IERI NOTTE…

IL SOGNO...

Ero lì, stavo dormendo nel mio caldo lettuccio. Ad un certo punto qualcosa mi svegliò, si trattava di un rumore strano, causato proprio da qualcosa di strano. Mi guardai in giro, perlustrai tutta la stanza ma conclusi che non c’era niente.

Ritornai a dormire come un ghiro, anche se il mio sonno è molto più leggero.

Crash! Aiutooo, che cos’era quello? Sembrava il rumore di un vaso che si rompe, accesi la luce e in effetti c’era proprio un vaso rotto per terra; non mi feci problemi, mi dissi che era stata solo una folata di vento a farlo cadere dal tavolino su cui era appoggiato. Questa volta non mi riaddormentai ma chiusi le palpebre in un modo così reale che nessuno si accorse che stavo facendo finta. Prima che qualcosa o qualcuno si muovesse, accesi la luce e vidi…

Uh, era soltanto un sogno e me ne accorsi perchè mia madre mi svegliò. Ero più tranquilla ora, senza tutta quell’ansia, ma devo ammettere che non mi sarebbe dispiaciuto vedere che cos’era; che “ANTISOGNI” le mamme!!!!

Scesi le scale con la mia amica Elisa per andare alla sala dei banchetti per fare colazione. Dovete sapere che ieri la mia migliore amica Elisa è venuta a dormire con me e resterà qui, nella mia villa, per tutta la settimana. Io mi chiamo Emma e sono la figlia del presidente della Repubblica Marco e di sua moglie Sara.

Come vi dicevo stavo scendendo insieme a Elisa nella sala e quando arrivai lì, tutto mi sembrava parte del sogno appena fatto: il succo di arancia somigliava all’acqua sparsa sul pavimento del vaso rotto, i fiori appassiti che il giardiniere stava cambiando, parevano i tulipani che erano caduti dal vaso. Ma la cosa più spaventosa erano le persone; tutti mi sembravano parte di quella cosa che aveva fatto rumore, di quella cosa che aveva fatto cadere il vaso, di quella cosa che a causa di mia madre mi ero persa!

Continuavo a pensare al SOGNO e se dirlo a qualcuno, a Elisa, a mia mamma, a mio papà, oppure se non dirlo a nessuno; ma la cosa che mi tormentava di più era, COME glielo dicevo? A CHI lo dicevo?

Questa cosa era insopportabile, non si poteva tenere mica dentro, ma se era un sogno che indicava qualcosa di magico? Ci deve pur essere una spiegazione al perché tutto ciò che vedo mi ricorda il maledettissimo SOGNO!

Ero seduta con i miei genitori ed Elisa ormai da mezz’ora, ancora nessuno aveva aperto bocca, io ero insicura e incerta, ma non dovevo farlo vedere a nessuno, proprio per questo decisi di parlare, ma prima di muovere qualsiasi muscolo della bocca, mia madre mi precedette, dicendo:- Tesoro, è tutto a posto? Mi sembri un po’ taciturna questa mattina!-

Elisa, che mi conosceva bene, disse: – Sì, è vero, tu sei sempre così vivace, devi dirci qualcosa?-

-No, no, tranquille, io sto benissimo. Stavo solo pensando al voto che potrei prendere nella verifica di matematica- Mentii io che non avevo mai detto una bugia, era strano, ma a volte serve, no?

-A proposito di matematica, tu hai studiato la radice quadrata?- mi chiese la mia amica.

-Certo che l’ho studiata!- Risposi io –In fondo era semplice, dai!-

C’erano cascate come una cascata e per fortuna non avevano capito niente.

-Comunque, la prof. Zeromate, sa solo fare verifiche, interrogazioni e domande a sorpresa.- Dissi io per non svelare il SEGRETO.

-Sì, hai proprio ragione, una volta mi ha dato una nota perché avevo buttato via la carta di una scheda- Ribattè  lei .

Ero agitatissima, non pensavo affatto alla matematica, in quel momento era l’ultimo dei problemi, ma pensavo al mio segreto, DOVEVO DIRLO, Sì, O NO?

Perché comunque era la mia migliore amica, e alle migliori amiche si dice tutto, ma questo è proprio un grande segreto, non so se riuscirebbe a mantenerlo, ma neanch’io riuscirò a lungo, con qualcuno mi devo pur sfogare!

Mia madre mi disse di salire in camera, prepararci perché dovevamo andare a fare spese.

Salimmo e mentre Elisa era in bagno a lavarsi, io tirai fuori il mio quaderno delle domande e incominciai a scrivere:

Che cosa mi è successo questa notte?

Ma posso dirlo a qualcuno?

E se fra un po’ scoprirò che non potevo dirlo?

Quindi, lo dico o no?

Ma quale voto prenderò in matematica (a parte gli scherzi)?

Ma è la mia migliore amica, glielo devo dire!!!!!!!!!!!!!!!!

Finalmente glielo dissi ma lei rispose, banalizzando, che ERA SOLO UN SOGNO, io non ci credevo tanto!

Che cosa è successo a Emma?

  • Le due amiche devono salvare il mondo ma mollano anche se un'altro caso le assale (0%)
    0
  • I genitori sanno tutto e cercano di impedirle di salvare il mondo (75%)
    75
  • Emma ed Elisa hanno dei poteri e devono scoprirli con tante avventure (25%)
    25
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143 Commenti

  • Ciao a tutti, posso chiedervi, solo se vi è piaciuta questa di andare a leggere la mia nuova storia? Si chiama LA GIOVANE SCRITTRICE. Ma non siete obbligati, mi farebbe solo piacere, ma se non vi piace come scrivo allora fa niente. Grazie comunque 🙂
    GILI

    • Grazie mille. Fin dall’inizio volevo fare un colpo di scena verso la fine, e IN SOGNO mi è apparsa questa fantastica idea. Sono felice vi sia piaciuta. Stavo già scrivendo una nuova storia. Non prendetevela se ci sono alcune parti (nella storia nuova) in cui mi vanto un po’.
      GILI 😛

  • Ciao Gili, bellissimo finale! Bravissima 🙂
    Certo che si capisce il pezzo del diario 😉
    Complimentoni per tutta la storia giovane scrittrice!☺️
    Sono curiosa di scoprire dove ci porterai ora con la tua fantasia 😉
    Vieni a trovarmi da Meridiana se ti va 😀
    Ciao e a presto ?

  • Ciao Nicholas, proprio ora stavo aprendo The Incipit per scrivere l’ULTIMO capitolo. Ho visto il tuo commento il quale conteneva la domanda: quando per la prima volta ho schiacciato SCRIVI LA TUA STORIA, ho scelto un titolo a caso e poi mi sono lasciata trascinare dalla fantasia e da tutto ciò che mi veniva in mente guardando quel titolo. Purtroppo non sono riuscita a collegare tutta la storia al titolo, a solo il primo capitolo perché quando vedi IERI NOTTE… ma hai già scritto 5000 caratteri sul tema, non è semplice inventare altro che si unisca perfettamente. Spero che sempre ti piacerà il mio stile di scrittura e che i miei racconti ti incuriosiscano sempre.
    GILI 😛

  • Ciao Gili, sono Nicholas, spero ti ricordi di me, dopo tutto questo tempo 😉
    Ti scrivo per dirti di rilassarti per il finale (chi sono io per dar consigli?), perché sono certo sarà spettacolare, magnifico e esilarante: un finale coi fiocchi! 😀
    Sono certo che dopo aver finito “ieri notte*” ti butterai a testa bassa in un nuovo racconto, con il tuo caratteristico vigore.
    Ti ripeto ancora di star tranquilla e di concentrarti fino all’ultima sillaba (proprio io che sbaglio venti parole su ventuno!).
    Un abbraccio virtuale dal tuo amico
    Nicholas Andrews! 🙂
    —————————
    *Ti sarei grato se rispondessi alla mia domanda: non vorrei sembrare un rompiscatole, ma non ho capito il nesso tra il titolo e la storia, se non nel primo capitolo.
    Ciaone!

  • Ciao, Gili!
    Eccoti al tuo nono capitolo. Tra poco finisce, lo sai vero? Sei pronta al gran finale? 🙂
    Un sacco di capriole in questo capitolo: Uglybad si dimostra più cattivo di Coolbad, la mamma le spiega un segreto che si è tenuta per ben otto capitoli… e la parte che mi è piaciuta di più, quella dove Emma capisce come deve agire per salvare la città.
    È una cosa che adoro, quando i protagonisti ragionano su ciò che succede loro, ci pensano, riflettono e… trovano una soluzione al loro problema. Nel caso di Emma, ha capito, dall’esperienza del sogno, da ciò che ha vissuto e da quello che la madre le ha rivelato in che modo riuscirà a vincere la sua battaglia contro il male.
    Insomma, come si dice, “ha fatto tesoro dell’esperienza”. E ha usato tutta la sua intelligenza. È importantissimo usare sempre al meglio il proprio cervello, perché è lo strumento più potente che esista. Nel caso degli scrittori, grandi e piccoli che siano, riesce addirittura a costruire storie, racconti, romanzi, che quando letti fanno sognare. Un po’ come la mamma di Emma. Un po’ come te.
    A me piace pensare alle storie come costruzioni di parole: un capitolo è una stanza, un libro è una casa. Un libro “Fantasy” è un bellissimo castello, grande, con le torri a punta, i merli e il ponte levatoio. Qualche volta, però, io rimango altrettanto affascinato dai piccoli castelli che i bambini costruiscono in spiaggia, con la sabbia: piccoli, ma pieni di invenzioni; anche bizzarri se vuoi, ma belli e particolari.
    Non smettere mai di costruire castelli, Gili.
    Così, quando ne avrai costruito molti e sempre più belli con la sabbia, scoprirai che hai ormai tanta esperienza da provare a farli più grandi. Magari in pietra. Magari con le torri a punta e il ponte levatoio. 🙂
    Ciao, giovane autrice, ti auguro un buon oggi e un buon domani.

  • Ciao Gili, sei stata bravissima a descrivere la sensazione dell’ansia che emerge, le mani che prudono ecc… mi è sembrato di viverla 🙂
    Due cattivi mi sembrano troppi… insomma penso che le protagoniste abbiano bisogno di Coolbad come alleato 😉
    Se posso, vorrei darti due piccoli consigli…ma assolutamente non sono delle critiche perché il capitolo mi è piaciuto molto e tu migliori sempre di più 😉
    1) Prima e dopo un dialogo ti consiglio di andare a capo… Così i discorsi diretti saranno più chiari e guadagnerai anche più caratteri (visto che lo spazio è contato come un carattere mentre l’andare a capo no)
    2) attenta a non usare “avrebbe” al posto di “avesse” 😉
    Se sono stata noiosa ti prego di scusarmi…
    A presto piccola scrittrice 😀

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