La vita in disparte

Dove eravamo rimasti?

Il caos sembra prendere campo. Riuscirà a distruggere Angelo? Angelo riuscirà a restare fuori dal caos? (63%)

Epilogo

Quella notte Angelo non riuscì a render sonno. Restava sdraiato nel letto, immobile, gli occhi chiusi ma nella sua testa tutti gli eventi si erano messi a girare vorticosamente.

E alla fine avevano preso posto. Ogni tassello si era messo in ordine, come fossero numeri. Bene ordinati dal più piccolo al più grande.

Aveva preso senso l’atteggiamento di Rodriguez in carcere, che lo trattava come un figlio. Le sue parole, il suo pentimento per quanto non fatto in passato. – Adesso aveva agito. Oh sì, se aveva agito! –

In carcere nessuno lo aveva infastidito perché lui lo proteggeva. Ma anche dopo aveva continuato a proteggerlo. A modo suo, chiaramente.

Adesso vedeva chiaramente l’ordine delle cose. Prima i giornalisti e Nergis. Poi testimoni di Nergis. Ed infine la giudice. Ed ognuno di loro con un chiaro messaggio. La lingua mozzata e messa in bocca per chi aveva parlato a sproposito o aveva mentito. La testa girata per chi aveva giudicato male …

Ma adesso lui cosa doveva fare? Doveva tradire chi aveva agito, anche se male, per proteggerlo? Oppure doveva tacere e proteggere un assassino?

E non poteva neanche confidarsi con qualcuno.

– No, non posso chiedere consiglio a qualcuno – pensò – Non è giusto scaricare questo peso su qualcun altro. Devo essere io a decidere! –

Passarono diversi giorni senza che Angelo riuscisse a prendere una qualche decisione. Era scostante e di cattivo umore, ed i suoi non riuscivano a capirne le vere ragioni. Ma il suo umore era destinato a peggiorare perché di lì a poco ricevette una convocazione dalla DIA.

Questa volta ad interrogarlo fu un tenente della DIA. Un omone ancora più grosso di lui e che in pochi giorni sembrava aver capito più di tutti quelli che lo avevano preceduto.

Dalle domande risultava chiaro che aveva collegato le diverse morti. Aveva anche ipotizzato un collegamento con la sua permanenza in carcere: – Mi dica sig. Farra, in carcere ha stretto amicizia con qualcuno? –

Prima di rispondere Angelo aspettò un’occhiata di assenso dal suo avvocato poi: – No, non direi. Ho cercato di restare in disparte il più possibile. –

– E non ha legato con nessuno? Non è diventato amico di nessuno? –    – No. Le ripeto, cercavo di evitare il più possibile problemi. –

Dubbio amletico. – parlare o non parlare? Cosa doveva fare? –

  – Da informazioni raccolte, sembra che lei abbia goduto di protezione in carcere. –

– Davvero? Non saprei. Non ho pagato nessuno e non ho chiesto niente a nessuno. Credevo di essere stato abile ad evitare problemi … –

-Perché invece sembrerebbe che lei sia diventato amico di qualcuno, all’interno del carcere. –

– Ma …, le dico di no –

A quel punto intervenne l’avvocato: – Tenente, il mio cliente le ha già risposto in modo inequivocabile. Vorrei anche precisare che non ha legami con la malavita. Non ne ha mai avuto in passato. Non frequenta quelle persone. Risulta poco credibile che in poco tempo e per chissà quale miracolo possa essersi fatto degli amici all’interno del carcere. Inoltre, a conferma dei fatti, non ci sono stati successivi contatti con alcun detenuto né con loro emissari.

–Sarà … – proseguì il tenente – semmai affronteremo l’argomento un‘altra volta. –

Non ci fu un altro interrogatorio e l’argomento rimase quindi in sospeso. Allo stesso modo in cui rimase in sospeso l’amletico dubbio di Angelo: – Parlare o non parlare? –

In seguito l’avvocato venne a conoscenza di un incidente occorso in carcere. Un detenuto cadendo, da solo, si era troncato la lingua con un morso. Ma non era un fatto di particolare interesse per cui neanche pensò di riferirlo ad Angelo.

Quello che non sapeva l’avvocato era che al detenuto, trasportato in ospedale erano riusciti a riattaccare la lingua, per cui tutto sembrava finito bene. Se non che, il detenuto era un informatore della DIA. Informatore che però decise di interrompere lì la sua carriera.

Persino il tenente, tenace ed ostinato segugio, dovette arrendersi all’evidenza dell’impossibilità di dimostrare qualcosa.

Angelo invece non riuscì a prendere una decisione per lungo tempo. Non se la sentiva di tradire Rodriguez. Pur sbagliando l’aveva fatto per proteggerlo. Per aiutarlo!

Però non poteva lasciar correre. Era suo dovere riferire tutto alle autorità. Quelle autorità che ancora lo stavano perseguendo per qualcosa che non aveva fatto … Già, perché anche la sua storia non era ancora finita: c’era ancora l’ultimo processo da affrontare.

Più passava il tempo e più diventava difficile per Angelo andare dalle autorità. Ovviamente avrebbe anche dovuto spiegare perché aveva atteso così a lungo.

Col passar del tempo però il senso di colpa perdeva la sua forza. Continuava a farsi “la domanda”, ma senza più quel torcere di budella, quel dolore allo stomaco. Infine, pur senza confessarselo, non decidendo … aveva deciso. Non avrebbe fatto nulla. A meno che Rodriguez non avesse fatto del male a qualcun altro. Allora non avrebbe pensato alle conseguenze. Sarebbe andato a raccontare tutto. A qualunque costo!

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110 Commenti

  • Con colpevole ritardo, ho finalmente letto l’epilogo di questo avvincente racconto. Resta un senso di sospeso nel finale, che accende la curiosità e il desiderio per un sequel! Chissà cosa farà ora realmente Angelo della sua vita… in disparte
    Bello!

  • ho trovato geniale la sfumatura “dantesca” nel racconto, soprattutto il riflesso della nona bolgia dell’ottavo cerchio…..che non considererei la ciliegina sulla torta ma “la torta” stessa – la quale colora a ritroso tutta la storia conferendole un aspetto profondo….ma quello che mi chiedo ancora, e che suscita in me tanta curiosità…qual è il reale movente di Rodríguez? cosa lo spinge a tanto? e cosa prova realmente Angelo nei suoi confronti ? in attesa del prossimo episodio!

  • Ciao,
    Sono passata a dare una letta. Ho trovato interessante il tuo racconto, soprattutto per la dovizia di particolari legati al mondo del carcere e delle aule di tribunale. Se la polizia riesce a risolvere almeno un caso, in teoria, dovrebbe risolverli tutti, dato che è chiaro chi sia il mandante. Non mi piace il nome che hai dato all’ aggressore, pare che tu abbia voluto storpiare un altro cognome altrimenti riconoscibile. Forse il limite di battute ha giocato a tuo sfavore, in alcuni momenti ho notato un accelerare degli eventi.
    Tuttavia, nel complesso non è male.
    Aspetto il finale.

  • Era iniziata con una tenera storia di amore e si è trasformato in un calvario di un povero innocente con la giustizia italiana…. potevamo aspettarci un finale con la riconoscenza dell’innocenza e la condanna della giudice per gli errori commessi ma è stato escluso da eventi inaspettati. Cosa dire, non ci resta di aspettarci un finale a sorpresa da Burla che sorprenda tutti. Complienti per la trama e la fantasia ora ci aspettiamo un finale degno della stroria……

  • Davvero avvincente!!! Non vedo l’ora di leggere il finale… anche se, come per tutti i racconti che mi “rapiscono”, mi dispiacerà leggere l’ultima riga. Angelo suo malgrado è finito in un vortice di eventi nefasti e purtroppo si trova costretto a doversi difendere davanti ad una Giustizia ormai non più abituata, o quasi, a cercare la reale verità, bensì a farsi andare bene la prima verità comoda e di maggior impatto mediatico…

  • Probabilmente per Angelo non sarà facile rimanere fuori da questa storia. Lui lo ha capito e per questo non dormira’ sogni tranquilli. Anche se si è sempre sforzato di pensare il contrario non si fida piu della giustizia ed immagina gia’ come potrebbero evolvere le cose a seguito dell”omicidio del giudice. Forse sta pensando di sparire?

  • È un racconto che “prende” del tipo “voglio vedere come va a finire”… belli questi ommbroso protagonista…certo è un po’ forte il colpo di scena del triplice delitto… che fa “giustizia” delle ingiustizie… vedremo gli sviluppi…

  • Il senso di giustizia dovrebbe prevalere su tutti gli altri sentimenti. Eppure, seppur la maggior parte degli individui “regolati” da Rodríguez se lo meritasse (il giudice non credo, aveva solo applicato la legge per quelli che erano i fatti conosciuti…), viene quasi l’impressione che da tutto questo sbarazzarsi di persone “sporche”, più che favorire Angelo, lo metta ancora più nei guai.
    In attesa del prossimo avvincente capitolo. Bellissimo!

  • Buongiorno. Avendo una fobia prettamente sociale vorrà scusarmi se non pubblico il mio presente commento sul sito incipit ma volevo dirle che l’ultimo capitolo che ha scritto è straordinario in quanto mi ha trasmesso duemila pensieri ed emozioni.
    Mi ha coinvolto così tanto che mi sono riletto tutto dall’inizio e ho capito che sono irrimediabilmente razzista in quanto il soggetto cattivo l’ho sempre letto come Negris (negro = cattivo) e non Nergis (soggetto cattivo, nerboruto).
    E poi : perché Angelo non ha una figura paterna vicina e non si sa dove sia o cosa ha fatto?
    La figura – per me bellissima – di Rodriguez che si prende cura di un ragazzo fragile come è suo figlio che ha abbandonato mi ha fatto pensare molto e dirmi “ma MIO figlio ha una presenza concreta da parte mia ?”
    E via a pensare quello che è stato per me la figura paterna ora che anche io sono padre e via così……………………… DA MAL DI TESTA !!!!
    Anche il ritorno a casa di Angelo (anche se fatto passare in maniera troppo velata – lo so che 5.000 caratteri sono pochi) è una situazione già vissuta per molti, magari in frangenti diversi, ma che comunque ti apre testa e cuore su ciò che è o dovrebbe essere realmente la famiglia. Bello bello bello.
    Per finire in maniera molto onesta le dico che ho preso la decisione di non votare nessuna delle tre opzioni; non perché non mi piacciano ma perché spero che la sua storia continui con la sua vena .
    Grazie e a rileggerla presto.

  • Ciao, storia complessa, nulla di prevedibile, direi. Appena pensi di aver capito qualcosa, tutto cambia e ti sorprende. Aspetterò il seguito per intraprendere questo viaggio verso la verità. 😉
    Stavo cercando tra i gialli, è ciò in cui mi cimento adesso, e il tuo merita.
    Lo scontro prosegue in tribunale.

  • Ho letto i 4 episodi tutti d’un fiato, complice il tuo stile scorrevole, sensibile e avvincente al contempo.
    Attendo con ansia il prossimo episodio!
    Ho votato che Angelo resti in carcere; a parer mio anche questa esperienza potrebbe essere d’aiuto nel suo processo di “sblocco”.
    Complimenti 🙂

  • Ciao, bella e imprevedible la successione dei fatti. Pur sapendo dei limiti di spazio imposto avrei insistito sul rapporto tra i due personaggi. Per me deve continuare in tribunale per far uscire la verità. Bravo, compliementi. Ciao.

  • Ciao, secondo me la questione proseguirà in tribunale. Mi è piaciuta la scena del salvataggio reciproco tra i protagonisti, mentre ho trovato un po’ veloce il ritmo della parte successiva. Forse perché sono una lenta lenta che ha bisogno del suo tempo per accettare l’evolvere delle cose 🙂
    Bel colpo di scena l’arresto di Angelo… ma perchè non avevano fatto denuncia?
    Accidenti…
    A presto!

  • Ho trovato la prima parte un pochino meno scorrevole rispetto agli episodi precedenti, ma di contro mi è piaciuto il finale che mi ha spiazzato e mi ha suscitato un sentimento di rabbia. Attendo il 5° episodio e confido nella giustizia 🙂

  • Per il momento direi che proseguirà in tribunale. Bello il momento di ‘solidarietà’ tra i due in cui lo scampato pericolo fa sbocciare un sentimento e sblocca Angelo, anche se forse il cambiamento è un po’ troppo precipitoso.
    In rapida successione piazzi ‘nel frattempo’, ‘in quel momento’, ‘a quel punto’. Molte espressioni avverbiali di tempo, qualcuna, a mio parere, evitabile.
    Ciao

  • Ciao Burla, bello il racconto, avvincente che si lascia leggere in un attimo. Complimenti. Ho votato per lo scontro per rendere più avvincente la storia. Mi auguro che ci sia un proseguo positivo, in questo momento reale difficile abbiamo tutti bisogno di eroi positivi. Complimenti ancora. Ciao.

  • Ciao Burla,

    Di questo capitolo mi hanno spiazzato due cose: il farci sapere i nomi e cognomi in un modo a mio parere un po’ innaturale e i molti cambi di punti di vista: dall’aggressore, al pubblico, a Giusi, quindi a Romina. È una mia opinione personale, ovviamente, qualche volta trovo un po’ difficile seguire la lettura quando i cambi si susseguono così veloci.
    Rimarranno bloccati in casa.
    Aspetto di vedere come reagirà Angelo 🙂

    Ciao

  • Ciao Burla,
    incipit interessante. Ho votato le forze dell’ordine perchè qui comincia il giallo, da benefattore a malfattore. Scambiato per l’aggressore, anche dalla ragazza che lo accuserà di essere il malvivente, per il povero Angelo comincerà un calvario per provare la propria innocenza. Ma tutto è come sembra? Chi è la ragazza? Perchè proprio Angelo doveva imbattersi nel tentato stupro? Verrà arrestato o riuscirà a scappare? Una storia ricca di tensione e colpi di scena con un finale a sorpresa.
    Ho immaginato troppo? Buon lavoro.
    Luca

  • Salve, Burla, e benvenuto.
    Buon incipit, senza dubbio.Scritto in maniera semplice e senza troppi fronzoli.
    Ho votato per la ragazza, mi sembra la soluzione più ovvia.
    Le altre due si autoescludono a vicenda, infatti il malfattore, vedendosi trattato come un moscerino, non andrà di certo dalle forze dell’ordine 🙂
    Ciao e a presto.

  • La ragazza, anche se le forze dell’ordine sarebbe forse più logico, ma non vorrei turbare ulteriormente il povero Angelo con la brusca irruzione della Benemerita.
    Molto piacevole questo incipit e ben tratteggiata la “particolarità” di Angelo, mi è molto piaciuto il dettaglio sul “tempo rigorosamente presente”.
    Speriamo che il mondo che irrompe nella sua vita non gli faccia troppo male.
    Benvenuto, un vero piacere leggerti.

  • Buon inizio, potrebbe sviluppare 2 storie in parallelo, una d’amore con la ragazza che riesce a guarire Angelo dalla sua continua paura e diffidenza, e l’altro il vero giallo per trovare il violentatore che poi si scopre ……

  • La ragazza, ha un debito.
    Buonasera, burla.
    Mi è veramente piaciuto questo incipit e trovo che tu abbia descritto efficacemente e in modo non banale il tuo protagonista. Mi ha ricordato un po’ “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”. In effetti quella che stai descrivendo , se non è una personalità border line è almeno Asperger o autistica. Mi ha colpito anche questa associazione tra immaginare il futuro e ‘risolvere un’equazione’, la ritengo molto vera, sia pure in senso lato e ci rifletto spesso quando mi capita di non riuscire a prendere una decisione. 😀
    Benvenuto, vedo che sei nuovo ed è un onore per me lasciarti il tuo primo (forse) commento. È sicuro che ne riceverai moltissimi altri.

    Ciao ciao

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