Il mistero dell’anfora di giada

Dove eravamo rimasti?

Chi metterà nei guai la spedizione all'arrivo dei Dayaki? Monroe (73%)

Tamburi selvaggi

Il suono dei tamburi avanzava, tuonando minacciosamente da ogni direzione nella giungla oscura. In fretta, gli esploratori smontarono il campo alla bell’e meglio, nascondendo le tende in mezzo alle rovine, tenendo con sé solo lo stretto necessario. Si avventurarono tra le pietre squadrate, cercando rifugio nelle tenebre della notte.

Guizzi di una fioca luce arancione trapelavano da oltre le mura. Il rullo dei tamburi, le voci concitate e lo scalpiccio di molti passi si facevano sempre più vicini e distinti. Dal portale di pietra cominciò a riversarsi una processione di uomini seminudi dalla carnagione olivastra. I loro corpi erano ornati con monili di bronzo e larghe piume bianche e nere. Alcuni di loro portavano fiaccole accese, altri sonagli e tamburi, altri ancora lance e scudi variopinti. Le loro voci si levavano in un lugubre coro cadenzato.

Il fatto più scioccante era che ognuno di essi portava con sé, appese ai fianchi o alle spalle, delle teste umane rinsecchite, che dondolavano macabramente al ritmo ossessivo dei tamburi.

«Cacciatori di teste» mormorò Kyle sbirciando al riparo tra i blocchi di pietra. Senza preavviso, si allontanò tra i muri diroccati per tener meglio d’occhio la situazione. I selvaggi Dayaki si dirigevano verso il lato lontano della spianata, dove sorgevano gli edifici più imponenti.

Cassandra fissava la scena con orrore, scossa da quella fiumana di corpi selvaggi abbigliati così barbaramente. Estrasse la macchina fotografica con gesto quasi automatico e prese a scattare fotografie, come per esorcizzare il senso di repulsione che l’intera scena le ispirava. Non passò molto però prima che un improvviso ululato belluino le gelasse il sangue.

Dall’arco di pietra fece irruzione un uomo alto, vestito di liane di rattan, con il viso coperto da un’orrida maschera a strisce bianche e rosse. Si muoveva a scatti, danzando al suono dei tamburi. Era circondato da un gruppo di donne Dayaki, che danzavano freneticamente, dimenando i corpi bruni, adorni di grandi anelli di bronzo tintinnanti.

Cassandra ebbe un fremito. Una paura raggelante, del tutto irrazionale, si impossessò di lei. L’uomo mascherato lanciava di continuo grida selvagge, alle quali tutti gli altri rispondevano in coro.

Dal portale emersero altri quattro guerrieri Dayaki, trascinando, legati a una corda, una decina di uomini e donne, che avanzavano incespicando, mezzi morti di terrore.

Kyle, rintanato in un anfratto tra due pietre, osservava con timorosa eccitazione. Il manang, lo sciamano, conduceva gli uomini della tribù verso uno degli edifici principali. Gli era chiaro cosa erano venuti a fare. Forse in fondo le sue congetture erano corrette…

«Sono schiavi quelli laggiù?»

La voce improvvisa alle sue spalle lo fece sussultare violentemente, strappandogli un verso acuto. «Monroe!» Imprecò sottovoce con il cuore in gola, «dannazione, perché mi ha seguito?»

L’uomo d’affari seguiva la scena con interesse, incurante della preoccupazione del professore. «Sono schiavi?» Insistette, indicando col dito.

Zingaretti lo spinse indietro maleducatamente. «Ma che le salta in mente?» Sibilò stizzito, «vuole forse andare a fargli compagnia?» Squadrò Monroe con cipiglio severo. «Lo sa cosa fanno i Dayaki a chi interrompe i loro rituali sacri?»

«Dunque è di questo che si tratta» fece Monroe ignorando le parole del professore, «un rito magico!» Sul suo volto si disegnò un ghigno sardonico, «allora quelle sono vittime sacrificali…»

«Esatto» tagliò corto Zingaretti «e se non stiamo attenti faremo loro presto compagnia!»

Monroe dal canto suo era quasi divertito. «E quelle teste che portano…»

«Stia zitto!» Ringhiò Kyle. «Se non se ne sta zitto saranno le nostre teste a pendere dalle loro cinture!» Scosse la testa. Monroe era un tale idiota!

Intanto nella spianata, più di quaranta Dayaki erano radunati davanti a una massiccia porta di pietra scolpita. Danzavano al ritmo dei tamburi, battendo le lance contro gli scudi, lanciando grida animalesche. Il manang, in piedi su un’alta roccia, presiedeva alle danze ululando ritmicamente, levando in aria un fascio di teste essiccate.

In quel momento accadde qualcosa di incredibile. La pesante porta, davanti alla quale stavano i Dayaki, prese lentamente ad aprirsi con gran fragore. Il baccano furibondo delle urla raggiunse un livello ancor più parossistico. Da dietro l’enorme battente filtrava un bagliore sinistro.

Kyle sgranò gli occhi per lo stupore: la porta si stava aprendo da sola!

«Zingaretti!» Chiamò la voce fastidiosa dietro di lui.

«Dannazione Monroe!» Esclamò il professore, voltandosi, «le ho detto di farla fini…» Non ultimò la frase.

Cinque Dayaki erano sopraggiunti alle loro spalle e li minacciavano con le lance acuminate. Monroe tremava come una foglia mentre i guerrieri selvaggi li circondavano. Kyle levò istintivamente le mani e deglutì a fatica. «Kami… Kami tidak bersenjata…» balbettò in tono conciliante.

Purtroppo, i Dayaki non sembravano inclini all’indulgenza…

Kyle e Monroe sono stati catturati. Cosa ne faranno di loro i Dayaki?

  • Li sacrificheranno ai loro dei sanguinari. (8%)
    8
  • Li manderanno da soli dentro le rovine. (67%)
    67
  • Li metteranno alla prova. (25%)
    25
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45 Commenti

  1. Ero indeciso tra farli sacrificare e mandarli nel tempio. Però insomma, perché farli entrare nel tempio? Forse perché quello che c’è dentro per loro equivale a un sacrificio probabilmente.
    Scusa penso a voce alta. 😀
    L’ululato belluino mi fa troppo pensare al mastino dei baskerville, non so perché.
    Io avrei evitato il commento fuori campo sull’idiozia di Monroe. Avrebbe potuto esternarlo direttamente Kyle.

    A presto

  2. Li manderanno dentro le rovine, insomma, dentro la porta che si apre, no?
    Loro non saranno armati, ma i dayaki mi sa di sì!
    Capitolo curato, scorrevole, denso. Quel ‘macabramente’ lmi ha spaventato 🙂
    Ho notato ‘selvaggi dayaki’ seguito a poca distanza da ‘quei corpi selvaggi’, è a mio parere una ripetizione evitabile. Anche Zingaretti, che impiega tre risposte per ribadire a Monroe lo stesso concetto, forse si poteva sfoltire un po’. Solo una mia opinione, ovviamente.

    Ciao ciao

  3. Umh….direi Monroe!
    Il tuo è proprio un racconto avventuroso. Calibri bene i possibili sviluppi della storia grazie alle differenti emozioni dei personaggi…. Hanno ragione quelli che si preoccupano? O quelli che stanno tranquilli ad ascoltare la leggenda? Io mi schiero dalla parte di chi ha paura, Stanne certo 🙂 🙂 🙂
    Questa storia ha il sapore di certi romanzi avventurosi per ragazzi, quelli che attirano anche gli adulti perché ti fanno ricordare la bellezza di poter immaginare d’essere i protagonisti di un viaggio pieno di pericoli e peripezie 😉
    Alla prossima!

  4. Monroe, chi altri?
    Molto mistero e vivida immaginazione. Bello come riesci a fondere due punti di vista opposti: il disagio opprimente di Cassandra che quasi non riesce a guardare il bassorilievo e la quasi indifferenza degli altri. Sarà che Cassandra ‘vede’ qualcosa che agli altri non è ancora chiaro?
    La storia si fa interessante.

    Ciao ciao

  5. Incontro con i selvaggi.
    Ciao Marco,
    Trovo la tua scrittura accurata e scorrevole. La storia sembra ambiziosa, introduci molti personaggi tutti insieme e fornisci molte informazioni. Se devo essere sincera a mio parere forse potevi fornircene un po’ meno: concentrandole così rischiano di essere troppo ‘raccontate’, piuttosto che emergere grazie al dipanarsi della storia. Forse ti preoccupi che cinquantamila caratteri siano troppo pochi per scrivere tutto ciò che vorresti? Hai ragione, sono pochissimi! Però questo aiuta molto a fare scelte incisive. E a volte dolorose.
    Ciao ciao

  6. Ciao e benvenuto su The Incipit! ^_^
    Anche se siamo solo al primo capitolo, la tua storia mi ha già incuriosita molto. In poche righe sei riuscito a caratterizzare perfettamente i personaggi e il testo risulta scorrevole e mai pesante.
    Tutto questo per dirti che seguo volentieri la tua storia e rimango in attesa dei prossimi capitoli!
    Per quanto riguarda le opzioni, devo dire che sono tutte molto intriganti. Alla fine ho scelto le rovine avvolte da una terribile maledizione! 😉
    A presto!

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