Missione Astrolabio

Dove eravamo rimasti?

Dove sta andando Esther? sta tornando sulla Terrà? (57%)

Il paradosso

A pensarci bene, la situazione in cui mi trovavo era davvero paradossale, pensò Esther mentre cercava di estrarre dal PC della sonda tutte le informazioni di cui aveva bisogno per cercare di capire perché si trovasse in quella assurda situazione.

La razionalità escludeva assolutamente che una persona “istruita” come lei avesse potuto infilarsi in un progetto così assurdo, sopratutto essendo una astrofisica e sapendo benissimo quale erano i rischi e le probabilità di successo.

Le informazioni che il computer dava erano per il momento assolutamente inutili sul piano delle risposte che si aspettava, almeno su quelle necessarie a stabilire in che punto si trovava dell’universo e il perché il computer avesse deciso di svegliarla proprio ora e non prima, ma ad un tratto un pensiero pericoloso cominciò a farsi breccia fra i molti che turbinavano per la sua testa, calamitando l’attenzione e tutta la mente di Esther.

Era uno di quei pensieri che arrivano così per caso e che ti costringono a seguirne il corso, ad andare oltre per vedere fino a dove vogliono andare a cascare, fino a dove sono in grado di condurti.

Se il potente PC della sonda confermava che eravamo nel viaggio di ritorno, sicuramente la missione è stata compiuta e perciò il famoso messaggio captato ormai 90 anni fa al SETI poteva essere stato registrato e in qualche modo questo aveva contributo al successo della missione. Se davvero ci trovavamo sul viaggio di ritorno, voleva dire che nei microprocessori del computer doveva allora esserci la perla più preziosa della Fisica, l’equazione in grado di coniugare meccanica quantistica e relatività, quella che i suoi colleghi a suo tempo denominavano “gravità quantistica” e che i media chiamavano impropriamente Teoria del Tutto. Non poteva essere altrimenti affinché avesse potuto sopravvivere alla spaventosa gravità di Sagittarius A che la avrebbe resa sottile come uno spaghetto e smembrata in particelle subatomiche ormai impacchettate nella singolarità del buco nero. Doveva por forza esserci stata la risposta a tale quesito, come doveva esserci per forza la formula per la creazione della tanto studiata Materia Esotica, quella specie di materia in grado di contrastare la gravità e permettere alla materia ordinaria di resistere alla forza attrattiva della materia e di infilarsi dentro un possibile cunicolo. Se non fosse stato così, cosa altro avrebbe potuto salvarla da Sagittarius A?

Un’altra cosa poi non tornava nei suoi calcoli; il viaggio per arrivare al centro della galassia alla velocità della luce e per tornare sulla Terra, necessitava di almeno 100 migliaia di anni e lei era solo distante 90 anni dalla data di partenza, un nulla in proporzione alla grandezza necessaria. Che cosa poteva aver dato questo risultato? I calcoli secondo quello che viene conosciuto come il paradosso dei gemelli non era sufficiente a spiegare tutto. Ed ecco il pensiero terribile: l’unica spiegazione possibile doveva essere quella in cui la teoria scoperta avesse permesso alla sonda di coprirsi di materia esotica, di aver curvato lo spazio tempo e di aver potuto essere respinta dal buco nero di nuovo verso casa, compiendone un’orbita vicinissima all’orizzonte degli eventi per poi essere schizzata via ad una velocità superiore a quella della luce.

Se questo fosse vero allora lei stava tornando sulla Terra solo ad una velocità oltre la luce e quindi viaggiando indietro nel tempo, Solo così poteva spiegarsi tutto. Ma mancando solo 90 anni all’arrivo, la Terra era vicina; sarebbe atterrata proprio il giorno e il momento esatto in cui era partita. Tirò un sospiro di sollievo, quello che stava guardando era il suo futuro, a conferma del fatto che il tempo era solo una illusione e che l’universo altro non era che un struttura quadridimensionale in cui il tempo ne era cristallizzato e lo scorrere delle lancette non poteva che essere il semplice susseguirsi di attimi di “presente”, un po’ come avviene nei film dove l’illusione del movimento è solo il rapido susseguirsi di fotogrammi. In questo momento stava riavvolgendo il film della sua vita e il tempo visto all’inverso aveva la stessa sensazione che nel verso opposto. Nessuna differenza, aveva solo cambiato il verso del cammino e il suo orologio al polso confermava questo fatto; camminava in senso anti-orario.

Un attimo ancora e la Terra sarebbe stata lì…. ma come sarebbe stato “atterrare”, si sarebbe ricordata tutto o avrebbe ripreso a vivere al contrario? Un lampo di luce la avvolse e si svegliò di nuovo…

Cosa decide di fare Esther di nuovo sulla Terra?

  • si accorge che nulla è mai successo? (14%)
    14
  • rientrare in un nuovo paradosso (71%)
    71
  • ripartire nuovamente (14%)
    14
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31 Commenti

  1. Ciao papà,
    Allora, la mia mente ha sostituito questo capitolo con un gigantesco punto interrogativo. Lo so che io ci capisco molto meno di te rispetto a questi argomenti, ma in questo capitolo non ho capito molto… Ok, un capitolo scritto un po’ male qua e là può succedere, ma se continui così perdo pezzi della storia!
    Però devo farti i complimenti per la parte di “storia” dove si racconta qualcosa di Esther, non si è ancora capito nulla di lei, chi è e cosa faceva prima imbattersi nella Missione Astrolabio. Anche se questo è più un saggio che una storia ci deve essere una trama.
    Ci sono un po’ di refusi qui e lì, ma può succedere. 🙂
    La prossima volta potresti usare una lingua che capiscono anche i comuni mortali? Grazie.
    Ciao papà. 🙂

  2. viene proiettata in una nuova dimensione temporale. Troppo bella per non votarla ^_^

    Le spiegazioni fantascientifiche mi piacciono sempre ^_^
    Ma questa è quella che mi è piaciuta di più:
    ——————————–
    Era per questo che i colleghi fisici non avevano trovato evidenze di universi paralleli dove regnassero fisiche differenti; noi vediamo con gli occhi del nostro universo e ci è impedito di vedere ciò che si muove fuori di esso e non risponde alle stessa matrice matematica.
    ———————————-

    Ciao 🙂

  3. bravo blackhole, scrivi bene, la tua storia è interessante e ricca di contenuti che però, per miei limiti , fatico a comprendere a fondo. Mi sembra che ci si diverte a giocare agli scrittori. Quante belle storie. Bella l’idea di chi ha creato sto sito, complimenti a tutti, scrittori e inventori!

  4. Non so bene cosa tu intenda ma l’opzione nuovo paradosso mi ispira più delle altre.
    Ciao blackhole,
    Interessante questo secondo capitolo. Anche originale. Se ho ben capito, Esther sta viaggiando a ritroso nel tempo, nello stesso percorso del viaggio di andata, o meglio, ripercorrendo proprio gli stessi ‘fotogrammi’ di tempo al contrario. Molto interessante.
    Una cosa che avrei evitato, ma si tratta di gusto personale, è l’orologio che gira al contrario: visto che per Esther (Ester? Non Rachel?) il tempo localmente scorre nella direzione solita (altrimenti dovrebbe essere ripercorrere a ritroso tutto ciò che ha fatto nel viaggio di andata, quindi dimenticare via via ciò che ha vissuto), perché invece l’orologio dovrebbe andare al contrario? Ma è solo una mia pignoleria, l’idea è interessante.

    Ciao a presto

  5. Nel secondo capitolo non ho capito se racconta Esther o un narratore a parte. E come al solito non ho capito gran che dei ragionamenti dell’astrofisica, ma sicuramente ho capito di più grazie alle tue spiegazioni.
    è bella la storia, spero che con il tempo riuscirò a capire un po’ più cose sui buchi neri e lo spazio tempo.
    Complimenti papà! 😉

  6. Caio, Blackhole.
    Credo che entrerei in un nuovo paradosso se studiassi questi fenomeni non potrei mai arrendermi. Scritto in modo molto scorrevole, si segue e si legge che è un piacere. Sono di parte perchè sull’argomento ho decine di dispense, tesi e teoremi, e non potevo non notarti e venire a leggerti 😉
    poi adesso che ho messo insieme i pezzi… farò visita anche alle storie dei tuoi figli 😉 è fantastico scrivere tutti insieme, nessuno condivide con me questa passione, in casa non mi hanno mai letta… bravi voi, continuate così! 😉
    seguo la tua storia e aspetto con ansia il seguito.

  7. Ciao blackhole! (nome suggestivo, mi piace 😉 ) Ho appena finito di leggere i primi due capitoli della tua storia. Premetto di essere anch’io una new entry di questa piattaforma di scrittura, per cui non sono ancora molto esperto su come “funzionano” le cose tra inter-scrittori.
    Personalmente, come profondo amante della fantascienza “hard” (quella cioè scientificamente corretta e ragionata) devo dire che mi ha entusiasmato molto questo racconto! Sagittarius A, la teoria del tutto (o M-theory se preferisci 😉 ), la materia esotica del viaggio superluminale! Ecco! Sono proprio questi i dettagli che mi appassionano.
    Il mio giudizio è ovviamente di parte, essendo un estimatore del genere!
    Voto “riparte nuovamente”, mi piacciono le avventure nello spazio alla “Interstellar”, voglio vederne delle belle 😀
    A presto!
    Zaion.

  8. Ciao, devo dire che il racconto è abbastanza classico e mi ha ricordato vari film/libri di fantascienza che ho letto (è uno dei miei generi preferiti) però è scritto davvero bene e sono curioso di sapere come si evolverà la storia. Voto per il ritorno sulla Terra.

    PS: se hai tempo e voglia passa da me per un commento 😉

  9. Ciao!
    Non lo sapevo che anche l’altro figlio scrive su questo sito… dove trovo la sua storia?
    siete tutti nella fantascienza?
    Se un giorno avrò tempo anche io inizierò a scrivere, ma ora non se puede…
    ciao ciao

  10. Bravo papà!
    Sei riuscito finalmente a buttar fuori tutta la tua passione sui buchi neri in un unica storia, non credevo che fossi così bravo, ma non c’è da stupirsi: tutta la tua vita l’hai passata su libri e fisica (o quasi). Alcune parti non le capisco, ma credo che sia perché non è proprio la mia passione la fisica quantistica. 🙂 Ero sicura che saresti riuscito a raccontare una bella storia! 😉

  11. Tra le tre opzioni, scelgo sta tornando sulla Terra, non voglio il sogno e non mi sembra giusto che vaghi senza meta.
    Buonasera blackhole.
    Sai che ho come l’impressione di aver letto qualcosa dei tuoi figli? Una scrive di simpatici E.T. e l’altro di neve, mi sbaglio? Se è così, complimenti, la grandicella ha una scrittura già molto matura e il piccolino la segue a ruota. Ho anche commentato la grande, ma non lo farò più, nonostante continui a leggerla, preferisco che le appaiano commenti di autori che scrivono racconti più adatti del mio alla sua età. O magari mi sbaglio, e allora scusa.
    Il tuo incipit è interessante: buchi neri supermassivi, entanglement quantistico. Teoria del Tutto… che pessimo nome per una teoria. Sarà perché non esiste ancora. Che io sappia, l’hanno preso sul serio solo gli sceneggiatori del film omonimo.
    A mio parere, il tuo stile è pulito e abbastanza scorrevole. In alcuni punti si soffre per periodi forse un po’ troppo lunghi. Ad esempio, la prima frase avrebbe forse acquistato più pathos e ritmo dividendola. Alcuni periodi potrebbero essere resi in modo più chiaro, tipo
    Cominciai a digitare sui tasti della tastiera porgendo le prime domande di senso che mi balenavano in testa.
    O anche
    Nonostante il grande entusiasmo, non si capiva come un messaggio con un apparente senso compiuto stesse vagando casualmente e proveniente proprio dal centro di essa.

    Per il resto, sono curioso! 😀
    Ecco, mi sono presentato, spero di non esserti risultato sgradevole: quando posso esprimo la mia modesta opinione, nella convinzione che il confronto aiuti a crescere.

    Ciao a presto

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