La Bestia non si ferma

Dove eravamo rimasti?

Un piano più grande sembra essere in movimento. Dove andiamo? Italia (57%)

La bestia che venne dal mare

-Andiamo Ale, buttati!- urlò Letizia, dal fondo della scogliera. La conca dietro la spiaggia di Sant’Andrea era il suo punto preferito per tuffarsi, all’Isola d’Elba. Alessandro la osservava dall’alto. Non era molto convinto di farcela.

-Dai, non fare il cagasotto e vieni qui!- lo intimò allora lei per prenderlo in giro. Intanto Alessio si stava buttando al posto suo, causando uno un frastuono non da poco.

-Sì ora mi butto- rispose Alessandro, attendendo, l’amico riemergesse e si spostasse. Già era leggermente spaventato dal salto, figurarsi se adesso cozzasse contro Alessio. Inspirò e si buttò.

*

Il momento è giunto. Se sono libera, significa che è l’ora. Quanto abbiamo atteso? Quanto o atteso? Ora che il guscio si aperto, posso compiere il mio dovere. Renderò Madre fiera.

*

-Che palle! Guarda quante meduse?- urlò Lorenzo mentre sistemava l’ombrellone. Durante la notte vi era stato un temporale, che aveva portato a riva un mucchio di sporcizia e meduse. Piccole caravelle, nulla di pericoloso, ma sempre disgustose.

-Da quanti anni è che vieni qui in vacanza? Sai bene come va a finire quando piove- gli rispose sua madre calma.

-Hai ragione. Spero che dove siano gli altri non ce ne siano cosìtante- disse allora lui. Parlava di Letizia, sua sorella, e dei suoi amici.

-Raggiungili se ti va. Qui non c’è niente che puoi fare da solo- gli rispose allora lei. Consiglio che lui accettò di buon grado. Si fece largo tra i vari turisti e si avviò verso la scogliera. Non vedeva l’ora di tuffarsi anche lui in acqua. Mentre camminava osservava il mare: pieno zeppo di meduse. Che schifo.

*

Nel regno animale sopravvive solo il più forte. Chi si adatta più in fretta, o chi riesce a scappare più velocemente. Tuttavia, c’è chi la passa sempre liscia: i parassiti. Vivono alle spalle deglia altri, nutrendosi delle loro fatiche. Non puoi mai liberartene del tutto. Questo è ciò che sono gli umani, dei parassiti. Però, anche i parassiti più ostici possono essere debellati. I sono come loro: un parassita. Ma renderò gloria alla loro storia: faranno tutto da soli.

*

Lorenzo notò qualcosa in acqua, al largo. Fu un rapidissimo spruzzo che salì perso l’alto. Era troppo lontano per capire cosa fosse.

-Forse un gabbiano?- disse tra se e se.

Stava per andarsene, quando una bizzara luce gli investì gli occhi. Appena potè ne cercò la fonte, ma mai si sarebbe aspettato di vedere ciò che vide.

-Una farfalla?- disse confuso. Era proprio una farfalla. Solo diafana, quasi trasparente. Le sue ali riflettevano i raggi del sole in tutte le direzioni. Aveva un che di affascinante e di spaventoso allo stesso tempo. Lorenzo era confuso; non sapeva se ignorarla o toccarla. Fu la farfalla a scegliere per lui. Volò verso la sua faccia. Poi ne arrivarono altre.

*

-È stato fantastico- disse Alessandro mentre tornavano alla spiaggia.

-Visto? Non c’era niente di spaventoso- gli rispose Alessio, dandogli una pacca sulla spalla

-Ora però ho fame- proseguì.

-Che strano. C’è silenzio- disse Letizia confusa.

Arrivati alla spiaggia capirono il perché. Cadaveri. Ovunque. Grandi, bambini. Nessuno era in vita. Tutti morti e tutti pieni di strani segni sanguinanti sul corpo, come di punture.

-Oddio- dissero i tre ragazzi all’unisono, lasciando cadere le loro cose. Tuttavia, non ebbero il tempo di provare alcun che, visto che qualcosa di altrettanto spavento stava palesandosi dinnanzi a loro.

Era una gigantesca medusa, alta più di un uomo; mentre usciva dall’acqua la sua cupula rifletteva la luce del sole e illuminandola al contempo. I suoi movimenti spettrali venivano enfatizzati dal suo fluttuare in aria, muovendo i tentacoli al vento. Sulla sua testa vi erano delle specie di sporcenze, simili a delle uova: guardando più attentamente potevano notarsi delle impercettibili vibrazioni.

-Ma cosa?- si chiesero i tre, ma ancora una volta la situazione si trasformò. Dalle uova fuoriuscirono delle farfalle iridesceni e alle loro spalle sentirono un movimento. I cadaveri si erano alzati, ma i loro movimenti erano legnosi e scattanti come degli zombie.

Tentarono di scappare, ma presto furono accerchiati ed atterrati. Tra di essi vi erano i vicini di stanza ed i famigliari dei ragazzi: i loro volti morti e spenti li sommergevano. Poi apparvero le farfalle, che si posarono sui loro volti e li morsero. Prima di morire sentirono una voce: -Non temete. Vi unirete tutti a me.

*

-Il mondo è nel caos. Creature misteriose stanno attaccando ogni parte del globo- diceva il telegiornale di ogni stazione televisiva del pianeta.

Victoria era sconcertata, ma al tempo stesso eccitata, come sempre da quando questa storia era iniziata. Su Internet e alla televisione, circolavano video di animali mai visti: pantere con le ali, rospi con quattro occhi e esseri giganteschi erano solo pochi esempi dell’arca di Noè che si stava riversando sulla superficie. Ma ancora nessuna traccia della loro creatura.

-Dove ti nascondi?- si chiese lei.

-Potrebbe essere più vicina di quanto credi- disse una voce a lei familiare. Si girò e li vide.

La bestia è giunta dalla dottoressa, ma con chi è?

  • L'assistente (50%)
    50
  • Il Professor Guinnes (25%)
    25
  • L'agente Reid (25%)
    25

Voti totali: 4

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

75 Commenti

  1. Ma l’idea della medusa spara-farfalle è geniale! Di certo la mente che l’ha partorita deve essere molto sviluppata e appartenere a qualcuno di molto carino!
    Detto questo, non apprezzo particolarmente l’inserimento di persone/luoghi/fatti/robe reali nei racconti, né i verbi coniugati male, né gli animali schifosi.
    Il resto mi è piaciuto.
    Ciao ciao.

  2. Questo capitolo è scritto veramente bene, bravo! Direi che troppe cose sono successe in America e in Giappone nella fantasia narrativa e cinematografica: clown mangiabambini, allegre coppiette di demonologi che vanno in giro a fare cose, uomini storti, uomini dritti, epidemie zombie, apocalissi, ecc. ecc.
    Il tutto mentre in Italia si continua a mangiare la pizza e a suonare il mandolino come se niente fosse. Tsk!

    • Ahah ti ringrazio! La OST della Cleric Beast mi è risuonata in testa per giorni mentre scrivevo. Anche se dovresti immaginartela in versione Flaming, come nel DLC, non so se l’hai giocato.
      Grazie alla prossima! Il prima possibile recupero tutto il tuo ma sono state settimane pesanti

    • Ciao Erika! Grazie del commento, me ne sono reso conto anche io. Col prossimo capitolo spero infatti di avere un pò di tempo per darle respiro. Scrivere in prima persona i suoi pensieri non è facile come sembraca all’inizio. Specialmente in una situazione caotica come questa! Se mai dovessi riscriverlo mi concentrerei a migliorare questa parte di sicuro 🙂
      Grazie ancora (viva i laboratori)

  3. Cavoli, la parte in cui “Matt è paralizzato dal terrore” mi ha impressionato. Era così certo che il peggio fosse passato che stava già facendo progetti D: poveraccio.
    Sono curioso di scoprire da dove viene ‘sta bestia…e sopratutto di cosa ha paura! Seguo.

    • Ciao! Ti ringrazio subito prima che me ne dimentichi!
      Beh che dire, sono felice che un personaggio creato solo per norire abbia sortito un effetto simile, è una bella soddisfazione 😉
      Ovviamente ha paura di qualcosa! È qualcosa di cui tutti noi abbiamo paura 😉 da dove viene? Lo scoprirete spero!
      Grazie ancora e alla prossima!

  4. Ciao Werwolf! I dettagli di questa storia si fanno sempre più raccapriccinati!
    Voto la “strage avvolta dalle fiamme”. Darà un tocco di classe, e poi l’uscita ad effetto ci sta sempre bene, vero?
    Secono me dovresti svelare qualche dettaglio in più sulle reali facoltà della bestia…magari svelare qualche antefatto, i particolari sono sempre interessanti 😉 .
    Ciao! A presto!
    Zaion.

  5. I dettagli olfattivi sono pertinenti, ma io avrei ne avrei aggiunti più tattili e uditivi. Ad esempio: “Sento la gabbia toracica accartocciarsi sotto la zampa. Sento una debole resistenza, opero lo stesso sforzo di quando voglio abbattere una porta. È la spina dorsale spezza” etc.

    Interessante il parallelo con uno psicopatico o un serial killer.

  6. Proseguirà dritta per la sua strada, investendoli tutti con la sua mole e fuggirà.
    Perché la bestia vuole solo fuggire, almeno per il momento credo.
    La storia continua a piacermi.
    Solo un appunto, forse superfluo ma lo farò comunque:
    “…vengo colpito da quelli più piccoli. Sono come punture di insetto..”
    vuol dire che le punture d’insetto non sa neanche cosa sono. Come può quindi paragonare i proiettili a una cosa che non sa cos’è?
    (solo perché parla la bestia, se fosse stata la voce narrante era ok)
    Si, era un commento quasi inutile, ma lo avevo detto prima.

    • Ciao ti ringrazio per il commento.
      Ogni, come dire, appunto è ben accetto. Sì a rileggerlo non si capisce, ma quello che intendevo è che gli danno solo fastidio, non lo feriscono. Ho aggiunto un paragone superfluo diciamo, ma volevo dare un’idea. Sembra che non ci sono riuscito peccato 😀 Ti ringrazio ancora

  7. Piccolo appunto!
    1- la scena con gli scienziate del capitolo scorso è ambientata dopo la fuga della bestia
    2- la terza opzione sembra una tamarrata (un pò lo è) ma vi è una spiegazione dietro, che verrà chiarita successivamente…forse
    In realtà questo è un messaggio inutile, ma mi andava di scriverlo subito per essere chiaro 🙂 Spero vi piaccia

  8. Ciao, sono sincero questo non è esattamente il mio genere preferito ma il tuo racconto mi ha preso fin dalle prime righe. Mi piace molto il ritmo incalzante che hai dato al racconto, mi sembrava quasi di vedere un film mentre lo leggevo.
    Voto per il sito di contenimento tra le montagne, mi affascina di più come ambientazione. Se ti va di dirmi cosa ne pensi anche del mio racconto ti ringrazio. Intanto io aspetto il tuo seguito, alla prossima.

  9. Considerando il tipo di bestia che ho immaginato, direi che starebbe bene nel deserto. Bella l’alternanza dei punti di vista, più frequente in questo capitolo che nel precedente. Il capo si preoccupa troppo poco, esattamente come fanno tutti i personaggi destinati a morire male. Spero che lui non faccia eccezione! Ciao, a presto.

  10. Deserto. È un luogo più estremo e sono curioso di vedere come se la cava la nostra bestia.
    Bello, anche se devo ammettere che il primo capitolo mi è piaciuti un pò di più, gusto personale. Capacità interessante, ma ancora non sappiamo come sia fatta.
    Continua così!

  11. Ciao, bellissima la tua storia! Le parti dal punto di vista della bestia sono fantastiche, mi hanno fatto immedesimare sul serio in lei ahahah

    Vada per “Salterà addosso agli inservienti per scappare”, a presto!

  12. Sangue e lacrime. Sicuro di non essere tu la bestia, visto quello che hai prodotto nella prima parte?
    Davvero wow. Non ho capito se sta cosa è davvero un alieno o l’inserviente ha fatto una battuta.
    In ogni caso scappa grazie al…fuoco? Visto che l’hai nominato, non è che alla fine sputa fuoco?

    • Ciao! Ti ringrazio, mi ci sono impegnato molto. Tra l’altro ho notato che la bestia pensa in modo molto colto. Spero piaccia 😉
      Ha fatto una battuta comunque, lui non sa se è davvero un alieno o se è altro: l’ha detto come se fossw una cosa strana e basta.
      La Bestia può molto, forse sputa fuoco tra le altre cose

  13. Chissà perché, ma immaginavo che tutto non sarebbe stato poi così sicuro come volevi farci credere. Bellissima la scena iniziale, sei stato bravo a immedesimarti nell’alieno concentrandoti su tutte le sue sensazioni. Fugge seminando il panico, ma spero che non si cada in cose già viste come Godzilla e Jurassic Park.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi