LA LINEA GRIGIA

Dove eravamo rimasti?

Di quali altri dettagli vorreste sapere? Patrick. (nascita e altro...) (50%)

ALBORI E DOLORI

Questa confessione dolorosa mi riporta con la mente indietro nel tempo, a quel brutto giorno in cui i miei due bambini nacquero. Me lo ricordo come se fosse ieri. Ero stesa sul letto da ore, ansante, esausta, tanto che pensavo di morire. Avevo le doglie da quasi  10 ore, ero giovane (19 anni) eppure qualcosa non sembrava andare per il verso giusto. La vecchia levatrice continuava a dirmi di spingere ma il mio bambino non voleva saperne di venire al mondo. La mia vecchia zia, arcigna e malevola aveva fatto chiudere tutte le imposte perché stavo mettendo al mondo un “figlio della vergogna” e morivo dal caldo. Solo quando iniziai a perdere i sensi e il sangue mi usciva a fiotti, lei si degnò di andare a chiamare il dottore. Del travaglio non ricordo altro, solo che svenni.

5 maggio 1945

Apro a fatica gli occhi e sento una gran sete. Non riesco ancora a mettere a fuoco le figure intorno a me, so solo che sono ancora viva. La levatrice continua a bagnarmi braccia e gambe e mi dice che quando mi sarò ripresa mi insegnerà come nascondere il seno “da latte”. “Che volete dire? Perché?”. Lei si alza, sospira e dice che ha già fatto tanto, che non avrebbe dovuto aiutare a mettere al mondo delle creature nemiche. “Delle creature”? faccio eco io.  Volete dirmi che è successo”? ma la mia voce esce troppo flebile.                                                              A quel punto sopraggiunge mia zia, che con la sua crudeltà mi sbatte in faccia la verità:” Erano due i figli del demonio! Per quello non riuscivi a partorire!”. Io strabuzzo gli occhi ma senza dir niente. “Che vergogna”, continua lei, “per fortuna la bambina non ha retto. Era già nata morta”. Il mio pianto straziante invade la stanza, ma prima ancora che possa disperarmi, lei mi chiude la bocca con la mano. Avvicinandosi sussurra: “Zitta, brutta cagna! E’ già un peccato che il maschio sia vivo”, poi ritira la mano perché le ho morso il dito, esaurita ma piena di odio e disperazione. “Almeno dammi il mio bambino! Dov’è?”. Lei si allontana e solo dopo che ha raggiunto la porta mi dice, sprezzante: “ Non avrai osato pensare che te l’avrei lasciato, vero?”, poi esce sbattendo la porta.

 

Solo dopo alcune ore, nelle quali non feci altro che singhiozzare e dormire, apparve cauto il medico. Il dottor Rengon non lo dimenticherò mai! Era una bravo medico, un brav’uomo. Mi disse che avevo avuto un cesareo d’urgenza, perché portavo due gemelli in grembo e che, purtroppo, la bambina era morta. “Ma… disse, “mi sembra troppo disumano non farti vedere tuo figlio per due secondi…nonostante tutto”. Cercai di mettermi a sedere ma lui mi fece cenno di rimanere sdraiata. Quasi urlai per la gioia quando vidi che con la scusa di dovermi medicare, mi mise in braccio, di nascosto, un fagottino roseo e biondo.”Shh, taci bambina, non farmi scoprire”, “Grazie, grazie, dottore,… io… non so cosa dire”… “ E allora non dire niente! Dimmi solo che nome ti piacerebbe dargli”.Io ci pensai un attimo: era giusto che avesse un nome che richiamasse le sue origini, nel bene e nel male. Tanto si vedeva chiaramente che non aveva dei tratti somatici mediterranei. Cos’, memore  del  vero nome del padre del bambino, dissi “Patrick. Voglio che si chiami Patrick”.Il dottore mi guardò scandalizzato, ma non m’importava, l’unica cosa che contava era avere mio figlio con me. Ma anche quella gioia era destinata a finire toppo in fretta, perché il dottor Rengon riprese in braccio Patrick e disse: “Farò il possibile che questo desiderio, seppur abominevole, sia esaudito. Ora devo portarlo via”.

“Cosa vuol dire portarlo via?”, ma a quel punto entro mia zia che con violenza inaudita aggreddì il dottore dicendogli di farsi gli affari suoi. Mi strappò Patrick dalla braccia, indifferente alle mie suppliche e proteste.

Non lo rividi più.

Negli anni a venire i miei figli furono considerati dei tabù e solo nominarli rendeva furiosa mia zia. Mi disse, quando mi ripresi dal parto, che Patrick era stato dato “ad una famiglia misericordiosa” e di lui non seppi nient’altro, fino a due mesi fa’. Avrei potuto immaginare di tutto, ma mai che fosse proprio una famiglia tedesca che l’aveva preso in adozione. Sembra una beffa del destino.

Fine ottobre  ’43

 Anselmo era il fidanzato di mia sorella, era zoppo ed era il maestro elementare di Bruno. A me non piaceva molto, perchè sebbene ripetesse sempre ad Irma che un giorno l’avrebbe sposata, erano passati già 4 anni dall’inizio della loro storia e ancora non si era deciso. In più, ultimamente spariva molto dalla circolazione e in paese girava voce che avessi amicizie e contatti “strani”. Era passato a prendere Bruno, come ogni mattina.Dopo che misi qualcosa da mangiare nella cartella di cartone di mio fratello, mi affrettai ad andare al lavoro, al bar in centro.Seppur con il cuore in gola e ripensando a quello che aveva detto mio cognato.

Come facesse a saperlo, allora non ne avevo idea. Non sapevo nemmeno  che cos’era un partigiano, ne cosa volesse dire, ma l’avrei scoperto  presto.

Nel prossimo capitolo:

  • Presente E Passato. (50%)
    50
  • Passato: Sempre flashback sul passato. (0%)
    0
  • Presente: Arrivo in Germania di Anna. (50%)
    50
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6 Commenti

  1. Ciao,eccomi qua,finito l’altro inizio questo. Mi piace l’alone di mistero sul personaggio, che ho votato essere il suo unico amore. Io non starei in ansia per vedere se un lontano parente di vent’anni prima può ricordarsi di me, al contrario fremerei se andassi incontro al mio amore, non importa se dopo tanti anni.
    Come ti ho lasciato scritto nel vecchio,più tardi pubblico il mio, se avrai voglia dagli un’occhiata

    • Eccoti di nuovo:) Sei un fulmine! Sono contenta che nonostante gli errori grossolani, questo inizio ti piaccia. Se sei riuscito a captare il mistero intorno ad Anna, vuol dire che sono riuscita nel mio intento! Il tuo ragionamento non fa’ una piega, e potrebbe benissimo trattarsi di un ‘amore piuttosto che un parente. Però, se ci fai caso, “parente” é scritto con le virgolette… chissà;-).

      Di solito sono sempre di fretta e non riesco a commentare gli altri racconti, ma posso sempre votare comunque! Grazie per avermi detto che sei arrivaro a scrivere la seconda parte del giallo! La cosa si fa’ interessante. Ciao!

  2. Un “parente” perduto…

    hey ciao Marty!
    Che bel racconto!!
    Mi piace quando parli tra te e te porgendoti continuamente domande, a parer mio, rende il testo più scorrevole e piacevole! 😀
    Concordo con Danio. Forse dovresti controllare più volte prima di pubblicare un capitolo. Certo quando hai scritto: e nonnostante
    ho riso un pochino, ma anche io faccio questi errori continuamente, quindi, siamo in due! 😀

    Se vuoi puoi passare dalla mia storia? (così ridi un po’ di me!!)

    ovviamente aspetto il secondo capitolo!
    Ciao e a presto!!

    • Ciao Ricky! Grazie per aver lasciato il tuo pensiero, che è cosi solare! Sono contenta che la scelta per il momento sia “un parente”. Hai ragione, dovrei rielggere di più per evitare errori idioti! Sono sempre di fretta, ma so che non è una giustificazione!

      Non poso garantirti nulla sulle lettura della tua storia,ma ho già visto che per ora è in prima persona,e da come avrai visto, mi piace la prima persona. XD.

      A presto, se vorrai.

  3. Un parente perduto.
    Allora. La storia potrebbe essere affascinante, se non altro per il periodo storico in cui l’hai ambientata, però starei attento ai piccoli errori e rileggerei bene prima di pubblicare.
    Sono peccatucci veniali, che alla fin fine non precludono la trama, sia ben chiaro, però “spezzano” la lettura e l’atmosfera di un racconto ben scritto.
    Scusami per queste osservazioni, ma vedo del buono in questa storia. Diversamente, sarei passato oltre.
    Ciao e al prossimo 🙂

    • Ciao!
      Intanto ti ringrazio per la recensione e per il pensiero positivo. In realtà non so se possa essere del tutto definita storica, ma mi sembrava più adatto questo genere! Hai ragionissima sul discorso deglie errori! E’ una delle mie pecche, e spero che potrei perdonarmi! -). Alcune parti non mi convincevano, quindi capisco benissimo che ci siano delle “troncature” che stonano. Ogni osservazione o critica ében accetta, quindi non esitare a farmene!

      Speriamo di riuscire a scrivere qualcosa di interessante, originale e decente!

      Un saluto!

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