La vita in disparte

L’incontro

Il pensiero era uno solo: casa, casa, casa.

Dal lunedì al venerdì era a lavorare a Bologna, ma nel tardo pomeriggio del venerdì Angelo poteva finalmente prendere il treno per tornare a casa sua a Livorno.  Il treno, come spesso succedeva, era arrivato in ritardo e l’ora di cena era passata da un po’, ma tutto questo non importava. Importava solo arrivare a casa.

Con questo pensiero si dirigeva verso casa, le mani in tasca, lo sguardo basso ad evitare il contatto con gli occhi di chicchessia, camminando rasente al muro. Per chiunque lo vedesse, Angelo Farra sarebbe sembrato solo un omone di 130 chili per un metro e novanta di altezza, più grosso che grasso, che camminava tranquillo e a passo veloce, pensando ai fatti suoi.

In realtà per Angelo ogni giorno era una lotta, una lotta infinita. Il suo mondo erano i numeri. Loro non tradivano mai, i risultati era certi e prevedibili. Non come le persone, le cui reazioni erano spesso imprevedibili, ed ancor più spesso, terrifiche. Gli unici posti in cui poteva stare al sicuro erano il suo ufficio e la sua casa. In mezzo c’era un percorso carico di ansia e di paure. A casa c’erano solo sua madre e suo fratello, non riusciva a guardarli negli occhi, ma poteva scambiare qualche parola: avevano imparato a parlare con lui con calma, alla giusta distanza, e con un basso volume di voce. In ufficio era stato più difficile, ma alla fine avevano capito come trattare con lui: solo poche persone potevano entrare nel suo ufficio e sempre con i modi dovuti. E poi erano gentili: gli portavano sempre dei problemi da risolvere, spesso banali ma, ogni tanto, ce n’era qualcuno interessante; e lui non esitava a risolverli sempre.

La via che stava percorrendo era piuttosto buia, ma oramai era arrivato. Aprì il portone, dirigendosi su per le scale: l’ascensore era piccolo, e lì dentro si sentiva soffocare. Inoltre c’era sempre il rischio che qualcuno salisse con lui e questo sarebbe stato un fardello troppo pesante da sopportare. Meglio fare le scale a piedi, in fondo erano solo quattro piani.

Aveva percorso quasi un piano quando sentì dei lamenti, dei mugolii, non capiva bene cosa proveniva dal piano di sopra. Sì fermò. – Forse è il caso di scendere al piano terra a prendere l’ascensore – pensò rigorosamente al “ tempo presente”, in quanto il futuro è un’equazione non calcolabile.

Stava giusto per girarsi quando sentì, con uno schiocco, il portone dell’ingresso che si apriva.

– Oh, no – pensò – non posso più né salire né scendere … –

– D’altronde non posso neanche restare qui, sicuramente qualcuno scende o magari sale. – Aveva imparato a dominarsi nelle situazioni di ansia, almeno fino ad un certo punto. Cercò di calmarsi e di pensare con lucidità: – Se scendo incontro sicuramente qualcuno e poi devo salire in ascensore con qualcuno. No, no. Allora salgo. Salgo veloce e non vedo nessuno. –

Detto, fatto. A passo veloce si incamminò su per le scale, arrivando in un attimo al piano superiore. Lì c’era una ragazza sdraiata sugli scalini, con addosso un individuo. La ragazza aveva il volto teso, le lacrime sul viso e cercava di liberarsi, sbracciando a destra e a sinistra. L’uomo le teneva una mano sulla bocca, premendola a terra, mentre con l’altra cercava di sbottonarle il vestito. All’arrivo di Angelo però saltò in piedi, non prima però di aver allungato un violento manrovescio alla ragazza.

– Di cosa ti impicci – urlò, con gli occhi fuori dalle orbite, prendendo Angelo per il bavero – Sparisci, imbecille! – continuò, cercando di spingerlo giù dalle scale, nonostante lui fosse probabilmente la metà del peso di Angelo. –

Nel prenderlo per il bavero, si avvicinò a pochi centimetri dalla faccia di Angelo. Con gli occhi iniettati di sangue cercava quelli dell’uomo che lo stava disturbando. Fino a che, alla fine, gli sguardi si incrociarono.

La ragazza stava piangendo a terra e i singhiozzi rimbombavano nelle orecchie di Angelo, ma quando incrociò gli occhi con il malvivente ebbe l’impressione che tutto si fermasse e che ci fosse il silenzio più assoluto.

Gli occhi, che sempre evitava, erano una finestra spalancata sul male. Trasudavano odio: ma non odio normale. Era lì concentrato l’Odio, con la “O” maiuscola. Quello era il “Male” che usciva da quell’individuo per prendere lui, per ghermirlo, farlo a pezzi, cuocerlo nel dolore eterno.

Fu la paura, o meglio il terrore, a salvarlo. Mosse un braccio per toglierselo dalla vista. Con la forza e la velocità dettata dal terrore.

La mossa era inaspettata ed il risultato non poté che essere quello di far volare giù dalle scale l’altra persona. La cattiveria non ha peso e 70 chili di massa fanno invece la differenza.

Nel frattempo il baccano provocato aveva sortito il suo effetto e varie porte stavano aprendosi. Angelo non stette ad aspettare e si precipitò in casa più il più velocemente possibile.

Qualcuno andrà a cercare Angelo a casa: chi?

  • Le Forze dell'Ordine? (23%)
    23
  • Il malfattore? (0%)
    0
  • La ragazza? (77%)
    77
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110 Commenti

  • Con colpevole ritardo, ho finalmente letto l’epilogo di questo avvincente racconto. Resta un senso di sospeso nel finale, che accende la curiosità e il desiderio per un sequel! Chissà cosa farà ora realmente Angelo della sua vita… in disparte
    Bello!

  • ho trovato geniale la sfumatura “dantesca” nel racconto, soprattutto il riflesso della nona bolgia dell’ottavo cerchio…..che non considererei la ciliegina sulla torta ma “la torta” stessa – la quale colora a ritroso tutta la storia conferendole un aspetto profondo….ma quello che mi chiedo ancora, e che suscita in me tanta curiosità…qual è il reale movente di Rodríguez? cosa lo spinge a tanto? e cosa prova realmente Angelo nei suoi confronti ? in attesa del prossimo episodio!

  • Ciao,
    Sono passata a dare una letta. Ho trovato interessante il tuo racconto, soprattutto per la dovizia di particolari legati al mondo del carcere e delle aule di tribunale. Se la polizia riesce a risolvere almeno un caso, in teoria, dovrebbe risolverli tutti, dato che è chiaro chi sia il mandante. Non mi piace il nome che hai dato all’ aggressore, pare che tu abbia voluto storpiare un altro cognome altrimenti riconoscibile. Forse il limite di battute ha giocato a tuo sfavore, in alcuni momenti ho notato un accelerare degli eventi.
    Tuttavia, nel complesso non è male.
    Aspetto il finale.

  • Era iniziata con una tenera storia di amore e si è trasformato in un calvario di un povero innocente con la giustizia italiana…. potevamo aspettarci un finale con la riconoscenza dell’innocenza e la condanna della giudice per gli errori commessi ma è stato escluso da eventi inaspettati. Cosa dire, non ci resta di aspettarci un finale a sorpresa da Burla che sorprenda tutti. Complienti per la trama e la fantasia ora ci aspettiamo un finale degno della stroria……

  • Davvero avvincente!!! Non vedo l’ora di leggere il finale… anche se, come per tutti i racconti che mi “rapiscono”, mi dispiacerà leggere l’ultima riga. Angelo suo malgrado è finito in un vortice di eventi nefasti e purtroppo si trova costretto a doversi difendere davanti ad una Giustizia ormai non più abituata, o quasi, a cercare la reale verità, bensì a farsi andare bene la prima verità comoda e di maggior impatto mediatico…

  • Probabilmente per Angelo non sarà facile rimanere fuori da questa storia. Lui lo ha capito e per questo non dormira’ sogni tranquilli. Anche se si è sempre sforzato di pensare il contrario non si fida piu della giustizia ed immagina gia’ come potrebbero evolvere le cose a seguito dell”omicidio del giudice. Forse sta pensando di sparire?

  • È un racconto che “prende” del tipo “voglio vedere come va a finire”… belli questi ommbroso protagonista…certo è un po’ forte il colpo di scena del triplice delitto… che fa “giustizia” delle ingiustizie… vedremo gli sviluppi…

  • Il senso di giustizia dovrebbe prevalere su tutti gli altri sentimenti. Eppure, seppur la maggior parte degli individui “regolati” da Rodríguez se lo meritasse (il giudice non credo, aveva solo applicato la legge per quelli che erano i fatti conosciuti…), viene quasi l’impressione che da tutto questo sbarazzarsi di persone “sporche”, più che favorire Angelo, lo metta ancora più nei guai.
    In attesa del prossimo avvincente capitolo. Bellissimo!

  • Buongiorno. Avendo una fobia prettamente sociale vorrà scusarmi se non pubblico il mio presente commento sul sito incipit ma volevo dirle che l’ultimo capitolo che ha scritto è straordinario in quanto mi ha trasmesso duemila pensieri ed emozioni.
    Mi ha coinvolto così tanto che mi sono riletto tutto dall’inizio e ho capito che sono irrimediabilmente razzista in quanto il soggetto cattivo l’ho sempre letto come Negris (negro = cattivo) e non Nergis (soggetto cattivo, nerboruto).
    E poi : perché Angelo non ha una figura paterna vicina e non si sa dove sia o cosa ha fatto?
    La figura – per me bellissima – di Rodriguez che si prende cura di un ragazzo fragile come è suo figlio che ha abbandonato mi ha fatto pensare molto e dirmi “ma MIO figlio ha una presenza concreta da parte mia ?”
    E via a pensare quello che è stato per me la figura paterna ora che anche io sono padre e via così……………………… DA MAL DI TESTA !!!!
    Anche il ritorno a casa di Angelo (anche se fatto passare in maniera troppo velata – lo so che 5.000 caratteri sono pochi) è una situazione già vissuta per molti, magari in frangenti diversi, ma che comunque ti apre testa e cuore su ciò che è o dovrebbe essere realmente la famiglia. Bello bello bello.
    Per finire in maniera molto onesta le dico che ho preso la decisione di non votare nessuna delle tre opzioni; non perché non mi piacciano ma perché spero che la sua storia continui con la sua vena .
    Grazie e a rileggerla presto.

  • Ciao, storia complessa, nulla di prevedibile, direi. Appena pensi di aver capito qualcosa, tutto cambia e ti sorprende. Aspetterò il seguito per intraprendere questo viaggio verso la verità. 😉
    Stavo cercando tra i gialli, è ciò in cui mi cimento adesso, e il tuo merita.
    Lo scontro prosegue in tribunale.

  • Ho letto i 4 episodi tutti d’un fiato, complice il tuo stile scorrevole, sensibile e avvincente al contempo.
    Attendo con ansia il prossimo episodio!
    Ho votato che Angelo resti in carcere; a parer mio anche questa esperienza potrebbe essere d’aiuto nel suo processo di “sblocco”.
    Complimenti 🙂

  • Ciao, bella e imprevedible la successione dei fatti. Pur sapendo dei limiti di spazio imposto avrei insistito sul rapporto tra i due personaggi. Per me deve continuare in tribunale per far uscire la verità. Bravo, compliementi. Ciao.

  • Ciao, secondo me la questione proseguirà in tribunale. Mi è piaciuta la scena del salvataggio reciproco tra i protagonisti, mentre ho trovato un po’ veloce il ritmo della parte successiva. Forse perché sono una lenta lenta che ha bisogno del suo tempo per accettare l’evolvere delle cose 🙂
    Bel colpo di scena l’arresto di Angelo… ma perchè non avevano fatto denuncia?
    Accidenti…
    A presto!

  • Ho trovato la prima parte un pochino meno scorrevole rispetto agli episodi precedenti, ma di contro mi è piaciuto il finale che mi ha spiazzato e mi ha suscitato un sentimento di rabbia. Attendo il 5° episodio e confido nella giustizia 🙂

  • Per il momento direi che proseguirà in tribunale. Bello il momento di ‘solidarietà’ tra i due in cui lo scampato pericolo fa sbocciare un sentimento e sblocca Angelo, anche se forse il cambiamento è un po’ troppo precipitoso.
    In rapida successione piazzi ‘nel frattempo’, ‘in quel momento’, ‘a quel punto’. Molte espressioni avverbiali di tempo, qualcuna, a mio parere, evitabile.
    Ciao

  • Ciao Burla, bello il racconto, avvincente che si lascia leggere in un attimo. Complimenti. Ho votato per lo scontro per rendere più avvincente la storia. Mi auguro che ci sia un proseguo positivo, in questo momento reale difficile abbiamo tutti bisogno di eroi positivi. Complimenti ancora. Ciao.

  • Ciao Burla,

    Di questo capitolo mi hanno spiazzato due cose: il farci sapere i nomi e cognomi in un modo a mio parere un po’ innaturale e i molti cambi di punti di vista: dall’aggressore, al pubblico, a Giusi, quindi a Romina. È una mia opinione personale, ovviamente, qualche volta trovo un po’ difficile seguire la lettura quando i cambi si susseguono così veloci.
    Rimarranno bloccati in casa.
    Aspetto di vedere come reagirà Angelo 🙂

    Ciao

  • Ciao Burla,
    incipit interessante. Ho votato le forze dell’ordine perchè qui comincia il giallo, da benefattore a malfattore. Scambiato per l’aggressore, anche dalla ragazza che lo accuserà di essere il malvivente, per il povero Angelo comincerà un calvario per provare la propria innocenza. Ma tutto è come sembra? Chi è la ragazza? Perchè proprio Angelo doveva imbattersi nel tentato stupro? Verrà arrestato o riuscirà a scappare? Una storia ricca di tensione e colpi di scena con un finale a sorpresa.
    Ho immaginato troppo? Buon lavoro.
    Luca

  • Salve, Burla, e benvenuto.
    Buon incipit, senza dubbio.Scritto in maniera semplice e senza troppi fronzoli.
    Ho votato per la ragazza, mi sembra la soluzione più ovvia.
    Le altre due si autoescludono a vicenda, infatti il malfattore, vedendosi trattato come un moscerino, non andrà di certo dalle forze dell’ordine 🙂
    Ciao e a presto.

  • La ragazza, anche se le forze dell’ordine sarebbe forse più logico, ma non vorrei turbare ulteriormente il povero Angelo con la brusca irruzione della Benemerita.
    Molto piacevole questo incipit e ben tratteggiata la “particolarità” di Angelo, mi è molto piaciuto il dettaglio sul “tempo rigorosamente presente”.
    Speriamo che il mondo che irrompe nella sua vita non gli faccia troppo male.
    Benvenuto, un vero piacere leggerti.

  • Buon inizio, potrebbe sviluppare 2 storie in parallelo, una d’amore con la ragazza che riesce a guarire Angelo dalla sua continua paura e diffidenza, e l’altro il vero giallo per trovare il violentatore che poi si scopre ……

  • La ragazza, ha un debito.
    Buonasera, burla.
    Mi è veramente piaciuto questo incipit e trovo che tu abbia descritto efficacemente e in modo non banale il tuo protagonista. Mi ha ricordato un po’ “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”. In effetti quella che stai descrivendo , se non è una personalità border line è almeno Asperger o autistica. Mi ha colpito anche questa associazione tra immaginare il futuro e ‘risolvere un’equazione’, la ritengo molto vera, sia pure in senso lato e ci rifletto spesso quando mi capita di non riuscire a prendere una decisione. 😀
    Benvenuto, vedo che sei nuovo ed è un onore per me lasciarti il tuo primo (forse) commento. È sicuro che ne riceverai moltissimi altri.

    Ciao ciao

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