Flamma

Dove eravamo rimasti?

Cosa trova la squadra all'interno del castello? La sala dove avevano incontrato il mostro della mente. (75%)

Terrore nel castello

Davanti a noi un portone, alto circa 5 metri, chiuso. Sollevai lo sguardo: tutto di legno laccato di viola scuro, una maniglia gigante davanti al mio naso. Mi girai a guardare i miei amici. Tutti stavano guardando verso l’alto, Simone escluso. Mi morsi un labbro.

– Che facciamo? – chiesi. Tutti assieme si voltarono verso di me e mi guardarono perplessi.

– Bussiamo! – esclamò Nicola. Clara alzò gli occhi al cielo, mentre Sabrina rideva sotto i baffi. Guardai il ragazzo come per dirgli: “Oh, ma ti senti bene?”. Lui scoppiò in una risatina isterica e abbassò lo sguardo. Mi girai di nuovo verso la porta e la scrutai come per cercare qualcosa che potesse aiutarci a trovare una risposta a tutte le nostre domande. La porta non mi diede alcun genere di indizio, o almeno non parlando. Qualcosa mi disse di allungare la mano, (ultimamente mi succede sempre più spesso che qualcosa mi dica di fare qualcosa … non so se mi spiego): obbedii all’istante e la mano passò attraverso il legno. Ritrassi di scatto la mano come se avessi avvertito qualcosa di pericoloso all’interno, ma in realtà non avevo sentito niente. Un verso di stupore si levò alle mie spalle. Mi voltai e vidi che tutti mi guardavano a bocca aperta.

– Hai trovato l’entrata… – disse Vittoria in un sussurro, non risposi e stetti immobile a scrutare gli altri membri della squadra nella speranza che dicessero qualcosa. Una domanda aleggiava nell’aria ma nessuno aveva il coraggio di pronunciare quella parola che era sulle labbra di tutti: “Entriamo?”

Decisi che non potevamo aspettare lì per sempre. Feci passare nuovamente la mano attraverso il portone, poi mossi un passo dentro il legno, poi un altro passo, e in poco tempo fui tutta all’interno del castello. Mi ricordai immediatamente del luogo, era la stanza dove il mostro della mente ci aveva portato quell’orribile giorno in cui …

Misi da parte quel pensiero e mi voltai: dietro di me non c’era altro che uno specchio, un normale specchio da cui sbucò una mano sottile e abbronzata, seguita da tutto un corpo sottile e abbronzato. Sorrisi a Vittoria, lei mi sorrise a sua volta, poi si guardò attorno e impallidì ricordandosi della stanza. Poco dopo tutti si fecero coraggio e fummo insieme dentro il castello.

Provai a fare un timido passo verso il centro della stanza. Immediatamente la terra tremò e Nicola finì a gambe all’aria. Sarebbe stato tutto molto divertente se non fosse che subito dopo la sala si riempì di uno spaventoso fumo nero. Non riuscii più a vedere nulla, presa dal panico provai a gridare per chiedere aiuto ma la voce mi si spense in gola al primo tentativo. Sentivo intorno a me varie cose che si muovevano, ma in tutto quel trambusto avvertii una presenza conosciuta che solo io potevo percepire. E non erano i miei amici. Feci una smorfia di rabbia non appena sentii l’entità, ma un altro terremoto più forte di quello precedente tornò a scuotere il castello. Persi l’equilibrio e caddi a terra seduta. Il pavimento era freddo e duro e mi presi una bella botta sul sedere. Subito dopo qualcuno mi cadde addossò urlando e mi accorsi subito dopo che si trattava di Sabrina. Il terremoto terminò poco dopo.

– Stai bene? – chiesi alla ragazza che mi era caduta addosso. Lei annuì spaventata. Ci rialzammo in piedi.

Una risata familiare riempì l’aria, spaventate io e Sabrina ci abbracciammo. Mi accorsi che la presenza che avevo avvertito si era allontanata e questo diminuì la tensione che provavo … ma fece aumentare la paura! Strinsi forte il corpo minuto di Sabrina. Quando lei strillò di dolore, la mollai immediatamente, ricordandomi che quando sono nervosa le mie mani diventano incandescenti.

– Scusa… – le dissi distrattamente. Lei fece una smorfia, poi sobbalzò apparentemente senza motivo. Mi tornò in mente una cosa che poteva essere ben utile in una situazione del genere. Toccai la mia agata e subito mi apparve in mano una spada d’oro, la agitai a casaccio verso il fumo, ma non funzionò granché. Mi voltai verso Sabrina che adesso aveva in mano un arco e dietro la schiena una faretra piena di frecce, la collana gialla era sparita. Il fumo cominciò a dissolversi: ci trovavamo ancora nella stessa stanza e intorno a noi c’erano i nostri amici, ognuno con in mano un’arma, intravidi una mazza ferrata e una fionda. Davanti a noi c’era il mostro della mente con un ghigno sulle labbra.

– Vedo che vi siete ripresi gli elementi! – disse arrabbiata la donna mentre gli occhi le divetavano rossi – Meno male che mi è rimasto il fulmine!

Subito un fulmine le percorse il braccio e lei rise sguaiatamente. Con un lampo di luce apparvero al suo fianco il mostro del tempo, il mostro dell’acqua, il mostro del vento, il mostro della luce, il mostro dell’anima, il mostro dei sogni e… il mostro del fuoco! Ecco la presenza che avevo avvertito! Ogni mostro portava sul volto deformato un ghigno satanico.

– Mi riprenderò i vostri poteri, costi quel che costi! – disse il mostro della mente sogghignando.

Nel prossimo capitolo Simone riuscirà finalmente a ricordare, come?

  • Con una frase misteriosa. (25%)
    25
  • Con un bacio di Vittoria. (75%)
    75
  • Con una scossa elettrica provocatagli dal mostro della mente. (0%)
    0
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37 Commenti

  1. Ciao Fior! Un bel finale. Come in una fiaba, un bacio ha infine risolto la questione 😀
    Mi è piaciuto leggere la tua storia, mi è piaciuto scoprire quanto scrivi bene e quanto sei determinata.
    Bravissima.
    Ho visto che anche camostilla ha terminato e mi è sembrato di capire che avete già un progetto insieme. Vi terrò d’occhio, con interesse e ammirazione. E ogni tanto, se non disturbo, proverò a fare qualche ‘osservazione costruttiva’. 🙂
    Ciao, buon weekend!

    • Ahm… Non ho capito bene cosa vuoi dire…
      So che il fantasy non è proprio un genere che piace a tutti, ma nessuno mi era mai venuto a dire che non gli piace il libro, hai coraggio! 😉
      Mi dispisce che non ti piaccia, ma spero che darai almeno un’occhiata alle storie che farò in futuro.

    • Leggo ora. Ma vorreste continuare a scambiarvi la staffetta? Per ora la storia tiene bene e ci sono ancora molti misteri da scoprire, ma se volete fare una saga, vi consiglio di iniziar a tener traccia di cosa è successo, rapporti tra i personaggi, funzionamento dei poteri (quelli finora scoperti), eccetera, eccetera, in modo da mantener coerenza nella storia 😉

      In ogni caso, io vi seguo 😛

      Ciao 🙂

    • Buonasera camostilla e buonasera Fior
      Visto che chiedi a noi lettori… dico la mia: mi piace molto questo vostro esperimento (l’ho già scritto), mi sembra simpatico e anche molto utile come ‘esercizio’.
      Quindi sì, io sono d’accordo!
      Ciao. buiona serata a entrambe.
      Ah, ho votato ‘sono stati rapiti’ 😉

  2. Rieccomi, Fior. Oh, mannaggia, ho votato ‘Ambra entra nell’albero’ e ho fatto pareggiare le opzioni. Spero che non sia un problema. Il Mostro della mente è descritto benissimo ed è spaventos(issim)o. Il suo potere è angosciante, mi hai fatto sussultare quando ho scoperto che cancella i ricordi delle persone. C’è qualcosa di più terribile?
    Brava brava brava!
    Ciao, ri-buona settimana

  3. Rieccoci Fior,
    Ho votato il Mostro del Tempo. Il tempo è affascinante e misterioso.
    C’è qualcosa che turba Ambra, qualcosa che non la fa sentire completamente serena. Ma non è una minaccia esterna, viene da dentro di lei… qualche brutto pensiero…
    Fantasia e azione in un testo scorrevole.
    Continua così, piccola autrice.
    Buonanotte

  4. Rieccomi Fior Di Arancia!
    Ho votato che la squadra fa una grande scoperta.
    La storia mi piace proprio, è fantasiosa e un po’ misteriosa.
    E mi piace tantissimo quello che hai fatto con camostilla: continuare la storia di qualcun altro è divertente e difficile.
    Brava, tu e camostilla siete dei piccoli miti che date già del filo da torcere a parecchi qui dentro!
    Ciao e buon weekend.

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