Due cugini extraterrestri

Dove eravamo rimasti?

Qualcuno accompagnerà i quattro amici al jet di Reisor. Chi? Barry. (100%)

La fine di un viaggio

Mi presi un colpo quando vidi l’auto dietro di noi: era arrivata velocemente, così all’improvviso! Pensavo che sarebbero usciti molti poliziotti armati, che ci avrebbero catturati e messi in prigione, ma con nostra sorpresa dal finestrino si affacciò qualcun’altro.

– Barry?! – gridammo io e Freddy.

– Forza, salite: vi stanno cercando, fate presto! – disse lui aprendo uno sportello. Salimmo tutti e quattro nella macchina. – Allora, i signori dove vogliono andare? – chiese Barry facendo finta di parlare al microfono.

– Dall’altra parte della città, vicino alla vecchia fabbrica abbandonata! – rispose Sara velocemente. Non era una spiegazione molto dettagliata ma sembrò che Barry avesse capito perfettamente e partì a razzo. Arrivammo dopo circa 30 minuti alla fabbrica dove il jet/aereo era parcheggiato nascosto da rami e foglie. Scendemmo dalla macchina.

– Grazie Barry – dissi io.

– Prego Reisor – mi disse lui. In quel momento mi venne in mente dove avevo già visto quell’uomo. Non so come avessi fatto a ricordarmene perché l’avevo visto per un millesimo di un secondo: era il poliziotto che avevo investito quando stavamo uscendo da “The magic!”.

– Spero che nessuno vi sorprenda ancora sulla strada verso casa, non so… Poliziotti spaziali! – disse lui. All’inizio pensai che sapesse della navicella, dei mimetizzatori e di tutto il resto, ma tirai un sospiro di sollievo quando scoppiò subito a ridere: stava scherzando, non sapeva niente. Salimmo sul jet e lo misi subito in moto.

– Ok! Per riportare a casa Sara dovrò soltanto invertire la rotta che abbiamo fatto per venire qui. La strada è rimasta in memoria e non ci dovrebbero essere problemi a tornare alla base di partenza dalle coordinate T8/5RS – dissi inserendo i comandi.

– Ma le coordinate di casa mia non sono quelle! L’ho studiato in geografia! – replicò Sara.

– Su Tisso non abbiamo le stesse coordinate che avete voi sulla Terra – le disse Creina. Io intanto avevo già fatto partire il jet verso l’Italia. In due minuti fummo nel giardino dei genitori di Sara, dove atterrammo. Scendemmo tutti dalla navicella.

– È giunto il momento di salutarci – dissi a testa bassa.

– Già! – disse Sara. Freddy aveva gli occhi lucidi.

– Sei una brava umana – le disse Creina.

– Grazie, sei una brava Tissiana anche tu – le disse Sara sorridendo, ma si vedeva che dietro a quel sorriso si nascondeva molta tristezza. Sara guardò Freddy e lo abbracciò. Lui aveva gli occhi pieni di lacrime.

*

Non potevo credere che avrei detto addio a Reisor e a Freddy, ne avevamo passate tante insieme. Guardai Freddy, io e lui avevamo un segreto: quando Reisor non era presente ci parlavamo tanto e, ecco… avevamo capito che volevamo stare insieme.

– Non posso lasciare Freddy! – gridai disperata. Reisor mi guardò perplesso.

– Voglio stare con te, Sara … – disse Freddy abbracciandomi cosa che mi fece stare meglio.

Reisor era allibito, restò a bocca aperta, non usciva nessun suono.

– Freddy … ? – disse alla fine guardandolo.

– Mi dispiace, ma a me piace la Terra. Mi piace stare qui! – disse Freddy.

– Sei sicuro di voler rimanere? – chiese Creina a Fredod: anche lei era molto sorpresa. Lui annuì.

Reisor abbracciò Freddy di slancio. – Ti voglio bene – gli disse piano.

Creina si avvicinò al mimetizzatore di Freddy.

– Cosa fai? – chiesi.

– C’è un pulsante di emergenza che conserva una forma permanentemente – rispose lei. Poi schiacciò un pulsante dietro il mimetizzatore che emise un lieve bagliore. Freddy se lo tolse e rimase umano.

*

Non potevo credere che Freddy volesse rimanere con Sara, non lo sospettavo minimamente. Proprio quando ero riuscito a chiarirmi con mio cugino, lui mi lascia, così all’improvviso! Per un verso ero felice che Freddy fosse riuscito a trovare il suo posto, certo, voleva dire che non sarebbe diventato un pilota di jet spaziali, ma questo si sapeva già che non sarebbe stato il suo destino. Buttai via quel pensiero e chiesi a Sara:

– Ma i tuoi genitori non ti sgrideranno per essere stata via così tanto?

– Forse a te è sembrato tanto, ma è passata solamente una notte – disse lei facendomi l’occhiolino. Ci riflettei: in effetti erano passate solo poche ore, possibile? In quel momento erano le 10.00. Freddy mi guardò sorridendomi.

– Ciao, cugino mio – gli dissi abbracciandolo per un’ultima volta. Poi io e Creina salimmo sul jet e partimmo con Sara e Freddy che ci salutavano. Quando fummo all’altezza della Luna ci togliemmo i mimetizzatori. Creina aveva in mano la Vebeite.

– Missione compiuta! – mi disse sorridendo. Io sbattei le ali: ero felice di riaverla. Finalmente avrei potuto strozzare lo zio Grogo e la professoressa di Geografia Universale. A quel pensiero sorrisi.

– Credi che potremmo mandare dei messaggi a Fredod? – chiesi a Creina.

– Meglio! Potremmo fargli visita ogni tanto – rispose. Io sorrisi. Avevamo recuperato la Vebeite e avevamo trovato un’amica terrestre: meglio di così non poteva andare. Così seguii la rotta verso Tisso, con New York alle spalle e un brillante futuro davanti.

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55 Commenti

  1. Ciao Fiore!
    Sono passata da Missione Astrolabio a due cugini extraterrestri per poi subito fare visita alle avventure tra la neve, ora che ho messo insieme i tasselli non posso perdermi le vostre storie, siete fantastici! Mi piace la tua storia, comunque, è introspettiva e non è una cosa da poco. Anche se in ritardo, seguo volentieri. 😉

  2. Bello il cambio di narratore improvviso! All’inizio del capitolo ero spaesato, credevo di aver sbagliato storia ahahah
    Bello anche il cambio di narratore nel bel mezzo del capitolo.

    Si vede che ti sei impegnata e che hai perso tempo sulla stesura di questo capitolo 😉
    Bravissima, ti faccio i miei complimenti, hai scritto un testo perfetto!

    Voto per “Voleva dire qualcosa in privato a Reisor senza che nessuno la vedesse.” 😀

  3. “Mentre Reisor, Fredod e Sara camminano i poliziotti hanno sospetti su di loro.”, non mi piacciono le storie in cui i protagonisti hanno vita facile ahahahah

    Ciao, è la prima volta che leggo questa storia, anche se arrivo un po’ in ritardo volevo dirti la mia 😀
    Sarò sincero, ti dirò che appena ho letto il primo capitolo ho pensato “Ma chi ha scritto questa cosa? Poteva impegnarsi di più, i discorsi sono tutti attaccati, non si capisce un granché”
    Poi sono finito nel tuo profilo ed ho letto la tua bio… Ci sono rimasto malissimo, perché se avessi saputo prima che ad aver scritto quella storia è stata una bambina di 11 anni non avrei pensato quelle cose!
    Anzi, a dirla tutta sono sbalordito dal modo in cui scrivi che, certo non è perfetto, ma per una bambina di 11 anni è una cosa straordinaria. Utilizzi termini che un normale bambino di 11 anni non capirebbe, presumo tu abbia letto molti libri prima di scrivere questa storia. Mi piace tantissimo la tua storia ed il modo in cui mi ci hai fatto immergere. Ti faccio i miei complimenti! 😀

    Da capitolo a capitolo già si notano dei netti miglioramenti. Continua così, mi raccomando, fra qualche anno non oso immaginare come scriverai!

  4. Sara schiaccia il pulsante e Reisor si trasforma.

    Ho perso un capitolo a causa della febbre ma rieccomi qui. Questi due capitoli sono meglio scritti ma rimane qualche incertezza qua e là sui vari avvenimenti.

    Ciao 🙂
    PS: se usi, “rispondi” mi arrivano le notifiche che hai risposto al mio commento.

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