Il mistero dell’anfora di giada

Dove eravamo rimasti?

Quale pericolo attende il professore nel cuore della giungla? Antiche rovine avvolte da una terribile maledizione... (60%)

Il palazzo nella foresta

Procedettero per ore in mezzo alla fitta boscaglia. Resti di altari in rovina emergevano sempre più spesso dal fogliame, fomentando l’irrequietudine delle due guide malesi.

A un tratto Kyle si bloccò, la bocca spalancata in una muta esclamazione di stupore: dal fitto groviglio di rampicanti si ergevano pile di grossi blocchi di pietra, decorati da antiche incisioni. Si voltò con un sorriso eccitato: «ci siamo!» Gli altri lo seguirono, sbigottiti davanti alla scena inattesa.

Ogni pietra era alta come un uomo e le pile più imponenti erano raggruppate a formare un mastodontico muro, drappeggiato di liane penzolanti. Al centro della muraglia diroccata, si apriva un alto portale sormontato da un arco, da cui discendeva una lunga serie di gradini sbrecciati.

Kyle era eccitato come un bambino. Si inerpicò su per la scalinata dissestata fino alla grande porta. Giunto in cima si fermò ad ammirare una vasta spianata, ingombra dei resti di numerosi edifici, avvolti in una strana foschia.

Gli altri videro la sua sagoma stagliarsi per un attimo immobile contro il cielo, poi si sbracciò verso di loro: «venite!» Cominciarono a salire, riprendendosi a poco a poco dallo stupore iniziale.

Cassandra, al colmo dell’emozione, cercava di scattare qualche inquadratura convincente, sopprimendo il tremito delle proprie mani. Le strutture decrepite erano ornate da grotteschi bassorilievi: bizzarre figure umane dai grandi occhi tondi e bestie feroci con le fauci spalancate.

Quando arrivò in prossimità del grande arco di pietra rabbrividì per l’orrore: le incisioni che ornavano la porta avevano un che di raccapricciante. Corpi umanoidi dalle fattezze ferine circondavano una figura femminile dai seni cascanti, ornata di monili e collane e con una corona triangolare sul capo. Il viso della donna era orripilante, con una larga bocca carica di zanne aguzze. L’intera scena trasudava un’atroce malvagità che le faceva ronzare la testa.

«Hai notato l’assenza di simboli Dayaki?» Fece Kyle per nulla impressionato.

Cassandra lo fissò trasecolando, lo sguardo vacuo. «Come?» Mormorò «non vorrà dire che…»

«Insomma Zingaretti, è questo il posto?» Si intromise Monroe «dov’è il tesoro?» Contemplava le rovine con occhi avidi, come se ogni pietra appartenesse a lui.

Kyle lo ignorò: «ci accampiamo qui.»

* * *

Tutti si diedero da fare per montare le tende. Cioè tutti tranne Monroe, che passò il tempo ad ammirare la sua nuova proprietà, sbocconcellando barrette energetiche.

Calò il buio. Ronnie si avvolse una sigaretta e l’accese con la fiamma della lampada a gas. «Allora Kyle» fece con la cicca tra le labbra, «dove ci hai portato stavolta?»

L’oscurità li circondava da ogni lato, riecheggiante degli incessanti suoni della giungla selvaggia.

Kyle sospirò. «Ci credi se ti dico che non lo so?»

All’improvviso si fecero tutti più attenti, eccezion fatta per i due malesi, che scrutavano le tenebre trasalendo a ogni minimo rumore.

Ronnie espirò nuvolette di fumo con un ghigno. «Eh!» Tolse la cicca di bocca e fece cadere la cenere. «Non mi sorprende, vecchio mio.»

Kyle si alzò. «Ti ho mai raccontato la leggenda del flagello di Kalimantan?» Camminò con le mani in tasca fino al limitare del cerchio di luce proiettato dalla lampada e si schiarì la gola. «La principessa di Ceylon fuggì per mare con il giovane soldato Theravindra, il giorno prima delle nozze. La nave affondò e lei morì annegata. Lui invece approdò su un’isola selvaggia dove fu soccorso da una donna misteriosa. Gli promise fama e potere se le avesse costruito un palazzo nella foresta, sul sito di un’antica battaglia. Lo volle grande mille bahoe e ornato con diecimila statue ricoperte d’oro.»

Ronnie si lasciò sfuggire un fischio ammirato. Gli occhi di Monroe luccicarono di avidità, al solo suono della parola “oro”.

«Theravindra soggiogò le sette tribù dell’isola e fece erigere il palazzo. Divenne il re e la donna fu la sua regina.» Kyle si voltò di scatto con gesto teatrale. «Ma la regina era in realtà una rakshasi, una mangiatrice di uomini. Theravindra fece guerra ai regni vicini, per procurarsi schiavi da offrire all’insaziabile fame della sua consorte.»

Cassandra rabbrividì, il ricordo dell’agghiacciante incisione vivo nella sua mente. «E ch-che ne fu di loro?» Balbettò.

«Theravindra fu sconfitto dal valoroso guerriero Dayaki Sengalang, mentre la rakshasi affamata attende ancora il suo ritorno sola nel palazzo, divorando chiunque sia così folle da avvicinarsi.» Kyle ridacchiò. «Ovviamente si tratta solo di una leggenda…»

Ronnie gettò il mozzicone lontano con un colpetto delle dita. «Già» mormorò sogghignando, «un’altra leggenda…»

«E le statue ricoperte d’oro dove sarebbero?» Chiese Monroe spazientito.

Furono interrotti da un suono improvviso: un cupo rimbombo ritmico proveniva dal profondo della foresta. I due malesi presero a vociare agitati. Kyle digrignò i denti. «Tamburi Dayaki!»

Chi metterà nei guai la spedizione all'arrivo dei Dayaki?

  • Cassandra (18%)
    18
  • Ronnie (9%)
    9
  • Monroe (73%)
    73
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45 Commenti

  1. Ero indeciso tra farli sacrificare e mandarli nel tempio. Però insomma, perché farli entrare nel tempio? Forse perché quello che c’è dentro per loro equivale a un sacrificio probabilmente.
    Scusa penso a voce alta. 😀
    L’ululato belluino mi fa troppo pensare al mastino dei baskerville, non so perché.
    Io avrei evitato il commento fuori campo sull’idiozia di Monroe. Avrebbe potuto esternarlo direttamente Kyle.

    A presto

  2. Li manderanno dentro le rovine, insomma, dentro la porta che si apre, no?
    Loro non saranno armati, ma i dayaki mi sa di sì!
    Capitolo curato, scorrevole, denso. Quel ‘macabramente’ lmi ha spaventato 🙂
    Ho notato ‘selvaggi dayaki’ seguito a poca distanza da ‘quei corpi selvaggi’, è a mio parere una ripetizione evitabile. Anche Zingaretti, che impiega tre risposte per ribadire a Monroe lo stesso concetto, forse si poteva sfoltire un po’. Solo una mia opinione, ovviamente.

    Ciao ciao

  3. Umh….direi Monroe!
    Il tuo è proprio un racconto avventuroso. Calibri bene i possibili sviluppi della storia grazie alle differenti emozioni dei personaggi…. Hanno ragione quelli che si preoccupano? O quelli che stanno tranquilli ad ascoltare la leggenda? Io mi schiero dalla parte di chi ha paura, Stanne certo 🙂 🙂 🙂
    Questa storia ha il sapore di certi romanzi avventurosi per ragazzi, quelli che attirano anche gli adulti perché ti fanno ricordare la bellezza di poter immaginare d’essere i protagonisti di un viaggio pieno di pericoli e peripezie 😉
    Alla prossima!

  4. Monroe, chi altri?
    Molto mistero e vivida immaginazione. Bello come riesci a fondere due punti di vista opposti: il disagio opprimente di Cassandra che quasi non riesce a guardare il bassorilievo e la quasi indifferenza degli altri. Sarà che Cassandra ‘vede’ qualcosa che agli altri non è ancora chiaro?
    La storia si fa interessante.

    Ciao ciao

  5. Incontro con i selvaggi.
    Ciao Marco,
    Trovo la tua scrittura accurata e scorrevole. La storia sembra ambiziosa, introduci molti personaggi tutti insieme e fornisci molte informazioni. Se devo essere sincera a mio parere forse potevi fornircene un po’ meno: concentrandole così rischiano di essere troppo ‘raccontate’, piuttosto che emergere grazie al dipanarsi della storia. Forse ti preoccupi che cinquantamila caratteri siano troppo pochi per scrivere tutto ciò che vorresti? Hai ragione, sono pochissimi! Però questo aiuta molto a fare scelte incisive. E a volte dolorose.
    Ciao ciao

  6. Ciao e benvenuto su The Incipit! ^_^
    Anche se siamo solo al primo capitolo, la tua storia mi ha già incuriosita molto. In poche righe sei riuscito a caratterizzare perfettamente i personaggi e il testo risulta scorrevole e mai pesante.
    Tutto questo per dirti che seguo volentieri la tua storia e rimango in attesa dei prossimi capitoli!
    Per quanto riguarda le opzioni, devo dire che sono tutte molto intriganti. Alla fine ho scelto le rovine avvolte da una terribile maledizione! 😉
    A presto!

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