Sarcasmo intermittente

L’equilibrio.

“Si incontrano in gruppo e pregano davanti un quadro” disse Freddie asciugandosi rozzamente la birra dalla barba usando la manica della camicia.

“Un quadro? Di che tipo? Un’icona religiosa?” domandò Giulio mentre cercava di aprire un pistacchio.

“Boh, qualcosa del genere immagino.”

“Pregano o meditano?”

“C’è differenza?”

“Immagino di si”

“Non saprei. Dicono che concentrandosi fortissimo su qualcosa di specifico, alla fine i loro desideri diverrano reali.”

“Ad esempio?”

“Tutto. Dai colloqui di lavoro a, che so, vincere al gratta e vinci.”

“Ma scusa, non avevi detto che erano buddisti?”

“Si.”

“Credevo che i buddisti cercassero il distaccamento materiale e l’allontanamento dal desiderio.”

“Stai parlando dei seguaci di Buddha. Loro pregano il Budda. Quello senz’acca.”

“Mi stai prendendo per il culo?”

“No, è tutto vero. Cerca pure su internet” disse Freddie afferrando lo smartphone.

Giulio rimase in silenzio per alcuni minuti mentre l’amico digitava parole chiave a caso su google.

Poi sospirando disse

“Non sei stufo di tutto questo?”

“Perché dovrei esserlo? Mi piace cercare le cazzate su internet.”

“No, parlo di questo equilibrio immaginario.”

“Equilibrio immaginario? Che vuol dire?” domandò Freddie senza alzare gli occhi dal telefono.

“Guardaci. Sono anni che veniamo qui ogni venerdì a bere birra fino a tardi. Non facciamo altro che parlare di stronzate e minimizziamo il contatto col mondo esterno.”

“Scusami, ma non riesco proprio a trovare il lato negativo della cosa. Dove sarebbe il problema?”

“Il problema è che si tratta di un equilibrio fittizio in cui, altalenando da un estremo all’altro, ci lamentiamo del mondo senza conoscerlo realmente. Siamo immersi in una realtà malsana.”

Freddie posò il telefono sul tavolo.

“Giulio, quello che hai detto non ha alcun senso.”

“Sto dicendo che il nostro alto tasso di asocialità ci sta lentamente logorando.”

“Parla per te. Io socializzo molto bene. In particolare con il personale del pub.”

Freddie concluse la frase sbracciando vistosamente per attirare l’attenzione di qualche cameriera. Una di loro, quella che fingeva di non vederlo, alla fine si avvicinò controvoglia.

“Ciao Giulio, ciao stronzo.”

“Ciao Claudia” disse Giulio rispondendo al saluto della ragazza.

“Un’altra birra Giulio?” disse Claudia ignorando volontariamente Freddie.

“Si grazie.”

“Un’altra anche per me…”

“Di allo stronzo che se vuole un’altra birra deve andare a prendersela da solo al bancone”

“Ha detto che…”

“Ho capito” tagliò corto Freddie alzandosi dalla sedia.

“Se non avessi il dubbio che gli possa piacere, gli sputerei nel bicchiere” disse Claudia.

“Puoi sempre farlo fare a qualcun’altro” suggerì Giulio.

Fu quello il momento in cui Il Nano entrò nel locale

“Ti ha detto qualcosa Claudia?” Chiese Freddie tornando dal banco con una birra in mano.

“Non proprio. Però ho l’impressione che sia ancora arrabbiata con te.” Rispose Giulio osservando il nano arrampicarsi su uno degli alti sgabelli del bancone.

“Beh, come biasimarla? Non è che mi sia comportato molto bene nei suoi confronti. Certo, a mia discolpa devo dire che…ehi mi stai ascoltando?”

Giulio stava guardando oltre le spalle di Freddie.

Continuava a fissare Il Nano.

Sembrava ipnotizzato.

“Mi spieghi cosa stai guardando?”

“C’è un nano.”

“Un nano?”

“Sì. Dietro di te, sullo sgabello del bancone”

Freddie si voltò per sincerarsi delle parole dell’amico. Quando tornò a guardare Giulio, vide che era pallido. Gocce di sudore gli imperlavano la fronte.

“Cosa ti prende?”

“Freddie, io…io ho paura dei nani.”

“Hai paura dei nani? Ma cosa cazzo dici?”

“Non sto scherzando.”

“Vuoi…vuoi fare a cambio di posto? Così magari se non lo vedi ti togli quell’espressione grottesca dalla faccia.”

“No! Non voglio averlo alle spalle! Devo sapere cosa sta facendo!”

“Ok, ma calmati. Mi stai spaventando…”

“Ecco la tua birra Giulio. Ehi rilassati, sono io!”

L’arrivo di Claudia lo aveva fatto sobbalzare visibilmente.

“Mi spieghi perché hai paura dei nani? Che cosa ti hanno fatto?”

“Hai paura dei nani? Sul serio?” intervenne Claudia.

“Basta, smettetela. Non lo so perché. È una mia fobia atavica. Per quanto mi riguarda, da piccolo potrei anche essere stato molestato da un nano, ma non m’interessa e non lo voglio sapere.”

Terminata la frase, Giulio con un lungo sorso dimezzò il contenuto del bicchiere che gli era appena stato portato.

“Ok, d’accordo. Problema tuo” concluse Claudia tornando a lavoro.

“Sicuro che sia una fobia la tua e non una particolare forma di razzismo?” domandò Freddie sospettoso.

“Ma cosa significa una particolare forma di razzismo? Ehi, non lo vedo più! Dov’è finito? Dov’è?”

“Santo Dio Giulio, basta! Stai degenerando…” Freddie si interruppe per alcuni istanti, poi continuò “aspetta un attimo…è dietro di te. Sta parlando con due ragazzi.”

“Davvero? Cosa gli sta dicendo?”

“Ma come faccio a saperlo? Un momento… credo stia venendo qui.”

Prima che Giulio riuscisse a dire qualcosa, una piccola mano posò un boccale sul tavolo.

Sovrastando il brusio del locale affollato Il Nano domandò:

“Vi dispiace se mi unisco a voi?”

Cosa vuole Il Nano dai nostri potenziali eroi?

  • Nulla, vuole solo compagnia per la serata. (24%)
    24
  • Propone loro un affare. (59%)
    59
  • Ha bisogno di aiuto. (18%)
    18
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334 Commenti

  • Ciao Fuegod, è da tanto che non leggevo qualcosa di tuo. Strana storia. Devo ancora finirla. Già immagino che tipo di finale ci potrà essere, ma forse mi sbaglio. Mi farebbe piacerebbe se tu passassi a leggere “Diversamente labile”, il mio nuovo racconto. Appena finisco di leggere ka tua storia ti dico che ne penso. ?

  • Ciao FueGod, mi ero letta il tuo finale ma ancora non avevo commentato. Ho una lunga lista di arretrati… e intanto vedo che hai cominciato un nuovo racconto. Voglio aggiornarmi.
    Ma torniamo al tuo finale! Mi è piaciuto. Tanto. Così come mi è piaciuto il resto del racconto. Ti leggo proprio volentieri! La cosa che mi ha dato più soddisfazione è stata l’associazione tra le dettagliate spiegazioni nirvaniche&C e le immagini assurde di nani, poeti, scienziati e allegri bevitori. Bravo! Hai una scrittura ironica che solleva il morale 🙂 Non è da tutti.
    Complimenti davvero, sei stato proprio una bella scoperta!
    A presto!

    • Athelas,
      sono sempre contento di leggere i tuoi commenti 🙂
      Certo, le tue lusinghe mi imbarazzano un pochino, però sono felice che tu abbia apprezzato la surreale ironia del racconto. Mi ha fatto piacere averti dato delle soddisfazioni grazie alle assurde immagini che sono riuscito ad evocare 😀
      Il tuo racconto invece aveva un’atmosfera magica e rasserenante. Quindi rinnovo ancora la speranza di leggerti al più presto 😀

  • Ciao FueGod,
    non ho mai caricato una sola App nel mio cellulare, ma quella per raggiungere il nirvana la gradirei… 😀
    Magari leggo anch’io qualche chat con tutti i magnifici consigli dei già illuminati…mi hanno fatto scompisciare!!!!
    Mi mancheranno i tuoi dialoghi e le situazioni surreali, maledettistamente….
    Un racconto decisamente godevole, spero di leggerti ancora.
    Alla prossima!!!

  • Ciaoo FueGod,
    E così hai terminato anche questa.
    L’impressione generale è che tu stia andando in crescendo, sempre più padrone delle storie che racconti. Padrone si fa per dire, perché sono convinto che in buona parte le crei insieme a noi. Sei un conduttore, diciamo, un autista esperto 🙂
    In crescendo, perché mentre per la prima trapelava qualche insicurezza sulla trama, questa storia è decisamente Jazz! Mi sbaglio? Molta improvvisazione dipanata in modo armonico e molto godibile. Ho riso e ho riflettuto, diciamo che la parte riflessiva riguardava soprattutto il mio dubbio che la caterva di paroloni e citazioni new age avessero veramente qualche senso (ho paura di sì, ma mi sfugge il grosso!) 🙂
    Bella storia, fantasiosa, ben scritta, ben condotta. Complimenti sinceri.
    Ciao a presto

    • Caro JAW,
      il tuo commento mi onora.
      Un racconto Jazz? Ma è una definizione bellissima 😀
      Non sbagli, a parte l’inizio e la fine (quindi l’intro e la rullata finale 🙂 ) il resto l’ho improvvisato, e come ho detto più volte, divertendomi molto.
      Che poi questa piattaforma dovrebbe avere lo scopo di migliorare la creatività (mi sa che ho già detto pure questo).
      Per quanto riguarda paroloni e citazioni, diciamo che le ho spinte al limite della credibilità cercando di mantenermi in bilico tra l’assurdo e il reale.
      Una cosa che può non piacere a tutti.
      Ma vabbé.
      Comunque sappi che adoro gli spaghetti con la bottarga, anche se non ho mai assaggiato i gameti kalisiani.

      a presto

  • Eccoci qui. Terminare la storia esattamente dov’è cominciata, mi fa pensare che nella vita siamo “posseduti” dalle nostre abitudini! Non capisco bene dove siano finiti tutti i personaggi (ci sarà un seguito?) e riflettendo bene…non è che questi due mattacchioni, Freddie e Giulio, hanno sognato tutto quanto a causa dell’alcool ingerito?
    Certo c’è il signor Pino che rende tutta la faccenda più reale…
    Complimenti FueGod

    • Ciao Asami,
      è ovvio che siamo posseduti dalle nostre abitudini, perché in generale siamo tutti dei pigroni.
      Il signor Pino che rende tutta la faccenda più reale potrebbe essere un ossimoro 😀
      Secondo te potrebbe essere un trip mentale dei due? Nel mio racconto precedente ho fatto una cosa del genere e non ne sono rimasto troppo soddisfatto. Quindi preferisco credere che sia stato tutto assurdamente reale.
      Come conferma il signor Pino alla fine 😀

  • Ciao Fue
    racconto divertente, dialoghi deliranti, a volte quasi logorroici e non immediatamente comprensibili, per il “consumatore medio” di storie 🙂
    In questo finale le apps sono originali, il sig. Pino dà il meglio di se stesso 🙂
    mi resta un dubbio: come fanno a spiegarsi così bene i nostri protagonisti, nonostante tutte le birre tracannate? ma se solo hanno bevuto un paio di birre a episodio… fanno… n birre (ho perso il conto) 😀
    al prossimo

    • Cara Maria,
      hai ragione, ma la logorrea era parte integrante della storia 😀
      Per quanto riguarda le capacità dialettiche dei nostri eroi nonostante l’elevato tasso alcolemico, potremmo dare diverse spiegazioni.
      Forse quella più confacente potrebbe essere ascrivibile alla propensione all’alcolismo che li rende in un certo modo immuni agli effetti psicotropici dell’alcol.
      Vabbé, è un racconto surreale 😀

      a presto

    • Buongiorno Erri,
      la ciclicità delle nostre esistenze può essere paragonata allo svuotarsi e riempirsi di un boccale di birra? Secondo me si 😀
      Sono stati i vostri tentativi di deragliamento a creare Sarcasmo intermittente, a parte l’ultimo capitolo. In quel caso la decisione di ambientarlo nel pub l’ho presa in maniera del tutto autonoma.
      Grazie di avermi seguito fino in fondo e dei tuoi complimenti,

      a presto

  • Finale perfetto, con anche l’accenno postepilogo a un pericolo imminente e devastante. Un omaggio ai classici del cinema horror? 🙂
    Mi resta solo il dubbio sulla possibilità per Freddie di dare una carezza delicata alla ragazza con una mano piena di schegge di vetro, ma non soffermiamoci su queste bazzecole.
    Racconto divertente, e intelligente, dall’inizio alla fine, a proposito: le app e i blog per aspiranti nirvanici sono assolutamente magnifici. Sei persino riuscito a mantenere una coerenza di insieme al racconto, cosa non facile dato il surrealismo dominante.
    Continuo a pensare che ne verrebbe fuori una godibilissima sceneggiatura teatrale.
    Curiosa di vedere in cosa ti cimenterai ora!
    Ciao

  • Stanotte sognerò migliaia di Nani che parlano come il sommissimo Signor Nano di FueGod. Mannaggia! E come faccio mo?
    Arrivati alla fine della storia… È stata una storia molto divertente e originale, una di quelle che, ad ogni capitolo pubblicato, non hanno bisogno di dover fare mente locale per ricordare dove eravamo rimasti. Dialoghi esilaranti e in alcuni tratti davvero folli 🙂
    Seguirò con grande piacere le tue prossime storie.

    A presto!

  • Ringrazio tutti quelli che hanno letto la storia e che hanno contribuito attivamente alle scelte che hanno reso l’atmosfera sempre più surreale.
    L’idea originale infatti era un po’ diversa, ma alla fine meglio così.
    Grazie a voi mi sono divertito.
    Se vorrete continuare a seguirmi nelle prossime avventure, sappiate che ne sarò lieto.

    a presto

    FueGod

    ah, dimenticavo. In quest’ultimo capitolo ho voluto accontentare anche il 16% di voi che volevano rivedere il signor Pino.

  • Rieccoci FueGod. Ho votato per un ‘finale sarcastico’. Il capitolo è strepitoso, la frase che mi ha fatto scoppiare (non so bene perché) è ‘Figliolo, ma cosa diavolo stai dicendo?’.
    Comunque bello tutto, anche l’assenza di scene troppo cruente e la passività degli intellettuali, troppo impegnati ad elucubrare per riservare spazio ai neuroni motori. 😀
    Bravo, mi aspetto un finalone.
    Riciao, ribuona serata

  • Finale sarcastico.
    Questo capitolo mi ha ricordato un pensiero zen che sta girando di questi tempi:
    Il Maestro chiese all’allievo: ”Credi che l’alcool sia una risposta a tutto?“
    L’allievo rispose: ”Alcool!“
    Ah ah, salvati dal loro alcolismo!
    Bel capitolo e bel colpo di scena, tra l’altro Giulio riconosce finalmente il proprio ‘fatal flaw’ e vincendolo salva la vita dell’amico 😀
    Uhaha!
    Non oso immaginare il finale.
    Per un attimo, leggendo, ho avuto la certezza che tu fossi un rappresentante farmaceutico.
    O forse un consumatore di LSD 😀
    Boh, non ho terze ipotesi!
    Ciao, perdonami le freddure, a presto

  • Finalmente sono riuscito a leggerlo tutto! Voto per il finale sarcastico, anche se qualcosa mi dice che il sarcasmo ci sarebbe stato a prescindere in qualunque finale 🙂

    Fin qui strepitoso. C’è di tutto, dall’azione alla filosofia, passando per la chimica e soprattutto l’humor. Le scene memorabili abbondano e mi piace tutta la follia che vortica attorno a due personaggi “normali” che si lasciano un po’ trasportare fino a venirne contagiati.

    Sono curioso di vedere come va a finire! Alla prossima!

  • Ciao FueGod,
    ho capito perché hai trovato lineare il mio ultimo capitolo, mentre a tutti gli altri è parso caotico!!!
    Bellissima questa tua ultima fatica, mi è proprio piaciuta! C’è azione ma non confusione, pathos e colpo di scena (l’alcol che frena la molecola è fantastico, come fantastico il nano che incalza sul salvataggio bloccando la seduta di psicoterapia!!!).
    Per il finale ho escluso lo Scienziato perché il moralista non mi convinceva, però sono in crisi…quale sarà la giusta scelta dharmica? Alla fine sono andata sul sarcastico…il Nano mi ha conquistata!!!
    A presto!!!

    Ps1: ti faccio una confessione, su “scomparì” ho arricciato il naso anch’io, ma vedo che Befana si è documentata prima di me!!!!
    Ps2: sto seriamente pensando di attaccare ai miei tergicristalli un cartello con su scritto “stiamo tergendo stò cristallo della consapevolezza dalle lacrime del desiderio”…Posso?

    • Ciao Cinzia,
      quel piccoletto ha conquistato un po’ tutti. Non a caso è il fondatore della scuola dell’estetismo nirvanico non ortodosso 😀
      Scomparì lo adoro. Ha lo stesso significato di scomparve ma, almeno dal mio confuso punto di vista, mi sembra più dinamico per la descrizione di scene movimentate.
      Io penso che tutti dovremmo tergere il cristallo della consapevolezza e quindi, appendere tale cartello ovunque 😀

  • Finale sarcastico, ovvio!
    Ciao FueGod! Ricchissimo d’azione questo ultimo episodio, sei riuscito a dipingere bene tutta la frenesia della situazione…però voglio sapere il trauma che ha subito Giulio con suo zio adesso! Non puoi non svelare qualche retroscena 😉
    Il signor Pino…lo sapevo che doveva ancora recitare la sua ultima parte! Aspetto con ansia il capitolo finale della storia. Magari, dato che sarà l’ultimo, fammi un fischio quando lo pubblicherai, così che mi ricordi di spulciare nel grande calderone delle storie finite.
    Ciao alla Prossima! 😀

  • Per coerenza scelgo il finale sarcastico, ma vedi tu, mi andrà bene tutto.
    Grazie a te ho appena scoperto che esiste la forma “scomparì”, e io che pensavo che scomparve fosse la sola, c’è sempre da imparare.
    Ho adorato l’interazione Giulio/Il Nano, una pepita. 🙂
    Bel capitolo ma che fa nascere in me due quesiti? Primo: Jacopo Fo è il tuo maestro di buddismo?
    Secondo: Ma quindi la carneficina alla balera fu perpetrata dai soli astemi della serata?
    A tal proposito, tutto il mio plauso per la chiusura: dovrete continuare a bere – si può fare XD
    Ciao

    • Ah ah ah ti immagino bacchettarmi sullo schermo “caro Fuegod, vediamo se esiste questa famigerata forma grammaticale” mentre un brivido freddo correva sulla mia schiena a chilometri di distanza 😀 e ti dirò di più, esiste anche scomparito oltre che scomparso nel trapassato.
      Ora rispondo ai tuoi quesiti: la citazione del bramino errante l’ho presa durante una discussione tra due tizi su internet diversi anni or sono. Nessuno dei due sapeva che si trattasse di Jacopo Fo finché non è intervenuto un terzo interlocutore. I due tizi in questione erano convinti che fosse stata presa da qualche massima Zen. La cosa mi è rimasta impressa (una lunga storia che ho semplificato e concentrato in una sola frase nel racconto, ma si sa, l’ispirazione prima o poi deve uscir fuori anche se rasenta l’inutilità).
      Per quanto riguarda la carneficina potrei rispondere in due modi diversi. Un motivo di probabile natura biologica potrebbe essere dato dal fatto che il consumo di alcol deve raggiungere un certo valore limite per inibire l’enzima deputato al metabolismo del farmaco.
      Oppure hai ragione tu. La colpa è degli astemi.
      Vedi cosa preferisci 🙂
      Ok, per i miei standard mi sono dilungato abbastanza.
      Grazie Bef,

      a presto

      • Adesso non esageriamo, non bacchetto simbolicamente nessuno (bé sì, figli, marito, amici, parenti…. ma a parte loro nessuno!!!), ma finito di leggere sono corsa a cercare la declinazione. 😉
        E, cosa credi, io opto definitivamente per gli astemi: sempre diffidare di chi non beve alcool (perdonami mamma, sei l’eccezione) XD
        Ciao GodFue

  • Ciao FueGod,
    un nostalgico il signor Pino, un po’ rimpiange la moglie morta, un po’ il sanguinoso passato ancestrale….se devo essere sincera il personaggio mi ha convinto meno di altri, però ciò non toglie che tu rimanga un meraviglioso burattinaio, che ci offre un spettacolo a più marionette facendone intrecciare i fili senza mai annodarli…..e non chiedermi che vuol dire!!!
    Comunque ho adorato sia “tergere il cristallo della consapevolezza dalle lacrime del desiderio”, che la legittima preoccupazione di Freddie “A me preoccupa il fatto che uccidendomi avrai un orgasmo” 😀
    Vogliamo far tornare gli Elfi?

    • Ciao Line,
      eh, forse avrei dovuto riassumere meglio la situazione in qualche modo. Troppo breve o troppo lungo il periodo tra un capitolo e l’altro? È che ogni martedì ne pubblico uno, evidentemente cerco di bilanciare la precarietà della vita con una regolarità settimanale. O forse sono solo compulsivo ossessivo 😀
      Vabbè, vado a scrivere il nono così per martedì è pronto 🙂

      A presto

  • Te lo devo confessare, certe espressioni le devo leggere almeno un paio di volte, scomporle ai minimi termini e consultare wikipedia (o lo zanichelli) per cogliere le sfumature del sottotesto e del sopratesto.
    E nonostante tutto la storia fila, liscia come l’olio, chiara, direi quasi lineare.
    Mi piace la fumosità che mi fa esercitare linguisticamente il cervello, e anche se “fosse antani” chissenefrega, ci sta tutto a pennello!

    • Aiels, felice che ti sia palesata.
      Quando ho iniziato a scrivere questo racconto, avevo delle idee un po’ diverse. Poi seguendo le direttive delle votazioni, la storia si è completamente ristrutturata. In ogni caso le sfumature prossime all’antani erano uno dei motivi per cui avevo deciso di creare “sarcasmo intermittente” e, sebbene lo svolgimento ha deviato parecchio dal percorso originale, qualcosa è rimasto.
      Comunque sia, sono contento che tu l’abbia apprezzata.
      Grazie di esser passata

      a presto

  • Holà FueGod!
    Eccoci in un altro delirante episodio! Complimenti, hai davvero uno stile innato per questo genere di storie! Sei forse tu stesso un’artista? O un poeta? Uno studioso di entrambi? Sono curioso 😀
    Voto per i nostri due eroi dharmici, con la somma convinzione che troveranno comunque il modo di rendere ancora più delirante la situazione 😉
    Ciao, a presto!
    Zaion.

  • Ciao FueGod,
    capitolo molto divertente, anche se vago un po’ alla cieca tra le citazioni e i ragionamenti complessi dei protagonisti, mi domando se hanno un senso o… se “come se fosse antani”:D
    “A me preoccupa il fatto che uccidendomi avrai un orgasmo” ahahah avrei pensato la stessa cosa 🙂

    Il mio voto va agli Elfi

  • I nostri due eroi, che sono senza dubbio i due soli guerrieri dharmici della storia, se no perché la sinergia universale e panteista che governa l’equilibrio del mondo vivente perché li avrebbe catapultati in questo marasma? 😉
    Ci aspetta un bagno di sangue, per il più grande e atavico piacere del signor Pino? O i nostri eroi saranno più forti delle tossine assunte contro il loro volere? Si risveglieranno da questo trip scoprendo che quello era, un trip?
    Non sto nemmeno a dire “stupiscici”, tanto ormai che lo dico a fare 🙂
    Mi restava una domanda: ma il Poeta, non sarà un discendente o una reincarnazione di D’annunzio, col suo bagno di sangue catartico e purificante?

    • Cara Bef,
      tutte le tue domande lecite troveranno risposta solo al prossimo capitolo, forse.
      Il Poeta, ispirato probabilmente da filosofie D’annunziane per quanto riguarda gli aspetti estetici del suo nirvanismo, trova secondo me, anche radici maledettiste Baudelairiane.
      Tutte le scelte da me imposte sono congeniali, però devo dire che hai ragione, forse sta proprio ai nostri due eroi imporre il marchio finale sulla storia.

      a presto

  • Sono indeciso tra gli Elfi ed i nostri due Guerrieri Dharmici 😀

    Pensa… pensa… Ronf! Ehm… dicevo: i nostri due eroi 😉

    Il Signor Pino è stato il punto determinante, a quanto sembra. Andiamo avanti verso il delirio finale 😀

    Ciao 🙂

  • Rivedere gli Elfi mi farebbe piacere.
    Anche se immagino che l’opzione più assurda fosse il Nano, sono stato tentato di votarla.
    Ciao FueGod,
    Il tenero pensionato vedovo che vuole fare un trip metempsicotico è un taglio.
    Ma quindi è finita per i due giovani alcolizzati? Qualcuno in sala ha un antidoto?
    😀
    Divertente come sempre

    Ciao a presto

  • Ciao FueGod,
    avendo nella mia storia una Donna Pina, non posso che scegliere il Signor Pino della tua!
    Volevo anche chiederti se il Nano è giovane o vecchio: no, perché Nano vecchio fa buon brodo … (è una battuta demente, lo so..) :-)
    Mi ha fatto sorridere la minaccia del Cubano: “vi sparo alle ginocchia”…lo facevo più cattivo!!!
    Sempre un piacere leggerti 😉

  • Forse questo capitolo non apporta nulla a ciò che sapevamo già, ma riunisce tutti gli attori del “dramma” e sei riuscito a incastonarci la sarcastica intermittenza del titolo 🙂
    Sei quasi riuscito a farmi cadere nel trabocchetto dell’irresistibile “tanto arriva il sig. Pino” ma sono stata forte: il poeta freddo risponde “la formula delle estasi mortali”!
    Stavolta dovrei aver evitato la censura! 😉
    Ciao

    P.S. Ma come fai a leggere e commentare così velocemente? Io avevo letto il; tuo capitolo ieri sera e non sono riuscita a votare e commentare prima di adesso, che c’hai, un superpotere?

    • Cara Befana,
      innanzitutto complimenti per non esser trabochettata (?) nella facile scelta del signor Pino. Ti sei assunta la responsabilità di una scelta ben definita 🙂
      Hai ragione, questo era il capitolo delle riunioni, in particolare del ritorno del Nano.
      Per quanto riguarda la mia velocità di lettura, bisogna considerare tre fattori: i relativi tempi morti che ho a lavoro, il poter leggere e commentare col cellulare, e il fatto che sono abituato a leggere cose complicate in inglese ogni giorno. Leggere delle scritture creative (tra l’altro molto corte come le nostre) oltre che darmi sollievo, mi risulta molto facile. Specialmente quelle ben scritte e scorrevoli come le tue. Considera che le leggo sempre due volte (anche più, dipende dai casi).

  • Oddio, sulle formule e sugli effetti ho l’impressione che nessuno abbia le idee del tutto chiare, Nel dubbio voto Pino.
    L’episodio è divertente, però ad essere sincero l’ho trovato un po’ meno brillante del solito. Non so, alcune considerazioni e dialoghi mi sono parsi leggermente meno scorrevoli che nei precedenti capitoli.
    Comunque godibile e intrigante.

    Ciao a presto

  • “Che vuol dire?” chiese Giulio.
    “Che d’ora in avanti ci faremo i cazzi nostri” sentenziò l’Elfo col bastone.

    Ciao FueGod, cito solo questo botta e risposta, ma dovrei trascrivere in questo commento l’intero episodio per sottolineare tutto ciò che mi è piaciuto.
    Fantastico. Questi due Elfi non potevano venirti meglio, azzecatissimi!
    Anch’io voglio diventare una vagabonda del dharma!!!!
    A presto 🙂

  • …questo racconto diventa sempre più demenziale e sempre più figo ad ogni capitolo!
    Ciao Fue. Come per il mio commento precedente, ti confermo che anche stavolta la mia mente tendeva a vagare cercando di compensare la mancanza di riferimenti che hai deciso di evitare con questo stile. Forse devo ancora farci l’abitudine, ma faccio fatica a seguire scene così intensamente dialogate.
    A parte questo, ottimo lavoro. Il sarcasmo è davvero il tuo cavallo di battaglia.
    Ciao, a presto! 🙂

  • Andiamo alla balera,
    Ah ah, mi sto perdendo in correnti filosofiche di cui pronuncio a stento il nome, ma il divertimento ripaga le mie incomprensioni e rinsecchische le ife del dubbio che non ci abbia capito nulla!
    Freddie ha un problema con l’alcool 🙂

    Ciao a presto

  • Andiamo a cercare indizi alla balera, e non si sa mai che tu ce ne dipinga le sembianze accontentando chi lamenta l’assenza di scenografie 🙂
    Personalmente la mancanza di contestualizzazione scenografica mi sembra perfetta per rafforzare l’atmosfera surrealista del racconto.
    Non so se è voluto ma i due Elfi che parlano insieme alternandosi per frasi brevi mi hanno ricordato una versione colta dei Dupont et Dupond di Tintin.
    Mi hai appena illuminato su una grande verità: qualcosa o qualcuno mi ha iniettato le spore dell’incertezza fin da bambina per questo la mia vita è contaminata dalle ife del dubbio e lo sarà per sempre!
    Non sto a farla ancora più lunga ma li bersagli dell’odio dei due guru presunti aspiranti distruttori di massa sono davvero una perla, una delle tante.
    La filosofia terra terra di Freddie in chiusa, poi….
    Rinnovo il mio inchino, anzi mi prostro 🙂

    • Befana,
      non so cosa dire. Dupont e Dupond credo abbiano appena sfiorato la mia infanzia, perché rivedendoli adesso dopo che me li hai evocati a forza dal subconscio sono riaffiorati quanto basta per farmeli immaginare come gli Elfi. O forse sono solo facilmente suggestionabile.
      In ogni caso le ife del dubbio possono essere eliminate con un buon prodotto antimuffa e favorendo l’aerazione degli ambienti. Trova te il pragmatismo della metafora 😀
      Sono contento che supporti la mia mancanza di contestualizzazione scenografica 🙂
      Ricambio anche stavolta l’inchino e la prostrazione 😀

      • Avevano sfiorato anche la mia, ma tengo famiglia, french famiglia e il mio erede masculo me lo fa sorbire in tutte le salse, Tintin, fumetto, cartone e pure Versione Spielberg. Supplizio! 🙂
        Sono dieci anni che abito al mare e cerco di ritagliarmi una parentesi “movimento all’aria aperta” ogni giorno: l’aerazione non basta!! 😉
        Mi riprostro ma non troppo che poi mi fa male la schiena

  • Ciao FueGod,
    adesso capisco perché ti piacciono i personaggi strani e le situazioni assurde 😉
    I personaggi sono surreali, i dialoghi brillanti e la trama funziona, confesso che mi mancano le descrizioni degli ambienti, anche perché quelli dei personaggi sono fantastiche… vedi ad esempio quella dei signori Elfi, con tanto di canotta e rosario 🙂

    Voto Estetismo Nirvanico, anche se non ho ben chiaro cosa sia 🙂

  • Ciao Fue,
    finalmente sono riuscito a recuperare il tuo racconto…
    Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso. Una storia davvero assurda, ma ugualmente credibile.Sarcastica, appunto.
    Avevo apprezzato il tuo sarcasmo nel primo racconto, ma qui siamo a livelli stellari.
    L’unica osa che non mi ha convinto è il contesto delle varie scene, nel senso che non descrivi quasi nessun luogo. In mancanza di una descrizione precisa, la mente tende a compensare rievocando ricordi o luoghi comuni. Per esempio, non hai descritto il pub. Per immaginarmi il tuo racconto mi sono dovuto inventare io l’interno del locale, e per farlo ho immaginato l’interno del locale che frequento di solito. Inevitabilmente mi sono tornate in mente un sacco di serate passate lì dentro con gli amici, tutti i concerti che ci ho visto, gli svariati brindisi, le feste, ecc.. Il tutto mentre la mia mente continuava a leggere.
    Forse la cosa è voluta, dato che hai affidato la narrazione quasi interamente ai dialoghi, ma mi sembrava giusto fartelo sapere. Prendi la mia osservazione con le pinze. Non mi ritengo e non sono affatto uno scrittore professionista.
    In fine, complimenti per i personaggi. Tutti con la loro voce, la loro personalità e il loro carisma. Magnifica la parolaccia alla fine del quinto capitolo (te lo dico io che solitamente disprezzo la volgarità, ma qui era davvero contestualizzata magnificamente).
    Ciao, a presto! 😀

    • Ciao Line,
      Sono molto contento che sia riuscito a leggere il mio nuovo racconto. E mi fanno molto piacere le tue osservazioni. La mancanza di descrizioni è voluta, ho voluto concentrarmi sui dialoghi. La speranza era quella di riuscire a descrivere il contesto e di caratterizzare i personaggi solo in base alle loro parole. Cosa veramente ardua immagino. Ma ormai ho deciso di prendere questa strada e credo che la percorrerò, insieme a chi vorrà continuare a seguirla insieme a me ovviamente, fino alla fine.
      Il fatto che leggendo dei dialoghi (surreali o meno) tu abbia evocato dei ricordi personali e sia riuscito a trovarti in un ambiente piacevolmente familiare, mi ha fatto molto piacere. A meno che non sia il mio FueGodcentrismo a farmi travisare le tue parole, la tua critica sembra quasi un complimento. Che non prenderò con le pinze 😀
      Grazie ancora di aver trovato il tempo di leggermi,

      a presto

  • Tautologie illuminanti!
    Ma che capitolo, FueGod! Un’entrata in scena epica, grandiosi gli elfi e il loro modo di parlare… Mamma mia, mi hai fatto morire! Ahahahahahah.
    Te l’ho già detto e te lo dico di nuovo, tanto non fa male: questa storia mi piace un sacco!
    Complimenti

    Alla prossima

  • Come resistere al potere delle tautologie illuminanti, dopo la plumbea nube che irrigherà l’effimera festività con la gelida pioggia della consapevolezza?
    Ho dovuto cercare “dharmico” nel dizionario, tutto questo background similbuddista supera largamente le mie misere conoscenze, ma seguo sempre più affascinata, soprattutto dopo cotanta descrizione degli Elfi. La canotta su pantaloni gessati / pantaloni di lino, semplicemente sublime…..il esitano sul fuoco con gli improperi, poi!
    M’inchino rispettosamente

  • Ciao FueGod,
    di questo capitolo ho apprezzato particolarmente il passaggio dal decadimento del flusso Dharmico al porca troia del seitan bruciato…impazzisco comunque per tutti i tuoi sublimi dialoghi surreali 😉
    Ora non so che scegliere, sarebbe bello poter avere una tautologia maleddettistamente estetica (o nirvanica)…
    Mi accontenterò di quella illuminante, per ora…
    Alla prossima!

  • Io andrei alla ricerca del profeta 😉
    Beh però che peccato leggere “volevo curare tutte le malattie mentali” , “e ci è riuscito?”, “ovviamente no” grrrrr magari ci fosse riuscito eh? 🙂
    Bel pezzo, comunque, mi è piaciuto molto. Continua così 😉

  • Ciao FueGod,
    non sapevo che dall’orgasmo decuplicato all’istinto assassino il passo fosse così breve…la cosa mi preoccupa un po’, ne parlerò con mio marito ;-D ;-D ;-D
    Leggendo questo capitolo mi pento di aver preso così in antipatia il mio professore di chimica e fisica tanto da aver poi odiato anche le materie che insegnava….comunque mi fido di te…
    Mitico scienziato che si scusa dei troppi dettagli e poi racconta dell’esplosione orgasmica della consorte….dovendo giudicare il capitolo non posso che definirlo “godevole”, aggettivo che ti ho dedicato e che qui mi pare calzare a pennello!
    Bravissimo come sempre e…io voglio gli Elfi!!!

  • Alla ricerca del profeta, più che altro perché ‘sti due kul1piatti non si sono ancora mossi dal bar! 😀
    Grande scienziato grunge! Esilarante. A parte che il tuo dottor Stella fa sembrare le saccenti cialtronaggini del Dodi di Moneta roba da terza elementare.
    Bravo, complimenti e… sì, sono d’accordo sul fatto che la dimensione di questo racconto sia quella della pièce teatrale (lo penso dal secondo capitolo) e con questo mi contraddico, perché allora avrei dovuto scegliere che il profeta arriva al bar… ah, la coerenza!
    Ciao a presto

  • Non ho avuto il profeta stavolta che lo volevo, adesso che vada al diavolo!
    Ho un’obiezione all’obiettivo delle ricerche dello scienziato: per quello maschile può essere utile, ma decuplicare un orgasmo femminile mi sembra inutile anzi eccessivo, se non fastidioso. Provocarlo quando latita, d’accordo, ma laddove esiste decuplicarlo è inutile. Non so se hai mai visto le “lezioni di sesso” di Luttazzi con “climax, anti climax e tutti i piccoli climax a durante la curva di discesa” di lei contro il “puff” di luI, ma mi ci hai fatto pensare.
    Certo che i nostri eroi l’hanno avuta la scossa al loro trantran!
    Credo di soffrire anche io di momenti di estremi cognitivi antipodali! XD
    Ciao

    • Ah eccoti infine.
      Questi commenti sconci mandati in moderazione!
      Ah la dura censura del regime!
      Befana, le tue motivazioni potranno anche essere dettate dal buon senso, ma sarà vero? Solo evidenze sperimentali effettuate su una casistica opportuna e ben definita potrebbero dare conferme, oppure smentite, alle teorie dello Scienziato.
      Noi non sappiamo se egli abbia studiato l’effetto del farmaco su una quantità di soggetti tale da risultare statisticamente significativo.
      Che noia quello che sto scrivendo.
      In ogni caso la partita di farmaco inviata era quella sbagliata e, forse, non si parlerà più di orgasmi decuplicati.
      Chi non soffre di momenti di estremi cognitivi antipodali?

      a presto

  • “Freddie, c’è uno che ci guarda.”
    “Giulio, hai rotto il cazzo.” 🙂

    E l’intuizione che modificando il decadimento metabolico bla bla… osservando l’orgasmo della moglie. Ma è bravo (a letto) lo scienziato grunge o è sua moglie che è fatta così? 😀

    “Il soggetto sviluppa un istinto omicida tale da voler eliminare fisicamente chiunque gli si trovi intorno.” 🙂
    Ha ragione Befana, sei pazzo. Ma hai una fantasia rara e scrivi bene 😉

    • Ciao Zeta,
      Ti stavo per chiamare Preck anzichè Zeta. Non so se è un bene o un male.
      Comunque si, la mia è una scelta stilistica e credo durerà almeno fino a metà racconto.Poi vedo come mi prende. E se continua a non annoiare.
      Come ha detto Befana in precedenza, va immaginata come una pièce teatrale. O come un film incentrato sui dialoghi. O cose del genere.
      Grazie del commento,

      a presto

  • Ho votato per il Poeta.
    La storia è surreale e ciò mi piace.
    I dialoghi sono, a volte, poco coerenti: due ragazzi che usano un lessico ‘alto’ e poi coniugano i verbi in modo molto ‘basso’. Non sbagliato, ma difficile che una persona passi da un italiano scolastico a uno parlato così repentinamente.
    Idem per il Nano.
    È una piacevole lettura e perciò ti seguo.

    • Ciao Tom,
      io sono un po’ confuso. Cioè, il passaggio dal lessico alto a quello basso senza però sbagliare la coniugazione mi sfugge. Probabilmente hai ragione, i dialoghi sono strani e forse lo sono per questo motivo. O forse non c’entra nulla.
      Ieri ho visto split al cinema. Forse ho diverse personalità con diverse abilità lessicali che anzichè emergere si fondono.
      Non so cosa sto dicendo.
      Mi fa piacere che ti faccia piacere la lettura e che continui a seguirmi.

      A presto

  • Ciao FueGod,
    con piacere mi sono accorta della pubblicazione di questa nuova puntata…al riepilogo di Freddie su quello che avrebbero dovuto dire in caso di chiamata alla polizia mi stavo strozzando col boccone appena infilato in bocca: mi ha fatto troppo ridere!!!
    Il mistero si infittisce, la storia mi piace davvero, il tuo stile ironico anche!
    Complimenti e alla prossima!

    Ps: mi sono appena accorta che nell’altro commento ho praticamente inventato un nuovo aggettivo: “godevole”!!! Questo è il risultato quando si inframezzano Public Relations sul sito con disbrigo di faccende domestiche….vabbè, era comunque per complimentarmi con te, che hai uno stile che fonde il gradevole e il godibile 😉

  • Ho due certezze in più: tu sei matto e questa storia mi fa molto ridere, particolarmente in questo terzo capitolo. Il Nano non so da che setta sia uscito ma è delizioso, i tuoi due amici mi ricordano vagamente i miei in certe serate molto fumose e molto alcoliche.
    Hai avuto qualche problema di punteggiatura in questo capitolo, ma il testo è godibilissimo. Ormai è una storia fatta di dialoghi ma la immagino come una pièce teatrale un po’ surreale e ci sta benissimo.
    Ho scelto il Profeta Lapalissiano perché non mi sembra fosse già citato nella risma di personaggi improbabili vista in precedenza.
    “Quei dadaisti si sono venduto al Poeta, questi sono due stagionali” è forse la mia perla preferita, ma è difficile scegliere 🙂

    • Ciao Maria,
      è vero, potrebbe risultare strano che il Cubano li abbia graziati. Anche io ero un po’ dubbioso rileggendolo. Forse ha dato per scontato che lavorando per Il Nano non volessero essere messi in mezzo. Forse era in effetti una cosa illegale e nessun criminale chiama la polizia se si trova nei guai per cose criminose.
      O forse il Cubano è un idiota. O è pazzo. O boh? 😀
      Vedremo.
      Grazie della tua presenza,

      a presto

  • Scienziato grunge, così magari scopro esattamente cosa vuol dire ‘grunge’.
    Il capitolo mi ha divertito molto.
    ‘Velocizza il ritmo! Libera il tuo intuito!’… ma il Nano chi è? Un editor? Un insegnante della scuola Holden? 😀
    Un’osservazione, come al solito, di gusto personale: i dialoghi sono resi bene, vivi e interessanti, ma sei sicuro che non stiano prendendo troppo il sopravvento?

    Ciao a presto

  • Ciao FueGod,
    davvero godevole l’incipit della tua storia, mi ha fatto molto divertire!
    Scambio di battute molto frizzante e prossimi sviluppi tutti da scoprire. Seguo la storia con grande curiosità e intanto ho votato per il no di Freddie: vediamo cosa saprà escogitare il nano per convincerlo, no?

  • Ovivo che io scelga il blackout!
    Un po’ come il mio, FueGod. A suo tempo letto il primo capitolo e mi accorgo solo ora che non l’ho commentato. Mi spiace.
    La storia mi piace proprio e mi dà l’impressione che tu stia in un certo senso ‘sperimentando’ uno stile per vedere come ti riesce. In effetti hai scritto due capitoli di soli dialoghi e a mio parere ti sono riusciti veramente bene.
    Rimedio seguendo la storia (scherzo! sul rimedio, non sul seguire la storia)
    Ciao a presto

  • Tutto questo non ha senso 😀 cioè, mi riferisco alla genialità del dialogo fra i tre, dove sembra che nessuno dei presenti sia del tutto contento di trovarsi davanti agli altri due 😀 c’è un pizzico di “follia” che aleggia su tutto questo capitolo che trovo assolutamente esilarante! E visto che voglio che continui, scelgo “Certo signor Nano” 😉

  • Sono sicura 😉 : propone loro un affare. I nani sono notoriamente furbi e brillanti 🙂
    Incipit particolare, il tuo. Quasi interamente basato sui dialoghi che – tra l’altro – sono divertenti, hanno contenuto interessante ma fanno anche sorridere. Bene, basta, non sono qui per metterti il voto… anzi sì, te l’ho già dato ma non intendevo in quel senso. Scusa, dev’essere l’ora, sto vaneggiando. 😉 al prossimo episodio!

  • Ciao FueGod, il titolo del tuo racconto mi ha incuriosita… ed eccomi qui! L’inicipit mi è piaciuto tanto e la questione del Nano è proprio originale… ti confesso che gli Umpa Lumpa della vecchia Fabbrica di cioccolato… quelli verdi… mi procuravano lo stesso sudore freddo di Giulio 😉
    A presto!

  • AHAHAHAHAHAH 😀

    Forse ho trovato i buddisti di cui parli, sembra scientology ma senza mania di annientare il resto del mondo 🙂

    Propone loro un affare.

    Sei bravissimo. (e ho dei sospetti sulla tua identità, ma forse sono i postumi di un trauma :D)

    Non so quanto sarà facile mantenere così alti l’umorismo e l’interesse, ma provaci 😉

  • Il nano ha bisogno di aiuto.
    I due ragazzi afoggiano un lessico interessante, deduco che siano studenti o laureati.
    L’incipit è intrigante e il dialogo ben costruito.
    Fossi in te non abuserei dei puntini di sospensione. Ok, è un dialogo. Ok, si interrompono a vicenda più volte. Però…
    🙂
    Vai avanti, voglio conoscere il seguito.

  • Interessantissimo questo primo capitolo! Partendo dall’inizio fino alla fine sembra quasi che l’incipit prenda “direzioni diverse” continuamente, a partire da una semplice chiacchierata per passare a discorsi quasi filosofici per fine con questa strana (e un po’ inquietante) figura di un generico nano.
    Bello bello bello, metto fra le seguite 😉

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