Ninna Nightmare

Est Modus

Buona notte piccolo Timmy.

Mamma e papà ti vogliono bene.

La madre si china. Gli rimbocca le coperte, gli dà un bacio sulla fronte. Sussurra. «Buona notte piccolo mio. Mamma e papà ti vogliono bene».

La madre esce dalla stanza. Spegne la luce.

Timmy supplica: «Posso avere la luce accesa?».

La madre lo guarda con occhi di madre. Gli vuole bene. Non riesce a dirgli di no.

«No». Il padre è severo. Il padre è duro. «Ormai hai cinque anni. Dormirai con la luce spenta». Non ammette repliche. Il padre spegne la luce. Chiude la porta.

Il bambino li sente discutere fuori dalla porta. Non capisce cosa si dicono. Li sente. Non capisce.

Timmy è solo. Timmy è al buio.

Non si vede niente. Non si sente niente. Tutto è immobile. Il piccolo Timmy trattiene il fiato per non fare rumore. Trattiene il fiato per non farsi sentire. Non lo devono sentire. Sa che ci sono. Sa che lo ascoltano. Sa che lo osservano. Impazienti. Timmy voleva solo la luce accesa. Timmy è pallido. Deglutisce. Fissa il buio. Non vuole vedere. Non vuole vedere quello che c’è dentro alla sua testa. Non vuole vedere quello che c’è dentro alla sua testa. Gli occhi spalancati, fissano il nulla. Non vuole vedere quello che c’è dentro alla sua testa. Occhi vitrei. Gli occhi si adattano al buio. Un pallido raggio lunare disegna qualche sagoma. Un pallido raggio lunare disegna qualche ombra.

Il bambino stringe il suo peluche. Timmy vuole bene al suo orsetto.

«Non ti preoccupare». Il peluche gli parla. Timmy sente la sua voce. Timmy ode i sussurri. «Ci sono io con te». Stringe il peluche. Occhi vitrei.

Il bambino lo abbraccia. Si tira le coperte sopra la testa. Timmy ha paura. Timmy sa che arriveranno. Arriveranno. Arriveranno…

Sono arrivati.

Il rumore degli artigli sul parquet. Bisbigli. Rumori di movimenti furtivi. Sussurri. Rumori indistinti, diventano sempre più definiti.

Timmy stringe Ahiga. Timmy vuole bene al suo peluche dagli occhi vitrei.

Rumori. Simili a topi che corrono. Simili a ratti che si avvicinano.

«Timmy… Sappiamo che ci sei».

Voci stridule, distorte. Voci strozzate, voci sommesse. Voci? Versi.

«Timmy… Stiamo arrivando».

Ridono. Sghignazzano. Sono impazienti.

Il bambino stringe il suo peluche. Ha i brividi. Trema. Piange. Non vede niente. Voleva la luce accesa.

«Non temere». Il tocco di Ahiga è confortevole. «Ci sono qua io».

Timmy abbassa le coperte. Sbircia nell’oscurità. Li vede.

Strisciano, si trascinano, corrono.

Il bambino vede la tenda muoversi. Qualcuno si è arrampicato fin sulla mensola. Sente che corre dietro ai libri, dietro ai soprammobili. Si avvicina. Si avvicinano.

Il bambino vede l’armadio aprirsi leggermente. Attendevano lì dentro. Sono sempre stati lì. Dentro l’armadio, sotto il letto, dietro alle tende, sopra alle mensole. Nascosti. Attendevano, non attenderanno oltre.

Nell’oscurità, occhi gialli brillano. Una ventina di occhi lo fissano. Brillano nel buio. Si avvicinano.

«Timmy… Abbiamo atteso così a lungo».

«Timmy… Abbiamo fame. Siamo affamati».

Il bambino li vede. Si avvicinano. Il bambino piange, trema. Stringe il peluche.

«Non temere piccolo Timmy». La voce dell’orsetto è rassicurante. «Ti proteggerò io».

Il peluche si muove. Scende dal letto. Cresce. Diventa sempre più grande. Si allunga il pelo. Spuntano gli artigli. Crescono le zanne. Si fanno possenti le zampe. «Ti proteggerò sempre».

Loro si fermano. Si infuriano.

«Prendiamolo!».

«Presto!». Ahiga urla. «Sali sul mio dorso!».

Timmy non esita. Affonda la manina nella pelliccia. Stringe le dita. Si assicura all’orso.

Appena in tempo. Uno di loro li aveva raggiunti. Anche loro sono cresciuti. Deformi. Orribili. Mostruosi.

Ahiga schiva i suoi artigli.

L’orso corre. Sfonda la parete. Si tuffano nella notte.

«Dove andiamo?», chiede il piccolo Timmy.

«Non guardare indietro». Risponde l’orso.

«Dove andiamo?».

«Non guardare!».

Ahiga corre possente. Il bambino si stringe a lui. Loro li seguono. Li seguiranno sempre. Li seguiranno sempre?

Attorno il buio.

Timmy ha paura. Le guance rigate dalle lacrime. Il viso nascosto nella pelliccia.

Loro sempre più vicini.

«Mi proteggerai sempre?».

«Ti proteggerò sempre».

«Promesso?».

«Promesso».

Timmy si fida. Timmy non ha più così tanta paura. Ahiga ha paura. Ahiga vuole troppo bene a Timmy. Ahiga avrà sempre paura per lui.

Loro sempre più vicini.

Timmy e Ahiga scappano.

  • La luce li salverà. (38%)
    38
  • Verranno raggiunti. Timmy verrà ucciso. (23%)
    23
  • Verranno raggiunti. Ahiga combatterà. (38%)
    38
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216 Commenti

  • Ciao! 😀
    Un altro racconto scritto veramente bene. Complimenti! ^-^ Mi è piaciuto tantissimo il finale aperto in cui ci lasci la libertà di credere che Timothy abbia seppellito il coltello piuttosto che i genitori o viceversa. E lo stile che hai usato ha descritto alla perfezione la confusione, la disperazione e il delirio di una mente segnata da un’esperienza terribile.
    Adesso non vedo l’ora di leggere la tua prossima storia: proverai un nuovo genere?
    A presto!

    • Ciao Mika! 😀
      Grazie, sono contento che ti sia piaciuto il mio racconto 🙂
      Il finale aperto mi sembrava appropriato 🙂 è strano ma in tanti non hanno capito che era un finale aperto e hanno dato per scontato che Timmy abbia ucciso i suoi genitori O.o Lo stile invece è stato un azzardo, ho voluto provare, a volte ho esagerato ma sono contento di aver tentato 🙂
      Per la prossima storia proverò un genere del tutto nuovo per me sia come scrittore che come lettore 🙂
      Ciao, a presto e grazie ancora! 😀

  • Ciao!
    Accidenti, che capitoloooo! 🙂
    Innanzitutto, bellissimo il finale aperto. Sono rimasta cinque minuti a fissare lo schermo del PC dicendo “sì, ok, ma cosa caspita ha seppellito??? Il coltello o i genitori??”. Poi, ho letto i commenti sotto e ho capito che non c’è una risposta e che sono possibili entrambe le soluzioni. I genitori non mi stavano simpaticissimi, lo ammetto, ma spero che abbia seppellito il coltello XD
    Bravo, Christian! Bravissimo! Ho apprezzato molto anche questo racconto, inquietante e spaventoso al punto giusto (io leggo i tuoi capitoli sempre di sera, grazie che poi vedo ombre spaventose ovunque!!!)
    Non vedo l’ora di scoprire il tuo prossimo racconto (sono curiosa soprattutto di vedere quale genere sperimenterai).
    Ancora complimenti!!! ^__^ A presto!!!

  • Non sai quanto mi è dispiaciuto non aver trovato il tempo per seguirti episodio dopo episodio…
    Ho rimediato appena ho potuto. Da applausi. Davvero. Finale aperto (e ci sta).
    Un racconto che disturba, inquieta, spaventa.
    E non solo per le atmosfere, pur rese con grande maestria, ma anche e soprattutto per quel modo di dare voce al conflitto interiore del piccolo protagonista, combattuto tra bene e male, Ahiga e i Demoni, ragione e istinto animale… Bravissimo!
    Diversamente da altri commentatori spero tu possa attardarti dalla parti dell’horror per un altro racconto almeno. Mi sembra tu abbia una considerevole propensione per il genere. Forse il tuo faticoso peregrinare da un genere all’altro è finito, forse sei a casa, solo che ancora non lo sai…
    Ancora complimenti!

    • Buonasera Lou,
      non preoccuparti per il fatto che non hai letto gli episodi man mano che li pubblicavo… Mi avevi accennato a una vita piena 🙂 anzi, grazie per avermi recuperato comunque 🙂
      Grazie anche per tutti i complimenti 😀 sono contento che ti sia piaciuto questo racconto 🙂
      Fermarmi sull’horror dici? A dire il vero non lo avevo preso in considerazione… Questo è stato il mio primo esperimento horror, vorrei poter toccare un po’ tutti i generi prima di poter capire qual è il mio cavallo di battaglia.
      Il fatto che tu pensi che abbia trovato il mio ambiente ideale mi rende felicissimo: non esiste complimento migliore! 😀
      Grazie ancora. La soddisfazione più grande arriva dal sapere di avervi intrattenuto e di avervi trasmesso qualcosa. Grazie.
      Mi auguro che tu possa torare a scrivere il prima possibile 🙂 Sarebbe fantastico leggerti ancora… Recupererò il tuo racconto precedente durante l’attesa.
      Ciao, a presto! 😀

  • No…aspetta. Ha ucciso i genitori o ha sepolto il coltello?! “Hai fatto la cosa giusta” lo dice Ahiga o lo dicono i mostri?! Forse non ce lo vuoi dire e preferisci lasciare il finale aperto…io dico che ha ucciso i genitori. Caspita, 10 anni sono veramente tanti, ci credo che Erika non lo vuole più vedere! Solo una cosina piccola piccola. Timmy aveva 5 anni, giusto? Se ne sono passati 10, ciò significa che ne ha 15. Si indossano cravatte a 15 anni? Forse lui le indossa, dopotutto ci sono altri motivi per i quali lo giudicherei insolito. E’ stata veramente un bella storia, inquietante dal primo all’ultimo episodio e sono stata felice di seguirla fin dall’inizio. Complimenti ancora e spero che ci regalerai presto un altro bellissimo racconto! 🙂

    • Ciao dottoressa Erika,
      com’è finito questo racconto? Boh 😀 sarete voi a decidere 🙂
      Per quanto riguarda l’età di Timmy: in realtà la terapia dall’omonima dottoressa la inizia verso i 6 anni e proseguirà per più di 10. L’ultimo capitolo vede un Timothy adolescente con un’età che oscilla intorno ai diciotto anni. Ho voluto cambiargli nome togliendogli il diminutivo e fargli indossare una cravatta per far capire che ormai ci troviamo davanti a un ragazzo non più bambino: un Timmy che, anche se cresciuto, convive ancora coi suoi incubi.
      La cravatta è effettivamente eccessiva, ma mi serviva per rendere più adulto il personaggio 🙂
      Grazie mille per la lettura e tutto il supporto, grazie anche per avermi (involontariamente) prestato il tuo nome 😀 grazie per avermi fatto scuola (ho iniziato a leggerti proprio perché volevo capire come scrivere un horror).
      Il prossimo racconto arriverà tra una decina di giorni probabilmente 🙂
      Comunque quando bevo la Guinness non posso fare a meno di pensare a una certa marionetta 😀
      Saluti dottoressa! 😉

  • Pensavo che il finale fosse ambiguo e mi piaceva così. Però leggendo un po’ più attentamente vedo che non lo è affatto, e mi piace il fatto di averlo scoperto. Adesso mi puoi rispondere due cose: ‘hai indovinato’ oppure ‘veramente ti sbagli’. In quest’ultimo caso mi piacerebbe anche di più perché vorrebbe dire che il finale ‘è un mistero anche per te’ e il chiaro suggerimento finale è subliminale! Ah ah, che strippo!
    Una bella prova, a mio parere partita bene ma che ha trovato il suo vero equilibrio in corso d’opera. Mi piacciono i tuoi ‘esperimenti’, mi piace il fatto che ti cimenti sempre in generi diversi (occhio, mancano rosa e er0s). Per quanto può valere, detto da un dilettante, mi sembra che stai acquisendo sempre più mestiere e sicurezza.
    Complimenti e ti aspetto per la prossima prova: sarà sentimentale o bollente? 😀 😀
    Ciao a presto

    • Ciao Jaw,
      il finale è volutamente aperto. Non capisco cosa ti ha fatto credere il contrario O.o ho notato che in tanti, e questo mi rende felice, hanno dato per scontato che Loro abbiamo trionfato. Potrei accidentalmente aver suggerito un finale a senso unico, ma anche rileggendo non mi sembra di aver commesso questo errore, e in fase di stesura sono stato molto attento alla retorica in modo che il finale possa essere interpretato in due modi.
      Come dici tu, ho trovato il mio equilibrio solo in corso d’opera. Questo grazie ai vostri suggerimenti 🙂 con questo racconto ho voluto osare, e ho capito fin dove mi posso spingere.
      Sperimentare è la cosa più stimolante in effetti (anche se mi preoccupano il rosa e l’er0s: due generi del tutto lungi da me).
      Grazie mille per le letture, i suggerimenti e tutto il supporto che mi stai dimostrando. Sei un grande!
      Ciao a presto! 😀

      • Ah ah, no… posso spiegare tutto!
        O almeno ci provo: nelle prime tre occasioni in cui fai parlare ‘Loro’, non usi il virgolettato, usi solo il corsivo. Al che, alla prima lettura, ho registrato la cosa e ho fatto l’associazione non-virgolette uguale ‘pensiero/parole Loro’.
        Le battute di Ahiga sono tutte tra virgolette.
        Ed ecco che leggo il finale ‘virgolettato’ e dico: ‘Ok, ma questo può averlo detto solo l’orsacchiotto!’.
        In realtà già rileggendo nei giorni scorsi mi ero accorto che nelle successive battute in cui parlano ‘Loro’ usi il virgolettato, quindi avevo capito la cantonata.
        Be’, però adesso sei tu a dover scegliere: cantonata o desiderio subliminale di suggerire un trionfo del bene? 😀 😀 😀
        Scherzo, ovviamente

        Ciao a apresto

        • Osservazione davvero interessante la tua! 😀
          In realtà il corsivo e il discorso diretto affidato alle parentesi angolari non è un caso.
          Quando loro sussurrano a Timmy lo fanno dal profondo della sua mente. Timmy sente solo un sibilio lontano, e questo lieve rumore è rappresentato dal corsivo.
          Quando invece, più avanti nel racconto, Loro prendono il controllo della mente di Timmy allora Loro parlano con lui. Il protagonista avrà un vero e proprio dialogo con i suoi incubi e Loro si concretizzano davanti ai suoi occhi. Li sente e li vede.
          In poche parole: corsivo = Timmy è lucido, Parentesi angolari = Timmy è impazzito.
          Per farti qualche esempio:

          Capitolo 7. Quando Timmy, dopo aver sorpreso nuovamente lo zio a letto con sua madre, impazzisce del tutto e prende il coltello dalla cucina. Essendo in uno stato mentale alterato allora Timmy li vede e li sente. Qui ho usato le parentesi angolari.
          [Loro sono ovunque. Saltano, urlano, esultano.
          «Fallo Timmy! Fallo!».

          «Basta rumore». Bisbiglia tra sé e sé.
          «Si fallo smettere!».
          Loro sono sempre di più, sempre più grossi. Urlano sempre più forte. Il frastuono copre tutto.]

          Capitolo 10.
          All’inizio del capitolo Timothy è con la psicologa. Lei è l’unica persona in grado di placare e mettere un freno alla pazzia di Timmy: loro ci sono ancora, ma sono sepolti nel profondo e si limitano a sussurrare al loro ospite. Qui ho usato il corsivo.
          [Timothy li sente ridere. Ride con loro, nel profondo ride a squarciagola.

          Si sforza di mantenere un falso sorriso, nascondendo il disgusto nel profondo. Loro, invece, lo capiscono perfettamente: sanno che il sorriso non è autentico, sentono il disgusto che li avvolge come un liquame, nel profondo. Loro conoscono bene Timothy.]

          Sempre nel capitolo 10.
          Timmy è al buio in camera sua ma la sua mente è ancora calma, stabile e ancorata alla realtà. Li sente sussurrare e ha con loro una sorta di comunicazione telepatica. Qui ho usato il corsivo.
          [Il buio lo avvolge. Ormai non gli fa più paura.
          Sente che si avvicinano. Il parquet cigola, le tende si spostano. Le ante dell’armadio si spalancano. Loro sono arrivati.
          Timmy…

          È giunto il momento…].
          In seguito Timmy accarezza uno di loro portando la comunicazione su un piano tattile e concreto, segno che sta impazzendo ancora.

          Sempre nel capitolo 10, verso il finale.
          Timmy è sceso in cantina e sente Ahiga che gli parla. Ormai è del tutto fuori di testa e per questo ho usato le parentesi angolari.
          [«Non farlo!», Ahiga è disperato. «Ti prego, non farlo!».
          Timothy lascia cadere il badile. Si porta le mani alle orecchie: c’è troppo rumore. Li sente urlare. Sente le loro urla e le urla di Ahiga.
          «Fallo!», urlano loro.
          C’è troppo rumore.
          «Fermati!», urla Ahiga. «Non puoi uccidere i tuoi genitori!».
          Timothy si lascia cadere sul pavimento della cantina.
          «Uccidili e seppelliscili in giardino!».]

          Le parentesi angolari finali possono voler dire che lui è impazzito del tutto e dialoga con loro, oppure che stia, come sempre, dialogando con Ahiga 🙂
          Scusa il mega commentone, ma in effetti la tua è stata davvero un’osservazione interessante! 😀 Spero ti sia piaciuta la spiegazione 🙂
          Grazie ancora 😀

  • Ehm wow. L’ho letto tutto d’un fiato. Di notte. Aiuto. Complimenti, so che ormai che è finito non ha senso, ma ci tenevo a commentare nonostamte tutto. Davvero complimenti. Quello che era partito come un semplice incubo, si è tramutato in qualcosa di molto peggio. Le tenebre alla fine hanno raggiunto Timmy e lui le ha abbracciate. Non poteva sfuggirgli, non ha mai potuto. Mi dispiace per la dottoressa Erika, che avrà passato un inferno durante quei 10 anni, sperando di aiutarlo.
    L’ho già detto complimenti? Complimenti. Seguirò di certo il tuo prossimo lavoro.

  • Ciao Christian, avevo scelto un finale diverso eppure questo è quello che certamente meglio si adatta al resto del racconto. La parte che si svolge all’interno dello studio di Erika è inquietante… lei che ha voglia di salutare questo paziente mai del tutto recuperato, lui che finge di sorridere e d’essere dispiaciuto.
    Credo che il tuo pregio sia stato proprio quello di mostrarci un Timmy non del tutto pazzo, ma un Timmy sull’orlo del precipizio… diviso tra la voce buona di Ahiga e quelle di “loro” che lo incitano a dare sfogo alla sua rabbia.
    Complimenti! La storia non ha mai avuto cedimenti di ritmo e ci ha trascinati fin qui.
    Ho letto più sotto che hai già in testa il prossimo lavoro.
    Non vedo l’ora di scoprire la tua sorpresa 🙂
    A presto!

    • Ciao Athelas,
      sono contento che ti piaccia il finale 🙂
      Hai indovinato: mostrare un Timmy non del tutto pazzo era proprio quello che volevo. Questo spiega il finale aperto 😀
      Non è stato facile mantenere un ritmo costante con uno stile così particolare, ma ho ricevuto tanti giudizi positivi e ne sono contento 🙂
      Il prossimo racconto arriverà presto 😉
      Ciao, ora vado a leggere il tuo capitolo fresco fresco di pubblicazione! 😀

    • Ciao Fue,
      “gocce di sangue nella nebbia”, che bella immagine! Ti ringrazio! 😀
      Il prossimo racconto dovrebbe arrivare tra un paio di settimane 🙂 ho in mente il quadro generale ma ci sono ancora molte cose da definire 🙂
      Ho visto che hai fatto uscire un nuovo racconto… Lo recupererò al più presto. Scusami il ritardo ma sono davvero impegnatissimo ultimamente e faccio fatica a leggere anche i racconti che sto seguendo.
      Ciao, a presto 🙂

  • Ciao Christian! Ebbene, eccoci qua, siamo arrivati alla fine.
    Prima che pubblicassi avevo immaginato diverse conclusioni, avevo considerato anche un potenziale suicidio! Poi, iniziando il capitolo e ritrovandoci da Erika, credevo che ad essere uccisa sarebbe stata lei e invece… La ricomprarsa di Ahiga, infine, mi aveva fatto propendere per una sorta di speranza inutile ma ormai era palese… Quando Timmy parte non si ferma più.
    Unico dubbio: perché attendere dieci anni e la fine delle sedute con Erika per fare tutto ciò? Forse per “Far pagare” ai genitori il fatto di averlo trattato da pazzo tutti questi anni?
    A prescindere da tutto…
    Ti rinnovo I miei complimenti perché sei stato molto bravo a mantenere il ritmo allo stesso livello per l’intera storia, picchi di ansia davvero ben costruiti.

    Ciao, a presto.

    • Ciao Veners,
      ti confesso che anche io, fino all’ultimo momento, non sapevo che finare dare al mio racconto.
      Timmy ha aspettato di finire le sedute con Erika perché lei ormai lei era l’unica persona che lo teneva ancorato alla realtà. Quando l’ultima seduta finisce “loro esultano” perché non c’è più niente che possa fermare Loro dall’influenzare Timmy.
      Effettivamente non è molto chiaro come passaggio, avrei dovuto specificarlo meglio, ma in fase di stesura non ci ho pensato.
      Ti ringrazio per avermi seguito fino alla fine anche se ci siamo conosciuti tardi 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  • Ciao! 🙂
    Volevo tanto votare il lieto fine, ma so che non è possibile. Ciò che ha vissuto Timmy è qualcosa di terribile. Gli incubi sono parte di lui e difficilmente riuscirà a liberarsene, ma, come dice Befana, magari imparerà a conviverci.
    Siamo quasi alla fine di questo racconto e devo ammettere che mi è piaciuto tantissimo. Hai provato diversi generi e te la sei cavata molto bene con tutti. Hai già pensato quale sarà il prossimo?
    A presto! 🙂

    • Ciao Tia 🙂
      Anche scegliendo il lieto fine Timmy sarebbe comunque rimasto segnato dal suo passato 🙂 ok mi sono spiegato malissimo ma mi sono appena svegliato e ho dormito una manciata di ore come al solito 😀
      Comunque ti ringrazio 🙂 sapere che ti è piaciuto questo racconto mi fa davvero piacere 🙂
      Ho già in mente cosa scrivere dopo Ninna Nightmare: sarà un genere del tutto nuovo per me e userò uno stile che non ho mai provato prima 😀 scusa la mancanza di dettagli ma vorrei farvi una specie di sorpresa 😀
      Ciao, grazie e a presto! 😀

  • Ciao…povero il piccolo Timmy. Vorrei dire che Timmy riesce a ritrovare la serenità anche grazie alla super dottoressa Erika, ma non posso. So che non è possibile. Queste cose ti perseguitano in eterno. A Timmy adulto danno fastidio i rumori e gli danno fastidio le relazioni. Sì, perché il concetto di famiglia che ha avuto è tutt’altro che positivo. Purtroppo, durante l’infanzia, riceviamo impressioni che influenzano pesantemente il nostro modo di leggere la vita. Così mi immagino il futuro di Timmy. Ancora complimenti, ti aspetto in Irlanda! 😉

  • Ciao! 😀
    Ho perso un capitolo, ma ho recuperato! ^-^ Lo scorso episodio è stato molto intenso e ha gettato parecchia luce su quello che è successo e questo ci ha fornito la causa dei problemi che angosciano il piccolo Timmy: questa storia è straordinaria, nella sua tragicità. Complimenti!
    Voto per un finale amaro.
    Alla prossima!

  • Finale amaro e parità a tre… ooops!
    Il capitolo mi è piaciuto ancor più del precedente, a mio parere stai andando in crescendo capitolo dopo capitolo. Bello, molto curato, molto suggestivo: ritroviamo, in un certo senso, Ahiga; capiamo l’origine del fastidio per il rumore. Lo stile ossessivo e delirante è ben dosato e molto efficace. Niente da dire se non ‘mi piace’!
    Aspetto il finale, a questo punto so che mi stupirai 😉

    Ciao a presto

    • Buonasera Jaw 😀
      ”in crescendo capitolo dopo capitolo”, sono contento che lo pensi perché con uno stile così particolare e sperimentale è sempre difficile per me capire se sto muovendo un passo nella direzione giusta 🙂
      Con questo racconto ho voluto creare tanti collegamenti tra la realtà e la mente di Timmy. Mi fa piacere vedere che certi dettagli vengano colti e apprezzati 🙂
      Se lo stile ossessivo e delirante è ben dosato è soprattutto merito tuo: ho messo in pratica i tuoi consigli per quanto riguarda le ripetizioni e la sintassi 🙂
      Mannaggiatté che mi porti il voto in parità! >:(
      Scherzo 🙂 grazie per la lettura e la tua sempre utile e apprezzata presenza 🙂 ci sentiamo domani sotto al tuo racconto 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  • Ciao Christian!
    Finalmente il prosieguo.
    Ho letto con molta suspance questo capitolo. Ci ho ritrovato lo stile “ansiogeno” ben reso anche in precedenza. Bravo! E soprattutto un plauso al palese richiamo ad Ahiga e alla sua protezione materna. Mi è piaciuto molto.
    Ho optato per il finale tragico… questa “Origine del male” secondo me può far scaturire due reazioni: Timmy capisce, si rasserena e ritrova i binari della sua vita di bimbo. L’altra la trovo più naturale (mio punto di vista personale): Timmy deraglia del tutto.
    Complimenti!
    Aspettiamo il finale 🙂

    A presto

  • Ciao Christian.
    Bellissimo questo capitolo. Un bambino come può evitare di perdere il senno dopo certe scene? So che la scelta migliore, anche se drammatica, probabilmente sarebbe quella di vedere Timmy del tutto impazzito…. però ho votato per un Timmy guarito perché c’è sempre speranza, no?
    Ma accetterò qualsiasi finale 😉
    Bravo davvero… che tenerezza Timmy che si copre le orecchie….
    A presto.

  • Ciao Christian,
    prima di tutto piacere di conoscerti! Essendo appena arrivato non ho avuto la fortuna di seguire la storia episodio per episodio (purtroppo).
    Vorrei farti i miei complimenti: ho letto tutta la storia in una tirata (almeno un aspetto positivo del non aver partecipato alle decisioni!) e devo ammettere che mi ha coinvolto molto. Un crescendo di ansia. Si comincia credendo che la situazione di Timmy sia semplice ed infantile, si finisce con questo ottavo episodio con in testa due pensieri: no, non è affatto infantile (anzi); quando leggeremo il continuo?
    Voto violenza, in qualche modo ci leggo un naturale aggancio al tutto.
    Ciao, alla prossima!

    • Ciao Veners, piacere mio 🙂
      Ti ringrazio per aver letto la mia storia nonostante fossimo già all’ottavo capitolo 🙂 dev’essere stata una bella tirata eh?
      Solitamente uso uno stile più lineare, ma per questo racconto ho voluto sperimentare usando una sintassi che simulare la mente di un bambino confuso e spaventato. Spero ti sia piaciuto il risultato finale 🙂
      Ciao, a presto! 🙂

  • Christian!!! Capitolo bellissimo e avvincente, carico di immagini d’effetto come le gocce di pioggia e il disegno di Timmy. Scopriamo che il piccolo è persino più inquietante di quanto già non sembrasse e sembra iniziare a volere bene a “loro”, che rappresentano il male. Non posso credere che abbia davvero ucciso lui Moki, ma allora perché il padre gli aveva detto che era scappato? Probabilmente neanche lui sapeva che era stato il figlio. Timmy ha dei seri problemi per avere solo cinque anni…riuscirà la dottoressa Erika 😀 😀 😀 (sorriso a 32 denti quando l’ho letto) ad aiutarlo? Per ora sembra un po’ troppo…rumorosa. Complimenti per la copertina col baby killer! Bella! 🙂

    • Ciao Erika! 😀
      Grazie 🙂 Ormai la mente di Timmy è degenerata completamente 🙂
      Come mai il padre ha detto che Moki era scappato? Potrei dirtelo subito o dirlo nel prossimo capitolo 😀
      La dottoressa si chiama Erika u.u mi serviva un nome femminile, ne ho passati in rassegna una ventina ma non mi sembravano appropriati, poi mi è venuta in mente Miss Queen 😉
      Grazie ancora, scommetto che la prossima volta la copertina a finire in home page and sarà quella di una certa marionetta… 😀
      Ciao a presto 🙂

  • Visto che ci dai possibilità di scegliere, scelgo ‘violenza’. Una delle opzioni l’avevo immaginata tempo fa, ma se la posso evitare tanto meglio.
    Premetto che il capitolo mi è piaciuto veramente molto. Forse è quello che mi è piaciuto di più.
    L’unica cosa che forse avrei reso in modo diverso è la descrizione del disegno. Scrivi:
    “La manina di Timmy scivola sul foglio bianco lasciandosi dietro una linea nera.”
    Direi che è chiaro che ha il pennarello in mano, ma l’avrei comunque scritto prima piuttosto che dopo. Inoltre se scrivi ‘linea’ immagino un tratto diritto, mentre dal prosieguo mi sembra invece di capire che ha disegnato una qualche sagoma che poi ha colorato di nero. Insomma, avrei preferito visualizzare meglio il ‘demone’ del bimbo.
    Umili opinioni, come già sai, che esterno solo perché so che le apprezzi.
    Il resto è superbo, compresa l’inquietante frase finale.

    Ciao a presto

    • Ciao Jaw 🙂
      Questo capitolo, per una serie di motivi che non devo sicuramente spiegarti, è un po’ diverso dai precedenti in effetti 🙂
      Il discorso del disegno: in privato un paio di persone mi hanno fatto la tua stessa osservazione.. Cercherò di essere un po’ più dettagliato. In realtà nemmeno io so bene che forma fare a questi incubi.
      Il fatto che ti soffermi su queste ”piccolezze” (cosa che apprezzo sempre) mi fa pensare che il resto vada bene. Ogni critica così minuziosa la interpreto come un complimento 😀
      ”Superbo”… Detto da JAW vuol dire davvero tanto..
      Grazie ancora, tutto questo mi mette molto entusiasmo e mi da tanta soddisfazione 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  • Violenza, può prendere tante forme e tanti aspetti, la libertà dell’autore resta intatta.
    Davvero un bel capitolo, che il cane lo avesse ammazzato lui lo avevo immaginato, ma fa paura lo stesso. La tua prosa mi è piaciuta davvero molto in questo capitolo: sobria, asciutta, precisa.
    Ti saluto senza fare troppo rumore, non si sa mai 🙂
    Alla prossima e buon anno

  • Non è horror.. Quello che provo e che mi suscita non è “paura” , “orrore” , “disgusto”..
    È angosciante. E mi piace. Le parole hanno il giusto peso, le frasi la giusta lunghezza.. Mi sembra di sentire le gocce contro il vetro mentre mi immagino la scena, leggendola.

    Leggo cosa fa. E cosa dice. E penso che è solo un.bambino.
    E credo che non lo vorrei in casa.
    Faccio troppo rumore.

    Più leggo e più vorrei che non finisse il capitolo. Dannazione 5000 battute son poche.

  • Ciao Christian… che brividi… ho sudato freddo leggendo questo nuovo episodio. Trovo che tu sia stato bravissimo. Hai reso davvero bene l’atmosfera della seduta e questo Timmy è terribilmente spaventoso.
    E poi qui la tua scrittura è proprio pulita, essenziale e… arriva dritta allo stomaco 😉
    Complimenti!

    Sulla votazione ho avuto qualche difficoltà…. la prima opzione non mi va… la terza nemmeno, non è il momento…. ho scelto “violenza”, non perché sia meno tosta delle altre, ma è quella che in questo momento potrei sopportare meglio.

    A presto!

    • Ciao Athelas,
      Grazie mille per i complimenti 😀 mi state dicendo in tanti e spesso che rendo bene il tema del capitolo 🙂 ne sono davvero contento 🙂
      Per questo capitolo ho usato uno stile un po’ più lineare: la mente di Timmy ora è calma perché ha accettato i suoi demoni. La sua giovane mente ormai è distrutta, ma rassegnandosi ha trovato una sua stabilità.
      Le opzioni che vi ho concesso stavolta sono davvero cruente, me ne rendo conto 🙂
      Ti mando un abbraccione forte e attendo di leggere di un certo unicorno luminoso 😀
      Ciao a presto! 🙂

  • Come già ti avevo detto a capodanno, voto la camera da letto di Timmy.. vorrei vedere fin dove puoi arrivare, fin dove puoi spingere la mente e i disturbi di questo bimbo..

    non vedo l’ora di leggere il resto..
    😉

  • Ciao! 😀
    Ho votato per lo psicologo. Ora come ora, ci troviamo nella stessa condizione di Timmy: confusi e incapaci di comprendere cosa sia effettivamente accaduto. Hai reso molto bene il caos all’interno della testa del bambino, intervallato da schegge di realtà, che però non riescono a strappare il tessuto della follia che ancora avvolge la mente del piccolo protagonista. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!
    A presto!
    Ps. complimenti per la copertina!

  • Voto lo psicologo.
    Accidenti, Christian! E adesso, chi dorme più??
    Capitolo veramente ben riuscito. Le parti senza interruzioni rendevano perfettamente il caos nella testa del piccolo Timmy.
    Quando ha pugnalato l’orsacchiotto ci sono rimasta secca! Sei veramente bravo!
    Ora vediamo cosa dirà lo psicologo, sono curiosa.
    Complimenti! Alla prossima!

  • Ciao 🙂
    Ma quanto sei stato bravo?
    Capitolo agghiacciante e, visto che si tratta di un horror, questo agghiacciante deve giungerti come un applauso, un complimento, una pacca sulla spalla.
    Ora mi aspetto lo psicologo…. dopo questo episodio ne ho proprio bisogno 😉
    A presto!

  • Spiegazioni da uno psicologo, perché quell’orsacchiotto che ha pugnalato mi pare avesse davvero troppa carne e sangue 😀
    Ciao Christian.
    Il capitolo mi è piaciuto molto. Bella ed efficace la descrizione di Timmy, del suo confuso vaneggiamento. Sappiamo quanto lui, cioè molto poco, cosa è appena successo. Ecco, il problema potrebbe essere al prossimo capitolo: cosa hai intenzione di fare? Finora hai mantenuto il punto di vista sul bimbo, ma se devi squarciare il velo su una realtà più ‘obiettiva’ immagino vorrai cambiarlo. O no?
    Non ho particolari osservazioni da farti, penso sia abbastanza inutile segnalarti piccoli refusi. Piuttosto, all’inizio personalmente non ho trovato chiarissimo cosa ‘Timmy non capisce’. Immagino sia il tradimento in atto, ma ci hai lasciato scrivendo di un rumore ‘come di martello’, non sappiamo ancora che è la testiera del letto (allontanarla dal muro no, eh? 😀 ).
    L’espressione ‘sagoma tenera distrutta’ non mi convince.
    Anche ‘Il coltello lacera il muro al suo passaggio’, tra l’altro lo stesso verbo lo usi poco dopo riferito più propriamente alla carne.
    Per il resto, mi hai fatto vivere, molto bene, un incubo. Tanto più atroce in quanto sappiamo che è il delirio di una piccola vittima.

    Ciao a presto

    • Hey Jaw,
      passate bene le feste? 🙂
      La questione del punto di vista è davvero interessante. Ci sono varie opzioni, per il momento penso che darò una spiegazione oggettiva di quello che è accaduto senza però uscire dalla testa di Timmy.
      Per rispondere ai tuoi dubbi: si, Timmy non capisce (o meglio, preferisce non capire) il tradimento di sua madre. Timmy ha associato il rumore della testiera che sbatte contro il muro all’immagine di sua madre a letto con lo zio, quindi nel risentire lo stesso rumore ”impazzisce”.
      Il coltello che lacera il muro voleva essere una sorta di esagerazione. L’idea iniziale era quella di far sanguinare suddetto muro come fosse fatto di carne. La mia voleva essere una citazione alla scena di ”Edward mani di forbice” che mi colpì parecchio da bambino.
      Sono contento di aver reso l’idea di un incubo fatto a occhi aperti.
      Nel complesso posso dire di aver capito con questo racconto quando e quanto mi posso spingere oltre. Sono davvero contento 🙂 merito dei vostri commenti 🙂
      Grazie mille, a presto! 😀

  • Ciao Chris,
    ho votato lo psicologo perché il manicomio per un bambino così piccolo… a meno che Timmy sia ormai grande e sia ancora bambino solo nella sua testa?!
    E restare in camera da letto dopo tutto sto massacro (immaginario, reale?!)
    Il capitolo mi è piaciuto enormemente: fa davvero paura in un crescendo più che angoscia,te.? Voglio vedere che qualcuno osi ancora rimproverarti una mancanza di “horror”!! 😉
    L’unica cosa che un po’ mi lascia perplessa è: se Timmy ha davvero 5 anni, fisicamente mi sembra difficile da mandar giù che riesca a ammazzare degli adulti a colpi di coltello. Ammettiamo pure che riesca, per “botta di fortuna” a sorprendere mamma o zio distratti e assestargli una coltellata proprio in un punto vitale, passi. Ma il secondo adulto nella stanza, o dopo il padre che rientra e lo sorprende: è relativamente facile per un adulto dominare e bloccare fisicamente un bambino di 5 anni, anche particolarmente robusto e grande per la sua età. (Te lo dice la madre di un novenne che è sempre stato grande come un vitellino, almeno un paio di taglie in anticipo sulla sua età! Ok, lo ammetto, non sente le voci e non è posseduto da follia omicida XD)
    A parte il mio dubbio: davvero ottimo capitolo: “difficoltà” gestita alla grande. Applausi!
    Ciao

    • Ciao befy,
      Se dovesse vincere il manicomio ovviamente fare un salto temporale di almeno vent’anni 🙂
      Le critiche che ho ricevuto per la mancanza di horror sono in parte fondate, ma io ho puntato su un horror meno tradizionale. Più che altro penso di non essere andato incontro alle aspettative 🙂 In ogni caso ti ringrazio 🙂
      Ovviamente quello di Timmy voleva essere solo un tentativo di omicidio. Se non fosse intervenuto il padre non sarebbe riuscito a uccidere la madre e lo zio in ogni caso 🙂
      Questo capitolo è stato davvero difficile da scrivere: a conti fatti non succede quasi niente nella realtà, invece nella testa di Timmy c’è un casino assurdo..
      Addirittura gli applausi? 😀 troppo buona u.u
      Grazie mille, a presto 🙂

  • Caspita, Christian…che capitolo! Mi hai tenuta col fiato sospeso e poi…è finito tutto. Davvero complimenti, ritmo incalzante in un crescendo che mette veramente angoscia. Mancano ancora 3 capitoli, Timmy può veramente essere morto? 🙁 Spero di no. Erika voleva bene a Timmy. Timmy voleva bene a Erika. 😀 Mi è sembrato di vedere tutto davanti ai miei occhi come se fosse stato un film: Timmy che trascina il coltello sul muro, la sua piccola sagoma, Ahiga distrutto. Sei veramente bravissimo! Dovresti sfruttare al massimo questo tuo talento! 😀

  • Ciao Christian.
    Timmy non riesce più a mantenere il segreto.
    Ho due figli, la prima in età da: ‘Amore mio non dire niente a mamma!’ – tempo tre secondi – ‘MAMMA! Ha detto papà che non ti dovevo dire niente ma blablablablabla…’.
    Ho recuperato tre capitoli. Bene. Direi benissimo.
    Storia che tiene. Nel quarto mi sono un po’ perso ma dovrei rileggerlo per capirne le ragioni (a volte è solo perché leggo nei ritagli di tempo, qualche volta all’alba o poco prima, qualche volta in piena notte, e comprenderai che non sempre sono lucidissimo).
    Unica nota stonata (mi perdonerai spero se azzardo una critica) è che fino ad ora si è visto poco horror.
    La psiche del bambino è ben resa, il turbamento e

    • … la reazione di Timmy davanti a una scena che non comprende ma di cui intuisce la gravita sono assolutamente credibili e ottimamente resi. Così come credibili sono i personaggi che ruotano attorno al bambino (madre, padre, zio).
      Visto che ci ho preso la mano concludo con un altro piccolo consiglio di lettura: Arthur Machen.
      Forse è quello che ti ci vuole.
      Ciao. 😉

      • Ciao Lou 🙂
        Mi rendo conto che c’è poco horror, infatti considero il mio racconto un thriller psicologico, ma non essendoci questa categoria su the incipit allora mi sono dovuto accontentare dell’etichetta ”horror”. Ho scritto qualche capitolo pauroso per venire in contro alle aspettative dei lettori, ma non era esattamente quello che avevo intenzione di scrivere 🙂
        Non mi risulta di aver letto qualcosa di Arthur Machen, ma provvederò al più presto 🙂
        Grazie per la lettura e per tutti i complimenti, cercherò di metterò più horror nei prossimi capitoli 🙂
        Ciao, a presto! 🙂

  • Ciao! 😀
    Hai reso molto bene i pensieri confusi che affollano la mente del piccolo Timmy. Non mi aspettavo proprio questa tresca con lo zio e non vedo l’ora di scoprire di più sul padre di Timmy. Comunque, visto tutto quello che è successo, direi che la mente del bambino degenera totalmente. Mi spiace se il capitolo sarà difficile, ma sono certa che saprai stupirci! 😉
    Alla prossima!

  • Ciao!
    Perbacco, lo zio Logan e la mamma! Non me l’aspettavo.
    Sei riuscito ad esprimere veramente bene la confusione nel cuore del piccolo Timmy e mi è piaciuto molto come hai strutturato il capitolo, con il flusso di pensieri e le parti ripetute.
    Voto il capitolo difficile, perché sono curiosa di vedere cosa nasconde.
    Bravo. Alla prossima!

  • Non riesce più a mantenere il segreto: i bambini hanno davvero grosse difficoltà col concetto di segreto, soprattutto quelli piccoli.
    Mi ero immaginata altre attività notturne dello zio, a quanto apre sono molto più morbosa di te! 🙂
    Quanto al padre, tutti questi pseudoindizi contro di lui, puzza di equivoco o di mente bambinica perversa.
    Ma che letto ha la mamma che fa tutti questi rumori, viva la discrezione!! XD
    Ciao

      • Ne ho incontrati anche io di letti cigolanti rumorosi traballanti, indiscreti, insomma, ma quando si arreda per una vita di coppia, si cerca di scegliere letti comodi e ben congegnati. Soprattutto quando nella stanza accanto dormono piccoli Timmy, l’insonorizzazione è consigliata.
        Ma sono solo commenti da matura signora troppo abituata al lato pratico delle cose, era solo per romperti le scatole. In una casa poi in cui i click degli interruttori sono così roboanti da risvegliare la gente… XD

  • Ciao, Christian. Innanzitutto complimenti per essere arrivato al 1° posto nella classifica horror! Bel capitolo, mi è piaciuto il flusso di pensieri all’inizio. Senza punteggiatura e con ripetizioni, il che rappresenta alla perfezione i pensieri veri. Poi il tutto si interrompe con un “click” che mi è sembrato di sentire veramente. Visto che sei così bravo voto per il capitolo difficile. Vediamo cosa ci regali! 😉

  • La mente degenera.
    Ciao Christian,
    Ho notato che ultimamente ti sto lasciando commenti troppo sintetici. Mi voglio rifare.
    Sarò, come chiedi, gentile e spietato 😀

    L’intreccio è interessante, il meccanismo del flashback con l’esplicitazione anche compositiva (il ripetersi delle stesse parole e descrizioni) è una bella idea. Forse eccessivamente insistita.
    Capitolo coerente e abbastanza originale. Il personaggio del bambino assume una sfumatura in più. Abbiamo piantato il primo chiodo, scoprendo un trauma importante. Non sappiamo ancora il motivo dell’astio profondo verso il padre, a meno di non prendere alla lettera la sua ricostruzione accettando il fatto che abbia ucciso il cane. In realtà questa sembra più una giustificazione di un’ostilità preesistente di cui ancora non sappiamo molto. Opportuno e interessante tenere il lettore in sospeso, regalandogli per il momento una sola rivelazione.
    Il capitolo è plausibile e coerente, eccezion fatta per alcune incertezze nel lessico forse non consono a un bambino così piccolo (‘Non hai intenzione di dirglielo’).
    Lo stile è scorrevole e sufficientemente chiaro. La parte del flusso di coscienza andrebbe forse demarcata meglio, magari con un corsivo. Inoltre potrebbe risultare troppo lungo.
    Ti segnalo alcune cose che personalmente non mi hanno convinto del tutto:
    – Il click dell’interruttore elettrico (lo trovo pleonastico. Probabilmente vuoi sottolineare che è quello della luce, ma tutto sommato si capisce anche senza l’aggettivo. Inoltre scegli: è il click che lo ‘sveglia’? O più facilmente è la luce che si accende? In questo caso devi indicare la luce e puoi fregartene del click 🙂 )
    – Zio Logan si incammina (il verbo incamminare mi fa pensare a un percorso lungo, un’azione di cui non si vede la fine. In questo caso si tratta di pochi passi. ‘si avvicina a’?)
    – prima che mio fratello e tua mamma lo vedano (a mio parere questa espressione non è adatta ad una persona che sta cercando di empatizzare con un bambino. Comunica assoluto distacco: ‘mio fratello’ è solo mio; ‘tua mamma’ è tua. A mio parere andrebbe benissimo ‘prima che papà e mamma lo vedano’; sappiamo già che è lo zio, quindi non possiamo confonderlo con un altro parente. L’espressione è, a mia esperienza, del tutto normale nel discorsivo. Penso che abbia scritto così per sottilineare che è il fratello di lui, visto il seguito. Però avrei preferito che ce lo facessi sapere il altro modo).

    Finito, spero che ti possa essere utile. In ogni caso, scoprire che il ‘piccolo segreto’ è questo mi ha rincuorato, avevo pensato decisamente peggio.

    Ciao a presto

    • Ciao Jaw 😀
      Incomincio col ringraziarti per il tempo e l’attenzione che hai dedicato a questo capitolo 🙂
      Visto la quantità di osservazioni che hai fatto mi trovo costretto a risponderti per punti:
      – Flashback con ripetizioni di parole e descrizioni: è una forma che ho deciso di adottare per questo racconto perché a mio parere rende al meglio l’idea di una mente disturbata. Più avanti arriveranno altre ripetizioni importanti che daranno (spero) un senso e una chiave di lettura al racconto.
      – Noto da parte tua una volontà interpretativa notevole. Finora sei stato il lettore che ha cercato di andare più a fondo nella psiche di Timmy e che ha cercato di capire il senso e il motivo di certe mie scelte non lasciate al caso (mi riferisco anche ai miei racconti precedenti). Adoro infilare informazioni in dettagli apparentemente insignificanti e lasciare le conclusioni all’intuito del lettore. Io e te andremo d’accordo.
      – Demarcare flashback e flussi di coscienza: cerco di amalgamare al meglio il testo nel suo complesso mantenendo lo stesso font, ma, visto le osservazioni di molti lettori nel quarto capitolo, è il caso di cambiare idea evidentemente. In questo racconto specifico il corsivo viene usato per evidenziare i discorsi fatti da Loro quindi assume un significato particolare. Nel futuro terrò presente la necessità di marcare ricordi e flashback in modo diverso.
      – Click dell’interruttore elettrico: sono un pirla
      – Zio Logan si incammina: vedi sopra
      – “prima che mio fratello e tua mamma lo vedano”: mi rendo conto che l’espressione è inadatta, ma in fase di scrittura e revisione ho deciso di lasciarla così per far capire al lettore che stiamo parlando dello zio paterno. Avrei preferito specificarlo in un’altra maniera ma per questo capitolo ho usato tutti i caratteri a disposizione.
      Finito 😀
      Sono contento che trovi interessante l’intreccio: non è stato facile pensare a una trama disturbante che possa essere narrata con uno schema come quello di TI.
      Alla luce di quanto ci siamo detti mi sorge un dubbio. “La mente di Timmy degenera totalmente. Sarà un capitolo difficile”. Mi riferivo al fatto che, se dovesse vincere questa opzione, scriverò un capitolo pieno di ripetizioni, flashback e flussi di coscienza. Mi rendo conto che non è facile da leggere una cosa del genere, infatti ho messo in guardia il lettore “Sarà un capitolo difficile”. Ma a questo punto mi chiedo se sia il caso di cambiare idea e andarci più leggero…
      Grazie ancora per tutto 🙂
      A presto 😀

  • Timmy è furioso e confuso.
    Questo capitolo è interessante soprattutto per ciò che non dici.
    Forse gli horror non fanno per me perché quello che immagino mi scombussola un po’.
    Staremo a vedere. La storia prosegue bene, il capitolo a mio parere scorre benissimo. Forse giusto qualche Timmy in meno, ma mi rendo conto che è un ottimo ‘richiamo empatico’.
    Ciao a presto.

    • Ciao Jaw, quanto tempo! 😀
      Anche se l’horror non è il tuo genere stai dimostrando un ottimo intuito per questo mio racconto.
      La tua osservazione riguardo all’eccessiva ripetizione di “Timmy” coincide con quella di Moneta. Se due lettori mi fanno la stessa osservazione allora vuol dire che è il caso di intervenire concretamente. Cercherò di rimediare dal prossimo capitolo 🙂
      Saluti! 🙂

  • Timmy è furioso e confuso… penso sia l’emozione più naturale per un bambino. Un altro bel capitolo anche se il lancio del coperchio contro gli occhi inquietanti da parte di un bambino, in piena notte, da solo in giardino e molto spaventato, appare poco credibile e, a mio avviso, ha spezzato il pathos della scena rendendola quasi comica; il gatto avrebbe potuto avanzare e sorprenderlo alle spalle e, poi, Timmy avrebbe tirato su un bel sospirone di sollievo. Il termine “cadavere” si usa per gli esseri umani, per il cane avresti dovuto usare la parola “carcassa”, se invece volevi rendere più palpabile il senso affettivo tra Timmy e il suo cane avresti potuto scrivere:” Timmy avvicina Moki al petto”. Ovviamente i miei sono solo consigli, nient’altro.
    A presto.

  • Ciao! 😀
    Molto bello questo capitolo, nonostante mi sia dispiaciuto prima per il gatto e poi per il cane di Timmy. Credo che ora il bambino sia furioso e confuso sul perchè il padre gli abbia mentito (e lo sono anch’io). Chissà, potrebbe affrontare il genitore sull’argomento? 😉
    Complimenti anche per questo capitolo!
    Alla prossima!

  • Ciao Chris!
    Eh, questo capitolo è stato un mix di emozioni. Oltre alla solita ansia e alla tenerezza del piccolo Timmy con il suo orsacchiotto, questa volta ho provato tantissimaaa tristezza.
    Io amo alla follia i cani e la mia cagnolina, perciò la scena in cui Timmy stringe il cagnolino (anche se ormai è in decomposizione) mi ha fatto tenerezza/tristezza.
    Complimenti per le descrizioni e per la tensione sempre alta.
    Ho votato che Timmy è furioso e confuso.
    A presto! 😉

  • Ciao Christian 🙂

    Prima ti racconto questo: il mio armadio non ha mai cigolato… durante la notte intendo… Sarà che da un paio di settimane sono entrata in uno dei miei periodi “Non riesco ad addormentarmi” però ho l’impressione di sentire rumori provenire proprio da lì, dall’armadio… riderai… ma ho pensato al tuo racconto e ora che faccio senza un orsetto-protettore????

    Poi… la tua storia continua a piacermi molto… questo piccolo Timmy fa proprio tenerezza! Te l’ho già scritto ma non posso evitare di sottolinearlo anche stavolta 🙂

    La famiglia di Timmy è inquietante: prima il padre che scava la fossa… poi “Uno di loro ha il volto di suo zio”. Brivido. Bravo Christian 🙂

    A presto!

    • Buongiorno Athelas! 😀
      Il tuo armadio potrebbe cigolare a causa dei mostri del mio racconto, oppure potrebbe essere colpa di un bellissimo unicorno! 😀
      Se propri tenerezza nei confronti di Timmy è giusto così: Timmy rappresenta il bambino innocente che subisce ingiustizie e le trasforma in turbe mentali… Non aggiungo altro per non fare spoiler 😉
      Se Timmy ti fa tenerezza vuol dire che sei una brava persona 🙂
      Ciao, a presto :*

  • immagino che sia furioso e confuso.
    Ma dopo il padre anche lo zio è figura inquietante: “sarà il nostro piccolo segreto”, uno dei “mostri” ha il suo volto. E che famiglia!
    Io aspetterei per cercare delle risposte dalla madre, manteniamo ancora un po’ di mistero, di suspense, di indagine con gli occhi del bambino.

    Ciao ciao

  • Non sai quanta tenerezza provo ogni volta che scrivi “Timmy voleva bene a…” è la frase più semplice del mondo, ma esprime l’affetto sincero che si può provare solo da bambini. Trovo strano che non abbia paura del cadavere del cane decomposto…io ne avrei avuta molta! Scritto bene come sempre…se ti va io ne ho cominciata una nuova. Non serve aggiungere che sia un horror! 🙂

    • Ciao Erikuccia! 😀
      Per questo capitolo ho cercato di “disturbare” voi lettori. Ho fatto leva sull’innocenza di Timmy in contrasto col disgusto della decomposizione del cane che amava.
      Un bambino che abbraccia un cadavere dovrebbe lasciare il lettore un po’ inquieto; spero di essere riuscito nel mio intento 🙂
      Ma ceeeeeeeeeeeeerto che vado a leggere il tuo nuovo racconto! 😀 Mi dispiace di essere in ritardo con tutte le letture un po’ in generale, ma questa settimana ho fatto 3 colloqui lavorativi, sono stato 3 giorni all’estero e al mio rientro in Italia scopro di essere stato preso per tre lavori e adesso devo scegliere… O tutto o niente XD
      Vebbeh delirio mio, non farci caso 🙂
      Ciao bella, a prestissimo! 😀

  • Torna a dormire? Spero dopo essersi lavato e cambiato, visto l’abbraccio! 🙂
    Non penso che parli con la madre, credo che sia furioso e confuso. Furioso un po’ con tutti, madre compresa. Ma forse di più lo zio. Per parafrasarti, forse ho capito che tipo di storia vuoi scrivere. Adeguata al genere scelto!
    Ciao ciao

  • Buongiorno… Orazio! Ci farai scoprire qual è il tuo ‘fines’?
    Il badile sa dove trovarlo, andrà a scavare in giardino. No?
    Boh, per una volta ammetto di aver sbirciato l’opzione più votata, ero indecisa, arrivo in ritardo, non volevo fare pasticci tipo pareggi dell’ultimo minuto.
    Il capitolo nel complesso mi è piaciuto. Ho letto la tua giustificazione al flashback improvviso. Interessante, come ho scritto ad altri chi sperimenta mi affascina sempre. Nello specifico (scusa!) non sono certa che il risultato sia quello voluto. Forse bastava un corsivo, non so. In questo capitolo, laddove l’azione ha determinato un cambio di registro nello stile cluastrofobico e ossessivo dei precedenti, risalta la continua ripetizione di ‘Timmy’. È un’osservazione del tutto personale, ovviamente: lo trovo un po’ pesante. Insomma, mi pare uno strascico dello stile precedente. Forse l’avrei evitato per marcare ancora meglio la differenza delle situazioni.

    CIao ciao Mr. Line

    • Casa Moneta,
      l’esperimento del flash back è stato fallimentare, ma sono contento di aver tentato. Ora so che non farò mai più quell’errore 🙂
      Non scusarti per la tua sincerità 🙂
      Lo stile usato per questo capitolo è stato un mix tra i due sugli già usati prima, cercherò di marcare meno con le ripetizioni 🙂
      Scusa la risposta così breve ma sono appena sceso dal mio primo volo in aereo e sono un tantinello morto 😀
      Un bacione :*

      • Ah ah, posso farti un esempio di un altro esperimento fallimentare?
        L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Quel tipo strano lo ha affrescato con intrugli assurdi che già dopo pochi anni ne hanno causato il degrado.
        TI ho un po’ tirato su?
        L’esperimento è fondamentale, se non ti vuoi fermare all’Ipse Dixit. E gli dei dell’Olimpo sanno quanti aristotelici ci sono, anche in questo sito, pronti a propinarti verità assolute, leggi rigide, canoni immutabili.

        Ciao ciao
        P.S.: ora penso che tu sia più giovane di quanto giovane ti avevo immaginato.

  • Incubi! Anche se sono stata l’unica. Non fa niente. Ora si fa luce sull’aspetto delle relazioni familiari, con un padre un po’ “particolare”, una madre amorevole e un bambino speciale (sì, sto pensando a Shining) 😀 Vedremo cosa si nasconde dietro alla figura paterna e a cosa si arriverà! Ancora bravo! 🙂

    • Ciao Erika! 😀
      Se sono bravo a scrivere horror è perché ho imparato dalla migliore! 😉
      Comunque non mi stupisce che una King-lover come te pensi a Shining leggendo il mio racconto 🙂
      Tu sei stata l’unica a votare ”incubi”, questo ti rende ufficialmente un salmone che nuota contro-corrente 😀
      Dopo questa mia eccelsa similitudine ti saluto: devo celebrare il funerale di metà dei miei neuroni 🙂
      Saluti Erika! 😀

  • Ombre sulla figura del padre (cosa che si era già percepita all’inizio del racconto), quindi: si scava in giardino. Vediamo cosa stava seppellendo. Mi piace il tuo modo di darci le verità col contagocce. Se volessi essere pignolo ti segnalerei solo una cosa: non è chiarissimo quando passi al flashback. Il badile è in mano a Timmy e poi ci dici che il padre stava scavando. Magari sarebbe stato meglio inserire un trattino o una qualunque divisione, anche una breve frase per spiegare. Te lo dico perché ho dovuto rileggere quella parte per capire, mentre il resto è scorrevolissimo. Sei bravissimo. Complimenti ancora! 🙂

    • Ciao Mick 😀
      Grazie mille, sei troppo gentile 🙂
      Non farti problemi a far presente eventuali problemi su come scrivo, non sono permaloso anzi, preferisco una critica sincera a un falso complimento 🙂
      Il mio flashback improvviso l’ho inserito apposta. Volevo replicare la sensazione che abbiamo quando ci troviamo immersi in un ricordo all’improvviso. Sei già il quinto che mi fa presente che quel passaggio non è chiaro, quindi direi che non sia il caso di ripetere l’esperimento 🙂
      Grazie mille, ci sentiamo presto! 🙂 e scusami se ci metto tanto a recuperare il tuo racconto: sono indietro con un sacco di letture 🙁

  • Ciao! 🙂
    Bravo, Bravo! Che ansia anche in questo capitolo!
    Hai reso veramente bene la scena: Timmy che entra in cantina, Ahiga che gli grida di scappare, la corsa su per le scale. Fantastico!!!
    E poi, altro mistero, cosa stava seppellendo suo padre?? Io voto che Timmy andrà in giardino e cercherà di scoprirlo.
    Complimenti! Alla prossima!

  • Ciao! 😀
    Dato che non ricorda cosa il padre aveva seppellito in giardino, Timmy potrebbe uscire e scavare: ciò che mi chiedo è cosa troverà e perchè il padre gli abbia detto di non andare in cantina… Beh, immagino che lo scoprirò! 😉
    Alla prossima!

  • Ho appena visto che Jaw ha scritto più o meno la stessa cosa (mannaggia, bisogna che la smettiamo di essere d’accordo, sembra fatto apposta), però te lo dico lo stesso.
    capisco che il ricordo che si risveglia all’improvviso era voluto, ma secondo me un minimo di segnalazione grafica ci vuole: se non vuoi fare lo stacco scrivi il flashback in corsivo per distinguerlo dalla narrazione. Personalmente il passaggio diretto così mi ha perturbato: ho dovuto leggere due volte, subito non capivo cosa c’entrasse il padre.
    Altro che complesso d’Edipo questo bambino! 😉
    Io lo farei scavare in giardino ma poi attenti al babbo!
    Ciao

  • Vecch disegni, andiamo per gradi.
    Ti confesso che leggendo l’inizio del capitolo pensavo ‘quando comincia a riallacciare qualche filo’. Ed ecco che è arrivato. Centellini sensazioni, ricordi. Parallelismi. Era quello che mi aspettavo e che speravo. Un horror è tanto più terrificante quanto più è vicino a ciò che conosciamo. Penso te lo faranno notare in tanti: leggendo a un certo punto ti trovi invischiato in un flashback senza capire quando ci sei entrato. Avrei separato in qualche modo. Forse usando il badile, ossia l’oggetto feticcio che lo scatena, avrei puntato ancora di più l’attenzione su questo e lo,avrei usato per il cambio di scena.
    A parte questo, posso scriverti solo un auspicio, ma non vorrei fare danni: a me piacerebbe che avessero spazio anche altri personaggi.
    Bravo, ciao e a presto

    • Ciao Jaw! 😀
      che bel commento! davvero. Sono contento di aver (almeno in parte) soddisfatto le tue aspettative 🙂
      Il flashback che arriva all’improvviso è stata una cosa voluta, come quando nella realtà ti trovi a pensare a episodi del tuo passato, poi ti riprendi e pensi: “ma perché stavo pensando a quella cosa?”. Speravo potesse piacere a voi lettori. Terrò senza dubbio in considerazione la tua osservazione e la confronterò con le opinioni degli altri lettori (sempre se ne arriveranno di opinioni).
      L’introduzione di un nuovo personaggio sarà solo questione di momenti (se avesse vinto “la piscina” come opzione per determinare il contenuto del baule avrei introdotto un nuovo personaggio in questo capitolo).
      Effettivamente il mio horror fa un po’ fatica a ingranare, ma quando tutti i tasselli saranno al loro posto allora potrò procedere spedito con la trama.
      Grazie mille capitano e non temere: lui arriverà.
      Saluti! 😀

  • Ma sono troppo tenerelli Timmy e il suo orsetto!
    Cosa stava seppellendo il papà? Me lo sono chiesta pure io….
    Se tutto pareva quasi un sogno… ora il particolare del badile tra le mani del padre mi ha fatto salire la pelle d’oca e il racconto ha preso una piega diversa.
    Bravo!!!
    Al prossimo episodio 😉

  • Ciao! ^_^
    Sono stata in ansia per tutto il capitolo!
    Mentre leggevo, dicevo tra me e me “forza spicciatevi, che facciamo se arrivano??” oppure “nooo, non fare rumore!!” (mi sentivo molto Gandalf quando sgrida Pipino nelle miniere di Moria XD).
    Tutto questo per dire che hai scritto un bellissimo capitolo e che sei riuscito a tenere alta la tensione fino alla fine.
    Ora, andiamo a riprenderci il povero Ahiga!
    Voto “altri ricordi”!
    Bravissimo! Alla prossima!

  • Bravissimo (ma comincio a non stupirmene più). Hai fatto quello che andava fatto, abbandonando il ritmo ossessivo dei primi due (che in effetti andavano letti come un unico capitol) e calando Timmy in una dimensione più reale. Non ho critiche da fare né suggerimenti da darti. Solo complimenti. E un invito. Passa da me se ti va e hai la pazienza di spararti nove dico nove episodi di fila (mi piacerebbe davvero conoscere il tuo parere prima dell’epilogo). Un’ultima cosa: fin’ora abbiamo chiacchierato più di cinema che di letteratura ma ho letto così tanti horror in vita mia che se vuoi qualche consiglio di lettura chiedi pure… Ciao e, anche se in minoranza, ‘Loro lo prendono’!

    • Ciao Lou 😀
      Grazie per i complimenti 🙂 mi dai l’impressione di essere una persona molto sincera, quindi un complimento fatto da te vale il doppio 😀
      Avendo letto tanti horror non farti problemi a darmi consigli 🙂
      Avevo intenzione di leggere il tuo racconto anche perché vedo che ha avuto un discreto successo, solo che ci siamo conosciuti un po’ tardi e ormai il tuo racconto era già prossimo alla conclusione ._. Leggerò il tuo racconto il più in fretta possibile sperando di riuscire a farti avere il mio parere prima della pubblicazione del decimo capitolo 🙂
      Ciao a presto! 🙂

      • Sono felice che tu me lo abbia chiesto.
        Dunque… Direi “La Casa delle Vacanze” di Clive Barker e “Influssi Maligni” di Ramsey Campbell.
        Il primo una favola nera (e a proposito di favole nere ora che lo scrivo mi vengono in mente anche Coraline e Il figlio del Cimitero di Neil Gaiman), il secondo un horror per adulti con una bambina per protagonista… Buona lettura.

  • Altri ricordi… potrebbero far paura più dei mostri nascosti nel buio 😉
    Suspense molto elevata che perdura per tutto il capitolo, bravo perché non è facile… e a questo punto copio e incollo il commento di Mick: come lui, anche a me è sembrato di essere in quella cantina, di voltarmi di scatto quando il fascio di luce ha iniziato a roteare e a correre verso le scale quando Ahiga gli urla di scappare. Cos’altro aggiungere? Copertina!!!!

  • Ho votato per il mostro. Penso si tratterà di un mostro generato dalla mente di un bambino e particolare proprio per questo. Sempre ammesso che tu voglia dargli una forma precisa…mi sembra che questo capitolo abbia un qualcosa in più rispetto ai precedenti. Forse più adrenalina, suspense o una maggiore complicità tra Timmy e Ahiga. Senz’altro è un po’ più “concreto” rispetto ai precedenti, anche se persiste giustamente l’atmosfera dell’incubo. In cantina con loro trattenevo il fiato, per timore che arrivassero loro. Poi, quando li ho sentiti arrivare, sono corso su per le scale preso dal panico. Infine, ho provato orrore alla rottura di Ahiga. Scrivi veramente benissimo! Mi chiedo come potrebbe essere un’eventuale copertina. Spero che la vincerai, la meriti tutta! 😉

    • Ciao Mick 😀
      Grazie davero per i complimenti 🙂
      Questo capitolo è ambientato in un contesto più reale, forse è per questo che sembra avere una marcia in più rispetto ai primi due.
      Sono contento che tu ti sia immedesimato nel nostro piccolo protagonista… è la prima volta che scrivo un horror e devo ancora impadronirmi di certe meccaniche.
      Un po’ alla volta sto recuperando I Demoni del Male, perdona la mia lentezza ma al di fuori di The Incipit sto leggendo altre cose 🙂
      Grazie ancora, alla prossima! 😀

  • FAN-TA-STI-CO.
    Ti elenco i passaggi che mi sono piaciuti di più:
    -“La plastica della ciotola riflette la luce e la restituisce a Timmy quasi accecandolo. I ricordi però sono più accecanti. Timmy aveva un cane.” questa frase mi è piaciuta tantissimo per il paragone tra la luce della torcia e quella dei ricordi. L’ultima frase è breve, secca, ma racchiude in sé molte cose. Trasmette malinconia, è evidente che il cane significava molto per lui e che il ricordo gli fa male. Non so dirti perché. Ci hai solo detto che aveva un cane con una ciotola rossa. Ma l’ultima frase, con 4 parole, dice tutto.
    -“dall’estremità opposta come sangue sgorgano fili e ovatta” hai reso inquietante un’immagine innocua, bravissimo! Anche perché per Timmy il pupazzo è proprio un essere vivente, che è rimasto ferito dal combattimento.
    -Ahiga comunica e partecipa a tutto quello che fa Timmy. Esprime emozioni. Il lettore adulto sa che si realizza tutto solo nella mente del bambino, ma riesce a immedesimarsi ugualmente nel protagonista. E’ come se il racconto fosse costruito su due piani: quello del bambino che vede il suo mondo come reale e quello dell’adulto che capisce che (forse) ad animare il pupazzo è solo la fantasia di Timmy.
    -Come prima, i cattivi sono semplicemente “loro” e non ci dici neanche che forma abbiano. Sappiamo solo che arrivano e che sono pericolosi. Questa tecnica li rende ancora più terrificanti (spero non ti dispiaccia se qui prendo anche io un appunto 😉 ). Questo descrive perfettamente le paure infantili.
    Davvero bravissimo, ti faccio anche l’applauso. Continua così! 🙂

    • Ciao Erika 😀
      Sono contento che ti sia piaciuto questo capitolo 🙂 In passato mi era già capitato di scrivere un racconto breve di genere thriller-psicologico, ma questa è la primissima volta che scrivo qualcosa di horror 🙂
      I passaggi che ti sono piaciuti non sono stati scritti a caso… In questo racconto sto prestando particolare attenzione alla retorica e alle metafore.
      Sapere che prendi appunti leggendo un mio capitolo… Beh mi rendi orgoglioso 😀 Anche se devo ammettere che mi è rimasta in testa una certa mano scheletrica situata in uno stanzino…
      Addirittura un applauso? Grazie, grazie u.u
      P.S.: Avevo espresso il mio gradimento per la tua precedente immagine del profilo, ma anche quella attuale non è male dai u.u *arrossisce e scappa a nascondersi dietro un albero*. Scherzi a parte, non so se sei davvero tu ma ti immaginavo molto diversa 😀
      Grazie ancora, alla prossima! 🙂

      • Sono davvero io, sì. 🙂 Mi immaginavi avvolta da un mantello nero in una casa colpita dai fulmini? In realtà qualche volta mi sento proprio così e faccio confluire tutto il mio “dark side” nella scrittura. Mi fa stare meglio. Alla fine ho deciso di metterla, inizialmente ho evitato per essere anonima, per insicurezza. Il feedback che ho avuto alla mia storia (e a un’altra che scrivo con altro account celato nell’oscurità) mi ha spinto a crederci un po’ di più.
        Forse un lettore come te potrà riconoscermi e individuare l’altra storia! 😉

    • Ciao Elena, benvenuta 😀
      Lo stile particolare dei due capitoli è stato un azzardo, ho voluto rischiare. Alcuni hanno apprezzato, altri l’hanno trovato pesante, quindi col terzo capitolo ci sono andato più leggero 🙂 per i prossimi capitoli cercherò di moderare un po’ lo stile 🙂
      Al momento seguo molte storie, sicuramente recupererò il tuo racconto ma non posso darti garanzie per quanto riguarda le tempistiche XD farò il prima possibile 🙂
      Grazie per avermi concesso la tua attenzione 🙂
      Ciao, alla prossima! 😀

    • Ciao Befy,
      i prossimi ricordi saranno correlati alla scomparsa del cane ma cambieranno la trama.. Se dovesse vincere un’altra opzione nel prossimo capitolo tornerò comunque a parlare del cane, solo in modo diverso 🙂
      A grandi linee ho una trama in mente, o meglio: so dove voglio andare a parare, risvolti e dettagli li sceglierete voi 🙂
      Ciao grazie per esserci 😀

  • Ciao Christian,
    Arrivo un po’ tardi, scusami.
    Bello il secondo, diciamo che i due capitoli iniziali costituiscono un tutto unico che andava letto di seguito. Sono sempre più convinta che questa struttura a capitoli rigidi di TI un po’ deforma le nostre capacità critiche. Quindi, terminato il primo ‘incubo’, eccoci all’azione. Il registro è cambiato. Il capitolo è curatissimo (per questo mi ha un po’ meravigliato quell’Ahia che ti è scappato un paio di volte). Se proprio dovessi fare un’osservazione (la faccio giusto perché so che ti fa piacere anche ricevere qualche ‘opinione -spero- costruttiva’), direi soltanto che la descrizione della discesa in cantina va benissimo… ma mi fa un po’ ‘uscire dalla testa del bimbo’, per certe considerazioni, certe osservazioni e non ultimo per la terminologia usata. Non c’è niente di male in questo, sia chiaro. Ma siccome nei primi due capitoli la focalizzazione, molto efficace, è interna al bimbo, in questo avere una voce narrante che tende a ‘esternalizzarsi’ mi ha un po’ disorientato.
    Tutto qui, Come vedi, niente di che 😀
    Ciao ciao

    • Ciao Moneta 😀
      Se per il secondo capitolo sei arrivata ultima, stavolta arrivi per prima 😀
      Ahia… Non è la prima volta che scrivo “Ahia” al posto di Ahiga. Di solito me ne accorgo in fase di revisione, stavolta me ne sono sfuggiti ben due! è proprio il caso di dirlo: ahia!
      I primi due capitoli sono molto più introspettivi rispetto a questo quindi col cambio di registro ho pensato di poter cambiare anche il lessico ma effettivamente, a prescindere dall’ “oniricità” della situazione, la focalizzazione è interna al bambino… Ero talmente preso dal cambio di stile che non ho pensato a mantenere il focus ._.
      Grazie infinite per avermelo fatto notare, dal prossimo capitolo starò molto più attento! 😀
      Non è facilissimo scrivere alla terza persona singolare al presente con narratore onnisciente esterno ma al tempo stesso interno alla testa di un bimbo terrorizzato dando al tutto un tono horror-psicadelico e surr… Insomma: un casino XD
      Grazie ancora per la tua presenza e per le preziose osservazioni 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  • Benissimo anche questo secondo. In linea col precedente ma, come ha giustamente fatto notare Jaw, dal terzo dovrai provare a tenere un ritmo un po’ più tranquillo (al prossimo ‘incubo’ potresti riproporre il ritmo ossessivo dei primi due capitoli, ma credo che a questo tu abbia già pensato). Giusto per continuare la nostra piacevole chiacchierata in tema di ‘fonti di ispirazione’: quando hai citato Tim Burton e artisti simili pensavi a Gullermo del Toro? Perché qualche sera fa ho rivisto ‘Non avere paura del buio’ e…

    • Ciao Lou 😀
      Avrei cambiato stile in ogni caso 🙂 va bene i primi 2 capitoli, ma dal terzo in poi tutte quelle ripetizioni avrebbero rischiato di pesare troppo…
      Comunque complimenti per il fiuto, hai indovinato: per questo racconto, o almeno per la concretizzazione degli incubi, mi sono fortemente ispirato al lavoro di Guillermo del Toro 🙂 l’idea principale mi frullava in testa già da un po’ e quello che vedi è il collage di più elementi che trovano ispirazione da svariate fonti. A dirla tutta nel primo capitolo descrivevo l’aspetto fisico di questi mostri, poi in fase di revisione ho preferito cancellare e lasciare il mistero, ma la descrizione che avevo realizzato era ritratto di quei simpatici topolini 😀
      Per quanto riguarda l’horror psicadelico mi sarà impossibile non rifarmi a del Toro: il Labirinto del Fauno si è insidiato nella mia testa di prepotenze.
      Complimenti ancora per il fiuto 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  • Davvero bello l’inizio del tuo racconto…e promette molto bene! Mi piace l’atmosfera da incubo che ti porta a non sapere più cosa sia vero e cosa no. Timmy sembra essere un ragazzino in gamba, sono curioso di sapere cosa farà nei prossimi capitoli. Fantastico ed efficace lo stile che hai scelto. Complimenti, buon proseguimento!

  • Una ciotola… l’idea che la famiglia di Timmy, una volta, avesse un cane potrebbe essere la ragione dei suoi incubi e del suo forte legame con Ahiga. L’introduzione della figura del nonno, poi, lascia intendere un ulteriore sviluppo sulle paure del bambino. La storia si fa sempre più interessante, bravo.

  • Vestiti, perché mi intriga che insieme ai suoi ci siano quelli dei genitori.

    Ciao Christian, scusa il ritardo.
    Il capitolo ha lo stesso stile efficace e angosciante del precedente. Mi piace anche questo. Personalmente penso che dal prossimo in poi un cambio di registro sia necessario, ossia una narrazione un po’ più rilassata: se il bimbo vive un incubo continuo ci si abitua anche a quello e l’horror rischia di diventare paradossalmente meno efficace. A mio parere, ovviamente.
    Ciao a presto

    • Ciao Jaw,
      come già accennato ad altri lettori, dal prossimo capitolo in poi lo stile sarà più leggero. Ho intenzione di giocare col registro di scrittura sperimentando stili diversi a seconda dello stato d’animo del piccolo Timmy. Dopo i primi due capitoli serve qualcosa di più fluido, me ne rendo conto… Aspettatevi di tutto! 😀
      Ciao, grazie per il consiglio, alla prossima! 🙂

  • Ero indecisa tra piscina e ciotola, ho scelto la ciotola. La piscina, anche gonfiabile, dovrebbe essere minuscola per entrare nel baule.
    Lo so che piacciono a tutti, vado controcorrente, Christian, ma a me danno fastidio tutte ste ripetizioni. Ho capito il senso, apprezzo il principio di metodo, ma per me sono troppe, anche per un bambino spaventato. Secondo me non hai ancora trovato l’equilibrio giusto tra frasi ripetute, ritmo sincopato e testo fluido che ti cattura.
    ma è solo il mio parere, o forse è meglio dire i miei gusti, non conta nulla. E l’intreccio mi incuriosisce molto. Scopriremo mai che il piccolo Timmy è psicopatico e ha sterminato famiglia e quartiere per dormire solo con Ahiga e la luce accesa? XD
    Ciao

    • Ciao Befy 😀
      Oddio, le piscine che ho visto io non occupavano tanto spazio…
      Per quanto riguarda le ripetizioni mi rendo conto che a lungo andare diventerebbero davvero fastidiose, dal prossimo capitolo avrei cambiato stile a prescindere dai commenti. Il terzo capitolo, a differenza dei primi due, non sarà ambientato all’interno della testa del bambino, quindi cambiare linguaggio ha senso 🙂
      Per il futuro conto di inquietare puntando sulla trama quindi spero di creare un intreccio all’altezza delle tue aspettative 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  • Non ti nascondo che ho sorriso alla frase “sente ossa spezzarsi”…se hai letto il mio ultimo capitolo sai perché. Bellissime le ripetizioni, davvero, il tuo racconto è squisito. Frasi spezzate come ossa, ripetizioni su ripetizioni e pensieri sconnessi… tutto questo ci catapulta nell’incubo che è al centro del racconto. I primi due capitoli affascinano a poco a poco, per poi afferrarci per la maglietta e trascinarci nell’orrore. Mi viene in mente la celeberrima scena di “IT”, quella della barchetta di carta. Bravissimo, non è facile ottenere questo effetto. 🙂

    • Ciao Erika 😀
      certo che ho letto il tuo ultimo capitolo, ma non avevo pensato a questo collegamento in realtà 🙂 le ossa che si spezzano hanno il loro macabro fascino (non è vero, se vedessi un osso spezzato scapperei a gambe levate).
      Sono contento che ti sia piaciuto quello che hai letto 🙂 il mio racconto è molto diverso dal tuo a mio parere, ma nel prossimo capitolo cercherò di scrivere qualcosa di simile a “I Bambini di Schweigendorf” 🙂
      Comunque è un casino scrivere ogni volta il titolo del tuo racconto… Il prossimo dovresti ambientarlo in una città con un nome più corto e più facile da scrivere, come Como o Affi… Ovviamente scherzo 😀
      Scherzi a parte: grazie davvero 🙂 sapere che un amante di King trova “squisito” il mio racconto di fa davvero felice 🙂
      Ciao, alla prossima! 😀

  • Ciao!
    Accidenti, che capitolo intenso!!!
    Povero orsacchiotto, il combattimento è stato veramente tosto. Questo nuovo stile è perfetto per la storia che hai deciso di raccontare. Le frasi corte e le ripetizioni mettono la giusta ansia, e il lettore si trova a fine capitolo con il fiatone, quasi avesse provato sulla sua pelle l’angoscia del piccolo Timmy.
    Bravo come sempre.
    Per il prossimo capitolo voto i vestiti. A presto!

  • La luce li salverà…
    Il tuo incipit mi ha ricordato Cujo di King e non mi riferisco solo al bimbo impaurito che vede un mostro nell’armadio, ma soprattutto alla capacità di entrare nella mente del protagonista per rendere il lettore partecipe della sua paura: il buio; le ombre; i mostri. La luce rappresenta la salvezza perché cancella ogni timore ed elimina il cattivo.
    In bocca al lupo per questa tua nuova avventura.

  • Ciao! 😀
    Bello. Mi piace veramente tanto. Già dalle prime righe, fatte di periodi brevi e ripetitivi, si intuisce perfettamente l’ansia di questo bambino e la sua paura del buio e delle creature che in esso vi strisciano. Lo stile che hai utilizzato aiuta il lettore a calarsi in questo mondo di terrore e mistero: complimenti! ^-^
    “La luce li salverà”, anche se in minoranza.
    Alla prossima!

  • Ciao Christian,
    Ti dico l’impressione sin dalle prime righe: periodi brevissimi, costruzioni semplici. Pochi utilizzi di pronomi. Ripetizioni, molte.
    Tutto non per caso.
    Stiamo entrando nella testa di un bimbo che è già terrorizzato. I suoi pensieri sono brevi. Immagini, fotogrammi, è come se ci volessi rendere la sensazione di un bambino che con gli occhi sbarrati muove lo sguardo facendolo saettare da un punto all’altro, troppo terrorizzato per avere il tempo di costruire pensieri più articolati. Posa lo sguardo sulla luce, sulla mamma comprensiva, sul padre meno comprensivo (e obiettivamente incomprensibile). Non trova pace. Il terrore aumenta ancora.
    Mi piace parecchio.
    Ogni prosa che mi lasci intuire uno ‘studio’ dietro ha un fascino a cui non sono immune. Per cui, se questo è un tuo altro esperimento, per quanto mi riguarda comincia con ottime premesse.
    Combatteranno.

    Ciao ciao

    • Ciao Moneta! 😀 Quanto tempo! 😀
      Lo stile che ho deciso di adottare per questo racconto è davvero particolare; temevo di non andare i contro al favore dei lettori, ma a quanto pare vi sta piacendo, ne sono felice.
      Nel tuo commento hai usato il termine “studio”. Effettivamente prima di iniziare questo racconto ho letto racconti horror e articoli che spiegavano i segreti del genere. Ringrazio ErikaLP per avermi istruito a sua insaputa 😀
      Ogni racconto che ho scritto finora è stato un esperimento. Prima di The Incipit non avevo mai scritto in prima persona singolare, non avevo mai scritto al presente, non avevo mai trattato la fantascienza o le fiabe… Mi piace sperimentare costantemente e devo ammettere che è davvero stimolante e divertente; in più fornisce un ottimo pretesto per studiare diversi generi 🙂
      Lieto di averti intrattenuta, a presto! 🙂

  • Ciao Christian. Una favola dark, dunque.
    Con un incipit che rimanda a tutta una serie di suggestioni cinematografiche, televisive e letterarie (zio Tibia e dintorni, ma anche la serie di Piccoli Brividi) che mi sono tutt’altro che estranee.
    Amo molto il genere, come ben sa Erika.
    E il ritmo, le frasi brevi e quelle ossessivamente ripetute mi sembrano un buon modo per creare la giusta atmosfera.
    Qualche anno fa, per far felice mia figlia, scrissi un racconto che ha molto (moltissimo) in comune col tuo, specie nell’incipit.
    Il racconto si intitolava “La Regina delle Stelle” (quando ho scritto il commento avevo addirittura inserito una parte del testo per darti modo di verificare tu stesso le ‘somiglianze’ ma poi l’ho cancellata perchè sarebbe stato indelicato e scortese nei tuoi confronti).
    Sono sicuro che non c’è n’è bisogno, ma in passato ho avuto più di qualche attrito con alcuni autori di questo sito e non voglio ricadere nell’errore di dare per scontate cose che per me lo sono ma per chi legge potrebbero non esserlo: non ti sto accusando di nulla, nella maniera più assoluta!
    Era solo un modo per stimolare una riflessione su quanto ci condizionino gli universi (letterari, cinematografici, televisivi) che abitualmente frequentiamo. Un immaginario collettivo da cui attingiamo non sempre consciamente e che a volte ci porta a percorrere binari parelleli. Per me ‘la luce li salverà’.

    • Ciao Lou,
      innanzitutto grazie per il commento 🙂
      mi farebbe molto piacere leggere La Regina delle Stelle o perlomeno la parte che ha delle somiglianze con la mia storia, sentiti pure libero di inserire il testo in un commento.
      A dire il vero è la prima volta che sento nominare lo Zio Tibia (sono uno descrittore abbastanza giovane), e ho letto solo un libro della collana Piccoli Brividi. La mia conoscenza di favole-dark si “limita” alle opere di Tim Burton e artisti simili.
      Comunque ti do ragione: l’ambiente che frequentiamo influenza davvero tanto la nostra creatività. Probabilmente l’idea per questo racconto (in cantiere da tanti anni) mi è stata inconsciamente suggerita da Calvin e Hobbes come mi hanno già fatto notare nei commenti. Non troppo tempo fa sono venuto a conoscenza del videogioco “Among the Sleep”.
      Alla fine è praticamente impossibile scrivere qualcosa di totalmente inedito. L’importante, a mio avviso, è esprimere bene il concetto.
      Spero che ti sia piaciuto questo primo capitolo 🙂 resto in attesa di leggere La Regina delle Stelle dunque 🙂 un racconto scritto appositamente per la propria figlia non può che essere meraviglioso 🙂
      Grazie ancora, ciao!:D

      • Sono felice che tu abbia compreso il senso delle mie parole. Solo per saziare la tua curiosità (e per non fare la figura del pallonaro) ti lascio un piccolo assaggio de ‘La Regina delle Stelle’ ( te la sei proprio cercata 🙂 )
        “Piccolamè non aveva nessuna voglia di dormire da sola, ma la sfuriata di suo padre non lasciava granché spazio alle trattative. Non avevano funzionato nemmeno gli occhioni da cerbiatto e il labbro imbronciato e tremulo. E le urla disperate, i singhiozzi e le bambole lanciate contro la porta come tante granate avevano avuto il solo effetto di radicare Papà nella sua decisione.
        “E adesso dormi!” aveva tuonato sbattendo la porta e precipitandola nel buio.
        Piccolamè aveva paura del buio, come quasi tutti i bambini, e quel buio era denso come una coltre d’inchiostro. Nell’oscurità i rami alla finestra che graffiavano il vetro erano dita di strega pronte a ghermirla e, gli schiocchi sordi che sentiva, legnetti spezzati sotto il passo di giganti.
        Piccolamè si infilò sotto le lenzuola e recuperò dal comodino il vecchio Bill, l’asinello di pezza che gli aveva regalato sua madre.”
        Etc. etc., il resto te lo risparmio…

        • hey! 😀
          Si, effettivamente la scena del padre brutto e cattivo che non è comprensivo nei confronti del figlio/figlia è una scena vista e rivista; probabilmente dipende dal fatto che tutti possiamo identificarci in un episodio simile 🙂
          Se rimarrai tra i miei lettori posso garantirti che ci saranno risvolti di trama più originali e dai toni sicuramente più cupi rispetto al tuo racconto 🙂
          Non riesco a capire la tua preoccupazione nel commento precedente: non vedo proprio niente di sbagliato nella tua osservazione 🙂 in futuro non farti problemi a scrivere liberamente quello che ti passa per la testa, anzi, preferisco di gran lunga un commento spontaneo e sincero piuttosto che il fin troppo abusato ”bel capitolo, voto questa opzione”. Saluti! 😀

  • Leggendo ieri sera mi sono immaginata “Calvin e Hobbes” scappare dal letto inseguiti da orrendi mostri notturni, invece della mostromaeestra solita.
    forse devo togliermi questa immagine dalla mente per riuscire a sentirmi davvero in un racconto di paura. Non so se riuscirò C & H sono una delle mie più grandi e antiche passioni, in ogni caso aspetto il seguito, conto su d te per farmi paura!!
    Ciao

    Combatterà

    • Ciao Befy,
      oddio non avevo pensato a Calvin e Hobbes, anche se il principio è lo stesso 😀
      Sarà difficile sostituire l’immagine del simpatico duo con qualcosa di più inquietante, ma ci proverò 🙂 spero almeno che ti sia piaciuto quello che hai letto 🙂 a dire il vero non mi aspettavo di impaurire i lettori col primo capitolo: il vero terrore arriverà più avanti, coi risvolti di trama 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  • Ciao, Christian. Il titolo del tuo racconto mi ha attirato subito e dopo le prime righe avevo già deciso di seguirti. Bellissimo il passaggio dalla serenità del lettino e del bacio della mamma al buio e al terrore di qualunque cosa si celi nell’ombra. Ho apprezzato il ritorno alla tenerezza dell’orsacchiotto (Timmy gli vuole bene e lui lo protegge) e, naturalmente, le ripetizioni. Come forse ti ricordi, io ne faccio uso nel mio racconto, penso che riescano a esprimere meglio il flusso di pensieri di una persona presa dal panico (come insegna il Maestro Stephen King). Anche le frasi brevi creano in modo molto efficace questo effetto. Quindi, tantissimi complimenti! Voto per la luce, non sopporterei la morte prematura del piccolo Timmy (che mi ricorda vagamente Danny di “Shining”). Bella la scelta di non descrivere ciò che fa paura…si tratta semplicemente di “loro”. 🙂

  • Il ritmo ossessivo, la ripetizione compulsiva di certe frasi, il crescendo del terrore del bimbo. La frase ossessiva che richiama e accusa la poca empatia del padre, scelta ridicola quella di non lasciare accesa una luce notturna. Da chi scappa il bimbo? Dai mostri o da chi glieli crea?
    Caro Christian, mi piace, mi piace molto questo incipit: tocca corde profonde e lo fa bene, proiettandoci negli occhi del bambino.
    La luce non li salva, perché il capo inconsapevole dei mostri vive nella luce. Combatteranno.
    Per provare a convincerti che non ho perso lo spirito critico: ‘Uno di loro li aveva raggiunti’, mi stona. Avrei mantenuto il presente.
    Bravo
    Ciao a presto

    • Ciao Jaw! 😀
      Hai già perfettamente psicoanalizzato il mio racconto, notevole 🙂
      Questo nuovo stile di contenuto e di narrazione è del tutto nuovo per me. Scrivere in modo così ripetitivo, presente in terza persona… è un azzardo. Spero sia appropriato per questo genere e spero di non stancare i lettori. In più c’è un abisso dallo stile semplice e allegro di Priscilla e il Drago a questo.
      ‘Uno di loro li aveva raggiunti’: questa è stata una svista. Avrei dovuto scriverlo al presente, ma per qualche strana ragione tendo sempre a scrivere i verbi al passato.
      Conto davvero molto sul tuo senso critico, non farti scrupoli ad avanzare obiezioni, anzi.
      Grazie mille 🙂
      Ci vediamo al prossimo terrificante capitolo 😀

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