Gatto nero

Incontro Fuffy

Avete qualcosa contro i gatti neri? Se sì, beh leggete un altro libro! Se invece amate i gatti neri tanto quanto quelli di altri colori, potete continuare la lettura.

Mia madre era una gatta grigia, e mio padre un gatto nero. Mia madre viveva in una villa e perciò lei e mio padre potevano vivere felici, al sicuro da tutti. Eravamo due fratelli e una sorella: Io, Rim e Luna. Mio padre decise di chiamarmi Pece per via del mio colore: il nero. Vivevamo felici, nella villa, ma quando avevo appena un mese cominciarono le persecuzioni. Luna era una gatta grigia e bianca, e Rim era a macchie nere. Insomma, per loro non c’era pericolo. A tre mesi i Colorati, un gruppo di gatti dai colori sgargianti che pensavano ai gatti neri come ad una minaccia, mi portarono via dalla mia famiglia, insieme a mio padre. Non so lui che fine fece, ma non lo rividi più. Vi è mai successo di “perdere” un gatto? Non è scappato di casa: probabilmente sosteneva i gatti neri. Io sono sarei morto, se non fossi riuscito a divincolarmi dalla presa del gatto colorato e fuggire. Da allora mi sono rifugiato nei vicoli più nascosti, nelle cantine delle case, e negli edifici abbandonati. Vivendo così sono arrivato fino ad oggi: ormai ho 1 anno, e sono ancora vivo.

Avevo fame. Non era facile trovare da mangiare: i Colorati si appostavano davanti a ristoranti e bidoni della spazzatura. Finalmente trovai una scatoletta di tonno abbandonata. Mangiai i resti di tonno ammuffito che ci trovai dentro. Stavo mangiando tutto contento quando sentii dei passi dietro di me all’inizio pensai ad un gatto Colorato, ma dal rumore dei passi capii che era un cane. Faceva lo stesso: i cani si erano alleati con i Colorati e ormai la maggior parte del lavoro lo facevano loro. Sentivo il respiro del cane, che credeva che non mi fossi accorto della sua presenza. Chissà di che razza era. Se era un Golden Retriver non avevo scampo; ma anche un barboncino, nelle condizioni in cui ero, mi avrebbe messo a tappeto. Mi girai di scatto e estrassi gli artigli. Un volpino. Il cane uggiolò.

– Sono qui per aiutarti!- Arruffai il pelo: in questo periodo bisognava guardarsi le spalle da tutti.

– Tranquillo, fidati di me.- Disse tendendomi una zampa. – Piacere, sono Fuffy.- Scoppiai a ridere: un cane che si chiamava Fuffy? Non sapevo nemmeno se era un nome!

– Mi fai passare la voglia di aiutarti.- Disse Fuffy il volpino.

– Va bene, va bene- Risposi cercando di trattenermi. -Allora che si fa?-

– Seguimi- Mi disse il cane. Mi guidò fino ad un ristorante di lusso, ma era pattugliato da due gatti e un Pitbull. Il cagnolino si avvicinò al Pitbull sculettando e gli disse: – Hey! Affamato?- Il Pitbull annuì. – Vai a mangiare, amico! Resto io di pattuglia.- Il cane si allontanò e scomparve dietro l’angolo. I due gatti guardarono Fuffy e poi se ne andarono. Il volpino mi fece segno di andare avanti.

– Ma qui non ci sono cassonetti!- Esclamai.

– Volevi mangiare dai cassonetti?! Ma io ti da qualcosa di molto meglio della poltiglia avariata! Questo è l’ingresso sul retro, se entri da qui non ti vedrà nessuno!-

-Sei sicuro?-

-Sicurissimo!- Mi aprì la porta. All’inizio non ero sicuro di voler entrare ma poi la fame prese il sopravvento. Entrai e subito mi ritrovai in uno sgabuzzino, con scope e spazzoloni. La porta era socchiusa, sbirciai dentro e mi feci strada tra i tavoli del salone. Cercai di non farmi vedere, infilandomi sotto ad un tavolo. Purtroppo quel tavolo era occupato e i tacchi a spillo di un anziana signora mi colpirono e mi scappò un miagolio. Schizzai sotto un altro tavolo e per fortuna quello non era occupato. Intravidi la signora di prima che guardava sotto il tavolo ma, non trovando niente, si rimetteva seduta. Cercai la cucina con lo sguardo: era dall’altra parte della stanza. Magari, cercando i posti giusti dove nascondermi… Sgusciai sotto un altro tavolo e poi sotto altri quattro. Ormai mi mancava solo un tavolo, ma ad un cameriere cadde una forchetta e in pochi secondi mi aveva già visto.

– Un gatto!!!!- Strillò. Feci uno scatto e riuscii ad entrare in cucina, sgraffignare un intero tagliere di salumi, e schizzare di nuovo fuori dalla porta sul retro. Ero di nuovo nello sgabuzzino e vidi la porta aprirsi. Fuffy mi aveva aperto la porta e mi fece uscire. Andammo nella casa abbandonata dove abitavo in quel periodo e ci gustammo il bottino. La sera Fuffy se ne andò e i restai da solo. Mi ero già acciambellato sulla mia vecchia coperta quando sentii dei miagolii in strada. Non mi preoccupai troppo: non mi avrebbero mai trovato lì dentro.

Era piena notte quando sentii dei passi per le scale della casa. Non feci in tempo ad immaginare che cosa stesse succedendo che vidi la faccia di un Golden Retriver spuntare da dietro un angolo. Accanto a lui sbucarono anche due siamesi e un gatto rosso. I Colorati mi avevano trovato.

Che cosa fa Pece per salvarsi?

  • Si butta dalla finestra. (50%)
    50
  • Niente, qualcuno arriva in suo aiuto. (38%)
    38
  • Niente, viene catturato dai Colorati. (13%)
    13
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70 Commenti

  1. Buongiorno camostilla! Un lieto fine, ci voleva proprio!
    Hai dimostrato che si può rendere fantasiosa e piacevole una storia semplice, magari semplicemente immaginando le vicissitudini del nostro micio di casa quando esce di notte e va chissà dove 😀
    Molto carino e scritto bene.
    Come ho scritto anche a Fior Di Arancia, vi terrò d’occhio, voi due, e magari, se non disturbo, ogni tanto proverò a darvi un parere costruttivo 😀
    Ciao, buon weekend!

  2. Brava! Storia fantasiosa e divertente, tutto bellissimo! 😀
    In questo capitolo ci sono un po’ di errori, ma va bene anche così. è strano che Chiara spuntì fuori proprio quando c’è bisogno, non trovi? 😉 All’inizio la ragazzina mi sembrava un personaggio seocndario, ma adesso mi piace molto di più e la rispetto :).
    Tutto bellissimissimissimo!!!!!
    Complimenti!!! 😀

  3. Buonasera camostilla. Ho votato ‘viene portato via dagli amici’, sono una squadra, fanno di tutto per aiutarsi! Sai cosa mi piace veramente molto del tuo racconto? Il fatto che cerchi di immedesimarti nella testa di un gatto. È importante. E difficile. Tu lo utilizzi anche per ottimi spunti umoristici (vedi pollice opponibile 🙂 )
    Complimenti!
    Ciao, buona serata.

  4. Ok, è bello. Ma come fa Pece a trasportare una gabbietta con dentro un’altro gatto? è scentificamente impossibile! O è super forzuto o non mi so dare una spiegazione.
    Ho votato che si ritrova in un posto sconosciuto, anche se non so come farai a finire in tempo la storia se vince quell’opzione.

  5. Ok, questa cosa del computer è molto carina. Ma il racconto di Fuffy mi sembra un po’ troppo dettagliato, insomma, se tu cominciassi a raccontare una tua esperienza non racconteresti così tanti dettagli, giusto?
    Per il resto tutto simpatico e divertente come al solito, Pece mi sta un sacco simpatico! :D.

  6. Ciao Camostilla, so che forse dirai:” CHE STUFATA QUESTA GILI CHE MI SCRIVE MILLE COMMENTI” ma ti devo fare ancora i complimenti perché ogni volta che te li faccio, non sono mai abbastanza! Io in conrono a te, non sono niete. Complimenti davvero,mi hai meravigliata sin dal primo momento. E ti dico che é difficille trovare qualcuno che mi meravigli cosí. Se non ci credi chiedilo alle mie amice che mi hanno dovuto conquistare 😀
    Saluti by Gili 🙂

  7. Ovviamente è la madre di Pece, così ha sia il padre che la madre!
    Ma queste faccine, qualcuno me le spiega?
    Comunque complimenti Camostilla, hai undici anni e sembri una scrittrice di fama mondiale (nel senso che tutto il mondo ti conosce). Per davvero, sei davvero brava, ma se posso permettermi, ti do un consiglio: prima di inviare il capitolo, rileggilo almeno 2 volte. Fallo gustare ai tuoi genitori, magari ti faranno notare qualche errore. E ricorda, mentre scrivi non devi avere nessun tipo di distrazione! Dovresti cercare di impegnarti a pensare alla maggior parte alla storia, a far uscire qualche idea dalla tua fantasia, in modo da arricchire di più il testo!
    Magari il primo consiglio puoi anche non metterlo in atto, ma il secondo è molto importante! Non devi avere il cellulare che ogni due per tre ti mandano i messaggi, non devi avere la musica, a meno a che non ti rilassi, ma mai troppo alta, non devi avere i genitori che ogni 5 minuti vengono lì a farti domande. Prima di scrivere avverti tutte le persone che sono in casa, così non ti disturbano!
    Ma se tu hai già le tue tecniche, tienile pure, era solo un aiuto e una cosa che faccio io!
    Ciao Emma

  8. Buongiorno camostilla,
    Ho votato che Chiara torna a prendere pece.
    È la prima volta che ti commento, ma ti leggo da un po’.
    Complimenti, sei molto brava. Tu e Fior Di Arancia date la paga a molti qui dentro.
    La tua storia è piena di fantasia, è divertente e scorrevole. Fuffy ha studiato il balenese? Ah ah, non so quanto spesso lo potrà usare 🙂
    Esilarante la bimba che si traveste per salvare gli amici, ma avrà dilapidato le paghette di un anno!
    Ciao, buona giornata

  9. CLAP! CLAP! CLAP! Il capitolo è geniale 😀

    La storia si sviluppa in maniera particolare e continua a tenermi legato, il che significa che sei bravissima 🙂

    Mi è piaciuto molto il colpo di scena della padrona di Fuffy e quello della bambina, perciò voto che Chiara torna a prendere Pece.
    Naturalmente i Colorati e la padorna di Fuffy ne combineranno qualcun’altra delle loro 😉

    Ciao 🙂

  10. SEI UN GENIO!!!!!!!!!!!!!!! Io ho votato i colorati, anche se mi sarebbe piaciuto votare la padrona, ma non perché aveva dimenticato il forno acceso, ma magari perché era alleata con i colorati e questa cosa li avrebbe aiutati, ma va bene anche così!

  11. Mrs Queen Elisabeth mi sembra un personaggio interessante, da approfondire e valorizzare, Chissà come ne potrebbe uscire dall’incendio? Ironia e fantasia non ti mancano di certo, butta giù qualche idea, lascia sedimentare, rimescola dopo tre giorni, aggiungi tre gocce di novità e servi ai lettori tra una settimana ancora tiepido (il racconto) ma prima che si raffreddino troppo gli incipiter’s. Ah, il forno, ricordati di spegnere il forno, capito!

  12. E’ raro ma Esistono persone che a volte fanno qualcosa di bello, di gratuito solo per gentilezza, perché gli va, perché sentono di aver ricevuto molto dalla vita, per il gusto di far qualcosa di inatteso e spiazzare chi nella vita è solito mettere tutto in bilancio, dare e avere, entrate e uscite. Magari Fuffy quel giorno si era sentito proprio così!

  13. Ciao 😀 il tuo racconto mi piace molto soprattutto per il tema trattato, forse metaforicamente sta a significare qualcosa di più profondo che una semplice storia d’avventura con dei gatti. Io amo i gatti, di ogni colore e razza, sopratutto i neri. Sono misteriosi e subilimi. Li adoro.
    Anche io ho iniziato a scrivere la mia prima storia. Se vuoi leggila e commenta oppure rispondi alla domanda così da permettermi di continuare la storia 🙂 aspetto un tuo aiuto per continuare a scrivere la mia storia . Grazie e buona fortuna !

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