La terra dei suoceri

Dove eravamo rimasti?

Cos'altro hanno in comune la Val di Vache e quel tratto di foresta Messicana nei ricordi di Stanco? Il ritrovare rifiuti disseminati in posti belli (60%)

Giù nella valle (parte seconda)

Anche in quel remoto villaggio messicano iniziavano a dover fare i conti con la disseminazione dei rifiuti, che comunque sottende a una teoria condivisa da molti; non ditemi che non avete mai sentito parlare della famosa “teoria della disseminazione dei rifiuti”? Ebbene, a chi farebbe piacere abitare, soggiornare, vivere vicino ad una grande discarica a cielo aperto o ad un inceneritore fumante? La soluzione è semplice, liberatevi subito, ovunque voi siate, di imballaggi, plastiche, lattine ma anche televisori, frigoriferi e quant’altro, avrete una distribuzione più equa e democratica della monnezza!

Poteva essere un mattino di ottobre del 2002 quando io e Marta(h) (d’ora in poi Martaconlacca in ragione dell’h dimenticata e della lacca appiccicata), andammo alla fermata del collectivo di santaugustinillo e poi la corriera, l’incontro con Pedro, la sua famiglia, il fuoristrada sobbalzante e finalmente alla sera la capanna dei turisti. Altri ritmi, altri tempi. Insieme a noi, quell’anno era arrivata la strada, 50 faticosi km di sterrato anche ripido con buche e smottamenti lungo i quali furgoni scassati arrancavano per raggiungere l’agognato altipiano di Cafepaulista.

Portavano per la prima volta i prodotti dell’industria, confezionati  in coloratissime buste di plastica che gli abitanti tranquillamente abbandonavano per strada come se conoscessero quella teoria, ma più probabilmente come avevano sempre fatto dalla notte dei tempi, con le altrettanto colorate, ma biodegradabili, bucce di banana, papaya, cocco e mango.

Nevica? Ma quì nevica! Mi guardo attorno , mi riprendo e ritorno nella realtà di Sogno….     e se fosse andata così anche in valle Stramba?

Negli anni ’50 per gli antichi arredi che di colpo erano diventati vecchi, c’erano due possibili vie di uscita : bruciati o buttati giù nella valle ma erano fatti di ferro e legno.

Dagli anni ’70 lo scarto è diventato di materiale plastico non biodegradabile, ma per il cambiamento dei  convincimenti di ciascuno ci sono voluti decenni nei quali comunque si è  continuato a buttar giù nella valle.

Arrampicandoci con tecnica tipo bouldering, (Fiacco è un grande sulle rocce), ci divertiamo a superare un bel salto di roccia al di sopra del quale la valle spiana e si allarga un po.

In lontananza un bidone arrugginito è incastrato sopra una cascata con materiale che ne esce mentre una foglia di ciclamino fa capolino da una fessura tra la lamiera arrugginita.

C’è un vecchio scarpone, potesse parlare, o cantare, mi direbbe quanto tempo ha passato lì in bilico a guardar giù e quanto nei piedi di qualcuno a camminar per boschi, stalle, capanni, miniere, chissà in quali epoche.

Ah se toccando gli oggetti, questi potessero iniziare a raccontare della vita di chi li ha posseduti! Chissà cosa ascolteremmo dai vari palloni che abbiamo trovato qua e là, o dal triciclo, o dal soldatino del generale Custer.

Pensate se la sedia sdraio in plastica bianca, mi raccontasse qualcosa  della sua padrona stesa a riposarsi dopo che con il soledeipiatti ha lavato, col brillacciaio sfregato, con acecandeggina ammollato, sulla stufa asciugato, sul fornello cucinato, eccetera, eccetera e poi beh le ruote d’auto dei loro viaggi, i tessuti ora stracci che furono vestiti da lavoro o abiti da cerimonia, i secchi di ferro di quando li si riempiva di latte appena munto, i mastelli dove il sabato ci si lavava dai più piccoli ai più grandi  ….quanti ricordi!

Ora la gran massa di sti articoli è radunata qui, all imbocco di questa valletta; Ziiittiii! Li ho sentiti!, Parlano tra loro, si capiscono, rimpiangono i vecchi tempi.

Immaginate se davvero questi oggetti parlassero, ma con la voce esatta di chi li ha posseduti!  

“Sentite che baccano c’è qui! E’ tutto un gran vociare, come al sabato al mercato, giù, sul grande piazzale, vicino al fiume Strambo!”

Voci di vecchi, donne, uomini, di bambini, tutti con le nostre stesse identiche inflessioni dialettali.

Oggi non possiamo più dire di non sapere come si faccia a liberarci correttamente  di ciò che non ci serve più e allora penso che i tempi possano essere maturi per invertire la rotta e per iniziare a togliere da dove  un tempo è stato sversato.

Penso che sia tempo di riscoprire la bellezza di questi luoghi e dare anche nuova vita riciclando i materiali lì abbandonati prima che prendano veramente una nuova altra vita mostruosa e zombesca per venire a trasformare i nostri sonni tranquilli nei peggiori incubi immaginabili!

Ahh ahh ahh Uhhh Uhhh sono il tuo vecchio triciclo, la sdraio, lo scarpone, la ruota, il generale Custer, il Toro della lattina di Red Bull!!!

PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO!?

che succede adesso?

  • Stanco e Fiacco trovano bidoni dai quali percola uno strano liquido vicino alla presa dell'acquedotto (29%)
    29
  • Nessuno mette più piede nella valle, allora i rifiuti si umanizzano e marciano alla ricerca dei loro antichi proprietari (43%)
    43
  • Il sogno di Stanco si avvera, si costituisce un gruppo di giovani e adulti che ripuliscono tutto per filo e per segno. (29%)
    29

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29 Commenti

  1. Sei davvero bravo, io seguo tua figlia Camostilla e appena scriverà un libro anche Tipa. Purtroppo non posso seguirti ma cercherò di leggere i tuoi capitoli, ho votato che il sogno di Stanco si avvera, così sarà un pochino più divertente e riuscirai a continuare meglio perché alcune possibilità poi sono difficili da continuare e si complica un po’ tutto. Buona fortuna!

  2. L’avessi avuto io, un padre scrittore. Beate le tue figlie. Scrittrici anche loro? Ah vabbé, beati voi. A casa mia non mi legge nessuno. eh eh eh eh…
    Non sono ancora riuscita a inquadrare il tuo racconto ma noto una padronanza tale per cui non ti etichetterei come un “dilettant-emergent” ma come uno che sa quello che fa. 😉
    Vado avanti e poi ti dico, aspetto il seguito e seguo – gioco di parole – e piacere, io sono Marta senz’acca e senza lacca.

  3. L’incipit mi ha incuriosito, quindi provo a seguirti.

    L’idea che i rifiuti si risvegliano è interessante ma non mi piace che la Valle venga abbandonata così, appena l’abbiamo conosciuta. Il sogno di Stanco lo farei avverare verso la fine della storia, quindi voto il liquido pericoloso 😉

    Ciao 🙂
    PS: non pubblicare troppo in fretta od i lettori non faranno in tempo a leggere.

  4. Ciao, mi piace questo incipit perché l’ho trovato ironico quasi come fosse di denuncia 🙂 anche se non so se è il tuo intento. Se continui a dare ai personaggi nomi così indicativi invece che passare a quelli normali (Marta) e se curi maggiormente la forma, diventerà per me un racconto davvero bello.
    Ti seguo.

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