Missione Astrolabio

Dove eravamo rimasti?

Cosa decide di fare Esther di nuovo sulla Terra? rientrare in un nuovo paradosso (71%)

Il punto di partenza

“Eccoci, di nuovo a casa”- pensò Esther non appena terminato il bagliore che la aveva investita nel suo viaggio di ritorno a ritroso nel tempo. Non aveva il coraggio di aprire gli occhi, o forse la retina dei propri occhi faceva ancora fatica ad accomodarsi per trasmettere le giuste informazioni alla corteccia sensoriale e dare all’encefalo la forma della luce che raccoglieva. Fu necessario qualche minuto, ma sembrava che tutto stesse tornando alla normalità; aprì gli occhi e cercò di capire dove fosse ritornata.

Uno sguardo intorno e quanto appariva era simile al momento antecedente al bagliore, solo che il suo orologio segnava esattamente il 25 dicembre 2011, il momento in cui era partita dalla rampa di lancio della stazione spaziale cinese in tutto segreto.

Cercando di recuperare le poche energie a disposizione, senza aver la minima idea del perchè il suo istitnto le stesse dando un segnale tanto categorico, si lancio fulmineamente su un grosso pulsante rosso che aveva sopra scritto STOP, e che a suo tempo le era stato comunicato essere l’unico modo di interrompere il conto alla rovescia del lancio. Non sapeva ancora dove fosse e cosa stesse succedendo, ma aveva la certezza che questa azione la avesse salvata da qualcosa di assolutamente paradossale. Per lo meno ora poteva prendersi qualche momento di pausa, osservarsi intorno e comprendere quale fosse la nuova situazione in cui era precipitata.

La voce del PC androide che aveva accanto chiedeva con insistenza la motivazione della sospensione del lancio, indicando le coordinate spaziali e temporali in cui si trovavano;  era al punto di partenza.

Un brivido freddo percorse la sua schiena, giacchè ora sarebbe stato difficile comprendere se quanto presente nella sua memoria fosse solo stato il frutto di un’allucinazione molto vivida o se invece poteva in qualche modo essere “vero”, sapendo che ormai che il senso di questa parola non poteva più essere lo stesso di prima. Ricordava infatti molto nitidamente che era stata selezionata per questa missione in quanto massima esperta della natura dei tachioni, quelle ipotetiche particelle subatomiche con una natura quantistica ambigua massa/onda in grado di superare il limite invalicabile della velocità della luce. Era quello il campo dove l’effetto era antecendente alla causa e dove il senso ultimo del libero arbitrio, tanto caro ai suoi amici filosofi, andava in frantumi. Se era vero il suo viaggio di ritorno, allora il tachione esisteva. Ma le conseguenze erano anche altre: allora il tempo non esisteva e la volontà esercitata dall’uomo era solo l’illusione di una coscienza che non poteva risiedere nella dinamica elettrica dei nostri neuroni, ma nelle leggi eterne della Fisica. Insomma, la assenza del tempo come concepito dalla fisica mandava in soffita tutto il concetto del divenire della cose; tutte le realtà e le possibili azioni pensate esistevano da sempre, era solo la probabilità quantistica a determinare quale sentiero fosse “proiettato” nella mente di ognuno. Nel suo caso l’obiettivo della missione era stato antecedente alla partenza e decidere di ripartire per la stessa missione la avrebbe condannata a ripercorrere lo stesso film avanti e indietro all’infinito, senza via di scampo. L’unico modo che le rimaneva per uscire da questo loop era quello di avviare un nuovo sentiero, sfruttando quello che i suoi colleghi di lavoro chiamavano “effetto tunnel”, ossia la possibilità per una particella o una onda di sfruttare la propria non località per far avverare una evento meno probabile e magari trovarsi anche al di la di un “muro” insormontabile. Se perciò il libero arbitrio umano non esisteva ed esisteva solo la meccanica e la probabilità quantistica, allora il gesto di pigiare il tasto dello stop la aveva proiettata in un nuovo corso; solo non sapeva dove.

Le rimaneva un dubbio finale; cosa era allora la memoria e la coscienza di sé che ancora le stava parlando nell testa e che la aveva salvata dal circolo infinito del viaggio al Centro di Saggittarius A? La razionalità di scienziata la obbligava a cercarsi una risposta logica che potesse essere coerente con quanto conosceva, ma purtroppo le era impossibile arrivare ad una conclusione. Le mancavano quelle informazioni raccolte al culmine della missione Astrolabio, il messaggio segreto che aveva dato avvio a tutto questo. Quel messaggio, come tutto il resto, da sempre risiedeva nelle pieghe delle spazio tempo quadridimensionale in cui ormai era convinta di muoversi. Forse quel messaggio era l’unica risposta in grado di controllare i sentieri della proporia esistenza e di arrivare alla coscienza intima dell’universo. Scoprire questo era come riuscire a svelare l’essenza ultima di Dio e scoprire le carte di questo inquietante gioco dove non si capisce se essere prede o predatori.

Nel frattempo non avendo avuto risposte il PC della sonda terminò il conto alla rovescia, lasciando Esther di nuovo in preda alla spinta di un nuovo lancio.

dove viene rilaciata Esther?

  • in una realtà parellala? (33%)
    33
  • in un nuovo percorso ignoto? (17%)
    17
  • di nuovo al centro della galassia? (50%)
    50
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31 Commenti

  1. Ciao papà,
    Allora, la mia mente ha sostituito questo capitolo con un gigantesco punto interrogativo. Lo so che io ci capisco molto meno di te rispetto a questi argomenti, ma in questo capitolo non ho capito molto… Ok, un capitolo scritto un po’ male qua e là può succedere, ma se continui così perdo pezzi della storia!
    Però devo farti i complimenti per la parte di “storia” dove si racconta qualcosa di Esther, non si è ancora capito nulla di lei, chi è e cosa faceva prima imbattersi nella Missione Astrolabio. Anche se questo è più un saggio che una storia ci deve essere una trama.
    Ci sono un po’ di refusi qui e lì, ma può succedere. 🙂
    La prossima volta potresti usare una lingua che capiscono anche i comuni mortali? Grazie.
    Ciao papà. 🙂

  2. viene proiettata in una nuova dimensione temporale. Troppo bella per non votarla ^_^

    Le spiegazioni fantascientifiche mi piacciono sempre ^_^
    Ma questa è quella che mi è piaciuta di più:
    ——————————–
    Era per questo che i colleghi fisici non avevano trovato evidenze di universi paralleli dove regnassero fisiche differenti; noi vediamo con gli occhi del nostro universo e ci è impedito di vedere ciò che si muove fuori di esso e non risponde alle stessa matrice matematica.
    ———————————-

    Ciao 🙂

  3. bravo blackhole, scrivi bene, la tua storia è interessante e ricca di contenuti che però, per miei limiti , fatico a comprendere a fondo. Mi sembra che ci si diverte a giocare agli scrittori. Quante belle storie. Bella l’idea di chi ha creato sto sito, complimenti a tutti, scrittori e inventori!

  4. Non so bene cosa tu intenda ma l’opzione nuovo paradosso mi ispira più delle altre.
    Ciao blackhole,
    Interessante questo secondo capitolo. Anche originale. Se ho ben capito, Esther sta viaggiando a ritroso nel tempo, nello stesso percorso del viaggio di andata, o meglio, ripercorrendo proprio gli stessi ‘fotogrammi’ di tempo al contrario. Molto interessante.
    Una cosa che avrei evitato, ma si tratta di gusto personale, è l’orologio che gira al contrario: visto che per Esther (Ester? Non Rachel?) il tempo localmente scorre nella direzione solita (altrimenti dovrebbe essere ripercorrere a ritroso tutto ciò che ha fatto nel viaggio di andata, quindi dimenticare via via ciò che ha vissuto), perché invece l’orologio dovrebbe andare al contrario? Ma è solo una mia pignoleria, l’idea è interessante.

    Ciao a presto

  5. Nel secondo capitolo non ho capito se racconta Esther o un narratore a parte. E come al solito non ho capito gran che dei ragionamenti dell’astrofisica, ma sicuramente ho capito di più grazie alle tue spiegazioni.
    è bella la storia, spero che con il tempo riuscirò a capire un po’ più cose sui buchi neri e lo spazio tempo.
    Complimenti papà! 😉

  6. Caio, Blackhole.
    Credo che entrerei in un nuovo paradosso se studiassi questi fenomeni non potrei mai arrendermi. Scritto in modo molto scorrevole, si segue e si legge che è un piacere. Sono di parte perchè sull’argomento ho decine di dispense, tesi e teoremi, e non potevo non notarti e venire a leggerti 😉
    poi adesso che ho messo insieme i pezzi… farò visita anche alle storie dei tuoi figli 😉 è fantastico scrivere tutti insieme, nessuno condivide con me questa passione, in casa non mi hanno mai letta… bravi voi, continuate così! 😉
    seguo la tua storia e aspetto con ansia il seguito.

  7. Ciao blackhole! (nome suggestivo, mi piace 😉 ) Ho appena finito di leggere i primi due capitoli della tua storia. Premetto di essere anch’io una new entry di questa piattaforma di scrittura, per cui non sono ancora molto esperto su come “funzionano” le cose tra inter-scrittori.
    Personalmente, come profondo amante della fantascienza “hard” (quella cioè scientificamente corretta e ragionata) devo dire che mi ha entusiasmato molto questo racconto! Sagittarius A, la teoria del tutto (o M-theory se preferisci 😉 ), la materia esotica del viaggio superluminale! Ecco! Sono proprio questi i dettagli che mi appassionano.
    Il mio giudizio è ovviamente di parte, essendo un estimatore del genere!
    Voto “riparte nuovamente”, mi piacciono le avventure nello spazio alla “Interstellar”, voglio vederne delle belle 😀
    A presto!
    Zaion.

  8. Ciao, devo dire che il racconto è abbastanza classico e mi ha ricordato vari film/libri di fantascienza che ho letto (è uno dei miei generi preferiti) però è scritto davvero bene e sono curioso di sapere come si evolverà la storia. Voto per il ritorno sulla Terra.

    PS: se hai tempo e voglia passa da me per un commento 😉

  9. Ciao!
    Non lo sapevo che anche l’altro figlio scrive su questo sito… dove trovo la sua storia?
    siete tutti nella fantascienza?
    Se un giorno avrò tempo anche io inizierò a scrivere, ma ora non se puede…
    ciao ciao

  10. Bravo papà!
    Sei riuscito finalmente a buttar fuori tutta la tua passione sui buchi neri in un unica storia, non credevo che fossi così bravo, ma non c’è da stupirsi: tutta la tua vita l’hai passata su libri e fisica (o quasi). Alcune parti non le capisco, ma credo che sia perché non è proprio la mia passione la fisica quantistica. 🙂 Ero sicura che saresti riuscito a raccontare una bella storia! 😉

  11. Tra le tre opzioni, scelgo sta tornando sulla Terra, non voglio il sogno e non mi sembra giusto che vaghi senza meta.
    Buonasera blackhole.
    Sai che ho come l’impressione di aver letto qualcosa dei tuoi figli? Una scrive di simpatici E.T. e l’altro di neve, mi sbaglio? Se è così, complimenti, la grandicella ha una scrittura già molto matura e il piccolino la segue a ruota. Ho anche commentato la grande, ma non lo farò più, nonostante continui a leggerla, preferisco che le appaiano commenti di autori che scrivono racconti più adatti del mio alla sua età. O magari mi sbaglio, e allora scusa.
    Il tuo incipit è interessante: buchi neri supermassivi, entanglement quantistico. Teoria del Tutto… che pessimo nome per una teoria. Sarà perché non esiste ancora. Che io sappia, l’hanno preso sul serio solo gli sceneggiatori del film omonimo.
    A mio parere, il tuo stile è pulito e abbastanza scorrevole. In alcuni punti si soffre per periodi forse un po’ troppo lunghi. Ad esempio, la prima frase avrebbe forse acquistato più pathos e ritmo dividendola. Alcuni periodi potrebbero essere resi in modo più chiaro, tipo
    Cominciai a digitare sui tasti della tastiera porgendo le prime domande di senso che mi balenavano in testa.
    O anche
    Nonostante il grande entusiasmo, non si capiva come un messaggio con un apparente senso compiuto stesse vagando casualmente e proveniente proprio dal centro di essa.

    Per il resto, sono curioso! 😀
    Ecco, mi sono presentato, spero di non esserti risultato sgradevole: quando posso esprimo la mia modesta opinione, nella convinzione che il confronto aiuti a crescere.

    Ciao a presto

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