Sono un medico

Un’altra bellissima giornata

Nella mia grande casa,seduto nel mio altrettanto grande tavolo,sorseggio il primo caffè della mia giornata. Anche questa mattina tutto è perfetto. Ogni mattina della mia vita è sempre stata perfetta.

Dottore tra mezz’ora l’aspettano allo studio”                                                                

Annuisco alla mia cameriera e mi alzo per dirigermi allo studio.

Il mio grande e bellissimo studio.

Non ho mai sognato di fare il medico.

Da piccolo svenivo ogni volta che vedevo una goccia di sangue e mi ricordo nitidamente che stavo quasi per dare di stomaco la prima volta che vidi mio padre ricucire braccio di mia sorella.

Ma non ho potuto fare altrimenti. Non potevo venire meno alla tradizione.

Non sei libero di seguire i tuoi sogni quando tuo padre è medico,e così il padre di tuo padre e ancora il padre del padre di tuo padre.

E non importa che tu non senta scorrere dentro le vene il fuoco sacro della medicina,non importa che tu non senta nessunissima passione per la medicina,non importa che qualche volta ,quando vedi un po’ di sangue in più,tu ti senta ancora quel piccolo bambino pronto a svenire o dare di stomaco.

Non importa, ti passerà.

Non importa, lo supererai.

A mio padre interessava solo che diventassi medico. Tutto il resto non importava.  Dovevo diventare medico e dovevo diventarlo al più presto.

Appena finita la maturità dritto a studiare.

“Guai se non superi l’esame” un pugno allo stomaco

“Guai se mi dovrò vergognare di te” un altro pugno allo stomaco

e soprattutto “Non voglio mai più vedere quella dannatissima macchina fotografica”

Il colpo più forte che abbia mai ricevuto. Dritto al cuore. 

Qualsiasi tentazione si fosse posta tra me e la sua ambizione di fare di me un medico doveva essere eliminata.

Anche quella dannatissima macchina fotografica che mi aveva regalato proprio lui per il mio tredicesimo compleanno. La mia amatissima macchina fotografica. Non l’ho più rivista dal giorno in cui iniziai l’università di medicina. Ancora oggi mi chiedo dove l’abbia messa. 

L’ho odiato.

Ho odiato lui e la sua ambizione perché mi hanno distrutto pezzo per pezzo. Mi hanno distrutto,poi hanno ripreso in mano i pezzi e ne hanno fatto un medico.

Oggi,infatti, sono un medico. Il più caro e famoso cardiologo della città. E tutto questo grazie a mio padre.

Incontro ancora quel ragazzino disgustato dal sangue.

Lo vedo allo specchio quando mi sistemo la cravatta prima di raggiungere l’ospedale,cammina al mio fianco lungo i corridoi del reparto, gioca a calcio con una pallina fatta con il mio ennesimo elettrocardiogramma.

Lo vedo ,con i suoi occhi pieni di sogni, guardarmi disgustato. 

Non ho mai tradito mio padre.

Non ho mai tradito il padre di mio padre.

Ma ho tradito lui.

Certe volte sono occhi giovani e pieni di sogni a guardarmi disgustati. Altre volte,le volte peggiori, sono i miei stessi occhi a guardarmi disgustati.

Occhi stanchi e delineati da occhiaie profonde.

Poi prendo il camice,lo indosso e volto le spalle.

A me ,ai miei sogni,ai miei piccoli pezzettini di anima. Io sono pronto. Pronto ad iniziare un’altra bellissima giornata nella mia bellissima vita.

Sono un medico.


Dopo una notte di turno lui rivede sé stesso da piccolo.Il piccolo inizia tormentarlo.Cosa succederà?

  • Cercherà di evitarlo e di non ascoltarlo (67%)
    67
  • Penserà che la sua vita può cambiare,inizierà ad ascoltare veramente il bambino (33%)
    33
  • Penserà di essere impazzito (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

15 Commenti

  • Ciao Emmegi,
    molto intenso questo capitolo. Il migliore amico di un bambino solo può essere una macchina fotografica? Sì, decisamente.
    Il fatto che il suo sé bambino lo stia aiutando a ricordare mi piace molto, mi piace sapere che c’è una speranza per il protagonista di ritrovare la sua infanzia perduta, e di rielaborarla per diventare un adulto migliore.
    Aspetto il prossimo episodio, brava.

    • Grazie mille per recensione! Mi fa davvero piacere che la storia piaccia. Il bambino è un l’ancora di salvezza di Tommaso e l’unica speranza di riuscire a migliorare la sua vita. Sai che nella prima fase di scrittura avevo pensato di fare dire al piccolo Tommy che gli avrebbe ridato la “speranza”… poi però ho deciso per la felicità :-). Staremo a vedere cosa sceglierà il pubblico, ancora grazie e ciao 🙂

  • Woow che bello questo racconto l’ho scoperto solo ora ed ho letto tutti e 4 gli episodi in un solo colpo e mi hanno tanto colpito. Ho apprezzato molto il primo episodio del sogno perduto per non deludere i desideri di un genitore ed ora ho voglia di scoprire cosa combineranno i due Tommy.

    P.S: Se hai voglia di leggere anche il mio racconto dal titolo “Eravamo ad un passo da noi” sarei molto felice di ricevere una tua opinione, mi raccomando continua a scrivere perche voglio scoprire come andrà a finire!

    • Ciao! Piacere di conoscerti :-). Sono davvero felice che la storia ti piaccia. Il sogno distrutto dal padre è un po’ la linea guida di tutto il racconto. Presto scoprirai cosa combineranno loro! Passerò con piacere a leggere la tua storia, a presto

  • Ciao,
    sono felice di constatare che hai tenuto fede alla promessa. Brava, molto ben scritto questo nuovo capitolo. La storia si fa sempre più interessante. Il ritrovarsi in un sé bambino è un percorso originale, mi piace molto.
    Aspetto il prossimo e seguo.
    Alla prossima!

  • Ciao,
    molto carino il tuo racconto. L’ho letto d’un fiato. Solo ti direi di leggere bene prima di pubblicare, ci sono piccoli errori di battitura e dimenticanze… Non si era detto che trovavano un’intesa?
    Invece pare che il capitolo verta su un’opzione meno votata… Scusa, ma in questo capitolo pare, piuttosto, che siano andati insieme dallo psichiatra, che per altro non ha prescritto alcun farmaco, strano, gli psichiatri non fanno altro.
    Alla prossima!

    • Ehi ciao… grazie per avere letto la storia. Sono contenta che sia piaciuta! E grazie anche per avermi fatto notare gli errori, nella fretta di pubblicare non sono stata molto attenta!! Rimedierò presto :-). Come dici tu sono andati dallo psichiatra, uno un po’ insolito, e anche se quell’uomo gli avesse prescritto dei farmaci non credo che Tommaso li avrebbe mai presi! Per farmi perdonare però nel prossimo capitolo ho provato sia a svolgere l’opzione più votata sia a fargli trovare un’intesa 😉

  • Benvenuto,
    Ho letto la storia di questo uomo che come molti e stato costretto a seguire una strada già delineata per lui. C’è in lui un barlume di speranza, visto che si vede e si critica. Infondo sa che qualcosa sta cambiando, ma all’inizio il cambiamento, sopratutto sofferto si constrata sempe.
    Bravo bell’inizio.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi