Flamma

Dove eravamo rimasti?

Dopo essersi svegliata, dove si trova Ambra? Distesa sul lettino del dottore. (67%)

Dubbi...

Aprii gli occhi, ero sdraiata in un posto con il soffitto bianco. Mi faceva male la testa ma non ne ricordavo il motivo. Mi feci forza con la braccia e mi misi a sedere. Mi trovavo in una stanza d’ospedale e accanto a me c’era uno di quei cosi per misurare il battito cardiaco. Pochi secondi dopo la porta della stanza si aprì ed entrò mia madre.

– Ambra! Oh, come ero preoccupata, stai bene? – disse abbracciandomi.

– Mamma, cosa è successo? – chiesi.

– Ti ha trovato la polizia svenuta nel parco pubblico – rispose lei – Cosa ti è successo?

– Non mi ricordo… – dissi in un sussurro. Lei annuii.

– Vado ad avvisare i dottori che stai bene e che ti posso riportare a casa – disse la mamma avviandosi verso l’uscita. Restai lì a pensare, a riflettere, cercando di ricordare, ma nella mia mente non c’era altro che il buio. Sapevo che era successo qualcosa, sapevo che nei miei pensieri poco tempo prima c’era qualcosa, ma cosa? Abbassai la testa e un ciocca di capelli mi ricoprì gli occhi. Ma quelli non erano i miei capelli: erano d’oro, risplendevano come oro. Non badai molto a quella scoperta: ero troppo presa dai miei pensieri.

Mi misi a piangere senza motivo.

– So come ti senti, Fiamma mia – disse una voce.

Non le badai, ero troppo presa dal mio pianto improvviso, ma la voce continuò: – Tu hai il fuoco nel cuore, usalo con saggezza e attenzione, ogni sbaglio può essere fatale.

Mi bloccai: quella frase l’avevo già sentita.

– Chi sei? – urlai.

– Chiunque tu voglia che io sia – rispose la voce. Poi si sentì un fruscio e la voce tacque.

Dopo una veloce visita da parte dei medici, la mamma mi riportò a casa.

– Mamma, perché ho i capelli d’oro? – le chiesi mentre eravamo in macchina.

– In che senso, tesoro?

– Ma come? Tu non vedi… – mi bloccai – Lascia stare – le dissi pensando che fosse meglio lasciare perdere. Arrivammo a casa e mi chiusi nella mia stanza, mi buttai sul letto a piangere, piansi finché non ci fu più acqua nei miei occhi, ma continuavo a essere triste e afflitta per una ragione a me sconosciuta.

– Spettro! – urlai in un momento di confusione e disperazione totale, ma non avevo idea del perché l’avessi detto. – Spettro! – ripetei al nulla. Urlai e mi dimenai nel letto come un bebè ma non sapevo perché lo stessi facendo, era come se mi avessero tolto il mio essere me. – SPETTRO!!! – urlai con tutta me stessa come se non sapessi dire altro.

– Calmati, Fiamma mia – disse la voce che avevo sentito prima. La mia mente si rilassò e i muscoli si stesero. Respirai a fondo.

– Chi sei? – chiesi ancora alla voce. La presenza non rispose. Sentii un calore sul petto, mi toccai il punto preciso e sentii che c’era qualcosa di liscio: era una pietra rossa attaccata al mio collo con una catena d’oro. Improvvisamente la testa cominciò a girarmi, ma si fermò subito e quando questo accadde una piccola parte della mia memoria era tornata: ricordavo chi era Spettro, ricordavo che mi aveva salvata più di una volta e ricordavo la sua casa sul fondo dell’oceano, ma non ricordavo da cosa e perché mi avesse salvata. C’era ancora del buio nella mia mente.

– Spettro, cosa faccio? – chiesi tra i rimorsi e le colpe che affioravano dentro me.

– Vittoria… – disse Spettro, poi si sentì di nuovo un fruscio.

– Cosa? – chiesi, ma Spettro non rispose. Ripensai a cosa mi aveva detto: “Vittoria”. Io la conoscevo, era una mia amica e compagna di classe ma niente di più. Decisi che sarei andata a casa sua. Misi scarpe e felpa per poi uscire di casa. Camminai per i cinque isolati che mi separavano da casa sua, quando fui davanti alla porta suonai il campanello. Aprì la mamma di Vittoria.

– Ciao, cosa posso fare per te? – chiese gentilmente la donna.

– Vittoria è in casa?

– Chi è Vittoria?

– Vostra figlia…

– No, io non ho figli – rispose la mamma/non-mamma di Vittoria.

Me ne tornai a casa pensosa, “Possibile che la madre di Vittoria non si ricordasse di sua figlia?” pensai mentre camminavo. Quando entrai in casa era ormai ora di cena. Mi lavai le mani e mi sedetti a tavola. All’inizio non notai nulla di strano, eravamo io, mamma e papà, ma poi una terribile sensazione mi pervase.

– Dov’è Davide? – chiesi.

– Chi è Davide? – chiese mia mamma. Restai a bocca aperta per qualche secondo, mi alzai di scatto e tornai in camera. Mio fratello e Vittoria erano spariti! Nessuno si ricordava di loro! Per esserne sicura al cento per cento andai a frugare nel mio album dei ricordi. Niente, non c’erano le foto del compleanno di Davide e nelle foto scolastiche Vittoria non c’era ma al suo posto era rimasto un buco fra i ragazzi. Mi accorsi però che oltre al buco di Vittoria c’erano altri due buchi. Possibile che…

Prima che potessi finire il pensiero, il mio corpo cominciò a muoversi senza il mio comando, uscii di casa e mi diressi verso una sorta di boschetto minuscolo presente dietro il parco. Lì mi fermai davanti ad un grande albero e

Ambra entra nell’albero. sentii riprendere il controllo del mio corpo. Non sapevo che fare: era un normalissimo albero! Ci girai intorno ma invano.

Cosa succede adesso?

  • Ambra entra nell'abero. (50%)
    50
  • Lo spettro dell'acqua la porta a casa sua. (25%)
    25
  • Il mostro della mente le appare davanti. (25%)
    25
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

37 Commenti

  1. Ciao Fior! Un bel finale. Come in una fiaba, un bacio ha infine risolto la questione 😀
    Mi è piaciuto leggere la tua storia, mi è piaciuto scoprire quanto scrivi bene e quanto sei determinata.
    Bravissima.
    Ho visto che anche camostilla ha terminato e mi è sembrato di capire che avete già un progetto insieme. Vi terrò d’occhio, con interesse e ammirazione. E ogni tanto, se non disturbo, proverò a fare qualche ‘osservazione costruttiva’. 🙂
    Ciao, buon weekend!

    • Ahm… Non ho capito bene cosa vuoi dire…
      So che il fantasy non è proprio un genere che piace a tutti, ma nessuno mi era mai venuto a dire che non gli piace il libro, hai coraggio! 😉
      Mi dispisce che non ti piaccia, ma spero che darai almeno un’occhiata alle storie che farò in futuro.

    • Leggo ora. Ma vorreste continuare a scambiarvi la staffetta? Per ora la storia tiene bene e ci sono ancora molti misteri da scoprire, ma se volete fare una saga, vi consiglio di iniziar a tener traccia di cosa è successo, rapporti tra i personaggi, funzionamento dei poteri (quelli finora scoperti), eccetera, eccetera, in modo da mantener coerenza nella storia 😉

      In ogni caso, io vi seguo 😛

      Ciao 🙂

    • Buonasera camostilla e buonasera Fior
      Visto che chiedi a noi lettori… dico la mia: mi piace molto questo vostro esperimento (l’ho già scritto), mi sembra simpatico e anche molto utile come ‘esercizio’.
      Quindi sì, io sono d’accordo!
      Ciao. buiona serata a entrambe.
      Ah, ho votato ‘sono stati rapiti’ 😉

  2. Rieccomi, Fior. Oh, mannaggia, ho votato ‘Ambra entra nell’albero’ e ho fatto pareggiare le opzioni. Spero che non sia un problema. Il Mostro della mente è descritto benissimo ed è spaventos(issim)o. Il suo potere è angosciante, mi hai fatto sussultare quando ho scoperto che cancella i ricordi delle persone. C’è qualcosa di più terribile?
    Brava brava brava!
    Ciao, ri-buona settimana

  3. Rieccoci Fior,
    Ho votato il Mostro del Tempo. Il tempo è affascinante e misterioso.
    C’è qualcosa che turba Ambra, qualcosa che non la fa sentire completamente serena. Ma non è una minaccia esterna, viene da dentro di lei… qualche brutto pensiero…
    Fantasia e azione in un testo scorrevole.
    Continua così, piccola autrice.
    Buonanotte

  4. Rieccomi Fior Di Arancia!
    Ho votato che la squadra fa una grande scoperta.
    La storia mi piace proprio, è fantasiosa e un po’ misteriosa.
    E mi piace tantissimo quello che hai fatto con camostilla: continuare la storia di qualcun altro è divertente e difficile.
    Brava, tu e camostilla siete dei piccoli miti che date già del filo da torcere a parecchi qui dentro!
    Ciao e buon weekend.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi