L’anello di vetro

Dove eravamo rimasti?

Ghunter avrà un assaggiò di libertà, ma cosa gliela farà conquistare? La vista (50%)

La cassa

Avvertì le vertebre scrocchiare una dopo l’altra, mentre si tirava in piedi, allontanandosi dalla tinozza piena d’acqua sporca. Accanto a lui il bucato nella cesta attendeva solo di essere steso in cortile, ma il sistema di campanelli sparsi per il castello lo avvertì degli ospiti alla porta. Si asciugò le mani ancora bagnate sulla maglia grigio topo e raggiunse l’ingresso.

L’armatura alla sua sinistra si mosse di scatto e iniziò a fissarlo sospettosa, stringendo la picca. «Ehi Numerouno!» lo salutò il ragazzo aprendo lo spioncino e incrociando i due occhi castani più belli che avesse mai visto. «Dovrei olearti uno di questi giorni. Scricchioli» aggiunse iniziando a tirare i chiavistelli.

Un carro pieno di merci era guidato da un ragazzo della sua stessa età di nome Justo e, purtroppo, i suoi erano l’unico altro paio di occhi estranei che Ghunter avesse mai potuto incrociare.

«Non ci si vede da un pezzo!» fece il nuovo arrivato, lasciando andare la catena che stava ancora tirando. Lo scampanellare s’interruppe bruscamente. Per fortuna il padrone era uscito o Justo lo avrebbe sentito urlare adirato.

Sul viso di Ghunter apparve un sorriso da un orecchio all’altro. Tralasciò i convenevoli e gli fece cenno d’entrare, fermando il carretto nell’ingresso inondato dalla luce esterna.

«Allora, come va la vita?» chiese Justo iniziando a posare a terra tutto ciò che il mago aveva ordinato.

«Come sempre. Vernon non è affatto cambiato» rispose Ghunter aiutandolo ad ammassare i pacchi. «Invece, racconta. Cosa succede all’esterno?» domandò curioso.

Justo si appoggiò al carro e incrociò le braccia, fissando l’alto soffitto in pietra. «Si dice che presto la contessa di Erevo e il principe si fidanzeranno. Nulla di più perfetto dato che le casse del regno sono vuote e che lei è ricca sfondata. Almeno le tasse non aumenteranno» annunciò. «Che poi un matrimonio combinato è piccolo sacrificio per chi non vuole spaccarsi la schiena dalla mattina alla sera, no?» aggiunse il giovane scoccando un’occhiata a Ghunter che stava spingendo con tutte le sue forze una cassa pesante tre volte lui.

«Si può sapere che c’è qui dentro?» si lamentò il giovane al limite dello sforzo.

Justo si portò la mano al mento. «Quella? Sassi.»

«Sassi?» gridò Ghunter incredulo, iniziando a spingere con la schiena. Vernon doveva essere impazzito.

«Molto vecchi» aggiunse l’amico, che vedendo il carro vuoto, afferrò le redini dell’asino e lo tirò versò la porta. «Ora devo andare. Dì al vecchio che mio padre è soddisfatto del pagamento e che è sempre un piacere fare affari con lui! Alla prossima!» e l’attimo dopo Numerodue chiuse i battenti con un tonfo sordo, facendo sprofondare Ghunter nella luce fredda delle alte finestre. Justo era fuggito prima che avesse avuto il tempo di offrigli qualcosa.

Ghunter osservò la cassa meditabondo. Sassi. Non ci pensava neanche a portarla su per tre piani di scale da solo. Anche se andava contro le regole, l’avrebbe aperta e trasportato il contenuto un po’ alla volta.

Il legno gridò, divelto dall’attizzatoio, e il ragazzo si ritrovò di fronte ai sei pezzi di granito squadrati, immersi nella paglia perché non si rovinassero. Sulla superficie c’erano delle incisioni. Non aveva idea di cosa significassero. Facendo molta attenzione sfilò le stele una ad una e le portò nello studio del mago.

Quel posto lo aveva sempre affascinato. Era pieno di alambicchi, vasi fumanti e liquidi di ogni colore, immersi nella luce azzurra dei quarzi incantati.

Quando giunse con la cassa tra le mani non riusciva a vedere dove stesse mettendo i piedi e senza volere urtò una boccetta piena di un liquido rosso tra i fogli del mago. L’attimo dopo il suono del vetro che s’infrangeva lo fece rabbrividire. Posò la cassa e si girò lentamente, mentre le sue pupille si dilatavano per l’orrore e il contenuto si allargava rosso sul pavimento in pietra. Non c’era un secondo da perdere. Si tolse la maglia e la usò per assorbire il liquido, mentre le schegge di vetro gli ferivano la pelle. Ripulì come meglio poté e poi decise di scendere per cercare un martello, richiudere la cassa e far finta che nulla fosse successo, ma mentre tornava indietro la vista gli si appannò. Ebbe un capogiro e si ritrovò seduto sui gradini gelati. Si sentiva strano, udiva dei sussurri nelle orecchie. No, era un canto che seguiva la melodia di un flauto. Scosse la testa per allontanarlo, ma non funzionò. Allora decise d’ignorarla. Si aggrappò alla parete, strinse il martello nella destra e raggiunse lo studio.

La luce dei quarzi si era fatta tremendamente intensa e gli feriva gli occhi, mentre le voci erano arrivate a urlargli nelle orecchie. Non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Premette con disperazione le mani sui padiglioni e trattene il fiato quando incrociò con gli occhi le lastre.

Le incisioni emanavano una forte luce bianca. Le lettere si staccarono dal granito e gli vorticarono intorno cambiando disposizione. Lasciò cadere il martello. Riusciva a comprenderle.

Ghunter ha combinato un bel disatro e sta fissando i caratteri a bocca aperta. Cosa accadrà adesso?

  • Le lastre esplodono e Vernon gli affiderà un incarico (0%)
    0
  • Ghunter ha una visione e deciderà di fuggire (80%)
    80
  • Vernon irrompe nella stanza e Ghunter deciderà di fuggire (20%)
    20
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40 Commenti

  1. Questa storia mi piace sempre di più 🙂
    Hai unito magnificamente le due opzioni. La ragazza che getta via il suo salvatore, poi, è un tocco di classe 😀
    Lo scudo magico è una ficata. La bestia secondo me è una lince. Ghunter seguirà la Saggia perché adesso ha bisogno di cure e di riposo. Però lo farei tentennare 😉

    Ciao 🙂

  2. Ciao! Premetto che non sono una grande fan del genere fantasy però questa storia mi ha colpito ed interessato notevolmente. Aspetto volentieri il secondo episodio. Ho scelto la vista, proprio perché sono curiosa di vedere come continua la storia.
    Anche io ho iniziato un racconto. Se ti va puoi leggerlo e commentare. Si chiama Luce. Grazie mille in anticipo e buona fortuna ! 🙂

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