Storie singolari

Il mio nome è Ssolini, Frank Ssolini

L’atmosfera comincia a riequilibrarsi. Le nubi fumose svaniscono nell’aria come la nebbia moritura. Tutt’attorno uno scenario desolato: gramigna in cenere, alberi in fiamme, cielo scarlatto, fiori appassiti e al centro, di quello che sembra un cerchio di carbone e tizzoni ardenti, una sagoma umana accovacciata, nera, come l’odio emanato da quella terra.

Sguainò la spada, abbaiante anche sotto al lontano sole; sfoderò una lima e cominciò, lì seduto su un’imponente masso, a menare il ferro lucente. Ser Frank Ssolini sapeva ben menare gli acciai, perfino quelli alti sei piedi. Quest’ultima impresa gli costò caro, più che alla vita, all’orgoglio proprio: la lama voluminosa, oltre ad aver perso il filo, ad ogni colpo di prova, sembrava fendere l’aria per i fatti propri, come se fosse dotata di vita propria.

Ma è il minimo!

Si ripeteva a buon ragione il cavaliere – guardando il cielo alto e lisciandosi i lati del capo – , contro i dragoni non si scherza, né bisogna risparmiare un colpo. Ma aldilà di ogni frustante preoccupazione legata all’attrezzo più importante della sua vita, il valoroso e audace, temeva l’uso sconsiderato che, quella stessa artificiosa creazione, gli proponeva di fare. Quel fardello che ottenne per mano di una potentissima divinità, ora lo obbligava a seguire il suo consiglio. La lama richiedeva sangue per rigenerarsi totalmente. Quello che voleva era niente meno che la calda linfa cremisi del Re di Cazzonia. Ma si sà, il sire non è un pezzo piccolo e, per quanto grosso fosse l’attrezzo del cavaliere, nulla poteva contro l’austera presenza regale. O quasi.

Altresì si sà, che a Cazzonia, ogni singolo individuo è fornito di un cazzo, in mano, d’arma con cui decapitare gli stranieri – un simpatico aneddoto circa i Cazzoni (abitanti dell’omonima cittadina) è quello per cui ogni fine settimana, gli abitanti si sfidano a chi ce l’ha più lunga e capita, non troppo di rado, che le corna dei cazzoni, finiscono in un qualche modo di superare la lunghezza dei loro arnesi –.

Incontro a quale sorte, Ser Frank Ssolini, va ad incappare?

  • Resta seduto immobile a riflettere (50%)
    50
  • Decide di dare ascolto al suo smisurato attrezzo (25%)
    25
  • Decide di liberarsi del suo fardello, una volta per tutte (25%)
    25
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