂
    Nessun complimento che poi arrossisci! :p
    Rifletto sulle tre scelte e attendo la prossima puntata!

    • Ciao Gianluca.

      Grazie per il voto e il commento.
      Sai cosa c’è che mi spiazza non poco?
      Il ‘finalmente’.
      In che senso?
      Ti riferisci alla pausa tra la fine del precedente e questo nuovo?
      Non è passato molto tempo, ho terminato il 2 ottobre il Bastione di Sabbia. Neanche due settimane.
      Soprattutto non sapevo che tu leggessi la mia storia.
      Questo è il primo tuo commento che ricevo, in assoluto.
      Immaginati quanto io possa essere sorpreso.
      Io avevo commentato, eoni fa, il tuo secondo ‘The fly’, ma le nostre interazioni finiscono qui.
      O forse mi sbaglio? Ti conosco sotto un’altra veste?
      O sto interpretando male quel ‘finalmente’?

      Ciao a presto

    • Ciao maria,
      bentornata!
      A dirti la verità, non posso affermare che le parole, questa volta, ‘premano’. La voglia di scrivere, di confrontarmi con me stesso e con voi, quella sì. Ma il mio atteggiamento è quello di chi butta lì un’idea e aspetta che il ‘brainstorming’ la concretizzi. Insomma, ho solo una suggestione per questo nuovo racconto. Penso di seguire il canovaccio che ho in mente ma sono soprattutto curioso di sapere come mi farete deragliare. Insomma, ho iniziato la storia perché sono troppo curioso di scoprire come va a finire 🙂
      Grazie mille di voto e commento

      Ciao a presto

  90. Ok: ti illustro i miei pensieri in ordine cronologico.
    ”toh una mail… Jaw ha già iniziato un altro racconto!? Mi fiondo subito a leggerlo!”
    ”Tanita? QUELLA Tanita? Tute! Fěn Gē! L’universo di Jaw sta prendendo forma”
    ”quando esce il prossimo capitolo?”

    Scherzi a parte, mi aspettavo una pausa più lunga, invece ritorni in grande stile! 😀
    Quando finisco di leggere un tuo racconto rimango lì con la testa… Sospeso nello spazio, in mezzo a un deserto e su qualche pianeta circondato da cose strane. Credo che per uno scrittore questo sia davvero importante. Sono contento di essere nelle file dei tuo lettori 🙂
    Anche se c’è una piccola e insignificante osservazione… Qualcosa che ti dirò solamente al decimo capitolo 😉 non è una critica, anzi, la mia vole essere una sorta di sfida, ma saprai tutto a tempo debito 😀
    Ah dimenticavo: questo professor Salamura a metà tra l’uomo distinto e il maniaco sessuale è davvero un figo! 😀
    Saluti Jaw! 🙂

    • Ciao Christian,

      Sei un motivatore insuperabile, grazie infinite per la tua attenzione e per i complimenti.
      Prevedevo una pausa più lunga, ma non molto. Poi mi è sembrato di avere uno spunto valido da condividere con voi e ho buttato giù ‘sta roba qua.
      A differenza degli altri racconti, questa volta sono consapevole di quanto la trama che ho in mente potrà cambiare, anche di molto. Diciamo che rispetto alle storie precedenti, non mi meraviglierò di quanto mi cambieranno le idee tra un capitolo e l’altro.E ti dirò, sono veramente curioso di come andrà a finire questa storia.
      Ho paura che se aspetti il decimo capitolo per gettare il guanto della tua misteriosa sfida, ne possiamo riparlare davanti a un panettone! 😀
      Salamura andrà approfondito parecchio, ne avremo il tempo.
      Grazie di esserci sempre e grazie per i tuoi commenti che mi infondono entusiasmo!

      Ciao a presto

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi