La vera follia.

Dove eravamo rimasti?

Lucrezia parlerà con Paolo, e ci sarà anche Ivan. Da chi verranno interrotti? Carmen (67%)

Un’altra vita

Lucrezia chiede al fratello: “Hai visto altre foto oltre a questa?”.

Ivan annuisce, ma serra le labbra distogliendo lo sguardo.

“Ebbene? Dove sono?”, persevera la sorella.

“No so io, prima c’era” all’improvviso gli viene un’illuminazione e dice soddisfatto “Papi ha preso!”, poi sfila dalla tasca un foglietto e lo poggia vicino all’orecchio, reclinando il capo.

Tiziano.

Lucrezia a questa vista fa una smorfia e arretra di un passo. “Perché? C’era papà in quelle foto?”, gli mette sotto gli occhi l’istantanea della sconosciuta “Con questa donna?”.

Lui scuote il capo, poi inizia a piangere. “Sezza Cammen”.

Oddio, e mo’ che c’entra quella stronza? – si chiede la ragazza. Le viene in mente che Ivan, alla vista del padre, potrebbe rivelare maggiori dettagli. “Questo pomeriggio verrai con me al cantiere, ok?”.

Quando Ivan esce di casa è solo per andare da Carlo, l’amico di Lucrezia e psichiatra convenzionato dalla mutua. All’annuncio della sorella sorride estasiato, probabilmente perché crede che vedrà un’altra parte di mondo, e si precipita fuori dalla stanza saltellando come può fare solo un cavallo pazzo. Lucrezia non fa caso alle possibili conseguenze di tale entusiasmo, e pensa solo a raggruppare agendina e foto; poi scende a cucinare qualcosa e dabbasso trova i due distesi e languidamente abbracciati. Dopo l’ennesima smorfia di disgusto, la ragazza entra in cucina. 

*

Le vie del primo pomeriggio sono deserte e spazzate dallo Scirocco. Quando Lucrezia svolta per la ZI, inizia a vedere qualche autocarro e alcuni operai che si ripresentano ai rispettivi posti di lavoro. Il cantiere di Paolo è limitrofo la SS e il MacDonald’s in cui hanno appuntamento si trova a cinquecento metri dall’altra parte della strada. Quando entrano nel locale, Ivan si guarda intorno con meraviglia. Un cameriere greve e biondo tira su col naso e lo squadra dalla testa ai piedi. Lui si irrigidisce, ma sta guardando al di là del grassone, verso Paolo che siede al tavolo di fianco alla vetrata. Non è esattamente lo stesso entusiasmo che manifesti nei confronti di Cammen – pensa Lucrezia con rammarico.

Dal canto suo Paolo sorride solo alla figlia e osserva con cautela: “Ivan. Cos’è, una passeggiata terapeutica?”

I due si siedono senza riaccendere l’interesse nel biondone che ora gli dà le spalle. Lucrezia non ricambia il sorriso del padre, anzi abbassa lo sguardo mentre estrae dallo zainetto l’agendina e la foto per posarle in grembo, ancora nascoste alla sua vista. “Ivan è venuto con me perché ha trovato delle cose che non riusciamo a spiegarci”.

Dentro sé lotta contro riserbo e codardia. Non l’avrebbe detto, prima di uscire di casa, che affrontare il padre sarebbe stato tanto difficile. Forse perché l’ha sempre ritenuto un punto saldo e esempio di fermezza, privo di incrinature. Tuttavia, arrivata a questo punto, non è più certa di voler mettere allo scoperto gli scheletri nell’armadio che potrebbero divorare le sue già poche sicurezze.

Ma Ivan non conosce mezze misure.

“Foto sezza mamma Cammen”, lo accusa con fare torvo.

Paolo lo guarda con espressione confusa, poi si rivolge alla figlia: “Eh?”.

Lucrezia lancia un’occhiataccia al fratello e mostra al padre la foto incriminata. “Questa chi è?”.

“Tua madre”, risponde Paolo come se fosse la cosa più ovvia del mondo.

Lucrezia si acciglia. Ivan annuisce: “Cammen bellisfima”, farfuglia strappando la foto dalle mani della ragazza.

“Che, lo sapevi?”

Ivan nemmeno risponde, ormai è chiaro che l’unica a non aver capito niente è proprio lei, Lucrezia. Il padre giunge in suo aiuto: “Forse è l’unica foto di quand’era ragazza”, dice con voce bassa. “Quella poi è la Lancia che hai conosciuto da bambina”.

Lucrezia è sconcertata. Sua madre era uno schianto. Come ha potuto trasformarsi nel relitto senza speranza che lei ha sempre conosciuto? Cos’è successo?

Solleva l’agendina. “Dunque questa è vostra”, dice imbarazzata “Vi amavate molto”.

A quella vista Paolo ammutolisce. I luminosi occhi blu sembrano scurirsi mentre allunga la mano per prendere l’agenda. Tuttavia Lucrezia sente lo stomaco diventare di pietra  e la tira indietro. “Che hai?”.

“Dove l’hai trovata?”, chiede Paolo cereo in volto.

“Casa co’ foto sezza Cammen”.

“Basta!”, ormai Lucrezia non riesce più a tollerare l’ossessione di Ivan per quelle fantomatiche foto. “Pa’, non ci sto capendo niente”.

Ivan inizia a singhiozzare e porta fuori da chissà dove l’immagine di Tiziano. La ragazza fissa il padre che, visibilmente a disagio, fissa l’agenda.

“Ci sono parole e messaggi d’amore, di chi è?”.

“Non era necessario giungere fino a qui. Avresti potuto chiedere a me”. La voce roca di Carmen arriva alle sue spalle assieme al suono sconnesso dei suoi tacchi.

Ivan smette subito di piangere e si alza per raggiungerla. Paolo cambia l’oggetto del suo interesse e si irrigidisce ulteriormente. Lucrezia capisce che è stato il fratello ad informare Carmen della sua gita fuori porta del pomeriggio e, malgrado il fastidio nel vederla, immagina che la sua venuta significhi qualcosa di importante.

Lucrezia si ritroverà ad affrontare un problema familiare, ma non solo.

  • Ivan avrà urgente bisogno di Carlo (75%)
    75
  • Carlo la contatta per altre ragioni (0%)
    0
  • chiede aiuto a Carlo (25%)
    25
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