Tatjana

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio Tatjana: vedrà le farfalle (38%)

Ora dimmi cosa vuoi.

Una volta arrivata al secondo piano, la voce stridula di Valentina risuonò sino a lei. Il capo lanciava ordini ai sottoposti con la consueta acidità.

Quando le si accostò guardando l’orologio al polso, Tatjana sospirò.

“Credevo non saresti arrivata più”, esordì senza degnarla di un sorriso. “Hai tre pratiche da iniziare, e qualcosa di mio da terminare. Io devo portare mio figlio dal pediatra e non tornerò prima di due ore”.

Tatjana distolse lo sguardo: “Non sapevo avessi chiesto un permesso”.

Seguì un momento di silenzio che la fece sorridere amaramente, consapevole che la conferma non sarebbe arrivata.

“Ok. A dopo”.

“Tesoro”, il tono accondiscendente di Valentina era in realtà ammonitorio. “Cerchiamo di venirci incontro. E’ assurdo presentare domanda di permesso per due ore”.

Tatjana fece un breve cenno di assenso senza neanche voltarsi, e si avviò alla sua scrivania dove svettavano pile di moduli e fascicoli. Già sapeva che avrebbe dovuto barcamenarsi nel poco spazio a disposizione alla ricerca degli strumenti di cancelleria che puntualmente sparivano dal suo cassetto. Gettò il giubbotto su una sedia per evitare di raggiungere l’attaccapanni, e poi la spinse lontano, sbuffando sonoramente e colpendo la sedia di un collega. Era così snervante vivere in un mondo tanto piccolo.

“Buongiorno carina”, il suo collega si girò piantandole addosso due enormi occhi slavati. “Oggi siamo nervosetti?”.

Filippo aveva un tono tanto cortese che Tatjana si sentì una cafona.

Gli sorrise. “Scusami, Pippo”. Lui si portò la mano sotto il mento e socchiudendo gli occhi spalancò le lunghe dita in un gesto affettato. “Non me la conti giusta”, disse indicandola “Stanotte qualcuno ti ha fatto piangere. Chi è stato il bruto?”.

 “Non ti si può nascondere niente”.

“Amore mio, io ho versato lacrime per mille uomini più di te”, le sorrise afferrandole una mano “Potrei aiutarti, se vuoi”.

Filippo era la persona più vicina ad un amico che avesse mai avuto. Dotato di una forte empatia, sempre in pena per un amore random non corrisposto, le leggeva dentro senza mezzi termini. Tuttavia lei non si sentiva pronta a questo. Tatjana non voleva amici. Era convinta che il suo dolore fosse qualcosa di eccelso che nessuno poteva capire.

“Non ho niente”, gettò uno sguardo alle pratiche sulla scrivania “a parte un sacco di lavoro”.

“Quello pure io. Ma che fai a Natale?”.

“Mio padre mi vorrebbe con sé, ma io non sopporto la sua nuova fidanzata”, rispose pensando alla cara mamma venuta a mancare tre anni prima. Ormai anche il Natale non aveva più senso.

Filippo assunse un’espressione decisa: “Allora lo passeremo assieme, e stasera ti porto in una nuova sala da tè”.

Tatjana spalancò gli occhi. “Ma lo sai che ho un ragazzo!”.

“E tu sai che sono una checca. Che paura può avere il tuo Mirco?”, così dicendo si voltò, infilando gli auricolari collegati all’iPhone. La voce di T. Ferro arrivò sino a lei.

Tatjana iniziò a lavorare con un sorriso divertito sulle labbra.

Mentre si chinava sul cassetti aperto, con la coda dell’occhio intravide un volteggio davanti allo schermo del pc. Si sollevò di scatto. Una farfalla dalle grandi ali  sedeva con le gambe accavallate sulla pila di fogli, e la osservava furtivamente. Era grande come una rondine, ma con un corpo di donna. Era bionda e portava gli occhiali.

“…mamma?”

Vedendosi scoperta, la farfalla spiccò il volo e scomparve in un istante. Tatjana non riuscì a raccapezzarsi: stava perdendo la testa, non c’era altra spiegazione.

*

Durante il pomeriggio la brezza montana spazzò via le nubi. Il cielo era terso, e un arcobaleno spiccava nettamente all’orizzonte. Tatjana era stranamente distratta quel giorno, Filippo se ne avvide con apprensione. Si sentiva molto vicino a quella ragazza, e l’adorava come la sorella che non aveva mai avuto. Lei, pur essendo dolce, gli faceva una resistenza a cui lui era abituato. A parte Luca, che era stato il suo compagno per qualche tempo, nessuno lo desiderava.

Il padre gli aveva imposto di sparire.

E così aveva fatto, Filippo, si era trasferito in quella città e aveva iniziato a lavorare grazie alle raccomandazioni del padre di Luca, un uomo di grande apertura mentale. Ora era consapevole di se stesso e desiderava sostenere Tatjana. Ma per riuscirci era costretto a farle del male con la verità.

Suonò all’appartamento della ragazza e lei aprì con un sorriso tirato. Teneva i capelli dentro una cuffia bianca e si affannava sulla carrozzina. Lui afferrò i manici con decisione e la spinse verso l’ascensore a dispetto delle sue proteste. Tatjana alla fine si arrese. Quel ragazzo era cocciuto come un mulo ma anche divertente; sentì di potersi rilassare.

Guidò lei per usufruire del parcheggio riservato ai disabili. Spense la Aygo senza girarsi a guardare il locale. Ma gli occhi celesti di Pippo erano diretti proprio là. Le afferrò il mento inducendola a voltarsi: “Ora dimmi cosa vuoi”.

Lei guardò, e il cuore le si fermò in petto.

Mirco entrava nel locale, sottobraccio ad una ragazza bionda. 

Filippo e Tatjana:

  • litigheranno (22%)
    22
  • vedranno assieme qualcosa di inspiegabile (56%)
    56
  • avranno a che fare con Giampiero (22%)
    22
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161 Commenti

  • Ciao Giorgia, finalmente sto recuperando il tuo e altri racconti.
    La storia mi è piaciuta dall’inizio alla fine 🙂 Sei stata molto brava a scegliere una trama delicata, mantenendo un tono che non è mai diventato sdolcinato. Bellissima l’idea della mamma-farfalla! Tutto molto magico ma anche molto umano e realistico, soprattutto per quel che riguarda i vissuti di Tatjana.
    Grazie!
    A presto 🙂

  • Recuperato anche l’ultimo episodio. Vista la maggioranza che aveva scelto l’opzione amore, mi sarei aspettata un finale alla “e vissero tutti felici e contenti”. Mi è piaciuta la tua idea su come concludere la loro storia. Mi è piaciuto come hai fatto evolvere il personaggio di Tatjana durante questi dieci episodi. 🙂

  • Ah, un bel finale. Il filo che teneva unita Tatjana a Mirco, fatto di sensi di colpa e paura, si è spezzato. Anzi, lei lo ha finalmente spezzato. Ora potrà percorrere la sua strada. Più felice, penso. E più leggera. Come una farfalla 😀
    Sul finale, recuperi i toni favolistici dell’inizio e ci regali l’incipit di una storia che è ancora da scrivere.
    Ciao, a presto

    • Ciao Danio
      Non si trattava di uno scontro e Mirco non cercava vittoria 🙂 l’obiettivo era di Tatjana.
      Già stai leggendo un altro mio racconto 😛 può darsi che ne inizi uno nuovo anche con questo profilo, chissà!
      Grazie per essere sempre dei miei, alla prossima.

  • Bello. Molto intensa e vivida la discussione con Mirco, le verità che si sono confessati, l’atteggiamento di entrambi. Le loro parole. Brava, davvero. Molto bene la fine, quando lei si fa forza da sola, stavolta è cambiata davvero, non aspetta più e si sforza di conquistare da sola la sua sedia, molto interessante la chiusa… lei accetterà la protesi. Sono d’accordo con la usa prima teoria: sembra una violenza in più. Ma alla fine capisci che non lo è. Certo, ci vuole un po’ ad accettare un corpo estraneo dentro di te o su di te…
    Bravissima.

    • 🙂 grazie mille Ale, sono davvero contenta che l’abbia apprezzato.
      Come al solito mi rendo conto solo dopo averlo letto decine di volte che alcune cose del testo non vanno bene, ma ormai è andata e comunque il finale non sarebbe diverso.
      Grazie per seguirmi sempre 🙂

    • E’ vero, il penultimo capitolo e buona parte di questo non hanno visto farfalle elfi e renne magiche 🙂 ma non potevo esentarmi nel finale, la storia ha un significato che spero sia stato recepito.
      Grazie per avermi seguito fedelmente caro Drago 😉

  • amore.
    la figura dell’indiano e il suo comportamento in scena mi sono piaciuti molto, anche il suo alito di cocacola, brava… hai reso tutto molto vivido. mi è piaciuto il finale, il fatto che Mirko le dica in faccia che il rifiuto di sentirsi normale è suo… interessante risvolto. Vediamo che succede sul finale 😉

    • Ciao Splendida 😀
      Sì, il mio intento era che Tatjana si sentisse rinfacciare chiaramente la sua negazione. Sembra che un po’ tutti se ne siano accorti, la madre che si è rattristata quando lei ha detto “non posso far altro che strisciare come un verme”, Giampiero che l’ha esortata più volte a riconoscere le sue potenzialità, Dragan e la sua storia senza scampo.
      Adesso l’indiano e la carrozzina, ma non spoilero niente 🙂 grazie per esser passata Alessandra.

  • Direi amore, ma non so se lo rivolgerei a Mirco. Amore, in generale. Non è mai una cattiva cosa.
    Ciao Giorgia,
    La presa di coscienza di Tatjana sta per compiersi, mi pare. Mirco ha le sue ragioni e lei inizia a capire che l’atteggiamento di chi le sta intorno dipende anche dal proprio.
    La mamma farfalla è andata via troppo presto, sono certo che Tatjana scoprirà cosa ha sbagliato 😀
    Il capitolo mi è piaciuto ed è molto significativo il ragazzo che la stacca dalla carrozzina. Ma mi chiedo: gliela riporterà indietro? 😀
    Forse è meglio di no. Forse è un altro ‘piccolo aiutante’ 🙂
    Ciao a presto

  • Finale duro, denso di cattiverie e sottintesi che potrebbero abbattere un bue. Oltre alla tristezza, avrei pensato che Mirco terminasse anche con “compatimento” che sarebbe anche peggio.
    Ho votato per il dubbio, perché il dolore Tatjana lo sta già provando, e l’amore sembra una chimera, però l’indiano potrebbe essere una buona chance 🙂
    Brava, ti aspetto per il gran finale, a presto.

  • Sala da té.
    Bellissimo conflitto hai portato in scena e in esame: “lo specchio”. Brava davvero. La ricerca dell’identità nello scontro tra i due personaggi: lei si chiede lui chi sia, lui la invita a interrogarsi su chi lei voglia essere o diventare. Lui è qualcuno che pensa a tutti, lei è qualcuno che crede di essere a malapena capace di pensare a sé, ma non è così. Complimenti per il conflitto reso magistralmente.

  • Ciao! Brava! Bellissimo questo capitolo! L’idea Che il Vecchio viva in mille e mille case e cerchi le persone tristi è fantastica. Bellissima anche la presentazione che Dragan fa di sé… toccante la parte in cui spiega d’aver scelto la protagonista perché “ho pensato che eri come me”.
    🙂 a presto per il seguito!

  • La madre.
    Bellissimo episodio, mi ha commosso. Che belle le parole dell’elfo… hai una fervida immaginazione e devo dire che questo genere ti riesce bene, non lo avrei scommesso – per un’autrice horror come te – ma mi devo avvedere del tuo talento versatile.

  • Ciao, voto per Bitty e Tatjana 🙂
    Molto bello questo episodio, in particolare mi è piaciuto tanto il momento in cui hai descritto la sfera di Giampiero… e poi le domande pensate da Tatjana e le risposte dell’uomo, molto magico, davvero.

    “Volevo assegnarti un bambino meno problematico”… mi e piaciuta tantissimo questa frase. E pensare che a volte sono proprio i guai più seri a farci sentire più vivi.
    A presto.

  • Bitty e Giampiero, se l’ha in qualche modo ‘mandato’ Giampiero è giusto che interagiscano un po’. Bel capitolo, la cosa che mi è rimasta maggiormente impressa: “gli abitanti morirono in un laghetto di sangue”. Forse perché tutte le parole al diminutivo ti evocano l’infanzia, i giochi le attività da bambini: macchinine, robottini, pranzetto, bagnetto. Qui è del tutto appropriata perché deve richiamare le piccole dimensioni dell’immagine, ma è utilizzata in una frase terribilmente cruenta. Del resto la stessa sfera ricorda le palle di vetro con la neve, un altro ‘gioco’ da bambini. E del resto di un bambino (sfortunato) si parla. Bello, mi è piaciuto.

    Ciao

  • Bellissimo anche questo episodio. L’atmosfera è sempre più magica. Bella l’attenzione di Tatjana per questo bambino piovuto dal cielo e altrettanto azzeccato è l’atteggiamento di Pippo che vorrebbe portare subito il trovatello dalla polizia. Voto perchè Pippo non si fidi dell’ultimo arrivato 😉
    a presto.

  • La storia è complessa e sono già curiosa di vedere come andrà a finire. Sono d’accordo con la reazione di Filippo. Ci si può fidare di Bitty? Perché persino Giampiero non è tanto d’accordo, Ho votato che Bitty metterà alla prova la pazienza di Tatjana. Lei mi ha dato l’impressione che veda nel ragazzino qualcosa di sé. E dopo tutte queste elucubrazioni, concludo dicendo che ovviamente ti seguo, 🙂

  • Bitty mette alla prova la pazienza di Tatj , o Taty; più che altro perché Filippo già non sembra fidarsi troppo e Tatjana invadente non ce la vedo.
    Giampiero era un po’ interdetto della novità, chissà qual è l’intoppo che andremo a scoprire.
    Molte immagini a mio parere efficaci e ben costruite, “passivo come una gamba di legno…”, ” ali di farfalla bianche come cirri.”, ma tutto il capitolo è molto scorrevole e suggestivo.
    Complimenti

    Ciao!

    • Ciao Achillu
      hai ragione, il cambio di pov non è bello, non lo faccio mai e infatti speravo che in pochi lo votassero.
      Tatjana sta scorgendo un percorso e qualcosa da raggiungere, anche grazie all’ultimo avvenimento con Mirco.
      Grazie per esserci sempre.

  • Io voto Filippo.

    Il commento sul capitolo è :O :O :O

    Non ho mai visto scritto un capitolo che riesce a farti sentire rabbioso ed allo stesso tempo sollevato. Il cagnolino ed il bambino sono il tocco di genio finale.
    Come tutti mi chiedo cosa porterà questo incredibile incontro 😉

    Ciao 🙂

  • All’inizio ho scartato l’opzione del pdv del bambino, ma ripensandoci ho votato quella, anche perché voglio avere qualche info in più ‘dall’esterno’ su Tatjana.
    Qualcuno, da lontano, ha architettato questo incontro, quindi deve essere molto importante. Bel capitolo.
    Ciao!
    P.S.: ma che è successo alle virgolette? 🙂

  • Ciao Giorgia, che bellezza questa storia!
    Filippo è proprio un bel personaggio, brava! Il capitolo mi è piaciuto così tanto che arrivata alla fine mi sono dispiaciuta per i cinquemila caratteri esauriti!
    “…l’adorava come la sorella che non aveva mai avuto”…. ottima modo per farci capire cosa rappresenta Tatjana per Pippo…. e poi succede proprio così… un giorno incontri qualcuno e lo riconosci come il ” pezzetto” che ti è sempre mancato….

    PS: in risposta al mio precedente commento hai scritto “sono così stanca della cattiveria della gente”…. Sono d’accordo con te… Una storia come la tua è la conferma che c’è qualcuno ancora capace di pensare a cose belle e magiche 🙂

  • Guarda, mi è piaciuta tanto l’irruzione della farfalla col corpo di mamma che voto per qualcosa di inspiegabile. Sei sempre brava, il capitolo è piacevole e scorrevole.
    Una domanda/osservazione: dopo la cesura il pdv passa decisamente su Pippo. Poi, dopo una cesura più piccola, sembra farsi esterno o al massimo rimanere su Pippo, ma l’ultimo periodo sembra tornare su Tatjana (“Quel ragazzo era cocciuto come un mulo ma anche divertente; sentì di potersi rilassare.”). Ma forse mi sbaglio o mi sfugge qualcosa. Scusami se ti sembro invadente o inopportuna, ma coi pdv combatto parecchio e non sono ancora certa di sapere esattamente di cosa parlo, quando ne parlo 😀

    Ciao ciao

  • Vedranno assieme qualcosa di inspiegabile…
    Non sapevo avessi iniziato un’altra storia, ma da adesso in poi la seguirò 😉
    Nei tuoi racconti spesso il protagonista è la scoperta di sé dopo il lungo viaggio dell’introspezione, tra conflitti e negazioni ma alla fine… bé, questo sarai tu a scriverlo.
    Complimenti per questo inizio 🙂

  • Si insospettirà su Giampiero.
    Cia Giorgia.
    Decisamente adatto al periodo il tuo racconto. Anzi, la tua fiaba. Quello che apprezzo di più è proprio il contrasto tra la descrizione realistica della vita di una persona che deve affrontare serie difficoltà e la magia direi ‘fanciullesca’, quella che ci faceva spalancare gli occhi e trepidare sotto le coperte la notte di Natale. Anche se sono passati tanti anni, mi manca in po’.
    Sei sempre molto brava.
    Ciao ciao

    • Ciao Ale, a dire il vero non mi è sfuggito niente di cui mi sia resa conto. A cosa ti riferisci?
      Grazie! è un tema difficile da capire più che da spiegare, ma io ci provo nel modo che mi sembra più semplice visto il periodo 🙂 spero di riuscire sino alla fine.

  • Ciao , episodio interessante 😀
    ho votato l’opzione “vede Mirco fare qualcosa”. Ok, Giampiero è Babbo Natale eheheh, ma devo dire che tutta la parte relativa alla renna e a Giampiero l’ho trovata un po’ confusa. Ho dovuto rileggere un po’ di volte. Inoltre, trovo poco verosimile quando dice ” Ora va’, torna dalle tue sorelle Lia, Adrianne, Dunja, Fuyuko…” questo perchè nella realtà non usiamo parlare in questo modo. Quando mia madre mi suggerisce di raggiungere le mie sorelle non dice “Va’ dalle tue sorelle Ivana e Sabrina” perchè io lo so fin troppo bene come si chiamano. Dice “Va’ dalle tue sorelle”, punto. L’espediente di dire i nomi nel racconto serve a farli conoscere al lettore, lo capisco, ma l’effetto finale risulta un po’ naive, oltre che mettere troppa carne al fuoco.
    Spero non ne avrai a male per queste considerazioni, che vogliono essere costruttive.

    Alla prossima!

    • Ciao Moonflower, non preoccuparti, non ne ho a male ma non sono affatto d’accordo 🙂 stai leggendo una fiaba, non una pagina di diario. E poi mai, mai pensare che quel che leggi qui o altrove (o vedi un un film) siano inverosimili perché tu o chi frequenti non lo faresti o diresti mai. Ognuno di noi è diverso dall’altro e soprattutto i protagonistiche creano la storia sono speciali, diversi dalla persona comune (figurarsi in una fiaba che presenta personaggi di fantasia), altrimenti non farebbero niente di interessante di cui narrare. Ma già tu hai trovato confusionaria la scena tra la renna e Giampiero, che è molto semplice, quindi forse non corriamo la stessa corsa 😀
      Anche questo mio commento vuole essere costruttivo, siamo qua anche per questo. Grazie 🙂

    • Ciao Maria, l’ombrello descritto è in possesso di mia madre dunque so per certo che esiste 🙂 così come l’Associazione che vende oggetti raffiguranti i quadri di artisti privi degli arti superiori e i calendari.
      Sono cose straordinarie.
      Però ho usato la figura di Simona per mostrarvi quanto Tatiana si senta inadeguata e in qualche modo inutile, nel confronto con chi ha sviluppato una resilienza che lei è convinta di non avere.
      Ovviamente questo è il suo difetto fatale, che dovrà evolversi.
      Grazie per lettura e commento 🙂

  • Ciao Giorgia.
    La renna francofona che profuma di chanel n. 5 mi ha fatto molta simpatia.
    Quindi il portiere Giampiero è Babbo Natale, eh? Io direi che possiamo aspettare anche l’ultimo episodio prima che Tatjana si insospettisca.
    Ottima la scelta di renne femmine! Ho scoperto di recente che i maschi perdono le corna a fine autunno, mentre le femmine le perdono in primavera. Brava.
    Sono curioso di scoprire il significato di queste farfalle evanescenti. Nel frattempo, penso sia il caso di accelerare la scomparsa di Mirco. Per le farfalle e Babbo Natale abbiamo tempo.
    A rileggerti.

  • Ciao Giorgia. Una fiaba? O urban fantasy? 😉 Chissà. Probabilmente è difficile classificare un’opera e penso che sia ancora più difficile classificare una propria opera.
    Non ce la faccio a immaginare lei che non sopporta Mirco e gli telefona; non credo nemmeno in un incontro casuale, altrimenti come mai lui ruota ancora intorno alla sua vita? Quindi per esclusione sarà lui a chiamarla.
    Ti seguo e a rileggerti.

  • Buongiorno Giò e bentornata.
    Ho votato per un incontro casuale, preferisco di gran lunga 😉
    Ottima scelta, la fiaba, la ragazza problematica, – altra coraggiosa scelta – l’introspezione del suo dramma interiore condito di farfalle, sono curiosa di vedere dove ci porterai. Ti rimprovero l’unico errore che hai fatto, perchè lo hai fatto alla prima riga… vediamo se lo trovi da sola 😉
    Seguo. Stima.

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