Potrebbe anche andare peggio, forse

Dove eravamo rimasti?

Da dove ripartiamo? Da questa notte, durante un sogno (50%)

Altri tipi di strage

Picnic in montagna.

Che cazzo fanno Tess e Mizuki? Le chiamo, ignorano le mie urla, avanzano imperturbabili e si lasciano cadere nel vuoto. Corro a vedere. Sono davvero precipitate per centinaia di metri. Non so che pensare, non ne avevano motivo.

Ci sono mamma e papà (mi pare normale che siano qui con me, vivi), mi hanno sentito urlare e mi guardano, ma sono tranquilli. Non hanno capito, vado a spiegare cos’è successo. Invece hanno visto e pensano che le ragazze abbiano fatto bene. Si dirigono felici verso il precipizio e si buttano anche loro.

Corro in città, la trovo piena di cadaveri e di persone in fila per diventarlo. Le forze dell’ordine sono state le prime a suicidarsi. Finite le munizioni, la gente ha forzato gli arsenali pubblici delle armi da fuoco, ormai incustoditi. In tutta calma ognuno attende il proprio turno per spararsi.

Si è rimesso a nevicare. A vederla dalla finestra, di notte alla luce dei lampioni, la vorticosa galassia dei fiocchi di neve ispira una vivace serenità. Specie se è già tutto bianco. E quest’inverno ha nevicato in lungo e in largo.

Da circa un anno si susseguono sogni irrequieti come quello di poco fa, i personaggi hanno in comune un atteggiamento che anche nella realtà esiste e mi turba, ma ancora mi sfugge. Non ne ho mai parlato, sebbene a scuola ci esortino a chiedere aiuto al minimo malessere. Fa sorridere pensare che a cinque anni ti sei nutrito di bacche e insetti per un mese, hai combattuto fino alla morte con un altro bambino per poter mangiare un topo e già che c’eri hai mangiato anche il tuo coetaneo, hai visto i suoi genitori attenderlo invano e la sua sedia vuota a lezione… e quella era la tua vita abituale, ma ora se ti senti un po’ agitato ti mandano dallo psicologo.

Il paradosso però è appunto questo: che durante la Selezione non c’erano ansia né incubi, adesso sì.

*

«Visto che sterminio di irrecuperabili?» Adam mi viene incontro sventolando un giornale. Non ho guardato tv né internet prima di venire a scuola, ma posso intuire di cosa stia parlando. D’inverno succede spesso, soprattutto se lungo e rigido. Nelle altre stagioni succede pure, ma è in inverno il picco di vittime. Per chiamarlo sterminio saranno state almeno sei o sette in una volta sola.

«No Adam, non ho visto, tanto ci sei tu» e so dove vuoi andare a parare. Adam è intelligente e spiritoso, uno dei miei migliori amici, ma sta dall’altra parte di un’immaginaria barricata. Anche troppo immaginaria, a osservare gli adulti che vi si sono dilettati da giovani. Leggo quel giornale e capisco perché tra i capannelli di studenti c’è più concitazione del solito: nella notte un branco di furie ha ucciso sessantadue persone (naturalmente si tratta di irrecuperabili), lasciando poco più che ossa.

Polverizzato il precedente record.

«Da quando un branco di furie può mangiare così tanto?» domando retoricamente. «È un brutto inverno, gli “irrecuperabili” in fuga saranno stati aggrediti da vari predatori nei paraggi»

Ma sessantadue è comunque un sacco di gente.

«No, leggi tutto»

*

Una valanga di domande sommerge Tess appena varca la soglia di casa, per il solo fatto che il suo lavoro riguarda l’oltreconfine. L’intera Neden è in subbuglio per l’accaduto; la gente va in sovreccitazione per qualunque cosa riguardi le belve o l’oscuro mondo degli irrecuperabili. O quello delle comunità autosufficienti, se dedite ad attività strane, sospette, abiette o presunte tali. Anch’io in realtà mi faccio coinvolgere molto, anche più della massa, ma preferisco sembrare superiore.
Mia sorella cerca di darci un taglio. «Con gli animali io non c’entro niente, anche con gli irrecuperabili avrò poco o nulla a che fare: il mio lavoro sarà nei rapporti tra la città e le comunità indipendenti. E qualora avessi informazioni inaccessibili ai media mi pare ovvio che non potrei parlarvene, quindi non stressatemi»

Poi dice di non avere fame.

«E così fra poco il nostro Tom assaporerà la sua prima volta» esordisce a tavola il nonno tra nostalgia per il suo passato e orgoglio per il nipotino.

«Tom, davvero? La conosco?» questa era scontata, ma sapevo che Mizuki avrebbe detto qualcosa del genere. È da lei, ma le vogliamo bene lo stesso.

«Sei rimasta indietro, fatti aggiornare dalle tue amiche. O credi che ti frequentino perché sei simpatica?» vengo bombardato da proiettili ricavati dai bordi bruciacchiati della sua pizza.

«Miz! Tom! È una cosa seria!» zia Dafne è la più sinceramente preoccupata. «Tom, sei sicuro?»

«Zia, io sarò uno dei due apprendisti in gruppi addirittura da otto cacciatori. Prima volta di cosa poi, che abbiamo già affrontato di tutto all’arma bianca e ci addestriamo a scuola con le mitragliatrici. Non presentarsi è considerato semplicemente una vergogna: mangiamo perché gli agricoltori, non in questa stagione per fortuna, vanno oltreconfine a lavorare nei campi. Se lasciassimo tranquilli i predatori che si avvicinano, in un paio d’anni mettere il naso fuori città diventerebbe pericoloso come la Selezione, e neanche dentro sarebbe molto sicuro»

adesso dove volete andare?

  • a parlare ancora con Tess (13%)
    13
  • a organizzare la caccia (63%)
    63
  • a scuola (25%)
    25
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65 Commenti

  • Ciao e bentornato. Ho dato una rilettura ai capitoli precedenti, prima di leggere l’ultimo. Scrivi proprio bene e in modo molto scorrevole e questo facilita la lattura per questo racconto così pieno di informazioni. Secondo me il tizio nell’armadio è stato inviato per spiare 😉
    A presto.

  • Ciao dejavu.
    Mi sono imbattuto solo adesso nelle tua storia e, dopo un’occhiata all’incipit del “mondo post-apocalittico”, non ho perso tempo e ho iniziato subito a recuperare gli ultimi 5 episodi.
    Il primo mi è piaciuto davvero molto! Trovo davvero apprezzabili le cronache ben studiate e dettagliate, hai fatto un’ottimo lavoro di analisi e di astrazione storico-politica, i miei complimenti!
    Gli altri episodi mi intrigano…a tratti pensavo di leggere qualcosa di un mondo alla “Horizon ZD”, ad altri più verso “il pianeta delle scimmie” o Hunger games. Comunque sia, mi è piaciuto 😉 Voto “Il tizio è stato mandato a spiare”
    Attendo con ottimismo il prossimo episodio!

  • È stato mandato.
    Ho perso un po’ il filo, lo ammetto.
    Ho impressioni contrastanti: il capitolo è scritto bene e scorrevole, ma ho l’impressione che rimandi ancora lo svolgimento vero e proprio dell’azione. Insomma, sembra ancora informativo, preparatorio a qualcosa che ha sempre meno spazio per svilupparsi.
    Boh, poi questa è la mia impressione, è sempre difficile commentare le storie quando sono ancora in corso.

    Ciao!

  • Nessuna delle due.
    Ho trovato il capitolo particolarmente ben scritto, begli spunti: il governo, le comunità religiose o simili, il “libero” arbitrio, anche il finale a sorpresa. Ma lo mènerai alla rivolta aperta il tuo protagonista?
    Però con mesi tra un episodio e l’altro è troppo difficile ricordare dove si era arrivati e nero più per i dettagli.
    Ciao

    P.S. Ma il racconto dell”anonimo è un’auto citazione ?

    • Grazie dei complimenti e della puntuale presenza :). Non ho mai pensato di farne un racconto bene-contro-male, stile Hunger Games e mille altri che si scrivono dalla notte dei tempi (quindi non vorrei fare del protagonista un banale rivoltoso), ma non riuscendo a imporre un’altra trama l’inerzia va in quella direzione. L’idea che ho dall’inizio è molto “speculativa”(?), già ho paura di annoiare parlando di sistemi politici, figuriamoci di strambe ispirazioni neuro-meta-psico-fisiche :D. Quindi la introduco a piccole dosi, ma ci sono pur sempre i 5000 caratteri, certo potrei scrivere una seconda parte, il problema è che mi sto già stancando di questa…

      Comunque sì, l’anonimo è il mio alter ego Pisolo ;). Ho abbandonato la sua storia perché quella porno aveva un maggior successo di pubblico, immagina scriverne due simultaneamente con i miei tempi 😀

      P.S. “e nero più per i dettagli” ??

      • Peccato, perché io preferivo il racconto di Pisolo, diciamo che almeno ora so dove voleva andare a parare la trama 🙂
        Hai mai pensato che se non facessi passare mesi tra un capitolo e l’altro le tue storie non ti annoierebbero prima di arrivare a metà? O forse sì, chissà 🙂
        Per il “nero più…” non so quale fosse il termine esatto, il senso era a maggior ragione, ancor più per i dettagli. Ma il t9 ha deciso altrimenti, nero più per i dettagli può avere il suo fascino, a discapito di avere un senso.
        Ciao

  • Ritardissimo, dejavu, scusa!
    Qualcuno riesce a calmare gli animi.
    Il capitolo mi è piaciuto molto, mi sembra raccontato benissimo, molto espressivo e fantasioso. Mea culpa che avevo dimenticato di leggerti prima (visto? Non ho coniugato niente al femminile! 😀 )
    Dalle mie parti Sanna è un cognome assai diffuso.
    Ciao, alla prossima

    • Ma non avevi detto che il vostro Onnipotente Creatore ha perso il controllo su di voi? Hai mangiato il frutto della conoscenza e adesso conosci il tuo lato femminile? Magari partorirai pure con dolore? 😀 Per me puoi anche restare Moneta. Anche perché avete modi diversi di commentare, perciò se commenti in qualità di Moneta… 🙂

  • Qualcuno del gruppo calma gli animi.
    Non ho capito se il protagonista vuole menar le mani perché ha nostalgia dell’epoca della selezione o cerca di arrivare allo scontro perché non sopporta l’ordine imperante. Forse un po’ entrambe le cose.
    Le furie xxxl dovrebbero essere motivo di inquietudine? Nuovi sconvolgimenti ambientali in vista?
    Alla prossima

    P.S. Ma davvero Chuck Norris e tutta la sua iconografia satirica potrebbero essere tramandati nei secoli? Mio Dio, è forse il dettaglio più pessimista di tutto il tuo racconto ^^

    • Entrambe le cose più una terza: il protagonista, per quanto ragionevole e democratico, ha un ego smisurato; fare i prepotenti con lui è pericoloso. Avevo in mente Achille che si incazza come una iena perché Agamennone, più alto in grado, crede di potergli fare un torto: apriti cielo, mamma assicurati che Dio in persona lo punisca come merita, o mando a pu***ne il Fato :D.

      A me le battute su Chuck Norris piacciono tantissimo, è l’unica nota positiva della sua esistenza. E poi ha catturato tutti i pokemon. Da un telefono fisso 😀

  • Ciao dejavu,
    Sbaglio o è passato un po’ dall’ultimo capitolo? Però mi sono ricordato da solo i capitoli precedenti, segno che la storia mi è rimasta impressa.
    Opto per la visita inaspettata, mi piacciono i colpi di scena e per il sangue non credo che mancherà occasione più avanti vista la situazione generale.
    Basta che lasci in pace i poveri suriconi 🙂
    Ci vediamo tra un paio di mesi? 😉

  • Siamo interrotti da una visita inaspettata. Voglio che la questione si scateni durante la Caccia, non prima: renderà le cose più interessanti 😉

    Il protagonista mi è piaciuto molto. Ora voglio capire: Sanna ha 11 anni e volevano fare sesso con lei? Ho capito bene?

    Ciao 🙂

    • No, veramente dice di averne quasi quindici.
      Il protagonista comunque deve “scendere sulla terra”, si comporta come tutti vorremmo saperci comportare, è uno stereotipo vivente, urge andare più a fondo. Anche perché così non risulta monodimensionale solo lui, ogni aspetto della società in cui vive appare bianco o nero, proprio il genere di banalità da cui volevo stare non lontano, lontanissimo.

      Immagino che saper trasformare i complimenti in stroncature sia una buona cosa 🙂

      Grazie comunque ;). Però, vorresti che le questioni personali esplodessero in piena azione, durante la caccia? Le cose possono ancora mettersi in qualunque modo, ma così riassunto non sembra il massimo per stare lontani dalle banalità (modello film americano, voglio dire). Ciao 🙂

  • Ciao, voterò caccia, sono curioso. In ogni caso a me sembra sempre piè che stai scrivendo di Fantascienza, sbaglio? Poi anche io voglio sapere cosa sono gli Irrecuperabili, e perchè sono diventati tali.
    Finiti i commenti pubblicherò il primo capitolo della seconda parte del mio, Lo scrittore e il serial killer. Se ne avrai voglia vacci a dare un’occhiata.
    A presto.

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