Flamma

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede adesso? Ambra entra nell'abero. (50%)

Nel mondo dei mostri

“Stupido albero!”Pensai mentre fissavo il massiccio tronco marrone. “Che cosa avrai di tanto speciale?”Ero lì da un bel po’ ma non trovavo nulla di particolarmente attraente in quella pianta. Sbuffai, poi cominciai a fare l’ennesima ispezione del tronco. L’occhio mi cadde su dei forellini, erano fatti molto bene, come da un abile artigiano. All’inizio pensai che li avessero fatti quei ragazzacci senza scrupoli, ma poi qualcosa mi disse che erano importanti. Tanto per provare infilai l’indice in uno dei buchetti: l’albero si illuminò di una luce immensa. Provai a ritrarre il dito ma non ci riuscivo, era come se fosse bloccato!

La luce dell’albero mi abbagliò e chiusi gli occhi. Quando li riaprii era tutto nero, era come se fossi diventata cieca. D’un tratto mi sentii mancare l’aria e il terreno scomparve. Uno spiraglio di luce tornò: ero sospesa nell’aria sopra un pozzo senza fondo (o almeno così sembrava). Cominciai a precipitare come se la superficie invisibile che mi reggeva si fosse dissolta. Mentre precipitavo strillai dallo spavento, avevo freddo per l’aria che mi veniva in faccia. Precipitai per un bel po’, penso all’incirca trenta-quaranta secondi. Poi intravidi un terreno sotto di me, un terreno di … di… roccia! Il panico mi assalì: mi sarei sfracellata! L’impatto fu doloroso, molto, molto doloroso. Strillai dal dolore per poi svenire. Fui svegliata non so dopo quanto da un bambino di circa nove anni. Mi scuoteva le spalle cercando di farmi rinvenire.

– Sveglia! Sveglia! – mi urlava. Faticosamente mi misi a sedere e lo guardai, lui fece una faccia compiaciuta. Aveva i capelli marrone scuro e gli occhi di un azzurro intenso incredibile. Avevo un mal di testa dolorosissimo, per non parlare della gamba. Mi massaggiai la testa.

– Chi sei? – chiesi al ragazzino dopo un po’.

– Luca – rispose. – Dobbiamo andare! – disse poi incitandomi ad alzarmi.

Mi ero stortata la caviglia e non riuscivo a camminare. Mi alzai comunque e  zoppicando un po’ seguii il ragazzino attraverso una porticina che si apriva  nella stanza circolare dove ero atterrata. Non appena superata la porta mi trovai in una radura. Mi girai a guardare e vidi che la porta attraverso cui ero appena passata era su un albero: non una stanza gigante e altissima ma un albero! Era scentificamente impossibile!”Niente qui è possibile”,pensai seguendo il ragazzino.

– Dove stiamo andando? – chiesi a Luca.

– Vieni! – rispose lui. Attraversammo un boschetto fatto di alberi con le chiome nere. “Il bosco nero!”mi ritrovai a pensare come se conoscessi quel posto e il suo nome … ma io non ero mai stata lì, vero? Luca si fermò e chiuse gli occhi, riaprendoli poco dopo. Immediatamente la mia caviglia non fece più male, era un miracolo!

– Sei stato tu? – chiesi meravigliata a Luca.

– No! – rispose lui come se fosse ovvio. Ci avviammo verso una pianura fatta di erba blu. “Come mai ho l’impressione di aver già visto tutto questo?”,mi chiesi.

Nella pianura ci apettava una ragazza sdraiata sull’erba. Era circa della mia età, aveva gli occhi di un marrone chiaro bellissimo e i capelli neri. Appena ci vide si alzò e ci venne incontro.

– Ah, eccovi! – disse avvicinandosi. Mi diede la mano.

– Piacere, sono Sofia!- Strinsi la mano titubante.

– Io Ambra – dissi con un filo di voce. Lei annuì sorridendo.

– Vittoria mi ha parlato di te – disse Sofia.”Vittoria?”Pensai.

– No, aspettate! Fermi tutti! – dissi alzando le mani come un vigile. – Voi mi dovete spiegare un bel po’ di cose – dissi cercando risposte. Luca e Sofia si guardarono preoccupati.

– Che tipo di cose? – chiese Sofia.

– Che posto è questo; come avete fatto a curarmi la gamba; cosa c’entra Vittoria in tutto questo; cosa c’entra Spettro in tutto questo … – dissi elencando le domande sulle dita.

Sofia si morse il labbro.

– Tu non ti ricordi … – disse con sguardo preoccupato la ragazza.

– E che cosa dovrei ricordarmi? Da quanto so, non hanno ancora inventato una macchina per cancellare la memoria! – gridai disperata. Sofia abbassò lo sguardo. Poi sospirò.

– Ci sono cose che le persone normali non possono capire – disse quasi in un sussurro.

– Se io sono una persona normale, voi siete speciali? – chiesi.

– Tu non ti ricordi, ma eri speciale anche tu.

Non capivo, mi sforzavo di capire, ma solo dubbi e domande erano presenti nella mia testa. Perché ero speciale? In che senso “speciale”? Chi ero io? Mi sedetti per terra tra pensieri e domande. Sofia si abbassò e mi mise una mano sulla spalla.

– Non è colpa tua – disse in un sorriso – È stata Lei a cancellarti la memoria.

– Chi è Lei? – “Qualcuno mi spiega perché sto facendo domande che mi sembra di aver già fatto?!”Pensai.

– Sei molto ingenua, Fiamma mia – disse una voce dietro di me, mi voltai, un ragazzo dai capelli azzurri mi sorrise. Mi alzai e abbracciai Spettro. Cominciai a piangere.

– Cosa devo fare Spettro? – chiesi disperata.

– Non posso dirtelo io cosa devi fare tu – rispose lui accarezzandomi la testa.

– Puoi venire con noi – disse Sofia. Mi girai verso di lei e le sorrisi.

Cosa è successo agli altri membri della squadra?

  • Sono tornati nel mondo reale. (60%)
    60
  • Sono in giro ad ispezionare. (0%)
    0
  • Sono stati rapiti dal mostro della mente. (40%)
    40
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37 Commenti

  1. Ciao Fior! Un bel finale. Come in una fiaba, un bacio ha infine risolto la questione 😀
    Mi è piaciuto leggere la tua storia, mi è piaciuto scoprire quanto scrivi bene e quanto sei determinata.
    Bravissima.
    Ho visto che anche camostilla ha terminato e mi è sembrato di capire che avete già un progetto insieme. Vi terrò d’occhio, con interesse e ammirazione. E ogni tanto, se non disturbo, proverò a fare qualche ‘osservazione costruttiva’. 🙂
    Ciao, buon weekend!

    • Ahm… Non ho capito bene cosa vuoi dire…
      So che il fantasy non è proprio un genere che piace a tutti, ma nessuno mi era mai venuto a dire che non gli piace il libro, hai coraggio! 😉
      Mi dispisce che non ti piaccia, ma spero che darai almeno un’occhiata alle storie che farò in futuro.

    • Leggo ora. Ma vorreste continuare a scambiarvi la staffetta? Per ora la storia tiene bene e ci sono ancora molti misteri da scoprire, ma se volete fare una saga, vi consiglio di iniziar a tener traccia di cosa è successo, rapporti tra i personaggi, funzionamento dei poteri (quelli finora scoperti), eccetera, eccetera, in modo da mantener coerenza nella storia 😉

      In ogni caso, io vi seguo 😛

      Ciao 🙂

    • Buonasera camostilla e buonasera Fior
      Visto che chiedi a noi lettori… dico la mia: mi piace molto questo vostro esperimento (l’ho già scritto), mi sembra simpatico e anche molto utile come ‘esercizio’.
      Quindi sì, io sono d’accordo!
      Ciao. buiona serata a entrambe.
      Ah, ho votato ‘sono stati rapiti’ 😉

  2. Rieccomi, Fior. Oh, mannaggia, ho votato ‘Ambra entra nell’albero’ e ho fatto pareggiare le opzioni. Spero che non sia un problema. Il Mostro della mente è descritto benissimo ed è spaventos(issim)o. Il suo potere è angosciante, mi hai fatto sussultare quando ho scoperto che cancella i ricordi delle persone. C’è qualcosa di più terribile?
    Brava brava brava!
    Ciao, ri-buona settimana

  3. Rieccoci Fior,
    Ho votato il Mostro del Tempo. Il tempo è affascinante e misterioso.
    C’è qualcosa che turba Ambra, qualcosa che non la fa sentire completamente serena. Ma non è una minaccia esterna, viene da dentro di lei… qualche brutto pensiero…
    Fantasia e azione in un testo scorrevole.
    Continua così, piccola autrice.
    Buonanotte

  4. Rieccomi Fior Di Arancia!
    Ho votato che la squadra fa una grande scoperta.
    La storia mi piace proprio, è fantasiosa e un po’ misteriosa.
    E mi piace tantissimo quello che hai fatto con camostilla: continuare la storia di qualcun altro è divertente e difficile.
    Brava, tu e camostilla siete dei piccoli miti che date già del filo da torcere a parecchi qui dentro!
    Ciao e buon weekend.

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