Missione Astrolabio

Dove eravamo rimasti?

dove viene rilaciata Esther? di nuovo al centro della galassia? (50%)

Di nuovo al centro della Galassia

Ormai la spinta era forte e la gravità terrestre era stata superata, riportando la navicella oltre l’atmosfera, diretta di nuovo verso il centro della Galassia, come all’inizio; ma questa volta Esther aveva memoria di tutto quanto avvenuto prima. Se la dimensione del tempo a livello quantistico era fossilizzata, allora la memoria doveva per forza sfuggire da questa logica, come se non fosse sotto il dominio della stessa legge che regola l’universo, come se non ci fosse relazione con la concezione riduzionistica vigente; una semplice risultato di percorsi elettrici fra neuroni. Se questo poteva essere preso in considerazione, allora poteva affermare che la coscienza trascendeva la materia e fosse il riflesso di una coscienza unificata in grado di “assomigliare” a quello che possiamo definire Identità, essendo però altro da questo. In pratica era possibile ipotizzare una Matrix capace di supportare l’armonia fra le singole particelle atomiche e di contenere l’intero archivio di informazioni necessarie alla struttura complessiva. Era per questo che i colleghi fisici non avevano trovato evidenze di universi paralleli dove regnassero fisiche differenti; noi vediamo con gli occhi del nostro universo e ci è impedito di vedere ciò che si muove fuori di esso e non risponde alle stessa matrice matematica. Dopo questo pensiero il droide della navicella senza preavviso iniettò un anestetico nel braccio di Esther riportandola ad un crio sonno indotto, di cui non conosceva durata e data di risveglio. Il cerchio infinito del tempo, ormai circolare aveva ricominciato a girare, proiettandola di nuovo in quel loop da cui voleva liberasi. Ma forse questa volta una via di uscita c’era, pensò Esther mentre stava velocemente perdendo i sensi; se la coscienza trascende la materia, il tempo e l’identità, allora il ricordo nuovo avrebbe dovuto cambiare la conformazione delle struttura della matrice centrale, determinando un nuovo tragitto “temporale” e quindi avviandola fuori dal circuito in cui credeva di essere caduta.

In effetti così accadde, il crio sonno terminò in maniera inaspettata in prossimità della fine del sistema solare, lasciando Esther sotto gli effetti di una nuova vicenda. Il PC della navicella continuava ad indicare il centro della galassia come metà ultima della missione, ma ormai era chiaro che la distanza che la divideva da questo obiettivo era talmente immensa che nell’arco di poco tempo avrebbe dovuto succedere qualcosa di assolutamente inaspettato, per poter rendere vero e fattibile questo obiettivo. Era sicura che avrebbe dovuto incontrare quello che veniva conosciuto come “cunicolo”, una sorta di scorciatoia nello spazio tempo; senza questa il viaggio verso Sagittarius A sarebbe stato lungo milioni di anni.

Per quanto le previsioni di Esther fossero logiche, non incontrò nessun cunicolo. Appena abbandonata la fascia esterna del nostro sistema una terribile forza gravitazionale la attirò in maniera straordinaria, facendo accelerare la navicella a velocità sempre maggiore, lasciando esterrefatta Esther mentre osservava gli effetti relativistici ormai evidenti a velocità quasi prossime a quelle luminari. Il tempo ormai si era rallentato, lo spazio accorciato e il viaggio di milioni di anni per un osservatore terrestre era quasi istantaneo per Esther.

Che cosa ci sta attirando così fortemente, pensò Esther, se la forza gravitazionale del Buco Nero era ancora così distante? Nulla di conosciuto poteva esercitare questa attrazione, se non qualcosa dotato di massa invisibile ma “molto pesante”. In poco si rese conto di essere in preda ad un elemento ancora sconosciuto alla nostra civiltà, ma che sappiamo rappresentare ormai più del 30% della materia galattica: la Materia Oscura. Era finita in un vortice gravitazione prodotto da questa materia non osservabile, che generava una sorta di autostrada gravitazionale sempre più intensa e forte man mano che procedeva verso il centro, in sintonia perciò con tutte le misurazioni ipotetiche di cui aveva sentito parlare una volta in un seminario su questo tema. Ormai i PC di bordo stavano misurando una accelerazione incredibile e tutto quanto stava assumendo un aspetto insolito e sbiadito.

Mancava solo di comprendere come fosse possibile che a tale velocità la sua massa non crescesse a dismisura, impedendo di fatto la continua accelerazione e il raggiungimento di questo limite. La risposta fu chiara, quando il PC di bordo la informò che tale velocità era permessa solo a particelle prive di massa come i fotoni. Per raggiungere tale velocità le particelle atomiche della navicella e dei suoi componenti erano stati convertiti in onde di materia, lasciando alla coscienza la percezione dello stato precednte conosciuto, sfruttando perciò la dualità onda/particella di ogni materia.

Il viaggio quasi istantaneo per gli orologi di Esther la proiettarono in prossimità dell’orizzonte degli eventi di Sagittarius A, mantenendola sempre alla vorticosa velocità luminale,

cosa succede in prossimità del Buco Nero

  • viene proiettata in una nuova dimensione temporale (60%)
    60
  • lo studio e la rivelazoine di nuove teorie fisiche (40%)
    40
  • ci cade dentro (0%)
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31 Commenti

  1. Ciao papà,
    Allora, la mia mente ha sostituito questo capitolo con un gigantesco punto interrogativo. Lo so che io ci capisco molto meno di te rispetto a questi argomenti, ma in questo capitolo non ho capito molto… Ok, un capitolo scritto un po’ male qua e là può succedere, ma se continui così perdo pezzi della storia!
    Però devo farti i complimenti per la parte di “storia” dove si racconta qualcosa di Esther, non si è ancora capito nulla di lei, chi è e cosa faceva prima imbattersi nella Missione Astrolabio. Anche se questo è più un saggio che una storia ci deve essere una trama.
    Ci sono un po’ di refusi qui e lì, ma può succedere. 🙂
    La prossima volta potresti usare una lingua che capiscono anche i comuni mortali? Grazie.
    Ciao papà. 🙂

  2. viene proiettata in una nuova dimensione temporale. Troppo bella per non votarla ^_^

    Le spiegazioni fantascientifiche mi piacciono sempre ^_^
    Ma questa è quella che mi è piaciuta di più:
    ——————————–
    Era per questo che i colleghi fisici non avevano trovato evidenze di universi paralleli dove regnassero fisiche differenti; noi vediamo con gli occhi del nostro universo e ci è impedito di vedere ciò che si muove fuori di esso e non risponde alle stessa matrice matematica.
    ———————————-

    Ciao 🙂

  3. bravo blackhole, scrivi bene, la tua storia è interessante e ricca di contenuti che però, per miei limiti , fatico a comprendere a fondo. Mi sembra che ci si diverte a giocare agli scrittori. Quante belle storie. Bella l’idea di chi ha creato sto sito, complimenti a tutti, scrittori e inventori!

  4. Non so bene cosa tu intenda ma l’opzione nuovo paradosso mi ispira più delle altre.
    Ciao blackhole,
    Interessante questo secondo capitolo. Anche originale. Se ho ben capito, Esther sta viaggiando a ritroso nel tempo, nello stesso percorso del viaggio di andata, o meglio, ripercorrendo proprio gli stessi ‘fotogrammi’ di tempo al contrario. Molto interessante.
    Una cosa che avrei evitato, ma si tratta di gusto personale, è l’orologio che gira al contrario: visto che per Esther (Ester? Non Rachel?) il tempo localmente scorre nella direzione solita (altrimenti dovrebbe essere ripercorrere a ritroso tutto ciò che ha fatto nel viaggio di andata, quindi dimenticare via via ciò che ha vissuto), perché invece l’orologio dovrebbe andare al contrario? Ma è solo una mia pignoleria, l’idea è interessante.

    Ciao a presto

  5. Nel secondo capitolo non ho capito se racconta Esther o un narratore a parte. E come al solito non ho capito gran che dei ragionamenti dell’astrofisica, ma sicuramente ho capito di più grazie alle tue spiegazioni.
    è bella la storia, spero che con il tempo riuscirò a capire un po’ più cose sui buchi neri e lo spazio tempo.
    Complimenti papà! 😉

  6. Caio, Blackhole.
    Credo che entrerei in un nuovo paradosso se studiassi questi fenomeni non potrei mai arrendermi. Scritto in modo molto scorrevole, si segue e si legge che è un piacere. Sono di parte perchè sull’argomento ho decine di dispense, tesi e teoremi, e non potevo non notarti e venire a leggerti 😉
    poi adesso che ho messo insieme i pezzi… farò visita anche alle storie dei tuoi figli 😉 è fantastico scrivere tutti insieme, nessuno condivide con me questa passione, in casa non mi hanno mai letta… bravi voi, continuate così! 😉
    seguo la tua storia e aspetto con ansia il seguito.

  7. Ciao blackhole! (nome suggestivo, mi piace 😉 ) Ho appena finito di leggere i primi due capitoli della tua storia. Premetto di essere anch’io una new entry di questa piattaforma di scrittura, per cui non sono ancora molto esperto su come “funzionano” le cose tra inter-scrittori.
    Personalmente, come profondo amante della fantascienza “hard” (quella cioè scientificamente corretta e ragionata) devo dire che mi ha entusiasmato molto questo racconto! Sagittarius A, la teoria del tutto (o M-theory se preferisci 😉 ), la materia esotica del viaggio superluminale! Ecco! Sono proprio questi i dettagli che mi appassionano.
    Il mio giudizio è ovviamente di parte, essendo un estimatore del genere!
    Voto “riparte nuovamente”, mi piacciono le avventure nello spazio alla “Interstellar”, voglio vederne delle belle 😀
    A presto!
    Zaion.

  8. Ciao, devo dire che il racconto è abbastanza classico e mi ha ricordato vari film/libri di fantascienza che ho letto (è uno dei miei generi preferiti) però è scritto davvero bene e sono curioso di sapere come si evolverà la storia. Voto per il ritorno sulla Terra.

    PS: se hai tempo e voglia passa da me per un commento 😉

  9. Ciao!
    Non lo sapevo che anche l’altro figlio scrive su questo sito… dove trovo la sua storia?
    siete tutti nella fantascienza?
    Se un giorno avrò tempo anche io inizierò a scrivere, ma ora non se puede…
    ciao ciao

  10. Bravo papà!
    Sei riuscito finalmente a buttar fuori tutta la tua passione sui buchi neri in un unica storia, non credevo che fossi così bravo, ma non c’è da stupirsi: tutta la tua vita l’hai passata su libri e fisica (o quasi). Alcune parti non le capisco, ma credo che sia perché non è proprio la mia passione la fisica quantistica. 🙂 Ero sicura che saresti riuscito a raccontare una bella storia! 😉

  11. Tra le tre opzioni, scelgo sta tornando sulla Terra, non voglio il sogno e non mi sembra giusto che vaghi senza meta.
    Buonasera blackhole.
    Sai che ho come l’impressione di aver letto qualcosa dei tuoi figli? Una scrive di simpatici E.T. e l’altro di neve, mi sbaglio? Se è così, complimenti, la grandicella ha una scrittura già molto matura e il piccolino la segue a ruota. Ho anche commentato la grande, ma non lo farò più, nonostante continui a leggerla, preferisco che le appaiano commenti di autori che scrivono racconti più adatti del mio alla sua età. O magari mi sbaglio, e allora scusa.
    Il tuo incipit è interessante: buchi neri supermassivi, entanglement quantistico. Teoria del Tutto… che pessimo nome per una teoria. Sarà perché non esiste ancora. Che io sappia, l’hanno preso sul serio solo gli sceneggiatori del film omonimo.
    A mio parere, il tuo stile è pulito e abbastanza scorrevole. In alcuni punti si soffre per periodi forse un po’ troppo lunghi. Ad esempio, la prima frase avrebbe forse acquistato più pathos e ritmo dividendola. Alcuni periodi potrebbero essere resi in modo più chiaro, tipo
    Cominciai a digitare sui tasti della tastiera porgendo le prime domande di senso che mi balenavano in testa.
    O anche
    Nonostante il grande entusiasmo, non si capiva come un messaggio con un apparente senso compiuto stesse vagando casualmente e proveniente proprio dal centro di essa.

    Per il resto, sono curioso! 😀
    Ecco, mi sono presentato, spero di non esserti risultato sgradevole: quando posso esprimo la mia modesta opinione, nella convinzione che il confronto aiuti a crescere.

    Ciao a presto

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