Gatto nero

Dove eravamo rimasti?

A chi è stato venduto Felix? A nessuno: l'uomo non lo vuole dare a Nonna Granny. (60%)

A casa dell’uomo (di nuovo)

No, non era possibile. Chiunque avesse preso mio padre, l’avrei trovato. Grattai la porta per uscire, e Nonna Granny la aprì. Io uscii, subito seguito da Fuffy e Astro.

– Tu non vieni?- Chiesi a mia madre.

– No, io starò qui, insieme alla nonna.- Ci rimasi un po’ male, ma partii lo stesso.

-Come faremo a trovarlo?- Domandò Astro, appena la casa della nonna scomparve dalla nostra vista.

– Ci penso io!- Rispose Fuffy e incollò il naso al terreno. All’inizio girò in tondo, poi cominciò ad andare verso un campo di grano. Lo seguimmo per qualche metro, finché non si girò e borbottò: -Strada sbagliata… è un altro gatto. Tornammo indietro, facemmo un altro paio di giri in tondo. Tornammo ad inseguire un altro odore, e stavolta andammo dritti per almeno un chilometro. Dopo un ora umana/una dormita felina, arrivammo in città. Esatto, proprio quella con la vasca dei pesci rossi. Zampettammo su per la collina e arrivammo alla casa. Purtroppo, proprio in quel momento una signora uscì dall’abitazione e inciampò su Fuffy. Cadde a terra, si rialzò e guardò Fuffy.

-Dannazione, mi sono dimenticata gli occhiali a casa!- Disse aguzzando la vista. Poi si mise a tastare Fuffy il quale emise un brontolio. Balzò in piedi e corse via strillando:

– UN CUCCIOLO DI ORSO, AIUTO!!!- La scena mi avrebbe fatto ridere, se l’uomo non fosse uscito con un fucile.

-Dove? Dove?-

– Laggiù!!!!- Disse la signora indicando Fuffy. L’uomo scoppiò a ridere, ma poi ci riconobbe e diventò tutto rosso di rabbia.

-Quelle bestiacce!- Urlò avvicinandosi. Fortunatamente sapevamo come funzionano i fucili e ci sparpagliammo. Io entrai dalla finestra aperta e atterrai direttamente sul computer. Cominciai a leggere. Non riuscii a finire la prima frase che sentii una voce alle mie spalle:

-Figliolo!- Mi voltai e vidi mio padre in una di quelle gabbiette.

-Papà!- Mi precipitai da lui e cercai di aprire la gabbietta. Come non detto: c’era un lucchetto. Guardai sulla mensola: niente. Allora guardai sul computer: niente. Guardai in tutto lo studio: niente. Guardai fuori dalla finestra: dovevo guadagnare tempo. Vidi l’uomo che cercava di colpire Astro con il manico del fucile, ma lui era sul tetto di un capanno. Abbassai lo sguardo sulla cintura dell’uomo e trovai la soluzione al mio problema. Le chiavi erano appese ad un moschettone sulla cintura dell’uomo. Mi gettai fuori dalla finestra e cercai di attirare l’attenzione dell’uomo.

– Ehi! Uomo! Vieni a prendermi!- Ovviamente lui sentì solo miao-miao, ma bastò per farlo venire da me. Cercò di colpirmi con il fucile. Io mi scansai. Stavolta puntò il fucile e stava per premere il grilletto quando gli saltai il vita e gli ruppi la cintura con un graffio. La recuperai con i denti e saltai dentro la finestra. guardai le chiavi: e ora? Avete presente quel momento in cui rimpiangete di non avere il pollice opponibile? Ah, no…Voi ce l’avete. Cercai di manipolare quelle minuscole chiavi con le zampe, ma mi scivolarono via. Le presi con la bocca e cercai di infilarle in quella maledetta serratura. No, non ci riuscivo. Avevo bisogno di aiuto. Trascinai la gabbietta fuori dall’ufficio, e poi su per le scale. Ad un certo punto la gabbietta mi scivolò dalla bocca e cadde giù per le scale. Mio padre non si fece niente, ma la gabbietta si ruppe, liberandolo. Volevamo tornare al piano terra, ma l’uomo cominciò a salire velocemente le scale. Noi corremmo al piano superiore, dove vidi una donna, probabilmente la moglie dell’uomo, che stendeva un tappeto. Ed è lì che mi venne l’idea. L’avevo visto fare in un film, forse quando vivevo ancora con mia madre.

-Vieni!- Dissi a mio padre. Saltammo sul davanzale della finestra e io soffiai, sfoderando gli artigli. La donna cacciò un urlo e getto il tappeto fuori dalla finestra. Vi suggerisco di non dare troppo ascolto ai film: potreste fare una fine come la mia. Io, come un perfetto idiota, saltai sul tappeto. Mio padre restò fermo lì. -No!- MI gridò, ma era troppo tardi. Miagolai:

– Abracadabra!- Continuavo a precipitare.

– Apriti sesamo!- Non seppi mai cosa non funzionò nella mia formula magica, ma mi resi subito conto che alcune cose non erano andate come previsto:

Innanzitutto in tappeto non volava, secondo Aladin non mi aveva salvato, terzo la mia zampa fece “CRAC”. 

Cosa succede a Pece?

  • Sviene e si ritrova in un posto sconosciuto. (80%)
    80
  • Viene portato via dai suoi amici. (20%)
    20
  • Viene catturato dall'uomo. (0%)
    0
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70 Commenti

  1. Buongiorno camostilla! Un lieto fine, ci voleva proprio!
    Hai dimostrato che si può rendere fantasiosa e piacevole una storia semplice, magari semplicemente immaginando le vicissitudini del nostro micio di casa quando esce di notte e va chissà dove 😀
    Molto carino e scritto bene.
    Come ho scritto anche a Fior Di Arancia, vi terrò d’occhio, voi due, e magari, se non disturbo, ogni tanto proverò a darvi un parere costruttivo 😀
    Ciao, buon weekend!

  2. Brava! Storia fantasiosa e divertente, tutto bellissimo! 😀
    In questo capitolo ci sono un po’ di errori, ma va bene anche così. è strano che Chiara spuntì fuori proprio quando c’è bisogno, non trovi? 😉 All’inizio la ragazzina mi sembrava un personaggio seocndario, ma adesso mi piace molto di più e la rispetto :).
    Tutto bellissimissimissimo!!!!!
    Complimenti!!! 😀

  3. Buonasera camostilla. Ho votato ‘viene portato via dagli amici’, sono una squadra, fanno di tutto per aiutarsi! Sai cosa mi piace veramente molto del tuo racconto? Il fatto che cerchi di immedesimarti nella testa di un gatto. È importante. E difficile. Tu lo utilizzi anche per ottimi spunti umoristici (vedi pollice opponibile 🙂 )
    Complimenti!
    Ciao, buona serata.

  4. Ok, è bello. Ma come fa Pece a trasportare una gabbietta con dentro un’altro gatto? è scentificamente impossibile! O è super forzuto o non mi so dare una spiegazione.
    Ho votato che si ritrova in un posto sconosciuto, anche se non so come farai a finire in tempo la storia se vince quell’opzione.

  5. Ok, questa cosa del computer è molto carina. Ma il racconto di Fuffy mi sembra un po’ troppo dettagliato, insomma, se tu cominciassi a raccontare una tua esperienza non racconteresti così tanti dettagli, giusto?
    Per il resto tutto simpatico e divertente come al solito, Pece mi sta un sacco simpatico! :D.

  6. Ciao Camostilla, so che forse dirai:” CHE STUFATA QUESTA GILI CHE MI SCRIVE MILLE COMMENTI” ma ti devo fare ancora i complimenti perché ogni volta che te li faccio, non sono mai abbastanza! Io in conrono a te, non sono niete. Complimenti davvero,mi hai meravigliata sin dal primo momento. E ti dico che é difficille trovare qualcuno che mi meravigli cosí. Se non ci credi chiedilo alle mie amice che mi hanno dovuto conquistare 😀
    Saluti by Gili 🙂

  7. Ovviamente è la madre di Pece, così ha sia il padre che la madre!
    Ma queste faccine, qualcuno me le spiega?
    Comunque complimenti Camostilla, hai undici anni e sembri una scrittrice di fama mondiale (nel senso che tutto il mondo ti conosce). Per davvero, sei davvero brava, ma se posso permettermi, ti do un consiglio: prima di inviare il capitolo, rileggilo almeno 2 volte. Fallo gustare ai tuoi genitori, magari ti faranno notare qualche errore. E ricorda, mentre scrivi non devi avere nessun tipo di distrazione! Dovresti cercare di impegnarti a pensare alla maggior parte alla storia, a far uscire qualche idea dalla tua fantasia, in modo da arricchire di più il testo!
    Magari il primo consiglio puoi anche non metterlo in atto, ma il secondo è molto importante! Non devi avere il cellulare che ogni due per tre ti mandano i messaggi, non devi avere la musica, a meno a che non ti rilassi, ma mai troppo alta, non devi avere i genitori che ogni 5 minuti vengono lì a farti domande. Prima di scrivere avverti tutte le persone che sono in casa, così non ti disturbano!
    Ma se tu hai già le tue tecniche, tienile pure, era solo un aiuto e una cosa che faccio io!
    Ciao Emma

  8. Buongiorno camostilla,
    Ho votato che Chiara torna a prendere pece.
    È la prima volta che ti commento, ma ti leggo da un po’.
    Complimenti, sei molto brava. Tu e Fior Di Arancia date la paga a molti qui dentro.
    La tua storia è piena di fantasia, è divertente e scorrevole. Fuffy ha studiato il balenese? Ah ah, non so quanto spesso lo potrà usare 🙂
    Esilarante la bimba che si traveste per salvare gli amici, ma avrà dilapidato le paghette di un anno!
    Ciao, buona giornata

  9. CLAP! CLAP! CLAP! Il capitolo è geniale 😀

    La storia si sviluppa in maniera particolare e continua a tenermi legato, il che significa che sei bravissima 🙂

    Mi è piaciuto molto il colpo di scena della padrona di Fuffy e quello della bambina, perciò voto che Chiara torna a prendere Pece.
    Naturalmente i Colorati e la padorna di Fuffy ne combineranno qualcun’altra delle loro 😉

    Ciao 🙂

  10. SEI UN GENIO!!!!!!!!!!!!!!! Io ho votato i colorati, anche se mi sarebbe piaciuto votare la padrona, ma non perché aveva dimenticato il forno acceso, ma magari perché era alleata con i colorati e questa cosa li avrebbe aiutati, ma va bene anche così!

  11. Mrs Queen Elisabeth mi sembra un personaggio interessante, da approfondire e valorizzare, Chissà come ne potrebbe uscire dall’incendio? Ironia e fantasia non ti mancano di certo, butta giù qualche idea, lascia sedimentare, rimescola dopo tre giorni, aggiungi tre gocce di novità e servi ai lettori tra una settimana ancora tiepido (il racconto) ma prima che si raffreddino troppo gli incipiter’s. Ah, il forno, ricordati di spegnere il forno, capito!

  12. E’ raro ma Esistono persone che a volte fanno qualcosa di bello, di gratuito solo per gentilezza, perché gli va, perché sentono di aver ricevuto molto dalla vita, per il gusto di far qualcosa di inatteso e spiazzare chi nella vita è solito mettere tutto in bilancio, dare e avere, entrate e uscite. Magari Fuffy quel giorno si era sentito proprio così!

  13. Ciao 😀 il tuo racconto mi piace molto soprattutto per il tema trattato, forse metaforicamente sta a significare qualcosa di più profondo che una semplice storia d’avventura con dei gatti. Io amo i gatti, di ogni colore e razza, sopratutto i neri. Sono misteriosi e subilimi. Li adoro.
    Anche io ho iniziato a scrivere la mia prima storia. Se vuoi leggila e commenta oppure rispondi alla domanda così da permettermi di continuare la storia 🙂 aspetto un tuo aiuto per continuare a scrivere la mia storia . Grazie e buona fortuna !

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